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Alitalia

Alitalia ancora in attesa delle offerte

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Alitalia

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C’è attesa per la nuova gara per la privatizzazione di Alitalia. Domani scade infatti il termine per la presentazione delle offerte non vincolanti all’advisor Citigroup.

Non è però ancora chiaro se, insieme a quella di Ap Holding (Air One-Intesa Sanpaolo), ci saranno anche le offerte di Air France-Klm e di Lufthansa. Una portavoce della compagnia tedesca ha ribadito che non è stata ancora presa alcuna decisione in merito, anche se fonti vicine alla società avrebbero anticipato che la questione non risulta all’ordine del giorno della riunione del consiglio di sorveglianza convocato per oggi.

Sembra comunque difficile che si verifichi ancora quanto già accaduto in passato, ossia che l’asta vada deserta. La partecipazione della cordata guidata da Airone è pressochè scontata e, in assenza di altri concorrenti, potrebbe essere proprio la società che fa capo a Carlo Toto a prendere possesso della compagnia di bandiera. Al suo fianco ci saranno le banche che dovrebbero detenere una quota di capitale pari al 20 per cento. Intesa Sanpaolo potrebbe acquisire il 15% mentre il restante 5% toccherebbe alla giapponese Nomura.

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Alitalia: a cosa puntano i concorrenti

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Lo scenario aeronautico europeo cambia. Iberia, grazie a un blitz di Caja Madrid, rimane in Spagna e blocca le mire di British Airways. Si fa di nuovo largo l’ipotesi dei campioni nazionali del volo e fra tutti i paesi del Vecchio Continente Alitalia, è chiaro, veste un po’ i panni di una Cenerentola. In attesa delle offerte non vincolanti di giovedì per la vendita della Magliana il mercato misura i muscoli dei tre candidati alla conquista, Air France, Lufthansa e Air One. I tre hanno interessi diversi e progetti contrastanti per il futuro della compagnia del tricolore.

Air France, che ha già sperimentato con Alitalia la funzionalità di un asse Roma-Parigi in funzione anti-low cost ha fra tutte la posizione più ambigua. Come nel caso di Lufthansa da un fallimento del nostro vettore potrebbe ottenere un grande vantaggio, probabilmente un vantaggio maggiore di quello che otterrebbe da un’acquisizione. Ma poi cosa farebbero i francesi di Alitalia? La ridurrebbero a una compagnia regionale, taglierebbero Malpensa (come l’attuale presidente della compagnia italiana Maurizio Prato già progetta di fare) e cercherebbero di spostare i voli delle interessanti aree del Medio Oriente verso Parigi. Insomma la ricetta francese di Alitalia rischia di essere un po’ indigesta, almeno dalle parti del Governo.

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Alitalia, per Jp Morgan il meglio è sempre Toto

pubblicato da Yattaman in: Varie !!! Azioni Italia S&P Mib Alitalia

“Un piano di sopravvivenza”: è così che il presidente di Alitalia Maurizio Prato definisce la strategia che sarà messa nero su bianco per tenere a galla la società. Il documento allo studio dei vertici della compagnia “non è di risanamento. Tenta solo di tamponare l’emorragia di perdite. Serve esclusivamente a dire al mercato che Alitalia è in grado di sopravvivere, altrimenti non viene certificato il bilancio”.

Il messaggio sembra molto chiaro. Basta interferenze politiche, basta con le illusioni di un recupero facile che metta insieme redditività, livelli occupazionali e salvataggio di Malpensa: “Roberto Formigoni forse non sa - ha detto ieri Prato in un’audizione alla commissione Trasporti del Senato - che per portare i passeggeri ad imbarcarsi a Malpensa la compagnia sostiene perdite tra 150 e 200 milioni l’anno”. In realtà, spiega, “il 62% dei milanesi e il 92% dei viaggiatori del nord vola utilizzando altri hub”. Non solo, ma a proposito dei collegamenti con India e Cina Prato mette in chiaro che Alitalia “non si può permettere di conservare rotte che perdono 20-30 milioni l’anno”.
Uno studio di Jp Morgan in effetti gli dà ragione. Secondo gli analisti della banca d’affari “i viaggiatori business che partono da Milano preferiscono volare su vettori non italiani da Linate, a causa della convenienza, piuttosto che su Alitalia da Malpensa”. Quelli che devono raggiungere gli Usa “prendono il taxi fino a Linate, volano su hub del nord Europa e da lì sfruttano i collegamenti col nord America”. Così “le rotte intercontinentali introdotte da Alitalia su Malpensa non hanno mai catturato molto del relativamente redditizio traffico sulle lunghe rotte da e per Milano”.

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Alitalia: scelte forti in un momento delicato

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Assicurazioni Alitalia

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Alitalia perde anche oggi quasi l’1% a Piazza Affari e continua a far parlare di sé. Nel pomeriggio i rappresentanti della compagnia hanno ancora incontrato i sindacati per discutere del “piano sopravvivenza” (come lo chiama qualcuno) e elle difficili scelte che forse imporrà. Nel frattempo si moltiplicano le ipotesi sulle mosse che il neopresidente Maurizio Prato farà. È confermato che saranno tagliati 17 voli intercontinentali da Malpensa e che 14 di questi saranno spostati a Fiumicino. Sullo scalo milanese rimarranno solo le tratte per Tokyo e New York e la scelta di Maurizio prato a questo punto appare chiara: fra la clientela business e quella turistica si è scelta questt’ultima e con questa Fiumicino. Ancora molti punti rimasti in sospeso e le agenzie continuano a battere l’ipotesi che Alitalia Express, compagnia controllata dal vettore del tricolore, sia in via di riassorbimento dentro la holding. I suoi voli saranno spostati in parte alla controllata Volare che sarà potenziata e permetterà anche così di ridurre gli esuberi. Nel frattempo la delicatezza di questo momento di transizione appare sempre più chiara e i sindacati rivendicano la necessità che il nuovo proprietario che succederà al governo dopo la privatizzazione compia quelle scelte strategiche che servirtanno a rilanciare la compagnia. Non pochi gli analisti che vedono però nei decisi interventi di questi giorni la necessità di salvaguardare la continuità aziendale. Che in parole povere significa evitare di fare fallire la compagnia prima di averla venduta.

Alitalia ancora in mezzo al guado

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Azioni Italia S&P Mib Alitalia

Nuova giornata di polemiche inconcludenti su Alitalia. Il titolo, fiacco, perde un terzo di punto percentuale, attestandosi appena al di sopra di 0,8 euro in un giornata gli indici invece avanzano significativamente.

Secondo uno studio di Ambrosetti e The European House l’abbandono di molti voli su Malpensa costerà alla compagnia mancati ricavi per una cifra compresa tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro, con un perdita di 7 milioni di passeggeri. Solo un terzo di coloro che ora si imbarcano su voli continentali dallo scalo lombardo intenderebbe infatti passare da Fiumicino.

Per quanto riguarda la flotta, si fa avanti ItAli Airlines: il presidente Giuseppe Spadaccini si dice interessato agli Atr dismessi dalla compagnia di bandiera e non esclude un accordo con AirOne: “Il mercato aereo in Italia è molto frammentato e in futuro sarà necessario stringere delle alleanze. Le sinergie sarebbero molteplici, e non solo perché gravitiamo entrambi nella zona tra Chieti e Pescara”.

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Alitalia ancora nella nebbia e l'affaire Malpensa non aiuta

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Assicurazioni Alitalia

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Oggi Alitalia ha perso “solo” un punto percentuale, quindi in una giornata molto pesante per le borse, ha in certo senso limato le perdite sebbene i movimenti che le girano attorno siano sempre più vorticosi. Il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta, ex consigliere della compagnia di bandiera che si è dimesso in piena bufera e ha anche evitato così di dovere firmare un bilancio, quello 2006, davvero disastroso, ha dichiarato: “Se ci chiamano ascolteremo con molta attenzione”. Insomma Air France rispunta con la solita aria da squalo proprio mentre Aeroflot parla di tempi troppo lunghi e per confermare il proprio disinteresse un po’ smaccato anticipa l’acquisizione di 44 aerei da 5,8 miliardi di dollari.

Nel frattempo hostess e stuart danno un altro chivalà al governo e puntano i piedi sulla cassa integrazione: sono già pochi, al massimo se il governo li incoraggiasse con una pensione da lavoratore esposto all’amianto e quindi con un incentivo all’esodo volontario se ne potrebbe parlare. L’altro ieri Jp Morgan ha detto che i piani dell’aministratore delegato Maurizio Prato non salveranno la compagnia perché non bisognerebbe cambiare il network delle rotte, per esempio tagliando a Malpensa 150 voli giornalieri (al servizio di 17 voli continentali molti dei quali sarebbero spostati a Roma), né mandare segnali tranquillizzanti ai sindacati sugli esuberi. Così, ha in sostanza affermato l’unica banca d’affari di peso internazionale senza conflitti d’interesse nel dossier Alitalia, non si va da nessuna parte e anche la prossima asta non andrà deserta. Il dubbio è che quella voce di possibili offerte anche da Jp Morgan abbia condizionato il giudizio dell’istituto americano. Malizie? Difficile da dire in un polverone come quello sollevato dal tonfo al rallenty di Alitalia.

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Alitalia, tocca di nuovo ad Air France

pubblicato da Yattaman in: Varie !!! Azioni Italia S&P Mib Alitalia

Giornata negativa per Alitalia che si allinea alle perdite evidenziate da tutte le borse europee. Sul titolo permane l’incertezza relativa al futuro della compagnia di bandiera. Le ultime indiscrezioni di stampa parlano di un Maurizio Prato decisamente attivo nel suo ruolo di presidente. Il manager sta tentando di reperire le risorse finanziarie per permettere al vettore nazionale di sopravvivere, ed al contempo è impegnato nella missione di trovare un assetto proprietario definitivo.

Per quanto riguarda il primo punto sembra che Prato stia analizzando gli asset presenti nel portafoglio di Alitalia e non facenti parte del core business, al fine di venderli e ricavare liquidità. Il quadro sarebbe però desolante dal momento che gli unici asset di rilievo (valore stimato in 100 milioni di euro) sono rappresentati dagli immobili, sui quali erano già circolate voci di cessione, ipotesi poi congelata durante il tentativo di privatizzazione. Non sembrerebbe invece destinata alla vendita la quota dell’1,8% in Air France, del valore di circa 150 milioni di euro, e questo conduce direttamente agli altri rumor in circolazione.

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Alitalia: il Governo al punto di partenza

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Up & Down Persone Azioni Italia Alitalia

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Alitalia continua a perdere terreno in borsa ritracciando di due punti percentuali al giro di boa. Il Tesoro non si esprime in merito, anche se la conferma nel giro di 24 ore dell’uscita del fondo Matlin Patterson dalla gara gli ha chiaramente fatto fare una figuraccia e ha svelato quello che tutti sapevano da tempo: si trattava di un braccio di ferro fra il Ministero e AirOne soltanto.

L’intoppo è venuto dal fatto che Toto si è alzato prima del gong, avendo perfettamente capito di avere il coltello dalla parte del manico. Le condizioni che aveva richiesto al Tesoro si sono rivelate eccessive e Laura Serafini, giornalista del Sole 24 Ore, si chiede oggi se non sia stato meglio che sia andata a finire così. In campo rimane il drammatico problema di una compagnia che dopo sei mesi e altri 150 milioni di perdite al minimo rischia di fallire. Le alternative sarebbero la contrattazione con i privati (per la quale già AirOne sembra disponibile…) oppure il commissariamento, che però potrebbe anche configurarsi come aiuto di Stato. Già perché Alitalia ha ricevuto anche troppo denaro da Roma nel corso degli anni e non può più ricevere, secondo la normativa europea, altri aiuti dallo Stato.

Lo ha ricordato ieri immediatamente la stessa Commissione ricordando di aver già chiuso un occhio nel 2004. Alla fine insomma o si dichiarerà il fallimento della compagnia e si procederà alla dismissione dei suoi asset, oppure si ricorrerà a una vendita privata, le cui procedure sono diverse da quelle di un’asta pubblica. In questo ultimo più probabile caso appare molto difficile che il Governo possa imporre condizioni e chiedere garanzie. Di fatto si è tornati al punto di partenza, eccetto che per due cose: la prima sono le perdite stimabili sui 150-160 milioni dei euro almeno in base ai dati 2006; la seconda è il fatto che il Governo incassa un fallimento in gran parte prevedibile.

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AirOne non ci sta: Alitalia alle strette

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Il Tesoro prende tempo dopo la rinuncia di AirOne alla gara per la privatizzazione di Alitalia. “La procedura permane aperta in presenza di altro partecipante, il fondo Matlin Patterson, cui è stato trasmesso il testo contrattuale sulla base del quale formulare l’offerta vincolante entro il 23 luglio 2007”. È quanto si legge in un comunicato del ministero dell’Economia mentre sulla stampa, informata già da ieri sera dell’addio di carlo Toto alla compagnia della Magliana, inizia a farsi largo l’ipotesi che la società debba portare i libri in tribunale (come ha paventato Gianfranco Fini). Le alternative sarebbero infatti, fra liquidazione e commissariamento, una più pericolosa dell’altra per i livelli occupazionali e il futuro della più importante compagnia aerea d’Italia.

Ieri Carlo Toto, patron di AP Holding e di AirOne, ha manifestato grande “disappunto”, accusato delle resistenze politiche alla sua offerta nella maggioranza e nella minoranza, e ha, infine, detto che il prossimo 23 luglio non presenterà un’offerta vincolante perché non ci sono le condizioni per un piano forte di rilancio e di crescita. Simili considerazioni sono state espresse stamane da Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. A questo punto le ipotesi su quanto accaduto si moltiplicano. Ieri sono stati consegnati i contratti di vendita della quota di Alitalia in mano al Tesoro a Matlin Patterson e ad AP Holding: evidentemente gli “aggiustamenti” richiesti da Carlo Toto non sono stati accolti e così si è consumato lo strappo. La prima impressione è che questi sei mesi di gara abbiano bruciato 150 milioni di euro (questa la media delle perdite nel periodo).

Qualcuno però alimenta altri retroscena come quello che riguarda l’impossibilità di AirOne di procedere all’offerta perché incapace di reperire i finanziamenti necessari. Un partner forte come Intesa Sanpaolo richiede senz’altro delle garanzie e alcuni rumors nei giorni scorsi hanno parlato di quote ingenti del capitale di AirOne in pegno alla banca come garanzie per i maxiprestiti necessari.

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Alitalia, un altro braccio di ferro

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Assicurazioni Politica Alitalia

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Sembrava che alla fine, nel bene o nel male, sul caso Alitalia si fosse giunti a una via obbligata: meno di un piano, ma più del caos. Sembrava infatti che, uscita dalla gara Aeroflot, alla fine Matlin Patterson rimanesse solo per non vanificare la gara o almeno per non renderla troppo ridicola. La stessa presentazione di un piano con 2.350 esuberi ai sindacati (ma non esisteva una clausola di riservatezza?) da parte di Carlo Toto sigillava l’idea di una gara già terminata e di un concorrente che, certo ormai della vittoria, dettava le sue condizioni a un Ministero senza scelta. Ieri però Romano Prodi ha sparigliato le carte.

Il premier infatti, durante la riunione di cui fornisce un rapido sunto oggi il Sole 24 Ore, avrebbe infatti detto ai ministri che seguono il caso: “Se la gara dovesse fallire, io ho un’idea”. L’idea sarebbe quella di un risanatore, di un commissario alla Enrico Bondi che ci facesse il miracolo come per Parmalat. In termini legali si tratterebbe di commissariare la compagnia o di liquidarla in modo da metterla in mani certe ed eventualmente venderne dei rami per non fare appassire la pianta.

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