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Azioni Italia

Prese di profitto su Datalogic dopo i buoni dati 2010

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Tecnologia

Datalogic perde terreno all’indomani della comunicazione dei dati preliminari sui ricavi 2010. La societa’ attiva nel settore dei lettori di codici a barre e dei sistemi elettronici portatili per la raccolta dati ha realizzato ricavi pari a 392,7 milioni di euro, +26% a/a, con un quarto trimestre da 101,5 milioni, +17% a/a.
Si tratta di dati positivi e migliori o al peggio in linea con le stime degli analisti. Dai report pubblici disponibili si evince infatti che Intermonte aveva azzeccato quasi alla perfezione la stima (392,7 milioni di euro nell’esercizio, e 101,5 milioni nel trimestre), mentre Unicredit si attendeva ricavi leggermente inferiori (383 milioni) rispetto a quelli effettivamente realizzati.
Come mai allora il titolo viene penalizzato dagli operatori? Si tratta con ogni probabilita’ di una situazione tra le piu’ classiche osservabili sui mercati azionari e riassunta nel detto anglosassone “buy the rumor, sell the news”. In altre parole, il titolo nelle 6/7 sedute precedenti a quella odierna era arrivato a guadagnare un 10% circa, in vista della pubblicazione di dati che avrebbero potuto essere migliori delle attese, cosa che puntualmente e’ successa facendo scattare le prese di beneficio.
Il quadro grafico di medio termine di Datalogic non viene messo in discussione dalla flessione odierna. Solo la rottura di 6,20 euro potrebbe sfociare in una correzione verso area 5,70. Restano dunque ampiamente prevalenti le chance di assistere a una rapida ripresa del trend ascendente in direzione di 7 e 7,6950, massimo storico del febbraio 2006.

Telecom Italia in ulteriore progresso grazie a report Citigroup

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia S&P Mib Telecomunicazioni Telecom Italia Azioni Italia

Non si ferma il rally di Telecom Italia che, dopo aver superato l’altro ieri le resistenze di area 1 euro, prosegue spedita verso il top di novembre a 1,1230. Una vittoria oltre questo ultimo ostacolo determinerebbe la ripresa del recupero in forza dalla scorsa primavera in direzione degli 1,26 circa toccati a settembre 2009. L’eventuale ritorno sotto quota 1 preannuncerebbe invece un test del supporto a 0,9435.
Telecom oggi approfitta di un report di Citigroup, che ha alzato il prezzo obiettivo a 1,20 euro da 1,02 con raccomandazione di acquisto. Gli analisti dell’importante investment bank americana hanno migliorato le stime sulla divisione mobile brasiliana e sulla telefonia fissa in Italia, facendo anche presente che i mandati dei top manager scadono ad aprile.
La gestione dell’a.d. Bernabe’ e del presidente Galateri non e’ stata esente da critiche, quindi Citigroup ipotizza che entro breve potrebbero essere prese iniziative rilevanti, come ad esempio il lancio di una nuova strategia sul mobile in Italia, oppure un dividendo superiore ai 5,5 centesimi attesi dal mercato: questo al fine di garantire una riconferma ai manager. Ma anche l’ipotesi di ricambio ai vertici sembra solleticare l’interesse degli investitori.
Il titolo grazie a questi scenari sta per il momento ignorando il rischio di rinvio del lancio dell’offerta residenziale a 100 Mega in fibra ottica. Telecom attende l’ok dell’AgCom, che dovrebbe decidere martedi’ prossimo. Secondo indiscrezioni di stampa gli operatori telefonici alternativi avrebbero scritto all’authority per far presente il rischio di instaurazione di un monopolio da parte di Telecom, in quanto quest’ultima non li avrebbe messi nelle condizioni di farle concorrenza nella banda larga.

Enel in verde dopo ok a conversione centrale Porto Tolle

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia S&P Mib Utilities Enel Azioni Italia

Enel recupera terreno e prova a scacciare il rischio del testa e spalle ribassista in formazione da qualche settimana. Solo una vittoria oltre il massimo prenatalizio a 3,87 euro fornirebbe indicazioni rassicuranti dato che determinerebbe la ripresa del rialzo partito a inizio dicembre in direzione di 3,98 e quindi del top autunnale a 4,1525. Eventuali discese sotto area 3,73 euro causerebbero invece il completamento del pattern citato in precedenza, evento cui seguirebbe un approfondimento verso area 3,60.
Ieri il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha annunciato il via libera alla conversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle (che attualmente funziona a olio combustibile), provincia di Rovigo. La decisione e’ stata presa in virtu’ del giudizio di compatibilita’ ambientale e dell’intesa con la Regione Veneto. Al termine dei lavori, il cui costo per Enel dovrebbe essere di circa 2 miliardi di euro, la centrale passera’ dagli attuali 2,7 GigaWatt di potenza a poco meno di 2: questo per compensare l’eccesso di capacita’ creatosi a seguito della riduzione dei consumi elettrici.
Secondo alcuni analisti si tratta di un progetto dalla tempistica non immediata, dato che non rientra nel piano industriale 2010-2014 e che i lavori non potranno iniziare prima di aver verificato la compatibilita’ con il programma di sviluppo dell’energia nucleare.

Prysmian in lieve rialzo su voci ok Consob a opas su Draka

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia S&P Mib Azioni Italia

Leggero progresso per Prysmian a fine mattinata. Il titolo non riesce pero’ ad avvicinarsi ai 13,10 euro, massimo di dicembre e ostacolo oltre il quale il tentativo di rimonta successivo alla correzione partita a fine ottobre potrebbe riprendere vigore. I prezzi potrebbero infatti puntare verso area 13,50, ed eventualmente proseguire in direzione di 13,80 e 14,47, top del 25/10. Flessioni sotto 12,55/60 anticiperebbero invece un probabile insuccesso del recupero e quindi il ritorno in area 12.
In base alle ultime indiscrezioni la Consob avrebbe in sostanza dato il via libera all’opas lanciata da Prysmian sull’olandese Draka. Sembra che la commissione di via Isonzo abbia omologato il prospetto approvato dalla Afm (l’autorita’ del mercato azionario olandese) per cui domani potrebbe partire l’operazione, per poi terminare il 3 febbraio. Ricordiamo che a novembre Prysmian ha annunciato un’offerta da 17,20 euro per ogni azione Draka, 8,60 in contanti piu’ 0,6595 azioni Prysmian, per un controvalore totale di circa 840 milioni di euro.
Per il momento non ci sono novita’ riguardo all’offerta concorrente annunciata dalla cinese Xinmao. Quest’ultima ha ribadito il proprio interesse ma ha anche precisato che potrebbe non riuscire a ottenere dalle autorita’ cinesi tutte le autorizzazioni necessarie per lanciare la propria proposta (un miliardo di euro tutto in contanti) in tempo per contrastare quella di Prysmian. Prima di Natale Xinmao aveva dichiarato che avrebbe presentato la richiesta all’Afm entro il 14 febbraio.

Acquisti su Pininfarina grazie a voci di opa da parte di Baic

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Automotive

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Pininfarina prolunga il recupero partito la settimana scorsa oltrepassando le resistenze di area 3,90 euro. Il titolo ha anche toccato i nuovi massimi dall’agosto 2009 e sembra intenzionato ad attaccare gli ostacoli piazzati in area 4,25/30, riferimenti oltre i quali si aprirebbero spazi di ascesa fin sui 6,20 circa, picco della primavera 2009. A scatenare gli acquisti sono state le indiscrezioni riportate dal sito Automotive News Asia in base alle quali la cinese Beijing automotive industry holding corporation (Baic) sarebbe pronta a lanciare un’opa su Pininfarina. L’operazione rientrerebbe nella strategia di Baic di ampliamento del proprio business, grazie alle specialita’ dell’azienda torinese, ovvero il design/progettazione di autovetture e lo sviluppo dell’auto elettrica (in partnership con il gruppo Bollore’). Attualmente Pininfarina e’ controllata al 77% circa da Sergio Pininfarina (con la quasi totalita’ della partecipazione concentrata nella holding di famiglia Pincar srl). Tutte le azioni sono pero’ in pegno presso le banche a garanzia dei loro crediti sin dalla ristrutturazione del debito siglata nel 2008. La societa’ nell’estate 2009 aveva affidato a Banca Leonardo il mandato per la ricerca di un compratore. Baic potrebbe quindi essere l’occasione giusta per l’uscita di scena della famiglia dello storico fondatore, anche se in un comunicato ufficiale Pininfarina ha precisato che la ricerca di un compratore e’ ancora nella fase preliminare in cui vengono raccolte le manifestazioni d’interesse.

Atlantia: il 2011 comincia bene

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Autostrade

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Comincia bene l’anno per Atlantia che approfitta dei recuperi dei principali listini azionari e guadagna l’1,11% nel primo pomeriggio riportandosi a quota 15,43 euro dopo aver toccato un massimo a 15,63. Degli allunghi oltre i 15,64 euro (top del 23 dicembre scorso e margine superiore di un’area critica che ostacola i recuperi dei prezzi da oltre un mese) porrebbero le basi per rialzi anche consistenti in direzione dei massimi del 14 luglio scorso a 15,8 euro e dunque in zona 16,2 euro.

Un fascio di medie mobili (a 50, a 100 e a 200 sedute) si frappone a questi ostacoli e alla riattivazione del trend rialzista in forza dal 25 maggio scorso: urgono dunque conferme che scongiurino un ritorno in zona 15,2 o peggio a quota 14,7 euro.

Dal punto di vista dell’analisi fondamentale, di certo l’attivazione degli adeguamenti tariffari, ossia dei rincari dei pedaggi, a partire dal primo di gennaio non farà male. L’aumento medio per l’intera rete autostradale nazionale è stato del 3,3% ma forti oscillazioni dei prezzi caratterizzano le highway della penisola e gli aumenti dei loro pedaggi.

Nel caso di Autostrade per l’Italia - controllata fondamentale del gruppo Atlantia - l’aumento medio è stato dell’1,92% di cui lo 0,63% correlato alla copertura del 70% dell’inflazione che recenti normative ormai garantiscono ai concessionari e per l’1,29% a copertura degli investimenti effettuati e dello stato di avanzamento dei lavori al 30 settembre del 2010. Come anticipato il nuovo quadro normativo a partire da quest’anno prevede che le controllate Raccordo Autostradale Valle d’Aosta, Autostrada Tirrenica, Tangenziale di Napoli, Società Autostrade Meridionali applichino le nuove e favorevoli regole degli aumenti tariffari che garantiscono il 70% dell’inflazione, una componente di riequilibrio e i fattori di remunerazione dell’investimento e di qualità.

A questi adeguamenti dell’1,93% vanno comunque aggiunti gli aumenti di 2 millesimi di euro a chilometro per le classi A e B e di 6 millesimi quelle 3,4 e 5 in base alla legge 122 del 2010 che avvantaggeranno, però, soprattutto l’Anas.

Per automobilisti e camionisti non sarà dunque un 2011 di risparmio - anzi - e le associazioni dei consumatori hanno calcolato un rincaro del 10,8% dei pedaggi in tre anni. Di certo i disagi visti in molte tratte autostradali d’Italia a fine dicembre a causa di qualche nevicata hanno allarmato gli utenti e causato più di un disagio e di una protesta, tanto che la Consulta dei consumatori (un organo di dialogo tra utenti e la società) in una riunione straordinaria convocata dalla stessa Autostrade per l’Italia ha deciso che gli automobilisti rimasti bloccati in autostrada tra il 18 e 19 dicembre hanno diritto a un risarcimento.

Da ricordare anche che oggi il gruppo ha comunicato il raggiungimento con Toto Spa di un accordo per la cessione del 60% del capitale di Strada dei Parchi per un valore di 89 milioni di euro (la concessionaria gestisce le autostrade A24 Roma-L’Aquila-Teramo e A25 Torano-Pescara).

Al 30 settembre scorso Atlantia registrava un notevole incremento del flusso di cassa operativo a 1,53 miliardi di euro (quest’anno ingloba anche i risultati delle acquisizioni del 2009 e registra un aumento del traffico nei primi nove mesi dello 0,36%), ma anche un calo degli investimenti da 1 miliardo circa a 775 milioni di euro (sempre nei nove mesi). La redditività invece aumentava sia per effetto della crescita del giro d’affari, che per un miglioramento della redditività dovuto anche a minori perdite sulle partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto.

Il 2010 si chiude all'insegna dell'incertezza per il settore assicurativo

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Generali Assicurazioni

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

L’ultima seduta del 2010 per il mercato azionario italiano sembra aver preso decisamente la via del ribasso. Non fanno eccezione i titoli del settore assicurativo, probabilmente penalizzati dall’iniziativa dell’ISVAP, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private. Ieri l’Istituto ha inviato una segnalazione ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio e al Ministro dello Sviluppo Economico, con lo scopo di segnalare alcuni interventi normativi nel settore delle assicurazioni RC auto. L’iniziativa nasce dalla constatazione del fatto che le tariffe delle assicurazioni RC auto hanno subito negli ultimi anni aumenti tali da rendere la situazione molto penalizzante per i cittadini. L’ISVAP ha quindi pensato di proporre un pacchetto di interventi grazie al quale i prezzi delle coperture potrebbero essere ridotti del 15-18 per cento. Tra le misure individuate troviamo quelle relative ai danni alla persona, al risarcimento diretto, al contrasto delle frodi, all’abolizione del tacito rinnovo e alla rivisitazione del sistema del bonus/malus. Su alcuni titoli gravano poi elementi di criticita’ specifici. Per quanto riguarda Generali segnaliamo il report di Dz Bank che stamattina ha confermato la raccomandazione di vendita, con prezzo obiettivo abbassato da 15 a 14 euro. Su Fondiaria-Sai pesano invece le ultime incertezze relative all’esito della ricapitalizzazione della controllante Premafin: non si sa ancora se l’ingresso di Groupama nel capitale della holding di casa Ligresti fara’ scattare l’obbligo di opa a cascata, ipotesi che farebbe recedere i francesi e manderebbe quindi a monte l’intera operazione.

Deludente 2010 per Piazza Affari

pubblicato da AleOne in: Up & Down Azioni Italia

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Il 2010 non è stato un anno benevolo con l’indice Ftse Mib: il saldo rispetto alla chiusura del 2009, registrata a 23248, è negativo, ora che mancano poche sedute al termine dell’anno, per il 13% circa, un risultato che contrasta nettamente con il +19,5% con il quale era stato archiviato l’anno precedente. Anche il confronto con l’andamento della borsa mondiale è deludente, l’indice Msci World e’ infatti positivo fino a questo momento per il 7% circa. Il quadro grafico del Ftse Mib è preoccupante, l’indice sta infatti lottando per riportarsi al di sopra delle medie mobili più significative, la 100 e la 200 giorni, approssimazione della tendenza di medio lungo periodo, entrambe passanti in area 20600/800 punti, avendo recentemente violato anche la linea di tendenza tracciata dai minimi di marzo 2009 e passante per quelli di maggio ed agosto 2010, linea che funge attualmente da resistenza in area 21000. Per rimettere in equilibrio una situazione altrimenti difficile l’indice dovrà faticare non poco. Solo oltre i 21650 punti, limite superiore della fase laterale disegnata dal Ftse Mib dallo scorso maggio ed area di transito della linea tracciata dai massimi di ottobre 2009 a 24558, sarebbe possibile parlare di ripresa dell’uptrend visto nella prima parte dello scorso anno, con la prospettiva di tornare in area 24550 almeno. Fino a che i 21700 punti non saranno alle spalle il rischio di assistere a nuovi affondi, nonostante il recente rimbalzo, rimarrà tuttavia elevato, con i prezzi che potrebbero trovare solo in area 17000 un supporto dal quale tentare una nuova reazione duratura. In un contesto se non definitivamente compromesso quantomeno difficile sono comunque stati molti i singoli titoli all’interno del paniere Ftse Mib a ben figurare durante l’anno.

Le performance più eclatanti sono state quelle di Exor, con il 70% circa di guadagno rispetto alla chiusura del 2009, di Saipem, con il 47%, di Tod’s (ingresso recente nell’indice), Bulgari, Fiat e Pirelli & C tutti con guadagni superiori al 40%. In generale si sono comportati molto bene gli industriali, gli energetici, il lusso e la tecnologia (Stm ha guadagnato il 20% circa). Ad appesantire il listino sono state invece la banche e le assicurazioni, nessuno dei loro rappresentanti è infatti tra i titoli positivi, i cementieri, i servizi di pubblica utilità, le telecom ed i media. Difficilmente le situazioni più delicate, quelle di banche ed assicurazioni, troveranno una rapida soluzione, ed anche se si dovessero realizzare rimbalzi è probabile che una eventuale tendenza di ripresa impieghi molto tempo per stabilizzarsi.

Quello che ha manifestato l’intenzione negli ultimi tempi di volersi riscattare è stato il settore del cemento (Buzzi ed Italcementi sono negativi rispettivamente per il 25% ed il 32%, ma lontani dai minimi dell’anno), che potrebbe rappresentare quindi un interessante terreno di caccia per l’investitore che volesse puntare su strumenti potenzialmente sottovalutati. In particolare la rottura della resistenza a 7 euro per Italcementi e di quella a 9 euro per Buzzi completerebbero una configurazione a doppio minimo, in costruzione dall’estate, che dovrebbe permettere la realizzazione di una rialzo nell’ordine del 25/30% nei mesi successivi.

Per chi invece volesse cavalcare l’onda di rialzi già consolidati le scelte migliori potrebbero essere quelle dell’energia e del lusso. Saipem, Tenaris, Tod’s e Bulgari sembrano in grado di proseguire il loro trend crescente ed anche se si dovessero sviluppare correzioni la struttura rialzista è solida.

Fiat recupera in vista dello spin-off

pubblicato da Ferry Boat in: Fiat Azioni Italia Automotive

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Fiat prova a reagire immediatamente alla correzione di ieri. Il titolo si era infatti portato a contatto con l’importante resistenza piazzata sui 15,77 euro, rappresentata dal picco del maggio 2008. Se le quotazioni riuscissero a scavalcare in modo perentorio detto riferimento avrebbero la possibilita’ di prolungare il loro recupero in direzione dei 17,50/18,00 euro almeno. Discese sotto 14,30 potrebbero invece anticipare una flessione verso i 13,80 e i 12,50 euro. Il ribasso accusato ieri da Fiat puo’ anche essere messo in relazione alla presenza di un ostacolo grafico importante, ma e’ senz’altro stato favorito dalle notizie provenienti dalla Cina.

L’amministrazione locale di Pechino ha infatti deciso di porre un limite alle immatricolazioni di auto nel 2011 al fine di porre un freno al traffico e all’inquinamento. Se la mossa della capitale fosse seguita anche da altre metropoli cinesi potrebbero essere messe in discussione le stime di crescita delle vendite nel Paese asiatico, Paese su cui ormai tutti i principali costruttori puntano molto. In ogni caso Fiat conferma di godere di un ottimo stato di forma in quanto gli altri titoli di aziende automobilistiche europee anche oggi perdono terreno.

D’altro canto il Lingotto puo’ approfittare delle attese degli operatori per lo spin-off del settore auto e quindi per il debutto in borsa di Fiat Industrial lunedi’ prossimo. Questa operazione potrebbero essere il punto di partenza per una volta epocale per la casa torinese. Da un lato infatti il mercato sconta una fusione con Chrysler e quindi la creazione di un player globale capace di affrontare da una posizione migliore le sfide del mercato dell’auto. A tal proposito nelle ultime settimane sono circolate analisi in base alle quali Fiat potrebbe accelerare il processo di crescita nel capitale di Chrysler in modo da salire al 51% gia’ entro il 2011, a patto che vengano restituiti i fondi concessi dal governo USA.

Dall’altro e’ lecito ipotizzare che la separazione dei due business (auto e veicoli industriali) possa favorire operazioni di valorizzazione. Recentemente si e’ infatti mormorato di un interessamento di Daimler per Fiat Industrial. Il quadro favorevole per Sergio Marchionne si completa infine con il raggiungimento la settimana scorsa di un accordo con le parti sociali (Fiom esclusa) per il progetto di rilancio dello stabilimento di Mirafiori.

Telecom Italia Media sale su possibile cessione

pubblicato da Ferry Boat in: Telecomunicazioni Telecom Italia Azioni Italia

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Telecom Italia Media al centro delle attenzioni degli operatori questa mattina. Il titolo sta provando a mettere sotto pressione la resistenza a 0,2545 euro, livello oltre il quale verrebbe completato il doppio minimo in formazione da circa tre settimane, un pattern rialzista capace di spingere i prezzi sul top di fine ottobre a 0,2840. A catalizzare gli acquisti e’ stato un articolo di Repubblica che ha riproposto un tema gia’ emerso a piu’ riprese in passato, ovvero quello relativo alla valorizzazione della partecipazione di controllo in TI Media da parte di Telecom Italia. In base a quanto riportato dal quotidiano l’a.d. di Telecom Franco Bernabe’ e quello di TI Media, Gianni Stella, sarebbero al lavoro con il cfo Andrea Mangoni per prendere una decisione. Il momento sembrerebbe propizio per una vendita dato che, grazie all’effetto-Mentana, la share di La7, il canale generalista del gruppo, e’ balzato da meno del 3% al 4%. Inoltre i conti al 30 settembre hanno evidenziato una crescita dell’11,6% a/a dei ricavi e il ritorno in positivo dell’EBITDA. Tra le ipotesi sul tavolo oltre alla cessione totale del pacchetto azionario c’e’ quella che prevede una discesa di Telecom Italia sotto il 50%, in modo da poter deconsolidare i conti di TI Media. Questa ultima motivazione appare invero non determinante date le dimensioni minime di TI Media rispetto al gruppo Telecom. Inoltre l’indebitamento netto di TI Media e’ sceso a 99,2 milioni di euro in virtu’ dell’aumento di capitale da 239,5 milioni concluso a giugno il cui onere e’ ricaduto principalmente sulla stessa Telecom. Da segnalare anche che TI Media ha un 10% di Dahlia, la pay tv controllata dagli svedesi di Air Plus, attualmente in difficolta’ e probabilmente prossima a sua volta a un aumento di capitale. Il frangente potrebbe pero’ essere colto da TI Media per acquisire Dahlia e potersi mettere sul mercato con un pacchetto completo costituito da frequenze digitali e pay tv.