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  <title>Finanzablog.it</title>
  <subtitle>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T14:34:30+00:00</updated>
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    <title type="html">Atlantia: l&#039;effetto Abertis dura solo un giorno</title>
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    <published>2010-07-06T15:02:57+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4467/atlantia-leffetto-abertis-dura-solo-un-giorno"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/autostrade3_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="210" height="167" alt="atlantia abertis mercato finanza la caixa real madrid perez acs costruttori concessionari benetton mediobanca fusioni aggregazioni" /></p>
<p>A Barcellona i Benetton potrebbero essere chiamati in un secondo momento. L’intervento di Mediobanca nel dossier di ristrutturazione di Abertis non sembra infatti chiamare ancora in causa Atlantia, partecipata del gruppo spagnolo con il quale si era progettata una fusione in contesto totalmente diverso alcuni anni fa.</p>
<p>Di certo da subito il titolo Atlantia si è avvantaggiato delle voci di un’offerta su Abertis da 12 miliardi di euro che salirebbero a 25 miliardi con il debito. L’operazione viene rivelata in anticipo dal Financial Times e dunque confermata dagli azionisti di Abertis La Caixa e Acs su pressing della Cnmv, la Consob spagnola che ha anche sospeso il titolo ieri in attesa di chiarimenti. I dettagli dell’operazione non sono ancora noti, ma Mediobanca non ha smentito un suo coinvolgimento nell’operazione di leverage buy out in qualità di finanziatrice in pool con un gruppo di altre banche.</p>
<p>Si tratterebbe di un finanziamento che potrebbe raggiungere i 9-10 miliardi di euro e per il quale anche altre banche italiane sarebbero state allertate. Attualmente Criteria Caixa controlla il 28,91% di Abertis e Acs il 25,83 per cento. Il resto è in gran parte azionariato diffuso. Abertis è una società con un giro d’affari da 3,9 miliardi di euro l’anno (dato 2009 con incremento del 6,9%) ma ha un debito da 15,18 miliardi di euro a fronte di un patrimonio netto di 5,33 miliardi di euro. Per avere un termine di paragone, Atlantia ha un giro d’affari annuo di 3,61 miliardi di euro e un debito da 9,62 miliardi di euro a fronte di un patrimonio netto da 3,31 miliardi (al netto del recente aumento di capitale da qualche decina di milioni).</p>
<p>Le due società sono due concessionarie pubbliche che hanno allargato nel tempo le proprie attività dall’asfalto dalle piste di atterraggio e decollo. Abertis ha anche un discreto business nel settore delle telecomunicazioni. Adesso si prospetta un intervento sul gruppo da parte del fondo di private equity Cvc, l&#8217;azionista Criteria Caixa ha già smentito, però, le ipotesi di delisting in caso di ingresso nel capitale della società e confermato la volontà di rimanere il principale azionista di Abertis.</p>
<p>In realtà secondo diversi osservatori internazionali fra i motivi principali dell’operazione ci sarebbe la volontà di Florentino Perez, presidente di Acs e della squadra del Real Madrid, di stringere la morsa su Iberdrola, importante colosso iberico dell’energia che però non concede al manager neanche un posto nel consiglio di amministrazione.</p>
<p>Nel frattempo Atlantia prende vantaggio dalle indiscrezioni sull’eventuale opa dei soci sui Abertis che potrebbe dare una buona spinta ai multipli del settore. Ancora la struttura dell’operazione e dunque necessariamente le valutazioni di prezzo per un’eventuale offerta rimangono indeterminate, tuttavia la debolezza delle performance borsistiche di Atlantia di oggi (+0,4% contro un mercato che guadagna più di 3,3 punti percentuali) indica che l’effetto Abertis è per il momento congelato in attesa di chiarimenti.</p>
<p>Certo si ritornerà a parlare del caso e sicuramente le vicende di un azionista al 6,68% coinvolgono da vicino Atlantia. Forse però sarà meglio aspettare ancora un poco prima di sbilanciarsi. D’altra parte una fusione fra i due oggi (e il tema non sembra proprio all’ordine del giorno) vedrebbe rapporti di forza molto diversi da quelli di qualche tempo fa e dunque forse sarà meglio valutare prima l’evoluzione nella catena partecipativa di Abertis, dunque gli eventuali asset che questa potrebbe vendere magari anche alla stessa Atlantia. Questo secondo scenario sembra infatti per il momento più probabile di quello di un’aggregazione, anche se, lo ripetiamo, è troppo presto per pronunciarsi su uno scenario tanto incerto.</p>
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    <title type="html">Infrastrutture: quanti dossier portano a Ponzano</title>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4267/infrastrutture-quanti-dossier-portano-a-ponzano"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Benettonfamily.jpg" class="post" align="left" border="0" width="206" height="162" alt="benetton infrastrutture atlantia impregilo autogrill gemina " /></p>
<p>L&#8217;attenzione del Governo e del mercato si focalizza in questi giorni sulle infrastrutture e ancora una volta un ruolo di primo piano sembra giocato in questo settore dalla famiglia Benetton. Il gruppo di Ponzano Veneto che controlla Atlantia, Autogrill, quote importanti di Gemina (quindi degli Aeroporti di Roma) e di Impregilo, oltre a diversi altri asset nel settore aeroportuale e ferroviario non poteva d&#8217;altronde rimanere estraneo ai progetti di rilancio infrastrutturale italiano.</p>
<p>Le recenti delibere del Cipe che finanzieranno opere fondamentali un po&#8217; in tutto il Bel Paese (dalla Pedemontana lombarda al Ponte sullo Stretto) vedranno, infatti, Impregilo spesso al primo posto fra i beneficiari dei finanziamenti.</p>
<p>Non meno importante è il ruolo degli stessi Benetton nel settore aeroportuale, dove la famiglia di Ponzano Veneto controlla una quota importante di Gemina (e quindi della sua controllata Aeroporti di Roma) e ha di recente tirato un po&#8217; la giacca ai soci dicendosi pronta a supportare un aumento di capitale da oltre 500 milioni di euro, se necessario. Anche in questo caso il travagliato via libera all&#8217;aumento delle tariffe aeroportuali giunge gradito in un momento delicato per il riassetto del traffico aereo italiano. Altri interessi ancora portano la famiglia veneta nel business delle ferrovie (Eurostazioni-Grandi Stazioni).</p>
 <p>
Per tornare ad Atlantia, vanno ricordate le nuove norme sugli aumenti tariffari dei pedaggi che il governo Berlusconi varò con una delle sue prime decisioni nonostante le perplessità dell&#8217;ex ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Oggi Atlantia viene fuori da un periodo difficile che ha visto contrarsi i suoi margini con il decrescere del traffico sulle strade italiane.</p>
<p>Sulla soglia dell&#8217;inverno le prospettive appaiono leggermente migliori, con dati del traffico in parziale ripresa e l&#8217;opinione generale più propensa a intravedere un recupero il prossimo anno. Il recente report di Credit Suisse che portava da 24 a 25 euro il prezzo obiettivo confermando un rating outperform sul titolo, ha confermato il ponderato ottimismo delle ultime sedute. Il quadro secondo gli analisti svizzeri è già migliorato. Si tratterebbe sicuramente di un&#8217;altra bella novità per i Benetton ai quali le infrastrutture, dopo l&#8217;uscita da Telecom Italia, sembrano piacere sempre di più.</p>
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    <title type="html">Una buona estate per Atlantia, ma l’autunno è incerto</title>
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    <published>2009-09-03T13:26:22+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4230/una-buona-estate-per-atlantia-ma-lautunno-e-incerto"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/autostrade3.JPG" class="post" align="left" border="0" width="210" height="167" alt="autostrade per l&#39;italia atlantia benetton mercato finanza traffico andamento disagi investimenti utile margini ricavi" /></p>
<p>I dati preliminari sul traffico nella rete di Autostrade per l&#8217;Italia fanno bene al gruppo Atlantia (che è concessionario di quelle tratte) ma sono anche un indicatore generale della situazione di tutto il Paese.</p>
<p>Fra luglio e agosto il traffico di veicoli leggeri è cresciuto del 2,2% sul bimestre luglio-agosto del 2008 e quindi ha sicuramente rimpolpato i bilanci di Atlantia che, infatti, oggi guadagna bene in Borsa (+2,88%). Complessivamente la crescita del traffico nel bimestre è stata dello 0,9% ma va comunque considerato che da inizio anno il saldo con lo stesso periodo del 2008 rimane negativo dell&#8217;1,6% (-1,2% se si considera che il 2008 era bisestile).</p>
<p>A questo punto è però necessario passare al trasporto merci che in Italia avviene ancora in massima parte sul gommato. I dati di luglio e agosto sono preoccupanti perché evidenziano un calo del traffico dei veicoli pesanti del 4,4% per questa voce e indicano quindi un&#8217;economia italiana in forte rallentamento.</p>
<p>Se poi gli italiani non sono potuti andare alle Maldive in aereo e hanno scelto di risparmiare con mete più vicine o magari di scoprire le meraviglie del Belpaese è un dato che può rallegrare fino a un certo punto. Secondo l&#8217;Associazione dei tour operator (Astoi) l&#8217;agosto del 2009 ha fatto registrare in base ai dati preliminari una flessione delle vendite fra il 10 e il 15% viene dunque da chiedersi se davvero la scelta dell&#8217;auto non sia stata più che altro una necessità. Nel resto dell&#8217;anno i dati sul traffico potrebbero dunque non essere lusinghieri quanto sono stati questa estate.</p>
 <p>
Ma torniamo ad Atlantia. Il gruppo ha di recente pubblicato i risultati del primo semestre che si è chiuso con una flessione dei ricavi dello 0,7% che è derivata soprattutto dalla flessione dei ricavi netti da pedaggio (-3,2% a 1,34 miliardi circa su 1,66 miliardi di euro complessivi). I risultati della gestione caratteristica (mol) e di quella operativa (ebit) hanno mostrato un calo ancora maggiore (dell&#8217;1,4 e dell&#8217;1,8% rispettivamente).</p>
<p>Il semestre si chiude tuttavia con utili in crescita da 367 a 385,7 milioni di euro grazie a diversi fattori (come la capitalizzazione di oneri finanziari per 27,21 milioni e proventi per attività cessate o destinate a essere cedute per 807 mila euro.</p>
<p>La situazione patrimoniale rimane ancora a rischio nonostante la società riesca a chiudere in utile, l&#8217;indebitamento finanziario netto è pari a 10,35 miliardi di euro a fronte di un patrimonio di 3,6 miliardi. Questo è possibile solo perché la situazione finanziaria di breve termine è ampiamente positiva per oltre 539 milioni di euro (a fronte di passività finanziarie correnti da 795 milioni circa ci sono disponibilità liquide ed equivalenti per 480 milioni e altre attività finanziarie correnti per oltre 854 milioni). Insomma il debito è tutto spalmato sul medio e lungo periodo. Nel breve infatti, come abbiamo visto, è dall&#8217;andamento del traffico sulle nostre autostrade che viene il pericolo.</p>
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    <title type="html">Impregilo: soci a un passo dall’accordo, incertezze sull’opa</title>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4170/impregilo-soci-a-un-passo-dallaccordo-incertezze-sullopa"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/impregilo1.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="186" alt="impregilo mercato finanza benetton ligresti gavio autostrade soci igli incertezze patto di sindacato opa su impregilo prospettive general contractor finanza azioni borsa investimenti mercato" /></p>
<p>Il titolo Impregilo ieri ha fatto un bel balzo del 4,78% attirando l&#8217;attenzione del mercato. Certo in parte avrà contribuito il giudizio positivo di Exane sulla società (da neutral ad outperform con prezzo obiettivo a 2,9 euro dai 2,41 della chiusura di ieri) ma probabilmente anche la complessa dialettica tra i soci principali riuniti nella holding Igli ha avuto la sua influenza.</p>
<p>Igli controlla una soglia del 29,86% del capitale e quindi si trova a un passo dall&#8217;opa obbligatoria che scatta sulla soglia del 30 per cento. Ovviamente non si tratta di un caso e sicuramente la società in queste condizioni può dirsi saldamente controllata dalla Igli che può in ogni momento far scattare l&#8217;opa con pochi acquisti e quindi ripararsi da eventuali scalate ostili.</p>
<p>Ma chi c&#8217;è in Igli? La società riunisce le quote dei Benetton, dei Gavio e dei Ligresti e permette loro di controllare il più grande gruppo di costruzioni italiano. Impregilo si occupa, infatti, di grande infrastrutture come autostrade, ponti, impianti di smaltimento dei rifiuti e altro ancora. Proprio nel settore delle Autostrade il gruppo è cresciuto molto negli ultimi anni con importanti progetti in Brasile, Argentina e, fra non molto, anche in Libia dove la società costruirà un&#8217;importante arteria stradale che dovrebbe parzialmente ripagare il Paese africano dei danni subiti durante il colonialismo italiano.</p>
 <p>
Fra l&#8217;altro la Libia è un produttore di petrolio e, come gran parte del Medioriente, rientra dunque fra gli obiettivi dichiarati da Impregilo che sta puntando sulle nazioni arricchitesi con il greggio negli ultimi anni e oggi pronte a grandi piani infrastrutturali.</p>
<p>Come si può subito notare sia i Benetton che i Gavio sono due grandi operatori del business della autostrade, i primi controllano infatti Atlantia e la sua subholding Autostrade per l&#8217;Italia e i secondi controllano Autostrade Torino-Milano e con essa buona parte delle tratte piemontesi. Il costruttore e assicuratore Salvatore Ligresti ha invece una presenza più &#8220;finanziaria&#8221; in Igli e sembra assai più restio a piani espansionistici: questi potrebbero infatti portare a forti investimenti in un&#8217;offerta pubblica di acquisto e al consolidamento di minusvalenze sul titolo che implicherebbero un esborso assai più complesso per Ligresti che per gli altri due soci.</p>
<p>La legge attuale dice che un&#8217;eventuale offerta di acquisto deve avere un prezzo pari al più caro acquisto di titoli fatto dall&#8217;offerente nell&#8217;ultimo anno o alla media ponderata degli ultimi 12 mesi. Ai prezzi di ieri (2,43 euro) un&#8217;opa non costerebbe meno di 684 milioni complessivi, se invece ci si avvicinasse alla media la cifra supererebbe abbondantemente il miliardo di euro. A quanto risulta da indiscrezioni di stampa il prossimo 12 giugno, giorno della scadenza del patto di sindacato tra i soci di Igli, il patto sarà rinnovato di un anno e già i soci Benetton e Gavio avrebbero presentato una bozza dell&#8217;accordo.</p>
<p>Nei prossimi mesi è prevista inoltre la definitiva cessione degli impianti di termovalorizzazione di Acerra ad A2A e questo potrebbe portare a un incasso da 400 milioni di euro (stime di MF). Se davvero le infrastrutture partiranno il gruppo potrà crescere ancora. Nel frattempo un certo appeal speculativo il titolo lo mantiene, almeno fino a dopo domani. Il lancio di un&#8217;opa non è infatti da escludere anche perché gli attuali prezzi sembrano convenienti e le prospettive nel medio periodo abbastanza incoraggianti. Probabilmente però Ligresti, che in passato ha dovuto cedere grossi gruppi di costruzione come Itinera e Grassetto Lavori alla stessa Argofin di Gavio, sta cercando guadagnare tempo e mantenere la propria posizione nel gruppo.</p>
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    <title type="html">Impregilo punta su Panama e sui paesi del greggio</title>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4160/impregilo-punta-su-panama-e-sui-paesi-del-greggio"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/panama.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="163" alt="impregilo panama mercato finanza progetti tribunale del riesame risultati mercato" /> </p>
<p>Impregilo cede oggi alle vendite diffuse sul mercato e ripiega in direzione di quota 2,19 euro violando i supporti di quota 2,20 che avevano arginato i più recenti ribassi, ora il prossimo target ribassista di breve si pone in area 2,16 o anche a quota 2,14. Difficile dire se siano le notizie riguardanti l&#8217;acquisizione di nuovi documenti dalla controllata di Acerra Fibe da parte della Guardia di Finanza o le indiscrezioni su un nuovo patto sindacale tra i soci a muovere i prezzi.</p>
<p>Di certo, da un mero punto di vista grafico, si può osservare che l&#8217;urto contro le resistenze di area 2,32 euro ha respinto i corsi in un movimento di ritracciamento la cui ampiezza è ancora difficile da stabilire. Cionostante le pressioni rialziste degli ultimi mesi dopo i minimi di marzo sono innegabili e forse anche dettate dai buoni risultati del primo trimestre.</p>
<p>C&#8217;è da considerare, soprattutto sulla componente dei ricavi passati dai 581,5 milioni di euro del primo trimestre 2008 ai 724 milioni del primo quarto del 2009, che sono presenti dei fattori di crescita stagionali. Fattori che influenzano anche il passaggio della posizione finanziaria netta da un saldo positivo per 42 milioni a dicembre a uno negativo per 63,5 milioni allo scorso 31 marzo. Oltretutto la pfn era negativa per quasi 129 milioni di euro nel primo trimestre del 2008.</p>
 <p>
Gli utili della società sono anche saliti del 43% rispetto al primo quarto del 2009 a 29,6 milioni, ma il gruppo ha comunque deciso di mantenere i target annunciati al mercato che prevedono un calo dei ricavi da parte del settore impianti e una loro tenuta da parte del settore costruzioni. La società ha infatti deciso di focalizzarsi, fra i vari modelli si sviluppo, su grandi progetti infrastrutturali per i paesi del Mediterraneo e del Medioriente ricchi di materie prime dove è intenzionata a costruire strade, termovalorizzatori e ogni genere di grande infrastruttura che lei possa produrre. Il management sta anche conducendo una operazione di incremento della marginalità e infatti il Ros (return on sales) del gruppo è previsto in crescita per la fine dell&#8217;anno mentre il rapporto debt/equity previsto per il 2009 a 0,1 dallo 0,7 dello scorso marzo indica anche una certa attenzione per il debito nonostante il vasto piano di investimenti.</p>
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    <title type="html">Atlantia: il gruppo cresce, ma la crisi pesa</title>
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    <published>2009-03-23T16:54:34+00:00</published>
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<p>Tonica Atlantia a Milano sull&#8217;onda dei rialzi che incoraggiano ancora le borse e dei dati pubblicati venerdì scorso dal maggiore concessionario autostradale italiano.</p>
<p>Il gruppo Atlantia, la società che fa riferimento alla famiglia veneta dei Benetton e che controlla concessioni autostradali che spaziano dal Monte Bianco alla tangenziale di Napoli, ha coperto ampiamente (in termini di ebitda adjusted almeno) il decremento del traffico con l&#8217;incremento delle tariffe. La contrazione complessiva dei veicoli in strada (sceso soprattutto il numero dei veicoli pesanti) ha, infatti, impattato il margine operativo lordo per 21 milioni di euro a fronte di 86 milioni di euro ricavati invece dall&#8217;aumento delle tariffe. Probabilmente un bilanciamento simile ci sarà anche nel corso del 2009 (anche se il saldo sarà forse meno favorevole), nonostante il calo del traffico abbia raggiunto punte del 2,6% nell&#8217;ultima parte dell&#8217;esercizio appena trascorso. È, infatti, previsto già dal prossimo primo maggio un incremento delle tariffe che potrebbe attestarsi al 2,4 per cento. D&#8217;altra parte il gruppo si avvantaggerà sicuramente della nuova possibilità di affidare lavori in house prevista dalle nuove norme e che si inserisce in un complesso quadro di accordi anche politici del gruppo collegati anche agli investimenti fatti in Alitalia.</p>
 <p>
Sia considerando il nuovo perimetro di consolidamento, che include la statunitense Electronic Transaction Consultans e il gruppo polacco Stalexport, che su base omogenea, la società ha registrato un incremento dei ricavi consolidati (+6,3% complessivamente a 3,47 miliardi di euro e +5,4% su base omogenea). Gli investimenti del gruppo in attività materiali hanno invece segnato una flessione del 9% a quota 1,24 miliardi di euro circa (Atlantia specifica che questo è dovuto al completamento nel 2007 di alcune opere e che gli investimenti frutto della Convenzione 2007 sono cresciuti del 20%). L&#8217;indebitamento finanziario netto si attesta a 9,75 miliardi di euro (in rapporto 4,6 con l&#8217;ebitda contro il 4,5 del 2007) e subisce, tra l&#8217;altro, l&#8217;impatto di un mark to market sfavorevole del portafoglio derivati. Il gruppo ha approvato un dividendo da 71 centesimi in crescita del 4,4 per cento. Proprio nella nuova politica dei dividendi - per la prima volta segnano una crescita inferiore del 10% e d&#8217;ora in poi saranno mantenuti entro il margine di una crescita di 5 punti l&#8217;anno - si è focalizzata buona parte dell&#8217;attenzione del mercato. La crisi impone prudenza, ha spiegato l&#8217;amministratore delegato Giovanni Castellucci.</p>
<p>Atlantia ha inoltre annunciato un nuovo accordo con Sias (società del gruppo Gavio) in base al quale saranno aggregate in un&#8217;unica realtà le partecipazioni acquisite da Citi nell&#8217;area metropolitana di Santiago (Cile) tramite l&#8217;ingresso nel capitale di Costanera Norte. A fine 2008 il gruppo aveva, infatti, rilevato da Citi e da Sacyr partecipazioni in concessionarie per 702 chilometri distribuite fra il Cile e il Brasile.</p>
<p>Il gruppo Atlantia è, d&#8217;altra parte, sempre più internazionale come dimostra anche la concessione indiana che un consorzio con Tata Group si è recentemente aggiudicato. L&#8217;espansione nel mondo non basterà, però, probabilmente a contrastare il calo del traffico in Italia e all&#8217;estero: nel 2009 sono perciò programmate anche alcune dismissioni marginali (anche in Italia) che dovranno parzialmente contrastare margini operativi previsti in lieve calo a causa di un andamento del traffico in linea con l&#8217;ultima parte del 2008.</p>
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    <title type="html">Intesa-Benetton: possibili sinergie nelle infrastrutture</title>
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    <published>2009-02-06T13:48:43+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4052/intesa-benetton-possibili-sinergie-nelle-infrastrutture"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Benetton.gif" class="post" align="left" border="0" width="232" height="209" alt="benetton intesa bazoli passera biis infrastrutture sintonia sagat atlantia" /></p>
<p><em>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Seduta positiva per Intesa San Paolo e per i titoli della scuderia Benetton, in particolare per quelli del settore infrastrutture come Atlantia e, indirettamente, Telecom Italia. L&#8217;a.d. Corrado Passera, in occasione dell&#8217;apertura della filiale londinese della controllata Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (Biis), ha dichiarato che Sintonia ha progetti interessanti e che spera di poter collaborare con loro in futuro.</p>
<p>Sintonia e&#8217; la holding in cui la famiglia Benetton ha riunito le partecipazioni del settore infrastrutture: nel suo portafoglio, oltre alle quote di Atlantia e Telco, troviamo anche Gemina (Aeroporti di Roma) e Sagat (Aeroporto di Torino). Le parole di Passera potrebbero forse preannunciare l&#8217;ingresso di Intesa, direttamente o tramite Biis, nella compagine azionaria di Sintonia, che attualmente vede in campo Mediobanca, il fondo Gic di Singapore e Goldman Sachs, oltre ovviamente ai Benetton.</p>
<p>L&#8217;operazione potrebbe generare alcune sinergie dato che Biis, che si occupa di public finance, nei prossimi mesi sara&#8217; impegnata in alcuni importanti progetti nel settore autostradale, ovvero la costruzione di tre tratte in Lombardia (Brescia-Milano, tangenziale Est Milano e pedemontana lombarda) e in Veneto (pedemontana veneta) per un valore complessivo di circa 10 miliardi di euro, senza contare le tratte in Croazia e Ungheria.</p>
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    <title type="html">Gemina: il mercato attende le nuove tariffe</title>
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    <published>2008-08-06T17:17:44+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/3744/gemina-il-mercato-attende-le-nuove-tariffe"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/fiumicino2.jpg" class="post" align="left" border="0" width="247" height="162" alt="fiumicino Gemina adr aeroporti politica roma intesa sanpaolo Unicredit Mediobanca Ligresti " /></p>
<p>In realtà il rimbalzo in borsa di Gemina di ieri è da leggere come un movimento quasi esclusivamente tecnico probabilmente incoraggiato dal recupero rovente dei listini. Oltretutto il titolo della finanziaria che controlla gli Aeroporti di Roma (Adr) già l&#8217;altro ieri aveva testato senza successo i supporti di quota 73,7 centesimi.</p>
<p>L&#8217;ipotesi dunque che agli azionisti potesse interessare qualcosa dell&#8217;accorciamento della catena di controllo con l&#8217;aggregazione fra Adr e Gemina stessa sembra quanto meno un po&#8217; azzardata. Oltretutto, se anche una simile operazione sicuramente faciliterebbe una riduzione dei costi (azzeramento di qualche consiglio di amministrazione) e un notevole miglioramento della trasparenza di Adr e dell&#8217;intero gruppo, sicuramente le cifre in ballo non sono tali da spostare concretamente il titolo. Il vero catalizzatore dei prezzi è infatti, ormai da tempo, il nuovo calcolo delle tariffe aeroportuali.</p>
<p>Le linee guida dell&#8217;Enac sono già state approvate dal Cipe e quindi rigirate ad Adr per una fase di consultazione che dovrebbe partorire il nuovo tariffario entro qualche mese (la dead line dovrebbe essere la fine dell&#8217;anno ma entro settembre-ottobre il dossier potrebbe anche essere archiviato). I Benetton aspettano sicuramente con ansia anche perché di fatto sono i maggiori azionisti del gruppo ormai con l&#8217;85,5% del capitale di Investimenti e Infrastrutture (maggiore azionista di Gemina con il 28,42%) e con una quota diretta (tramite Sintonia invero) ulteriore del 4,96 per cento.</p>
 <p> La famiglia veneta, che negli aeroporti non solo romani ha rilevanti interessi sia direttamente tramite partecipazioni in altri scali sia indirettamente tramite il ricco catering aeroportuale di Autogrill, è diventata tanto importante nella partita che viene pure intervistata sul caso Alitalia.</p>
<p>Qualcuno ha infatti insinuato che, in cambio della concessione fatta sulle tariffe autostradali di Atlantia dal nuovo Governo Berlusconi, a Ponzano Veneto ora debbano fare qualche regalino a Roma. D&#8217;altra parte una fetta rilevante del fatturato di Adr-Gemina deriva proprio da Alitalia e ancora di più oggi che Malpensa ha perso lo status di hub e Fiumicino ha risucchiato le sue rotte. Come noto per Alitalia servono investimenti anche notevoli o anche qualche &#8220;facilitazione&#8221; che possa alleggerire il pesante bilancio della compagnia della Magliana.</p>
<p>I Benetton, però, almeno ufficialmente, sembrano distanti da un simile scenario e reclamano la necessità di un aggiustamento tariffario per Adr sullo schema della convenzione per Atlantia-Autostrade. Insomma fanno spallucce. Gemina d&#8217;altra parte ha chiuso l&#8217;ultimo trimestre in guadagno solo perché ha venduto i servizi elicotteristici di Elilario agli spagnoli di Inaer. La conquista della quasi totalità del capitale di Adr (una buona fetta era in mano a Macquarie) ha comportato un aumento di capitale da 1,25 miliardi di euro che ha svuotato le casse e ha pesato sul titolo non poco. I Benetton probabilmente adesso vorrebbero passare all&#8217;incasso. Il Governo sarà d&#8217;accordo? E Intesa Sanpaolo che ha impegnato la faccia nel salvataggio di Alitalia e vanta diversi crediti nei confronti del gruppo accetterà un niet dei Benetton a eventuali collaborazioni sul dossier Alitalia?</p>
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    <title type="html">Atlantia, la convenzione delle discordie</title>
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    <published>2008-07-09T15:32:04+00:00</published>
    <updated>2008-07-09T15:32:04+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/3699/atlantia-la-convenzione-delle-discordie"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/convenzione.JPG" class="post" align="left" border="0" width="246" height="205" alt="convenzione atlantia unicredit generali autostrade per l&#39;italia anas cipe tariffe pedaggi abertis castellucci benetton borsa finanza azioni mercato privatizzazioni" /></p>
<p>L&#8217;Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici e il neoministro per le Infrastrutture Altero Matteoli hanno prontamente difeso la nuova convenzione Anas-Autostrade per l&#8217;Italia dalle critiche (non nuove del resto) dell&#8217;Antitrust.</p>
<p>La nuova legge - perché è già tale - rischia, secondo l&#8217;authority per la Concorrenza, di nuocere al mercato perché prevede in automatico che Autostrade per l&#8217;Italia (gruppo Atlantia) gestisca anche i lavori per l&#8217;ampliamento delle autostrade, per le nuove corsie, per le bretelle e per il resto dei numerosi lavori che il gruppo dovrà realizzare. In sostanza l&#8217;Autorità dice: era più concorrenziale fare una gara fra vari soggetti invece di assegnare questi lavori direttamente ad Autostrade che (ma questo l&#8217;Autorità non lo dice) oltretutto è già di gran lunga il maggiore operatore del settore in Italia.</p>
<p>A scontentare Catricalà contribuisce anche l&#8217;adeguamento automatico delle tariffe al 70% del tasso d&#8217;inflazione: di fatto le possibili misure sanzionatorie dello Stato nei confronti dell&#8217;azienda si riducono notevolmente (si consideri che Di Pietro, da ministro, aveva valutato in 3 miliardi di euro gli investimenti arretrati).</p>
<p>In effetti nel resto d&#8217;Europa l&#8217;adeguamento automatico dei pedaggi a una percentuale dell&#8217;inflazione è anche maggiore: in Francia si è già al 70% e in Spagna si arriva al 100 per cento. Si potrebbe, però, anche sostenere che l&#8217;estrema necessità italiana di infrastrutture potrebbe giustificare una norma più rigorosa di quelle di altri paesi. Con la convenzione si rendono certi l&#8217;aumento dei pedaggi e l&#8217;assegnazione dei nuovi lavori ad Atlantia. A queste garanzie corrisponderà un&#8217;adeguata crescita reale della rete?</p>
 <p>
Secondo l&#8217;Autorità che vigila sui lavori pubblici, il nuovo meccanismo di incremento dei pedaggi potrebbe garantire in 5 anni risparmi del 6% per il consumatore; resta, però, il sospetto che alla fine l&#8217;unico successo di Di Pietro sia stato quello di bocciare la fusione con Abertis.</p>
<p>I malumori dei soci del gruppo Atlantia e la difficile congiuntura finanziaria complicano ulteriormente le cose. La spagnola Abertis, tramontata l&#8217;ipotesi di una fusione, potrebbe cedere il 6,68% del capitale in portafoglio. Altri investitori importanti come Fondazione CRT (6,68% del capitale), Unicredit (3,3%) e Generali (3,4%) potrebbero decidere di fare cassa. Per questo nei giorni scorsi l&#8217;idea di un &#8220;nocciolino&#8221; duro di azionisti italiani interno al gruppo era stata prontamente approvata dai manager della società dei Benetton, ma freddamente accolta dai diretti interessati a partire da Generali.</p>
<p>Esemplare in merito il caso di Unicredit. Come noto per mantenere dei ratios patrimoniali adeguati l&#8217;amministratore delegato di Piazza Cordusio Alessandro Profumo sta facendo pulizia delle partecipazioni non strategiche. Fra queste quella in Atlantia pari a circa il 3,3% del capitale complessivo del concessionario. Si tratta sull&#8217;unghia di 19.095.166 azioni a un prezzo di carico di 19,381 euro (quotazione di fine giugno) per un totale di 370.083.412 euro di valore a bilancio. Oggi il titolo vale (a metà mattinata) 18,46 euro: la partecipazione complessiva comporta dunque una minusvalenza potenziale di 17,58 milioni di euro che potrebbe crescere in caso di ulteriori cali delle borse. Unicredit pertanto, come altri suoi soci in Atlantia, probabilmente si sta chiedendo se vale la pena di limitare rapidamente i danni o se è meglio correre il rischio di affondare con tutta la barca. La nuova convenzione, con le sue garanzie, gioca anche in questo senso in favore dei Benetton.</p>
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    <title type="html">Autostrade, la convenzione che piace a tutti</title>
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    <published>2008-05-29T18:06:29+00:00</published>
    <updated>2008-05-29T18:06:29+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/3629/autostrade-la-convenzione-che-piace-a-tutti"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/contenti.JPG" class="post" align="left" border="0" width="244" height="184" alt="atlantia autostrade per l&#39;italia anas di pietro ministro ministero infrastrutture autostradali investimenti cantieri convenzione unica anas aspi mercato borsa finanza benetton tariffe inflazione pedaggi valutazioni" /></p>
<p>Tutti felici. Via libera della Camera all&#8217;emendamento del Dl Ue che permetterà l&#8217;applicazione della convenzione fra Anas e Aspi (Autostrade per l&#8217;Italia-Atlantia) e sbloccherà investimenti miliardari. In realtà c&#8217;è tempo fino all&#8217;8 giugno per chiudere la pratica che dovrà passare anche dal Senato, ma intanto il mercato e gli analisti approvano il segnale. Con la nuova convenzione le tariffe dei pedaggi (o meglio i loro rialzi) saranno legate al 70% dell&#8217;inflazione, senza revisioni periodiche.</p>
<p>Il gruppo, in base ai nuovi accordi, deve investire in Italia 18 miliardi di euro per il periodo 2007-2020. Una cifra straordinaria che però dovrebbe comunque permettere alla società di mantenere a 4,6 il rapporto debt/ebitda come per le altre colleghe europee. Secondo la maggior parte degli osservatori Atlantia dovrebbe comunque ricavare un notevole vantaggio dalla stabilizzazione delle norme che regolano il settore.</p>
<p>La fine dei contenziosi con il governo (memorabili quelli con l&#8217;ex Ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro che di fatto bloccò la fusione con gli spagnoli di Abertis) dovrebbe riportare il sereno sui piani della società dei Benetton e sui suoi prezzi in Borsa. Già un assaggio in questi giorni si è avuto, ma bisognerà aspettare l&#8217;ok del senato per avere la certezza che le regole del gioco siano finalmente chiarite. Atlantia ha guadagnato in Borsa il 9,53% nel corso dell&#8217;ultimo mese, il resto si vedrà.</p>
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    <title type="html">Autogrill: un nuovo debito da 1 mld spaventa il mercato</title>
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    <published>2008-02-14T16:29:07+00:00</published>
    <updated>2008-02-14T16:29:07+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Seduta negativa per Autogrill che viene penalizzata dalle indiscrezioni relative al maxifinanziamento da un miliardo di euro che l&amp;#8217;azienda[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/3410/autogrill-il-nuovo-debito-da-1-mld-spaventa-un-po-il-mercato"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Debt.h1.jpg" class="post" align="left" border="0" width="247" height="133" alt="autogrill debito acquisizioni aldeasa dutyfree retail benetton merger and acquisition finanziamento 1 miliardo" /></p>
<p><em>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Seduta negativa per Autogrill che viene penalizzata dalle indiscrezioni relative al maxifinanziamento da un miliardo di euro che l&#8217;azienda della famiglia Benetton intende chiedere ad un pool di banche, al fine di dotarsi delle risorse per effettuare due acquisizioni. La prima riguarda il 50% di Aldeasa dalla britannica Imperial Tobacco (per raggiungere il completo controllo della societa&#8217; spagnola), la seconda il 100% di Worl Duty Free, leader nella ristorazione nei principali aeroporti britannici, dall&#8217;iberica Ferrovial.</p>
<p>Secondo le voci che circolano Bnp Paribas, Intesa San Paolo, Royal Bank of Scotland e Unicredit starebbero approntando l&#8217;erogazione di un prestito di durata quinquennale a tasso variabile. Resterebbero da definire il tasso di riferimento (euribor a 3 o 6 mesi) e lo spread (70-80 punti base, almeno inizialmente). Esiste inoltre la possibilita&#8217; che il finanziamento bancario possa essere utilizzato come &#8220;ponte&#8221; in attesa di un miglioramento delle condizioni del mercato del credito, per poi essere successivamente rimpiazzato da un bond.</p>
 <p>
Il titolo Autogrill in borsa viene penalizzato dal peggioramento della posizione finanziaria netta che si profila, anche se in ottica di lungo periodo la continua espansione della societa&#8217; tramite acquisizioni dovrebbe garantire un rafforzamento della sua leadership nel settore della ristorazione per chi viaggia.<br />
Inoltre Autogrill sta provando a diversificare al sua attivita&#8217; in un particolare comparto, ovvero quello della ristorazione marittima. Ieri e&#8217; stato infatti annunciato un accordo quinquennale con Grandi Navi Veloci per i servizi di food&#038;beverage e retail su otto navi della flotta. L&#8217;accordo e&#8217; giunto dopo un anno di &#8220;prova&#8221; su una nave e dovrebbe fruttare ricavi pari a 20 milioni di euro l&#8217;anno.</p>
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    <title type="html">Abertis: disimpegno da Atlantia, ma ci si vede in Commissione</title>
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    <published>2008-01-29T19:04:22+00:00</published>
    <updated>2008-01-29T19:04:22+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Atlantia ha già messo a segno ieri un forte rialzo, nonostante l&amp;#8217;attesa di un probabile disimpegno di Abertis. La riunione del comitato esecutivo della societa&amp;#8217; spagnola, con[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/3373/abertis-disimpegno-da-atlantia-ma-ci-si-vede-in-commisione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/hastalavista.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="136" alt="atalantia benetton spagnoli abertis benetton unicredit sintonia schema 28 s28 commissione europea tribunale " /></p>
<p>Atlantia ha già messo a segno ieri un forte rialzo, nonostante l&#8217;attesa di un probabile disimpegno di Abertis. La riunione del comitato esecutivo della societa&#8217; spagnola, con all&#8217;ordine del giorno la discussione sull&#8217;uscita dal capitale di Schemaventotto, holding che controlla il 50,1 per cento di Atlantia, alla fine ha deciso il way out e la cessione dunque di quel 13,33% del capitale della holding che la vedeva socia dei Benetton e di altri importanti azionisti italiani.</p>
<p>In serata uno stringato comunicato del concessionario autostradale spagnolo sottolineava i buoni rapporti con la compagnia italiana, ma ricordava anche l&#8217;attesa per le decisioni della Commissione europea in merito alle azioni che &#8220;il Governo Italiano prese a suo tempo per ostacolarono l&#8217;aggregazione transfrontaliera delle due attività che ricadeva sotto la giurisdizione della Commissione e che aveva il supporto unanime degli azionisti e il via libera delle competenti autorità antitrust europee&#8221;.</p>
<p>Bisogna, però, ricordare che l&#8217;attuale fase di turbolenza dei mercati azionari, oltre ad aver determinato un perdita di circa il 20% del valore del titolo Atlantia rispetto al massimo storico toccato a novembre, sconsiglia di procedere ad un collocamento. Piu&#8217; probabile quindi che gli spagnoli optino per attendere un momento meno sfavorevole.</p>
<p>Recentemente i Benetton hanno stretto un patto di sindacato con Goldman Sachs e Mediobanca per permettere il loro ingresso in Sintonia, la holding operante nel settore infrastrutture che ha in pancia, oltre al 60% di Schemaventotto ed al 6% di Atlantia, anche l&#8217;8.39% di Telco, il 31.5% di Investimenti e Infrastrutture (Gemina) e il 24.38% di Sagat (Aeroporto Torino). Si prospettano ulteriori investimenti nelle infrastrutture ed eventualmente una collocamento in borsa, ma solo al termine del periodo di lock up, nel 2013.</p>
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