Logo Blogo

Capitalia

Capitalia, Manodori: vedremo

pubblicato da Yattaman in: Varie !!! Varie !!! Varie !!! Azioni Italia S&P Mib Geronzi Cesare Capitalia

Nulla di fatto dalla fondazione Manodori, che ieri ha riunito il proprio cda a Palazzo Pratonieri a Reggio Emilia. Il primo azionista italiano di Capitalia (con il 4,13%) ha preso tempo e non si è pronunciata. Il che è già un mezzo no. Il presidente del patto di sindacato Vittorio Ripa Di Meana ha infatti annunciato che si dimetterà dall’incarico se non otterrà l’appoggio unanime dei membri del sindacato. Se fosse, come sembra, solo Manodori a nutrire delle riserve, la maggioranza sarebbe assicurata. Ma Ripa Di Meana pretende anche l’appoggio della fondazione. E questo sostegno Manodori evidentemente vuole farlo pesare.

La geometria dei poteri dentro Capitalia appare sempre più incerta e di conseguenza il titolo a piazza Affari soffre (stamane perde l’1,04% attestandosi sui 6,725 euro). Il mercato teme ripercussioni sulla stabilità del management e sulla sua capacità di traghettare la banca fuori dalla zona crisi (e ormai siamo a buon punto) verso una aggregazione in grado di rilanciare gli utili. Il progetto che molti attribuiscono al presidente dell’istituto capitolino Cesare Geronzi, di un rafforzamento del blocco Capitalia-Generali-Mediobanca, sembra tramontare ostacolato dal fiero amministratore delegato Matteo Arpe.

Continua a leggere: Capitalia, Manodori: vedremo

Capitalia, giorno della verità per Ripa di Meana

pubblicato da Yattaman in: Varie !!! Azioni Italia S&P Mib Geronzi Cesare Banche Capitalia

Continuano le polemiche dentro Capitalia. Oggi in chiusura di borsa è prevista la riunione del consiglio della Fondazione Manodori, che dovrà decidere se confermare la fiducia al presidente dimissionario del patto di sindacato della banca capitolina Vittorio Ripa Di Meana. Il capo del patto, infatti, venerdì con una uscita a sorpresa ha fatto sapere che se ne sarebbe andato in protesta contro l’ad Matteo Arpe.

Secondo Ripa di Meana le accuse di Arpe sono “cervellotiche e infondate”, dovute ad “una forsennata autoesaltazione”. Arpe aveva attribuito al presidente del patto di sindacato un comportamento poco corretto nella gestione della crisi dei giorni scorsi. “Le mie dimissioni - ha spiegato Ripa Di Meana - non sono contro il patto, con cui sono in buonissimi rapporti, individualmente e collettivamente: adesso mi aspetto che il patto mi risponda e mi dica cosa pensa”. Il suo obiettivo è proprio l’amministratore delegato: “Non posso accettare che Arpe mi accusi sui giornali, non voglio nemmeno che il patto si senta in obbligo di difendermi e confermarmi solo perché sono il presidente”.

Continua a leggere: Capitalia, giorno della verità per Ripa di Meana

Capitalia ottimo 2006, emergenza Arpe rientrata

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Persone & fatti Persone Geronzi Cesare Banche Azioni Italia Generali Capitalia Arpe Matteo

capitalia geronzi geronzocrazia patto di sindacato vittorio ripa di meana mediobanca generali santander bolloré mateo arpe bilancio 2006 scontro dipendenti utile netto margine d'interesse

L’ultima seduta della settimana borsistica di Capitalia vede il titolo aprire le contrattazioni con un balzo di un punto e mezzo percentuale; seguono poi dei ritracciamenti che portano alle perdite di mezzo punto in queste ore. Nel mezzo c’è stata la presentazione dei dati preconsuntivi del 2006 fatta alla fine da Matteo Arpe, che in una slide ha voluto ringraziare i 28 mila dipendenti della banca per il loro impegno in un anno difficile e ha sottolineato di non avere mai avviato dei licenziamenti da quando è nel board di Capitalia. Ieri un centinaio di dipendenti aveva manifestato in suo favore nelle ore più dure dello scontro.

Il rientrato amministratore delegato di via Minghetti ha presentato dei risultati eccellenti al mercato con un utile netto da record a 1,162 miliardi di euro in incremento del 12 per cento. Si tratta di un dato che supera le stime degli analisti e dimostra quanto solida sia ancora la crescita organica di una delle banche più contese d’Europa. Buoni anche gli altri dati: l’utile per azione è salito a 0,22 euro (dagli 0,2 euro precedenti) con un pay out del 50 per cento; il margine d’interesse di Capitalia ha raggiunto invece i 2,8 miliardi (+12%); le commissioni hanno toccato gli 1,7 miliardi (incremento del 3%) e quindi i ricavi hanno toccato i 5,5 miliardi di euro (+7%). Il roe (return on equity) della banca si è attestato al 15,4% mentre il Tier 1 ratio si è fissato al 6,2 per cento.

Continua a leggere: Capitalia ottimo 2006, emergenza Arpe rientrata

Scuse accettate, Arpe rimane ad di Capitalia

pubblicato da Ferry Boat in: Persone & fatti Up & Down Persone Geronzi Cesare Banche Azioni Italia Capitalia Arpe Matteo Politica

capitalia geronzi patto di sindacato arpe matteo cesare vittorio ripa di meana abn amro manodori picchetto dipendenti amminstratore delegato presidente voci ufficiali

Colpo di scena. Arpe rimane amministratore delegato di Capitalia. Il titolo festeggia con uno strappo al rialzo del 4,68% che lo riporta sopra i 6,9 euro e la riunione del patto di sindacato che doveva sigillare l’espulsione del numero due di via Minghetti si è risolta in una specie di pacca paterna di Geronzi sulla spalla del figliuol prodigo Arpe. Il preludio lo si è letto sulla stampa stamattina con una lettera indirizzata proprio al presidente della banca capitolina firmata dallo stesso Arpe. “Tutte le persone di Capitalia si sono comportate in buona fede e a nome loro e mio mi scuso se, per qualsiasi errore compiuto, non è apparso chiaro ed evidente” concludeva la missiva del giovane e ribelle amministratore delegato.

Il presidente Geronzi ha benignamente accolto le scuse del dott. Matteo Arpe e l’assemblea del patto ha espresso piena e unanime soddisfazione. Insomma è finita in telenovela, verrebbe quasi da spendere qualche lacrima. Le azioni di Capitalia escono nel frattempo alla grande dall’ottovolante dei giorni passati. La contesa capitolina era rimbalzata sulla stampa internazionale e aveva coinvolto anche la stessa Abn Amro, prima azionista di Capitalia che ieri aveva guadagnato il 6,1% in borsa con il 5,22% del capitale scambiato (record assoluto per l’olandese del credito, mentre oggi Abn Amro segna un +1,31 per cento e dimostra di vincere comunque).

Continua a leggere: Scuse accettate, Arpe rimane ad di Capitalia

Capitalia dice addio a Matteo Arpe

pubblicato da Ferry Boat in: Persone & fatti Persone Geronzi Cesare Banche Azioni Italia Capitalia Arpe Matteo Politica

capitalia geronzi arpe addio manodori fondazione banco di sicilia arpe addio santander abn amro vincent bolloré

Oggi a piazza Affari Capitalia rimane al palo. Incollata a quei 6,7 euro per azione a cui era scesa ieri dopo una perdita del 3,8% da parte del titolo fra scambi tripli rispetto alla media e il 2,9% del capitale passato di mano. Oggi il titolo è immobile, come immobile rischia di essere la banca per un bel po’, dopo che lo scontro fra il presidente Cesare Geronzi e l’amministratore delegato Matteo Arpe si è concluso con la schiacciante vittoria del primo. Sembra che ad Arpe fossero già state chieste le dimissioni per le 12 di ieri, ma che il combattivo amministratore delegato abbia rifiutato la resa. Nell’ordine del giorno di domani si discuterà comunque della revoca delle sue deleghe da amministratore delegato e la sua carica verrà temporaneamente assegnata a un traghettatore che con ogni probabilità sarà scelto fra i manager della banca.

Il nome più gettonato per il futuro è quello di Paolo Cuccia, ex Acea adesso vicepresidente della banca capitolina e responsabile del corporate e investment banking italiani di Abn Amro. Proprio alle ricuciture di Cesare Geronzi con l’istituto guidato Rijikman Groenink - che è anche il primo azionista della banca con l’8% del capitale - sarebbe da ricondurre lo scacco matto ad Arpe.

Continua a leggere: Capitalia dice addio a Matteo Arpe

Capitalia, con Geronzi ancora crescita stand alone?

pubblicato da Ferry Boat in: Persone Geronzi Cesare Banche Azioni Italia Capitalia Arpe Matteo Politica

capitalia geronzi arpe mercato merge fusioni bancarie merger and acquisition matrimonio innocenzi modiano assicurazioni politica mediobanca

Capitalia continua a far parlare di sé. Giovedì è prevista la presentazione dei dati preconsuntivi di bilancio. In molti temono che il conflitto sempre meno silenzioso fra Cesare Geronzi (presidente della banca di via Minghetti) e Matteo Arpe (amministratore delegato) sia giunto al capolinea, sulla soglia di una inevitabile rottura. Le incertezze sul titolo insistono: oggi Capitalia perde a Piazza Affari quasi il 3% e ieri ha chiuso le contrattazioni con un -0,92 per cento. È chiaro che le difficoltà della governance pesano parecchio, anche e soprattutto in prospettiva. Il titolo della banca ha già corso molto e il timore di molti osservatori è che più in là non possa spingersi. In generale si teme che alla fine Matteo Arpe si dimetta. Cesare Geronzi, l’alfiere più deciso dell’autonomia della banca potrebbe a a questo punto togliere del tutto alle azioni Capitalia il fascino di titoli preda.

Dopo che il numero uno di Capitalia ha ostacolato le mire di Intesa e di Abn Amro sembra sempre più chiaro che per ora la banca ballerà da sola sui listini: il problema è che rischia di essere più una mazurka che un rock. Nessuno nega i meriti di Matteo Arpe, anzi molti gli attribuiscono il volto nuovo della banca capitolina e gli ottimi risultati gestionali; tuttavia la crescita stand alone rischia di condannare alla marginalità l’istituto capitolino. Resta per qualcuno l’ipotesi Unicredit che, lanciando un’opa su Abn Amro, potrebbe diventare d’un tratto il primo azionista di Capitalia. Questa però sembra un’ipotesi improbabile.

Continua a leggere: Capitalia, con Geronzi ancora crescita stand alone?

Niente cerberi a Mediobanca

pubblicato da Yattaman in: Varie !!! Varie !!! Varie !!! Azioni Italia S&P Mib Banche Generali Assicurazioni Capitalia Profumo Alessandro Unicredito Titoli esteri Benetton family

Salta l’ipotesi di governance duale per Mediobanca. Niente consiglio di sorveglianza e di gestione, si continua col solito vecchio modello del cda unico. Ieri da New Delhi l’ad di Intesa Sanpaolo Corrado Passera ha difeso la sua creatura, sottolineando come “questo sistema abbia cdi Mediobancaonsentito a Intesa Sanpaolo di assumere decisioni rapide in meno di un mese”. Il numero uno del nuovo colosso bancario si riferisce alle nomine dei vertici di primo e secondo livello e delle direzioni centrali, che sono in effetti già state attribuite. Ma rimane nell’aria, pur inespressa, la convinzione diffusa che il modello duale servisse a Torino e Milano per raggiungere un accordo sul governo del nuovo soggetto post-fusione, ma che il Cerbero sia destinato a scomparire nel tempo.

In effetti il nuovo modello non piace neanche a Bankitalia. Il governatore Mario Draghi ha parlato qualche tempo fa dei “rischi di una non chiara distinzione di ruoli e responsabilità”, mettendo in guardia contro il possibile “pregiudizio per l’efficienza e la rapidità delle decisioni”.

Continua a leggere: Niente cerberi a Mediobanca

Santander fra quegli anti-Bazoli di Geronzi e Profumo

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Varie !!! Varie !!! I titoli di oggi Persone Geronzi Cesare Banche Azioni Italia Capitalia Profumo Alessandro Arpe Matteo Bernheim Antoine

capitalia geronzi arpe profumo mediobanca piazzetta cucci intesa san paolo generali bernheim equilibrio scontro banche opa abn amro santander emilio patricia ana botin bsch offerte fusioni acquisizioni mps intesa

Per diversi secoli in Italia regnucoli e principati si sono combattuti per il dominio di questo o quel fazzoletto di terra a suon di invocazioni d’aiuto allo straniero. Inevitabilmente l’aiuto interessato finiva per diventare un’oppressione non minore di quella temuta dal proprio vicino. Solo di rado un delicato equilibrio fra gli interessi delle parti contrapposte riusciva a lasciare un po’ di libertà a questo o quel principato. Si tratta di una storia secolare a cui sembra ispirarsi da tempo Cesare Geronzi, il presidente di Capitalia e vicepresidente di Mediobanca, che si trova al centro di una delle più grosse bufere della finanza italiana degli ultimi tempi.

Capitalia è da tempo una delle protagoniste più gettonate del gossip finanziario che le ha in diverse occasioni attribuito dei flirt con Intesa, Unicredit, Monte dei Paschi e soprattutto con l’azionista olandese Abn Amro. Una direzione quella di Amsterdam che a Geronzi non piace: meglio la Madrid e il Santander di Emilio Botin se si deve finire in mani straniere.

Continua a leggere: Santander fra quegli anti-Bazoli di Geronzi e Profumo

Poche scelte per le banche nell'era Draghi

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Varie !!! OPA per tutti Banche Azioni Italia Capitalia Unicredito

banche bpm banca poplare di milano credit agricoloe intesa san apolo generali garige bper fusioni era draghi

Riceviamo da Cesant e con piacere pubblichiamo

Sabato è andata in onda la previsione della prossima stagione finanziaria italiana; si tratta di previsioni di lungo termine, intendendo per lungo termine le assemblee di primavera tra Milano e Trieste, ma di sicuro si tratta di previsioni affidabili (e non di un semplice auspicio come qualcuno vuol far intendere).
Se Draghi dice che il livello di consolidamento non è sufficiente, allora vuol dire che ha già dato alle banche una linea da seguire in un dato termine e che le stesse banche si sono impegnate a rispettare gli accordi. Sono finite le stagioni della vecchia moral suasion, ora l’invito formale lo si deve leggere come l’inizio del ballo, del ballo a cui gli interessati non solo sono stati già invitati ma al quale si sono già presentati.
Le alternative sono due se il sistema vuole crescere: che le banche si uniscano tra loro, oppure che vengano comprate dagli stranieri. La prima ipotesi è comunque la preferita dal sistema, quindi (anche se nessuno può dirlo apertamente) la seconda verrà tenuta oltre le Alpi ancora per una stagione. La stessa CrParma è finita ai francesi solo in un secondo momento per un calcolo “sbagliato” in casa Intesa.

Continua a leggere: Poche scelte per le banche nell'era Draghi

Capitalia, la poltrona difficile di Geronzi

pubblicato da Ferry Boat in: OPA per tutti Persone & fatti Up & Down Persone Geronzi Cesare Banche Azioni Italia Capitalia Politica

capitalia geronzi colaninno abn amro groenijnk matt opa offerte take over management carack italcase bagaglino matteo arpe monodori assemblea azionisti intesa

Capitalia perde tre quarti di punto percentuale a metà mattinata tornando a 6,97 euro per azione. Non è la performance peggiore del settore bancario a piazza Affari, ma il titolo perde terreno da inizio anno e intanto le certezze intorno alla tenuta dell’attuale consiglio di amministrazione si moltiplicano. Al centro sempre il caso Cesare Geronzi. Il presidente della banca capitolina, recentemente riammesso dopo la sospensione seguita a una prima condanna nei processi sul crack Italcase Bagaglino, vede infatti ogni giorno di più sgretolarsi la sua posizione al vertice di Capitalia. Gli azionisti dimostrano sempre maggiori incertezze. Oggi un articolo sul quotidiano Repubblica riporta delle dichiarazioni di Abn Amro che dopo l’appoggio fornito al manager condannato in primo grado ha però precisato: “Geronzi è stato reintegrato per ora, ma qualora fosse ancora condannato, non penso che il patto potrebbe continuare a sostenerlo”. Queste le parole di Rijkman Groenink, numero uno dell’istituto olandese Abn Amro che, presente nella compagine azionaria con il 7.67% delle azioni di Capitalia e nel patto di sindacato della banca, rappresenta il maggiore azionista della banca di via Minghetti.

I dubbi olandesi si aggiungono così al “non voto” italiano della Fondazione Manodori che già all’assemblea del 19 gennaio scorso aveva deciso di non pronunciarsi sul reintegro di Geronzi.

Continua a leggere: Capitalia, la poltrona difficile di Geronzi