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Enel: ai prezzi di Endesa Italia varrebbe molto di più

pubblicato da Ferry Boat in: Persone Enel Azioni Italia Energy Conti Fulvio

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Nuovi spunti di riflessione, e di investimento, dall’operazione Enel-Endesa. Gli analisti di Ubs, nell’ultimo report sul titolo della società guidata da Fulvio Conti, hanno fatto due calcoli sulla cessione di Endesa Europe ai concorrenti tedeschi di E.On e trovato che a quei prezzi la stessa Enel merita di valere molto di più in Borsa.

Secondo i ricercatori della banca d’affari svizzera, il titolo di Enel che attualmente vale poco più di sette euro merita un prezzo obiettivo di 9 euro e potrebbe raggiungere questa quota entro un anno. In altre parole le azioni della maggiore società energetica italiana potrebbero apprezzarsi nei prossimi mesi di oltre 28 punti percentuali.

La valutazione deriva dal prezzo pagato da E.On per le centrali di Endesa Italia che sono state valutate circa 8 miliardi di euro per un valore implicito di 1.108 euro per kW di potenza installata. Anche se il prezzo pagato da E.ON include probabilmente un premio di maggioranza perché si applica all’80% del capitale di Endesa Italia, va considerato che gli stessi multipli applicati alle centrali di Enel nel Bel Paese implicherebbero una forte sottovalutazione del titolo.

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Enel: il debito potrebbe chiedere la cessione della rete

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Inizio di ottava decisamente ben intonato per le borse europee ed Enel non si sottrae agli acquisti. Il titolo avanza in attesa dei dati definitivi sull’esito dell’opa sulla societa’ di generazione elettrica OGK-5. Venerdi’ scorso Enel ha anunciato che l’11 febbraio le adesioni risultavano pari al 15.74% del capitale dell’azienda russa che, sommate al 37.15% che gia’ aveva in portafoglio, le consentono di superare la soglia del 50%.

OGK-5 e’ una delle sei societa’ russe di generazione destinate alla privatizzazione e costituite nel 2004. Detiene quattro centrali termoelettriche situate nelle regioni piu’ sviluppate e in rapida crescita del Paese e, in caso di successo confermato dell’opa, rappresenterebbe senz’altro uno dei capisaldi della strategia di crescita dell’azienda tricolore.

Enel, infatti, nonostante il gravoso impegno per la mega-acquisizione da 42 miliardi di euro di Endesa in consorzio con Acciona, non sembra avere alcuna intenzione di interrompere lo sviluppo nell’Europa dell’Est: un’area che in prospettiva garantisce tassi di crescita considerevoli.

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Enel prepara l'opa russa

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Riceviamo da Stock Angel e con piacere pubblichiamo

Buona performance oggi per Enel. A Piazza Affari il titolo della società guidata da Fulvio Conti registra un rialzo dell’1,55% e si porta a quota 8,15 euro, sulla scia delle buone notizie provenienti dalla Russia. Oggi il colosso dell’elettricità ha messo un altro tassello importante nel processo di espansione all’estero avviato l’anno scorso e ha acquisito un ulteriore 7,15% della russa Ogk-5.

L’operazione, comunicata in giornata al mercato, è stata condotta dalla controllata Enel Investment Holding. L’accordo vale circa 304 milioni di euro e ha permesso a Enel di avere adesso una quota di Ogk-5 pari al 37,15% del capitale.

Costituita nel 2004 Ogk-5 è una delle sei società russe di generazione elettrica destinate alla privatizzazione dopo le smebramento e la liquidazione di Yukos. Fra gli asset di rilevo che la nuova controllata di Enel porta in dote spiccano quattro centrali termoelettriche situate in diverse regioni della Russia.

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Enel: l'ok europeo ci avvicina alla Spagna

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Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo

Enel e Acciona vedono sempre più vicina Endesa. Dopo l’ok condizionato da parte dell’Autorità per l’Energia spagnola (Cne) giunto mercoledì, è arrivato ieri il via libera della Commissione europea, secondo la quale “la transazione proposta non ostacolerà in maniera significativa l’effettiva concorrenza nello Spazio economico europeo o in una parte sostanziale del medesimo”. Manca ora solo il benestare della Cnmv, la Consob spagnola, atteso per la fine di luglio. Entro cinque giorni da quella data, Enel dovrà lanciare l’Opa. Ma l’inizio dell’offerta potrebbe essere rinviato a inizio settembre.

“L’operazione prevista concerne principalmente il settore dell’energia elettrica. Vi è scarsa sovrapposizione tra le attività delle parti nei mercati dell’energia elettrica in Portogallo, Germania e Grecia. Tuttavia - spiega la nota dell’Antitrust Ue - tenuto conto delle cessioni a E.ON di parte delle attività di Endesa, gli unici mercati che risentono del risultato della prevista transazione sarebbero quelli della generazione/fornitura all’ingrosso e al dettaglio di elettricità in Spagna”.

Il commissario Neelie Kroes, ha inoltre intenzione di verificare se le 12 condizioni imposte dalla Cne all’offerta su Endesa violino le norme europee sulla libera circolazione dei capitali. Potrebbe così prendere il via una nuova procedura di infrazione nei confronti di Madrid dopo quella di cui era stata oggetto a causa dei vincoli imposti ad E.On.

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Enel-Endesa, tensione in vista del 3 aprile

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Un dividendo da 0,49 euro per azione, ma un utile in calo del 21,6% a causa dei mancati introiti di Wind e Terna a quota 3,03 miliardi di euro. Questo il risultato del bilancio 2006 per Enel, che oggi incassa a Piazza Affari ltre quarti di punto percentuale portandosi sopra i 7,9 euro per azione. In effetti il giro d’affari della compagni guidata da Fulvio Conti è cresciuto del 14% oltre i 38,5 miliardi di euro, ma a giudicare dall’andamento del mercato dai volumi sembra che ciò che preme di più sia chiaramente la partita spagnola per la conquista di Endesa. Lo scorso week ende i due grandi avversari Fulvio Conti, ad di Enel, e Wulf Bernotat, numero uno della tedesca E.on, si sono incontrati per discutere della questione, ma sembra che non abbiano raggiunto alcun accordo, anche se qualcuno ipotizza anche che in realtà una possibilità ci sia. A breve, esattamente il 3 aprile, l’opa di E.on scadrà e il conteggio delle azioni su cui i tedeschi potranno vantare dei diritti stabilirà se con il raggiungimento del 50,1% del capitale l’opa è andata in porto. Se così fosse le imprese di Enel e Acciona unitesi in una proposta da 41 euro ad azione contro i 40 offerti da E.on risulterebbero vane e la loro contro-offerta non scatterebbe.

Certo i margini per E.on sono risicatissimi. Già Enel e Acciona, che hanno proposto un’offerta da 41 euro che grazie ai tassi Euribor maturandi da qui al prossimo novembre potrebbe diventare di 41,86 euro, hanno in portafogli circa il 46% del capitale.

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E.on, per Endesa disposti a trattare con Enel

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Segnali di distensione sul dossier Enel-Endesa da Dusseldorf. Il numero uno della compagnia energetica tedesca E.on Wulf Bernotat è da mesi impegnato in una difficilissima battaglia per la conquista di Endesa, ma dopo lo spiazzante intervento di Enel che ne ha blindato la proprietà comprandone quasi un quarto ha deciso di scendere a più miti consigli tendendo una mano all’Italia e dichiarandosi favorevole a “contatti con Enel”.

“Gli eventi della scorsa settimana non ci fermeranno - ha comunque precisato Bernotat - lavoriamo con immutata energia per convincere gli azionisti di Endesa dei vantaggi della nostra offerta”. Sembra difficile infatti la rinuncia a un progetto di conquista da 41 miliardi di euro che includeva un’opa su Endesa da 38,75 euro per azione. Pare chiaro però che a questo punto bisognerà fare qualche passo indietro.

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Enel, Endesa ed E.on: il risiko enrgetico europeo è un serpente che si mangia la coda?

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È perfino buffo quello che sta succedendo fra Enel Endesa ed E.on. Di fatto si ripropone quello che era successo con Suez-Gas Natural. La faccenda sembra solo più complicata in quanto non avendo trovato un investitore in patria Madrid sembra aver deciso di avere affidato lo scudo contro i tedeschi di E.on a un altro straniero, ossia a Enel. Nessun osservatore onesto dubita del fatto che gli interessi che oggi si scontrano siano politici e che le leggi del mercato siano state chiaramente piegate a questa esigenza. Così, quando mercoledì scorso la Commissione europea ha dichiarato che si tratterebbe di una vicenda relativa solo al mercato, di fatto ha applicato una norma incontestabile e allo stesso tempo riportato alla concreta sede del dibattito (i governi) il problema.

Intanto anche stavolta la polemica è scoppiata nel territorio della “preda salvata”, cioè in Spagna. I timori sono rivolti ovviamente agli italiani. Non possono certo decidere a Roma delle nostre bollette, mormorano gli oppositori all’intervento di Enel, e il Partido Popular, oggi all’opposizione nel parlamento di Madrid, ha denunciato un concerto fra i governi ai danni di Endesa. Il Pp ha persino richiesto il lancio dell’opa perché il 24,9% di Endesa, che è nel portafoglio di Enel, sarebbe, unito a quel 3% dell’azienda pubblica spagnola Sepi, superiore alla soglia del 25% del capitale che sotto i Pirenei obbliga all’offerta pubblica di acquisto.

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Grossa crisi, chi ci guadagna e chi ci perde

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Per essere una giornata di crisi di governo piazza Affari non se la passa tanto male. A poco più di un’ora dall’apertura i principali indici sono tutti in attivo. L’S&P/Mib guadagna lo 0,42 per cento, il Mibtel porta a casa lo 0,34 per cento, e anche il TechStar viaggia in terreno positivo per lo 0,33 per cento.

Il più gettonato ovviamente è Mediaset che porta a casa quasi un punto percentuale, attestandosi a 9,23 euro, dopo aver guadagnato altrettanto dalla giornata di ieri. Se Prodi e i suoi andassero a casa infatti cadrebbero automaticamente i progetti di riforma del sistema radiotelevisivo avanzati dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. L’effetto dell’ipotetico tetto del 45% alla raccolta pubblicitaria ipotizzata da palazzo Chigi costerebbe alla società, secondo Fedele Confalonieri, 600 milioni. Per il presidente di Mediaset si aggiungerebbero altri 200 milioni di euro di mancati incassi per l’inserimento delle telepromozioni nell’indice di affollamento pubblicitario, più altri 300 legati alla riduzione sotto il 2% dell’affollamento orario degli spot, più ancora altri 400 legati al trasferimento di Rete 4 sul digitale terrestre. Insomma una Caporetto per l’impero televisivo di Berlusconi. Ora, dal momento che nei primi nove mesi del 2006 Mediaset ha fatturato 2,67 miliardi e che quindi a spanne ci possiamo aspettare un giro d’affari complessivo per l’intero esercizio intorno ai 3,5 miliardi di euro, le stime di Confalonieri ipotizzano un danno pari a quasi metà del giro d’affari, il che sembra un po’ eccessivo. Detto questo, rimane evidente che dal progetto del governo Prodi Mediaset ha tutto da perdere.

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Enel, bisogna capire da che parte tira il vento

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Giornata grigia per Enel in borsa. Le azioni della società guidata da Fulvio Conti perdono circa lo 0,2% in queste ore, accompagnate al ribasso dagli altri titoli del comparto energetico. Il 2007 si presenta per Enel carico di sfide e di incertezze. Oggi la compagnia ha comunicato al mercato l’entrata in produzione di tre nuovi impianti eolici in Sicilia (Sclafani Bagni 3, Carlentini 2 e contrada Colla Caltavuturo): la potenza complessiva installata è di 35,8 MW e le nuove centrali dovrebbero evitare l’immissione nell’atmosfera di 53,7 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno.

Già ieri la Vestas Wind Systems, dettava un’agenzia, aveva comunicato di aver ricevuto una commessa per 56 turbine eoliche (per una potenza di 100 MW) negli Stati Uniti da parte di Enel North America, il ramo statunitense di Enel. Si tratta di progetti che rientrano nel piano di investimenti da 2 miliardi che Enel ha già annunciato e con il quale Fulvio Conti ha intenzione di rendere la sua compagnia il leader mondiale dell’energia a basso impatto ambientale. Tutto questo però non salva Enel dalle critiche di diversi osservatori che, dopo i falliti tentativi di conquista della francese Suez, sembra priva di una strategia di espansione forte all’estero. Qualche incoraggiamento viene invece dall’ingresso della società nella short list dei gruppi selezionati per ridare energia elettrica al Kosovo: una gara che ha in palio una commessa da 3 miliardi di euro.

C’è anche un’altra notizia però che ha fatto parlare oggi di Enel. Nasce dalle colonne del quotidiano Finanza & Mercati, che ha rimesso in ballo un rapporto che sembrava ormai passato, quello con la Wind. Dal gruppo di Naguib Sawiris Enel ha recentemente incassato quasi due miliardi per la cessione delle minorities di Wind. Sembra che però adesso all’orizzonte si profili un accordo commerciale per un nuovo progetto. Si tratta della tecnologia powerlines che prevede l’utilizzo delle linee elettriche per la trasmissione di dati in contemporanea a quella di energia.

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Enel, via Wind forse è ora di powerlines

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L’uovo di Colombo per Enel potrebbe essere la rete elettrica nazionale. La società dell’energia è uscita ormai da Wind, mettendo in cassa quasi due miliardi di euro, ma non è affatto detto che se ne vada dal mercato delle telecomunicazioni. Si sta facendo strada infatti il nuovo settore della banda larga distribuita attraverso la rete elettrica. In gergo si chiama powerlines ed è una tecnologia che permette di trasmettere dati sui cavi elettrici contemporaneamente all’energia.

Edf in Francia inizia a muoversi in questo campo e in Svizzera i primi servizi di questo genere sono già sul mercato, anche nel cantone italiano, a Bellinzona.

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