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  <title>Finanzablog.it</title>
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  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 15:07:20 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
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    <title>Enel: ai prezzi di Endesa Italia varrebbe molto di più</title>
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    <pubDate>Mon, 28 Apr 2008 16:44:36 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Nuovi spunti di riflessione, e di investimento, dall&amp;#8217;operazione Enel-Endesa. Gli analisti di Ubs, nell&amp;#8217;ultimo report sul titolo della società guidata da Fulvio Conti, hanno fatto[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/creditoalconsumo_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="200" height="150" alt="enel endesa italia generazione energia prezzi quotazioni borsa mercato azioni titoli ubs valutazioni prezzo obiettivo" /></p>
<p>Nuovi spunti di riflessione, e di investimento, dall&#8217;operazione Enel-Endesa. Gli analisti di Ubs, nell&#8217;ultimo report sul titolo della società guidata da Fulvio Conti, hanno fatto due calcoli sulla cessione di Endesa Europe ai concorrenti tedeschi di E.On e trovato che a quei prezzi la stessa Enel merita di valere molto di più in Borsa.</p>
<p>Secondo i ricercatori della banca d&#8217;affari svizzera, il titolo di Enel che attualmente vale poco più di sette euro merita un prezzo obiettivo di 9 euro e potrebbe raggiungere questa quota entro un anno. In altre parole le azioni della maggiore società energetica italiana potrebbero apprezzarsi nei prossimi mesi di oltre 28 punti percentuali.</p>
<p>La valutazione deriva dal prezzo pagato da E.On per le centrali di Endesa Italia che sono state valutate circa 8 miliardi di euro per un valore implicito di 1.108 euro per kW di potenza installata. Anche se il prezzo pagato da E.ON include probabilmente un premio di maggioranza perché si applica all&#8217;80% del capitale di Endesa Italia, va considerato che gli stessi multipli applicati alle centrali di Enel nel Bel Paese implicherebbero una forte sottovalutazione del titolo.</p>


<p>
Enel gode, infatti, in Italia di un ottimo mix di generazione elettrica che si appoggia a centrali idroelettriche, geotermiche ed eoliche. La potenza installata nel Bel Paese ammonta a 41 GW e, ai multipli pagati da E.On, avrebbe un valore di circa 46 miliardi di euro. Questo comporterebbe per le azioni di Enel un apprezzamento fino a 11 euro e, quindi, le stime di Ubs sarebbero persino in qualche maniera prudenti.</p>
<p>Certamente si tratta di un calcolo da prendere con le pinze, anche per via delle peculiarità della cessione di Endesa Europe alla società tedesca, ma molto probabilmente nelle prossime operazioni il mercato terrà conto anche di queste considerazioni.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3570/enel-ai-prezzi-di-endesa-italia-varrebbe-molto-di-piu">Enel: ai prezzi di Endesa Italia varrebbe molto di più</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:44 di lunedì 28 aprile 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Enel: il debito potrebbe chiedere la cessione della rete</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3416/enel-il-debito-potrebbe-chiedere-la-cessione-della-rete</link>
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    <pubDate>Mon, 18 Feb 2008 16:41:33 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Inizio di ottava decisamente ben intonato per le borse europee ed Enel non si sottrae agli acquisti. Il titolo avanza in attesa dei dati definitivi[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/reteelettrica.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="165" alt="enel fulvio conti debito enedesa ogk-5 miliardi di euro debito bond rete elettrica nazionale vendita cessione 1,2 miliardi " /></p>
<p><em>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Inizio di ottava decisamente ben intonato per le borse europee ed Enel non si sottrae agli acquisti. Il titolo avanza in attesa dei dati definitivi sull&#8217;esito dell&#8217;opa sulla societa&#8217; di generazione elettrica OGK-5. Venerdi&#8217; scorso Enel ha anunciato che l&#8217;11 febbraio le adesioni risultavano pari al 15.74% del capitale dell&#8217;azienda russa che, sommate al 37.15% che gia&#8217; aveva in portafoglio, le consentono di superare la soglia del 50%.</p>
<p>OGK-5 e&#8217; una delle sei societa&#8217; russe di generazione destinate alla privatizzazione e costituite nel 2004. Detiene quattro centrali termoelettriche situate nelle regioni piu&#8217; sviluppate e in rapida crescita del Paese e, in caso di successo confermato dell&#8217;opa, rappresenterebbe senz&#8217;altro uno dei capisaldi della strategia di crescita dell&#8217;azienda tricolore.</p>
<p>Enel, infatti, nonostante il gravoso impegno per la mega-acquisizione da 42 miliardi di euro di Endesa in consorzio con Acciona, non sembra avere alcuna intenzione di interrompere lo sviluppo nell&#8217;Europa dell&#8217;Est: un&#8217;area che in prospettiva garantisce tassi di crescita considerevoli.</p>


<p>
Ovviamente tutto cio&#8217; ha un costo rappresentato dall&#8217;incremento del debito. A fine 2006 Enel aveva un posizione finanziaria netta negativa per 11.7 miliardi di euro circa, cui nel corso del 2007 si e&#8217; aggiunto il prestito da 35 miliardi concesso da un pool internazionale di banche per il finanziamento dell&#8217;opa sull&#8217;utility spagnola.</p>
<p>Proprio per questo motivo secondo indiscrezioni di stampa Enel sarebbe in procinto di nominare un advisor per la vendita di ben 19mila chilometri di rete a media tensione, ovvero quella che collega la rete di trasmissione di Terna a quella di distribuzione. Il ricavo stimato dalla ipotetica cessione si aggirerebbe intorno a 1.2 miliardi di euro e contribuirebbe a ridurre, seppur di poco, l&#8217;esposizione di Enel.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3416/enel-il-debito-potrebbe-chiedere-la-cessione-della-rete">Enel: il debito potrebbe chiedere la cessione della rete</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:41 di lunedì 18 febbraio 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Enel prepara l&#039;opa russa</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3208/enel-prepara-l0pa-russa</link>
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    <pubDate>Thu, 25 Oct 2007 17:43:59 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>opa-per-tutti</category><category>persone</category><category>enel</category><category>az-italia</category><category>energy</category><category>conti-fulvio</category>
    <description>Riceviamo da Stock Angel e con piacere pubblichiamo
Buona performance oggi per Enel. A Piazza Affari il titolo della società guidata da Fulvio Conti registra un rialzo dell&amp;#8217;1,55% e si porta a[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/contidirussia.JPG" class="post" align="left" border="0" width="215" height="226" alt="enel ogk-5 yukos acuisizioni opa fulvio conti offerta espansione" /></p>
<p><em>Riceviamo da Stock Angel e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Buona performance oggi per Enel. A Piazza Affari il titolo della società guidata da Fulvio Conti registra un rialzo dell&#8217;1,55% e si porta a quota 8,15 euro, sulla scia delle buone notizie provenienti dalla Russia. Oggi il colosso dell&#8217;elettricità ha messo un altro tassello importante nel processo di espansione all&#8217;estero avviato l&#8217;anno scorso e ha acquisito un ulteriore 7,15% della russa Ogk-5.</p>
<p>L&#8217;operazione, comunicata in giornata al mercato, è stata condotta dalla controllata Enel Investment Holding. L’accordo vale circa 304 milioni di euro e ha permesso a Enel di avere adesso una quota di Ogk-5 pari al 37,15% del capitale.</p>
<p>Costituita nel 2004 Ogk-5 è una delle sei società russe di generazione elettrica destinate alla privatizzazione dopo le smebramento e la liquidazione di Yukos. Fra gli asset di rilevo che la nuova controllata di Enel porta in dote spiccano quattro centrali termoelettriche situate in diverse regioni della Russia.</p>


<p>
A breve sarà lanciata un&#8217;opa sull&#8217;intero capitale di Ogk-5 in quanto la legislazione russa, come quella italiana, prevede l&#8217;obbligo di offerta pubblica di acquisto al superamento della soglia del 30% del capitale.</p>
<p>Secondo la legislazione russa, nell&#8217;opa il prezzo di ogni azione Ogk-5 non potrà essere inferiore a 4,4275 rubli, il prezzo più alto cioé corrisposto dall&#8217;acquirente negli ultimi otto mesi.</p>
<p>Enel si appresta quindi a diventare la prima società estera ad avere il pieno controllo di una utilitity russa, anche se il prezzo che paga per questo “privilegio” non è senz&#8217;altro a sconto. In questo tipo di operazioni, infatti, il prezzo di riferimento è di solito calcolato sui kilowattora di capacità. Enel in pagherà 690$ per kilowattora: un prezzo alto se si considera che il prezzo medio risulta essere pari a 500 dollari, anche se in un passto recente la tedesca E.On è arrivata a pagare la cifra record di 750 dollari.</p>
<p>In ogni caso è normale dover corrispondere un premio per ottenere il controllo di una compagnia e, in un ottica strategica, appare un operazione quasi obbligata considerati “i limiti” che l&#8217;Antritust impone alla società italiana sul mercato interno.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3208/enel-prepara-l0pa-russa">Enel prepara l'opa russa</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:43 di giovedì 25 ottobre 2007.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Enel: l&#039;ok europeo ci avvicina alla Spagna</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3026/enel-lok-europeo-ci-avvicina-alla-spagna</link>
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    <pubDate>Fri, 06 Jul 2007 17:24:49 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo
Enel e Acciona vedono sempre più vicina Endesa. Dopo l&amp;#8217;ok condizionato da parte dell&amp;#8217;Autorità per l&amp;#8217;Energia spagnola[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/naccherespagna.jpg" class="post" align="left" border="0" width="248" height="244" alt="nacchere enel endesa commissione europea antitrust cne energia spagnola e.on conti fulvio energia fusioni e acquisizioni" /></p>
<p><em>Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Enel e Acciona vedono sempre più vicina Endesa. Dopo l&#8217;ok condizionato da parte dell&#8217;Autorità per l&#8217;Energia spagnola (Cne) giunto mercoledì, è arrivato ieri il via libera della Commissione europea, secondo la quale &#8220;la transazione proposta non ostacolerà in maniera significativa l&#8217;effettiva concorrenza nello Spazio economico europeo o in una parte sostanziale del medesimo&#8221;. Manca ora solo il benestare della Cnmv, la Consob spagnola, atteso per la fine di luglio. Entro cinque giorni da quella data, Enel dovrà lanciare l&#8217;Opa. Ma l&#8217;inizio dell&#8217;offerta potrebbe essere rinviato a inizio settembre.</p>
<p>&#8220;L&#8217;operazione prevista concerne principalmente il settore dell&#8217;energia elettrica. Vi è scarsa sovrapposizione tra le attività delle parti nei mercati dell&#8217;energia elettrica in Portogallo, Germania e Grecia. Tuttavia - spiega la nota dell&#8217;Antitrust Ue - tenuto conto delle cessioni a E.ON di parte delle attività di Endesa, gli unici mercati che risentono del risultato della prevista transazione sarebbero quelli della generazione/fornitura all&#8217;ingrosso e al dettaglio di elettricità in Spagna&#8221;.</p>
<p>Il commissario Neelie Kroes, ha inoltre intenzione di verificare se le 12 condizioni imposte dalla Cne all&#8217;offerta su Endesa violino le norme europee sulla libera circolazione dei capitali. Potrebbe così prendere il via una nuova procedura di infrazione nei confronti di Madrid dopo quella di cui era stata oggetto a causa dei vincoli imposti ad E.On. 

L&#8217;inizio di un&#8217;indagine sulle iniziative assunte da autorità nazionali non è peraltro subordinata ad un&#8217;esplicita richiesta da parte del danneggiato: basta infatti il ‘sospetto&#8217; che le norme Ue non siano state rispettate.</p>
<p>Da parte sua l&#8217;ad di Enel Fulvio Conti si mostra soddisfatto per le notize giunte da Bruxelles, rimandando, per ora, la decisione riguardo al possibile ricorso contro le restrizioni imposte dalla Cne.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3026/enel-lok-europeo-ci-avvicina-alla-spagna">Enel: l'ok europeo ci avvicina alla Spagna</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:24 di venerdì 06 luglio 2007.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Enel-Endesa, tensione in vista del 3 aprile</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/2798/enel-endesa-tensione-in-vista-del-3-aprile</link>
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    <pubDate>Wed, 28 Mar 2007 13:07:09 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Un dividendo da 0,49 euro per azione, ma un utile in calo del 21,6% a causa dei mancati introiti di Wind e Terna a quota 3,03 miliardi di euro. Questo il risultato del bilancio 2006 per Enel, che oggi[...]</description>
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Enel-Endesa%2C+tensione+in+vista+del+3+aprile&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F2798%2Fenel-endesa-tensione-in-vista-del-3-aprile" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/calendar.JPG" class="post" align="left" border="0" width="240" height="188" alt="enel endesa conti energy energia energetico fusioni acquisizioni viesgo fulvio conti entrecanales e.on bernotat" /></p>
<p>Un dividendo da 0,49 euro per azione, ma un utile in calo del 21,6% a causa dei mancati introiti di Wind e Terna a quota 3,03 miliardi di euro. Questo il risultato del bilancio 2006 per Enel, che oggi incassa a Piazza Affari ltre quarti di punto percentuale portandosi sopra i 7,9 euro per azione. In effetti il giro d’affari della compagni guidata da Fulvio Conti è cresciuto del 14% oltre i 38,5 miliardi di euro, ma a giudicare dall’andamento del mercato  dai volumi sembra che ciò che preme di più sia chiaramente la partita spagnola per la conquista di Endesa. Lo scorso week ende i due grandi avversari Fulvio Conti, ad di Enel, e Wulf Bernotat, numero uno della tedesca E.on, si sono incontrati per discutere della questione, ma sembra che non abbiano raggiunto alcun accordo, anche se qualcuno ipotizza anche che in realtà una possibilità ci sia. A breve, esattamente il 3 aprile, l’opa di E.on scadrà e il conteggio delle azioni su cui i tedeschi potranno vantare dei diritti stabilirà se con il raggiungimento del 50,1% del capitale l’opa è andata in porto. Se così fosse le imprese di Enel e Acciona unitesi in una proposta da 41 euro ad azione contro i 40 offerti da E.on risulterebbero vane e la loro contro-offerta non scatterebbe.</p>
<p>Certo i margini per E.on sono risicatissimi. Già Enel e Acciona, che hanno proposto un’offerta da 41 euro che grazie ai tassi Euribor maturandi da qui al prossimo novembre potrebbe diventare di 41,86 euro, hanno in portafogli circa il 46% del capitale. 

E.on ha già firmato opzioni con Caja Madrid per un altro 10% mentre il Governo di Madrid, titolare di un altro decisivo 3% resta alla finestra. A conti fatti la partita è davvero tirata e gli opposti schieramenti, anche politici, potrebbero sgretolarsi. Già perché a meno che E.on non decida di ritirarsi dall’offerta facendo scattare un’opa anticipata da 41,07 euro da parte di Enel-Acciona, durante i prossimi mesi potrebbero formarsi due nuclei duri di partecipazioni tedesche e italiane che potrebbero non avere la forza per imporre una governance decisa della stessa Endesa. A quel punto Enel ed E.on (con la supervisione del Governo Zapatero) dovrebbero per forza trovare un accordo ed è probabile che, in questo caso, proprio la connotazione spagnola di Endesa sarebbe a rischio. Tutto dipende ancora dai risultati del prossimo 3 aprile e dalle conseguenti scelte dei due contendenti.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2798/enel-endesa-tensione-in-vista-del-3-aprile">Enel-Endesa, tensione in vista del 3 aprile</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 15:07 di mercoledì 28 marzo 2007.</p>
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    <title>E.on, per Endesa disposti a trattare con Enel</title>
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    <pubDate>Wed, 07 Mar 2007 16:44:57 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/carota.jpg" class="post" align="left" border="0" width="247" height="200" alt="enel endesa opa e.on fulvio conti conti bilancio risiko enrgetico commissione europea Kroes offerta concorrenza energia energy" /></p>
<p>Segnali di distensione sul dossier Enel-Endesa da Dusseldorf. Il numero uno della compagnia energetica tedesca E.on Wulf Bernotat è da mesi impegnato in una difficilissima battaglia per la conquista di Endesa, ma dopo lo spiazzante intervento di Enel che ne ha blindato la proprietà comprandone quasi un quarto ha deciso di scendere a più miti consigli tendendo una mano all&#8217;Italia e dichiarandosi favorevole a &#8220;contatti con Enel&#8221;.</p>
<p>&#8220;Gli eventi della scorsa settimana non ci fermeranno - ha comunque precisato Bernotat - lavoriamo con immutata energia per convincere gli azionisti di Endesa dei vantaggi della nostra offerta&#8221;. Sembra difficile infatti la rinuncia a un progetto di conquista da 41 miliardi di euro che includeva un&#8217;opa su Endesa da 38,75 euro per azione. Pare chiaro però che a questo punto bisognerà fare qualche passo indietro.

</p>
<p>Il primo è stato la <a href="http://www.elconfidencial.com/economia/noticia.asp?id=9172&#038;edicion=07/03/2007">rinuncia</a> da parte di E.on a una importante modifica dello statuto di Endesa in caso di raggiunto controllo della compagnia. Secondo <a href="http://www.expansion.com/edicion/expansion/empresas/es/desarrollo/746984.html">le regole attuali</a>, infatti, anche se E.on raggiungesse una quota di maggioranza del capitale di Endesa, avrebbe comunque diritti di voto pari al massimo al 10% del capitale. Insomma vengono ridimensionate le aspirazioni al controllo gestionale e il primo effetto di questa decisione secondo la stampa spagnola si è già visto. </p>
<p>Endesa ha infatti annullato la convocazione della prossima assemblea degli azionisti prevista per il prossimo 20 marzo. In quell&#8217;occasione Enel e Acciona, che con più del 20% del capitale a testa sono attualmente i maggiori azionisti di Endesa, avrebbero portato al timone un consiglio d&#8217;amministrazione di loro gradimento. Sarebbe stato, a quanto pare, per Madrid un male minore di un cda tedesco; ma, vista la rinuncia di E.on, si tratta adesso di un sacrificio che si può posticipare.</p>
<p>Nel frattempo dalla Commissione europea arriva una ulteriore bocciatura delle dure condizioni che il Governo Spagnolo e la Cnmv (la Consob madrilena) avevano imposto all’offerta di E.on. C&#8217;erano già state diverse polemiche fino all&#8217;invio da parte di Bruxelles di due lettere di messa in mora rivolte alle autorità spagnole. Adesso, se quei paletti non cadranno entro una settimana, ossia se il Governo non fornirà entro breve alla Commissione delle dimostrazioni convincenti riguardo alla cancellazione di quegli ostacoli, l’autorità per la Concorrenza guidata da Neelie Kroes potrebbe deferire il governo Zapatero alla corte di Giustizia europea. Si tratta di un rimedio estremo che comunque da entrambe le parti si vorrebbe evitare e le novità di oggi sembrano muoversi in questa direzione. Nessun legame ci sarebbe fra questo out out e il recente intervento di Enel in Spagna.</p>
<p>Nel frattempo <a href="http://wap.finanzaonline.com/wapdetail.wml?ID=%257B8B805731-EEF9-40B5-9188-890A565BCF00%257D&#038;folsession=ff39c0a8c028e3284b3c03968049b1d4">l&#8217;invito di E.on a discutere con Enel</a> del futuro della sua quota in Endesa ha i connotati di un&#8217;offerta. C&#8217;è anche chi facendo due più due ha riportato parte della partita in corso in Italia sottolineando che Endesa Italia (all&#8217;80% di Endesa e al 20% della bresciana Asm) potrebbe essere un asset interessante da contrattare. Qualcuno stamane ha chiesto a Renzo Capra, il numero uno di Asm Brescia, se la partita spagnola di Enel non complicasse le già lunghe nozze fra Asm e Aem, ma lui ha rifiutato ogni commento in proposito. Intanto Enel ed E.on guadagnano in borsa: Enel segna in <a href="http://www.eleconomista.es/flash/noticias/177438/03/07/Endesa%3C-b%3E-lidera-el-Eurostoxx-y-%27enciende%27-al-resto-de-energ%C3%A9ticas-.html">queste ore</a> un rialzo di circa l&#8217;1,6%, mentre E.on incassa oltre il 2,2 per cento. Meno bene Endesa che perde qualche decimo a Madrid: che il mercato dia per scontato un accordo italo tedesco? Di certo contribuisce al successo di E.on anche il balzo dell&#8217;utile netto a 5,1 miliardi di euro dopo un incremento dei profitti del 32 per cento.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2747/eon-per-endesa-disposti-a-trattare-con-enel">E.on, per Endesa disposti a trattare con Enel</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:44 di mercoledì 07 marzo 2007.</p>
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    <title>Enel, Endesa ed E.on: il risiko enrgetico europeo è un serpente che si mangia la coda?</title>
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    <pubDate>Mon, 05 Mar 2007 17:59:12 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/ouroboros.jpg" class="post" align="left" border="0" width="208" height="193" alt="enedesa enel e.on energy energia opa per tutti viesgo legge spagnola cnmv cna madrid roma padoa schioppa solbes conti fulvio stampa internazionale " /></p>
<p>È perfino buffo quello che sta succedendo fra Enel Endesa ed E.on. Di fatto si ripropone quello che era successo con Suez-Gas Natural. La faccenda sembra solo più complicata in quanto non avendo trovato un investitore in patria Madrid sembra aver deciso di avere affidato lo scudo contro i tedeschi di E.on a un altro straniero, ossia a Enel. Nessun osservatore onesto dubita del fatto che gli interessi che oggi si scontrano siano politici e che le leggi del mercato siano state chiaramente piegate a questa esigenza. Così, quando mercoledì scorso la Commissione europea ha dichiarato che si tratterebbe di una vicenda relativa solo al mercato, di fatto ha applicato una norma incontestabile e allo stesso tempo riportato alla concreta sede del dibattito (i governi) il problema.</p>
<p>Intanto anche stavolta la polemica è scoppiata nel territorio della &#8220;preda salvata&#8221;, cioè in Spagna. I timori sono rivolti ovviamente agli italiani. Non possono certo decidere a Roma delle nostre bollette, mormorano gli oppositori all&#8217;intervento di Enel, e il Partido Popular, oggi all’opposizione nel parlamento di Madrid, ha denunciato un concerto fra i governi ai danni di Endesa. Il Pp ha persino richiesto il lancio dell’opa perché il 24,9% di Endesa, che è nel portafoglio di Enel, sarebbe, unito a quel 3% dell’azienda pubblica spagnola Sepi, superiore alla soglia del 25% del capitale che sotto i Pirenei obbliga all’offerta pubblica di acquisto. 

Insomma il teorema è questo: Enel è dello Stato italiano, Sepi di quello spagnolo. Visto che si sono accordati e superano insieme il 25 per cento lancino un’offerta.</p>
<p>Il ministro dell’Economia spagnola Pedro Solbes che oggi e domani parlerà a Madrid con il suo omologo italiano Tommaso Padoa-Schioppa forse sta affrontando la questione in queste ore. Enel, d’altra parte, ha le sue questioni da porre, anche perché avere quasi il 25% del capitale di Endesa non le permette (ancora) un corrispettivo in rappresentanti al consiglio di amministrazione e attualmente anzi i suoi voti coprono solo il 3% del capitale. Questo perché Enel controlla già un’altra azienda energetica spagnola (Viesgo) e perché, essendo pubblica, è un’azienda particolare.</p>
<p>Nel frattempo la stampa tedesca riporta l’ipotesi di una controffensiva di <a href="http://www.cincodias.com/articulo/empresas/ON/prefiere/esperar/comprar/acciones/Enel/cdsemp/20070305cdscdsemp_9/Tes/">E.on</a>, che non ha affatto l’intenzione di rinunciare a Endesa. I tedeschi in poche parole a questo punto starebbero iniziando a comprare <a href="http://www.finanzas.com/noticias/noticia.asp?id=9144705">azioni Enel</a> e questo giustificherebbe anche il fatto che oggi con un mercato in negativo la società guidata da Fulvio Conti guadagna lo 0,7% e stamattina faceva anche meglio.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2733/enel-endesa-ed-eon-il-risiko-enrgetico-europeo-e-un-serpente-che-si-mangia-la-coda">Enel, Endesa ed E.on: il risiko enrgetico europeo è un serpente che si mangia la coda?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:59 di lunedì 05 marzo 2007.</p>
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  <item>
    <title>Grossa crisi, chi ci guadagna e chi ci perde</title>
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    <pubDate>Thu, 22 Feb 2007 11:41:26 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Yattaman</dc:creator>
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    <description>Per essere una giornata di crisi di governo piazza Affari non se la passa tanto male. A poco più di un&amp;#8217;ora dall&amp;#8217;apertura i principali indici sono tutti in attivo.[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/grossacrisi.jpg" class="post" align="left" border="0" width="170" height="176" alt="" /></p>
<p>Per essere una giornata di crisi di governo piazza Affari non se la passa tanto male. A poco più di un&#8217;ora dall&#8217;apertura i principali indici sono tutti in attivo. L&#8217;S&#038;P/Mib guadagna lo 0,42 per cento, il Mibtel porta a casa lo 0,34 per cento, e anche il TechStar viaggia in terreno positivo per lo 0,33 per cento.</p>
<p>Il più gettonato ovviamente è Mediaset che porta a casa quasi un punto percentuale, attestandosi a 9,23 euro, dopo aver guadagnato altrettanto dalla giornata di ieri. Se Prodi e i suoi andassero a casa infatti cadrebbero automaticamente i progetti di riforma del sistema radiotelevisivo avanzati dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. L&#8217;effetto dell&#8217;ipotetico tetto del 45% alla raccolta pubblicitaria ipotizzata da palazzo Chigi costerebbe alla società, secondo Fedele Confalonieri, 600 milioni. Per il presidente di Mediaset si aggiungerebbero altri 200 milioni di euro di mancati incassi per l&#8217;inserimento delle telepromozioni nell&#8217;indice di affollamento pubblicitario, più altri 300 legati alla riduzione sotto il 2% dell&#8217;affollamento orario degli spot, più ancora altri 400 legati al trasferimento di Rete 4 sul digitale terrestre. Insomma una Caporetto per l&#8217;impero televisivo di Berlusconi. Ora, dal momento che <a href="http://www.finanzablog.it/post/2070/mediaset-brutta-trimestrale-ma-ci-sono-speranze-tedesche">nei primi nove mesi del 2006 Mediaset ha fatturato 2,67 miliardi</a> e che quindi a spanne ci possiamo aspettare un giro d&#8217;affari complessivo per l&#8217;intero esercizio intorno ai 3,5 miliardi di euro, le stime di Confalonieri ipotizzano un danno pari a quasi metà del giro d&#8217;affari, il che sembra un po&#8217; eccessivo. Detto questo, rimane evidente che dal progetto del governo Prodi Mediaset ha tutto da perdere.<br />


<br />
Anche su un&#8217;altra azienda non ci sono dubbi, ma questa volta l&#8217;effetto è opposto: Alitalia. La compagnia di bandiera è in attesa del consolidamento delle cordate dietro le rispettive proposte di acquisto, il tutto dovrebbe risolversi entro metà aprile. Nel caso in cui il governo non fosse in grado di portare a termine l&#8217;operazione di cessione e consegnare la società ad un investitore con un piano industriale di rilancio, ci sono buone probabilità che vedremo Alitalia fallire definitivamente. E infatti, dopo aver già perso ieri l&#8217;1,31 per cento, oggi lascia sul terreno altri quasi due punti percentuali.</p>
<p>Per altri l&#8217;effetto di un eventuale ritorno a casa di Prodi non è così scontato. Eni ed Enel recuperano rispettivamente lo 0,33% e lo 0,58% dopo aver lasciato sul terreno ieri lo 0,37% e l&#8217;1,1 per cento. Si apre infatti di nuovo un&#8217;epoca di incertezza sulle possibilità dello scorporo delle reti fisse, Snam da Eni e Terna da Enel. È pur vero che i conti delle gemelle italiane dell&#8217;energia non hanno molto da guadagnarci dallo scorporo. Dopo un primo momento di incertezza, oggi gli investitori si mantengono moderatamente ottimisti sul futuro della società. Anche Snam va bene, guadagna lo 0,58% attestandosi a quota 4,7 euro contro uno scivolone di ieri del 2,54 per cento. I recuperi potrebbero essere legati alle notizie della mattinata circa le crescenti probabilità di un reincarico di Prodi, oppure potrebbero essere lette al contrario: tutto sommato se il governo va a casa non c&#8217;è molto da perdere, anzi.</p>
<p>Poi c&#8217;è Telecom che, fatte le dovute distinzioni, si trova in una situazione analoga: è piena fase di trattative con la spagnola Telefonica, <a href="http://www.ilriformista.it/documenti/testofree.aspx?id_doc=82343">alle prese con i dubbi di Di Pietro e le diffuse paure di uno straniero nella stanza dei bottoni delle tlc italiane</a>. La crisi politica da una parte arriva in un momento molto delicato e quindi è destabilizzante, ma dall&#8217;altra sgombera il campo da numerosi ostacoli &#8220;romani&#8221;. Ieri il titolo della società controllata da Tronchetti Provera ha perso l&#8217;1,29% mentre oggi guadagna lo 0,61% attestandosi sui 2,38 euro. Da segnalare che Pirelli guadagna il 2,37% raggiungendo quota 0,9 euro.</p>
<p>Chi invece sembra non avere dubbi è Autostrade. La società dei Benetton, dopo aver chiuso ieri sostanzialmente in parità, oggi guadagna uno 0,4 per cento. Attualmente Bruxelles attende nuovi incartamenti da Roma riguardo il fallimento della fusione Autostrade-Abertis. Forse la fine dell&#8217;esecutivo potrebbe riaprire la strada alla possibile aggregazione italo-spagnola</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2676/grossa-crisi-chi-ci-guadagna-e-chi-ci-perde">Grossa crisi, chi ci guadagna e chi ci perde</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 13:41 di giovedì 22 febbraio 2007.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Enel, bisogna capire da che parte tira il vento</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/2394/enel-bisogna-capire-da-che-parte-tira-il-vento</link>
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    <pubDate>Wed, 03 Jan 2007 15:46:28 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Giornata grigia per Enel in borsa. Le azioni della società guidata da Fulvio Conti perdono circa lo 0,2% in queste ore, accompagnate al ribasso dagli altri titoli del comparto energetico. Il 2007 si[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/centrale_eolica.jpg" class="post" align="left" border="0" width="245" height="162" alt="enel eolico eolica centrale sicilia kosovo usa stati uniti conti fulvio commesse 2007" /></p>
<p> Giornata grigia per Enel in borsa. Le azioni della società guidata da Fulvio Conti perdono circa lo 0,2% in queste ore, accompagnate al ribasso dagli altri titoli del comparto energetico. Il 2007 si presenta per Enel carico di sfide e di incertezze. Oggi la compagnia ha comunicato al mercato l’entrata in produzione di tre nuovi impianti eolici in Sicilia (Sclafani Bagni 3, Carlentini 2 e contrada Colla Caltavuturo): la potenza complessiva installata è di 35,8 MW e le nuove centrali dovrebbero evitare l’immissione nell’atmosfera di 53,7 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno.</p>
<p>Già ieri la Vestas Wind Systems, dettava un’agenzia, aveva comunicato di aver ricevuto una commessa per 56 turbine eoliche (per una potenza di 100 MW) negli Stati Uniti da parte di Enel North America, il ramo statunitense di Enel. Si tratta di progetti che rientrano nel piano di investimenti da 2 miliardi che Enel ha già annunciato e con il quale Fulvio Conti ha intenzione di rendere la sua compagnia il leader mondiale dell’energia a basso impatto ambientale. Tutto questo però non salva Enel dalle critiche di diversi osservatori che, dopo i falliti tentativi di conquista della francese Suez, sembra priva di una strategia di espansione forte all&#8217;estero. Qualche incoraggiamento viene invece dall&#8217;ingresso della società nella short list dei gruppi selezionati per ridare energia elettrica al Kosovo: una gara che ha in palio una commessa da 3 miliardi di euro.</p>
<p>C’è anche un’altra notizia però che ha fatto parlare oggi di Enel. Nasce dalle colonne del quotidiano Finanza &#038; Mercati, che ha rimesso in ballo un rapporto che sembrava ormai passato, quello con la Wind. Dal gruppo di Naguib Sawiris Enel ha recentemente incassato quasi due miliardi per la cessione delle minorities di Wind. Sembra che però adesso all’orizzonte si profili un accordo commerciale per un nuovo progetto. Si tratta della tecnologia powerlines che prevede l’utilizzo delle linee elettriche per la trasmissione di dati in contemporanea a quella di energia. 

Si tratta di un progetto a cui Enel lavora da tempo e che potrebbe riportarla a stretto contato con il mondo delle telecomunicazioni.</p>
<p>Già da tempo i tecnici infatti hanno fiutato le enormi potenzialità che la rete elettrica già installata potrebbe avere se abbinata alle tlc, magari tramite il contemporaneo sfruttamento di una rete wi-max. Il problema rimane quello dei costi per la connessione delle centraline elettriche a quelle delle telecomunicazioni. Ma, se il progetto dovesse andare avanti dopo le spinte del Ministero allo sviluppo del wi-max, le prospettive per Enel (e per Wind) si farebbero rosee. </p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2394/enel-bisogna-capire-da-che-parte-tira-il-vento">Enel, bisogna capire da che parte tira il vento</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 17:46 di mercoledì 03 gennaio 2007.</p>
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    <title>Enel, via Wind forse è ora di powerlines</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/2357/enel-via-wind-forse-e-ora-di-powerlines</link>
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    <pubDate>Fri, 22 Dec 2006 12:02:30 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Yattaman</dc:creator>
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    <description>L&amp;#8217;uovo di Colombo per Enel potrebbe essere la rete elettrica nazionale. La società dell&amp;#8217;energia è uscita ormai da Wind, mettendo in cassa quasi due miliardi di euro, ma non è[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/cables.jpg" class="post" align="left" border="0" width="165" height="233" alt="" /></p>
<p>L&#8217;uovo di Colombo per Enel potrebbe essere la rete elettrica nazionale. La società dell&#8217;energia è uscita ormai da Wind, mettendo in cassa quasi due miliardi di euro, ma non è affatto detto che se ne vada dal mercato delle telecomunicazioni. Si sta facendo strada infatti il nuovo settore della banda larga distribuita attraverso la rete elettrica. In gergo si chiama powerlines ed è una tecnologia che permette di trasmettere dati sui cavi elettrici contemporaneamente all&#8217;energia.</p>
<p>Edf in Francia inizia a muoversi in questo campo e <a href="http://www.webmasterpoint.org/speciale/2005dic19-boicotta-banda-larga-elettrica.asp">in Svizzera i primi servizi di questo genere sono già sul mercato</a>, anche nel cantone italiano, a Bellinzona.<br />


<br />
La cosa promette di dare i migliori risultati <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=52032">unendo le nuove trasmissioni senza fili con dei punti di accesso alla rete powerlines</a>. In Italia ci sono già alcuni progetti sperimentali: No Cable  ha lanciato un&#8217;offerta a 2Mbpb in Irpinia, con l&#8217;obiettivo di coprire 150 comuni non raggiunti dalla adsl. I-Light invece si sta accordando con diverse municipalizzate. Dovrebbe a breve andare in porto l&#8217;apertura del primo servizio sul territorio di Brescia.</p>
<p>Un affare che l&#8217;Enel ha sotto il naso e sul quale finora ha scelto di non puntare molto. Così capita che mentre in Austria sono raggiunte dalla nuova tecnologia 37mila case e in Francia 35mila, <a href="http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/05/119&#038;type=HTML&#038;aged=0&#038;language=EN&#038;guiLanguage=en">in Italia il dato è persino sconosciuto</a>, essendo limitato a qualche piccola municipalizzata di provincia.</p>
<p>Secondo la società di Fulvio Conti la colpa è dell&#8217;Ue. &#8220;Intende fissare limiti troppo stringenti sulle emissioni delle reti powerlines, come risulta da una bozza che circola tra gli addetti&#8221;, ha detto Sergio Rogai, Chief Technical Officer Metering Systems di Enel, in un&#8217;intervista rilasciata a Punto Informatico.</p>
<p>Insomma, forse un po&#8217; lentamente ma anche in Italia dovremmo arrivare alla nuova tecnologia. Chi si trova davanti a tutti, naturalmente è Enel. Difficile quindi credere che non rientrerà nel settore delle telecomunicazioni.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2357/enel-via-wind-forse-e-ora-di-powerlines">Enel, via Wind forse è ora di powerlines</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 14:02 di venerdì 22 dicembre 2006.</p>
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    <title>Enel, pronti a costruire due rigassificatori</title>
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    <pubDate>Wed, 20 Dec 2006 18:05:44 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Yattaman</dc:creator>
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    <description>&amp;#8220;Siamo pronti a costruire due rigassificatori&amp;#8221;. Non solo ma (colpo di scena e rullo di tamburi!) &amp;#8220;abbiamo le risorse per farlo&amp;#8221;. L&amp;#8217;amministratore[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/trumpet.jpg" class="post" align="left" border="0" width="210" height="264" alt="" /></p>
<p>&#8220;Siamo pronti a costruire due rigassificatori&#8221;. Non solo ma (colpo di scena e rullo di tamburi!) &#8220;abbiamo le risorse per farlo&#8221;. L&#8217;amministratore delegato di Enel Fulvio Conti torna sul tormentone della rigassificazione, quella mirabolante e imperitura tecnologia che ci renderà liberi dalla schiavitù dei gasdotti dei cattivi russi e degli ancora più cattivi arabi.</p>
<p>Di fronte alla commissione Attività produttive della Camera Conti si è impegnato a realizzare un rigassificatore a Porto Empedocle della capacità di otto miliardi di metri cubi all&#8217;anno, per un investimento pari a 500 milioni di euro. Manca solo l&#8217;approvazione della commissione &#8220;Via per le opere a mare&#8221; (ma quante commissioni esistono in Italia? Questa pare che la conosca solo <a href="http://www.google.it/search?num=50&#038;hl=it&#038;ie=UTF-8&#038;q=%22via+per+le+opere+a+mare%22&#038;sa=N&#038;tab=nw">L&#8217;eco della Maremma</a>). E poi tutto sarà pronto. O meglio, ci vorrà ancora il decreto attuativo della regione Sicilia. Ma per questo si può contare su Totò Cuffaro <a href="http://invisibil.blogspot.com/2006/08/cuffaro-un-rigassificatore-vigta-lenel.html">come cosa fatta</a>.<br />


<br />
Poi c&#8217;è un secondo rigassificatore, ma su questo Conti ha preferito non privare i deputati del languido piacere dell&#8217;attesa: sono allo studio &#8220;diverse opzioni, stiamo studiando e valutando, saprete al momento opportuno&#8221;.</p>
<p>Comunque si può star tranquilli: &#8220;Nel prossimo quinquennio - annuncia il nostro comandante dell&#8217;energia - Enel investirà in Italia oltre 14,5 miliardi di euro&#8221;, soldi di cui fanno parte i 4,1 miliardi del progetto Ambiente, la realizzazione del/dei rigassificator*, la conversione a carbone degli impianti di Civitavecchia, Porto Tolle, Rossano Calabro e Piombino e infine l&#8217;ammodernamento della rete.</p>
<p>Insomma tutto a posto, possiamo dormire sonni tranquilli. Va&#8217; a capire poi perché la gente si preoccupa tanto.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2341/enel-pronti-a-costruire-due-rigassificatori">Enel, pronti a costruire due rigassificatori</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 20:05 di mercoledì 20 dicembre 2006.</p>
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    <title>Enel, nuovo gasdotto algerino da due miliardi</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/2116/enel-nuovo-gasdotto-algerino-da-due-miliardi</link>
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    <pubDate>Wed, 15 Nov 2006 14:51:58 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/metano.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="176" alt="metano enel conti sonatrach prodi algeria gas gasdotto galsi sardegna" /></p>
<p>Italia a tutto gas. Enel ha firmato un accordo con l’algerina Sonatrach per la realizzazione di un gasdotto che via Sardegna trasporterà il metano dall’Africa all’Italia. Il progetto si chiama Galsi e la conduttura sarà lunga circa 900 chilometri. Il gasdotto avrà una capacità di otto miliardi di metri cubi l’anno e prevede un investimento da due miliardi di euro. Galsi permetterà ad Enel Trade di importare due miliardi di metri cubi di gas l’anno per quindici anni e dovrebbe essere operativo dal 2011. Il progetto algerino prevede una partecipazione con una quota del 13,5% di Enel e del 36% di Sonatrach. </p>
<p>Alla firma dell’accordo erano presenti Abdelaziz Bouteflika, il presidente della repubblica algerina, e Romano Prodi. Il progetto permetterà anche di metanizzare la regione Sardegna che, infatti, è fra gli sponsor dell’operazione insieme ad altri investitori nazionali ed esteri. Con quest’ultimo deal si giunge al secondo importante accordo italiano del gas in due giorni. La crescita esponenziale della domanda di metano nel Belpaese e la crisi ucraina di inizio anno hanno imposto le contromisure diplomatiche e industriali che hanno portato all’accordo di Eni con Gazprom ieri e a quello di Enel con Sonatrach oggi. Algeria e Russia sono state al centro di diverse polemiche in Europa negli ultimi mesi per il timore che, grazie ai loro enormi giacimenti di metano, potessero formare una sorta di Opec del gas che mettesse sotto scacco la politica energetica europea sempre più dipendente da questa risorsa. Gli ultimi accordi siglati, sia per la loro contiguità che per la loro importanza, non fanno che confermare la posizione di potere ormai raggiunta dai due paesi.

</p>
<p>L’accordo appena firmato da Enel suggerisce, però, una ripresa dell&#8217;iniziativa dopo i problemi del passato. Anche il titolo in borsa ha guadagnato molto negli ultimi tempi e pochi giorni fa si è riportato a livelli che non vedeva dalla quotazione, nel 1999. La società guidata da Fulvio Conti, reduce dagli approcci falliti a Suez (la fusione di quest’ultima con Gaz de France è stata approvata da poco in Francia), guarda adesso all’Africa e incentiva la sua presenza a tutti i livelli della filiera del metano. Si tratta di una strategia intrapresa da tempo in vista delle prossime liberalizzazioni nel settore. Conti, a quanto pare, vuole presentarsi all’appuntamento in gran forma.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2116/enel-nuovo-gasdotto-algerino-da-due-miliardi">Enel, nuovo gasdotto algerino da due miliardi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 16:51 di mercoledì 15 novembre 2006.</p>
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