martedì 02 marzo 2010

Dollaro forte, quale prospettive per le commodities?

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Fatti del giorno Educational

I prezzi delle commodities sono correlati in modo inversamente proporzionale al valore della moneta in cui sono espressi: quando il dollaro si apprezza (ovvero quando il grafico dell’euro dollaro scende) l’indice Crb, il benchmark utilizzato come riferimento del mondo delle merci, si deprezza, viceversa quando il dollaro perde di valore (quando il grafico sale) il Crb guadagna, questo almeno è quello che è successo di recente. Il legame tra i due strumenti è molto elevato: l’indice di correlazione calcolato su base annua negli ultimi due anni si è mantenuto, eccettuato un breve periodo tra agosto ed ottobre 2009, al di sopra della soglia di 0,8, molto vicino quindi al valore massimo teorico possibile di 1,0.

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martedì 02 febbraio 2010

Mercati in cerca di direzione, come si orienteranno gli investitori?

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Fatti del giorno Educational

I recenti ribassi dei mercati azionari hanno messo in evidenza un comportamento degli investitori che può essere ricondotto al comportamento “sell the news”. Le sedute peggiori per i listini, come quella di venerdi’ 22 gennaio, sono scaturite infatti a seguito di buone notizie soprattutto sul fronte delle trimestrali. Quasi tutti i grossi nomi dello S&P500 hanno battuto infatti le attese del mercato ma gli investitori non si sono fatti sedurre dai numeri ed hanno venduto.

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lunedì 25 gennaio 2010

Dal vasto panorama degli Etf indicazioni favorevoli per le borse

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Fatti del giorno Educational

L’andamento degli Etf quotati da Borsa Italiana fotografa un inizio di anno incoraggiante per il mercati finanziari ed in particolare per quelli borsistici. Gli Etf presenti nei listini sono riferiti infatti ad una moltitudine di strumenti, azioni, bond e commodities, praticamente tutti quelli utilizzati dall’analisi intermarket per investigare l’andamento del ciclo economico ed in base a quello avanzare ipotesi sulle prospettive future. Il comportamento delle diverse classi e dei diversi strumenti all’interno delle classi permette di capire se il ciclo è in una fase espansiva o di contrazione. Ed attualmente le indicazioni che si ricavano permettono di pensare che si stia realizzando proprio una fase di espansione dell’economia.

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martedì 05 gennaio 2010

Investire sulle commodities: quali le prospettive e gli strumenti?

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Educational

Il petrolio pare essersi stabilizzato al di sopra dei 70 dollari al barile, del resto l’Opec, dopo aver lasciato recentemente invariato il totale delle quote di produzione a 24,825 milioni di barili al giorno, ha dichiarato di essere soddisfatto di un livello di prezzo compreso tra 70 ed 80 dollari al barile. I metalli industriali mostrano segnali positivi, in particolare il nichel, il rame e l’alluminio. La World Steel Association ha comunicato recentemente che la produzione mondiale di acciaio grezzo calcolata su 66 paesi è salita a novembre 2009 del 24,2% rispetto a novembre 2008, in particolare in Cina è stato registrato un aumento del 37%, in Russia del 43%, negli Usa del 27%. Si tratta del terzo mese consecutivo in cui viene registrato un incremento della produzione, dopo che nei primi mesi dell’anno vi erano stati drastici tagli. L’industria dell’acciaio è stata una delle più colpite dalla crisi, vedere segnali di ripresa in questo ambito è di certo un elemento incoraggiante.

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lunedì 04 gennaio 2010

Gli scenari piu' probabili per il 2010? Borse su bond giu'

pubblicato da AleOne in: Varie !!! Commodities Obbligazionario Valutario Azioni Italia

I mercati sono stati bombardati nelle ultime settimane dell’anno da segnali, principalmente provenienti dal fronte macroeconomico, che lasciano ben sperare per una uscita dalla crisi in modi e tempi probabilmente migliori rispetto a quelli ipotizzati solo pochi mesi orsono.
E’ vero che certi indizi sono a prima vista contraddittori, basti pensare ai recenti dati sul mercato immobiliare Usa (le vendite di abitazioni esistenti a novembre sono state pari a 6,54 milioni di unita’, nettamente superiori ai 6,09 milioni del mese precedente e ai 6,25 milioni del consensus mentre le vendite di abitazioni nuove sempre nel mese di novembre sono state pari a 355mila unità, dato annualizzato, molto al di sotto delle attese di 440mila unità), tuttavia in media le indicazioni che si ricevono dal mondo esterno puntano più o meno nella stessa direzione: la recessione è finita, gli Usa nel 2010 potrebbero tornare a crescere anche del 4%, la Cina, altro motore dell’economia globale, almeno del doppio.
Anche l’Italia nel suo piccolo non rimane a guardare: dopo cinque trimestri in rosso il terzo trimestre del 2009 ha mostrato una crescita, secondo l’Istat, dello 0,6% rispetto al precedente, un dato che permette di guardare con fiducia al futuro pur consapevoli che la strada da fare per tornare ai livelli pre crisi è molto lunga (su base annua, nonostante il rimbalzo, il calo è ancora del 4,6%). E negli Usa non solo revisioni migliorative del Pil atteso, dati sulla fiducia, dati sui consumi e sui redditi fanno sembrare sempre più vicina l’uscita dal tunnel.

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lunedì 14 dicembre 2009

Eni: il portafoglio resta uno dei più solidi del settore

pubblicato da riva in: Commodities Eni Azioni Italia

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Le tensioni sui prezzi del petrolio e l’impatto notevole della crisi hanno creato un bel po’ di problemi alle più grandi compagnie petrolifere del mondo, tuttavia all’appuntamento con l’altalena dei corsi del greggio non tutti gli attori del mercato si sono presentati allo stesso modo.

Se io, approfittando dei prezzi da record dell’oro nero, faccio investimenti pesanti in sabbie bituminose e petrolio non convenzionale, un crollo dei corsi da 150 a 50 dollari rischia di mandarmi e gambe all’aria e di farmi sbattere la porta in faccia dalle banche: il futuro a volte rischia di essere troppo caro, se non si ha il fiato lungo.

Eni nel contesto globale mostra, però, di avere le spalle larghe e si mantiene ben posizionata in un contesto assai difficile come quello attuale. Il gruppo guidato da Paolo Scaroni ha un gearing (ossia una leva sul debito) superiore in media agli altri concorrenti, la compresenza nella società di attività tipiche delle compagnie petrolifere tradizionali e di attività da utility che a volte confondono gli osservatori. La separazione che alcuni analisti o piccoli azionisti chiedono di attività come la rete del gas dal resto sembra però ben lontana per ora.

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lunedì 24 agosto 2009

L'economia riparte, oro, argento e platino sono da comprare?

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Fatti del giorno Educational

Nel corso delle ultime settimane è stato possibile osservare alcuni fenomeni interessanti sui mercati finanziari. Il 12 agosto la Federale Reserve, la banca centrale Usa, ha deciso all’unanimità di lasciare i tassi di interesse invariati sui livelli compresi in una forchetta fra lo 0% e lo 0,25%, ovvero i minimi di sempre. La banca centrale statunitense ha inoltre ribadito la sua intenzione di mantenere i tassi di interesse bassi ancora per un “considerevole periodo di tempo”.

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lunedì 10 agosto 2009

Cambia il vento sui mercati. Borse su, potrebbe essere solo l'inizio

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Fatti del giorno Educational

I dati sul Pil statunitense del secondo trimestre 2009 sono risultati molto graditi ai mercati finanziari: in base a quanto comunicato dal dipartimento del Commercio infatti la contrazione nel periodo rispetto al precedente è stata solamente dell’1% a fronte di attese di un calo dell’1,5%. Se da un lato è vero che si è trattato del quarto calo consecutivo, un evento che non si realizzava dall’inizio della rilevazione della serie nel 1947, dall’altro è invece evidente il rallentamento del tasso di contrazione, che nei primi tre mesi dell’anno era stato del 6,4% (rivisto dalla precedente rilevazione di -5,5%). La lotta alla recessione sembra quindi funzionare. Il presidente Obama ha recentemente evidenziato la stabilizzazione del sistema bancario e creditizio, segnale che prospetta una ripresa, anche se inizialmente potrebbe essere lenta, dell’economia.

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lunedì 04 maggio 2009

Investire in oro, una brillante alternativa alle azioni

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Fatti del giorno Educational

Uno spunto di investimento interessante alternativo all’investimento in azioni lo si ricava dalla notizia diffusa di recente dalla Xinhua News Agency secondo la quale la Cina ha aumentato le proprie riserve di oro del 75% circa dal 2003. I mercati sono convinti che alla base di queste correnti di acquisto ci sia la volontà da parte della Cina di diversificare le proprie riserve per cercare di creare una alternativa alla enorme quantità di debito pubblico Usa detenuto. Le riserve cinesi in valuta estera ammontano infatti a circa 2000 miliardi di dollari. Tale strategia potrebbe fare pensare anche ad un timore da parte dei governanti cinesi di una futura debolezza del dollaro: tradizionalmente infatti oro e dollaro si muovono in modo opposto. I dati ufficiali forniti da Hu Xiaolian, a capo dello State Administration of Foreign Exchange (SAFE), dicono che le riserve in oro cinesi sono quasi raddoppiate dal 2003 passando da 600 a 1054 tonnellate. La Cina diventa cosi’ il quinto paese al mondo per quantità di riserve in oro detenute alle spalle di Stati Uniti, Germania, Francia e Italia (in tutto il mondo solo sei paesi possono contare su riserve superiori alle 1000 tonnellate di metallo giallo). A beneficiare delle correnti di acquisto sull’oro e’ stato anche l’argento. Il grande interesse degli investitori intorno all’oro è evidenziato anche dal volume degli Etc correlati ai metalli preziosi fisici. Gli strumenti emessi da Etf Securities (gli ETC sull’oro di ETF Securities sono primi in Europa e sono secondi a livello mondiale) hanno registrato nel primo trimestre 2009 una crescita di flussi netti superiore al 400% rispetto all’ultimo trimestre 2008. I titoli totali sui metalli preziosi adesso hanno raggiunto un nuovo record: 6,8 miliardi di dollari.

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giovedì 19 marzo 2009

La Fed punta sui Treasuries: voglia di reazione sui mercati

pubblicato da riva in: Commodities Fatti del giorno Banche Titoli esteri Politica

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Il violento scossone dato dalla Fed ai mercati è un gesto insieme disperato e volitivo. La triplice decisione di mantenere per un periodo “esteso” i tassi d’interesse in prossimità dello zero, di varare un piano di riacquisto di titoli del Tesoro Usa (Treasuries) da 300 miliardi di dollari, di incrementare le esposizioni della banca centrale americana in mutui e altri asset affini di circa 1,15 trilioni di dollari, ha iniettato una forte dose di adrenalina nel cuore del sistema finanziario globale. Il commento della maggior parte degli osservatori è stato: la Fed ormai è pronta a tutto. Il che significa appunto, da un lato che la situazione è disperata e i piani per il salvataggio del mercato immobiliare e finanziario fanno acqua da tutte le parti, dall’altro lato che Ben Bernanke è pronto a tutto per ostacolare questa aspra recessione economica.

Gli effetti sul mercato delle sue ultime decisioni sono stati da fibrillazione. L’indice mondiale MSCI World ha fatto il più grande rally al rialzo dal 2006 a oggi, trascinato da banche e big delle materie prime. Il biglietto verde, in automatico, è precipitato proiettando il cambio euro/dollaro verso quota 1,37 e facendo schizzare anche lo yen giapponese. L’oro ha incassato un robusto rialzo di 50 dollari e il petrolio ha reagito rabbiosamente superando a New York i 50 dollari al barile: qualcuno ha cominciato a temere un periodo di “iperinflazione” nel dopo-crisi. Il future sul bund tedesco è stato da subito comprato a piene mani e ha preso la via dei massimi recenti a 125,5.

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