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Alimentare

Beni di consumo alla ribalta, ecco due titoli da seguire

pubblicato da AleOne in: Compratienivendi Fatti del giorno Alimentare Educational

Il settore dei beni di consumo si sta lentamente riprendendo dopo la crisi economica che ha conosciuto il suo picco negativo a fine 2008 inizio 2009, con evidenti ripercussioni per tutto il 2009. Nel corso del 2010 la situazione ha visto un lieve miglioramento. In base agli ultimi dati Istat le vendite al dettaglio nel periodo gennaio-ottobre risultano invariate rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre l’indice relativo ai beni non alimentari ha fatto segnare un +0,2% (alimentari: -0,5%).

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Parmalat: condanne importanti per risarcimenti ancora troppo parziali

pubblicato da Ferry Boat in: Risparmio tradito Alimentare Parmalat

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Ieri la condanna a 18 anni di carcere per Calisto Tanzi, dopo ben sette anni dal crack da 14 miliardi di euro di Parmalat, è stato letta in maniera variegata dai giornali e si inserisce nelle complesse vicende giudiziarie che hanno seguito il riassetto del gruppo di Collecchio. Si tratta certo di una vicenda ancora aperta visti i diversi giudizi ancora pendenti sul caso, ma allo stesso tempo questa condanna è una tappa importante in un percorso che è stato letto, questa volta quasi unanimente, come troppo lungo. Insomma di certo sembra che ci sia al momento solo che è passato troppo tempo per i risparmiatori che furono frodati più di sette anni fa.

I processi in corso sul caso sono almeno due, uno a Parma che riguarda solo i manager e uno a Milano che invece riguarda anche e principalmente le banche. Il primo processo conclusosi ieri con la condanna di quindici manager sui diciassette imputati aveva come capi di imputazione l’associazione a delinquere e la bancarotta che hanno carattere penale, mentre a Milano sono arrivate diverse cause civili per aggiottaggio, ostacolo alla vigilanza, falso in comunicazioni e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob.

Secondo alcuni calcoli ammontano a circa 600 milioni di euro i crediti vantati da oltre 36 mila risparmiatori che avevano acquistato bond del gruppo e che ora possono chiedere un risarcimento di appena il 5% del proprio investimento (circa 30 milioni di euro). Oltre tutto su queste condanne pendono già degli annunciati ricorsi in Cassazione.

A Milano solo la sentenza di Appello aveva quantificato in una provvisionale tra il 10% e il 30% dell’investimento il danno derivante dall’aggiottaggio.

Al tempo del crack il debito di Parmalat lievitò improvvisamente da 7 a 14 miliardi di euro e scomparve contemporaneamente liquidità per 4 miliardi di euro che doveva essere nelle disposizioni del gruppo e invece era solo un falso con incollato sopra il marchio di Bank of America che non ne sapeva nulla.

Ai 600 milioni di crediti vantati (e ripagati come detto solo in minima parte ai risparmiatori) vanno aggiunti dunque 2 miliardi di euro che gli imputati ora devono in solido alla stessa Parmalat. Gli ammanchi, però, come detto sono ancora di più e la verità su quello che successe nei conti del gruppo prima del crack del 2003 appare ancora davvero troppo lontana.

Diverse transazioni negli ultimi anni hanno permesso a Parmalat di risollevarsi in Borsa e diversi creditori a cui sono state assegnate azioni e warrant (in scadenza al 2015) hanno potuto rivedere parte del proprio capitale.

Quanta parte però questi risparmiatori non potranno più rivedere dei loro crediti sembra ancora difficile da stabilire con esattezza. Di certo al momento i conti non tornano ancora.

Una pausa per Campari

pubblicato da Ferry Boat in: Alimentare Azioni Italia

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Risultati in crescita a tutti i livelli del conto economico per Campari, ma ieri la società della famiglia Garavoglia ha chiuso le contrattazioni con un rosso del 5,1 per cento. Neppure oggi il titolo fa granché bene a Piazza Affari e si riporta a 7,79 euro con un ribasso dell’1,64 per cento. Ancora una volta, avvalorando il detto “buy the news sell the fact”, una volta resi noti i dati di bilancio, per altro lusinghieri, sarebbero scattate delle prese di profitto dopo il rally degli ultimi mesi. L’azione era volata oltre gli 8,3 euro di recente e per poco non aggiornava i massimi storici del 2007: quale migliore occasione per i realizzi della pubblicazione di brillanti dati 2009?

Se a questo si aggiunge una pioggia di downgrade di diverse agenzie che hanno criticato i risultati della compagnia (da Equita a Kepler a Oddo) il cerchio si chiude. Secondo molti, dopo i recenti rally, i corsi dovranno consolidare le posizioni raggiunte. Le performance brillanti del 2009 che si è avvantaggiato del consolidamento di Wild Turkey potrebbero non essere immediatamente ripetibili. La recente acquisizione ha infatti influito enormemente sulla crescita a doppia cifra (+11,4%) del segmento spirit che, a sua volta, copre da solo più del 70% del fatturato di Campari.

Nel 2010 il management, che ha deciso di alzare la cedola a 6 centesimi e proposto un aumento di capitale gratuito, promette ulteriori benefici dal consolidamento delle neo acquisite (da ricordare anche Destiladora San Nicolas, Odessa, Sabia e altri brand in licenza). Il rafforzamento del network distributivo, sul quale si punta molto, dovrebbe mettere altra carne al fuoco, gli analisti, però, appaiono scettici.

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I migliori di ieri : Safilo, Parmalat, Mondadori

pubblicato da AleOne in: Fatti del giorno Alimentare Educational

Prezzi in crescita del 12,3% ieri per Safilo
Prezzi in crescita del 12,3% ieri per Safilo. La chiusura di seduta è stata registrata a 0.919 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 0.930 ed un minimo a 0.818 euro. Antonio Favrin, che siede nel Cda di Safilo come amministratore indipendente, ha comprato in avvio di ottava azioni pari all’1,9% del capitale. Il mercato giudica favorevolmente tale mossa che potrebbe anticipare un ruolo manageriale per Favrin, gia’ ai vertici di Valentino FG e di Jolly Hotel. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 1.363 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 0.973 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.603 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Rialzo del 8,2% ieri per Mondadori
Rialzo del 8,2% ieri per Mondadori. La società ha annunciato la firma di un contratto preliminare per la vendita al gruppo Pozzoni dell’80% del capitale della controllata Mondadori Printing, con opzione sul restante 20%. La societa’ del gruppo Fininvest incassera’ circa 115 milioni di euro. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.050 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.200 ed un minimo a 2.843 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 1,584,418 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 76 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 4.242 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 3.274 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 2.341 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Prezzi in crescita dell’1,5% ieri per Parmalat
Prezzi in crescita dell’1,5% ieri per Parmalat. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.563 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.600 ed un minimo a 1.491 euro. In questi giorni si svolge il processo Parmalat. La procura parmense ha archiviato le indagini riguardanti il dossier di Bank of America relativo al processo sul crac dell’azienda di Collecchio. Sempre relativamente al processo per il crac la Consob ha invece chiesto un risarcimento per danni superiore ai 6 milioni di euro a causa delle false comunicazioni diffuse dal gruppo sull’emissione di bond durante il dissesto finanziario. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 2.032 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.628 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.294 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Parmalat: i piani di Bondi per il 9 aprile

pubblicato da Ferry Boat in: Alimentare Parmalat Azioni Italia

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Riceviamo da Robby e con piacere pubblichiamo

Parmalat in calo dopo il bel rialzo messo a segno nella scorsa seduta. Domani presso il Tribunale di Parma si aprira’ il processo per il crack del gruppo agroalimentare: si tratta di un procedimento di dimensioni gigantesche (56 imputati e oltre 34mila testimoni) che ha gia’ innestato polemiche a causa dei grossi problemi che creera’ al lavoro della Procura della citta’ emiliana.

Se però l’udienza di domani riguarda il passato, anche il futuro gestionale della nuova Parmalat non appare scevro da incertezze. Il prossimo 9 aprile si terra’ l’assemblea dei soci con all’ordine del giorno il rinnovo del consiglio di amministrazione. Enrico Bondi, amministratore delegato del gruppo di Collecchio, starebbe cercando, insieme all’advisor Lehman Brothers, di compattare un fronte composto da una trentina di fondi per puntare alla riconferma in toto del board uscente.

L’operazione non appare semplice in quanto i fondi vorrebbero avere voce in capitolo nella composizione del cda, mentre Bondi appare irremovibile nel voler riproporre gli stessi nomi. Potrebbe quindi prospettarsi un ribaltone e un conseguente allontanamento di Bondi: questa ipotesi sarebbe in particolare caldeggiata da Jp Morgan e Deutsche Bank. Incerta (e a questo punto forse decisiva) la posizione di Intesa San Paolo.

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Autogrill: un nuovo debito da 1 mld spaventa il mercato

pubblicato da Ferry Boat in: Persone Alimentare Azioni Italia Benetton family

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Seduta negativa per Autogrill che viene penalizzata dalle indiscrezioni relative al maxifinanziamento da un miliardo di euro che l’azienda della famiglia Benetton intende chiedere ad un pool di banche, al fine di dotarsi delle risorse per effettuare due acquisizioni. La prima riguarda il 50% di Aldeasa dalla britannica Imperial Tobacco (per raggiungere il completo controllo della societa’ spagnola), la seconda il 100% di Worl Duty Free, leader nella ristorazione nei principali aeroporti britannici, dall’iberica Ferrovial.

Secondo le voci che circolano Bnp Paribas, Intesa San Paolo, Royal Bank of Scotland e Unicredit starebbero approntando l’erogazione di un prestito di durata quinquennale a tasso variabile. Resterebbero da definire il tasso di riferimento (euribor a 3 o 6 mesi) e lo spread (70-80 punti base, almeno inizialmente). Esiste inoltre la possibilita’ che il finanziamento bancario possa essere utilizzato come “ponte” in attesa di un miglioramento delle condizioni del mercato del credito, per poi essere successivamente rimpiazzato da un bond.

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Autogrill punta al Regno Unito

pubblicato da Ferry Boat in: Persone Alimentare Azioni Italia Benetton family

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Autogrill stringe la presa su Alpha airport e si prepara a lanciare un’opa da 110 pence ad azione sulla preda britannica. Il board del gruppo inglese favorisce l’operazione e sembra che a breve si prepari a raccomandare l’adesione degli investitori all’offerta italiana. Così, mentre in queste ore il titolo Alpha a Londra incassa rialzi dell’8,5% correndo verso i 110 pence della offerta del gruppo controllato dai Benetton, il mercato sembra ancora sorpreso dalla rapidità degli italiani.

Lo scacco matto inglese si è consumato in tre mosse fatte in meno di una settimana. Prima Autogrill ha rilevato il 12,5% di Alpha Airport per circa 30 milioni di euro, venerdì scorso la società italiana guidata da Gian Mario Tondato da Ruos si è poi portata sulla soglia dell’opa arrivando a controllare il 29,9% della società inglese con un investimento da 45 milioni di euro che valutava il titolo una sterlina.

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Marr, 31 milioni dalle amministrazioni romagnole

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Up & Down Alimentare Azioni Italia

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Altra giornata radiosa a piazza Affari, sebbene gli indici non abbiano ancora recuperato lo scivolone dei giorni scorsi. Marr, società del gruppo Cremonini, proprio oggi guadagna ancora di più dell’indice di riferimento (lo Star) incassando un rialzo di oltre due punti e mezzo percentuali sulla notizia di un nuovo contratto da 31 milioni di euro con le pubbliche amministrazioni dell’Emilia Romagna.

Si tratta di servizi per forniture alimentari e non che la società riminese fornirà per i prossimi due anni. L’anno scorso la percentuale dei ricavi derivanti dai servizi alla PA è stata pari soltanto all’1 per cento. Il gruppo guidato da Vincenzo Cremonini (presidente) e da Ugo Ravanelli (ad) durante la recente presentazione dei dati del bilancio 2006 ha dichiarato di puntare al miliardo di ricavi nel 2007.

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Parmalat si sgonfia nel giorno dei preliminari 2006

pubblicato da Ferry Boat in: Fatti del giorno Up & Down Persone Alimentare Bondi Enrico Parmalat Azioni Italia

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Era meglio dire direttamente di no. Oggi i titoli del colosso di Collecchio sono crollati del 5,37% nel giorno del preconsuntivo del bilancio 2006 e, a chi gli chiedeva dell’ebitda previsto per il 2007, Enrico Bondi (superato nell’Olimpo dei salvatori della finanza nostrana soltanto da Sergio Marchionne) rispondeva: “Fisseremo il target per il 2007 entro i prossimi due mesi. Non dico né no né sì, ma è altamente probabile che non saremo in grado di raggiungere questo livello”, ossia 450 milioni di euro.

Il risultato è stato ancora una volta un serie di vendite, anche se, a dire il vero, non sembra che poi i dati del bilancio 2006 annunciati oggi fossero malvagi, anzi. L’indebitamento finanziario di Parmalat è passato da 369,3 milioni di euro a 151,7 milioni con una riduzione di quasi il 60 per cento.

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Parmalat, il bicchiere sembra mezzo pieno

pubblicato da Ferry Boat in: Risparmio tradito Up & Down Banche Alimentare Parmalat Azioni Italia

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Ancora soddisfazioni per gli azionisti di Parmalat in questa giornata grigia per piazza Affari. Il titolo guadagna lo 0,12% attestandosi a 3,35 euro. In realtà gli acquisti sono avvenuti in preasta di apertura e in queste ore si assiste a qualche ritracciamento, ma va detto che il titolo sembra inserito in un solido trend rialzista. La società d Colecchio risanata da Enrico Bondi intanto prosegue nel rilancio incrementando costantemente fatturato e margine operativo lordo e contemporaneamente agendo in maniera decisa sul debito.

Quello che però ormai da tempo gli investitori aspettano è una pioggia di risarcimenti dopo la valanga di cause che Bondi ha avviato contro le banche e le agenzie di rating di mezzo mondo. Nemici non facili, è vero, ma contro cui è stata ottenuta una vittoria venerdì scorso quando Parmalat ha ottenuto l’ok di Bnl ad un risarcimento da 112 milioni di euro per chiudere tutte le pendenze fra i due gruppi. La somma è risultata pari al 35% delle richieste della casa parmigiana del latte, ma ha dato segnali positivi al mercato che, secondo le stime di diversi analisti, si aspetta percentuali di risarcimento molto inferiori (la media fra i vari analisti sarebbe del 15% di quanto richiesto).

Bisogna però precisare che la causa conclusa con Bnl per via del particolare coinvolgimento nel crack della subholding di Bnl Ifitalia era un po’ diversa dalle altre. Oggi Parmalat ha comunicato il nulla osta della Corte costituzionale al proseguimento dei processi avviati contro un pool di banche (fra cui San Paolo, Unicredit e Credit Suisse).

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