mercoledì 10 settembre 2008

Qualche domanda ancora sul caso Alitalia

pubblicato da riva in: Azioni Italia Alitalia

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Il caso Alitalia, fra polemiche politiche e sindacali, campagne sui media e accordi dietro le quinte, continua ad accendere l’interesse del Bel Paese. Non mancano gli interrogativi sul futuro delle due compagnie aeree più importanti del Bel Paese (c’è di mezzo infatti anche il futuro di AirOne). Qualche domanda è già stata posta su questo sito, altre non meno importanti sono state avanzate in un recente articolo di redazione pubblicato sul sito La Voce. Lo segnaliamo.

mercoledì 03 settembre 2008

Alitalia: ancora incertezze sul suo futuro

pubblicato da riva in: Azioni Italia Assicurazioni Alitalia

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Il ballo delle cifre è già cominciato e così gli esuberi di Alitalia sembrano essersi già ridotti da 7000 a 4.500. In realtà si tratta di cifre tutt’altro che certe, circolanti negli ambienti sindacali e in qualche maniera già smentite dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che ha detto che è ancora presto per quantificare il numero di dipendenti non necessari al nuovo gruppo e ha aggiunto carne al fuoco con una novità: i lavoratori saranno diretti al settore privato e non al pubblico, per il quale è necessario un concorso. Resta da capire se il direzionamento sul privato non sia un delicato eufemismo per la parola licenziamento.

Le Poste e l’Agenzia delle Entrate sicuramente tirano un sospiro di sollievo, i lavoratori palleggiati da un giorno all’altro no. Di certo rimangono a rischio quelli dell’Atitech di Napoli (750 dipendenti più 150 di indotto). Le indiscrezioni sui 4.500 esuberi calcolati sembrano però molto precise e li quantificano in 500 piloti, 1.500 assistenti di volo, 2.500 dipendenti di terra. Si tratterebbe di cifre fornite, secondo il quotidiano Repubblica, dal Governo agli stessi sindacati che, nel frattempo, hanno deciso di fare quello che preferiscono di solito fare in queste situazioni: dividersi. Da un lato la Cgil da un lato Cisl e Uil, anche se è da ricordare che i sindacati di Alitalia secondo stime non confermate sarebbero addirittura 9.

Sempre in questi giorni di frementi trattative rispunta un nodo politico di “capitale” importanza: quello di Malpensa, il secondo hub di Alitalia che sembra pronto a ridimensionarsi notevolmente per fare spazio a Fiumicino che già ha colto un numero consistente di voli Alitalia durante il precedente Governo.

Al riguardo Oggi Giuseppe Bonomi, numero uno di Sea (aeroporti di Linate e Malpensa) e leghista della prima ora (come lo definisce il Sole 24 Ore), ha rilasciato al quotidiano di Confindustria una conciliante intervista in cui lamenta crediti da 47 milioni di euro nei confronti di Alitalia e sostanzialmente approva il piano di Intesa Sanpaolo che definisce come l’unico possibile. Un beneplacito che sorprende dopo le battaglie di qualche mese fa per l’hub di Malpensa… In effetti Alitalia ha già rinunciato all’83% del proprio impegno a Malpensa e quindi il danno in qualche maniera è già stato fatto, quindi perché attaccare un Governo da sempre amico?

D’altra parte 70 milioni di euro di impatto nel conto economico di Sea per via dell’abbandono di Malpensa da parte di Alitalia (cifre fornite dallo stesso Bonomi) non sono bruscolini, ma, come noto, per gli slot di Malpensa c’è la fila e la liberalizzazione dei diritti di volo potrebbe essere prossima.

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mercoledì 27 agosto 2008

Alitalia: fiches sul tavolo, il banco a Colaninno

pubblicato da riva in: OPA per tutti Azioni Italia Alitalia

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Alla fine i “capitani coraggiosi” incaricati di salvare Alitalia si sono fatti vivi e hanno messo la loro fiche sul piatto della newcompany sponsorizzata da Roberto Colaninno con 200 milioni di euro. La Compagnia aerea italiana che dovrà traghettare la Magliana attraverso fusioni, scorpori, alleanze e aumenti di capitale sarà per il momento affidata a Rocco Sabelli, già nominato amministratore unico della Srl da un miliardo di euro pronta a divenire una società per azioni.

Il Governo ha fatto i salti mortali per promuovere questa impresa che raggruppa alcuni dei più importanti imprenditori italiani, da Benetton a Marco Tronchetti Provera, da Salvatore Ligresti a Marcellino Gavio passando per il numero uno di Confindustria nonché ad delle acciaierie omonime Emma Marcegaglia. Insomma la cordata italiana annunciata da Silvio Berlusconi in tempo di elezioni non ha tagliato la corda - come molti temevano - e alla fine ha messo la faccia e i quattrini in cambio di un appoggio più che conciliante di banche e istituzioni.

Nel frattempo il Governo sta lavorando a un decreto legge ad hoc che piegherà la Legge Marzano alle circostanze e permetterà alla newco presieduta da Colaninno di fare tutto quello che riterrà opportuno, dalla cessione del personale a quella delle rotte o di rami industriali. E’ previsto anche che l’Antitrust chiuda un occhio sulla concentrazione delle rotte e delle quote di mercato dopo la fusione fra Alitalia e AirOne e in molti a Roma incrociano le dita perché le reazioni europee non siano troppo dure.

Si tratta, insomma, di una serie di manovre straordinarie e spesso poco ortodosse che il Governo sta attuando per salvare il salvabile (e la faccia) dopo le promesse elettorali. La regia finanziaria del film “Salviamo la compagnia” è affidata come noto a Intesa Sanpaolo che ha già previsto esuberi da 7000 unità (molti di più di quelli calcolati a suo tempo da AirFrance o da AirOne) e la scissione della società in due tronconi (uno sano affidato a manager e alleati e uno destinato al commissariamento, la cosiddetta bad company).

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mercoledì 30 luglio 2008

BA-Iberia: pressione in crescita nel settore aereo

pubblicato da riva in: Azioni Italia Alitalia

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Le compagnie aeree sono state da subito la cartina al tornasole di questa crisi globale dell’economia. Il barile d’oro nero è diventato nel tempo una zavorra per tutta la finanza internazionale, ma se c’è un settore che già prima della crisi dei mutui ad alto rischio denunciava come una Cassandra i pericoli del caropetrolio è quello delle compagnie aeree. Si è arrivati al paradosso di aerei che volano più lentamente per consumare di meno (è il caso dell’australiana Qantas, ma non solo). Col petrolio che saliva cresceva anche la pressione dei costi sui bilanci dei vettori e così, dopo dieci anni di alleanza in One World e un tentativo di conquista fallito, alla fine la crisi ha partorito il matrimonio d’interesse fra British Airways e Iberia. Ne dovrebbe nascere la terza compagnia del mondo con più di 16 miliardi di euro di fatturato e 65 milioni di passeggeri.

I consigli di amministrazione hanno già dato il loro via libera e anche il mercato ha dato il suo ok con una pioggia di acquisti che ha premiato soprattutto la fidanzata spagnola regalandole un rialzo di oltre 20 punti. Sulla carta la nuova supercompagnia dovrebbe essere soprattutto inglese, visto che BA capitalizza in Borsa il doppio di Iberia (la holding che controllerà le due compagnie dovrebbe alla fine capitalizzare più di 5 miliardi e mezzo di euro). Un sito spagnolo calcolava però che Caja Madrid, azionista di riferimento con poco meno del 30% del capitale di Iberia, dovrebbe diventare il primo azionista della nuova entità con una quota del 10-13% circa del capitale. Al momento tutti gli investitori però sembrano contenti, anche perché di buone notizie in questo comparto se ne sentono davvero poco.

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martedì 29 luglio 2008

Alitalia: Cirigroup ricorda che il tempo stringe

pubblicato da riva in: Azioni Italia Politica Alitalia

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Notizie negative per Alitalia la cui liquidita’, secondo Citigroup, sarebbe quasi agli sgoccioli. In base a un report elaborato dall’ufficio studi dell’importante banca americana e divulgato ieri, le casse della compagnia di bandiera toccheranno il fondo entro fine 2008. Questo solo grazie ai 300 milioni di euro iniettati dal governo Prodi (operazione sottoposta a indagine dalla Commissione Europea), senza i quali si sarebbero i fondi si sarebbero esauriti gia’ alla fine del terzo trimestre.

Secondo gli analisti di Citigroup, nel corso di questo esercizio Alitalia perdera’ 550 milioni di euro di liquidita’, ovvero un milione e mezzo al giorno. Considerando anche le svalutazioni della flotta, le perdite a fine anno potrebbero ammontare a 720 milioni di euro. Ancora pochi mesi quindi e, in assenza di una soluzione definitiva, la compagnia di bandiera si trovera’ punto e a capo, ovvero con la necessita’ di ricevere ulteriori fondi (perduti), pena il fallimento.

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martedì 03 giugno 2008

Caro petrolio: le compagnie aeree temono il conto

pubblicato da riva in: Azioni Italia Energy Alitalia

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La corsa del greggio oltre il record dei 135 dollari non poteva che avere da subito degli effetti dirompenti su uno dei comparti più esposti alle oscillazioni del petrolio: quello aeronautico. Ieri la Iata (l’associazione delle maggiori compagnie aeree del mondo) ha lanciato l’allarme capovolgendo le previsioni già non brillanti fatte nel 2007. Nell’intero settore aereo mondiale le perdite ammonteranno a 2,3 miliardi di dollari se il greggio si attesterà sui 106,5 dollari al barile. Se, però, i prezzi dovessero ritornare sui 135 dollari, il rosso delle compagnie potrebbe raggiungere (e superare) i 6,1 miliardi di dollari.

Per questo ieri Giovanni Bisignani, numero uno della Iata, ha chiesto con urgenza una revisione della tassazione e un rapido intervento dei governi per riportare il greggio ai prezzi reali. La crisi del comparto, ormai alle prese con un calo che non si vedeva dall’11 settembre del 2001, è cosi grave che oggi, alla notizia delle perdite da 64 milioni di euro di Ryan Air nel primo trimestre del 2008, il mercato si è messo a comprare il titolo. D’altra parte il direttore generale Jimmy Dempsey ha dichiarato che l’anno si chiuderà in pareggio o in lieve utile: se si considera che negli ultimi sei mesi sembra che siano fallite 8 aerolinee e 24 compagnie, tutto sommato quello della compagnia irlandese può essere letto come un dato positivo.

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giovedì 21 febbraio 2008

Alitalia: il Tar dà ragione ad Air France, ma Toto non molla

pubblicato da riva in: Azioni Italia Assicurazioni Alitalia

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Alitalia reagisce positivamente alla decisione del Tar del Lazio di respingere il ricorso presentato dalla Ap Holding di Carlo Toto. L’obiettivo dell’imprenditore abruzzese era quello di interrompere le trattative in esclusiva tra Air France-KLM e la compagnia tricolore per permettere ad Air One di rientrare in partita. Non si conoscono le motivazioni della decisione del Tar, ma Ap Holding ha gia’ fatto sapere che procedera’ al successivo grado di giudizio, ovvero al Consiglio di Stato.

Il processo che potrebbe portare all’acquisizione della quota del 49.9% di Alitalia in mano al Ministero dell’Economia da parte del vettore franco-olandese ha quindi fatto un “piccolo passo” avanti, come lo ha definito Maurizio Prato, presidente e a.d. della compagnia italiana. La trattativa dovrebbe terminare a meta’ del mese prossimo e sfociare in una proposta vincolante al Tesoro, ma il nulla osta definitivo dovra’ essere dato dal Governo che uscira’ dalle prossime elezioni del 13-14 aprile.

In caso di esito positivo Air France-KLM lancera’ un’offerta di scambio azionario sul 100% di Alitalia, incamerando il 49.9% in mano al Tesoro, e le eventuali adesioni da parte degli altri azionisti. Il rapporto di concambio tra azioni del vettore franco-olandese e quello tricolore sara’ deciso al termine della trattativa in esclusiva. Ricordiamo inoltre che il piano dei transalpini prevede anche il riacquisto dei bond convertibili e il lancio di un aumento di capitale da 750 milioni di euro.

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lunedì 04 febbraio 2008

Alitalia: tutti tirano, ma la corda potrebbe rompersi

pubblicato da riva in: Up & Down Azioni Italia Alitalia

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Brividi in Borsa per Alitalia, che si riporta sopra i 69 centesimi dopo le perdite notevoli degli ultimi giorni. Peccato che da tempo ormai i corsi del titolo siano diventati quasi insignificanti nel quadro della complessa vicenda della privatizzazione della società. La questione del salvataggio della compagnia è infatti diventata un feudo della politica e i vari potentati più o meno tesserati che cercano di conquistare questo feudo sembrano, a più di un anno dall’inizio di questa complessa vicenda, più agguerriti che mai.

Il week end ha in particolare ha visto un inasprimento su una contesa che il crollo del Governo sembra avere riaperto: quella Air France e AirOne-Intesa Sanpaolo per la conquista della compagnia. Il ministro dell’Economia uscente Tommaso Padoa Schioppa ha, infatti, auspicato una chiusura rapida del dossier sulla privatizzazione in favore dei francesi. Dietro questa presa di posizione numeri e commenti che non potevano che causare qualche mal di pancia. Soprattutto la considerazione che senza un aumento di capitale da 750 milioni entro giugno Alitalia fallirebbe e i problemi diventerebbero più gravi per tutti. In coda una frecciatina sul dispiacere per l’incapacità della Lombardia, la regione più ricca d’Italia, di esprimere un’iniziativa che garantisca lo sviluppo sia di Alitalia che di Malpensa.

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mercoledì 02 gennaio 2008

Alitalia sempre più francese, ma qualche broncio rimane

pubblicato da riva in: Persone Azioni Italia Alitalia

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Non si placano le polemiche sulla vendita di Alitalia. La compagnia di bandiera, ormai prossima a passare sotto le insegne francesi, apre con molta incertezza il 2008 e, dopo una mattinata in perdita e uno scivolone a quota 0,76 euro, si riporta in chiusura di seduta in territorio positivo e sopra gli 0,8 euro. Secondo indiscrezioni di stampa oggi sarebbero già giunti in Italia i tecnici francesi messi al lavoro da Parigi sulla fusione e il presidente di Air France Klm Jean Cyril Spinetta starebbe già preparando una serie di incontri con politici e sindacati in vista della sua venuta in Italia il 10 di questo mese.

I sei miliardi e mezzo di investimenti previsti dalla compagnia francese nei prossimi anni, l’offerta da 35 centesimi ad azione, i 750 milioni subito e i piani di incremento delle rotte non sembrano però avere calmato le più accese polemiche contro la scelta del Tesoro.

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venerdì 14 dicembre 2007

Alitalia non s'è desta

pubblicato da riva in: Azioni Italia Assicurazioni Alitalia

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Probabilmente non c’è modo migliore di porre la questione se non in questi brutali termini. Su Alitalia il Governo ha fallito una volta e rischia di fallire ancora. Il dossier divide da un pezzo la maggioranza e alla fine sembra soltanto che la situazione si sia aggravata. Lo scivolone di oggi in Borsa lo dimostra ulteriormente. Ma andiamo per ordine.

Un’agenzia Reuters stamane fa lo scoop: l’offerta di Air France sarebbe di 35 centesimi ad azione, quella di AirOne di uno. Il titolo perde tanto da sfiorare un teorico di 0,6 euro ad azione, quindi viene sospeso e infine esce un comunicato della compagnia di bandiera. “In relazione al comunicato dell’agenzia Reuters… Alitalia precisa che detti elementi non risultano completi e pienamente rispondenti e, comunque, attengono ad offerte non vincolanti, costituendo, pertanto, un mero primo riferimento di valore”. In altre parole sì, mancano i dettagli, ma gli ordini di grandezza potrebbero essere quelli di Reuters. I buoi però sono già scappati in preda al panic selling. Il risultato è che, se ce ne fosse mai stato bisogno adesso c’è più confusione di prima.

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