martedì 19 maggio 2009

Tod's: Della Valle alla conquista del Far West

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Diego Della Valle parte alla conquista dell’America, ma più che del Far West si tratta in questo caso della Quinta Strada, la celebre arteria di New York dove ha sede uno dei grandi magazzini controllati dalla Saks Incorporated. La società è entrata in crisi e ha chiuso il 2008 con un rosso da 155 milioni di dollari dovuto essenzialmente a un crollo delle vendite che nel primo trimestre del 2009 ha raggiunto il 27,6 per cento.

Nel solo mese di aprile la catena di distribuzione Saks, che vanta sedi in tutto il mondo da Chicago a Città del Messico fino all’Arabia Saudita, ha registrato vendite per 347,5 milioni di dollari, circa il 31,3% in meno di quanto segnato nell’aprile del 2008. Di certo il gruppo sta passando un momento difficile. Anche se dal punto di vista della situazione patrimoniale la catena appare abbastanza solida (debt/equity a meno di 0,7), le difficoltà degli ultimi tempi hanno costretto il gruppo a cedere parte dei propri asset (Proffitt’s and McRae’s nel 2005 e Northern Department Store Group nel 2006) concentrandosi nel settore luxury. Lo scorso gennaio il gruppo ha ceduto anche Club Libby Lu.

Per Saks però Della Valle (in foto), il patron della Tod’s, ha già messo a punto un piano industriale per il rilancio e, dopo aver rastrellato il 5,9% del capitale con un investimento di circa 32 milioni di dollari, ha deciso di presentarlo al primo azionista del gruppo, neanche lui americano.

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lunedì 11 febbraio 2008

Tiscali e Fastweb: quei rumors che non piacciono a De Benedetti

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Di certo l’ottava di Borsa appena cominciata si dimostra particolarmente interessante per il settore delle telecomunicazioni. Tiscali e Fastweb dimostrano, infatti, sin dall’inizio delle contrattazioni di stamane di essere al centro delle attenzioni del mercato. Nel dettaglio Tiscali stamane è penalizzata dai realizzi dopo che la chiusura della scorsa ottava ha portato il titolo a guadagnare più del 20 per cento: in queste ore molti investitori liquidano il titolo che perde oltre sei punti e mezzo a Piazza Affari. Al contrario è ben comprata l’antagonista Fastweb che, secondo molti, sarebbe prossima al delisting grazie a un intervento degli attuali proprietari di Swisscom.

Ma cosa sta succedendo esattamente? Fare il punto della situazione non è facile. Tiscali, si dice, sarebbe nel mirino di diverse società estere, dalla Vodafone a Orange passando per O2 e T-Mobile. Insomma nel calderone dei rumors finiscono praticamente tutti gli operatori mobili stranieri e le voci insospettiscono anche la Consob, messa in allerta da un apprezzamento del titolo del 20% che chiede chiarimenti alla società e persino alla Fsa, la sua corrispettiva britannica, perché riceva delucidazioni dalle società finite nel mirino delle indiscrezioni.

Lo stringato comunicato della stessa Tiscali, con il quale l’isp sardo riferisce di non avere ricevuto manifestazioni d’interesse e di non avere operazioni straordinarie allo studio, sembra, però, per il momento avere alleggerito le pressioni del mercato e oggi, infatti, giungono i primi realizzi.

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mercoledì 14 febbraio 2007

Alitalia, in gara adesso sono in cinque

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Guadagni da oltre mezzo punto percentuale oggi a Piazza Affari per Alitalia, ma l’apertura aveva sfiorato un rialzo dell’1,2% e il titolo si avvantaggiava così della prima short list del ministero dell’Economia che riduceva a 5 i pretendenti alla mano della compagnia. Gustosa la ipotetica battaglia per la conquista della Magliana fra Corrado Passera, ad di Intesa che appoggia e già ha fornito credito per 105 milioni di euro alla AirOne di Carlo Toto, e Alessandro Profumo, che guida Unicredit nella gara e protegge con la sua offerta un misterioso concorrente che potrebbe anche essere un big dei voli come Air France o Lufthansa.

Ha ottenuto il via libera del Tesoro anche la Mangement & Capitali di Carlo De Benedetti che gode dell’appoggio di Diego Della Valle, di Nerio Alessandri ed è in cordata con Goldman Sachs, Cerberus, Elq Investors e con Lefinelc, società che fa riferimento ad Alcide Leali, l’ex patron di Air Dolomiti. Le altre offerte selezionate provengono da fondi stranieri. Il primo è Matlin Patterson global advisers, un fondo di private equity statunitense con sede a New York che gestisce circa 3,9 miliardi di dollari. Importante anche il via libera all’offerta di uno dei più grandi fondi di private equity del mondo, ossia Texas pacific group, il big della finanza americana guidato da Davide Bonderman con in portafoglio asset per 30 miliardi di dollari. Tpg ha già diverse esperienze nel settore del trasporto aereo, e ha acquisito in passato quote di Continental Airlines , America West Airlines e Ryan Air fra gli altri. Alcune ipotesi sull’offerta del fondo texano rigurdano un ossibile ingresso in secondo battuta di Macquarie che con Tpg sta rilevando la compagnia australiana Qantas e che già in Italia controlla il 45% degli Aeroporti di Roma.

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martedì 30 gennaio 2007

Tod's cresce a due cifre nel 2006, il titolo prende il volo

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Guadagni in borsa per la società di Diego Della Valle: il fatturato preliminare del 2006 sale del 13,6% fino a quota 573 milioni (573,1 a cambi costanti). Da qui lo scatto in borsa della casa marchigiana delle calzature che porta il titolo a quota 66,4 euro per azione con un guadagno superiore al 3,6 per cento.

Buone le vendite risulta positivo in tutti i mercati e attraverso i diversi canali distributivi. Se l’Italia, l’Europa e il Nord America sono mercati già maturi dove il marchio Tod’s appare solidamente radicato (i ricavi hanno registrato un notevole passo avanti). Nel Far East e nel resto dei mercati mondiali è stato registrato un incremento del 25,3% che apporta quasi 90 milioni di euro al fatturato di Tod’s. Quelli orientali sono d’altronde mercati su cui il gruppo sta puntando di più: basti pensare che, dei 17 nuovi negozi aperti in franchising nel 2006, la maggior parte ha sede in Asia.

Rimane, però, ancora l’Italia il mercato nazionale in generale più importante per Tod’s, da solo il Belpaese aggiunge 279,6 milioni di euro al giro d’affari dell’impero dei Della Valle (in incremento del 15,8% rispetto al 2005).

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lunedì 29 gennaio 2007

Immobile Alitalia, entro oggi le offerte

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Il titolo di Alitalia rimane incollato al prezzo di apertura (di poco superiore all’euro) nell’ultimo giorno valido per la presentazione delle offerte. Il Financial Times pronostica almeno tre offerte per la compagnia di bandiera, mentre il francese Le Tribune non esclude un intervento in seconda battuta di Air France, che potrebbe ritagliarsi un ruolo nella privatizzazione di Alitalia in seguito.

Nel frattempo, a seguito delle richieste della Consob, la compagnia aerea ha pubblicato i dati sulla sua situazione finanziaria. Durante lo scorso esercizio del 2006 sono state registrate perdite per 380 milioni di euro, un rosso esorbitante per alcuni, che però è inferiore alle stime più pessimistiche, che prevedevano perdite d’esercizio da 400 milioni di euro. La compagnia guidata da Giancarlo Cimoli e da Giovanni Sabatini, che sbrigano l’amministrazione ordinaria supplendo alle funzioni piene di un cda decaduto dopo le dimissioni di Jean-Cyril Spinetta, ha mancato una serie di obiettivi che si era posta per la fine dell’anno; in compenso dichiara di avere risorse finanziarie più che sufficienti a far fronte alla gestione dei prossimi 12 mesi (come richiesto per legge).

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martedì 23 gennaio 2007

Alitalia, Air France non abbassa la guardia

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Negozia sotto un cielo grigio Alitalia in questi giorni: ieri il titolo aveva lasciato sul tappeto di piazza Affari quasi il 2% e anche oggi a metà seduta le azioni della compagnia aerea perdono lo 0,3%. A suggerire le vendite contribuiscono soprattutto le indiscrezioni uscite sulla stampa francese nei giorni scorsi. Un articolo su La Tribune di ieri sosteneva che Air France non avrebbe alcuna intenzione di presentare un’offerta per la compagnia italiana, soprattutto per via delle condizioni imposte dal Governo italiano, che renderebbero troppo rischioso un salvataggio. Nonostante il fatto che nessun commento sulla notizia sia giunto dalla compagnia guidata da Jean-Cyril Spinetta, ieri le azioni di Alitalia hanno perso l’1,98%. Oggi sull’argomento ritorna anche Les Echos che azzarda un’ipotesi sulla reale strategia di Air France. La compagnia non avrebbe alcuna intenzione di lanciare un’offerta, ma non vorrebbe neanche archiviare del tutto il dossier. In tal senso avrebbero un certo appeal le proposte di alcuni investitori interessati all’operazione come Goldman Sachs, Rothschild, o la M&C di Carlo De Benedetti (sostenuta secondo il quotidiano parigino da Mediobanca). Insomma un partner industriale di livello potrebbe fare comodo in un secondo momento.

Sarebbe però soprattutto la posizione di Lufthansa la più preoccupante per il vettore francese.

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martedì 16 gennaio 2007

Alitalia, Zonin ci sta

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Alitalia perde in borsa qualche decimo di punto percentuale in una giornata fiacca per piazza Affari nonostante l’ultima dichiarazione d’interesse della Popolare di Vicenza. Gianni Zonin, presidente della Popolare veneta ha infatti rilasciato un’intervista alla stampa in cui si dichiara disponibile all’affare. Ovviamente anche in questo caso si tratta di organizzare una cordata e il pensiero corre subito a alle voci su una cordata del Nord Est che non avevano trovato poi conferma. Alpi Eagles ha smentito il proprio interesse e Myair – sono queste due le compagnie aeree venete low cost nate negli ultimi anni – non ha commentato.

La fine del mese intanto si avvicina ed è probabile che qualcun altro si faccia vivo prima del 29. Di certo quello di Zonin è un segnale positivo, così come quello di De Benedetti pervenuto lo scorso venerdì. Rimane invece improbabile un intervento della Save, l’attivissima società che gestisce l’aeroporto di Venezia. Il resto sono ancora voci, tranne quella che riguarda lo sciopero ad oltranza dei sindacati che partirà dal prossimo 19 e porterà il problema delle trattative a ridosso della presentazione delle offerte.

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lunedì 15 gennaio 2007

Alitalia, braccia incrociate dopo il no di Bianchi

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Brutto inizio di settimana per Alitalia. Il titolo della compagnia di bandiera lascia oggi sul terreno l’1,6% quasi del proprio valore sullo sfondo di indici in rialzo di circa mezzo punto percentuale. In vista della fine del mese e di quel 29 gennaio che dovrebbe portare sul tavolo di palazzo Chigi le offerte sulla compagnia, i sindacati sono scesi sul piede di guerra. Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ha detto di no a un incontro con le varie sigle interne di Alitalia per discutere della privatizzazione. La posizione del ministro Bianchi è costretta fra i “vorrei che ce ne stessimo buoni tutti quanti fino al 29 gennaio” e i “se dovessi trovarmi adesso ad un tavolo non saprei cosa contrattare, mi sentirei fare delle domande a cui non saprei rispondere”. Come dire che, finché non arrivano le proposte, non c’è nulla da aggiungere.

Una posizione che molte delle tredici sigle della protesta interne alla compagnia hanno giudicato inaccettabile, sebbene non siano mancati i dissensi interni. Il prossimo 19 gennaio comincerà quindi lo sciopero a oltranza della compagnia e molti temono adesso che una protesta tanto forte proprio nei giorni a ridosso della scadenza del bando, possa nuocere alle trattative e avvantaggiare chi voglia giocare al ribasso nelle offerte.

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venerdì 15 dicembre 2006

Alitalia: l'advisor Merrill Lynch, gli scioperi, i rumors

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Alitalia guadagna in borsa nel primo pomeriggio lo 0,66% viaggiando a quota 0,945 euro in recupero sulle perdite che a inizio seduta affondavano il titolo fino a 0,91 euro. Già ieri il titolo aveva perso il 3,19% dopo che Carlo De Benedetti aveva giudicato le condizioni per la privatizzazione di Alitalia troppo restrittive spiegando che “io, personalmente, non credo che ci sarà nessun imprenditore disponibile”. Allo scetticismo dell’Ingegnere era seguito il rifiuto dei Benetton. Nei giorni precedenti Diego Della Valle aveva invece manifestato interesse a partecipare ad una cordata per la conquista di Alitalia.

Ieri stesso il ministero dell’Economia ha comunicato la scelta dell’advisor: sarà Merrill Lynch a curare la cessione di quel 30,1% in mano allo Stato. Nel frattempo Jp Morgan ha abbassato le proprie stime sul 2006 mostrando un certo scetticismo sull’obiettivo di Alitalia di tornare all’utile nel 2008. La banca d’affari ha però anche consigliato una certa cautela agli investitori per la “sottile speranza di un’offerta di salvataggio unita al fatto che le azioni hanno viaggiato in ritardo rispetto al rally 2006 del settore”.

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giovedì 14 dicembre 2006

Alitalia, chi disprezza compra?

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Alitalia perde anche oggi in borsa: -3,84% a quota 0,93 euro a poche ore dalla chiusura delle negoziazioni. Pesa sul titolo il vortice delle dichiarazioni che si sono inseguite sul progetto di privatizzazione. Carlo De Benedetti, che molti davano per interessato all’affare, non solo ha declinato l’invito, ma ha anche aggiunto che a queste condizioni nessun imprenditore sarà disposto a presentare un’offerta. Praticamente un altro broncio su quei paletti della privatizzazione che ogni possibile offerente cerca di piegare dalla sua parte.

Al no condizionato del patron della Cir si è aggiunto quello dei Benetton, mentre Diego Della Valle si sarebbe detto disponibile a partecipare a una cordata. Un silenzio di pietra viene invece dalla AirOne di Carlo Toto che in molti danno per pronta a una offerta appoggiata anche da banca Intesa.

Il panorama quindi è questo: molti dicono che non parteciperanno a queste condizioni, mentre altri tacciono (fra loro anche AirFrance). Forse quindi ha ragione Ubaldo Pacella (Fit Cisl) quando parla di “kermesse delle dichiarazioni al buio” su un piano industriale ancora non definito. In effetti tutti parlano del problema occupazionale - che esiste – ma quali saranno le strategie di un rilancio di Alitalia nessuno ancora lo sa. “L’impressione – aggiunge Pacella – è che ci siano molti investitori intenzionati a ricavarsi una fetta di mercato ancora più piccola prima ancora dell’annuncio di un piano industriale chiaro”. A chi gli chiede del disinteresse di troppi imprenditori, il sindacalista risponde in modo sibillino: “Al mercato di solito chi disprezza compra”.

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