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  <title>Finanzablog.it</title>
  <link>http://www.finanzablog.it</link>
  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 14:44:38 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


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    <title>Boom in Borsa: è ora di comprare i titoli bancari?</title>
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    <pubDate>Tue, 29 Nov 2011 08:01:03 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <category>banche</category><category>unicredito</category><category>bnl</category><category>bancari borsa italiana</category><category>banche milano</category><category>crisi del debito</category><category>titoli bancari</category><category>unicredit</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/unicreditimpalcature.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="287" alt="" /><br clear="all" />  Avvio di settimana col botto per le Borse europee, in particolare per Milano che ha messo a segno ieri un +4,6% (l&#8217;Ftse Mib) sopra i 14mila e 500 punti. Sugli scudi in particolare i titoli bancari che hanno visto tutto il settore brillare - con l&#8217;eccezione di Pop Milano e di un paio di banche locali.</p>
<p>I big del credito invece hanno messo a segno rialzi brillanti, dopo mesi di cali continui e di veri e propri crolli che hanno ridotto il valore delle azioni a livelli bassissimi, tanto da far pensare a qualcuno che sia arrivato il momento dei grandi affari. Anche sui blog americani che si occupano di finanza si fa un gran parlare delle prospettive per i titoli bancari e delle opportunità di investimento con l&#8217;occhio al 2012, quando tutto il settore del credito dovrebbe riprendersi dalle batoste del 2011.</p>
<p>La situazione per l&#8217;Europa è un tantino diversa, perché sull&#8217;altra sponda dell&#8217;Atlantico si può sempre dire che &#8220;gli istituti americani sono più solidi di quelli europei&#8221; e le prossime elezioni potrebbero anche mandare al potere un repubblicano, che sarebbe la manna dal cielo per le big della finanza Usa. Qui da noi invece la crisi del debito sovrano è ancora ben lontana da una soluzione e la prospettiva stessa di un&#8217;esplosione dell&#8217;euro mette sotto pressione i titoli bancari come non mai; e ce li lascerà ancora per un bel po&#8217; di tempo. Che succederebbe se davvero la Grecia dichiarasse default? e se dopo toccasse all&#8217;Italia o alla Spagna. Non si salverebbe nessuno e le prime ad andarci di mezzo sarebbero le banche italiane e poi quelle europee.</p>


<p>Questo scenario sinceramente è improbabile, anche se negli ultimi giorni qualcuno ha fatto circolare ad arte la notizia delle banche mondiali che preparano un piano di resistenza all&#8217;uragano dell&#8217;euro-flop; in ogni caso però la percentuale di rischio è molto alta e chi decidesse di investire i propri capitali su titoli bancari deve sapere che può andare incontro anche a perdite importanti e che, comunque, deve essere in grado di tenere i nervi saldi.</p>
<p>In ogni caso, anche in uno scenario più roseo le banche italiane - quasi tutte le più grandi - devono rimettere a posto i loro conti e soprattutto rafforzare la patrimonializzazione. A parte IntesaSanpaolo che ha giù provveduto, per tutti gli altri sono in vista aumenti di capitale che inevitabilmente chiameranno in causa gli azionisti. Però anche così i margini di recupero sembrano molto alti.</p>
<p>Ieri Unicredit ha recuperato oltre l&#8217;8% a 0,75 euro: in un anno però il titolo ha perso oltre il 50% del proprio valore. Dal livello di 1,58 di gennaio fino ai 2 euro e 02 del 18 febbraio, poi è stata tutta una discesa vertiginosa, accentuata dalla metà di luglio, fino ai minimi di fine settembre, sotto i 65 centesimi per azione.</p>
<p>Intesa invece ha guadagnato più del 7% ieri, a 1,15: in un anno il crollo è stato del 42%, con un minimo di 85 centesimi il 13 settembre. Quando un settore comincia a perdere e accentua le perdite, in genere gli investitori tendono a reagire con eccessiva paura fino a scendere sotto il valore reale di un&#8217;azienda. Può essere questo il caso dei titoli bancari che, a meno di veri cataclismi, possono puntare a un recupero almeno parziale nel 2012, a condizione che il risanamento e una gestione più oculata restituiscano fiducia nei mercati.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4957/boom-in-borsa-e-ora-di-comprare-i-titoli-bancari">Boom in Borsa: è ora di comprare i titoli bancari?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:01 di martedì 29 novembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Bpi, tutti i crucci di Gronchi</title>
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    <pubDate>Fri, 16 Feb 2007 12:41:54 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Giorni caldi per la Banca popolare italiana: fra progetti e processi, accordi e disaccordi la partita lodigiana sembra sempre più un fronte caldo su cui si misurano nel bene come nel male tutti i[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/gronchi01g.jpg" class="post" align="left" border="0" width="219" height="169" alt="gronchi popolare italiana banca divo verona novara generali fiorani fazio" /> </p>
<p>Giorni caldi per la Banca popolare italiana: fra progetti e processi, accordi e disaccordi la partita lodigiana sembra sempre più un fronte caldo su cui si misurano nel bene come nel male tutti i limiti attuali del sistema bancario italiano. Le novità per l’istituto guidato da Divo Gronchi sono diverse. La più recente riguarda l’accordo nella bancassurance firmato insieme alla Banca popolare di Verona e Novara. Saranno Fonsai, per il ramo vita, e la compagnia inglese Aviva, ramo danni per i prodotti di credit protection e di personal protection., i partner assicurativi delle due banche. </p>
<p>La sigla di un accordo comune di Bpi  e Bpvn nella bancassurance suggerisce anche che il piano di fusione fra le due banche procede, a dispetto delle perplessità già emerse in passato sulla stampa. <a href="http://www.finanzaonline.com/notizie/news.php?id=%7B693C2A92-5A4B-4062-B5AF-668245D29A02%7D">Solo qualche giorno fa</a> lo stesso Gronchi aveva dovuto ribadire che sull&#8217;accordo con la Popolare di Verona e Novara &#8220;non mi aspetto imboscate. È vero che sono nate anche associazioni contro la fusione, ma sono fiducioso sul risultato del 10 marzo&#8221;. </p>
<p>D’altro canto le difficoltà dell’incontro fra Verona e Lodi non sono state poche. Basta pensare che colui che ideato questo progetto, ossia Divo Gronchi, ha avuto diverse difficoltà di recente. 

Dalla sospensione forzosa dopo la condanna per il crack Italcase, alla consistente fronda interna che sembra una mina coperta di sabbia. Nel frattempo il processo difficile di fusione fra due popolari e il contesto complesso di una concorrenza sempre più spietata. Così, mentre <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200702articoli/18094girata.asp">i pm di Milano accusano l’ex governatore della banca d’Italia Antonio Fazio</a> di avere favorito Giampiero Fiorani nella fallita scalata all’Antonveneta; Divo Gronchi si trova costretto a navigare a vista durante la difficile impresa di risanamento che ha ereditato proprio dal fallimento di Fiorani. Tutti ricordi che Lodi vorrebbe seppellire per sempre con il sogno di creare il grande polo popolare a cavallo fra Lodi, Verona e Novara. Il passato però riemerge: in fondo è una grana di cui non si sentiva la mancanza quella che viene da Brescia. La Banca popolare italiana infatti è azionista con il 7,4% di Hopa, la finanziaria bresciana che Giovanni Bazoli vorrebbe sposare con la sua Mittel. L’offerta da 1 euro per azione (è questo il prezzo minimo dichiarato dagli advisor) impatterebbe per 80 milioni sul conto economico e per 46 milioni sul patrimonio netto. Questo nonostante già nel bilancio 2006 Bpi avesse provveduto ad un adeguamento del prezzo di carico al fair value. Insomma, viste le cattive acque in cui naviga la finanziaria che era guidata da Gnutti e che con lo stesso Fiorani aveva tentato l’assalto all’Antonveneta due anni fa, qualche contromisura era stata presa. La Popolare italiana ha messo in conto già qualche perdita e anche su questo dossier preferisce rimanere alla finestra ed aspettare gli sviluppi della vicenda dopo il no di Unipol al piano di Mittel. A quanto pare però certi capitoli sono proprio difficili da chiudere.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2644/bpi-tutti-i-crucci-di-gronchi">Bpi, tutti i crucci di Gronchi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 14:41 di venerdì 16 febbraio 2007.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Bnl, l&#039;Iraqgate chiude una delle sue pagine</title>
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    <pubDate>Tue, 25 Jul 2006 11:44:19 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/grdossierBnlAtlanta.jpg" class="post" align="left" border="0" width="206" height="319" alt="bnl abete saddam hussein bcci processi kissinger finaziamenti iran iraq armi scandalo cistibank morgan" /> </p>
<p>Leggiamo stamattina <a href="http://www.finanza.com/News/%7BE91E6029-55E2-4766-860C-56E489264237%7D.asp">un breve articolo di Laura Vezzoli su Finanza.com</a>. C’è scritto che la Bnl dopo una serie di incontri più o meno segreti è riuscita ad azzerare i suoi crediti iracheni contratti al tempo in cui Saddam Hussein era ancora in sella e faceva guerre prima all’Iran e poi al Kuwait, passando per stermini “interni” come quello dei Curdi. <a href="http://www.archivio900.it/it/libri/lib.aspx?id=1037">Che c’entra la Bnl? La banca di Abete su pressione dei governi italiani del tempo e degli Stati Uniti ebbe un ruolo di primo piano nei finanziamenti che permisero al Rais di Bagdad di dotarsi delle armi necessarie a molte di queste operazioni</a>. Si tratta di una di quelle storie ambigue e misteriose dove compaiono (e spesso scompaiono) agenti segreti, politici, diplomatici, giornalisti, scienziati e così via.</p>
<p>Secondo la maggior parte delle ricostruzioni e dei documenti si sarebbe trattato di un finanziamento di diversi miliardi di dollari che fortemente voluto dalla Casa Bianca e dall’Italia che avrebbe permesso la guerra che contrappose l’Iran e l’Iraq nel corso degli anni ’80. 

<br />
<a href="http://www.archivio900.it/it/libri/lib.aspx?id=600">In questo intrigo internazionale emergono figure molto strane come Charles Drogoul, il direttore della filiale di Atlanta della Banca nazionale del lavoro</a>. Drogoul sarebbe stato uno degli uomini che firmavano i documenti per il finanziamento alla Banca centrale irachena che permetteva a Saddam di approfondire i suoi progetti sul gas, il nucleare e il “supercannone”. Anche molte aziende italiane sarebbero state coinvolte nella stessa produzione di parte della componentistica necessaria ai progetti bellici nati sulle sponde del Tigri. Le richieste alle banche sarebbero però partite dalla politica e avrebbero coinvolto personaggi di primo piano come Kissinger o Giulio Andreotti. I finanziamenti sarebbero passati anche per banche assai discutibili come la Bcci che, oltre ad aver finanziato alcuni dei peggiori traffici della storia, è stata protagonista di uno dei  fallimenti bancari , e del successivo scandalo, più gravi della storia.</p>
<p>Ora la vicenda della banca di Luigi Abete sembra essersi chiusa e la Bnl ha potuto recuperare, secondo Finanza.com, il 20% del credito iracheno convertendolo in buoni del tesoro iracheni di nuova emissione che ha poi potuto rivendere a diverse banche e soggetti americani come Citibank e Jp Morgan Chase. <a href="http://nsarchive.chadwyck.com/igintro.htm">Eppure molte delle vicende passate per gli sportelli di Atlanta oggi sono nei fascicoli di accusa all’ex dittatore</a> adesso sotto processo nella capitale che prima stava ai suoi piedi. Sicuramente in questi fascioli, insieme ai nomi americani, tedeschi, inglesi ci sarà anche qualche italiano.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/1458/bnl-liraqgate-chiude-una-delle-sue-pagine">Bnl, l'Iraqgate chiude una delle sue pagine</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 13:44 di martedì 25 luglio 2006.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Prime pene chieste per Consorte, che parla di complotto</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/1203/prime-pene-chieste-per-consorte-che-parla-di-complotto</link>
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    <pubDate>Fri, 09 Jun 2006 16:47:06 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Avete visto le pene chieste dal pm Eugenio Fusco per Consorte, Sacchetti e Gnutti? Il pubblico ministero ha chiesto una detenzione “moderata” di sei mesi, perché l’insider trading è grave, ma si[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/complottano.jpg" class="post" align="left" border="0" width="231" height="99" alt="consorte_unipol_bnl_sei_mesi_sacchetti_bankitalia_fazio_bnl_insider_trading_fusco" /></p>
<p><a href="http://finanza.repubblica.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&#038;tpl=kwfinanzadettaglio_news.tpl&#038;del=20060609&#038;fonte=RPB&#038;codnews=575843">Avete visto le pene chieste dal pm Eugenio Fusco per Consorte, Sacchetti e Gnutti?</a> Il pubblico ministero ha chiesto una detenzione “moderata” di sei mesi, perché l’insider trading è grave, ma si è visto di peggio. Fusco ha però chiesto il massimo possibile di pena pecuniaria (nel caso 300.000 euro) perché gli imputati “i soldi ce li hanno”.</p>
<p>L’accusa riguarda solo un aspetto marginale delle vicende che l’estate scorsa hanno visto un assalto parallelo di Unipol a Bnl e di Bpl (oggi Bpi) alla Antonveneta. Si parla infatti di sandun prestito obbligazionario da 100.000 euro che risale al 2002. Secondo Fusco, anche se non agivano sempre insieme, Gnutti e Consorte (Hopa e Unipol) erano amici e in qualche caso hanno progettato assieme alcune delle loro operazioni. Uomini dell’alta finanza che si conoscono e guidano alcuni importanti gruppi industriali. Da questo l’accesso ad informazioni privilegiate e il loro uso per fini distorti.</p>
<p>Intanto Consorte ha pubblicato il suo<a href="http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200606082101245030/200606082101245030.html"> memoriale difensivo (“per evitare distorsioni”)</a> che denuncia l’esistenza di un complotto. 

Isvap e Consob soprattutto avrebbero perso troppo tempo per concedere le autorizzazioni al lancio dell’opa su Bnl: qualcosa non torna, anzi, dietro c’era un piano diabolico ordito con la complicità niente meno che di Della Valle e Montezemolo. Le autorità del mercato avrebbero insommma usato due pesi e due misure.</p>
<p>Un po’ ci fa sorridere pensare a Fiorani (che nel complesso intreccio di interessi della scorsa estate ha un ruolo di primo piano) che entra dalla porta sul retro della Banca d’Italia e che parla a notte tarda col governatore Fazio (suo controllore in teoria) e, saputo dell’ok alla sua opa, gli manda pure un bacio in fronte. Oggi lo stesso Fiorani un giorno sì e l’altro pure accusa Fazio di avere orchestrato lui il concertino dall’inizio alla fine. Ingratitudini di un uomo in carcere?</p>
<p>Non sappiamo se davvero ci siano state manipolazioni del mercato fatte da soggetti tanto potenti da dirigere le azioni di Isvap e Consob, però il pulpito non ci sembra proprio dei migliori. Anche se l’idea che “le leggi si interpretano per gli amici e si applicano per i nemici”, come diceva Andreotti, pervade un po’ tutta questa oscura vicenda. L’impressione, ingenua e qualunquista quanto si voglia, che rimane alla fine è che al solito i vincitori portino le spoglie degli sconfitti in piazza.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/1203/prime-pene-chieste-per-consorte-che-parla-di-complotto">Prime pene chieste per Consorte, che parla di complotto</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:47 di venerdì 09 giugno 2006.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Cosa fare del mezzo miliardo sequestrato ai furbetti?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/1164/cosa-fare-del-mezzo-miliardo-sequestrato-ai-furbetti</link>
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    <pubDate>Mon, 05 Jun 2006 17:10:55 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>A conti fatti si tratta di quasi mezzo miliardo di euro. Il calcolo lo abbiamo letto stamattina sul Corriere della Sera che ha fatto una somma dei sequestri milionari ordinati dai giudici in seguito al[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/cassa.jpg" class="post" align="left" border="0" width="207" height="207" alt="risiko_bancario_fiorani_ricucci_lonati_coppola_sequestro_consorte_greco" /></p>
<p>A conti fatti si tratta di quasi mezzo miliardo di euro. Il calcolo lo abbiamo letto stamattina sul Corriere della Sera che ha fatto una somma dei sequestri milionari ordinati dai giudici in seguito al risiko bancario dell’estate 2005. Chi poteva essere più informato di Via Solferino? A pagina otto del quotidiano di oggi campeggiano le foto dei furbetti e poi un calendario di cifre che raggiungono la somma di 484.708.000 euro. Nella stessa pagina si vedono in alto le facce che hanno popolato le cronache della scorsa estate: gli sguardi astuti di Gianpiero Fiorani, Chicco Gnutti, Danilo Coppola, Stefano Ricucci e Ettore Lonati. Un po’ più piccola la foto di Giovanni Consorte. Sotto e intorno le cifre. Sono 70 milioni tondi tondi i soldi di Fiorani sequestrati da vari conti esteri, 39,6 milioni gli euro depositati (e bloccati) in varie società controllate da Emilio Gnutti. Poi vengono 24 milioni e mezzo sequestrati a Danilo Coppola. Quasi 150 milioni fra conti sequestrati e vincolati a Stefano Ricucci e una quarantina di milioni di euro collegati alla famiglia Lonati. Più giù i 54 milioni bloccati a Consorte e Sacchetti per i coinvolgimenti di Unipol alle scalate bancarie. Intorno a questi titani falliti della scalata all’Olimpo della finanza italiana si scorgono dei personaggi minori: i vari Boni, Casale, Palenzona.

</p>
<p>Un’impressione più cupa viene dalla foto del magistrato Francesco Greco, l’uomo che è riuscito (in parte) a districare la ragnatela di holding e scatole cinesi che muoveva le montagne di denaro verso le scalate di banche e giornali. Da lui la proposta: perché non riutilizzare questo denaro per fare pagare pesanti sanzioni amministrative ai pirati della finanza? Si potrebbero ottenere cospicui ingressi per l’Erario e, se si considera che i 500 milioni di cui sopra sono stati sequestrati nel solo caso Antonveneta, è stato stimato che in totale dalle recenti inchieste finanziarie le procure potrebbero incamerare (con i sequestri s’intende) la incredibile cifra di 900 milioni di euro.  A ben guardare sembra che la Guardia di Finanza sia passata dal sequestro degli ulivi in mano alla mafia a quello dei conti bancari dei raider di Piazza Affari. Anche questo è progresso.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/1164/cosa-fare-del-mezzo-miliardo-sequestrato-ai-furbetti">Cosa fare del mezzo miliardo sequestrato ai furbetti?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:10 di lunedì 05 giugno 2006.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>I migliori di ieri: Credem, BNL, Alitalia</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/1129/i-migliori-di-ieri-credem-bnl-alitalia</link>
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    <pubDate>Thu, 01 Jun 2006 09:32:23 GMT</pubDate>
    <dc:creator>AleOne</dc:creator>
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    <category>i-titoli-di-oggi</category><category>alitalia</category><category>bnl</category>
    <description>Con il +5.6% messo a segno ieri, CREDEM continua sulla via del rialzo: alla vittoria sullo scoglio di 10.222 euro il movimento si estenderà almeno fino a 10.967. Prestare attenzione ad eventuali cali[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/migliori.JPG" class="post" align="left" border="0" width="85" height="93" alt="" /><br />
 Con il +5.6% messo a segno ieri, <strong>CREDEM </strong>continua sulla via del rialzo: alla vittoria sullo scoglio di 10.222 euro il movimento si estenderà almeno fino a 10.967. Prestare attenzione ad eventuali cali sotto a 9.301, limite massimo per le flessioni contro la tendenza attesa. Ieri la chiusura è stata registrata a 9.950 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 10.040 ed un minimo a 9.305 euro.</p>
<p>La distanza che separa le due chiusure più recenti di <strong>BNL </strong>è del 3.9 %. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di 3,717,002 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 100% circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.208 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.298 ed un minimo a 3.038 euro .</p>
<p>Rialzo del 3,7% ieri per <strong>Alitalia</strong>. La chiusura di seduta è stata registrata a 0.802 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 0.805 ed un minimo a 0.750 euro . In base ai movimenti di prezzo registrati nell&#8217;ultima seduta il titolo risulta interessante, da seguire con attenzione durante la giornata odierna. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L&#8217;indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 0.958 euro. L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 0.827 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.709 .</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/1129/i-migliori-di-ieri-credem-bnl-alitalia">I migliori di ieri: Credem, BNL, Alitalia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:32 di giovedì 01 giugno 2006.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Bnp Paribas costretta a &quot;ritoccare&quot; l&#039;Opa su Bnl</title>
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    <pubDate>Mon, 22 May 2006 12:00:34 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>uncategorized</category><category>opa-per-tutti</category><category>banche</category><category>titoli-esteri</category><category>bnl</category>
    <description>Curiosità di Borsa. Già l’Opa di Bnp Paribas su Bnl, appena conclusasi dopo una serie di battaglie e dopo barriere (malferme) antistraniere e guerre fra Unipol e Abn Amro, sembrava un romanzo. Ma[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/bnpparibaprot2.JPG" class="post" align="left" border="0" width="133" height="152" alt="bnp_paribas_prot_bnl_opa_utile" /> </p>
<p>Curiosità di Borsa. Già l’Opa di Bnp Paribas su Bnl, appena conclusasi dopo una serie di battaglie e dopo barriere (malferme) antistraniere e guerre fra Unipol e Abn Amro, sembrava un romanzo. Ma anche ora che questa croce e delizia della stampa finanziaria sembrava definitivamente archiviata, la vicenda ci ha regalato un colpo di coda da tre milioni di euro.</p>
<p>Leggiamo infatti che Bnp Paribas ha dovuto ritoccare al rialzo, per gli errori di una sua filiale, la cifra spesa per l’acquisto delle azioni Bnl sul mercato. <a href="http://finanza.espressonline.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&#038;tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&#038;del=20060519&#038;fonte=TLB&#038;codnews=700">Il passaggio è veramente di piccola misura: 0,0025 euro in più che però portano l’offerta a 2,9275 euro per azione il valore di ogni titolo Bnl venduto alla banca francese e a tre milioni </a>di euro l’esborso non previsto per il gruppo guidato da Baudouin Prot (in foto).</p>
<p>Sicuramente ai molti azionisti non dispiacerà questo extra. Anche se sicuramente Bnp Paribas, con i suoi utili trimestrali da due miliardi annunciati ieri e in crescita del 17%, potrà benissimo sopperire alla perdita: per un gigante così sono senz’altro bruscolini.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/1046/bnp-paribas-costretta-a-ritoccare-lopa-su-bnl">Bnp Paribas costretta a "ritoccare" l'Opa su Bnl</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 14:00 di lunedì 22 maggio 2006.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Bnp conquista via Veneto, col 97% è prossimo il delisting</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/1001/bnp-conquista-via-veneto-col-97-e-prossimo-il-delisting</link>
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    <pubDate>Wed, 17 May 2006 10:38:31 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>opa-per-tutti</category><category>banche</category><category>titoli-esteri</category><category>bnl</category>
    <description>Come era prevedibile ce l’hanno fatta. Ieri i francesi di Bnp Paribas hanno raggiunto una quota in Bnl pari al 97% ottenendo anche un vistoso successo fra gli azionisti dipendenti dello stessa banca.[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/bnl_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="151" height="151" alt="bnl_bnp_paribas_abete_opa_residuale" /> </p>
<p>Come era prevedibile ce l’hanno fatta. <a href="http://www.bnpparibas.com/fr/actualites/communiques-presse.asp?Code=ADAY-6PUPA2">Ieri i francesi di Bnp Paribas hanno raggiunto una quota in Bnl pari al 97% </a>ottenendo anche un vistoso successo fra gli azionisti dipendenti dello stessa banca. <a href="http://today.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=businessNews&#038;storyID=2006-04-18T191033Z_01_POL867097_RTRIDST_0_OITBS-CONSOB-BNP-BNL.XML">L’Opa, lanciata lo scorso 21 aprile, </a>porterà adesso il mercato italiano ad essere il secondo più importante, dopo quello francese, per il colosso del credito guidato dall&#8217;amministratore delegato Baudouin Prot. La prossima mossa sarà quella del delisting, ma prima verrà lanciata un’opa residuale (obbligatoria sopra la soglia del 92%) sul rimanente 3% delle azioni. </p>
<p>Sassolini su una strada già segnata. Nessuno dubitava del successo di questa operazione da tempo e l’appoggio del management della Bnl, a partire da quello del combattivo presidente Luigi Abete, aveva spazzato via ogni dubbio. 

</p>
<p>L’offerta che, ha comunque portato negli azionisti aderenti 2,925 euro per azione, <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=89846">ha visto una conquista di circa il 41,56% dagli azionisti di rilievo precedentemente in possesso di quote della Bnl e di un altro 4-5% di azioni sul mercato</a>.</p>
<p>Termina così una delle battaglie finanziarie più accese della scorsa estate. In campo erano scesi la Unipol di Giovanni Consorte e gli spagnoli di Bbva. Come a dire che tra i due litiganti il terzo gode. Ora si aspetta il nuovo piano industriale che Bnp Paribas prevede di annunciare nella prima metà di luglio. </p>
<p>Il cda della Banca nazionale del lavoro, che ha recentemente cooptato i membri di Bnp, parla già francese e anche il sogno di Unipol di creare un colosso nostrano della bancassurance è finito nel cassetto (anche se delle collaborazioni nel ramo vita andranno avanti). Non resta che la considerazione che finalmente un gruppo italianissimo come quello di via Veneto finalmente entrerà in una partita tanto grande da coinvolgere 85 paesi e più di 100.000 collaboratori.</p>
<p>La banca francese, inoltre, ha detto che intende sviluppare la rete nazionale della banca romana con sinergie per 400 milioni di euro pienamente realizzate nel 2009. I costi saranno di 300 milioni quest&#8217;anno e 150 milioni per il prossimo.Viste le laute plusvalenze incassate forse non storcono il naso neanche a via Stalingrado: la bolognese Unipol è d’altronde la vera artefice di questo ingresso francese in via Veneto visto che è stata la prima a spiazzare tutti vendendo le sue quote Bnp Paribas dopo lo scandalo che aveva coinvolto Giovanni Consorte.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/1001/bnp-conquista-via-veneto-col-97-e-prossimo-il-delisting">Bnp conquista via Veneto, col 97% è prossimo il delisting</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 12:38 di mercoledì 17 maggio 2006.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Domani ultimo giorno per adesioni ad opa BNL</title>
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    <pubDate>Mon, 15 May 2006 22:49:36 GMT</pubDate>
    <dc:creator>AleOne</dc:creator>
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    <category>fatti-del-giorno</category><category>opa-per-tutti</category><category>bnl</category>
    <description>Domani 16 maggio si chiude l’opa di Bnp Paribas su Bnl. Le adesioni hanno raggiunto ufficialmente il 73,89% del capitale oggetto dell&amp;#8217;offerta. Bnp porta il suo controllo su Bnl al 92%,[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/bnl_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="150" height="150" alt="" />  Domani 16 maggio si chiude l’opa di Bnp Paribas su Bnl. Le adesioni hanno raggiunto ufficialmente il 73,89% del capitale oggetto dell&#8217;offerta. Bnp porta il suo controllo su Bnl al 92%, potendo contare su di una quota detenuta direttamente e sull’1,5% attualmente in mano alla Popolare di Vicenza, che aderirà all’opa. Il superamento della quota del 90% rende obbligatorio il lancio di un’opa residuare: dal <a href="http://www.borsaitalia.it/bitApp/glossary.bit?target=GlossaryDetail&#038;word=OFFERTA%20PUBBLICA%20DI%20ACQUISTO%20RESIDUALE">sito di Borsa Italiana </a>si legge che chiunque arriva a detenere una partecipazione superiore al 90% del capitale ordinario di una società quotata deve lanciare un’OPA sulla totalità delle azioni residue ,al prezzo fissato dalla CONSOB, o ripristinare, entro quattro mesi, un flottante che assicuri il reale andamento delle negoziazioni (articolo 108 del Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria). Coloro che detengono ancora azioni Bnl possono aderire entro il 16 maggio all’opa al prezzo di 2,925 euro per azione, cifra che comprende anche il dividendo.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/981/domani-ultimo-giorno-per-adesioni-ad-opa-bnl">Domani ultimo giorno per adesioni ad opa BNL</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 00:49 di martedì 16 maggio 2006.</p>
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  </item>


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