Ansaldo STS premiata con la promozione nell'S&P/Mib

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Ansaldo STS nelle ultime sedute si e’ messa in evidenza grazie ai buoni dati 2008 e alle interessanti previsioni per quanto riguarda l’attuale esercizio. L’anno scorso la societa’ controllata da Finmeccanica (ha il 40% del capitale) ha visto crescere gli utili fino a 77,6 milioni di euro (+33% a/a) con un portafoglio ordinativi passato da 2,98 a 3,14 miliardi. Gli ordini acquisiti erano risultati peri a 1,3 miliardi e per il 2009 le stime interne parlano per questa voce di 1,3-1,5 miliardi di euro.

Giusto ieri Ansaldo STS ha annunciato l’aggiudicazione di un contratto del valore complessivo di 334 milioni di euro (di cui 220 di sua competenza) con la municipalita’ di Taipei. Ansaldo STS fornira’ gli impianti elettromeccanici del sistema di trasporto per la metropolitana, mentre AnsaldoBreda (anch’essa del gruppo Finmeccanica) si occupera’ della produzione dei veicoli.
Il titolo ha messo a segno un bel progresso grazie anche alla notizia dell’ingresso nel paniere dell’S&P/Mib, il che avverra’ a partire dalla chiusura del 20 marzo prossimo.

Si tratta di un fatto molto positivo da un punto di vista mediatico, ma non solo.

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condividi condividi 0 commenti martedì 10 marzo 2009

Il nuovo Governo scalda i grandi costruttori

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Il maggiore effetto delle ultime elezioni sulle azioni di Piazza Affari si è sentito sui titoli del comparto delle costruzioni. Impregilo, Buzzi Unicem, Italcementi e oggi Ansaldo e Astaldi hanno messo a segno consistenti rialzi (ma qualcuno su Buzzi Unicem ha già avviato i realizzi), dimostrando che il mercato crede a un rilancio con il nuovo Governo delle grandi opere infrastrutturali di cui il Bel Paese ha bisogno oggi più che mai.

Se infatti il quotidiano Finanza e Mercati ha commentato i risultati in Borsa delle urne dicendo che l’”effetto elezioni” è stato affievolito notevolmente dalle perdite dei listini stranieri e dai record del petrolio nei giorni della vittoria del Cavaliere, un rialzo del comparto delle costruzioni in concomitanza con il voto appare innegabile. Il peso della congiuntura non proprio rosea dei mercati globali sul comparto bancario, che in Italia pure è molto legato ai progetti di nuove infrastrutture, sembra confermare infatti una certa prudenza degli investitori. Lo stesso dicasi per Mediaset che, invece di avvantaggiarsi della vittoria di Silvio Berlusconi, ha perso qualcosa ieri e parecchio oggi.

Le critiche del quotidiano il Giornale all’amministrazione del centrosinistra (un titolo recitava “Italia bloccata: 4 opere finite su 137″) un po’ forti sembrano quindi alla prova dei fatti confermate dall’opinione dei mercati.

D’altra parte il Pdl ha dichiaratamente messo fra le priorità della nuova azione di Governo la realizzazione delle pedemontane lombarda e veneta (vedasi rialzi di Autostrada Torino Milano), del Ponte sullo Stretto (vedasi i rialzi di Impregilo) e dell’alta velocità ferroviaria (Astaldi e Ansaldo potrebbero avere in queste opere un ruolo di primo piano). Di là dalla valutazione politica sull’utilità di alcune di queste opere (la Tav che il Pd approvava era contestata dall’Arcobaleno insieme al Mose di Venezia e al Ponte sullo Stretto), una considerazione merita di essere svolta.

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condividi condividi 1 commento martedì 15 aprile 2008
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Ansaldo: non è tempo di pensare al dividendo

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Non è tempo di raccolto quest’anno per Ansaldo. Lo hanno comunicato i vertici della controllata di Finmeccanica chiarendo che invece il 2007 è periodo di semina: le risorse risparmiate col mancato stacco della cedola infatti andranno a finanziare la crescita della società genovese che punta a crescita di redditività pari all’1,5-2 per cento per il periodo 2005-2009. E i conti fatti venerdì dagli amministratori della società sembrano darle ragione: la produzione è aumentata rispetto all’anno scorso (+10,1%) a quota 928 milioni di euro mentre l’utile ha toccato i 45,8 milioni di euro (dai 44,3 milioni dell’ultimo esercizio). Il rincorrersi di voci sullo stacco della cedola ha creato un pò di ansietà agli investitori che (a fronte di volumi di vendita sotto la media degli ultimi tre giorni) dopo aver guadagnato oltre l’1% a quota 10,25 hanno visto i loro titoli fare un bel capitombolo sotto i 9,84, circa il 2,25% in meno dall’ultima chiusura, niente paura comunque perché è abbastanza normale come comportamento se si considera che gli investitori stanno ancora cercando di capire l’indirizzo strategico della società che intanto guarda al mercato tedesco con la sua Ansaldo Sts Deutschland, società operante nel mercato dei trasporti tedesco per la quale sarebbero in corso già alcune trattative.

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Ansaldo, spunti dal bilancio. Ma la luce è lontana

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Un incasso in borsa di mezzo punto percentuale per Ansaldo che perde da quando è entrato a Piazza Affari a fine aprile e che sembra non trovare un’uscita dal tunnel, è già qualcosa. La controllata di Finmeccanica ha appena pubblicato i dati del secondo trimestre 2006 ed è andata benino: i ricavi hanno raggiunto quota 235,9 milioni di euro. Purtroppo più giù vengono le dolenti note ed in particolare un risultato operativo in calo da 23,3 milioni a 21 milioni di euro su base annua. Su questa voce avranno pure pesato i 2,1 milioni di euro di una tantum per la quotazione, ma gli effetti si sono sentiti anche sull’utile che scende a 11,3 milioni, perdendo circa 200 mila euro.

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Finmeccanica, Guarguaglini parla chiaro

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La giornata va maluccio un po’ per tutti oggi a Piazza Affari, anche per Finmeccanica e Ansaldo. Le società del gruppo italiano della Difesa non stanno però con le mani in mano e, da Pistoia a Farnborough, è un susseguirsi di progetti che indicano il forte dinamismo del management di queste società a tutti i livelli.

A Farnborough, sede nei pressi di Londra di un’importante salone aeronautico, Pier Francesco Guarguaglini, il sovrano di Finmeccanica, ha dichiarato di non volere cedere la quota del 30% posseduta in Avio (il resto è di Carlyle), un asset evidentemente ritenuto ancora strategico. Le domande più attese erano però, ancora una volta, quelle che riguardavano i rapporti con i grandi player del settore aeronautico, a partire da Airbus. La posizione del gruppo in merito ai rapporti con il colosso aeronautico è stata ancora una volta chiara. Non sembra infatti che ci sia l’intenzione di entrare nel capitale di Airbus. Si tratterebbe di una mossa troppo vincolante per i vertici della compagnia che avendo numerose competenze specifiche nel settore preferisce non vincolarsi con un cliente esclusivo sul cui operato oltretutto potrebbe comunque dire poco.

Guarguaglini ha invece ribadito un interesse per il 10% del nuovo progetto A350XWB della stessa Airbus che dovrebbe rappresentare la risposta al 787 della Boeing. Si tratta di un programma da 10 miliardi di euro e quindi un miliardino potrebbe finire in tasche italiane. Incerti ancora i rapporti con i nuovi vertici di Eads: presto sarà organizzato un incontro. Qualcuno ha chiesto se ci siano allo studio progetti che coinvolgano mercati emergenti come la Cina o l’India. Guarguaglini ha risposto che progetti del genere sono a lunga scadenza e destinati a non dare subito i loro frutti migliori.

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Toro su Finmeccanica grazie a 27 metropolitane americane

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Giornata positiva per Finmeccanica che incassa in tarda seduta un rialzo dello 0,68% verso quota 18,5 euro. A portare il titolo sugli scudi hanno contribuito, probabilmente, 27 metropolitane leggere per la Niagara Frontier Transportation Authority (Nfta) di Buffalo, nello Stato di New York. Per il loro ammodernamento Ansaldo Breda, che Finmeccanica controlla con una quota del 40%, ha, infatti, vinto una commessa statunitense da 32,8 milioni di dollari.

Si tratta solo dell’ultima novità per Finmeccanica che macina di continuo appalti in tutto il mondo. Le più recenti commesse sono venute dalla Turchia e dalla Grecia. Il direttore generale del gruppo, Giorgio Zappa, sta inoltre conducendo delle trattative in Russia per partecipare al programma Russian Regional Jet a condizioni favorevoli per il colosso di piazza Monte Grappa. L’obiettivo della società controllata al 32,4% dal Ministero dell’Economia è quello di favorire il raggiungimento di un accordo bilaterale Roma-Mosca al fine di superare l’attuale normativa russa che impedisce alle società stranere di salire sopra il 25% della proprietà di una società russa.

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Astaldi, Impregilo e Ansaldo: buoni contratti, ma in borsa va male

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Astaldi perde in borsa circa lo 0,84% e il quadro tecnico indica una tendenza ribassista in atto dalla metà di marzo con un supporto 5,7 che potrebbe non reggere ai ripetuti attacchi. Anche il quadro tecnico di Impregilo non promette niente di buono (anzi…) e il titolo perde quasi lo 0,7% in borsa.

Tuttavia entrambe le società, insieme a Ghella, firmeranno un contratto in Venezuela da circa 2,2 miliardi di dollari che prevede la costruzione di una linea ferroviaria fra Puerto Cabello e La Encrucijada.

Forse, visto l’andamento di Astaldi e Impregilo a piazza Affari, sarebbe meglio accelerare il processo di fusione fra le due società di cui la stampa parla da un po’ di tempo a questa parte.

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La neostar Ansaldo vola sopra il 10% nel giorno dell'Ipo

pubblicato da riva

ansaldo treno

Debutto esplosivo per Ansaldo sts in borsa. L’ultima matricola di Piazza Affari segna un rialzo dell’10,64% a quota 8,63 euro (ore 10.30). La società controllata da Finmeccanica entra nel segmento di negoziazione Star. Subito in grande spolvero le 52.174.000 azioni ordinarie (prezzo di offerta a 7,80 euro) immesse sul mercato. Si raggiungono però i 60 milioni di titoli con l’esercizio della greenshoe, un pacchetto di titoli che le società emittenti riservano per evitare grossi sconvolgimenti azionari all’indomani della quotazione. La greenshoe della neostar è pari in questo caso al 15% del capitale di Ansaldo ed è già stata sottoscritta ieri. Il totale dell’offerta è quindi pari al 60% del capitale della debuttante, mentre il resto rimane in mano a Finmeccanica, che con questa operazione dovrebbe realizzare circa 457,5 milioni di euro dai quali però bisogna sottrarre le spese per il collocamento.

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Ansaldo STS: debutto a 7,8 euro

pubblicato da vapor5

È stato fissato a 7,8 euro il prezzo di offerta delle azioni Ansaldo STS, nella parte alta della forchetta compresa fra 6,8 e 8,2 euro. L’esborso per il lotto minimo (500 az) sarà pertanto di 3900 euro.

La domanda, si legge in una nota, è stata di oltre otto volte superiore all’offerta. Il prezzo di offerta è unico per l’Opv e per il collocamento istituzionale. Il prezzo è stato determinato da Finmeccanica, sentiti i coordinatori, Mediobanca e Goldman Sachs e il consulente finanziario, Vitale & Associati. I proventi, al netto dell’importo delle commissioni, ammonteranno a 397,8 milioni di euro. Nel caso di integrale esercizio dell’opzione di greenshoe, il ricavato ammonterà a 457,5 milioni di euro e le azioni oggetto dell’offerta saranno pari a 60 milioni, equivalenti al 60% del capitale sociale di Ansaldo.

Le negoziazioni sul listino milanese inizieranno mercoledì 29 marzo.

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Ansaldo STS: tanti soldi per Finmeccanica

pubblicato da theman

finmeccanica_difesa La chiusura odierna dell’operazione di collocamento di Ansaldo STS potrebbe portare nelle casse di Finmeccanica fino a 492 milioni di euro. Una cifra enorme che Finmeccanica utilizzerà per finanziare le proprie attività e, probabilmente, per dare ai propri azionisti un dividendo straordinario. Il ragionamento è delicato, ma è giusto che Finanzablog segnali anche il problema etico che puo’ essere sollevato a chi decide di sottoscrivere l’IPO o, domani, di acquistare i titoli del Gruppo Finmeccanica.

Si diffonde ormai sempre più, e come al solito i Paesi Nordici segnano la strada, il tema della Responsabilità Sociale delle aziende e la necessità di sviluppare progetti e piani industriali che siano compatibili con uno sviluppo sostenibile, in termini sociali, ambientali oltre che economici. Questo ha portato alla nascita della finanza etica, che tenta di selezionare investimenti in società che rispettino determinate caratteristiche di comportamento e aree di attività.

E’ quindi da rilevare che Finmeccanica agisce da leader nel settore della difesa e il 33% del valore della sua produzione proviene da Sistemi e Elettronica di Difesa (dati 2004). Ultimamente poi è sorta anche l’accusa di partecipare allo sviluppo di armi nucleari su commessa del governo Francese tramite il Gruppo MBDA. Questa notizia avrebbe portato il Fondo previdenziale Norvegese a disinvestire la sua partecipazione in Finmeccanica su raccomandazione del Consiglio Etico.
Uno spunto di riflessione per tutti, dal quale ognuno tragga le sue conseguenze.

condividi condividi 7 commenti venerdì 24 marzo 2006
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