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Commodities

Bond, azioni e cambi, che condiziona chi nelle attuali fasi di mercato. Il peso della banche sul listino domestico

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Fatti del giorno Educational

L’andamento dello spread tra i bond governativi di un paese di quelli dell’Unione europea e quelli della Germania è divenuto ormai un indicatore anche della forza relativa tra i rispettivi indici azionari. Non solo le borse dei cosiddetti Pigs (in questo caso la i dell’acronimo indica l’Italia) soffrono rispetto a quella tedesca, anche un mercato sulla carta al di sopra di ogni sospetto come quello francese ha visto nelle ultime settimane peggiorare il suo rapporto di forza con il Dax di pari passo con l’ampliarsi dello spread esistente tra i titoli di stato dei due paesi, ormai ai massimi da più di una anno a questa parte (anche se ancora molto distante dai valori raggiunti dal debito dei paesi dell’area mediterranea e dal Portogallo).

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Petrolio in crescita grazie allo yuan, Eni e Saipem sotto i riflettori

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Fatti del giorno Eni Educational

Recentemente gli analisti di Nomura hanno rivisto il proprio giudizio sul comparto petrolifero europeo alzandolo da “neutral” a “overweight”, ovvero “sovrapesare”. Secondo lo studio della banca giapponese i prezzi dei titoli del settore sono diminuiti eccessivamente nel recente passato ed adesso è tornato il momento di acquistare. Le prospettive di crescita per il comparto sono in media del 30% circa: le quotazioni attuali incorporano infatti un prezzo del greggio di 55 dollari al barile mentre il petrolio è risalito oltre area 75 e secondo gli esperti di Nomura nel secondo semestre del 2010 dovrebbe fare registrare un prezzo medio di 88 dollari. Positivo in particolare il giudizio su Eni

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Nuove sfide per i big del petrolio, a partire da Eni

pubblicato da Ferry Boat in: Commodities Eni Azioni Italia Energy Saras

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Il greggio e le altre materie prime hanno risentito duramente delle incertezze sulla tenuta della ripresa europea. I recenti salvataggi spagnoli hanno infatti ravvivato i timori di un possibile contagio della Penisola Iberica e i forti ribassi dell’euro sulle altre valute hanno inevitabilmente reso più onerosa la domanda di energia da parte dei paesi europei che potrebbero anche dovere affrontare degli scenari deflazionistici nel prossimo futuro. Da questo sono derivati i ribassi del greggio e delle materie prime degli ultimi giorni (solo parzialmente recuperati oggi) mentre produttori e distributori corrono ai ripari cercando di riposizionarsi al meglio nel nuovo contesto.

Eni, in particolare, sta cercando di arginare gli effetti deleteri del recente downgrade di Standard & Poor’s da AA- ad A+ a causa della permanenza del debito al di sopra dei 23 miliardi di euro: la società guidata da Paolo Scaroni ha senza dubbio liquidità sufficiente a sopperire a ogni necessità, ma le incertezze portate dal contesto globale forse rendono meno chiare le prospettive di reddito future.

Nel frattempo l’italiana ha annunciato la cessione del 25% di Greenstream alla libica Noc: con Tripoli, adesso, si gestisce alla pari l’infrastruttura che trasporta il gas libico a Gela. Forse per rassicurare il mercato il management ha annunciato che la produzione di petrolio dal pozzo iracheno di Zubair dovrà raggiungere i 250 mila barili di petrolio al giorno dai 180 mila attuali.

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Petrolio ancora al rialzo, ne benificia Saipem

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Fatti del giorno Educational

I segnali inviati dall’andamento del grafico del prezzo del greggio sono decisamente rialzisti: dopo essersi mosso per vie laterali per circa 5 mesi oscillando all’interno di una fascia compresa tra i 70 ed gli 83 dollari il Wti ha superato con una evidente accelerazione il limite superiore di questo intervallo riportandosi su valori che non venivano più toccati dalla prima decade dell’ottobre 2008. Ed il modo con il quale è stato superato l’ostacolo degli 83 dollari fa pensare che anche la prossima resistenza chiave, posta a 88,50 circa, il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di metà 2008, possa essere superata senza troppe difficoltà.

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Dollaro forte, quale prospettive per le commodities?

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Fatti del giorno Educational

I prezzi delle commodities sono correlati in modo inversamente proporzionale al valore della moneta in cui sono espressi: quando il dollaro si apprezza (ovvero quando il grafico dell’euro dollaro scende) l’indice Crb, il benchmark utilizzato come riferimento del mondo delle merci, si deprezza, viceversa quando il dollaro perde di valore (quando il grafico sale) il Crb guadagna, questo almeno è quello che è successo di recente. Il legame tra i due strumenti è molto elevato: l’indice di correlazione calcolato su base annua negli ultimi due anni si è mantenuto, eccettuato un breve periodo tra agosto ed ottobre 2009, al di sopra della soglia di 0,8, molto vicino quindi al valore massimo teorico possibile di 1,0.

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Mercati in cerca di direzione, come si orienteranno gli investitori?

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Fatti del giorno Educational

I recenti ribassi dei mercati azionari hanno messo in evidenza un comportamento degli investitori che può essere ricondotto al comportamento “sell the news”. Le sedute peggiori per i listini, come quella di venerdi’ 22 gennaio, sono scaturite infatti a seguito di buone notizie soprattutto sul fronte delle trimestrali. Quasi tutti i grossi nomi dello S&P500 hanno battuto infatti le attese del mercato ma gli investitori non si sono fatti sedurre dai numeri ed hanno venduto.

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Dal vasto panorama degli Etf indicazioni favorevoli per le borse

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Fatti del giorno Educational

L’andamento degli Etf quotati da Borsa Italiana fotografa un inizio di anno incoraggiante per il mercati finanziari ed in particolare per quelli borsistici. Gli Etf presenti nei listini sono riferiti infatti ad una moltitudine di strumenti, azioni, bond e commodities, praticamente tutti quelli utilizzati dall’analisi intermarket per investigare l’andamento del ciclo economico ed in base a quello avanzare ipotesi sulle prospettive future. Il comportamento delle diverse classi e dei diversi strumenti all’interno delle classi permette di capire se il ciclo è in una fase espansiva o di contrazione. Ed attualmente le indicazioni che si ricavano permettono di pensare che si stia realizzando proprio una fase di espansione dell’economia.

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Investire sulle commodities: quali le prospettive e gli strumenti?

pubblicato da AleOne in: Commodities Compratienivendi Educational

Il petrolio pare essersi stabilizzato al di sopra dei 70 dollari al barile, del resto l’Opec, dopo aver lasciato recentemente invariato il totale delle quote di produzione a 24,825 milioni di barili al giorno, ha dichiarato di essere soddisfatto di un livello di prezzo compreso tra 70 ed 80 dollari al barile. I metalli industriali mostrano segnali positivi, in particolare il nichel, il rame e l’alluminio. La World Steel Association ha comunicato recentemente che la produzione mondiale di acciaio grezzo calcolata su 66 paesi è salita a novembre 2009 del 24,2% rispetto a novembre 2008, in particolare in Cina è stato registrato un aumento del 37%, in Russia del 43%, negli Usa del 27%. Si tratta del terzo mese consecutivo in cui viene registrato un incremento della produzione, dopo che nei primi mesi dell’anno vi erano stati drastici tagli. L’industria dell’acciaio è stata una delle più colpite dalla crisi, vedere segnali di ripresa in questo ambito è di certo un elemento incoraggiante.

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Gli scenari piu' probabili per il 2010? Borse su bond giu'

pubblicato da AleOne in: Varie !!! Commodities Obbligazionario Valutario Azioni Italia

I mercati sono stati bombardati nelle ultime settimane dell’anno da segnali, principalmente provenienti dal fronte macroeconomico, che lasciano ben sperare per una uscita dalla crisi in modi e tempi probabilmente migliori rispetto a quelli ipotizzati solo pochi mesi orsono.
E’ vero che certi indizi sono a prima vista contraddittori, basti pensare ai recenti dati sul mercato immobiliare Usa (le vendite di abitazioni esistenti a novembre sono state pari a 6,54 milioni di unita’, nettamente superiori ai 6,09 milioni del mese precedente e ai 6,25 milioni del consensus mentre le vendite di abitazioni nuove sempre nel mese di novembre sono state pari a 355mila unità, dato annualizzato, molto al di sotto delle attese di 440mila unità), tuttavia in media le indicazioni che si ricevono dal mondo esterno puntano più o meno nella stessa direzione: la recessione è finita, gli Usa nel 2010 potrebbero tornare a crescere anche del 4%, la Cina, altro motore dell’economia globale, almeno del doppio.
Anche l’Italia nel suo piccolo non rimane a guardare: dopo cinque trimestri in rosso il terzo trimestre del 2009 ha mostrato una crescita, secondo l’Istat, dello 0,6% rispetto al precedente, un dato che permette di guardare con fiducia al futuro pur consapevoli che la strada da fare per tornare ai livelli pre crisi è molto lunga (su base annua, nonostante il rimbalzo, il calo è ancora del 4,6%). E negli Usa non solo revisioni migliorative del Pil atteso, dati sulla fiducia, dati sui consumi e sui redditi fanno sembrare sempre più vicina l’uscita dal tunnel.

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Eni: il portafoglio resta uno dei più solidi del settore

pubblicato da Ferry Boat in: Commodities Eni Azioni Italia

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Le tensioni sui prezzi del petrolio e l’impatto notevole della crisi hanno creato un bel po’ di problemi alle più grandi compagnie petrolifere del mondo, tuttavia all’appuntamento con l’altalena dei corsi del greggio non tutti gli attori del mercato si sono presentati allo stesso modo.

Se io, approfittando dei prezzi da record dell’oro nero, faccio investimenti pesanti in sabbie bituminose e petrolio non convenzionale, un crollo dei corsi da 150 a 50 dollari rischia di mandarmi e gambe all’aria e di farmi sbattere la porta in faccia dalle banche: il futuro a volte rischia di essere troppo caro, se non si ha il fiato lungo.

Eni nel contesto globale mostra, però, di avere le spalle larghe e si mantiene ben posizionata in un contesto assai difficile come quello attuale. Il gruppo guidato da Paolo Scaroni ha un gearing (ossia una leva sul debito) superiore in media agli altri concorrenti, la compresenza nella società di attività tipiche delle compagnie petrolifere tradizionali e di attività da utility che a volte confondono gli osservatori. La separazione che alcuni analisti o piccoli azionisti chiedono di attività come la rete del gas dal resto sembra però ben lontana per ora.

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