Petrolio in crescita grazie allo yuan, Eni e Saipem sotto i riflettori

pubblicato da AleOne

Recentemente gli analisti di Nomura hanno rivisto il proprio giudizio sul comparto petrolifero europeo alzandolo da “neutral” a “overweight”, ovvero “sovrapesare”. Secondo lo studio della banca giapponese i prezzi dei titoli del settore sono diminuiti eccessivamente nel recente passato ed adesso è tornato il momento di acquistare. Le prospettive di crescita per il comparto sono in media del 30% circa: le quotazioni attuali incorporano infatti un prezzo del greggio di 55 dollari al barile mentre il petrolio è risalito oltre area 75 e secondo gli esperti di Nomura nel secondo semestre del 2010 dovrebbe fare registrare un prezzo medio di 88 dollari. Positivo in particolare il giudizio su Eni

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Dax e Bund per navigare sicuri

pubblicato da AleOne

Ci avviamo verso la fine del primo semestre 2010 in un contesto piuttosto confuso per i mercati finanziari. Le borse hanno sofferto e stanno tuttora soffrendo a causa delle tensioni politiche che si susseguono con disarmante regolarità soprattutto in Europa. Dopo la crisi greca che ha contribuito ad annullare i marginali guadagni che i mercati azionari avevano accumulato con grande fatica da inizio anno, sono state le voci circa lo stato di salute dell’Ungheria a generare nelle ultime settimane una nuova ondata di vendite. In realtà la crisi ungherese dovrebbe essere guardata con relativa indifferenza dalla comunità europea, che di problemi da risolvere ne ha comunque in abbondanza, sia perchè l’Ungheria non fa parte dei paesi che utilizzano l’Euro, sia perche’ esiste sempre il FMI che potrebbe intervenire per fornire liquidità ad un sistema in crisi e dunque scongiurare almeno inizialmente il peggio.

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A caccia di "titolini" per difendersi dai ribassi

pubblicato da AleOne

I violenti ribassi subiti dai principali indici azionari nelle ultime settimane hanno costretto gli investitori a fare i conti più volte con una situazione desolante, quella di un tabellone Ftse Mib tutto di colore rosso. Del resto nel solo mese di maggio sono state 6 le sedute che hanno visto l’indice perdere il 3% o più, difficile con cali di questa entità che i titoli a maggiore capitalizzazione, più condizionati dall’andamento generale della borsa, mettano a segno performace positive. Per trovare delle eccezioni, dei titoli svincolati dal trend dei mercati, è necessario andare a pesca nel mare dei “titolini”, quelli caratterizzati da una minore liquidità ma in alcuni casi anche da una maggiore indipendenza rispetto agli influssi esterni. Tra questi Interpump, Nice, Ascopiave, Dea Capital, Zignago vetro.

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L'analisi grafica non e' ottimista per le borse, il rischio di cali ampi e' elevato

pubblicato da AleOne

Due sono gli elementi che impediscono di guardare con fiducia al futuro del nostro indice generale: il primo il mancato superamento con i massimi dello scorso ottobre del 38,2% di ritracciamento del ribasso dal top di maggio 2007, il secondo l’essere stato respinto al ribasso dalla linea tracciata proprio per i massimi del 2007, messa alla prova nel corso del mese di aprile senza successo.

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La crescita del Pil italiano non basta a scongiurare i rischi per la nostra borsa

pubblicato da AleOne

Secondo il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Durao Barroso, la crisi non è ancora finita. Parlando qualche giorno fa a Firenze Barroso ha dichiarato che “ La crisi economica e finanziaria ha spazzato via 10 anni di crescita e di progressi, e non è ancora passata”. Le possibili difficoltà future dipendono dal fatto che per la prima volta l’Europa si trova di fronte ad attacchi rivolti al debito sovrano, attacchi che costringeranno tutti i paesi ad adottare politiche di austerità che potrebbero soffocare la ripresa economica ancora incerta dopo la grave crisi dell’ultimo biennio.

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Future Ftse Mib in miglioramento ma mancano segnali risolutivi

pubblicato da AleOne

il quadro grafico del future Ftse Mib è apparso in rapido miglioramento nella parte finale dell’ottava, anche se sono mancati segnali risolutivi nel senso di una inversione rialzista. I minimi dell’ottava, a 18040, sono stati registrati infatti ad un passo dai precedenti minimi di maggio toccati nella seduta drammatica del 7 del mese a 17910, supporto dal quale si è disegnato un potente rimbalzo. La reazione ha permesso al future di archiviare una candela settimanale appartenente alla famiglia dei martelli, un “hammer” caratterizzato da una lunga coda, lo spazio della candela esterno all’intervallo apertura - chiusura, sparata verso il basso.

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Prova di forza da parte dello S&P 500, possibile ora un forte rimbalzo

pubblicato da AleOne

Prova di forza da parte dello S&P 500 nonostante la chiusura invariata (+0,04%): dopo essere sceso fino a quota 1040 a testare i minimi di febbraio (a 1044), quota coincidente con il 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi dello scorso luglio i prezzi sono tornati a chiudere a 1072. Il rimbalzo ha permesso all’indice di disegnare una candela giornaliera della famiglia dei “martelli”, un “hammer” (candela caratterizzata da una lunga coda verso il basso e da un piccolo corpo, spazio tra apertura e chiusura, ridotto) che potrebbe rappresentare l’inizio di una bella reazione. A questo punto servira’ tuttavia la rottura dei massimi di seduta, a 1073, per confermare l’avvio di una reazione significativa che corregga il lungo ribasso subito dai massimi di aprile. Attenzione tuttavia che anche in caso di rimbalzo, a questo punto molto probabile, sara’ invece improbabile l’inversione della tendenza ribassista, evento che avverrebbe solo oltre gli 1150 punti. Possibile quindi, anzi probabile, una reazione importante, nell’ordine dei 100 punti (circa il 10%), ma poi rischio di nuove discese. Recentemente infatti e’ stata violata la linea di tendenza tracciata dai minimi di marzo 2009 e la media mobile a 200 sedute, segnali che fanno pensare ad un avvio di una tendenza negativa che potrebbe estendere fino in area 1000 almeno. Segnali analoghi anche da parte del Ftse Mib

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Cambi, commodities e oro, quali prospettive?

pubblicato da AleOne

Difficilmente, a parte le possibili correzioni, il trend negativo per l’euro potrà essere invertito in tempi brevi. Del resto in termini di PPP (purchasing power parity, o parità di poteri di acquisto), la moneta unica viene considerata ancor sopravvalutata del 10/15%. Il ribasso grafico potrebbe proseguire quindi anche nel medio periodo.

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Dollaro forte, commodities in crisi, cosa fara' la borsa?

pubblicato da AleOne

Il trend di rafforzamento del dollaro sull’euro ha caratterizzato gli ultimi sei mesi circa di andamento di questo rapporto di cambio. Dopo aver toccato un massimo a quota 1,5140 a fine novembre 2009 le quotazioni sono scese con regolarità fino ad infrangere il forte supporto offerto in area 1,2330 dai minimi dell’ottobre 2008. Un segnale grafico di questa portata costringe ad ipotizzare che le tendenza di rafforzamento del dollaro non sia ancora finita e che eventuali fasi di recupero dell’euro vadano lette in ottica correttiva, quindi temporanea. Il valore del dollaro, è cosa nota, influenza non solo gli scambi tra i paesi che lo usano, favorendo le esportazioni di quello che vede la propria moneta indebolirsi, e quindi indirettamente anche la sua crescita economica, ma influenza grandemente anche il prezzo, di norma espresso in dollari, delle commodities, ovvero del petrolio, dei metalli e anche quello di alcuni generi alimentari.

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Borsa in difficolta', ma non tutti i titoli sono da buttare

pubblicato da AleOne

Nonostante il monito del Fondo monetario internazionale, secondo il quale l’uscita dell’Italia dalla recessione potrebbe essere più lenta rispetto a quella di altri paesi appartenenti all’Unione monetaria, il dato sul Pil del nostro paese relativo al primo trimestre del 2010 ha evidenziato una crescita superiore alle attese. Nel primo quarto l’economia italiana è infatti cresciuta dello 0,5% congiunturale a fronte di attese di un +0,3%. I segnali di ripresa evidenziati dal Pil sono riscontrabili anche nei conti trimestrali di alcune aziende.

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