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venerdì 20 novembre 2009

Iride-Enia: non c'è accordo sul dividendo straordinario

pubblicato da riva in: Utilities Azioni Italia Energy

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Ancora tensioni intorno alla travagliata fusione Iride-Enìa. Le difficoltà in vista della scadenza ormai prossima - per il prossimo 30 novembre dovrebbe essere siglato un improbabile accordo definitivo - invece di diminuire si accrescono, anche se bisogna dire che più che le intenzioni a mutare negli ultimi mesi è stato il contesto legale delle multiutility. Iride ed Enia insomma rischiano di cambiare o sono già cambiate rispetto a quando hanno deciso un concambio di 4,2 azioni ordinarie Iride per ogni azione Enìa: sia per via del nuovo dl Ronchi, che della maximulta Ue da 65 milioni di euro pagata da Iride per aiuti di Stato.

Un colpo durissimo che probabilmente ridurrà pesantemente il dividendo destinato ai comuni azionisti di Iride. Proprio le mutate condizioni della multiutility nata a cavallo tra Torino e Genova hanno suggerito la richiesta di nuove condizioni agli emiliani di Enia.

Tramontata rapidamente l’ipotesi di un intervento sul concambio che rimetterebbe in gioco tutta l’operazione, era emersa quella di un dividendo straordinario per i soci di Enia che però in questi giorni è contestata dalla stessa Iride che mette in gioco il Decreto Ronchi. Essendosi quotato dopo il primo ottobre 2003 il gruppo Enia è infatti l’unica società dei servizi quotata che rischia di dover rimettere a gara le concessioni su rifiuti e la gestione idrica già dal prossimo anno: se questi business dovessero finire in mano ad altri operatori (ma potrebbero anche essere aggiudicati agli attuali gestori), sicuramente il profilo reddituale della stessa Enia ne risentirebbe. Quanto?

Dall’ultima trimestrale di Enia si apprende che i ricavi del gruppo sono stati pari nei primi nove mesi del 2009 a 728,3 milioni di euro di cui 123,6 provenienti dal ciclo idrico e 157,7 provenienti dal settore ambiente.

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giovedì 19 novembre 2009

Safilo: in Lussemburgo si decide se sopravviverà

pubblicato da riva in: Azioni Italia

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Il destino di Safilo è ancora appeso a un filo. Conti in rosso e un debito da 586 milioni di euro rendono il colosso veneto degli occhiali fondato dalla famiglia Tabacchi una società più che a rischio. L’intervento del fondo di investimento Hal, che con la sua rete internazionale di negozi e centri di distribuzione potrebbe costruire un’alternativa industriale valida al fallimento, ieri si è arenato sulle reticenze del mercato.

Il fondo d’investimento ha promosso un aumento di capitale da 283 milioni di euro che potrebbe schiacciare il debito sui 400 milioni e rimpolpare i mezzi propri della società trasferendone il controllo alla stessa Hal (con una quota oscillante tra il 37 e il 50%). Tutto bello, ma le grane non mancano.

L’offerta è infatti subordinata a diverse condizioni, fra queste il fatto che Hal raggiunga almeno il 60% di alcuni bond emessi dalla stessa Safilo. Si tratta di obbligazioni su cui il fondo ha lanciato un’offerta da 60 centesimi per titolo contro i 68 di valore sul mercato di ieri. Proprio ieri la prima scadenza ha registrato una quasi totale mancanza di adesioni: Hal ha raggiunto solo il 43,01% dei bond in circolazione e il mercato sembra puntare decisamente su un rialzo dell’offerta che invece il fondo delle Antille ha negato con decisione.

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mercoledì 18 novembre 2009

Yoox: multipli generosi per una crescita impetuosa

pubblicato da riva in: Le debuttanti - IPO

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Continua il collocamento di Yoox che si prepara a sbarcare a Piazza Affari. L’offerta partita il 16 novembre 2009 dovrebbe terminare il prossimo 30 novembre 2009. Per il titolo è stata proposta una forchetta di prezzo tra i 3,6 e i 4,5 euro ad azione. Si tratta di valutazioni che indicano un rapporto ev/ebitda (enterprise value su margine operativo lordo) compreso tra 24,6 e 30,2 e una valutazione p/e (price/earnings) compresa tra 63,4 e 79,3 volte. In pratica il capitale economico della società viene valutato tra i 152,4 e i 180,5 milioni di euro. Così a occhio i multipli sembrano un po’ generosi in assoluto e relativamente ai competitor.

Sul prospetto si parla di ASOS, società del settore quotata a Londra a cui viene attribuito un ev/ebitda di 18,6 e un p/e di 31. Forse abbiamo sbagliato a fare i conti insieme al sito specialistico Infinancials e agli analisti di Auerbach Grayson & Co., Inc. ma ci sembra che i multipli siano inferiori per questo concorrente.

Soprattutto però ci stupisce nel prospetto il confronto con Amazon e Blue Nile: l’una vende libri (35,4 e 64,6 di ev/ebitda) e l’altra diamanti (34,8 e 48,6). Si potevano senz’altro prendere esempi meno generosi nel comparto dell’e commerce e più affini per area di attività. Oltretutto alla fine dell’operazione la media dei tre peer è in pratica assai inferiore, almeno in termini di price/earnings, al multiplo minimo proposto dall’emittente di 63,4 (la media è di 48,1).

Certo i risultati incoraggiano un’offerta a prezzi elevati visto che i ricavi sono cresciuti nei primi nove mesi del 2009 - quindi in piena crisi - del 48,8 per cento a quota 106,7 milioni di euro. Le altre voci del conto economico sono più che raddoppiate rispetto all’anno precedente (utile nei nove mesi a 2,8 milioni di euro) e l’indebitamento si è in pratica dimezzato a 5,6 milioni di euro.

Il fatto che poi venga messo sul mercato il 55% della società con il fondatore che dal 9,8% scende al 4,8% del capitale dà un po’ l’impressione di una liquidazione dell’investimento da parte di alcuni dei soci. D’altra parte la società è piccola e le azioni messe in vendita potrebbero portare in cassa fino a 104,6 milioni di euro su una capitalizzazione complessiva massima di poco meno di 227 milioni di euro.

La crescita impetuosa del gruppo impone d’altra parte la ricerca di capitali e già in passato nuovi soci hanno finanziato il gruppo. Il circolante netto è passato dai 9,8 milioni di euro del 2006 ai 18,5 milioni del primo semestre 2009. Contemporaneamente l’indebitamento finanziario si è decuplicato dal 2006 ai 13,9 milioni di fine 2008 e solo nuovi capitali apportati dai soci hanno consentito di riportarlo ai 5,6 milioni di euro dello scorso settembre. Soci di peso come Balderton Capital I (23,1%), Nestor 2000 (22,6%), Kiwi II Ventura Servicos de Consultadoria (16,1%) e Kiwi I Ventura Servicos sa Em Liquidacao (8,6%) prendono la palla al balzo per liquidare parte degli investimenti fatti.

Di certo le prospettive di questa nuova e promettente società sembrano incoraggianti e la crescita degli ultimi tempi lo dimostra, anche se ha richiesto molti sacrifici. Sacrifici che in parte adesso vengono reindirizzati sul mercato chiamato decidere delle prospettive della società fondata da Federico Marchetti soltanto nel 2000 e che già fattura più di 100 milioni di euro.

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martedì 17 novembre 2009

Eutelia: ok delle banche a congelamento del debito è urgente

pubblicato da riva in: Telecomunicazioni Azioni Italia

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Eutelia rischia di diventare più un caso di cronaca che di borsa. La società ha infatti fatto parlare di sé da mesi più per le sorti dei propri ex dipendenti del settore IT finiti in Agile ora ribattezzata Omega, che per le proprie strategie. Di recente anche l’ingresso dell’ex amministratore delegato Samuele Landi in uno stabilimento con dei collaboratori per scongiurare l’occupazione da parte di alcuni operai ha finito per complicare le cose. Sempre di recente Tommaso Pompei si è dimesso dal consiglio di amministrazione per incompatibilità con altre cariche.

Nel frattempo Eutelia si trova nella black list della Consob a causa di una situazione patrimoniale molto a rischio. L’accordo di stand still con le banche per il congelamento del debito fino alla fine del 2010 non è ancora approdato a un assetto definitivo. La previsione di un aumento di capitale da 20 milioni di euro per l’anno prossimo può essere un utile pungolo, ma il via libera delle banche, dopo la violazione dei covenant sul debito è tuttora una condizione imprescindibile se si vuole evitare un default della società.

Allo scorso 30 settembre il conto economico dei tre mesi precedenti evidenziava ricavi da 71,7 milioni di euro a fronte dei 100,19 milioni del terzo trimestre 2008. Il conto sui nove mesi indicava invece una flessione da 319,2 a 245 milioni di euro. II costi per il personale risultano scesi notevolmente sicuramente grazie alla vendita degli asset IT che ha portato a un alleggerimento della struttura della società innegabile almeno dal punto di vista della struttura dei costi. Il rosso del terzo trimestre 2008 era di 25,5 milioni di euro, il rosso dell’ultimo trimestre è di 2,5 milioni di euro.

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lunedì 16 novembre 2009

Yoox scommette sul mercato

pubblicato da riva in: Le debuttanti - IPO Azioni Italia

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Yoox sarà probabilmente l’unica matricola dello Star del 2009 e invierà dunque dal settore moda un segnale positivo al mercato. Il gruppo fondato da Federico Marchetti nel 2000 già distribuisce i propri prodotti in oltre 50 paesi del mondo e conta su un portafoglio di marchi di primo piano (Marni, Armani, Diesel, Valentino e Miss Sixty per esempio). L’anima della società che aiuta le case di moda a vendere on line in tutto il mondo è divisa tra i due siti Yoox.com e Thecorner.com, quest’ultimo nato nel 2008 e finalizzato a creare per le fashion house un negozio virtuale del brand decorato secondo il suo stile.

I dati del gruppo a fine 2008 rivelano ricavi netti in crescita del 48% a 101,5 milioni di euro e anche il primo semestre 2009 ha visto una crescita notevole del giro d’affari (+47%): ulteriori conferme dovrebbero presto giungere dalla terza trimestrale. Soltanto nella prima metà di quest’anno il gruppo ha registrato una media di 4 milioni di visitatori per il settore multimarca e di 2 milioni di visitatori per la linea monomarca. Si tratta di cifre che stanno gradualmente costringendo tutto il settore e guardare con occhio nuovo alle possibilità offerte dal web.

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venerdì 13 novembre 2009

Dati incoraggianti e il ritorno di Soru incoraggiano Tiscali

pubblicato da riva in: Telecomunicazioni Azioni Italia

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Mattinata positiva per Tiscali dopo la pubblicazione dei dati al 30 settembre. Questo nonostante la flessione dei ricavi del 9,5% a/a a 221,6 milioni di euro e il forte aumento delle perdite, salite dai 98,2 milioni di euro dello stesso periodo del 2008 a 418,4 milioni. Questo ultimo dato risente pero’ della minusvalenza da 365 milioni di euro contabilizzata con la cessione di Tiscali UK.

Il dato sui ricavi risulta pero’ in linea con le stime incluse nel piano industriale 2009-2013; l’ebitda rettificato, inoltre, ha segnato un incremento del 15% a/a attestandosi a 69,9 milioni di euro. Questo ultimo dato risulta sostanzialmente in linea con i target di fine esercizio a 70 milioni: e’ molto probabile quindi che l’ebitda complessivo per il 2009 si riveli superiore alle attese.

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giovedì 12 novembre 2009

Pirelli Re: prove di fusione con Fimit

pubblicato da riva in: Persone Tronchetti Provera Marco Azioni Italia Pirelli

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Sicuramente gli ultimi anni si stanno rivelando particolarmente vivaci per Pirelli Re che in più settori si è mossa con attenzione e rapidità raggiungendo dei risultati spesso notevoli, ma anche subendo pesantemente gli effetti della crisi generale e di un indebitamento notevole. L’ultima novità riguarda però un’alleanza appena progettata: quella con Fimit, società che gestisce 12 fondi e che potrebbe allearsi al ramo immobiliare dell’impero industriale di Marco Tronchetti Provera.

La notizia sembra piacere molto al mercato che oggi scalda il titolo Pirelli Re con rialzi di quasi cinque punti percentuali. D’altra parte che Pirelli Re abbia bisogno di strategie decise in questo momento di crisi è noto. L’aumento di capitale da 400 milioni di euro completato a luglio è sicuramente servito, ma i problemi sono ancora numerosi. Il gearing (inteso come rapporto tra posizione finanziaria netta esclusi i crediti per finanziamenti e patrimonio netto: quindi come capacità di far fronte con mezzi propri agli investimenti del gruppo) è passato a 0,65 dal 2,35 di fine 2008. La posizione finanziaria netta è passata da un saldo negativo di 861,8 milioni di euro a uno di 447,4 milioni di euro.

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mercoledì 11 novembre 2009

Intesa tonica, Unicredit un po' meno

pubblicato da riva in: Azioni Italia Assicurazioni Intesa Sanpaolo

unicredit intesa sanpaolo

Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Mattinata a velocita’ molto diverse per le due big del settore bancario italiano. Intesa San Paolo accelera con decisione prolungando il rally originato dal minimo di giovedi’ scorso, mentre Unicredit oscilla a ridosso della parita’ confermando le incertezze evidenziate ieri.

Le differenze tra le due performance sono determinate direttamente dai conti del terzo trimestre presentati in questi ultimi due giorni. Intesa San Paolo ha mostrato risultati migliori delle attese degli analisti. Gli utili sono stati pari a 674 milioni di euro, in linea con quelli dello stesso periodo del 2008 ma nettamente meglio dei previsti 460 milioni.

La banca guidata da Corrado Passera, alla luce di queste evidenze ha migliorato la guidance per il 2009: ora i profitti sono attesi al di sopra dei 2,6 miliardi di euro del 2008, mentre la stima precedente era per un risultato non molto inferiore a quello dell’anno precedente. Un broker importante come Credit Suisse ha confermato la raccomandazione outperform e il target a 3,50 euro, oltre il 15% al di sopra dei valori correnti.

Decisamente meno brillanti i conti di Unicredit. I profitti nel periodo luglio-settembre sono scesi a 394 milioni di euro, in netto calo dai 551 milioni dello stesso periodo del 2008 e anche rispetto ai 490 del secondo trimestre 2009. Si tratta comunque di un risultato in linea con le attese del mercato.

L’a.d. Alessandro Profumo non ha voluto sbilanciarsi riguardo alla distribuzione del dividendo cash sull’esercizio 2009, rimandando ogni decisione sulla cedola a dopo la conclusione del programma di creazione della banca unica. Su questo punto dobbiamo registrare che i sindacati della controllata Banco di Sicilia hanno respinto il progetto in quanto l’istituto siciliano verrebbe degradato a semplice divisione territoriale di Unicredit.

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martedì 10 novembre 2009

Saras: 2009 difficile e il mercato vende dopo la trimestrale

pubblicato da riva in: Azioni Italia Energy Saras

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Il mercato reagisce con le vendite alla pubblicazione dei dati trimestrali di Saras e penalizza il titolo della compagnia di raffinazione della famiglia Moratti con un ribasso del 4,3% a 2,11 euro. D’altra parte i dati pubblicati dal gruppo sono preoccupanti anche se bisogna osservare che, almeno nel caso di Saras, oltre a fattori di mercato come la forte riduzione dei prezzi dei prodotti petroliferi e il calo della domanda che ha compresso i margini di raffinazione, hanno pesato anche elementi di natura straordinaria come un tragico incidente in una raffineria e una serie di imprevisti che hanno causato dei rallentamenti e appesantimenti della catena produttiva del gruppo.

La fotografia di Saras e delle sue performance alla fine del terzo trimestre mostra comunque una forte flessione di tutti i principali indicatori del conto economico: il confronto con il terzo trimestre del 2008 rivela infatti una flessione del fatturato del 43% a 1,41 miliardi di euro, dell’ebitda del 127% fino a un rosso di 17,1 milioni di euro. Nel trimestre si registra una perdita operativa di 65,5 milioni di euro (-399%) e un risultato negativo per 49,6 milioni di euro.

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lunedì 09 novembre 2009

Infrastrutture: quanti dossier portano a Ponzano

pubblicato da riva in: Persone Azioni Italia Impregilo Autostrade Benetton family

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L’attenzione del Governo e del mercato si focalizza in questi giorni sulle infrastrutture e ancora una volta un ruolo di primo piano sembra giocato in questo settore dalla famiglia Benetton. Il gruppo di Ponzano Veneto che controlla Atlantia, Autogrill, quote importanti di Gemina (quindi degli Aeroporti di Roma) e di Impregilo, oltre a diversi altri asset nel settore aeroportuale e ferroviario non poteva d’altronde rimanere estraneo ai progetti di rilancio infrastrutturale italiano.

Le recenti delibere del Cipe che finanzieranno opere fondamentali un po’ in tutto il Bel Paese (dalla Pedemontana lombarda al Ponte sullo Stretto) vedranno, infatti, Impregilo spesso al primo posto fra i beneficiari dei finanziamenti.

Non meno importante è il ruolo degli stessi Benetton nel settore aeroportuale, dove la famiglia di Ponzano Veneto controlla una quota importante di Gemina (e quindi della sua controllata Aeroporti di Roma) e ha di recente tirato un po’ la giacca ai soci dicendosi pronta a supportare un aumento di capitale da oltre 500 milioni di euro, se necessario. Anche in questo caso il travagliato via libera all’aumento delle tariffe aeroportuali giunge gradito in un momento delicato per il riassetto del traffico aereo italiano. Altri interessi ancora portano la famiglia veneta nel business delle ferrovie (Eurostazioni-Grandi Stazioni).

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