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Astaldi

Astaldi: le tensioni finanziarie non sono preoccupanti

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Astaldi

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È assolutamente normale che la situazione patrimoniale di un gruppo come Astaldi, con un debito di oltre 495 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto di 352,5 milioni di euro, sia tenuta sotto controllo dal mercato. Quindi le voci di un prossimo aumento di capitale da 150-200 milioni di euro è altrettanto normale che abbiano scosso un poco il titolo della società delle grandi infrastrutture ferroviarie e stradali. Il management ha confermato di aver ricevuto diverse proposte in questo senso dagli istituti di credito, ma non è parso preoccupato dal dossier.

Se si guardano i risultati dell’ultima trimestrale pubblicata meno di un mese fa, tutto appare però ancora sotto controllo. Il rapporto debt/equity è sceso dall’1,46 di giugno all’1,39 di settembre; la liquidità copre ampiamente il debito finanziario netto corrente e i flussi di cassa appaiono adeguati. Il problema potrebbe essere quindi quello di un’ottimizzazione della gestione finanziaria, ma il gruppo non appare certo in una situazione di emergenza, anche se è comprensibile che la forte crescita degli ultimi tempi, battendo le attese del gruppo, possa aver creato delle tensioni sul finanziamento delle necessità operative immediate.

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I migliori di venerdi': Esprinet, Piaggio, Astaldi

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Astaldi

Prezzi in crescita del 7,6% venerdi’ per Esprinet
Prezzi in crescita del 7,6% per Esprinet. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.488 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.495 ed un minimo a 3.098 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 242,622 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 40 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 4.218 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 3.653 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 2.955 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo. Esprinet ha archiviato i primi 9 mesi dell’anno con ricavi consolidati pari a 1.640,7 milioni di euro, con un calo quindi del 4% rispetto allo stesso periodo 2007. In calo del 10% il margine commerciale lordo di 98,6 milioni di euro. Risultato operativo di 29,7 milioni, in calo del 36% e utile netto di 13,5 milioni, in calo del 40%, risultati negativi ma migliori delle attese.

Rialzo del 5,3% venerdi’ per Piaggio
Rialzo del 5,3% venerdi’ per Piaggio. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.190 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.250 ed un minimo a 1.132 euro. La buona performance di Piaggio e’ legata alla notizia che Giorgio Girondi, il fondatore di Ufi Filters, ha incrementato le quote nella società. Il rialzo troverebbe conferma oltre area 1,25 con target a 1,35 e 1,43. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire il proseguimento della correzione al rialzo. Segnali negativi in caso di flessioni al di sotto di 1,05 con supporto successivo a 0,85. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Prezzi al rialzo del 2,3% venerdi’ per Astaldi
Prezzi al rialzo del 2,3% venerdi’ per Astaldi. Il mercato sembra gradire i dati di bilancio recentemente pubblicati: i primi nove mesi dell’anno sono stati archiviati infatti con profitti attestati a 32,2 milioni di euro, in salita del 20,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche i ricavi del 16,9% a 1.087 milioni di euro. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.480 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.600 ed un minimo a 3.403 euro . I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 4.505 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 3.620 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.063 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

I migliori di ieri : Astaldi, Monte Paschi, Rcs

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Unicredito Astaldi

Rialzo del 3,2% ieri per Astaldi
Rialzo del 3,2% ieri per Astaldi sulla scia dei buoni dati di bilancio. Nel primi 9 mesi del 2008 i profitti di Astaldi si sono attestati a 32,2 milioni di euro, in crescita del 20,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. In aumento anche i ricavi del 16,9% a 1.087 milioni di euro. L’EBITDA è cresciuto del 17,1% a 122,2 milioni di euro. L’EBIT è risultato pari a 92,5 milioni di euro, in aumento del 19,7% rispetto ai primi nove mesi dello scorso anno. La posizione finanziaria netta nel terzo trimestre è risultata pari a 467,7 milioni di euro La chiusura di seduta è stata registrata a 3.578 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.700 ed un minimo a 3.380 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 328,929 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 124 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 4.237 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 3.773 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.231 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Rialzo dell’1% ieri per Monte Paschi
Rialzo dell’1% ieri per Monte Paschi. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 6,243,082 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 8 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.470 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.470 ed un minimo a 1.380 euro. Monte Paschi ha tratto beneficio dalla presentazione dei dati trimestrali di Unicredit, in peggioramento rispetto allo scorso anno ma migliori delle attese. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 1.761 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.510 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.359 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Prezzi in crescita del 2,4% ieri per Rcs
Prezzi in crescita del 2,4% ieri per Rcs. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.341 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.342 ed un minimo a 1.302 euro. In un comunicato relativo al rilascio dei dati trimestrali la società ha dichiarato che nel 2008 “saranno raggiunti risultati sensibilmente inferiori rispetto al precedente esercizio, seppure, grazie ad azioni adottate, si cerchi di contenere gli effetti negativi derivanti dalla congiuntura stessa”. L’Ebitda dell’ultimo trimestre e’ comunque atteso “in netto miglioramento rispetto al trimestre appena concluso”. I dati trimestrali avevano mostrato un risultato netto positivo per 20,3 milioni contro i 165 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi netti consolidati risultano stabili a 1.969 milioni, rispetto agli 1.968,1 milioni dello scorso anno.
L’Edibta si attesta a 165,5 milioni contro i 218,5 dei primi nove mesi del 2007. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 1.467 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.359 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.293 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Macquarie contro Gemina: Adr ancora nel mirino

pubblicato da Ferry Boat in: Notizie Persone Azioni Italia Astaldi Benetton family

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Continua l’attenzione del mercato per Gemina. Il titolo della società che controlla gli Aeroporti di Roma rimane nel mirino dei compratori che, nonostante le smentite di Macquarie, scommettono ancora su un’opa da 4 euro sulla società. Nell’ultimo mese il titolo Gemina è passato da tre euro a tre euro e mezzo, mentre la rottura del no di Macquarie al piano industriale di Maurizio Basile sembra ancora ben lontana dall’essere sanata. Nel frattempo i Romiti hanno lasciato ogni carica nel consiglio di Gemina, in decisa frattura con il resto dell’azionariato e molti li danno per schierati con Macquarie.

La posizione degli australiani rimane al centro della scena. Possiedono già quasi il 45% di Adr, ma questa quota non gli permette il controllo: serve quindi un grimaldello che gli permetta di ottenere il controllo effettivo della società e perciò stanno sondando il mercato alla ricerca di alleati che regalino anche un sigillo di “italianità” alla loro impresa. Stamane Finanza & Mercati parlava di contatti avviati con Astaldi, che però per adesso preferirebbe tenersi lontana da una partita fin troppo torbida.

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Fastweb e Vodafone. Convergere o non convergere?

pubblicato da Ferry Boat in: Persone Telecomunicazioni Media Tronchetti Provera Marco Telecom Italia Fastweb Astaldi

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Un po’ come per Telecom anche per Fastweb non si sa ancora nulla di più di quei vaghi annunci sull’accordo con Vodafone Italia usciti oggi sulla stampa eppure le speculazioni sono già arrivate e in queste ore la compagnia guidata da Stefano Parisi incassa rialzi notevoli superiori al 3%. Praticamente telefonini e rete e servizi che convergono fra le due telecom. Chiaro a questo punto per il mercato che la mediacompany di Tronchetti (e di Murdoch) fa paura, tuttavia sembra un po’ meno chiaro lo scenario europeo. In realtà la strategia di collaborazione con la rete fissa fa parte, per Vodafone, di un progetto globale che va nella direzione della tanto famigerata convergenza fra le varie piattaforme nelle telecom: dai telefonini a internet.

Non a caso l’accordo con la malmessa compagnia italiana delle fibre ottiche segue di pochi giorni un accordo di Vodafone con Bt. La lettura quindi di un accordo in chiave anti-Telecom, pur avendo un ovvio fondamento, va anche contestualizzata nel processo generale di concentrazione che attraversa l’Europa delle telecomunicazioni e che a breve porterà a un bagno di sangue da cui usciranno solo pochi giganti continentali.
I nomi già ci sono e il primo è proprio quello di Rupert Murdoch che, alle difficoltà italiane, unisce quelle britanniche con la concorrenza sempre più accesa con Bt. La notizia rimbalza oggi da un’intervista rilasciata a The Guardian, nella quale si rivela ciò che in piccolo stiamo vivendo anche in Italia: la convergenza porta a sovrapposizioni e a scontri fra gruppi prima paralleli. Oggi tutti chiedono a Mediaset (come se ne avesse i numeri…) se ha mire su Fastweb e a Tarek Ben Ammar se sta facendo da mediatore. In realtà forse si manca un po’ di prospettiva. Di certo l’accordo commerciale annunciato fra Fastweb e Vodafone fa chiaramente vedere un “asse sempre più definito” per la compagnia che aveva promesso e poi smentito una quotazione italiana. Telecom e la Newscorp stanno chiaramente dall’altra parte e potrebbero anche regalare sorprese straniere in futuro in caso di successo dell’operazione Aol per Tronchetti Provera.

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A rischio cantieri Anas e Fs. Orso su Impregilo e Astaldi

pubblicato da Ferry Boat in: Up & Down Azioni Italia Impregilo Astaldi Politica

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Sono le parole di Tommaso Padoa Schioppa, il nuovo ministro dell’Economia, che pesano sul Impregilo e Astaldi stamane. I conti nazionali sono peggiori del previsto e, a quanto pare, sono a rischio di chiusura i cantieri di Anas e Ferrovie. Un rischio che, nonostante fossero note le difficoltà della finanza pubblica, non era ancora stato scontato dal mercato, visti gli effetti che le parole del ministro hanno avuto sui titoli del listino milanese.

I primi a risentire dei danni, infatti, sono proprio gli azionisti di Impregilo e di Astaldi, con ribassi del 4,14% nel primo caso e del 2,56% nel secondo, anche se in generale tutto il comparto delle costruzioni appare sotto tono. Come dare torto alle vendite se le due società sono chiaramente legate a doppia mandata agli investimenti governativi nel settore delle infrastrutture?

L’entità delle perdite ci permette di osservare che i due giganti delle costruzioni sono ancora “troppo italiani”, tanto da risentire così fortemente delle oscillazioni in un solo mercato. Questa non è una novità ed è anche un po’ legata alle caratteristiche di questo settore di mercato, ma rimane un problema.

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Dal calcio ai telefoni, anche Telecom in una spy-story

pubblicato da Ferry Boat in: Persone Telecomunicazioni Tronchetti Provera Marco Telecom Italia Astaldi

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Fra gravi sospetti e una borsa che proprio non va, Telecom perde oggi in borsa l’1,26%. Già ieri il titolo era in calo, mentre la società si premurava di mettere un coperchio allo scandalo sollevato da Giuseppe D’Avanzo (una delle penne più pungenti de La Repubblica) intorno a Telecom e al suo patron Tronchetti Provera.

Ebbene sì: lo scandalo del pallone avrebbe coinvolto anche Telecom o meglio una sua presunta rete di spioni con cui la società avrebbe avuto stretti rapporti. Nel mirino due personaggi da sempre molto vicini a servizi segreti e intercettazioni come Giuliano Tavaroli, ex maresciallo dell’Anticrimine di Milano con contatti nel Sisde, ed Emanuele Cipriani, titolare della Polis D’Istinto, una delle più importanti società d’invstigazione italiane.

In base a quanto emerso dai giornali delle ultime 24 ore sembra che i pm di Milano, inseguendo le intercettazioni che coinvolgevano arbitri e giocatori nello scandalo Moggi, siano inciampati non solo nella vicenda dello spionaggio elettorale ai danni di Alessandra Mussolini e Piero Marrazzo, ma anche in un vero schedario con circa 100.000 nomi che chiamerebbero in causa politici, finanzieri, banchieri e gente dello spettacolo. Lo scottante archivio potrebbe pure fare luce sul rapimento targato Cia dell’Imam Abu Omar a Milano e su altre operazioni dell’intelligence americana in terra tricolore. Ma soprattutto rischia di fare emergere una rete di ricatti che potrebbe coinvolgere anche diverse società quotate a Piazza Affari.

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Lettera su Astaldi. La trimestrale non la salva dalle perdite

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Impregilo Astaldi

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Va giù Astaldi in borsa dopo i dati del primo trimestre 2006: intorno alle 15 di oggi il titolo perde circa l’1,74% . C’è però da evidenziare che tutto il comparto è oggi in territorio negativo. È servita a poco, quindi, la pubblicazione dei dati del bilancio trimestrale. Il CdA di Astaldi ha chiuso il primo quarto dell’anno con un utile netto consolidato di 8,123 milioni, in crescita del 4,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Il valore della produzione del gruppo ha raggiunto i 241,4 milioni di euro, praticamente in linea con il dato 2005. L’indebitamento finanziario netto della società di costruzioni è cresciuto a 248,3 milioni contro i 238,5 del 31 marzo 2005.

Astaldi ha voluto evidenziare la crescita rilevante del portafoglio ordini nella prima parte di quest’anno.

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Autostrade, le paure di Impregilo e i no della politica

pubblicato da Ferry Boat in: Utilities Azioni Italia Impregilo Astaldi Autostrade

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La prevista fusione Abertis-Autostrade, che porterà la società dei Benetton a Barcellona, continua a far discutere manager e politici. Un articolo di oggi sul quotidiano La Repubblica evidenzia che gli investimenti del gruppo nelle infrastrutture erano già in grande ritardo a fine 2005.

Luigi Cappugi, autore dell’articolo e membro della commissione incaricata dall’Anas di far luce sulla vicenda, ha chiarito che se, “anche con un miracolo”, la società avesse realizzato tutti gli investimenti previsti, ci sarebbe stato un peggioramento notevole della situazione finanziaria e probabili riflessi sul rating del gruppo.

Intanto sulle colonne di MF, il quotidiano finanziario del gruppo Class, Laura Galvagni ha rilevato un’inversione di prospettiva sulla posizione di Impregilo nell’operazione. Dopo che nei giorni scorsi Gilberto Benetton aveva dichiarato di vedere dei vantaggi per Impregilo dalle nozze spagnole di Autostrade, la stessa Impregilo, fatti quattro conti in tasca, ha stabilito che non ci sta.

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Il sogno di Astaldi non convince la borsa

pubblicato da Ferry Boat in: Fatti del giorno Persone & fatti Azioni Italia Impregilo Astaldi

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Astaldi perde circa il 3,66% nel giorno dell’approvazione del nuovo piano industriale. La società di costruzioni prevede di raddoppiare i ricavi entro il 2010: l’obiettivo è quindi quello di superare i due miliardi di euro. La crescita media dovrebbe essere del 14%. Il gruppo non prevede di comprare altre società.

L’ambiziosa Astaldi premerà sul pedale, nei prossimi 5 anni, delle attività di concessione e project financing. Il presidente di Astaldi Ernesto Monti conta di far crescere la quota del gruppo sul mercato nazionale delle attività in progect financing dal 25 al 36%.

Previsti consolidamenti anche in Venezuela, Algeria, Turchia, Romania e Qatar, cioé nei Paesi dove la società è più forte e prevede di ricavare vantaggi dai piani di sviluppo delle infrastrutture che i governi locali hanno in programma.

Oggi tutto il settore delle costruzioni è in profondo calo, anche Impregilo, la società sulla quale si sono susseguiti i rumors di una possibile fusione con Astaldi, perde circa il 3,5% intorno alle 16 del pomeriggio. Astaldi però con il ribasso odierno sembra davvero che non abbia convinto gli investitori.