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  <title>finanzablog</title>
  <subtitle>finanzablog</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[Copyright notice for atom feeds.]]></rights>
  <updated>2010-07-31T15:01:10+00:00</updated>
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    <title type="html">Che jella Mr. Roach !!</title>
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    <published>2006-06-21T13:42:55+00:00</published>
    <updated>2006-06-21T13:42:55+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1278/che-jella-mr-roach"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Gufo_comune.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="266" alt="gufo" />Per gli addetti ai lavori trovarsi scritto nero su bianco che anche Lui, guru tra i più in vista nel mondo finanziario, nonché tra i più reiterati gufi tra gli economisti internazionali si fosse “rassegnato” ad uno scenario di benessere prolungato,  è stato –devo ammetterlo- un fulmine a ciel sereno. Quindici anni di mercati vissuti pericolosamente tra svalutazioni della lira, golpe in Russia, crisi internazionali, fallimenti di grandi hedge funds internazionali, attentati,  avevano comunque alcuni punti fermi cui attingere in caso di sbandamento previsionale. Uno di questi era -passatemi la citazione- il pessimismo storico di Stephen Roach, capo economista di una delle più prestigiose banche d’affari internazionali (<a href="http://www.morganstanley.com/about/gsb/index.html">Morgan Stanley</a>).<br />
 <br />
Con il voltafaccia buonista del report di  Roach condito da affermazioni quali:  “crescita equilibrata dell’economia globale”, “controllo dell’inflazione attraverso la redistribuzione della produzione su scala mondiale”, nonché da una  “capillare estensione dei controlli del FMI, ormai estesa a tutte le nazioni” è caduto uno dei baluardi su cui poggiavano alcune delle più radicate abitudini di molti analisti e gestori, abituati sì a farsi un’idea propria di come andranno le cose, ma informandosi anche di come la pensano gli altri. Al di là dei possibili ragionamenti dietrologisti che si possono fare per analizzare questo incredibile dietrofront ( il più semplice potrebbe essere quello di sostenere gli Stati Uniti nella loro funzione di guida mondiale…ma il discorso è troppo ampio per essere liquidato in poche righe), ciò che balza maggiormente all’occhio è la fatale tempistica di questa inversione di marcia.<br />
Mr Roach non solo ha cambiato radicalmente idea, ma l’ha fatto esattamente pochi giorni prima che iniziasse la più ampia flessione degli indici azionari mondiali da 3 anni a questa parte…. Un po’ come quando stringi i denti per giorni o settimane perché sei contro il mercato e chiudi improvvisamente la posizione il giorno prima che si realizzi ciò che avevi, troppo presto, previsto…..<br />
Che jella, Mr Roach.</p>
<p><em>Chi è Barbarella : Barbarella è un’operatrice professionale dei mercati finanziari italiani; oggi segue la gestione di alcune linee di investimento per una Istituzione Finanziaria milanese. Seguirà per Finanzablog i mercati finanziari, con un particolare focus sul mondo dell’obbligazionario</em></p>
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    <title type="html">Non tutti i buoi sono scappati !!</title>
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    <published>2006-06-07T20:43:19+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1186/non-tutti-i-buoi-sono-scappati"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/cows.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="144" alt="buoi_scapati" /> Si susseguono ormai ad intervalli regolari i segnali della stretta creditizia che sta interessando i mercati di tutto il pianeta. Gi Stati Uniti hanno ritoccato al rialzo per 17 volte consecutive i loro tassi di riferimento, mentre l’Europa si accinge, con un anno e mezzo di lag temporale a portare avanti una lenta ma inesorabile politica di progressivo drenaggio della liquidità, che dovrebbe proseguire almeno per l’anno in corso. A distanza ulteriore di qualche mese, dall’altra parte del mondo, il colosso nipponico si appresta ad una svolta epocale, riconsiderando la variabile monetaria quale possibile strumento di controllo dell’economia, dopo la decennale “trappola della liquidità“ di cui è rimasto ostaggio.</p>
<p>Finalmente, dopo mesi di rialzo a mio avviso eccessivi, qualche nodo torna al pettine prima che sia troppo tardi: i mercati azionari mondiali stanno iniziando a flettere, visto che tutto sommato va bene l’eldorado ma le valutazioni ormai non sono più così a buon mercato come nel 2003 o nel 2004.<br />
In poche settimane sono stati bruciati tutti i guadagni messi a segno in oltre quattro mesi e onestamente appare prematuro ipotizzare da subito l’esaurimento della volatilità e del ribasso: già mesi fa ( <a href="http://www.finanzablog.it/post/60/meglio-un-cct-al-3">a febbraio se la memoria non mi inganna</a>) da questa rubrica avevo prudentemente suggerito di chiudere la stalla prima che scappassero i buoi…. Beh forse non sono ancora tutti scappati e il portone è meglio chiuderlo comunque. </p>
<p><em>Chi è Barbarella : Barbarella è un’operatrice professionale dei mercati finanziari italiani; oggi segue la gestione di alcune linee di investimento per una Istituzione Finanziaria milanese. Seguirà per Finanzablog i mercati finanziari, con un particolare focus sul mondo dell’obbligazionario</em></p>
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    <title type="html">Quando il gioco si fa duro </title>
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    <published>2006-05-22T05:36:55+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1040/quando-il-gioco-si-fa-duro"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/tackle.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="361" alt="gioco_duro" /> Ricordo che alcuni mesi fa lessi un bell’articolo in cui si affermava che tutti e 5 gli ultimi Governatori della Fed avessero dovuto affrontare nel primo anno del loro mandato crisi finanziarie di dimensioni planetarie: nel passato ci furono il crollo del dollaro dopo gli accordi del Plaza , gli shock petrolferi degli anni 80, la caduta di Wall Street del 1987 In epoca più recente ricordiamo la crisi finanziaria asiatica del 1998, la bolla tecnologica del 2000, gli attentati dell’11 settembre….<br />
E ora, con l’inflazione che bussa alla porta e il sistema finanziario più avanzato del mondo permeato di squilibri sempre più evidenti ( ricordiamo il deficit commerciale e federale  a livelli record, nonché il tasso di risparmio delle famiglie negativo) la situazione nel paese dello zio Sam si fa decisamente critica. Bernanke, novello governatore, sarà chiamato ad affrontare un mandato irto di insidie ora che i tassi negli Stati Uniti sono cresciuti dall’1% al 5% in meno di 2 anni ma la locomotiva dell’economia mondiale non dà chiari segnali di rallentamento.<br />
Che fare?  Continuare a stringere la morsa del credito e rischiare che collassi il mercato immobiliare trascinando con se la spesa per consumi ( che rappresenta i 2/3 del PIL )? Oppure attendere, e sperare che l’inflazione non continui a salire e –soprattutto – che i mercati non inizino a pensare che lui non sia in grado di gestire le crisi come il suo predecessore era creduto fare?<br />
 <br />
Per ottenere la fiducia dei mercati al professor Bernanke, stimato professore e brillante economista dell’establishment accademico mondiale non basterà mostrare il suo curriculum vitae ma gli toccherà  mettersi in gioco sul campo e soprattutto gli toccherà dimostrare che è un duro, se ce ne sarà bisogno. Solo dopo la gestione dei momenti difficili verrà per lui dai mercati il credito di cui Greenspan ha goduto negli ultimi anni del suo mandato. E dovrà meritarsela.</p>
<p><em>Chi è Barbarella : Barbarella è un’operatrice professionale dei mercati finanziari italiani; oggi segue la gestione di alcune linee di investimento per una Istituzione Finanziaria milanese. Seguirà per Finanzablog i mercati finanziari, con un particolare focus sul mondo dell’obbligazionario </em></p>
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    <title type="html">Al lupo! Al lupo!</title>
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    <published>2006-05-12T15:12:04+00:00</published>
    <updated>2006-05-12T15:12:04+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Il rialzo dei rendimenti dei titoli di stato non solo non si arresta, ma al momento non si vedono possibili traguardi della salita in atto ormai in Europa da cinque mesi buoni. 
Eppure i mercati[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/969/al-lupo-al-lupo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/lupo.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="188" alt="" />Il rialzo dei rendimenti dei titoli di stato non solo non si arresta, ma al momento non si vedono possibili traguardi della salita in atto ormai in Europa da cinque mesi buoni. </p>
<p>Eppure i mercati sembravano pronti alla partenza del movimento: fino ad alcuni mesi fa si sprecavano i commenti relativi all’inspiegabile contenimento dei tassi a lunga : Greenspan per commentare un fenomeno analogo sui Treasuries aveva addirittura usato una parola di difficile interpretazione per noi europei: “conundrum” aveva qualcosa a che fare con filtri magici e cantastorie piuttosto che con la finanza. </p>
<p>Da più parti ho sentito instancabilmente ripetere che rendimenti così contenuti non erano compatibili né con la crescita né con l’inflazione né con il premio al rischio che ogni attività a lunga scadenza necessita. Ma alla fine la natura umana a tutto si abitua e così, nonostante l’inspiegabile fenomeno, la maggior parte degli investitori si era probabilmente adattata ad acquistare titoli con rendimenti inspiegabilmente bassi. Forse –hanno pensato i più- siamo in presenza di un nuovo paradigma interpretativo ( vi ricorda qualcosa?) e i rendimenti resteranno d’ora in avanti sempre particolarmente bassi&#8230;<br />
 <br />
E invece no: quando meno te lo aspetti ciò che avevi temuto ( ma tardava a verificarsi) accade! In meno di un trimestre il corso del btp decennale ha perso il 6%: anche se il calo si arrestasse qui ci vorrebbe un anno e mezzo per andare a pari grazie al flusso cedolare!! Non credo si fermi qui , anche se la maggior parte della strada mi sembra percorsa: a mio avviso  non manca molto e potremo ricomprare i nostri titoli a reddito fisso, vendendo quei cct messi in cascina tre mesi fa.</p>
<p><em>Chi è Barbarella : Barbarella è un’operatrice professionale dei mercati finanziari italiani; oggi segue la gestione di alcune linee di investimento per una Istituzione Finanziaria milanese. Seguirà per Finanzablog i mercati finanziari, con un particolare focus sul mondo dell’obbligazionario </em></p>
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    <title type="html">Valute sotto tiro: dollaro americano senza sostegno</title>
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    <published>2006-05-03T06:32:17+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/853/valute-sotto-tiro-dollaro-americano-senza-sostegno"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/barbarella16.jpg" class="post" align="left" border="0" width="128" height="160" alt="" />Nell’ultimo mese diverse divise sono state oggetto di un repentino deprezzamento. I più eclatanti sono stati la corona islandese e il dollaro neozelandese - che contro  euro hanno  perso all’incirca il 20%  in poche settimane. Movimento così repentini sul mercato dei cambi sono stati in passato spesso forieri di una generale instabilità sui mercati finanziari, instabilità che è partita dal mondo delle valute e si è poi estesa in generale trasversalmente ad altri asset finanziari. Nell’immediato occorre cercare di capire quali potrebbero essere le prossime monete a rischio: il dollaro americano è senza dubbio una di queste. Mentre il 2005 ha visto un biglietto verde in sostanziale apprezzamento, quest’anno la stampella dei tassi verrà meno, mentre torneranno a riaffacciarsi i vecchi fantasmi dei deficit commerciale e federale che “necessitano” di un dollaro tendenzialmente debole contro tutto il resto del mondo.  Meglio quindi stare alla larga da obbligazioni denominate in dollari e non farsi allettare da rendimenti del 5% o 6%, che potrebbero in breve tempo essere completamente azzerati dal movimento del cambio durante i prossimi mesi, e del quale abbiamo già avuto nei giorni scorsi segnali di una imminente partenza.<br />
Più tranquille invece appaiono le divise dell’area euro: le corone nordiche, il franco svizzero e almeno per il momento anche la sterlina britannica.<br />
<em><br />
Chi è Barbarella : Barbarella è un’operatrice professionale dei mercati finanziari italiani; oggi segue la gestione di alcune linee di investimento per una Istituzione Finanziaria milanese. Seguirà per Finanzablog i mercati finanziari, con un particolare focus sul mondo dell’obbligazionario </em></p>
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    <title type="html">Rand e Lira turca: attenzione !</title>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/401/rand-e-lira-turca-attenzione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/barbarella16_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="128" height="160" alt="barbarella bonds" />Lo scarso appeal dei titoli obbligazionari espressi in Euro ha aperto la strada a tutta una serie di titoli ( anche di alto e altissimo rating) espressi in divise più o meno esotiche: lire turche, rand sudafricano, corone norvegesi per non parlare del dollaro stesso. La mamma di un amico di famiglia ha avuto la fortuna (nonché il fegato, pur se involontario) di avere diversificato il proprio patrimonio in World Bank espressi nella divisa sudafricana. Oltre a remunerare l’investimento a tassi tripli o quadrupli dei nostri la fortunata vecchietta ha beneficiato in poco più di quattro anni di un apprezzamento della valuta pari al 30%&#8230;&#8230;.. Ora, dopo averle VIVAMENTE consigliato di scappare a gambe levate e monetizzare un guadagno a priori difficilmente stimabile, non ho potuto  non cogliere il suo stupore nel fatto di doversi liberare di un titolo che ha una cedola  del 14% ( e un rendimento attuale di circa il 7,5%).  Il consiglio a chi possiede titoli ad alto rendimento in rand, e aggiungerei anche in lire turche, è di mettere il fieno in cascina: dopo una lunga fase di apprezzamento ( 4 anni per il primo, uno e mezzo per la seconda) è all’orizzonte un cielo meno sereno.</p>
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    <title type="html">BCE colpisce il tasso fisso… e i nostri mutui!!</title>
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    <updated>2006-03-14T13:45:17+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/303/bce-colpisce-il-tasso-fisso%e2%80%a6-e-i-nostri-mutui"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/barbarella16_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="128" height="160" alt="barbarella bonds" />La misura contenuta e l’apparente lentezza con cui la Bce sta procedendo nel rialzare i tassi di riferimento non lascia comunque scampo a noi poveri pagatori di mutui indicizzati all’Euribor +Spread. In soli 3 mesi l’interesse sul capitale residuo è cresciuto del 25%, tale è stata finora l’escursione del rialzo, ed il movimento non sembra destinato ad esaurirsi in tempi brevi. Il movimento, tra l’altro, si sta spostando in modo evidente lungo tutte le scadenze dei bond, scesi tutti di prezzo vistosamente nel corso degli ultimi due mesi. Che fare per proteggersi almeno in parte dal movimento? I titoli obbligazionari  vanno selezionati soprattutto in base alla scadenza: mi guarderei bene dall’acquistare btp o altro tasso fisso con scadenza superiore ai 2 anni, inoltre preferirei decisamente destinare buona parte del risparmio ad una cedola variabile, in grado di ancorarsi alle future  e probabile mosse al rialzo della Bce, e rimandando almeno di qualche mese l’investimento su titoli a più lunga scadenza, quando il differenziale tra rendimenti a breve e a lungo sarà più appetibile di quello attuale.</p>
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    <title type="html">Pochi maledetti e fra 5 anni</title>
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    <updated>2006-02-28T15:10:31+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/165/pochi-maledetti-e-fra-5-anni"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/barbarella16_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="128" height="160" alt="cct " />Data la mia DEformazione professionale capita spesso familiari, amici, conoscenti  e perfetti sconosciuti si rivolgano a me per avere valutazioni “oggettive” su prodotti finanziari, titoli e fondi che lo sportellista di turno dell’istituzione finanziaria di turno ha loro consigliato. Beh, sappiate che oltre al vaso di pandora scoperchiato dalle varie Cirio, Parmalat e Argentina c’è una pletora di piccoli inganni di cui siamo vittime tutti e soprattutto i nostri anziani. La mia ultima scoperta è un’emissione con scadenza 2010 con cedola variabile indicizzata al tasso di inflazione europeo (attualmente al  2.2) + 50 centesimi. E fin qui va beh, rende meno di un comunissimo cct ma ci può stare.  Ho fatto una telefonata alla banca per sapere quale prezzo mi sarebbe stato rimborsato in caso di vendita anticipata, visto che un cct vale sempre 100 o poco più, ovvero mi rende tutto il capitale più la quota di interessi maturata. Fresco come una rosa l’addetto titoli ( di turno) mi ha riferito che in quel momento una quotazione indicativa poteva essere intorno a 92!!!!!!!  Come 92? Il nonnino di turno (ha comprato 6 mesi fa un titolo senza rischi sul capitale e se ha bisogno dei suoi soldi perde 8 euro su 100 !!).<br />
Beh la colpa è del nonnino che non ha fatto un adeguato piano finanziario. Stia tranquillo! Certo che riavrà TUTTI i suoi soldi… fra 5 anni!<br />
Non ho volutamente menzionato la banca emittente ma i personaggi e gli accadimenti citati sono assolutamente reali.<br />
<em>Chi è Barbarella : Barbarella è un’operatrice professionale dei mercati finanziari italiani; oggi segue la gestione di alcune linee di investimento per una Istituzione Finanziaria milanese. Seguirà per Finanzablog i mercati finanziari, con un particolare focus sul mondo dell’obbligazionario</em></p>
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    <title type="html">Meglio un CCT al 3%</title>
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    <published>2006-02-13T21:15:55+00:00</published>
    <updated>2006-02-13T21:15:55+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Con il 2005 si è chiuso un triennio d’oro per i mercati azionari che, seppur con differenze di un certo rilievo tra le diverse aree, hanno messo a segno rialzi degni di nota, con un trend di salita[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/60/meglio-un-cct-al-3"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/barbarella16.jpg" class="post" align="left" border="0" width="128" height="160" alt="" /><br />
Con il 2005 si è chiuso un triennio d’oro per i mercati azionari che, seppur con differenze di un certo rilievo tra le diverse aree, hanno messo a segno rialzi degni di nota, con un trend di salita quasi ininterrotto dalla primavera del 2003.  Dopo l’infausta triade 2000-2001-2002 che mediamente dimezzò la capitalizzazione degli indici azionari mondiali è stata in buona parte premiata l’attesa di chi ha saputo attendere per recuperare buona parte del valore dei propri risparmi. Statistiche e sondaggi ci confermano però che non molti hanno saputo aspettare o addirittura investire quando il valore di molti titoli risultava particolarmente depresso. Infatti la maggior parte di coloro che ha “sgomitato” per comprare azioni nel 1999 o nel 2000 se l’è poi data a gambe nel bienno successivo, rimanendo poi inesorabilmente alla finestra senza riuscire a superare l’avversione al rischio che si era cementata dal 2000 (annus horribilis) in poi. A dir suo Paul Getty sosteneva di comprare quando tutti vendevano, anche se non è facile andare controcorrente.  <br />
E mentre oggi la maggioranza ( i sondaggi parlano di una percentuale dei gestori/analisti/consulenti prossima al l’80%) dice che il mercato azionario rimane interessante ritengo che forse sarebbe meglio spostare i propri denari su qualche bel cct, le cui cedole sfiorano ora il 3% e fare un po’ da spettatori, aspettando occasioni migliori….</p>
<p><em>Chi è Barbarella : Barbarella è un’operatrice professionale dei mercati finanziari italiani; oggi segue la gestione di alcune linee di investimento per una Istituzione Finanziaria milanese.  Seguirà per Finanzablog i mercati finanziari, con un particolare focus sul mondo dell’obbligazionario</em></p>
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