
I nuovi affondi dei listini rispolverano l’interesse del mercato per i classici titoli difensivi e per le utility. Nonostante una recente ricerca sulle strategie e le aggregazioni delle società dei servizi abbia rivelato in Italia un rallentamento dei merger nel corso del 2008 e una flessione del valore degli accordi in tutta Europa, diversi dossier di primaria importanza rimangono aperti per le utility di Piazza Affari.
Oggi stesso il nostro campione nazionale Enel potrebbe concludere l’atteso acquisto del 25% di Endesa in mano ad Acciona: gli operatori sono già alla finestra da diversi giorni per controllare i dettagli di un accordo di primaria importanza per la società guidata da Fulvio Conti.
In molti casi i nostri fascicoli e le nostre strategie si incrociano con quelli della Francia. È ancora vivo il dibattito sullo sviluppo dei reattori Epr che potrebbero diventare uno dei cavalli di battaglia di Enel e Edf. La nostra Eni ha ceduto la rete del gas di Roma alla francese Suez-Gdf in cambio della società Distrigaz.
E’ proseguito venerdi’ il rally di Unipol
E’ proseguito venerdi’ il rally di Unipol: la distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 3.1 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 2,899,058 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 28 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 1.347 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.197 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.041 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
In netto progresso venerdi’ Tod’s
In netto progresso Tod’s grazie ai dati preliminari sui ricavi 2008. Le vendite nello scorso esercizio hanno toccato quota 707,5 milioni di euro, +7,7% a/a nonostante l’andamento sfavorevole del mercato dei cambi. La distanza che separa le due chiusure più recenti è del 2.1 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 162,871 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 36 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 31.873 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 28.231 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 24.830 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
In rialzo venerdi’ Enel
In rialzo venerdi’ Enel che ha approfittato del miglioramento della raccomandazione da neutral a buy da parte di UBS, con contestuale incremento del prezzo obiettivo da 4,70 a 5,30 euro, livello che incorpora un potenziale di crescita del 15-20 per cento rispetto ai valori attuali. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 1.2 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 54,317,224 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 51 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 4.895 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.500 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 4.146 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
Prezzi in rialzo del 3,3% ieri per Telecom Italia.
Prezzi in rialzo del 3,3% ieri per Telecom Italia dopo le dichiarazioni del presidente della commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, Mario Valducci, il quale ha affermato che Governo e Parlamento sono favorevoli alla separazione della rete fissa, ipotesi che non ha trovato finora l’approvazione degli azionisti della compagnia telefonica. Tra questi ultimi c’e’ Intesa San Paolo il cui responsabile della divisione corporate, Gaetano Micciche’, ha detto che nonostante il contesto difficile Telecom nel 2008 ha rispettato i budget. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.093 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.102 ed un minimo a 1.073 euro. Segnali positivi oltre area 1,10 per un primo target a 1,156. Sotto 1,06 il titolo segnalerebbe un ritorno della debolezza introduttivo a movimenti verso 0,946. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
Rialzo dell’1,6% ieri per Enel
Rialzo dell’1,6% ieri per Enel grazie a indiscrezioni in base alle quali starebbe ormai per essere ufficializzata l’acquisizione del 25% di Endesa attualmente in mano al partner Acciona. I 7 miliardi di euro necessari per l’operazione verrebbero forniti da un pool di banche coordinato da Mediobanca. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.380 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.505 ed un minimo a 4.335 euro. Segnali positivi oltre area 4,50 per un primo target a 4,55 e successivo a 4,65. Sotto 4,23 il titolo segnalerebbe un ritorno della debolezza introduttivo a movimenti verso 3,90. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
1,0% di rialzo ieri per A2A
1,0% di rialzo ieri per A2A in vista della riunione del consiglio di sorveglianza del 28 gennaio. Inoltre sembra che la multiutility lombarda sia intenzionata ad acquisire il 10% di Edison attualmente in mano alla Carlo Tassara di Romain Zaleski. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.303 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.339 ed un minimo a 1.284 euro. Segnali positivi oltre area 1,34 per un primo target a 1,37 e successivo a 1,42. Sotto 1,25 il titolo segnalerebbe un ritorno della debolezza introduttivo a movimenti verso 1,18. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Nuovi spunti di riflessione, e di investimento, dall’operazione Enel-Endesa. Gli analisti di Ubs, nell’ultimo report sul titolo della società guidata da Fulvio Conti, hanno fatto due calcoli sulla cessione di Endesa Europe ai concorrenti tedeschi di E.On e trovato che a quei prezzi la stessa Enel merita di valere molto di più in Borsa.
Secondo i ricercatori della banca d’affari svizzera, il titolo di Enel che attualmente vale poco più di sette euro merita un prezzo obiettivo di 9 euro e potrebbe raggiungere questa quota entro un anno. In altre parole le azioni della maggiore società energetica italiana potrebbero apprezzarsi nei prossimi mesi di oltre 28 punti percentuali.
La valutazione deriva dal prezzo pagato da E.On per le centrali di Endesa Italia che sono state valutate circa 8 miliardi di euro per un valore implicito di 1.108 euro per kW di potenza installata. Anche se il prezzo pagato da E.ON include probabilmente un premio di maggioranza perché si applica all’80% del capitale di Endesa Italia, va considerato che gli stessi multipli applicati alle centrali di Enel nel Bel Paese implicherebbero una forte sottovalutazione del titolo.
Continua a leggere: Enel: ai prezzi di Endesa Italia varrebbe molto di più

“Il grado di concorrenza nel settore del gas è tutt’ora molto insoddisfacente”. Oggi Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’energia, è tornato sull’argomento della scarsa concorrenza nel vitale settore del gas. “La rete del gas è un monopolio tecnico naturale: proprio per questo - ha aggiunto Ortis - deve essere ‘terza’ rispetto a tutte le aziende italiane e non”.
L’appunto non è però venuto fuori a caso: in giornata un bell’articolo di Massimo Mucchetti sul Corriere della Sera aveva infatti riscaldato l’argomento. Gazprom, colosso russo da tempo alla ricerca di un ingresso nella distribuzione del gas in Europa e in Italia, vorrebbe, infatti, una quota rilevante di Snam rete gas o in alternativa il controllo della società dell’Eni Toscana Energia. Due richieste che l’Eni, storica alleata della Russia (così come più recentemente è Enel), ha però rispedito al mittente. Al massimo, riporta Mucchetti, si potrebbero concedere un po’ di centrali. Il problema, però, si sposta facilmente dalla Toscana a tutto il futuro energetico del Vecchio Continente.
Se si considera, infatti, la forte dipendenza dell’Italia e dell’Europa dalle forniture energetiche russe e se si considerano i grandi interessi dell’Eni e di Enel in Russia appare chiaro che uno scontro frontale non è auspicabile. Recentemente con l’operazione OGK-5 Enel è diventata il più grande operatore elettrico straniero del Paese e contemporaneamente Eni e Gazprom sono impegnati in tandem nella costruzione di South Stream, uno dei gasdotti più importanti per l’approvvigionamento dell’Europa centro-meridionale.
Proprio oggi il vicepremier e candidato del Cremlino alla presidenza, Dmitri Medvedev, attualmente presidente del consiglio di amministrazione di Gazprom, ha presenziato alla firma di un importante accordo a Belgrado. Il nuovo deal sancisce il passaggio del controllo di Nis, la maggiore società di gas e petrolio dell’ex Jugoslavia, a Gazprom.
Le firme sul foglio erano quelle di Aleksiei Miller, ad di Gazprom, e di Sasa Ilic, ad della serba Srbijagas. In cambio Belgrado ha ottenuto la certezza di diventare uno dei maggiori snodi dello stesso South Stream e quindi, in prospettiva, uno dei crocevia del metano nella via per l’Europa. L’appoggio alla Serbia contro l’indipendenza del Kosovo in questi giorni è, d’altra parte, strettamente collegato anche a questo importante accordo economico.
La lontananza degli Stati Uniti e dell’Europa da queste posizioni è collegata anche al fatto che Nabucco, la rete europea alternativa a South Stream, rischia di vedere limitate le proprie potenzialità a seguito della costruzione di quest’ultima potente pipeline.

Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Inizio di ottava decisamente ben intonato per le borse europee ed Enel non si sottrae agli acquisti. Il titolo avanza in attesa dei dati definitivi sull’esito dell’opa sulla societa’ di generazione elettrica OGK-5. Venerdi’ scorso Enel ha anunciato che l’11 febbraio le adesioni risultavano pari al 15.74% del capitale dell’azienda russa che, sommate al 37.15% che gia’ aveva in portafoglio, le consentono di superare la soglia del 50%.
OGK-5 e’ una delle sei societa’ russe di generazione destinate alla privatizzazione e costituite nel 2004. Detiene quattro centrali termoelettriche situate nelle regioni piu’ sviluppate e in rapida crescita del Paese e, in caso di successo confermato dell’opa, rappresenterebbe senz’altro uno dei capisaldi della strategia di crescita dell’azienda tricolore.
Enel, infatti, nonostante il gravoso impegno per la mega-acquisizione da 42 miliardi di euro di Endesa in consorzio con Acciona, non sembra avere alcuna intenzione di interrompere lo sviluppo nell’Europa dell’Est: un’area che in prospettiva garantisce tassi di crescita considerevoli.
Continua a leggere: Enel: il debito potrebbe chiedere la cessione della rete
I sei titoli più pesanti all’interno del paniere S&P/Mib ne condizionano l’andamento per il 66% circa. E’ evidente che quando il mercato non sostiene la tendenza di questi elementi tutto l’indice ne risulta fortemente penalizzato. I titoli con la maggiore capitalizzazione del paniere sono, nell’ordine, Eni, Unicredito, Intesa San Paolo, Assicurazioni Generali, Enel e Telecom Italia. Ma è possibile cercare di individuare delle strategie di ingresso per i titoli maggiormente rappresentativi del nostro listino?
Continua a leggere: Analisi e prospettive per il 6 maggiori titoli del listino
Riceviamo da Stock Angel e con piacere pubblichiamo
Buona performance oggi per Enel. A Piazza Affari il titolo della società guidata da Fulvio Conti registra un rialzo dell’1,55% e si porta a quota 8,15 euro, sulla scia delle buone notizie provenienti dalla Russia. Oggi il colosso dell’elettricità ha messo un altro tassello importante nel processo di espansione all’estero avviato l’anno scorso e ha acquisito un ulteriore 7,15% della russa Ogk-5.
L’operazione, comunicata in giornata al mercato, è stata condotta dalla controllata Enel Investment Holding. L’accordo vale circa 304 milioni di euro e ha permesso a Enel di avere adesso una quota di Ogk-5 pari al 37,15% del capitale.
Costituita nel 2004 Ogk-5 è una delle sei società russe di generazione elettrica destinate alla privatizzazione dopo le smebramento e la liquidazione di Yukos. Fra gli asset di rilevo che la nuova controllata di Enel porta in dote spiccano quattro centrali termoelettriche situate in diverse regioni della Russia.
Rialzo del 2,7% ieri per Generali
Rialzo del 2,7% ieri per Generali. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 30,915,876 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 164 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 31.200 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 31.740 ed un minimo a 30.620 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 33.410 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 31.933 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 30.190 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
Sale dello 0,9% Hera con volumi stabili. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 1,647,460 pezzi, risultano solo marginalmente inferiori a quelli della media settimanale La chiusura di seduta è stata registrata a 2.990 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.000 ed un minimo a 2.935 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 3.198 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 3.023 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 2.891 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.
Chiusura di seduta sopra gli 8 euro ieri per Enel dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 8.080 ed un minimo a 7.945 euro. Oltre area 8,10 atteso il test di 8.22, top del 15 ottobre. Il superamento anche di questa soglia prospetterebbe un test dell’area critica di 8,60 euro. Discese sotto 7,90 metterebbero in discussione le prospettive di una evoluzione rialzista. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Non è piaciuta al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy l’offerta presentata da Enel per il 49% di Estenergy, società di commercializzazione di energia controllata da Acegas-Aps. Illy teme che l’ingresso di Enel possa bloccare il processo in corso di realizzazione che mira ad aggregare le ex municipalizzate del Nordest. “Così si rischia di andare verso una situazione di oligopolio o monopolio e su questo aspetto l’Antitrust dovrebbe dare dei segnali” ha dichiarato il governatore definendo “aberrante” l’idea di consentire a Enel di “acquisire multiutility o anche un solo servizio”.
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