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  <title>Finanzablog.it</title>
  <link>http://www.finanzablog.it</link>
  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 14:22:30 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
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    <title>Atlantia: il 2011 comincia bene</title>
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    <pubDate>Mon, 03 Jan 2011 16:45:39 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Atlantia.JPG" class="post" align="left" border="0" width="213" height="113" alt="atlantia mercato finanza pedaggi autostrade autostradali tariffe mercato finanza titolo toto benetton risultati prospettive dividendo andamento mercato" /></p>
<p>Comincia bene l&#8217;anno per Atlantia che approfitta dei recuperi dei principali listini azionari e guadagna l&#8217;1,11% nel primo pomeriggio riportandosi a quota 15,43 euro dopo aver toccato un massimo a 15,63. Degli allunghi oltre i 15,64 euro (top del 23 dicembre scorso e margine superiore di un&#8217;area critica che ostacola i recuperi dei prezzi da oltre un mese) porrebbero le basi per rialzi anche consistenti in direzione dei massimi del 14 luglio scorso a 15,8 euro e dunque in zona 16,2 euro.</p>
<p>Un fascio di medie mobili (a 50, a 100 e a 200 sedute) si frappone a questi ostacoli e alla riattivazione del trend rialzista in forza dal 25 maggio scorso: urgono dunque conferme che scongiurino un ritorno in zona 15,2 o peggio a quota 14,7 euro.</p>
<p>Dal punto di vista dell&#8217;analisi fondamentale, di certo l&#8217;attivazione degli adeguamenti tariffari, ossia dei rincari dei pedaggi, a partire dal primo di gennaio non farà male. L&#8217;aumento medio per l&#8217;intera rete autostradale nazionale è stato del 3,3% ma forti oscillazioni dei prezzi caratterizzano le highway della penisola e gli aumenti dei loro pedaggi.</p>
<p>Nel caso di Autostrade per l&#8217;Italia - controllata fondamentale del gruppo Atlantia - l&#8217;aumento medio è stato dell&#8217;1,92% di cui lo 0,63% correlato alla copertura del 70% dell&#8217;inflazione che recenti normative ormai garantiscono ai concessionari e per l&#8217;1,29% a copertura degli investimenti effettuati e dello stato di avanzamento dei lavori al 30 settembre del 2010. Come anticipato il nuovo quadro normativo a partire da quest&#8217;anno prevede che le controllate Raccordo Autostradale Valle d&#8217;Aosta, Autostrada Tirrenica, Tangenziale di Napoli, Società Autostrade Meridionali applichino le nuove e favorevoli regole degli aumenti tariffari che garantiscono il 70% dell&#8217;inflazione, una componente di riequilibrio e i fattori di remunerazione dell&#8217;investimento e di qualità.</p>
<p>A questi adeguamenti dell&#8217;1,93% vanno comunque aggiunti gli aumenti di 2 millesimi di euro a chilometro per le classi A e B e di 6 millesimi quelle 3,4 e 5 in base alla legge 122 del 2010 che avvantaggeranno, però, soprattutto l&#8217;Anas.</p>
<p>Per automobilisti e camionisti non sarà dunque un 2011 di risparmio - anzi - e le associazioni dei consumatori hanno calcolato un rincaro del 10,8% dei pedaggi in tre anni. Di certo i disagi visti in molte tratte autostradali d&#8217;Italia a fine dicembre a causa di qualche nevicata hanno allarmato gli utenti e causato più di un disagio e di una protesta, tanto che la Consulta dei consumatori (un organo di dialogo tra utenti e la società) in una riunione straordinaria convocata dalla stessa Autostrade per l&#8217;Italia ha deciso che gli automobilisti rimasti bloccati in autostrada tra il 18 e 19 dicembre hanno diritto a un risarcimento.</p>
<p>Da ricordare anche che oggi il gruppo ha comunicato il raggiungimento con Toto Spa di un accordo per la cessione del 60% del capitale di Strada dei Parchi per un valore di 89 milioni di euro (la concessionaria gestisce le autostrade A24 Roma-L&#8217;Aquila-Teramo e A25 Torano-Pescara).</p>
<p>Al 30 settembre scorso Atlantia registrava un notevole incremento del flusso di cassa operativo a 1,53 miliardi di euro (quest&#8217;anno ingloba anche i risultati delle acquisizioni del 2009 e registra un aumento del traffico nei primi nove mesi dello 0,36%), ma anche un calo degli investimenti da 1 miliardo circa a 775 milioni di euro (sempre nei nove mesi). La redditività invece aumentava sia per effetto della crescita del giro d&#8217;affari, che per un miglioramento della redditività dovuto anche a minori perdite sulle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4612/atlantia-il-2011-comincia-bene">Atlantia: il 2011 comincia bene</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:45 di lunedì 03 gennaio 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>La borsa invia segnali positivi, i ciclici sotto esame. Analisi grafica di Atlantia, Bulgari e Fiat</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4545/la-borsa-invia-segnali-positivi-i-ciclici-sotto-esame-analisi-grafica-di-atlantia-bulgari-e-fiat</link>
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    <pubDate>Wed, 20 Oct 2010 11:47:21 GMT</pubDate>
    <dc:creator>AleOne</dc:creator>
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    <category>compratienivendi</category><category>fatti-del-giorno</category><category>fiat</category><category>autostrade</category>
    <description>Nel corso della settimana appena trascorsa sono stati inviati segnali grafici positivi da parte degli indici domestici, saliti al di sopra di importanti resistenze. Sia il Ftse Mib sia l&amp;#8217;All[...]</description>
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    </p>
<p>Nel corso della settimana appena trascorsa sono stati inviati segnali grafici positivi da parte degli indici domestici, saliti al di sopra di importanti resistenze. Sia il Ftse Mib sia l&#8217;All Share hanno superato la linea di tendenza tracciata dai massimi del mese di aprile e dopo averla ritestata brevemente dall&#8217;alto (un comportamento che in analisi tecnica viene identificato come &#8220;return move&#8221; e che ha implicazioni positive in quanto conferma la validità del livello appena superato) hanno messo a segno una decisa accelerazione rialzista. Dopo più di un mese di sostanziale stabilità sembra quindi che gli operatori abbiano rotto gli indugi e trovato la giusta motivazione per dare un seguito alla fase crescente disegnata dai minimi di maggio. Il superamento del 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo di fine 2009, resistenza a 21330 circa per il Ftse Mib ed a 21930 per l&#8217;All Share, sarà da intendere come un ulteriore segnale in favore dell&#8217;estensione del rialzo anche in ottica di medio periodo. Difficile non notare come molti titoli che possono essere considerati ciclici, quindi destinati a salire in presenza di un sentiment di mercato positivo riguardo le prospettive future della congiuntura economica, abbiano anticipato i segnali grafici rialzisti comparsi poi anche sugli indici. Tra i soggetti più interessanti in questa ottica Atlantia, Bulgari e Fiat.</p>


<p>
Atlantia, dopo essersi mossa nel corso del mese di settembre in laterale, oscillando attorno alla media mobile a 100 sedute (ora supporto a 15,05 euro circa), ha intrapreso ad ottobre una salita che ha permesso ai prezzi di superare la resistenza offerta a 15,70 dalla linea di tendenza tracciata dal massimo di gennaio. La rottura della linea coincide praticamente con l&#8217;interruzione anche di un&#8217;altra fase laterale, contenente al suo interno quella disegnata a settembre, sviluppatasi a partire dai minimi di maggio a 13,67 e successiva al pesante ribasso subito dal titolo a partire dal top di inizio anno. Questa ampia fase laterale sembra essersi quindi dimostrata una zona di accumulo, una base che dovrebbe essere in grado di sostenere ora un balzo rialzista significativo. Oltre 16,40, 50% di ritracciamento del ribasso dai massimi dell&#8217;anno, Atlantia potrebbe puntare al test di area 17 e successivamente 18,50 euro. In ottica temporale più allargata si può notare come la rottura di 16,40 implicherebbe anche il superamento della linea che scende dai massimi del novembre 2007 (e passante per quelli di gennaio 2010) e quindi confermerebbe la ripresa anche del trend al rialzo attivo da marzo 2009, contenuto all&#8217;interno di un canale il cui lato superiore, in area 22 euro, si offre come target per l&#8217;ascesa del titolo nel medio periodo. Solo la violazione della base di questo canale, a 14,60, anticipata da discese sotto la media a 100 giorni, invierebbero segnali contrari allo sviluppo positivo del trend. </p>
<p>Bulgari è riuscito a lasciarsi alle spalle nell&#8217;ultima ottava, con una evidente impennata nella volatilità dei prezzi e nel livello dei volumi, il lato superiore della fase laterale disegnata tra maggio ed ottobre, resistenza a 6,70 euro circa. I prezzi successivamente al superamento di questo ostacolo si sono portati al di sopra anche del top di aprile, a 6,98, facendo quindi registrare un nuovo record annuale. Bulgari viaggia ormai da metà settembre al di sopra sia della media mobile a 100 giorni sia di quella a 200, entrambe in area 6,20, e sembra intenzionato a mettere alla prova in tempi brevi l&#8217;ostacolo dei 7,45 euro, 50% di ritracciamento del ribasso dal top del 2007. Oltre questa soglia il target si sposterebbe in area 8,60 euro ed eventualmente a 10 euro, dove transita la linea tracciata dal top del 2000 e&#8217; passante per quello del 2007. A mettere in discussione i recenti segnali positivi sarebbero solo discese al di sotto delle medie citate, in area 6,20, dove attualmente transita anche la linea di tendenza tracciata dal minimo di marzo 2009. Sotto area 6,20 euro rischio di ritorno sulla base del trading range degli ultimi mesi in area 5,50. </p>
<p>Anche Fiat ha trovato nel corso dell&#8217;ultima ottava la forza per lasciarsi alle spalle la resistenza chiave offerta dal top di ottobre 2009 a 11,47 euro. Il superamento di questo ostacolo è stato accompagnato da una decisa accelerazione dei prezzi e da una impennata dei volumi, a conferma della determinazione del mercato di proseguire nella fase rialzista intrapresa dai minimi di luglio. E&#8217; importante sottolineare l&#8217;importanza della resistenza di area 11,50, dove si colloca anche il 38,2% di ritracciamento (percentuale di Fibonacci) del ribasso dal massimo di luglio 2007. Il prossimo target per il rialzo si colloca a 13,50 euro, 50% di ritracciamento dello stesso ribasso, quota raggiungibile in tempi relativamente brevi. In caso di superamento anche di questo ostacolo sarebbe possibile iniziare a guardare con fiducia al destino a medio termine del titolo (fino a che il 50% di ritracciamento di un movimento precedente non è superato il rischio di essere in presenza di una fase correttiva resta elevato), con la prospettiva di assistere a movimenti nuovamente in area 17 euro. La violazione del supporto a 10,80 sarebbe un primo segnale di debolezza per Fiat, anche se non preoccupante, che potrebbe tornare in quel caso sui a 10,50 a ricoprire il gap rialzista del 20 settembre. Sotto area 10 rischio invece di cali approfonditi, diretti verso il supporto di area 8 euro.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4545/la-borsa-invia-segnali-positivi-i-ciclici-sotto-esame-analisi-grafica-di-atlantia-bulgari-e-fiat">La borsa invia segnali positivi, i ciclici sotto esame. Analisi grafica di Atlantia, Bulgari e Fiat</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 13:47 di mercoledì 20 ottobre 2010.</p>
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    <title>Autogrill ed Atlantia, il contesto generale le favorisce</title>
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    <pubDate>Mon, 29 Nov 1999 23:00:00 GMT</pubDate>
    <dc:creator>AleOne</dc:creator>
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    </p>
<p>Grazie al traino dell&#8217;economia tedesca il Pil del secondo trimestre dell&#8217;area euro è cresciuto dell&#8217;1% mettendo quindi a segno il maggiore incremento da tre anni a questa parte. I timori di una frenata dell&#8217;economia nel Vecchio Continente sono stati in buona parte dissolti da questa buona notizia che conferma l&#8217;impressione derivata dallo studio di alcuni elementi anticipatori dello stato del ciclo economico. Tra questi l&#8217;indice Ifo di agosto, salito oltre le attese: l&#8217;indice misurato dall&#8217;istituto di ricerca Ifo che misura il clima di fiducia delle imprese tedesche è infatti salito ad agosto a 106,7 punti a fronte dei 106,2 di luglio e di attese di 105,7.</p>


<p>L&#8217;indice viaggia ormai sui massimi dal giugno 2007 e sembra anticipare il proseguimento della forte ripresa emersa in Germania nell&#8217;ultimo trimestre. Un altro di questi elementi anticipatori dello stato dell&#8217;economia è il volume del traffico aero. Secondo la Iata (International Air Transport Association), l&#8217;associazione internazionale delle compagnie aeree, il traffico aereo mondiale in termini di passeggeri trasportati è aumentato nel mese di giugno dell&#8217;11,9% rispetto al giugno del 2009. Grazie a questo contributo la crescita da inizio 2010 si attesta al 7,9% superando quindi il picco registrato nel primo trimestre 2008, prima dell&#8217;inizio della recessione. Un andamento di questo tipo, oltre che dimostrare indirettamente la concreta ripresa dell&#8217;attività economica, favorisce direttamente quelle società, come ad esempio l&#8217;italiana Autogrill, che realizzano buona parte dei propri ricavi (nel caso di Autogrill il 75%) all&#8217;interno delle aree aeroportuali. Nel nostro paese il trend di crescita internazionale è confermato: secondo l&#8217;Enac infatti nel mese fino al 15 agosto Fiumicino ha registrato un aumento del 9% rispetto allo stesso periodo scorso anno e Malpensa un incremento dell&#8217;8%. Ed anche nei paesi più colpiti dalla crisi come la Spagna il traffico aumenta: secondo l&#8217;AENA (Aeropuertos Espanoles y Navegacion Aerea) il traffico aereo a luglio è salito del 3,6% anno su anno e dell&#8217;1,5% da inizio anno. </p>
<p>A seguito di questo miglioramento del contesto non ci sarebbe da stupirsi se il trend di Autogrill, per altro nettamente positivo negli ultimi 18 mesi (+240% circa dai minimi di marzo 2009 ai recenti massimi di luglio), riprendesse ad accelerare al rialzo. Il titolo ha tentato a più riprese nelle ultime settimane di avere ragione della resistenza di area 10 euro, 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo di metà 2007, senza riuscire tuttavia a superarla in modo convincente. La flessione generata dal test dei 10 euro si è comunque per il momento limitata ad avvicinare la linea che sale dai minimi di marzo 2009, supporto in area 9,00 euro coincidente in questa fase con la media mobile a 200 sedute. La struttura di fondo rialzista rimane quindi intatta e l&#8217;uptrend troverebbe nuove conferme in caso di superamento prima di area 10 poi di 10,50. Oltre questi livelli sarebbe possibile immaginare che il movimento si stia sviluppando dai minimi del 2009 si stia sviluppando all&#8217;interno di un canale ascendente il cui limite superiore offre un target per il medio termine in area 13 euro. Anche se è ovviamente prematuro spingersi oltre quei livelli con le previsioni è corretto segnalare che con la rottura di 11,50 il titolo si lascerebbe alle spalle anche il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal picco del 2007 e che quindi il ritorno fino a testare quei livelli, in area 16,80 euro, potrebbe dimostrarsi possibile. Le ipotesi di crescita verrebbero messe in discussione sotto area 8,80 euro e sostituite dal rischio di una flessione accentuata in caso di violazione di area 8,30.  </p>
<p>Ma ad aumentare non è solo il traffico negli aeroporti: nell&#8217;ultima semestrale di Atlantia, archiviata con un utile netto di 310 milioni di euro, in crescita del 5,5% rispetto all&#8217;analogo periodo del 2009, si evidenzia come il traffico sia salito nel periodo dello 0,7% grazie ad una significativa ripresa di quello dovuto ai mezzi pesanti, quello che dà l&#8217;apporto maggiore ai ricavi da pedaggio, in aumento del 4,7%. </p>
<p>Graficamente Atlantia evidenzia un quadro più delicato di Autogrill, senza che questo impedisca tuttavia di pronosticare rialzi già nel breve medio termine. Atlantia viaggia infatti al di sotto della media a 200 giorni (che è invece ancora supporto nel caso di Autogrill), violata al ribasso ad aprile ed ora resistenza a 16,50 euro circa. Il titolo ha tuttavia saputo disegnare un discreto rimbalzo dopo aver testato a maggio ed a giugno in area 14 euro il 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi del 2009. Fino a che il supporto dei 14 euro rimarrà a guardia dei prezzi la fase sostanzialmente laterale vista nelle ultime settimane potrà essere vista come preparatoria ad un tentativo di rimbalzo più deciso. Segnali in questo senso verrebbero sopra i 15,80 euro, top di luglio e primo dei ritracciamenti di Fibonacci relativi al ribasso dal top di inizio 2010. Oltre area 15,80 il titolo si guadagnerebbe la possibilità di salire a testare un&#8217;altra resistenza importante, quella posta in area 17. Solo oltre questi livelli anche il quadro prospettico di medio lungo periodo volgerebbe al bello e si aprirebbe la strada non solo per un nuovo test del top di gennaio a 19,10 euro ma anche per il suo superamento, con target successivo a 21 euro. Sotto il supporto di area 14 vi sarebbe solo quello dei 13 euro a separare Atlantia da una ripresa del trend negativo visto negli ultimi mesi.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4500/autogrill-ed-atlantia-il-contesto-generale-le-favorisce">Autogrill ed Atlantia, il contesto generale le favorisce</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 01:00 di martedì 30 novembre 1999.</p>
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    <title>Atlantia: l&#039;effetto Abertis dura solo un giorno</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4467/atlantia-leffetto-abertis-dura-solo-un-giorno</link>
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    <pubDate>Tue, 06 Jul 2010 15:02:57 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>opa-per-tutti</category><category>az-italia</category><category>automotive</category><category>autostrade</category><category>benetton-family</category>
    <description>A Barcellona i Benetton potrebbero essere chiamati in un secondo momento. L’intervento di Mediobanca nel dossier di ristrutturazione di Abertis non sembra infatti chiamare ancora in causa Atlantia,[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/autostrade3_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="210" height="167" alt="atlantia abertis mercato finanza la caixa real madrid perez acs costruttori concessionari benetton mediobanca fusioni aggregazioni" /></p>
<p>A Barcellona i Benetton potrebbero essere chiamati in un secondo momento. L’intervento di Mediobanca nel dossier di ristrutturazione di Abertis non sembra infatti chiamare ancora in causa Atlantia, partecipata del gruppo spagnolo con il quale si era progettata una fusione in contesto totalmente diverso alcuni anni fa.</p>
<p>Di certo da subito il titolo Atlantia si è avvantaggiato delle voci di un’offerta su Abertis da 12 miliardi di euro che salirebbero a 25 miliardi con il debito. L’operazione viene rivelata in anticipo dal Financial Times e dunque confermata dagli azionisti di Abertis La Caixa e Acs su pressing della Cnmv, la Consob spagnola che ha anche sospeso il titolo ieri in attesa di chiarimenti. I dettagli dell’operazione non sono ancora noti, ma Mediobanca non ha smentito un suo coinvolgimento nell’operazione di leverage buy out in qualità di finanziatrice in pool con un gruppo di altre banche.</p>
<p>Si tratterebbe di un finanziamento che potrebbe raggiungere i 9-10 miliardi di euro e per il quale anche altre banche italiane sarebbero state allertate. Attualmente Criteria Caixa controlla il 28,91% di Abertis e Acs il 25,83 per cento. Il resto è in gran parte azionariato diffuso. Abertis è una società con un giro d’affari da 3,9 miliardi di euro l’anno (dato 2009 con incremento del 6,9%) ma ha un debito da 15,18 miliardi di euro a fronte di un patrimonio netto di 5,33 miliardi di euro. Per avere un termine di paragone, Atlantia ha un giro d’affari annuo di 3,61 miliardi di euro e un debito da 9,62 miliardi di euro a fronte di un patrimonio netto da 3,31 miliardi (al netto del recente aumento di capitale da qualche decina di milioni).</p>
<p>Le due società sono due concessionarie pubbliche che hanno allargato nel tempo le proprie attività dall’asfalto dalle piste di atterraggio e decollo. Abertis ha anche un discreto business nel settore delle telecomunicazioni. Adesso si prospetta un intervento sul gruppo da parte del fondo di private equity Cvc, l&#8217;azionista Criteria Caixa ha già smentito, però, le ipotesi di delisting in caso di ingresso nel capitale della società e confermato la volontà di rimanere il principale azionista di Abertis.</p>
<p>In realtà secondo diversi osservatori internazionali fra i motivi principali dell’operazione ci sarebbe la volontà di Florentino Perez, presidente di Acs e della squadra del Real Madrid, di stringere la morsa su Iberdrola, importante colosso iberico dell’energia che però non concede al manager neanche un posto nel consiglio di amministrazione.</p>
<p>Nel frattempo Atlantia prende vantaggio dalle indiscrezioni sull’eventuale opa dei soci sui Abertis che potrebbe dare una buona spinta ai multipli del settore. Ancora la struttura dell’operazione e dunque necessariamente le valutazioni di prezzo per un’eventuale offerta rimangono indeterminate, tuttavia la debolezza delle performance borsistiche di Atlantia di oggi (+0,4% contro un mercato che guadagna più di 3,3 punti percentuali) indica che l’effetto Abertis è per il momento congelato in attesa di chiarimenti.</p>
<p>Certo si ritornerà a parlare del caso e sicuramente le vicende di un azionista al 6,68% coinvolgono da vicino Atlantia. Forse però sarà meglio aspettare ancora un poco prima di sbilanciarsi. D’altra parte una fusione fra i due oggi (e il tema non sembra proprio all’ordine del giorno) vedrebbe rapporti di forza molto diversi da quelli di qualche tempo fa e dunque forse sarà meglio valutare prima l’evoluzione nella catena partecipativa di Abertis, dunque gli eventuali asset che questa potrebbe vendere magari anche alla stessa Atlantia. Questo secondo scenario sembra infatti per il momento più probabile di quello di un’aggregazione, anche se, lo ripetiamo, è troppo presto per pronunciarsi su uno scenario tanto incerto.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4467/atlantia-leffetto-abertis-dura-solo-un-giorno">Atlantia: l'effetto Abertis dura solo un giorno</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 17:02 di martedì 06 luglio 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>L&#039;Italia potrebbe crescere piu&#039; delle attese, quali i titoli favoriti?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4368/litalia-potrebbe-crescere-piu-delle-attese-quali-i-titoli-favoriti</link>
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    <pubDate>Tue, 16 Mar 2010 10:32:56 GMT</pubDate>
    <dc:creator>AleOne</dc:creator>
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    <category>compratienivendi</category><category>fatti-del-giorno</category><category>educational</category><category>autostrade</category>
    <description>Secondo gli analisti di Bank of America l&amp;#8217;Italia crescerà nel 2010 dell&amp;#8217;1,2% e del 2,1% nel 2011. La produzione industriale dovrebbe aumentare del 3,4% nel 2010 e del 3,2% nel 2011.[...]</description>
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    </p>
<p>Secondo gli analisti di Bank of America l&#8217;Italia crescerà nel 2010 dell&#8217;1,2% e del 2,1% nel 2011. La produzione industriale dovrebbe aumentare del 3,4% nel 2010 e del 3,2% nel 2011. Le stime della banca Usa sono superiori a quelle del Fondo Monetario Internazionale secondo le quali l&#8217;Italia dovrebbe crescere dell&#8217;1% nel 2010 e dell&#8217;1,3% nel 2011 e avvantaggiano quindi i titoli ciclici in generale.</p>


<p>
E tra questi gli stessi analisti di Bank of America promuovono il titolo Atlantia a &#8220;buy&#8221; dal precedente &#8220;neutral&#8221; poichè ritengono che i risultati del 2009 siano stati migliori delle attese. Il prezzo obiettivo passa da 18,5 a 21,5 euro. Atlantia ha chiuso il 2009 con un utile netto di 691 milioni di euro, in calo del 6% sul dato del 2008, ma la società attribuisce questo risultato a svalutazioni nette per 85 milioni di euro. I ricavi di Atlantia sono infatti cresciuti del 3,9% a 3,61 miliardi di euro (su base omogenea, ovvero a parità di perimetro di consolidamento la crescita dei ricavi è stata di un punto percentuale). Il consiglio di amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo da 0,746 euro per azione, in crescita del 5,1%.</p>
<p>Il titolo Atlantia ha disegnato recentemente una figura a doppio minimo poggiata sul forte supporto di area 16,50, dove si collocano anche i minimi dello scorso novembre. La configurazione rialzista è stata completata ad inizio mese con il superamento della resistenza a 17,43 euro e dovrebbe permettere ora il raggiungimento del picco di metà gennaio a 19,10 euro. Il superamento anche di quella resistenza rappresenterebbe un segnale importante, capace di riattivare il trend in atto dai minimi dello scorso marzo, con un primo target in area 20,50, 61,8% di ritracciamento (uno dei livelli di Fibonacci più significativi) del ribasso dal top di novembre 2007 e area dove è stato lasciato aperto un gap ribassista il 26 giugno, e successivo a 21,70, lato superiore del canale che contiene il rialzo dell&#8217;ultimo anno. In ottica temporale più estesa sarebbero comunque sufficienti già movimenti al di sopra dei 20,50 euro per poter parlare di una vera e propria inversione di tendenza rispetto al trend ribassista precedente, con obiettivi che potrebbero giungere, nel lungo termine, anche in area 25 euro. Le prospettive di rialzo verrebbero messe seriamente in discussione dalla violazione del supporto di area 16,50. Su quei livelli c&#8217;è la confluenza tra la linea di tendenza tracciata dai minimi del 26 novembre e passante per quelli del 25 febbraio e la media mobile a 200 sedute. In caso di discese sotto quel supporto la fase sostanzialmente laterale disegnata dai prezzi negli ultimi mesi, dal top di metà novembre, sarebbe da leggere come una distribuzione preparatoria ad un ribasso. Target della discesa in area 15,30 almeno, 38,2% di ritracciamento del rialzo dai minimi di marzo 2009 (altro livello di Fibonacci significativo) e gap rialzista del 3 settembre 2009. </p>
<p>Un altro comparto che potrebbe approfittare della ripresa per uscire dalla condizione difficile nella quale versa è quello dell&#8217;editoria. Il business dei periodici in particolare non sta attraversando un buon momento, tuttavia le attuali difficoltà dovrebbero essere ormai più che scontate nelle attuali valutazioni di Borsa. Gli analisti di Unicredit hanno rivisto al rialzo il prezzo obiettivo del Gruppo Editoriale L&#8217;Espresso portandolo da 2,40 a 2,70 euro, con un giudizio che viene confermato &#8220;buy&#8221;. Il titolo grazie al recente balzo in avanti, scaturito dai minimi di inizio febbraio praticamente a contatto con la media mobile a 200 sedute in area 1,75, ha annullato le perdite subite nelle prima parte dell&#8217;anno inviando quindi un segnale di forza rispetto al mercato: il Ftse All Share per il momento viaggia al di sotto della chiusura del 30 dicembre 2009 a 23652. Il superamento dei massimi dello scorso gennaio a 2,41 euro sarebbe un segnale graficamente rilevante: tali livelli sono infatti coincidenti con il 38,2% di ritracciamento del ribasso dal picco del dicembre 2003. Oltre quei livelli prima resistenza a 2,45, lato superiore del gap ribassista del 21 aprile 2008, poi via libera per il test di area 2,90. A cambiare drasticamente il quadro sarebbero discese al di sotto di area 1,80, dove transita la già citata media mobile a 200 sedute. Il rischio di una correzione di tutto il rialzo dai minimi di marzo sarebbe in quel caso elevato, con primo obiettivo in area 1,50 e successivo a 1,13, dove i prezzi hanno lasciato aperto un vistoso gap rialzista il 20 luglio scorso.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4368/litalia-potrebbe-crescere-piu-delle-attese-quali-i-titoli-favoriti">L'Italia potrebbe crescere piu' delle attese, quali i titoli favoriti?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 12:32 di martedì 16 marzo 2010.</p>
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  <item>
    <title>Atlantia: torna l&#039;ipotesi Abertis con coinvolgimento di Gemina</title>
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    <pubDate>Mon, 25 Jan 2010 14:33:52 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Riceviamo da ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Colpo di scena per quanto riguarda i rapporti tra Atlantia e Abertis. Il Corriere della Sera sabato ha scritto che i Benetton (che controllano Atlantia[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/autostrade2_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="144" height="255" alt="atlantia" /></p>
<p><em>Riceviamo da ferry Boat e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Colpo di scena per quanto riguarda i rapporti tra Atlantia e Abertis. Il Corriere della Sera sabato ha scritto che i Benetton (che controllano Atlantia attraverso la holding Edizione srl) e il gruppo spagnolo avrebbero ripreso in mano, con la regia di Mediobanca, il progetto di fusione fallito nel 2006.</p>
<p>Si tratta di una netta inversione di marcia rispetto alle voci che circolavano fino a poche settimane fa, quando si parlava dell’imminente uscita definitiva di Abertis dal capitale di Atlantia. Gli spagnoli detengono infatti il 6,68% del capitale della societa&#8217; italiana, un residuo del tentativo di fusione di quattro anni fa e che sembrava destinato alla vendita.</p>
<p>Invece i vecchi progetti potrebbero essere riesumati con l&#8217;aggiunta del coinvolgimento di Gemina. La societa&#8217; che controlla Aeroporti di Roma, a sua volta controllata da Edizione, potrebbe essere infatti incorporata in Atlantia, per poi procedere alla fusione di quest&#8217;ultima in Abertis. Ricordiamo che la societa&#8217; spagnola, oltre che nel business delle concessioni autostradali, e&#8217; impegnata anche nella gestione di scali aeroportuali.</p>
<p>L&#8217;operazione sarebbe completata dalla cessione del 12-13 per cento di Abertis da parte della Abc Dragados di Florentino Perez ai Benetton, il che permetterebbe ai soci italiani raggruppati in Sintonia di avere il 30% di Atlantia-Abertis contro il 20% di Abc e Caixa.</p>
<p>I diretti interessati hanno smentito, ma alcuni indizi sembrano offrire qualche punto d&#8217;appoggio a questa ipotesi. Come mai gli spagnoli accetterebbero di essere i secondi azionisti della nuova societa&#8217;? Non e&#8217; del tutto da scartare l&#8217;ipotesi per cui questa circostanza potrebbe fungere da compensazione in vista della possibile incorporazione di Telecom Italia in Telefonica, altra voce che da qualche giorno circola con insistenza.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4312/atlantia-torna-lipotesi-abertis-con-coinvolgimento-di-gemina">Atlantia: torna l'ipotesi Abertis con coinvolgimento di Gemina</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 16:33 di lunedì 25 gennaio 2010.</p>
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    <title>Autostrada Torino-Milano: in arrivo fondi dalla Bei</title>
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    <pubDate>Fri, 15 Jan 2010 12:19:57 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Autostrade_03.jpg" class="post" align="left" border="0" width="164" height="198" alt="autostrada torino milano gavio sias bei a4 torino milano piemonte gruppo aurelia argo finanziaria impregilo banca europei degli investimenti milioni di euro finanziamenti mediobanca unicredit palenzona" /></p>
<p>Con il via libera della Banca europea degli investimenti si pongono le basi per una più stretta maglia di collegamenti tra l&#8217;Italia e la Francia. Ieri la Bei ha infatti approvato finanziamenti complessivi per 500 milioni di euro per diversi progetti autostradali portati avanti dal gruppo dei Gavio, i signori delle autostrade piemontesi e i secondi concessionari italiani alle spalle dei Benetton.</p>
<p>Nel dettaglio la Bei ha approvato un finanziamento da 350 milioni di euro per il completamento dell&#8217;autostrada tra Greggio (Vercelli) e Milano nell&#8217;ambito dell&#8217;Autostrada Torino-Milano: il costo totale del progetto è di circa 1,1 miliardi di euro e i 57 chilometri da completare dovranno essere pronti in quattro anni. Già nel 2002, ricorda la Bei, il primo tratto Torino-Greggio era stato finanziato con 150 milioni di euro interamente ripagati. Ai 350 milioni di euro che andranno al gruppo Sias, si sommano poi altri finanziamenti per 150 milioni di euro che saranno invece investiti in altre tratte autostradali gestite dalla famiglia tortonese sulla Torino-Ivrea e sulla Torino-Piacenza, sulla Ventimiglia-Savona, sulla tratta Liguria-Toscana e in Valle d&#8217;Aosta.</p>
<p>Il gruppo Gavio attraverso le holding Argo Finanziaria e Aurelia controlla un puzzle di attività che spaziano dalla logistica portuale (a Genova), alle concessioni autostradali (Sias, Autostrada Torino-Milano, quote in Milano Serravalle), alle costruzioni e agli aeroporti (Impregilo), ai trasporti (quote in Ferrovie Nord Milano) al nuovo importantissimo ramo dell&#8217;energia (Cie). Un impero che accoglie anche quote nello storico alleato Mediobanca, ma che è messo a dura prova dalla recente scomparsa del fondatore Marcellino Gavio e dalla divisione delle quote della holding Aurelia fra i figli e nipoti con il ruolo di successore designato a Beniamino Gavio.</p>
<p>Gli ultimi finanziamenti giungono dunque al momento opportuno, mentre si deve costruire una nuova strategia generale che regali al mercato un&#8217;immagine di compattezza in parte andata perduta. Le sfide sui mercati appaiono notevoli, qualcuno ha persino ipotizzato che gli spagnoli di Abertis, dopo il fallimento della fusione con Atlantia-Autostrade per l&#8217;Italia, potessero nutrire delle mire per il polo autostradale piemontese. Equilibrio finanziario e crescita potranno essere sostenuti nei prossimi mesi soltanto con una strategia unitaria, chiara e lungimirante. Il rapporto con le banche, con Unicredit e la sua partecipata Mediobanca in primis, non sarà meno importante, sebbene anche da lì c&#8217;è il rischio che provenga qualche insidia.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4307/autostrada-torino-milano-in-arrivo-fondi-dalla-bei">Autostrada Torino-Milano: in arrivo fondi dalla Bei</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 14:19 di venerdì 15 gennaio 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Infrastrutture: quanti dossier portano a Ponzano</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4267/infrastrutture-quanti-dossier-portano-a-ponzano</link>
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    <pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:52:42 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4267/infrastrutture-quanti-dossier-portano-a-ponzano#comments</comments>
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    <description>L&amp;#8217;attenzione del Governo e del mercato si focalizza in questi giorni sulle infrastrutture e ancora una volta un ruolo di primo piano sembra giocato in questo settore dalla famiglia Benetton.[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4267%2Finfrastrutture-quanti-dossier-portano-a-ponzano" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Benettonfamily.jpg" class="post" align="left" border="0" width="206" height="162" alt="benetton infrastrutture atlantia impregilo autogrill gemina " /></p>
<p>L&#8217;attenzione del Governo e del mercato si focalizza in questi giorni sulle infrastrutture e ancora una volta un ruolo di primo piano sembra giocato in questo settore dalla famiglia Benetton. Il gruppo di Ponzano Veneto che controlla Atlantia, Autogrill, quote importanti di Gemina (quindi degli Aeroporti di Roma) e di Impregilo, oltre a diversi altri asset nel settore aeroportuale e ferroviario non poteva d&#8217;altronde rimanere estraneo ai progetti di rilancio infrastrutturale italiano.</p>
<p>Le recenti delibere del Cipe che finanzieranno opere fondamentali un po&#8217; in tutto il Bel Paese (dalla Pedemontana lombarda al Ponte sullo Stretto) vedranno, infatti, Impregilo spesso al primo posto fra i beneficiari dei finanziamenti.</p>
<p>Non meno importante è il ruolo degli stessi Benetton nel settore aeroportuale, dove la famiglia di Ponzano Veneto controlla una quota importante di Gemina (e quindi della sua controllata Aeroporti di Roma) e ha di recente tirato un po&#8217; la giacca ai soci dicendosi pronta a supportare un aumento di capitale da oltre 500 milioni di euro, se necessario. Anche in questo caso il travagliato via libera all&#8217;aumento delle tariffe aeroportuali giunge gradito in un momento delicato per il riassetto del traffico aereo italiano. Altri interessi ancora portano la famiglia veneta nel business delle ferrovie (Eurostazioni-Grandi Stazioni).</p>


<p>
Per tornare ad Atlantia, vanno ricordate le nuove norme sugli aumenti tariffari dei pedaggi che il governo Berlusconi varò con una delle sue prime decisioni nonostante le perplessità dell&#8217;ex ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Oggi Atlantia viene fuori da un periodo difficile che ha visto contrarsi i suoi margini con il decrescere del traffico sulle strade italiane.</p>
<p>Sulla soglia dell&#8217;inverno le prospettive appaiono leggermente migliori, con dati del traffico in parziale ripresa e l&#8217;opinione generale più propensa a intravedere un recupero il prossimo anno. Il recente report di Credit Suisse che portava da 24 a 25 euro il prezzo obiettivo confermando un rating outperform sul titolo, ha confermato il ponderato ottimismo delle ultime sedute. Il quadro secondo gli analisti svizzeri è già migliorato. Si tratterebbe sicuramente di un&#8217;altra bella novità per i Benetton ai quali le infrastrutture, dopo l&#8217;uscita da Telecom Italia, sembrano piacere sempre di più.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4267/infrastrutture-quanti-dossier-portano-a-ponzano">Infrastrutture: quanti dossier portano a Ponzano</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 13:52 di lunedì 09 novembre 2009.</p>
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    <title>Una buona estate per Atlantia, ma l’autunno è incerto</title>
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    <pubDate>Thu, 03 Sep 2009 13:26:22 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/autostrade3.JPG" class="post" align="left" border="0" width="210" height="167" alt="autostrade per l&#39;italia atlantia benetton mercato finanza traffico andamento disagi investimenti utile margini ricavi" /></p>
<p>I dati preliminari sul traffico nella rete di Autostrade per l&#8217;Italia fanno bene al gruppo Atlantia (che è concessionario di quelle tratte) ma sono anche un indicatore generale della situazione di tutto il Paese.</p>
<p>Fra luglio e agosto il traffico di veicoli leggeri è cresciuto del 2,2% sul bimestre luglio-agosto del 2008 e quindi ha sicuramente rimpolpato i bilanci di Atlantia che, infatti, oggi guadagna bene in Borsa (+2,88%). Complessivamente la crescita del traffico nel bimestre è stata dello 0,9% ma va comunque considerato che da inizio anno il saldo con lo stesso periodo del 2008 rimane negativo dell&#8217;1,6% (-1,2% se si considera che il 2008 era bisestile).</p>
<p>A questo punto è però necessario passare al trasporto merci che in Italia avviene ancora in massima parte sul gommato. I dati di luglio e agosto sono preoccupanti perché evidenziano un calo del traffico dei veicoli pesanti del 4,4% per questa voce e indicano quindi un&#8217;economia italiana in forte rallentamento.</p>
<p>Se poi gli italiani non sono potuti andare alle Maldive in aereo e hanno scelto di risparmiare con mete più vicine o magari di scoprire le meraviglie del Belpaese è un dato che può rallegrare fino a un certo punto. Secondo l&#8217;Associazione dei tour operator (Astoi) l&#8217;agosto del 2009 ha fatto registrare in base ai dati preliminari una flessione delle vendite fra il 10 e il 15% viene dunque da chiedersi se davvero la scelta dell&#8217;auto non sia stata più che altro una necessità. Nel resto dell&#8217;anno i dati sul traffico potrebbero dunque non essere lusinghieri quanto sono stati questa estate.</p>


<p>
Ma torniamo ad Atlantia. Il gruppo ha di recente pubblicato i risultati del primo semestre che si è chiuso con una flessione dei ricavi dello 0,7% che è derivata soprattutto dalla flessione dei ricavi netti da pedaggio (-3,2% a 1,34 miliardi circa su 1,66 miliardi di euro complessivi). I risultati della gestione caratteristica (mol) e di quella operativa (ebit) hanno mostrato un calo ancora maggiore (dell&#8217;1,4 e dell&#8217;1,8% rispettivamente).</p>
<p>Il semestre si chiude tuttavia con utili in crescita da 367 a 385,7 milioni di euro grazie a diversi fattori (come la capitalizzazione di oneri finanziari per 27,21 milioni e proventi per attività cessate o destinate a essere cedute per 807 mila euro.</p>
<p>La situazione patrimoniale rimane ancora a rischio nonostante la società riesca a chiudere in utile, l&#8217;indebitamento finanziario netto è pari a 10,35 miliardi di euro a fronte di un patrimonio di 3,6 miliardi. Questo è possibile solo perché la situazione finanziaria di breve termine è ampiamente positiva per oltre 539 milioni di euro (a fronte di passività finanziarie correnti da 795 milioni circa ci sono disponibilità liquide ed equivalenti per 480 milioni e altre attività finanziarie correnti per oltre 854 milioni). Insomma il debito è tutto spalmato sul medio e lungo periodo. Nel breve infatti, come abbiamo visto, è dall&#8217;andamento del traffico sulle nostre autostrade che viene il pericolo.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4230/una-buona-estate-per-atlantia-ma-lautunno-e-incerto">Una buona estate per Atlantia, ma l’autunno è incerto</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 15:26 di giovedì 03 settembre 2009.</p>
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    <title>Atlantia: il gruppo cresce, ma la crisi pesa</title>
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    <pubDate>Mon, 23 Mar 2009 16:54:34 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/autostradavuota.jpg" class="post" align="left" border="0" width="230" height="165" alt="autostrade atlantia mercato finanza bilancio infrastrutture governo alitalia benetton castellucci piano dividendo utile ricavi borsa azioni titoli piazza affari" /></p>
<p>Tonica Atlantia a Milano sull&#8217;onda dei rialzi che incoraggiano ancora le borse e dei dati pubblicati venerdì scorso dal maggiore concessionario autostradale italiano.</p>
<p>Il gruppo Atlantia, la società che fa riferimento alla famiglia veneta dei Benetton e che controlla concessioni autostradali che spaziano dal Monte Bianco alla tangenziale di Napoli, ha coperto ampiamente (in termini di ebitda adjusted almeno) il decremento del traffico con l&#8217;incremento delle tariffe. La contrazione complessiva dei veicoli in strada (sceso soprattutto il numero dei veicoli pesanti) ha, infatti, impattato il margine operativo lordo per 21 milioni di euro a fronte di 86 milioni di euro ricavati invece dall&#8217;aumento delle tariffe. Probabilmente un bilanciamento simile ci sarà anche nel corso del 2009 (anche se il saldo sarà forse meno favorevole), nonostante il calo del traffico abbia raggiunto punte del 2,6% nell&#8217;ultima parte dell&#8217;esercizio appena trascorso. È, infatti, previsto già dal prossimo primo maggio un incremento delle tariffe che potrebbe attestarsi al 2,4 per cento. D&#8217;altra parte il gruppo si avvantaggerà sicuramente della nuova possibilità di affidare lavori in house prevista dalle nuove norme e che si inserisce in un complesso quadro di accordi anche politici del gruppo collegati anche agli investimenti fatti in Alitalia.</p>


<p>
Sia considerando il nuovo perimetro di consolidamento, che include la statunitense Electronic Transaction Consultans e il gruppo polacco Stalexport, che su base omogenea, la società ha registrato un incremento dei ricavi consolidati (+6,3% complessivamente a 3,47 miliardi di euro e +5,4% su base omogenea). Gli investimenti del gruppo in attività materiali hanno invece segnato una flessione del 9% a quota 1,24 miliardi di euro circa (Atlantia specifica che questo è dovuto al completamento nel 2007 di alcune opere e che gli investimenti frutto della Convenzione 2007 sono cresciuti del 20%). L&#8217;indebitamento finanziario netto si attesta a 9,75 miliardi di euro (in rapporto 4,6 con l&#8217;ebitda contro il 4,5 del 2007) e subisce, tra l&#8217;altro, l&#8217;impatto di un mark to market sfavorevole del portafoglio derivati. Il gruppo ha approvato un dividendo da 71 centesimi in crescita del 4,4 per cento. Proprio nella nuova politica dei dividendi - per la prima volta segnano una crescita inferiore del 10% e d&#8217;ora in poi saranno mantenuti entro il margine di una crescita di 5 punti l&#8217;anno - si è focalizzata buona parte dell&#8217;attenzione del mercato. La crisi impone prudenza, ha spiegato l&#8217;amministratore delegato Giovanni Castellucci.</p>
<p>Atlantia ha inoltre annunciato un nuovo accordo con Sias (società del gruppo Gavio) in base al quale saranno aggregate in un&#8217;unica realtà le partecipazioni acquisite da Citi nell&#8217;area metropolitana di Santiago (Cile) tramite l&#8217;ingresso nel capitale di Costanera Norte. A fine 2008 il gruppo aveva, infatti, rilevato da Citi e da Sacyr partecipazioni in concessionarie per 702 chilometri distribuite fra il Cile e il Brasile.</p>
<p>Il gruppo Atlantia è, d&#8217;altra parte, sempre più internazionale come dimostra anche la concessione indiana che un consorzio con Tata Group si è recentemente aggiudicato. L&#8217;espansione nel mondo non basterà, però, probabilmente a contrastare il calo del traffico in Italia e all&#8217;estero: nel 2009 sono perciò programmate anche alcune dismissioni marginali (anche in Italia) che dovranno parzialmente contrastare margini operativi previsti in lieve calo a causa di un andamento del traffico in linea con l&#8217;ultima parte del 2008.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4111/atlantia-il-gruppo-cresce-ma-la-crisi-pesa">Atlantia: il gruppo cresce, ma la crisi pesa</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:54 di lunedì 23 marzo 2009.</p>
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    <title>Autostrade pronte a crescere (si spera)</title>
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    <pubDate>Tue, 03 Mar 2009 20:40:21 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Pedemontana.JPG" class="post" align="left" border="0" width="215" height="195" alt="cantieri mercato finanza autostrade finanziamenti infrastrutture" /> </p>
<p>Sembra che in Italia le autostrade facciano fatica ad andare avanti senza consistenti regali dello Stato. Certo l&#8217;annuncio del completamento della Salerno-Reggio Calabria entro il 2012 ha fatto gioire anche il presidente di Atlantia (la ex Autostrade per l&#8217;Italia) Gian Maria Gros-Pietro, peccato che questa celebre tratta delle nostre autostrade sia ormai da decenni una barzelletta che ci ha pure causato qualche intervento dell&#8217;Unione Europea. Storie di ritardi, malfunzionamenti e sperpero di denaro pubblico che si vedono a tutte le latitudini come per esempio in Lombardia dove la Pedemontana (Bergamo-Varese) attende da più di vent&#8217;anni il completamento.</p>
<p>Già nelle prossime settimane però Fabrizio Palenzona, presidente dell&#8217;Aiscat (l&#8217;Associazione dei concessionari autostradali), presenterà il piano dei concessionari per il rilancio delle infrastrutture in Italia. Secondo indiscrezioni di stampa le concessionarie richiederanno adeguamenti che potrebbero aggirarsi tra il 5 e il 6% (per Atlantia si parla però soltanto del 2,5%) ossia, commenta oggi Finanza e Mercati, su livelli mai visti prima.</p>
<p>D&#8217;altra parte, con l&#8217;ingresso del nuovo Governo in carica, i concessionari, ossia le società che gestiscono le autostrade di proprietà pubblica manutenendole e accrescendone (teoricamente) la rete, avevano ottenuto la garanzia di potere assegnare a proprie controllate (la procedura cosiddetta &#8220;in house&#8221;) e quindi senza alcuna gara fino al 60% dei lavori.</p>
<p>Nel frattempo qualcosa a livello di funding delle infrastrutture sembra davvero sbloccarsi ed F2i, il celebre fondo dedicato proprio alle infrastrutture e guidato da Vito Gamberale (ex amministratore delegato di Autostrade per l&#8217;Italia) si scalda i muscoli e riesce a preparare 460 milioni di euro da investire proprio nelle infrastrutture del Bel Paese.</p>


<p>
Ancora ignoto se una fetta di questa torta finirà in qualche striscia d&#8217;asfalto italiana, ma di certo la capacità del fondo controllato da banche per il 32% e con la Cassa Depositi e Prestiti all&#8217;8% del capitale, sorprende, vista la generale mancanza di risorse dei fondi infrastrutturali: in media la raccolta del comparto, evidenziava oggi Il Sole 24 Ore, non raggiunge il 40% del capitale target contro il 93% raggiunto da F2i.</p>
<p>Dal Governo in vario modo dovrebbero essere stanziati nei prossimi anni circa 16,6 miliardi di euro e forse più. Con queste premesse forse qualche cantiere in più l&#8217;Italia lo vedrà davvero.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4091/autostrade-pronte-a-crescere-si-spera">Autostrade pronte a crescere (si spera)</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 22:40 di martedì 03 marzo 2009.</p>
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  <item>
    <title>Intesa-Benetton: possibili sinergie nelle infrastrutture</title>
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    <pubDate>Fri, 06 Feb 2009 13:48:43 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>banche</category><category>az-italia</category><category>autostrade</category><category>benetton-family</category><category>intesa-sanpaolo</category>
    <description>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Seduta positiva per Intesa San Paolo e per i titoli della scuderia Benetton, in particolare per quelli del settore infrastrutture come Atlantia e,[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Benetton.gif" class="post" align="left" border="0" width="232" height="209" alt="benetton intesa bazoli passera biis infrastrutture sintonia sagat atlantia" /></p>
<p><em>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Seduta positiva per Intesa San Paolo e per i titoli della scuderia Benetton, in particolare per quelli del settore infrastrutture come Atlantia e, indirettamente, Telecom Italia. L&#8217;a.d. Corrado Passera, in occasione dell&#8217;apertura della filiale londinese della controllata Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (Biis), ha dichiarato che Sintonia ha progetti interessanti e che spera di poter collaborare con loro in futuro.</p>
<p>Sintonia e&#8217; la holding in cui la famiglia Benetton ha riunito le partecipazioni del settore infrastrutture: nel suo portafoglio, oltre alle quote di Atlantia e Telco, troviamo anche Gemina (Aeroporti di Roma) e Sagat (Aeroporto di Torino). Le parole di Passera potrebbero forse preannunciare l&#8217;ingresso di Intesa, direttamente o tramite Biis, nella compagine azionaria di Sintonia, che attualmente vede in campo Mediobanca, il fondo Gic di Singapore e Goldman Sachs, oltre ovviamente ai Benetton.</p>
<p>L&#8217;operazione potrebbe generare alcune sinergie dato che Biis, che si occupa di public finance, nei prossimi mesi sara&#8217; impegnata in alcuni importanti progetti nel settore autostradale, ovvero la costruzione di tre tratte in Lombardia (Brescia-Milano, tangenziale Est Milano e pedemontana lombarda) e in Veneto (pedemontana veneta) per un valore complessivo di circa 10 miliardi di euro, senza contare le tratte in Croazia e Ungheria.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4052/intesa-benetton-possibili-sinergie-nelle-infrastrutture">Intesa-Benetton: possibili sinergie nelle infrastrutture</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 15:48 di venerdì 06 febbraio 2009.</p>
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