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  <title>Finanzablog.it</title>
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  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 15:13:31 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
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    <title>Gruppo De Benedetti ancora sugli scudi</title>
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    <pubDate>Tue, 18 Aug 2009 13:37:11 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>de-benedetti</category><category>media</category><category>az-italia</category><category>energy</category>
    <description>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Seduta positiva, almeno fino a questo momento per i titoli del gruppo De Benedetti che reagiscono prontamente alle flessioni registrate nella giornata[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/ok2.jpg" class="post" align="left" border="0" width="190" height="190" alt="cir de benedetti finanza sogefi l&#39;espresso hss sorgenia borsa azioni titoli mercato" /></p>
<p><em>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Seduta positiva, almeno fino a questo momento per i titoli del gruppo De Benedetti che reagiscono prontamente alle flessioni registrate nella giornata precedente. Particolarmente brillante Gruppo Editoriale L&#8217;Espresso, seguita da CIR e Cofide. Le ottime performance dei titoli in parola non sono pero&#8217; una novita&#8217;. Da inizio anno Espresso ha messo a segno un rialzo del 37%, Cofide ha guadagnato il 55% e Cir piu&#8217; del 75%, contro il +9% scarso dell&#8217;indice FTSE Italia All-Share.</p>
<p>A cosa e&#8217; riconducibile la marcata sovraperformance rispetto al mercato dei titoli della scuderia De Benedetti? Indubbiamente i risultati conseguiti nel primo semestre hanno evidenziato una discreta tenuta in un periodo decisamente difficile. Le difficolta&#8217; di Espresso e Sogefi sono infatti state compensate dagli incoraggianti dati di HSS e Sorgenia. Su quest&#8217;ultima in primavera si e&#8217; concentrata l&#8217;attenzione degli operatori in quanto si sono diffusi report in cui si evidenziava che i prezzi di borsa di CIR non rispecchiavano adeguatamente il valore della controllata.</p>
<p>Un altro fattore che ha sicuramente attratto i compratori e&#8217; stato quello relativo alle ipotesi di accorciamento della catena di controllo del gruppo, con la fusione tra CIR e Cofide. Si tratta di una possibilita&#8217; che secondo molti e&#8217; piu&#8217; che probabile e le mosse delle ultime settimane sembrerebbero confermarla. A inizio agosto la Carlo De Benedetti sapa ha acquistato dal fondo Amber il 3,48% di Cofide. La partecipazione dell&#8217;ingegnere e&#8217; cosi&#8217; salita al 51,4% circa.</p>
<p>Questa operazione permette a De Benedetti di rafforzare la sua presa sul gruppo, forse in vista della vociferata fusione. Secondo alcuni analisti infatti con la situazione precedente all&#8217;acquisto di cui sopra non vi era la certezza per De Benedetti di mantenere il controllo sulla societa&#8217; post-fusione. Da notare inoltre che pochi giorni dopo l&#8217;acquisto da parte della sapa anche il secondo azionista di Cofide, ovvero i fondi Bestinver Gestion Sgiic, ha incrementato la propria partecipazione dal 16,071% al 16,446%.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4216/gruppo-de-benedetti-ancora-sugli-scudi">Gruppo De Benedetti ancora sugli scudi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 15:37 di martedì 18 agosto 2009.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Cir, la nuova idea dell&#039;Ingegnere</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3735/cir-la-nuova-idea-dellingegnere</link>
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    <pubDate>Fri, 01 Aug 2008 17:55:39 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>le-debuttanti-ipo</category><category>persone</category><category>de-benedetti</category><category>media</category><category>az-italia</category><category>energy</category>
    <description>In realtà lo scoop l&amp;#8217;ha fatto il quotidiano La Stampa che, dopo indiscrezioni non molto coltivate invero dalla stampa nostrana, è riuscito ad anticipare su tutti la notizia che Carlo De[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/debenedetticir_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="246" height="277" alt="cir espresso sorgenia hss cofide " /></p>
<p>In realtà lo scoop l&#8217;ha fatto il quotidiano La Stampa che, dopo indiscrezioni non molto coltivate invero dalla stampa nostrana, è riuscito ad anticipare su tutti la notizia che Carlo De Benedetti separava L&#8217;Espresso dal resto del proprio impero. Gli osservatori hanno capito subito che quella ipotesi era decisamente verosimile quando hanno visto i titoli della galassia De Benedetti sospesi dall&#8217;inizio della seduta di ieri. Nei fatti alla Cofide, alla Cir, al Gruppo Editoriale L&#8217;Espresso, alla Sogefi si aggiunge una nuova società destinata al mercato.</p>
<p>Troppo facile sarebbe parlare di scatole cinesi all&#8217;italiana o chiedersi perché la Cir, svuotata di tutto e con in portafoglio solo L&#8217;Espresso (anch&#8217;esso quotato a Piazza Affari), rimanga sul mercato. La risposta sarebbe un banale &#8220;diversamente non sarebbe convieniente&#8221;. Ragionando, invece, in senso positivo la mossa dei De Benedetti, suggerita dal padre o dal figlio che sia (sono retroscena di scarsa importanza), permetterà al gruppo di valorizzare, ossia di far finanziare dai futuri azionisti di questa nascente matricola, gli asset più solidi e più adatti al momento.</p>


<p>
Parliamo ovviamente di Sorgenia, la multiutility di casa De Benedetti che da sola ha registrato in sei mesi 1.145,7 milioni di euro (+29,7%) di fatturato su un totale della Cir di 2,3 miliardi. A questa nella nuova mappa societaria vengono agganciate società più esposte alla congiuntura come Sogefi (componentistica per auto) o le varie finanziarie che a inizio anno hanno creato tanti problemi al gruppo (Juppiter, Oakwood, Cir International e Ciga Medinvest) quindi un altro asset &#8220;forte&#8221; come quello delle cliniche per anziani di HSS.</p>
<p>Si crea così un gruppo da quotare che potrebbe, soprattutto grazie a Sorgenia appunto, attirare l&#8217;attenzione degli investitori e garantire al gruppo parte dei quei capitali che serviranno a realizzare i necessari investimenti. Su un altro ramo rimangono Cir e la controllata L&#8217;Espresso (il fatturato del gruppo che controlla il primo quotidiano italiano e alcune delle testate più rilevanti fra periodici e radio è stato nel periodo di 543,2 milioni): si genera quindi un ramo dei media. Un &#8220;business&#8221; al quale Carlo De Benedetti tiene parecchio e che, di là dal valore economico dell&#8217;insieme, rappresenta anche una posizione di potere politico e culturale non indifferente.</p>
<p>La cessione dell&#8217;Espresso ieri è stata smentita dal management, così come l&#8217;idea di quotare Sorgenia da sola. Le due strade si dividono, Mediobanca dirigerà la quotazione. Che i business fossero diversi era chiaro a tutti, che il mercato sia adesso un mezzo alternativo alle banche per reperire capitali pure. Lo è sempre stato e, ovviamente, lo diventa ancora di più in questo periodo. Non resta che aspettare il prospetto.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3735/cir-la-nuova-idea-dellingegnere">Cir, la nuova idea dell'Ingegnere</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:55 di venerdì 01 agosto 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Cir: il debito pesa fortuna che c&#039;è Sorgenia</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3576/cir-il-debito-pesa-fortuna-che-ce-sorgenia</link>
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    <pubDate>Wed, 30 Apr 2008 18:05:18 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>de-benedetti</category><category>media</category><category>az-italia</category><category>energy</category>
    <description>Ci sono società che hanno subito direttamente l&amp;#8217;impatto dei subprime anche in Italia; ci sono società che hanno subito indirettamente la crisi dei mutui perché operanti in un settore[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/debenedetticir.JPG" class="post" align="left" border="0" width="246" height="277" alt="de benedetti cir sorgenia mercato energia hss l&#39;espresso editoria investimenti oakwood svalutazioni perdite sorgenia strategie editoriali borsa azioni finanza" /></p>
<p>Ci sono società che hanno subito direttamente l&#8217;impatto dei subprime anche in Italia; ci sono società che hanno subito indirettamente la crisi dei mutui perché operanti in un settore fortemente ciclico e ci sono società che subiscono l&#8217;impatto di forti investimenti in un momento difficile. Cir nel male (e nel bene) ha tutte e tre queste caratteristiche.</p>
<p>La prima deriva dal pesante impatto diretto della svalutazione di Oakwood, società attiva proprio nel settore dei mutui ad alto rischio e di cui il gruppo Cir controlla insieme a Merrill Lynch il 47,52 per cento. L&#8217;azzeramento del valore delle società britanniche di questa società finanziaria e le altre svalutazioni hanno avuto un impatto di 64,6 milioni sul bilancio di Cir.</p>
<p>Se si considera che il gruppo ha realizzato nel 2007 utili per 82,6 milioni si comprende chiaramente che le perdite di Oakwood sono l&#8217;evento principale dell&#8217;esercizio appena trascorso.<br />
Ma la crisi generata dai mutui ad alto rischio coinvolge anche altri settori - è questa la seconda caratteristica - come quello editoriale fortemente ciclico e quindi esposto all&#8217;andamento generale dell&#8217;economia in quanto dipendente dagli introiti pubblicitari. Si obietterà che la raccolta pubblicitaria dei vari asset (dalla tv alla radio alla carta stampata) di Cir è risultata maggiore del mercato. La flessione degli utili del Gruppo L&#8217;Espresso da 103,6 milioni a 95,6 milioni di euro nel giro di un anno e un fatturato che si è mantenuto stabile a 1,09 miliardi (-0.4% su base annua per l&#8217;esattezza) non sono però indizi di un&#8217;attività particolarmente brillante, pur considerando qualche posta straordinaria che ha appesantito leggermente il conto economico.</p>
<p>Sul fronte degli investimenti - terza caratteristica - è difficile contestare le scelte di Carlo De Benedetti, patron del gruppo Cir e primo azionista di Management &#038; Capitali. Il gruppo ha, infatti, mostrato estrema lungimiranza concentrandosi su nuove aree di business anticicliche come quella dell&#8217;energia e quella della sanità. Dal primo punto di vista Sorgenia sembra davvero un fiore all&#8217;occhiello ed è già la prima azienda del gruppo Cir per fatturato (1,89 miliardi di euro) e potrebbe diventare presto la prima anche per utili (attualmente sono 65 milioni contro i circa 95 milioni de L&#8217;Espresso).</p>
<p>Il repowering di Tirreno Power, la principale società di generazione del gruppo, ha comportato l&#8217;apertura di una linea di credito da 1,2 miliardi di euro in sette anni che contribuisce con decisione alla posizione finanziaria netta negativa per 1,33 miliardi a fine 2007 (erano 850 milioni a fine 2006). Questo non mette a rischio l&#8217;equilibrio patrimoniale dell&#8217;azienda (il rapporto debt/equity è di 0,65), ma pesa sulla redditività del gruppo e in particolare sugli oneri finanziari che sono passati nel 2007 da 129,7 milioni a 157,4 milioni di euro: il gruppo insomma guadagna di meno e quindi potrebbe risentire della cattiva congiuntura e dei costi di rifinanziamento del debito in un momento in cui le banche chiedono molto. Il prossimo anno Oakwood non peserà sul bilancio, ma la congiuntura comunque sì e sarà probabilmente Sorgenia che illuminerà il bilancio dell&#8217;anno prossimo. (GD)</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3576/cir-il-debito-pesa-fortuna-che-ce-sorgenia">Cir: il debito pesa fortuna che c'è Sorgenia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 20:05 di mercoledì 30 aprile 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Scenari di convergenza per Tiscali</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3441/scenari-di-convergenza-per-tiscali</link>
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    <pubDate>Thu, 28 Feb 2008 17:52:55 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>persone</category><category>de-benedetti</category><category>telecomunicazioni</category><category>media</category><category>telecom-italia</category><category>az-italia</category>
    <description>Reazioni nervose in Borsa per Tiscali dopo la pubblicazione dei dati e l’avvicendamento nella carica di amministratore delegato di Tommaso Pompei con Mario Rosso. Il titolo in giornata è sceso sotto[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/cables_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="231" height="162" alt="tiscali renato soru de benedetti telecom italia convergenza tommaso pompei mario rosso sardegna sardo isp internet service provider telecomunicazioni rete risultati debito aumento di capitale managmwent e capitali m&amp;c" /></p>
<p>Reazioni nervose in Borsa per Tiscali dopo la pubblicazione dei dati e l’avvicendamento nella carica di amministratore delegato di Tommaso Pompei con Mario Rosso. Il titolo in giornata è sceso sotto la parità per poi risalire in chiusura di seduta e guadagnare verso la chiusura più di due punti percentuali. Significativi soprattutto i volumi di scambio con quasi 40 milioni di pezzi scambiati contro una media mensile di 25,5 milioni. Desta dunque l’attenzione del mercato anche e soprattutto per via di una sibillina frase del comunicato stampa.</p>
<p>“Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali ha ribadito la volontà della Società di perseguire gli obiettivi individuati nel Piano Industriale e – riporta la nota della società - al tempo stesso di esplorare le opzioni di ulteriore generazione di valore per gli azionisti connesse con il processo di consolidamento nel comparto delle telecomunicazioni in corso in Europa”. Insomma, seppure in termini vaghi le varie indiscrezioni di mercato su prossimi acquirenti del gruppo attualmente controllato da Renato Soru con il 25% del capitale sembrano confermate.</p>
<p>Finora gli analisti hanno scommesso su grandi gruppi come Vodafone, Sky o anche Fastweb. Se si considera che Fastweb è recentemente finita sotto il controllo di Swisscom, ciascuna di queste tre opzioni rappresenterebbe l’ennesima fine di un operatore delle telecomunicazioni italiano nel portafoglio di una società straniera. Se, infatti, Telecom Italia ha per azionista singolo di riferimento Telefonica e Sky è controllata dal gigante dei media internazionali Rupert Murdoch, a questo punto Tiscali rimane l’ultima bandierina italiana delle tlc.</p>


<p>
Sorprende, infatti, che, dopo i numerosi bronci sul caso della vendita di Alitalia ad Air France, non si sia ancora levato un solo sospiro nazionalistico sulla fuga delle tlc made in Italy all’estero. Si obietterà che un pool di banche e investitori finanziari ha complessivamente una quota maggiore degli spagnoli in Telecom Italia e che Tiscali per ora è ancora sotto il controllo di Renato Soru, ma per quanto ancora queste barriere resisteranno?</p>
<p>L’intervento di Carlo De Benedetti - tramite il fondo M&#038;C l’Ingegnere ha sottoscritto <a href="http://www.finanzablog.it/post/3400/tiscali-e-fastweb-quei-rumors-che-no-piacciono-a-de-benedetti">obbligazioni convertibili nel 6,9% del capitale</a> di Tiscali - appare dunque provvidenziale. Propizie sarebbero anche le voci su Mediacom, fantomatica società che potrebbe nascere da una fusione fra Mediaset e Telecom. <a href="http://www.finanzablog.it/post/3434/de-benedetti-vs-berlusconi-e-se-lo-scontro-passasse-nelle-telecom">Il parallelismo delle due operazioni</a> (e la loro equidistanza politica) non ha però trovato ancora alcuna conferma nel mercato e solo qualche movimento in Borsa, bollato in seguito come la solita speculazione, ha mandato segnali in questa direzione.</p>
<p>Su Tiscali che oggi ha pubblicato un bilancio 2007 con ricavi in crescita del 34% (a 910 milioni), un ebitda in aumento del 60% (a 160 milioni di euro) e soprattutto un debito sceso a 640 milioni.</p>
<p>“La posizione debitoria netta – riporta ancora il comunicato della società - sarebbe di circa 490 milioni di euro, rappresentata da circa 160 milioni di risorse liquide e da circa 650 milioni di debito finanziario, di cui oltre 600 milioni a medio-lungo termine”. I clienti della società sono cresciuti del a oltre 547 mila in Italia (30 mila nell’ultimo trimestre) e a 1,73 milioni nel Regno Unito. Il gruppo sembra dunque davvero avere completato la fase di rinnovo avviata due anni fa con la focalizzazione sui mercati italiano e britannico e con la ristrutturazione della propria situazione patrimoniale.</p>
<p>Sarebbe dunque strano, a questo punto, che nel pieno del processo di convergenza delle telecomunicazioni europee qualche forte offerta italiana o straniera non si materializzasse. In questo quadro anche l’intervento, per ora definito esclusivamente finanziario di De Benedetti, potrebbe acquistare un diverso significato.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3441/scenari-di-convergenza-per-tiscali">Scenari di convergenza per Tiscali</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:52 di giovedì 28 febbraio 2008.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>De Benedetti vs Berlusconi. E se lo scontro passasse nelle telecom?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3434/de-benedetti-vs-berlusconi-e-se-lo-scontro-passasse-nelle-telecom</link>
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    <pubDate>Tue, 26 Feb 2008 18:53:32 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>persone</category><category>de-benedetti</category><category>media</category><category>az-italia</category>
    <description>A chi convengono le speculazioni su una prossima cessione di Tiscali? È questa forse la domanda da farsi in un periodo in cui il mercato ha molto gonfiato i prezzi del titolo portandoli nell’ultimo[...]</description>
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    </p>
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<p>A chi convengono le speculazioni su una prossima cessione di Tiscali? È questa forse la domanda da farsi in un periodo in cui il mercato ha molto gonfiato i prezzi del titolo portandoli nell’ultimo mese a guadagnare circa il 37,2% e, in un periodo molto difficile per tutti viaggia sui prezzi di fine 2007. Telecom viaggia su quelli del 2001, mentre Fastweb, con i recenti rialzi si è portata sui prezzi di fine 2007, più o meno come France Telecom e Telefonica. Insomma diverse società del settore delle telecomunicazioni sembrano recuperare terreno nei listini di mezza Europa durante l’ultimo periodo, mentre Telecom continua a segnare il passo.</p>
<p>Tiscali è reduce da un aumento di capitale da 900 milioni di cui il 25% circa è stato sottoscritto proquota da Renato Soru, attuale azionista di riferimento del gruppo e Governatore della regione Sardegna come politico di centro-sinistra. Soru è uno dei membri fondatori del nuovo Partito Democratico che è sostenuto anche da Carlo De Benedetti, il patron del gruppo Cir e della sua ala editoriale che è costituita da L’Espresso.</p>
<p>De Benedetti ha comprato da qualche tempo, tramite il fondo di turnaround Management &#038; Capitali, delle <a href="http://www.finanzablog.it/post/3400/tiscali-e-fastweb-quei-rumors-che-no-piacciono-a-de-benedetti">obbligazioni convertibili capaci di coprire il 6,9% del capitale di Tiscali al 2012</a>. L’Ingegnere, però, potrebbe entrare in futuro nel capitale di Tiscali con quote ancora maggiori se ottenesse il via libera di Diego Della Valle e gli altri soci di M&#038;C (dalla famiglia Magnoni ai soci di Banca Intermobiliare agli altri soci finanziari). Secondo alcune stime sarebbero, infatti, oltre 400 i milioni di euro che Management e Capitali ha pronti per eventuali investimenti. Ai prezzi di venerdì i 400 milioni corrispondono a più della metà della capitalizzazione di Tiscali: quindi di soldi per nuovi investimenti ce ne sarebbero. L’operazione sarebbe inoltre benedetta dal centrosinistra perché permetterebbe di creare in prospettiva un polo con telecomunicazioni ed editoria schierato dalla propria parte e per giunta di contrabbandarlo per un salvataggio dell’italianità di Tiscali da eventuali predatori stranieri e ostili. Ma i progetti di De Benedetti potrebbero andare molto oltre. Quale rumors per ora ha scosso di più le acque del settore editoriale? Quello di una fusione Mediaset-Telecom.</p>


<p>
Possibile che questo avvenga? Silvio Berlusconi dovrebbe recuperare una barca di soldi anche perché attualmente Mediaset capitalizza circa 7,2 miliardi di euro contro gli oltre 22 di Telecom Italia. Senza mettere in conto il debito di Telecom che è ancora maggiore. Ai dati attuali insomma il concambio porterebbe di fatto gli azionisti della società telefonica a controllare Mediaset piuttosto che il contrario. Ma non si potrebbe proprio fare nulla per cambiare le cose? La risposta in realtà c’è.</p>
<p>Basterebbe, per esempio, che Mediaset entrasse come socio importante alleggerendo le esposizioni delle banche e approfittando comunque di corsi ai minimi storici di Telecom. Di investimenti e cassa d&#8217;altra parte l&#8217;impero del Biscione ne ha sparpagliati un po&#8217; dappertutto e no solo in Mediaset. I maggiori soci di Telecom al momento sono un pool di banche e Telefonica. Il gruppo spagnolo potrebbe approfittare di sinergie con Telecinco. Le banche potrebbero puntare a comprare in seconda battuta la rete Telecom che andrebbe a un consorzio bipartisan di banche magari guidato proprio da De Benedetti e dallo stesso Berlusconi (una sorta di Auditel delle telecomunicazioni).</p>
<p>Un accordo potrebbe essere fatto anche per Telecom Italia Media che potrebbe dare La7 a Berlusconi (risolvendo parzialmente il problema Rete4) e MTV - perché no? – a De Benedetti che opera nel suo settore con All Music. Su questo piano però le alternative sono multiple. Alla fine però dove porta però questo teorema (tutto da dimostrare - lo ammettiamo - ma promettendo di occuparcene ancora) nel suo complesso? Porta i due più grandi editori italiani nel mondo delle telecomunicazioni. Uno con Telecom (sebbene con una quota difficilmente di controllo) e l’altro con Tiscali. Una soluzione che, viste le crescenti convergenze fra editoria e telecomunicazioni, potrebbe rivelarsi interessante per entrambi. Si tratterebbe insomma di una soluzione bipartisan che le banche in ogni caso sponsorizzerebbero perché porterebbe anche a loro un bel po’ di denaro in cassa. Alla fine insomma il nuovo panorama potrebbe davvero accontentare tutti.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3434/de-benedetti-vs-berlusconi-e-se-lo-scontro-passasse-nelle-telecom">De Benedetti vs Berlusconi. E se lo scontro passasse nelle telecom?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 20:53 di martedì 26 febbraio 2008.</p>
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    <title>Tiscali e Fastweb: quei rumors che non piacciono a De Benedetti</title>
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    <pubDate>Mon, 11 Feb 2008 12:39:32 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/rumorstelecom2.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="188" alt="fastweb tiscali renato soru telecomunicazioni fibra ottica rumors mercato indiscrezioni isp sardo rumors" /></p>
<p>Di certo l’ottava di Borsa appena cominciata si dimostra particolarmente interessante per il settore delle telecomunicazioni. Tiscali e Fastweb dimostrano, infatti, sin dall’inizio delle contrattazioni di stamane di essere al centro delle attenzioni del mercato. Nel dettaglio Tiscali stamane è penalizzata dai realizzi dopo che la chiusura della scorsa ottava ha portato il titolo a guadagnare più del 20 per cento: in queste ore molti investitori liquidano il titolo che perde oltre sei punti e mezzo a Piazza Affari. Al contrario è ben comprata l’antagonista Fastweb che, secondo molti, sarebbe prossima al delisting grazie a un intervento degli attuali proprietari di Swisscom.</p>
<p>Ma cosa sta succedendo esattamente? Fare il punto della situazione non è facile. Tiscali, si dice, sarebbe nel mirino di diverse società estere, dalla Vodafone a Orange passando per O2 e T-Mobile. Insomma nel calderone dei rumors finiscono praticamente tutti gli operatori mobili stranieri e le voci insospettiscono anche la Consob, messa in allerta da un apprezzamento del titolo del 20% che chiede chiarimenti alla società e persino alla Fsa, la sua corrispettiva britannica, perché riceva delucidazioni dalle società finite nel mirino delle indiscrezioni.</p>
<p>Lo stringato comunicato della stessa Tiscali, con il quale l’isp sardo riferisce di non avere ricevuto manifestazioni d’interesse e di non avere operazioni straordinarie allo studio, sembra, però, per il momento avere alleggerito le pressioni del mercato e oggi, infatti, giungono i primi realizzi.</p>


<p>
Nel frattempo proprio su Tiscali i forti rialzi della seduta di venerdì scorso hanno fatto sfumare un bell’affare per Carlo De Benedetti che, tramite la società Management e Capitali, fondo in cui si è associato insieme ad investitori del calibro di Diego Della Valle per investire nelle aziende italiane in crisi, era a un passo dalla possibilità di acquisire il 6,9% del capitale di Tiscali pagando 1,42 euro ad azione contro i 2,7 euro previsti dalla conversione standard.</p>
<p>M&#038;C ha infatti sottoscritto 60 milioni di obbligazioni convertibili al 2012 di Tiscali e, secondo quanto rivelato dal Giornale, il contratto prevede che se per cinque giorni di seguito il titolo fosse stato pari o inferiore a 1,425 euro allora l’Ingegnere e tutti i sottoscrittori del bond avrebbero potuto convertire le obbligazioni in titoli a questo prezzo. Risultato, De Benedetti avrebbe pagato il 6,9% di Tiscali solo 60 milioni di euro invece che 113 milioni circa e sarebbe così entrato a un prezzo di favore nel board dell’isp sardo.</p>
<p>L’affare è stato vanificato dal rally del titolo di venerdì, ma a questo punto il mercato attende che i colossi delle tlc stranieri esprimano la propria posizione in merito. Fra i rumors circolati uno, poi, riporta all’Italia, ma passando per la Svizzera.</p>
<p>I particolare, secondo alcune indiscrezioni, Fastweb potrebbe allearsi a British Telecom per lanciare un’offerta su Tiscali. L’occasione sarebbe ghiotta per la società della fibra ottica, ma il fatto che la recente opa di Swisscom è stata sostanzialmente lanciata a debito lascia ipotizzare che il peso di BT nell’eventuale nuovo gruppo non sarebbe indifferente. Così, mentre il mercato incrocia le dita e spera che gli svizzeri delistino Fastweb magari con un premio sulle quotazioni, Renato Soru in queste ore probabilmente cerca di trovare un modo per scansare un’offerta che potrebbe togliergli il controllo del gruppo che lo ha portato agli altari delle cronache e a cui deve il proprio successo.</p>
<p>Il recente aumento di capitale sembra comunque avere avviato un nuovo corso e i dati della società che si è di recente focalizzata sul mercato britannico e su quello italiano sembrano confortanti. La competizione però cresce e, se molti analisti hanno tagliato il rating di Fastweb sostenendo che i <a href="http://www.repubblica.it/supplementi/af/2008/02/11/finanza/017webby.html">tagli alle tariffe penalizzeranno le performance del gruppo</a>, diversi osservatori si chiedono se una eventuale alleanza fra Renato Soru, presidente della Regione Sardegna e azionista al 25% di Tiscali, e Carlo De Benedetti, patron del Gruppo L’Espresso e anche lui uomo del centrosinistra, non risulti a qualche colosso delle telecomunicazioni d’Oltralpe un po’ indigesta.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3400/tiscali-e-fastweb-quei-rumors-che-no-piacciono-a-de-benedetti">Tiscali e Fastweb: quei rumors che non piacciono a De Benedetti</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 14:39 di lunedì 11 febbraio 2008.</p>
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  <item>
    <title>De Benedetti chiama Tiscali</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/3246/de-benedetti-chiama-tiscali</link>
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    <pubDate>Mon, 19 Nov 2007 17:37:36 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/telefono1_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="177" height="253" alt="tiscali telecom de benedetti soru investimenti aumento di capitale pipex" /></p>
<p><em>Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Carlo De Benedetti è pronto a fare il suo ingresso nel capitale di Tiscali. Management &#038; Capitali ha infatti sottoscritto un prestito obbligazionario convertibile di durata quinquennale del valore nominale di 60 milioni di euro attraverso il quale supporterà &#8220;la crescita e lo sviluppo di Tiscali in Italia e nel Regno Unito&#8221;.</p>
<p>Oltremanica l&#8217;isp sardo &#8220;intende raggiungere un&#8217;adeguata scala dimensionale e presentare un&#8217;offerta di servizi completa supportata da una rete di infrastrutture moderna ed efficiente&#8221;, sottolinea una nota del fondo di turnaround che si vedrà corrispondere una remunerazione del 6,75%. Il prestito potrà essere rimborsato in azioni Tiscali di nuova emissione a un prezzo di conversione pari a 2,70 euro per azione (corrispondente a un premio del 16% sul prezzo di riferimento di venerdì 16 novembre). In questo caso il numero delle azioni a servizio dell&#8217;operazione sarà di 22,2 milioni, pari a circa il 5% del capitale attuale.</p>


<p>
In caso di non conversione nel periodo di durata delle obbligazioni, a scadenza M&#038;C riceverà un numero di azioni tale da rimborsare il valore nominale delle obbligazioni e gli interessi maturati, ma in numero non superiore al 10% dell&#8217;attuale capitale sociale (che corrisponde a circa 42,4 milioni di azioni). In ogni caso le obbligazioni non saranno convertibili per un anno dall&#8217;emissione.<br />
Anche se sono ancora in molti a ritenere Tiscali una possibile preda dei colossi telefonici europei, (da Swisscom a Vodafone, da Deutsche Telekom a Wind), grazie a questa operazione, che si realizzerà entro la fine dell&#8217;esercizio 2007, la società sarda potrà portare avanti i propri progetti nel Regno Unito, dopo essere diventato uno tra i primi quattro operatori britannici tramite l&#8217;acquisizione e l&#8217;integrazione delle attività di Pipex.</p>
<p>Intanto, proprio al fine di rifinanziare il debito contratto per l&#8217;acquisizione della divisione broadband e voce di Pipex, il cda della società ha deliberato un aumento di capitale fino ad un massimo di 150 milioni di euro da offrirsi in opzione agli azionisti. La cifra è comunque inferiore a quella, pari a 220 milioni, approvata dall&#8217;assemblea straordinaria di fine agosto ma anche alla proposta iniziale del consiglio di amministrazione della società (200 milioni).</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3246/de-benedetti-chiama-tiscali">De Benedetti chiama Tiscali</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:37 di lunedì 19 novembre 2007.</p>
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  <item>
    <title>Sorgenia dà la scossa a Cir, ma scattano le prese di beneficio</title>
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    <pubDate>Tue, 25 Sep 2007 16:55:58 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo
Scattano delle prese di beneficio su Cir, dopo il rally che aveva visto il titolo guadagnare tanto da essere sospeso dalle negoziazioni per eccesso[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/sorgenia.gif" class="post" align="left" border="0" width="250" height="196" alt="sorgenia cir de benedetti energy energia gas elettricit&Atilde;&nbsp; rialzo 2,7 miliardi monte dei paschi mps tirreno power italenergia" /></p>
<p><em>Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Scattano delle prese di beneficio su Cir, dopo il rally che aveva visto il titolo guadagnare tanto da essere sospeso dalle negoziazioni per eccesso di rialzo. A suggerire gli acquisti era stato l&#8217;annuncio dell&#8217;ingresso di Monte Paschi in Sorgenia. La banca senese ha sottoscritto un aumento di capitale per un importo di circa 33 milioni di euro e ha acquisito una partecipazione dell&#8217;1,21% in Sorgenia, il cui intero capitale è stato in questo modo valorizzato intorno ai 2,7 miliardi di euro, ben al di sopra delle stime di Cheuvreux, pari a 1,6 miliardi di euro. Pur confermando il target di 3,2 euro, con rating invariato ad &#8216;outperform&#8217;, gli analisti del broker francese ritengono possibile nel prossimo futuro una revisione al rialzo del prezzo obiettivo che potrebbe arrivare a 3,8 euro.</p>
<p>Più cauti gli esperti di Euromobiliare, secondo i qual la maggiore valutazione implicita pagata da Mps (2,7 miliardi di euro rispetto agli 1,56 miliardi stimati dalla sim) riflette il valore strategico dell&#8217;eventuale concessione di futuri finanziamenti. È per questo motivo che il target price resta a 3 euro e il giudizio &#8216;hold&#8217;. 

Sebbene l&#8217;operazione comporti una leggera diluizione della quota detenuta da Cir in Sorgenia al 57,5 per cento, nei fatti si è trattato di una conferma dell&#8217;intuizione di Carlo De Benedetti, patron di Cir, il quale, nonostante qualcuno a inizio anno avesse ipotizzato la cessione di Sorgenia, ha tenuto duro, convinto che la società non fosse ancora valorizzata correttamente.</p>
<p>Nel dettaglio, Sorgenia ha aumentato la sua quota di controllo in Energia Italiana acquisendo il 16% delle azioni detenute dai soci finanziari Banca Monte dei Paschi di Siena e Bnl International Investments per un prezzo complessivo di 59,5 milioni di euro. La società è salita così al 78% di Energia Italiana, che a sua volta controlla pariteticamente con Eblacea la società di generazione Tirreno Power. Quest&#8217;ultimo rappresenta uno dei maggiori produttori di energia elettrica del Belpaese e gestisce impianti termoelettrici situati a Vado Ligure, Napoli e Torrevaldaliga, insieme a numerose centrali idroelettriche prevalentemente in Liguria.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/3151/sorgenia-da-la-scossa-a-cir-ma-scattano-le-prese-di-beneficio">Sorgenia dà la scossa a Cir, ma scattano le prese di beneficio</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:55 di martedì 25 settembre 2007.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>L&#039;Espresso: attenti alla pubblicità</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/2840/lespresso-attenti-alla-pubblicita</link>
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    <pubDate>Wed, 18 Apr 2007 18:56:45 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Il titolo del Gruppo L’Espresso alla fine ha chiuso con perdite intorno al punto percentuale, ma durante la giornata le vendite avevano fatto accusare al titolo ritracciamenti intorno al punto[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/attenzione.jpg" class="post" align="left" border="0" width="216" height="312" alt="l&#39;espresso espresso gruppo editoria ezio mauro repubblica pubblicit&Atilde;&nbsp; de bendetti ricavi bilancio trimestre investimenti" /></p>
<p>Il titolo del Gruppo L’Espresso alla fine ha chiuso con perdite intorno al punto percentuale, ma durante la giornata le vendite avevano fatto accusare al titolo ritracciamenti intorno al punto percentuale. Non si trattava comunque di una giornata come le altre, soprattutto perché il gruppo editoriale che fa riferimento a Carlo De Benedetti ha pubblicato i dati sul primo trimestre del 2006 e comunicato al mercato una flessione dei ricavi del 10,1 per cento. Il giro d’affari scivola così a quota 272,5 milioni di euro. Proprio la composizione di ricavi riserva le maggiori sorprese per gli analisti. Se infatti complessivamente il conto economico non ha mostrato particolari novità, bisogna anche specificare che il management de L’Espresso, dopo avere incassato ricavi pubblicitari saliti nel trimestre a quota 153,9 milioni di euro (+11,9%), ha dichiarato di prevedere “un forte rallentamento” in questa voce nei prossimi mesi. In compenso il gruppo conferma la stima di una crescita dei ricavi pubblicitari alla fine dell’esercizio 2007.</p>
<p>Storico il sorpasso sancito dall’ultimo trimestre: la pubblicità ha vinto e i ricavi di quest’ultima hanno superato i 112 milioni incassati dal gruppo in edicola. 

Il calo dei “ricavi da copertina” è ij granh parte attribuibile alla politica di riduzione dei prodotti opzionali attuata dal gruppo che edita il quotidiano Repubblica. Non a caso le vendite delle singole testate continuano ad andare bene e proprio il giornale diretto da Ezio Mauro ha raggiunto le 641 mila copie medie. Il settimanale L’Espresso registra invece un calo del 7,5% a livello di ricavi diffusionali, ma c’è da dire che le copie del settimanale vendute al netto dei prodotti in opzion, hanno registrato una buona performance. In generale il gruppo, che ha visto nel trimestre una flessione dell’utile netto da 26,6 a 13,5 milioni di euro, prevede per l’esercizio in corso una flessione nei profitti che attribuisce al venir meno delle imposte differite attive relative a perdite di società pregresse. In compenso il debito finanziario netto è stato ridotto a 218,3 milioni di euro (dagli oltre 262 milioni di euro di un anno fa) e le attività più promettenti (radio, internet e televisione) danno buone soddisfazioni al mangement.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2840/lespresso-attenti-alla-pubblicita">L'Espresso: attenti alla pubblicità</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 20:56 di mercoledì 18 aprile 2007.</p>
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    <title>Tenere Telecom in Italia, si tratta sul prezzo</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/2774/tenere-telecom-in-italia-si-tratta-sul-prezzo</link>
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    <pubDate>Wed, 14 Mar 2007 17:50:53 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Yattaman</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/fune.jpg" class="post" align="left" border="0" width="217" height="206" alt="" /></p>
<p>Il centro di tutto è Cesare Geronzi. Roba da non credere. Sarebbe lui a condurre la partita per mettere insieme una cordata di banche in grado di rilevare il pacchetto di partecipazione di Marco Tronchetti Provera in Telecom. Si tratta di acquistare l&#8217;80% di Olimpia, la holding - controllata per l&#8217;altro 20% dai Benetton - cui fa capo il 18% della ex monopolista dei telefoni. Il problema naturalmente è il prezzo: Tronchetti Provera vorrebbe portare a casa i 3 euro ai quali ha in carico le azioni, ma le banche non sarebbero disposte a mettere più di 2,6-2,7 euro. Della partita sarebbero - oltre a Capitalia - Intesa Sanpaolo e Mediobanca, forse anche Generali e Monte dei Paschi. E a tirare le fila dell&#8217;operazione che deciderà il destino del gigante Telecom sarà Geronzi. L&#8217;Italia è senza speranza.</p>
<p>Comunque a palazzo Chigi l&#8217;operazione sarebbe piuttosto gradita. Il timore del Governo è infatti che la società telefonica finisca in mani straniere. E si sarebbero già fatte avanti la indiana Hinduja e la russa Afk Sistema. Il ministro dello sviluppo economico Pierluigi Bersani è l&#8217;unico ad essere sceso in campo apertamente e finora ad aver risposto altrettanto apertamente è stato solo Alessandro Profumo. Con un secco no. L&#8217;amministratore delegato di Unicredit ha spiegato che le prospettive del gruppo sono &#8220;a est in modo consistente. Il valore dei nostri asset - ha aggiunto - in Russia ammonta a 4 miliardi di euro: e questo è importante perché spesso si parla di sistema bancario italiano come poco internazionale&#8221;. Insomma, la sua banca non difenderà Telecom dai russi. Piuttosto, andrà in Russia a prendere qualcosa in cambio.<br />


<br />
L&#8217;ipotesi di una cordata di istituti di credito, comunque, fa storcere il naso a molti. Sarà necessario un partner industriale. E il primo nome a spuntare è stato quello dei Benetton. In effetti già ieri Gilberto Benetton, presidente di Edizione holding ha detto: &#8220;Il patto con Pirelli prevede che in caso di vendita dobbiamo vendere anche noi. Ma diversamente da Pirelli siamo disposti a fare qualche altro discorso. Dipende da chi subentra&#8221;. La soluzione tecnica potrebbe essere un acquisto da parte della famiglia che attualmente controlla Autostrade del resto di Olimpia finanziato da un prestito convertendo sullo stile di quello concesso a Fiat nel 2002. Per ora al quartier generale di Ponzano Veneto le bocche sono cucite. Qualcuno ipotizza anche una uscita dei Benetton da Autostrade per prendere il controllo di Telecom. Per Prodi sarebbero due piccioni con una fava.</p>
<p>In realtà su Telecom farebbe volentieri un pensiero anche Mediaset (e questo invece sarebbe l&#8217;incubo del centrosinistra): &#8220;Magari potessimo, ma non credo che ce la faranno fare&#8221; ha detto oggi il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. &#8220;Avrebbe anche senso&#8221;, ha aggiunto ma è da escludere perché &#8220;ci vorrebbero investimenti che non finiscono più&#8221;, oltre il fatto che &#8220;Telecom ha in pancia tre reti televisive&#8221; (La7, Mtv e Qoob, trasmessa sul digitale terrestre) &#8220;e questo potrebbe creare qualche ostacolo dal punto di vista delle leggi esistenti&#8221;.</p>
<p><strong>Aggiornamento delle 18.30:</strong> Benetton smentisce l&#8217;intenzione di raggiungere il controllo di Telecom: &#8220;Saremo uno dei soci, non saremo il socio di riferimento&#8221;. Non solo ma, aggiungono da Ponzano Veneto, &#8220;certamente non cresceremo&#8221; in Olimpia. Nel caso in cui poi non fosse la cordata di banche italiane a conquistare Olimpia ma un gruppo straniero &#8220;è difficile fare ipotesi al buio: bisogna capire innanzitutto se saremo graditi al nuovo azionista&#8221; e quale sarà il nuovo piano di sviluppo. Insomma le banche avrebbero in Benetton un partner industriale, ma non disposto ad assumere il timone. Basterà?</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2774/tenere-telecom-in-italia-si-tratta-sul-prezzo">Tenere Telecom in Italia, si tratta sul prezzo</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:50 di mercoledì 14 marzo 2007.</p>
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    <title>Adr, non decolla l&#039;utile. Ma a Gemina la tensione fa bene</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/2773/adr-non-decolla-lutile-ma-a-gemina-la-tensione-fa-bene</link>
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    <pubDate>Tue, 13 Mar 2007 17:39:07 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Pista.JPG" class="post" align="left" border="0" width="244" height="244" alt="alitalia capitalia geimina de benedetti ciampino fiumicino adr aeroporti di roma risultati bilancio legge requisiti di sistema risutlato d&#39;esercizio macquarie vendita igli impregilo " /></p>
<p>In controtendenza a un mercato sottotono oggi Gemina guadagna oggi ancora qualcosina a piazza Affari. L&#8217;ultima novità è stata il bilancio della controllata Adr sulla quale è utile spendere due parole. Aeroporti di Roma è la società non quotata che controlla gli aeroporti capitolini di Fiumicino e Ciampino ed è controllata da <a href="http://www.adr.it/content.asp?L=1&#038;IdMen=477">Gemina</a> che ne possiede (indirettamente) il 51,08 per cento. L’altro azionista rilevante e che controlla da solo il 44,68% del capitale è invece il fondo australiano Macquarie impegnato in questi mesi in numerose operazioni a livello internazionale.</p>
<p>Ma veniamo al <a href="http://www.adr.it/press_detail.asp?l=1&#038;id=882&#038;idmen=725">bilancio di Adr</a>. La società ha registrato un aumento del traffico su base annua. Fiumicino ha superato i 30 milioni di passeggeri e in generale il traffico domestico ha segnato un incremento del 5,1% e quello internazionale del 7,6 per cento: complessivamente la società ha servito nel corso del 2006 circa 35,1 milioni di passeggeri. I ricavi però segnano un calo rispetto al dato di fine 2005 e questo, denuncia il comunicato di Adr, a causa della <a href="http://www.parlamento.it/leggi/05248l.htm">legge 248/05</a> (comunemente nota come la legge sui requisiti di sistema) che determinato un calo del giro d’affari. Il consiglio d’amministrazione presieduto da Ernesto Stajano ha comunque raggiunto dei significativi risultati intermini di contenimento dei costi (-3,2%) e, nonostante l’impatto sulla componente aeronautica del fatturato, è riuscita a bilanciare in parte la compressione dei ricavi con le buone performance delle componenti non aeronautiche (i servizi commerciali in aeroporto).

 Ha contribuito all&#8217;utile della compagnia anche la cessione di ADR Handling al gruppo spagnolo FCC, che ha determinato una plusvalenza di 61,4 milioni di euro. Una cessione non indolore visto che il gruppo Adr ha così visto venir meno da un lato gli apporti al bilancio di Adr Handling e dall&#8217;altro anche la collaborazione di una parte notevole dei propri dipendenti che sono passati con la cessione da 3583 unita a 2275. L’esercizio di Aeroporti di Roma si è alla fine chiuso comunque con un utile netto di 60 milioni di euro (nel 2005 l&#8217;utile netto era stato di 79,7 milioni di euro).</p>
<p>In generale comunque l’assetto azionario di Adr non appare ancora essersi stabilizzato. Macquarie sembra intenzionata a vendere o a conquistare la maggioranza del capitale. Il socio australiano di Adr ha il 44% del capitale ma sembra che stia valutando l&#8217;ipiotesi di cedere una parte notevole di questa quota (un quotidiano australiano parlava del 33% del capitale della società romana). Allo stesso tempo Macquarie dichiara di essere interessato a investimenti di lungo periodo, per questo sembra naturale pensare che stia cercando di ottenere il controllo della compagnia approfittando dei conflitti entro la compagine del socio Gemina. In Gemina, <a href="http://www.finanzablog.it/post/2183/riuscira-romitone-a-contrastare-clessidra">la tormentata holding di controllo</a> con poco più del 51% del capitale di Adr, si fanno infatti largo nuovi soci mentre vecchi compagni di strada se ne vanno. Venerdì scorso le tabelle della Consob segnalavano che il fondo Oxburg partners era salito sopra il 3% del capitale di Gemina: busserà alle porte del patto? Nel frattempo lo scorso 2 marzo si è saputo dell’uscita della Sinpar del gruppo Lucchini dal patto di sindacato di Gemina. Attualmente  la quota di Gemina controllata dal patto che riunisce Investimenti Infrastrutture, Mediobanca, Fondiaria Sai, Generali, Capitalia e Fassina scende al 41,67% del capitale. La tensione fra i numerosi giocatori di questa partita nel frattempo cresce.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2773/adr-non-decolla-lutile-ma-a-gemina-la-tensione-fa-bene">Adr, non decolla l'utile. Ma a Gemina la tensione fa bene</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:39 di martedì 13 marzo 2007.</p>
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    <title>Quelli di Sorgenia non sono mulini a vento</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/2693/quelli-di-sorgenia-non-sono-mulini-a-vento</link>
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    <pubDate>Mon, 26 Feb 2007 17:25:35 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/eolico.jpg" class="post" align="left" border="0" width="178" height="266" alt="sorgenia de benedetti orlandi ricavi piano industriale energia energy investimenti tirreno piower verbund rodolfo carlo de benedetti cir " /> </p>
<p>Se nel 2010 ci saranno in Italia solo un pugno di grandi compagnie dell’energia, Sorgenia vuole essere della partita. Il ramo energetico dell’impero di Carlo De Benedetti ha infatti pubblicato oggi i dati del bilancio 2006 e il piano industriale 2007-2010. Cifre da capogiro per la società guidata dall’amministratore delegato Massimo Orlandi: il fatturato di Sorgenia ha raggiunto gli 1,91 miliardi di euro alla fine dello scorso dicembre con un incremento del 56,4 per cento. L’ebitda della società ha toccato i 120,4 milioni di euro (+118,1%) mentre l’utile netto della compagnia si è attestato a 56,3 milioni di euro (+93,5%). L’acceleratore della società che il gruppo Cir controlla tramite Energia Holding (di cui Cir ha il 73,4%, mentre Energia a sua volta controlla Sorgenia con una quota pari a quasi l’80%) rimane premuto comunque sul pedale degli investimenti, specialmente di quelli che riguardano le fonti rinnovabili e l’energia pulita. 

</p>
<p>Sorgenia ha varato un piano di investimenti per 1,8 miliardi da qui al 2010 e punta a ricavi per 3 miliardi di euro per quella data. L’indebitamento netto del gruppo a fine 2006 ha superato i 600 milioni di euro (con uno scarto di circa 170 milioni di euro sul dato di un anno prima) ed è solo in parte bilanciato da un patrimonio netto che ha raggiunto i 517 milioni di euro. D’altro canto Sorgenia sta puntando sempre di più su nuove centrali eoliche e fotovoltaiche, oltre che sul potenziamento degli impianti a ciclo combinato di Tirreno Power, e questo non può che chiedere nuovi investimenti per finanziare la crescita. Oggi in borsa Cir reagisce con guadagni di circa l’1,4 per cento, ma è probabile che in futuro la controllata dell’energia dia un contributo sempre più importante al suo giro d’affari.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/2693/quelli-di-sorgenia-non-sono-mulini-a-vento">Quelli di Sorgenia non sono mulini a vento</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:25 di lunedì 26 febbraio 2007.</p>
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