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  <title>Finanzablog.it</title>
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  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 15:20:22 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
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    <title>Settore pubblica utilita&#039; in evidenza: Enel, Enl GP e Terna sotto i riflettori</title>
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    <pubDate>Tue, 01 Feb 2011 08:34:20 GMT</pubDate>
    <dc:creator>AleOne</dc:creator>
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    <description>Il settore della pubblica utilità ha cercato di mettersi in evidenza in borsa nell&amp;#8217;ultima ottava. Il mercato azionario nel suo complesso non è apparso particolarmente brillante, probabilmente[...]</description>
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    </p>
<p>Il settore della pubblica utilità ha cercato di mettersi in evidenza in borsa nell&#8217;ultima ottava. Il mercato azionario nel suo complesso non è apparso particolarmente brillante, probabilmente anche a causa della revisione al ribasso per le stime di crescita dell&#8217;Italia da parte del Fondo monetario internazionale per il 2012 (1,3% invece del precedente 1,4%, un valore che mette il nostro paese in fondo alla classifica della crescita per i principali Paesi industrializzati e partner europei) e dei commenti del centro studi Confindustria che nella congiuntura flash ha evidenziato come l&#8217;Italia non tenga il passo rispetto ad una ripresa globale &#8220;tornata vigorosa&#8221;. A fronte di queste prospettive è normale che gli investitori rivolgano la propria attenzione a temi tipicamente difensivi come quello appunto delle utility.</p>


<p>
Lo studio del grafico di forza relativa che mette in rapporto l&#8217;andamento del titolo Enel con quello del paniere Ftse Mib evidenzia una lunga fase di neutralità, iniziata con i minimi del giugno 2009, durante la quale, in media, azione ed indice sono andati di pari passo. Attualmente tuttavia i la curva di forza relativa si trova nella parte alta del trading range disegnato nell&#8217;ultimo anno e mezzo circa. La eventuale rottura di questa resistenza potrebbe anticipare l&#8217;avvio di una fase, probabilmente duratura, durante la quale il titolo farebbe meglio dell&#8217;indice. Anche in termini di semplice grafico dei prezzi Enel sta cercando di inviare segnali positivi: recentemente ad esempio, tra il 13 ed il 18 gennaio, le quotazioni sono salite con una evidente accelerazione al di sopra delle medie mobili a 100 e 200 giorni, passanti in area 3,85/3,90 travolgendo poi la resistenza offerta a 4,01 dal gap ribassista del 22 novembre. Se il titolo riuscirà ora a lasciarsi alle spalle anche il top dello scorso aprile a 4,28 euro sarà possibile pronosticare anche il superamento dei massimi di fine 2009 a 4,37 ed il raggiungimento di area 4,65, dove si colloca il 38,2% di ritracciamento del ribasso dal picco del giugno 2007. Oltre questa importante quota di Fibonacci il rialzo visto dai minimi del 2009 acquisterebbe credibilità e si potrebbe proporre per il superamento dei 5 euro. Le cose si complicherebbero invece per Enel in caso di ritorni al di sotto delle citate medie mobili per mettersi poi veramente male alla violazione dei 3,66 euro, dove transita la linea di tendenza tracciata dai minimi di marzo. </p>
<p>Segnali positivi sembrano arrivare anche da Enel Green Power, un titolo difficile da valutare per l&#8217;analisi tecnica a causa della sua relativamente breve vita ma che in ogni caso superato di recente una importante resistenza. Il grafico di Enel Green Power evidenzia infatti una fase sostanzialmente laterale tra la sul origine, ad inizio novembre, ed i 19 gennaio, delimitata superiormente dalla resistenza di area 1,62 euro. Il 19 gennaio questa resistenza è stata fatta saltare in presenza di volumi elevati ed è quindi lecito attendersi ora il proseguimento dell&#8217;ascesa. Un obiettivo possibile per il titolo, calcolato con il metodo delle proiezioni di prezzi dal momento che il grafico si muove in territorio inesplorato, si colloca in area 1,85 euro. Solo in caso di discese sotto 1,54 il recente segnale positivo verrebbe messo in discussione e si potrebbero verificare discese nuovamente in area 1,47, sui minimi di novembre. </p>
<p>Decisamente più prodigo di informazioni il grafico di Terna, sul quale è possibile individuare un canale rialzista contenente l&#8217;andamento dei prezzi dai minimi di fine 2008. Il titolo ha disegnato in area 3,07 una potenziale figura a doppio minimo che verrebbe completata con la rottura di area 3,26. Oltre quella soglia le quotazioni avrebbero spazio per salire fino a ricoprire il gap ribassista del 22 novembre in area 3,36 e spingersi poi a testare il picco del 19 novembre, massimo storico lasciato a 3,40 euro. Se il rialzo trovasse la forza per lanciarsi oltre il precedente record il target si sposterebbe sul limite superiore del canale citato, passante attualmente in area 3,65 euro (il valore della linea cresce di circa 0,04 euro al mese). Discese al di sotto dei 3,07 euro potrebbero anticipare invece il test della base del canale costruito a partire dai minimi del 2008, supporto 3,03 che dovrà essere rispettato per evitare il rischio di una inversione ribassista di medio termine.  </p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4647/settore-pubblica-utilita-in-evidenza-enel-enl-gp-e-terna-sotto-i-riflettori">Settore pubblica utilita' in evidenza: Enel, Enl GP e Terna sotto i riflettori</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:34 di martedì 01 febbraio 2011.</p>
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  <item>
    <title>Enel in verde dopo ok a conversione centrale Porto Tolle</title>
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    <pubDate>Thu, 06 Jan 2011 12:37:55 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>sp-mib</category><category>utilities</category><category>enel</category><category>az-italia</category>
    <description>Enel recupera terreno e prova a scacciare il rischio del testa e spalle ribassista in formazione da qualche settimana. Solo una vittoria oltre il massimo prenatalizio a 3,87 euro fornirebbe indicazioni[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/logotransitIT.png" class="post" align="left" border="0" width="166" height="158" alt="" /></p>
<p>Enel recupera terreno e prova a scacciare il rischio del testa e spalle ribassista in formazione da qualche settimana. Solo una vittoria oltre il massimo prenatalizio a 3,87 euro fornirebbe indicazioni rassicuranti dato che determinerebbe la ripresa del rialzo partito a inizio dicembre in direzione di 3,98 e quindi del top autunnale a 4,1525. Eventuali discese sotto area 3,73 euro causerebbero invece il completamento del pattern citato in precedenza, evento cui seguirebbe un approfondimento verso area 3,60.<br />
Ieri il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha annunciato il via libera alla conversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle (che attualmente funziona a olio combustibile), provincia di Rovigo. La decisione e&#8217; stata presa in virtu&#8217; del giudizio di compatibilita&#8217; ambientale e dell&#8217;intesa con la Regione Veneto. Al termine dei lavori, il cui costo per Enel dovrebbe essere di circa 2 miliardi di euro, la centrale passera&#8217; dagli attuali 2,7 GigaWatt di potenza a poco meno di 2: questo per compensare l&#8217;eccesso di capacita&#8217; creatosi a seguito della riduzione dei consumi elettrici.<br />
Secondo alcuni analisti si tratta di un progetto dalla tempistica non immediata, dato che non rientra nel piano industriale 2010-2014 e che i lavori non potranno iniziare prima di aver verificato la compatibilita&#8217; con il programma di sviluppo dell&#8217;energia nucleare.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4618/enel-in-verde-dopo-ok-a-conversione-centrale-porto-tolle">Enel in verde dopo ok a conversione centrale Porto Tolle</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 14:37 di giovedì 06 gennaio 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Il settore delle utilities invia segnali positivi, occhi puntati su Enel, Hera e Terna</title>
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    <pubDate>Thu, 11 Nov 2010 08:26:31 GMT</pubDate>
    <dc:creator>AleOne</dc:creator>
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    <category>compratienivendi</category><category>fatti-del-giorno</category><category>enel</category><category>educational</category>
    <description>Il settore delle utilities sta inviando segnali positivi da un punto di vista grafico sia a livello europeo sia domestico. Il grafico del settoriale Eurostoxx ha disegnato nel corso degli ultimi mesi,[...]</description>
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    </p>
<p>Il settore delle utilities sta inviando segnali positivi da un punto di vista grafico sia a livello europeo sia domestico. Il grafico del settoriale Eurostoxx ha disegnato nel corso degli ultimi mesi, dai minimi di maggio, una estesa fase laterale delimitata dalla resistenza posta a 344 punti circa, messa alla prova più volte e superata a fine ottobre, in contemporanea con la rottura della media mobile a 200 sedute. Tutta la fase orizzontale può essere considerata come un ampio testa spalle rialzista, figura che sta ad indicare l&#8217;inversione del trend ribassista subito dal top di gennaio a 398,50 circa. Conferme in favore di una evoluzione rialzista di medio lungo termine verrebbero oltre i 348 punti, 50% di ritracciamento del calo dal top di aprile. In caso di superamento di questa soglia target a 358 e a 370. Sarebbero invece ribassi al di sotto di 338, top di settembre, ad allontanare le prospettive di rialzo.</p>


<p>
Allo stesso modo il settoriale domestico, il FTSE Italia Servizi di Pubblica Utilità, è riuscito nella seconda metà del mese di ottobre a scardinare la forte resistenza dei 21100 punti circa, top di giugno e settembre. Questa soglia coincide con il lato superiore della fase laterale disegnata dai prezzi dai minimi di maggio, fase laterale che può essere a questo punto considerata un&#8217;ampia area di accumulo, un trampolino dal quale fare partire un trend rialzista destinato a durare nel tempo: proiettanto verso l&#8217;alto l&#8217;ampiezza del trading range è possibile ottenere un target in area 23500 punti (resistenza intermedia a 22505, top di aprile). Solo se i prezzi scendessero nuovamente sotto i 21100 punti potrebbero sorgere dubbi seri sulla realizzazione dello scenario rialzista. </p>
<p>Considerazioni del tutto analoghe possono essere avanzate per il titolo Enel, il cui andamento ricalca da vicino quello dell&#8217;indice settoriale. Enel ha superato a metà ottobre la resistenza offerta in area 4 euro dal top di metà giugno, poi messo alla prova senza successo il 21 settembre, lasciandosi così alle spalle la fase laterale avviatasi a maggio. La proiezione verso l&#8217;alto della ampiezza del trading range fornisce un target al rialzo per Enel in area 4,50 euro, una resistenza che diverrebbe raggiungibile alla rottura di 4,20, dove transita la linea discendente tracciata dai massimi di settembre 2009. In ottica temporale più estesa, da tre a cinque mesi, il titolo potrebbe poi salire fino a testare in area 5 euro il limite superiore del canale tracciato dai minimi del 2009. Il ritorno al di sotto della ex resistenza dei 4 euro, dove adesso transita anche la linea tracciata dai minimi di inizio luglio, ricondurrebbe i prezzi all&#8217;interno del vecchio trading range prospettando movimenti in area 3,55 almeno. </p>
<p>Terna ha superato al rialzo di recente i precedenti massimi storici di quota 3,24 euro toccati a marzo, inviando un segnale di ripresa del trend rialzista intrapreso a fine 2008 da quota 2,04 ed interrotto appunto a marzo. Il potenziale di crescita, stando alla ampiezza della fase laterale che ha caratterizzato l&#8217;andamento del titolo nei 7 mesi circa precedenti la rottura di area 3,25, è nell&#8217;ordine dei 0,35/0,40 euro, quindi corrispondente ad un target in area 3,60/65 euro. Il rischio di assistere ad una fase negativa di ampiezza rilevante si concretizzerebbe invece solo in caso di violazione della media mobile a 200 sedute, supporto messo alla prova a luglio ed ottobre, passante attualmente in area 3,10 euro. Sotto questi livelli i prezzi potrebbero scendere a testare in area 2,95 la base del canale ascendente che è possibile ipotizzare per il titolo dai minimi del 2008. </p>
<p>Da seguire con attenzione anche Hera. Il titolo ha infatti superato di recente il massimo di agosto a 1,51 consolidando poi sopra quei livelli in attesa di potersi lasciare alle spalle anche la media mobile a 200 giorni, passante a 1,54 circa. La rottura della media, coincidente anche con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di marzo, apre la porta al proseguimento della fase ascendente con target in area 1,68, dove transita la linea di tendenza tracciata dai massimi di fine agosto 2009. Oltre questa soglia verrebbe inviato un segnale favorevole al proseguimento dell&#8217;ascesa anche a medio/lungo termine, con obiettivo sugli stessi massimi dell&#8217;agosto 2009 a 1,81 euro. Sotto 1,48, massimi di settembre, le prospettive di rialzo verrebbero ridimensionate e si potrebbe invece realizzare il test in area 1,33, minimi di giugno.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4566/il-settore-delle-utilities-invia-segnali-positivi-occhi-puntati-su-enel-hera-e-terna">Il settore delle utilities invia segnali positivi, occhi puntati su Enel, Hera e Terna</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:26 di giovedì 11 novembre 2010.</p>
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  </item>

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    <title>Enel: l&#039;estero salva i conti, obiettivi confermati</title>
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    <pubDate>Wed, 10 Nov 2010 15:03:31 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Il terzo trimestre di Enel ha visto una crescita del giro d&amp;#8217;affari e una flessione di tutti gli altri indicatori del conto economico rispetto allo stesso periodo del 2009, tuttavia il mercato[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/enel_fulvio_conti_05.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="166" alt="enel mercato finanza andamento risultati power energia finanza" /></p>
<p>Il terzo trimestre di Enel ha visto una crescita del giro d&#8217;affari e una flessione di tutti gli altri indicatori del conto economico rispetto allo stesso periodo del 2009, tuttavia il mercato sembra avere accolto senza troppi scossoni gli ultimi dati del gruppo, anzi. Il titolo oggi si muove in controtendenza al mercato e recupera quota 4,10 euro con un rialzo dello 0,24 per cento.</p>
<p>I ricavi sono cresciuti nel terzo trimestre del 4,8% a quota 18,17 miliardi di euro mentre l&#8217;utile cedeva il 17% riportandosi a 1,024 miliardi. Come nel caso dei risultati della prima semestrale di Enel Green Power, anche nel caso di Enel numerose operazioni straordinarie condizionano l&#8217;interpretazione dei risultati e delle performance del gruppo. Nel caso di Enel si tratta per esempio delle complesse manovre di riassestamento della controllata Endesa che è stata consolidata con il metodo integrale dopo l&#8217;acquisizione del 25,01% del capitale da Acciona che ha esercitato anticipatamente la sua put option sulla società. Gli effetti di questa manovra avevano comportato un provento di 970 milioni di euro per la concessione anticipata della put option al socio spagnolo. Altre poste straordinarie riguardano la cessione nel 2009 del 20% circa di Severenergia e di Enel Linee Alta Tensione.</p>
<p>Endesa, per altri versi, si rivela un motore propulsore fondamentale per Enel, dai mercati spagnoli e sudamericani è venuto il maggior input in termini di ricavi. L&#8217;Italia da sola rivela invece nel trimestre e nei nove mesi un panorama asfittico con un calo della domanda che il gruppo guidato da Fulvio Conti non ha saputo contrastare registrando flessioni dei volumi di vendita di elettricità e dei margini sugli stessi.</p>
<p>Per la fine dell&#8217;anno il gruppo conferma comunque tutti gli obiettivi forniti in passato: il debito dovrebbe scendere a 45 miliardi di euro, il mol a quella data dovrebbe attestarsi a 17 miliardi (quindi il rapporto tra i due sarebbe di circa 2,65) e l&#8217;utile dovrebbe superare i 4 miliardi di euro. Nei nove mesi il debt/equity è sceso da 1,11 a 1,04 e il capitale investito netto è salito a 99,87 miliardi di euro. La crescita continua dei ricavi sicuramente incoraggia le performance del gruppo, tuttavia la vendita di nuovi asset è chiaramente indispensabile nell&#8217;ottica di un rispetto dei covenant fissati sul debito con le banche. Di certo il giro di boa del 2011 porterà un gruppo diverso e proiettato verso una più alta redditività. L&#8217;abbattimento degli oneri finanziari in tal senso rimane un obiettivo primario.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4565/enel-lestero-salva-i-conti-obiettivi-confermati">Enel: l'estero salva i conti, obiettivi confermati</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 17:03 di mercoledì 10 novembre 2010.</p>
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    <title>Enel: Enel Green Power rispolvera la questione dei certificati verdi</title>
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    <pubDate>Tue, 02 Nov 2010 18:07:47 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>persone-fatti</category><category>enel</category><category>az-italia</category>
    <description>Si accende l’attenzione per il comparto delle fonti rinnovabili in attesa dello sbarco in Borsa di Enel Green Power uno dei protagonisti del settore che di recente Enel ha deciso di quotare ottenendo[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/enel_green_power_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="200" height="140" alt="enel green power quotazione certificati verdi risulati ipo gioved&Atilde;�&Acirc;&not; andamento mercato energia a2a hera multiutility assoelettrica" /></p>
<p>Si accende l’attenzione per il comparto delle fonti rinnovabili in attesa dello sbarco in Borsa di Enel Green Power uno dei protagonisti del settore che di recente Enel ha deciso di quotare ottenendo però in fase di collocamento un corrispettivo di 1,6 euro per azione e quindi meno di quanto previsto dal range iniziale di 1,8-2,1 euro.</p>
<p>Sembra che a mancare sia stata la domanda degli istituzionali (attestatasi a 520 milioni di azioni) a fronte di una richiesta vigorosa da parte del retail (1,26 miliardi di titoli). D’altra parte le condizioni dell’offerta nel prospetto indicano un’offerta pubblica pari al minimo al 15% dell’offerta (compresa la quota destinata al mercato spagnolo) e per il resto per l’85% minimo rivolta agli istituzionali. In fase di collocamento le percentuali si sono invertite con il 77% circa assegnato al retail e il resto agli istituzionali. Insomma gli operatori professionali hanno aderito probabilmente meno delle attese e il retail ha supplito anche se il prezzo è scivolato alla fine sotto i margini della forchetta fissata inizialmente.</p>
<p>Al netto delle commissioni e della greenshoe Enel ha comunque ricavato circa 2,22 miliardi di euro dalla quotazione di Green Power (il rapporto prezzo/utili si è attestato a 17,7, quello prezzo/ebitda a 8,5 volte) e, secondo alcuni analisti, potrebbe dover mettere in vendita altri asset per contrastare il debito che è alla base della decisione di quotare il ramo delle energie rinnovabili. Contando la greenshoe al termine Enel ha ricavato circa 2,6 miliardi di euro.</p>
<p>Nel frattempo, comunque, il quadro normativo dell&#8217;intero settore è in forte accelerazione e la stessa Enel Green Power ne dovrà tenere conto. Per domani è prevista una riunione di Assoelettrica, l’associazione che riunisce i maggiori produttori di energia, durante la quale probabilmente si confronteranno punti di vista assai diversi sulle norme vigenti e su quelle in arrivo. A partire da quelle che regolamentano il mercato dei certificati verdi. Entro il 31 dicembre di quest’anno è atteso un Decreto del ministero dello Sviluppo che dovrebbe portare a un taglio del 30% dell’importo complessivo pagato per il ritiro dei certificati ritirati dal GSE. Di questa riduzione almeno l’80% dovrebbe provenire dal contenimento dei certificati verdi in eccesso. Enel Green Power nel suo prospetto ha già detto di tener conto nelle previsioni di questo fattore che comunque inciderà profondamente sul mercato delle rinnovabili. Gli attriti fra i vari operatori energetici italiani – si parla di quotate di rango come Eni, Enel, A2A, Acea, Hera, la controllata di Cir Sorgenia, Iride e una serie di altri operatori minori e di gruppi industriali che operano nel settore anche avendo core business di altra natura – non si limitano però solo a questo aspetto.</p>
<p>Attualmente (dato 2010) ogni produttore elettrico deve immettere in rete almeno il 6,05% della propria produzione (o dell’energia importata) da fonti tradizionali ricorrendo a fonti rinnovabili. Chi non ci riesce direttamente compra i certificati verdi. Quanto valgono? I certificati verdi nel 2009 hanno avuto un valore compreso tra i 112,82 euro per MWh (prezzo di riferimento di emissione del GSE pari al prezzo massimo) e gli 88,91 euro per MWh (il prezzo al quale il GSE li ha ritirati). Nello stesso hanno Il GSE in pratica ha ritirato 1,51 miliardi di euro di certificati. I tagli previsti saranno dunque assai significativi per l’industria.</p>
<p>Quello che però molti operatori contestano è l’indirizzamento delle esenzioni e l’eccesso di offerta di certificati verdi che ha generato il bisogno continuo di un intervento pubblico per il sostegno dei prezzi dei medesimi (tramite il GSE). C’è anche chi critica il fatto che spesso vengano equiparati impianti moderni ad alta efficienza (per certe centrali a gas di cogenerazione a ciclo combinato si arriva quasi al 70% in certi casi) a vecchie centrali che hanno un’efficienza assai minore (anche del 27% per certi vecchi impianti).</p>
<p>Insomma la questione rimane aperta e potrebbe darsi che il taglio dei finanziamenti del GSE comporti anche una revisione dei criteri del mercato che potrebbe davvero spingere a un ammodernamento degli impianti. Il problema è che in molti casi da una revisione potrebbero essere danneggiate proprio alcune centrali di Eni ed Enel ossia alcuni dei più formidabili asset dello Stato. Il caso di Enel che produce certificati verdi e li compra a un tempo (da Enel Green Power alle vecchie centrali) rivela però meccanismi ancora più complessi. Di certo della questione si parlerà ancora nei prossimi giorni.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4557/enel-enel-green-power-rispolvera-la-questione-dei-certificati-verdi">Enel: Enel Green Power rispolvera la questione dei certificati verdi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 20:07 di martedì 02 novembre 2010.</p>
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    <title>Enel Green Power punta sul vento, ma al momento i pilastri sono idroelettrico e geotermia</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4548/enel-green-power-punta-sul-vento-ma-al-momento-i-pilastri-sono-idroelettrico-e-geotermia</link>
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    <pubDate>Mon, 25 Oct 2010 16:57:44 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>le-debuttanti-ipo</category><category>enel</category><category>az-italia</category><category>energy</category>
    <description>Venerdì in visita all&amp;#8217;impianto catanese di 3Sun, il costruttore di pannelli fotovoltaici appena fondato da Enel Green Power, Stmicroelectronics e Sharp e in attesa delle ultime[...]</description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/enel_green_power.jpg" class="post" align="left" border="0" width="200" height="140" alt="enel green power quotazione enel fulvio conti mercato finanza" /></p>
<p>Venerdì in visita all&#8217;impianto catanese di 3Sun, il costruttore di pannelli fotovoltaici appena fondato da Enel Green Power, Stmicroelectronics e Sharp e in attesa delle ultime autorizzazioni, il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia ha auspicato l&#8217;Italia diventi leader nell&#8217;impiantistica di questo tipo. Sarebbe davvero un successo se così fosse, il ritardo dell&#8217;Italia nelle fonti rinnovabili è infatti uno dei fenomeni più contestati da diversi esperti del settore.</p>
<p>Fioccano gli esempi dell&#8217;enorme numero di impianti realizzati in Germania o in Giappone in condizioni climaticamente meno favorevoli. Grandi costruttori di pannelli fotovoltaici cinesi invadono i mercati europei e noi che pure siamo in grado di realizzare una centrale all&#8217;avanguardia come l&#8217;Archimede di Priolo non teniamo neanche lontanamente il passo con questi concorrenti. La svolta per il momento resta ancora tutta nelle attese ed è in buona parte affidata alla quotazione di Enel Green Power.</p>
<p>Sarebbe però sbagliato tralasciare che il motivo primo di questa quotazione è quello del rientro di Enel dal debito contratto per l&#8217;acquisizione di Endesa. Intesa Sanpaolo, Credit Suisse, Goldman Sachs, Mediobanca e Barclays sono tutte Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner nell&#8217;ambito dell&#8217;Offerta Istituzionale e hanno sottoscritto (come giustamente evidenziato nel prospetto di quotazione di EGP) lo scorso 19 aprile una linea di credito rotativa quinquennale da 10 miliardi di euro. Queste banche hanno finanziato, con Unicredit (anch&#8217;essa Joint Bookrunner nell&#8217;ambito dell&#8217;Offerta Istituzionale), le conquiste di Enel con i Credit Agreement del 2007 e del 2009 e ora partecipano con un ruolo importante al collocamento dei titoli di Enel Green Power i cui proventi serviranno a coprire le esposizioni di Enel nei loro confronti.</p>
<p>D&#8217;altra parte Enel manterrà il controllo del 67,5% del gruppo anche in caso di integrale esercizio della Greenshoe e dunque continuerà ad avere oneri e onori condivisi con il suo campione dell&#8217;energia rinnovabile. Né al riguardo va dimenticato che la capogruppo continuerà a svolgere per Enel Green Power i servizi di gestione accentrata della tesoreria, i servizi di pagamento, dei crediti di firma, nonché del rischio di cambio e tassi d&#8217;interesse. Se un giorno Enel dovesse perdere il controllo di Green Power il gruppo potrebbe chiedere il rimborso anticipato dei crediti forniti all&#8217;attuale controllata.</p>
<p>Tutto questo non impedisce di analizzare i risultati del gruppo Enel Power per come essi sono ampiamente descritti e spiegati nel prospetto di quotazione da più di seicento pagine pubblicato a ridosso dell&#8217;avvio dell&#8217;offerta. Nel primo semestre del 2010 la società guidata da Fulvio Conti ha accresciuto del 10,5% il proprio fatturato portandolo a quota 1,03 miliardi di euro. Il conto economico ha però molto risentito del consolidamento di Ecyr e delle variazioni di perimetro. L&#8217;ebitda della società a perimetro costante avrebbe mostrato infatti un calo del 4,1% (circa 27 milioni da sottrarre ai 651 milioni registrati a perimetro variabile alla fine del primo semestre 2010) sul semestre del 2009 senza questa nuova società consolidata. D&#8217;altra parte questa stessa operazione ha comportato maggiori ammortamenti a valle del conto economico e ha costituito il grosso dei 35 milioni di euro che hanno ridotto a 415 milioni l&#8217;ebit di Enel Green Power. Insomma le grandi manovre in vista della quotazione hanno smosso un po&#8217; tutto quanto.</p>


<p>Il semestre si era chiuso con un utile da 253 milioni di euro in crescita del 13,4% anch&#8217;esso molto alterato da diverse poste straordinarie. La vera novità del semestre è stata però la ripatrimonializzazione operata dalla stessa Enel che ha tagliato in pratica del 44% il debito finanziario netto della società portandolo sotto i 3 miliardi di euro a fronte di un patrimonio da 7,22 miliardi di euro (debt equity passato da 2,1 a 0,4 in sei mesi). Curioso osservare che il patrimonio netto per azione nel 2008 era di 1,7 e lo scorso 30 giugno era di 1,3. Il ROS (utile operativo su ricavi) nella prima metà dell&#8217;anno è stato pari al 42,5% contro il 50,4% del primo semestre del 2009.</p>
<p>La capitalizzazione del gruppo nella forchetta di prezzo indicata al mercato implicherà un rapporto tra l&#8217;enterprise value della società e il suo ebitda (ev/ebitda al 2009) fra 9,2 e 10,3 e un price/earnings (p/e) compreso tra 19,9 e 23,2 volte. I competitor scelti (Iberdrola Renovables, EDP Renovavais ed EDF Energies Nouvelles) hanno tutti multipli superiori il che basta a cancellare l&#8217;ipotesi di un&#8217;offerta davvero troppo cara. Se poi si volesse essere &#8220;tradizionalisti&#8221; si potrebbe dire che per ripagare l&#8217;investimento nei titoli con gli utili forniti servirebbero dai 19,9 ai 23,2 anni (è questo il significato del p/e), tuttavia un pay out ratio (ossia la quota degli utili distribuita in cedole agli azionisti) non inferiore al 30% non sembra ingenerosa. Ovviamente bisognerà poi vedere quanti utili saprà produrre una società che si è impegnata in investimenti da 5,53 miliardi di euro (circa la metà del fatturato annuale ogni anno) entro il 2014.</p>
<p>C&#8217;è però una curiosità (e un vantaggio) che giustamente diversi cronisti finanziari hanno sottolineato: gran parte della produzione elettrica di Enel Green Power deriva non dal fotovoltaico o dall&#8217;eolico (che pure accolgono tra i progetti più importanti del gruppo) quanto dall&#8217;idroelettrico e dal geotermico che hanno anche il vantaggio di essere molto meno soggetti alle variazioni climatiche e quindi di essere in media &#8220;usati di più&#8221; (tecnicamente si dice che hanno un load factor più elevato degli impianti alternativi). Questo è un vantaggio competitivo non indifferente che potrebbe rivelarsi decisivo al venir meno degli incentivi all&#8217;energia rinnovabile. Al riguardo è giusto ricordare che circa il 35% dell&#8217;energia elettrica prodotta da Enel Green Power ai vari angoli del globo è soggetto a incentivazione e la realizzazione di nuovi progetti farà salire questa percentuale: in termini di ricavi si tratta di una fetta del 24-22% e quindi di più di un quinto del giro d&#8217;affari della società. Enel Green Power in Italia subirà gli effetti della legge 122 (del 30-07-2010) che prevede che dal prossimo anno il GSE ritiri meno del 30% dei certificati verdi ritirati nel 2010 e che per almeno quattro quinti questa riduzione sia finalizzata al contenimento dei certificati verdi in eccesso. La società Enel Green Power è un grande venditore di certificati verdi e ha ricavato, soltanto nei primi sei mesi di quest&#8217;anno, 105 milioni di euro da questa attività che ha pesato dunque per circa il 10% sul fatturato complessivo. Va però anche ricordato che i piani di sviluppo annunciati da EGOP tengono conto anche delle nuove evoluzioni normative. Il mercato dei certificati verdi è inoltre molto dinamico e sempre più ampio e dunque gode (o subisce) dinamiche interne sempre più scollegate dagli interventi pubblici come quello del GSE. In ogni caso il peso dell&#8217;idroelettrico e dell&#8217;energia geotermica è, sia per via del load factor che per via dell&#8217;efficienza di queste forme di produzione dell&#8217;energia, un vantaggio competitivo notevole,almeno per ora. Il 44% della capacità installata di EGP è collegato a centrali idroelettriche (la quota è di 2.534 MW), un altro 12,9% deriva dal Geotermico (742 MW) anche se circa il 40,8% della capacità installata del gruppo (2.355 MW) sono già derivati dal vento e nel comparto eolico sono previsti i maggiori investimenti del gruppo. Già al 30 luglio scorso il gruppo si è impegnato nel settore eolico per 1,16 miliardi (compresa la manutenzione) su 2,1 miliardi di euro circa di investimenti complessivi, entro il 2014 il vento prenderà 3,6 miliardi di investimenti (sia operativi che finanziari) a fronte dei 5,5 miliardi circa previsti complessivamente dal piano.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4548/enel-green-power-punta-sul-vento-ma-al-momento-i-pilastri-sono-idroelettrico-e-geotermia">Enel Green Power punta sul vento, ma al momento i pilastri sono idroelettrico e geotermia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:57 di lunedì 25 ottobre 2010.</p>
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  </item>

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    <title>In attesa dell&#039;Ipo di Green Power Enel punta ancora sulla Russia</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4541/in-attesa-dellipo-di-green-power-enel-punta-ancora-sulla-russia</link>
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    <pubDate>Thu, 14 Oct 2010 16:21:16 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>enel</category><category>az-italia</category><category>energy</category>
    <description>La strada per la fine del 2010 per Enel è ancora lunga, ma la quotazione di Enel Green Power potrebbe renderla un po’ più breve. L’offerta è già stata approvata da Borsa Italiana e dalla Consob[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/enel_fulvio_conti_04.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="166" alt="enel stmicroelectronics mercato finanza energia fulvio conti energetici quotazione ipo enel green power" /></p>
<p>La strada per la fine del 2010 per Enel è ancora lunga, ma la quotazione di Enel Green Power potrebbe renderla un po’ più breve. L’offerta è già stata approvata da Borsa Italiana e dalla Consob e qualcosa in attesa del prospetto già trapela sul mercato. Un’intervista di Fulvi Conti al Corriere della Sera ha parlato di multipli da 10-12 volte il margine operativo e quindi di un incasso da 3 miliardi di euro per ridurre il debito finanziario del gruppo che ammonta a 68 miliardi di euro. Con le altre cessioni il gruppo che progetta di far crescere nella percentuale del fatturato sempre maggiormente la componente estero dovrebbe riuscire ad abbassare da 51 miliardi a 45 miliardi di euro la posizione finanziaria netta.</p>
<p>Il gruppo si sta dimostrando sempre più attivo negli ultimi giorni in attesa del debutto di Green Power. Nei giorni scorsi Enel ha infatti eletto il management di 3Sun: la società formata dalla stessa Green Power, da Sharp e da Microelectronics sarà guidata da Andrea Cuomo e diverrà la più grande fabbrica di pannelli fotovoltaici d’Italia con l’obiettivo di portare la produzione iniziale di 160 MW a 480 MW in pochi anni.</p>
<p>All’estero, nel frattempo, il gruppo ha puntato ancora sulla Russia e annunciato oggi la sigla di un memorandum d’intesa per la cooperazione e lo sviluppo delle reti intelligenti con IDGC Holding. Si tratta di un progetto che prevede, tra l’altro, la realizzazione dei contatori intelligenti nel Paese. La Russia, dove il gruppo controlla già il 19,6% di Severenergia che opera nell’upstream del gas, si conferma dunque un mercato tra i più importanti per il big energetico italiano.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4541/in-attesa-dellipo-di-green-power-enel-punta-ancora-sulla-russia">In attesa dell'Ipo di Green Power Enel punta ancora sulla Russia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:21 di giovedì 14 ottobre 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Enel: risultati in crescita, ma il debito è da monitorare</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4485/enel-risultati-in-crescita-ma-il-debito-e-da-monitorare</link>
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    <pubDate>Mon, 29 Nov 1999 23:00:00 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>enel</category><category>az-italia</category><category>assicurazioni</category>
    <description>Una crescita dei ricavi di oltre il 20% non può che essere incoraggiante e il giro d’affari di Enel da 34,2 miliardi di euro a semestrale la rende un gruppo sempre più un peso massimo[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Enelaest_03.jpg" class="post" align="left" border="0" width="244" height="163" alt="enel conti fulvio risultati andamento debito italia estero endesa" /></p>
<p>Una crescita dei ricavi di oltre il 20% non può che essere incoraggiante e il giro d’affari di Enel da 34,2 miliardi di euro a semestrale la rende un gruppo sempre più un peso massimo dell&#8217;industria globale (per di più in un settore strategico come quello dell&#8217;energia).</p>
<p>La crescita è però in gran parte dovuta al cambiamento di metodo di consolidamento della spagnola Endesa da proporzionale a integrale. Buone anche le performance in Russia, mentre il mercato italiano si è mostrato in netto calo. Il gruppo insomma è cresciuto solo all’estero, in termini di fatturato, con una crescita dei ricavi del 107,6% in America Latina e Spagna a quota 14,8 miliardi di euro. La divisione internazionale non ha fatto meno con un apporto al giro d’affari di 3,11 miliardi di euro. La business unit mercato italiano ha ceduto il 13,8% dei ricavi portandosi a 9,14 miliardi di euro, ma l’ebitda è cresciuto del 20,6% a 193 milioni di euro. La business unit Infrastructure&#038;Network, che vanta ricavi per 3,41 miliardi di euro, ha registrato una flessione dell’1,6% in termini di ricavi e del 23,5% in termini di risultato operativo (ebit a 1,4 miliardi).</p>
<p>Da ricordare le performance della quotanda Enel Green Power che registra un rialzo dei ricavi del 12,9% a 974 milioni di euro, ma una flessione dell’ebit del 2,4% a 495 milioni. Da un punto di vista patrimoniale va evidenziata la crescita dell’equity a 49,92 miliardi di euro a fronte di un debito in crescita di oltre 5 punti percentuali a quota 53,89 miliardi di euro. Il management ha spiegato che almeno 1 miliardo di euro di debito sono da attribuire alla contabilizzazione in euro e 1,4 miliardi alla conversione in euro di prestiti in natura straniera che avviene tramite operazioni di hedging.</p>
<p>Di certo un rapporto debt/equity sopra l’unità è ancora lontano dagli obiettivi del gruppo che però ha ribadito l’intenzione di rispettare i target di una riduzione del debito a 45 miliardi entro la fine dell’anno. Il debito ha una scadenza media di 6 anni e 9 mesi e un costo medio del 5,3 per cento e sicuramente una sua riduzione sarà favorita dalla cessione da 1,41 miliardi di euro della rete di Endesa a REE, così come la quotazione di Enel Green Power che dovrebbe portare risorse notevoli nelle casse del gruppo e aiutarlo a non deludere le agenzie di rating che tengono sott’occhio il suo livello di indebitamento.</p>
<p>Certamente i prossimi risultati operativi del gruppo saranno importanti anche per rendere più fiduciosi gli investitori che vorranno scommettere sulle fonti rinnovabili di Green Power per la quale la quotazione a ottobre rimane confermata.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4485/enel-risultati-in-crescita-ma-il-debito-e-da-monitorare">Enel: risultati in crescita, ma il debito è da monitorare</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 01:00 di martedì 30 novembre 1999.</p>
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    <title>Il governo rispolvera l&#039;&quot;agenda nucleare&quot; </title>
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    <pubDate>Mon, 12 Apr 2010 16:15:32 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/arevacentralenucleare.jpg" class="post" align="left" border="0" width="226" height="168" alt="enel areva finmeccanica edf electricit&Atilde;&copy; de france proglio conti zuccoli a2a energia nuclerare ansaldo energia epr centrali impianti regionali" /></p>
<p>Il governo del Bel Paese si concentra nuovamente sull&#8217;atomo. Il premier Silvio Berlusconi parteciperà, infatti, agli incontri di Washington sulla sicurezza nucleare. Già venerdì scorso l&#8217;incontro del presidente francese Nicolas Sarkozy a Parigi nell’ambito di un summit aveva visto un accordo Enel e Ansaldo Finmeccanica da un lato ed EdF e Areva dall’altro. Così, mentre Obama cerca di portare la Cina dalla propria parte nel braccio di ferro per le sanzioni all’Iran, il legame a cavallo delle Alpi sul nucleare si stringe. I protocolli di intesa siglati venerdì scorso a Parigi prevedono un impegno comune di almeno cinque anni e coinvolgono gran parte della filiera dell’atomo che il governo del Pdl sta cercando di ricostruire in Italia. Non a caso l’evento, per quanto in gran parte previsto, è finito sulle principali testate giornalistiche internazionali. D’altra parte i patti prevedono non solo una nuova alleanza fra Enel ed EdF che collaborano da tempo in questo settore, ma implicano a cascata, per esempio, una serie di accordi fra ricercatori universitari italiani e francesi e fra Andra e Sogin, le due società che dovranno gestire le scorie radioattive prodotte dagli impianti.</p>
<p>Nel contesto italiano l’ingresso nel progetto di Ansaldo Energia, società del gruppo Finmeccanica in via di quotazione, isola ancora di più la milanese A2A che pure preme da tempo per ricavarsi un ruolo nella rinascita nucleare del Bel Paese. Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, uno dei maggiori “sponsor” di un’alleanza nucleare con Parigi, ha sottolineato la crescita del ruolo italiano nel nuovo Epr, il reattore di terza generazione già in fase di realizzazione in Finlandia e nella francese Flamanville. Di quest’ultimo impianto Enel già controlla una quota, a Flamanville lavorano inoltre decine di imprese italiane. Le aspirazioni nucleari italiani– è importante sottolinearlo – rimangono aperte, però, anche alle tecnologie concorrenti come quella della Westinghouse, almeno ufficialmente. Per Areva, il più grande costruttore mondiale di centrali, la stretta di mano italiana è importante dopo le critiche per i rincari e i ritardi dell’Epr finlandese e dopo lo smacco subito ad Abu Dhabi con la vittoria della tecnologia sudcoreana per un progetto da 20 miliardi di dollari.</p>


<p>
Certe strette di mano – Il Sole 24 Ore di sabato riportava quella fra due sorridenti Sarkozy e Berlusconi – servono anche a dare credibilità a un progetto che vorrebbe coprire nel medio periodo il 25% del nostro consumo energetico tagliando quel rincaro del 30-40% della bolletta energetica che ci rallenta rispetto alle nostre nazioni europee. L’agenda del governo prevede almeno 4 centrali Epr sul nostro territorio e l’inizio dei lavori dal 2013 con termine al 2020. Sarà anche vero che nel mondo sono già in costruzione 55 nuove centrali, ma in Italia il ritorno all’atomo incontrerà molte difficoltà e le posizioni dei governatori regionali dello stesso Pdl appaiono in diversi casi troppo rigide per essere forzate in tempi rapidi. In un Paese dove spesso è difficile realizzare persino l’alta velocità ferroviaria è legittimo attendersi forti ostacoli anche per il nucleare.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4386/il-governo-rispolvera-lagenda-nucleare">Il governo rispolvera l'"agenda nucleare" </a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:15 di lunedì 12 aprile 2010.</p>
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    <title>Gli incentivi in Borsa</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4371/gli-incentivi-in-borsa</link>
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    <pubDate>Fri, 19 Mar 2010 14:42:21 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <category>enel</category><category>az-italia</category><category>energy</category>
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<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/soldi91.jpg" align="left" border="0" width="200" height="300" alt="incentivi energia elettrodomestici cappe elica de&#39; longhi indesit pramac kerself kr energy k.r. ternienergia alerion enel enel greenpower ipo borsa finanza" /></p>
<p>Male non faranno, ma certo non cambieranno le cose. Circa 300 milioni di euro spalmati tra scooter, elettrodomestici e macchinari rischiano di essere un finanziamento a pioggia in pratica inefficace se non per le piccole e piccolissime aziende. In Borsa fra incertezze e rumors si va cauti sulla valutazione degli effetti concreti dei nuovi incentivi pubblici a settori diversi dalla classica automobile. D’altra parte è prevista per oggi la discussione in Consiglio dei ministri sui nuovi incentivi fiscali e tutto dunque è ancora in forse, anche se qualche indiscrezioni di stampa dà già qualche indicazione.</p>
<p>Circa 85 milioni di euro dovrebbero andare alle abitazioni per l’alta efficienza energetica: si tratta della fetta più grande della torta che, per quanto esigua, punta però alla riduzione prospettica dei costi per le imprese e quindi potrebbe avere un effetto indiretto superiore all’investimento pubblico. Le quotate del variegato e discusso settore delle energie rinnovabili sono numerose e anche molte società con un core business diverso da quello energetico si stanno muovendo su questo piano.</p>
<p>Al riguardo basta ricordare che uno degli eventi finanziari di quest’anno è la quotazione di Enel Greenpower, ma anche i nomi di Alerion, Actelios, TerniEnergia, Kerself, Greenvision, Kinexia e Pramac. Queste e altre aziende hanno tutti contesti operativi e situazioni economiche e patrimoniali diverse, ma sono accomunate dai vantaggi che temporaneamente offre al settore il Bel Paese e dalle incertezze sul futuro degli incentivi che ancora scaldano il comparto e ne consentono un vivace sviluppo. L’interesse per le energie del futuro porta Autogrill a montare pannelli fotovoltaici e Stm ad avviare la produzione di impianti a pellicola a Catania insieme a Sharp. Diverse incertezze per il dopo-incentivi rimangono nell’aria, in ogni caso 85 milioni di euro ai vari produttori che intervengono nei processi di efficientamento energetico rimangono una cifra abbastanza trascurabile.</p>
<p>Il settore manifatturiero italiano riceve però anch’esso una serie di incentivi importanti: 58 milioni di euro andranno ai mobili per cucine e 50 agli elettrodomestici. A Piazza Affari soltanto spuntano De Longhi, Indesit ed Elica: difficilmente questi gruppi vedranno mutare considerevolmente i propri fatturati, anche se in tempo di crisi tutto fa brodo. L’ordine di grandezza degli interventi lascia sperare al massimo in pochi punti percentuali di fatturato. Gli incentivi sembrano comunque allettanti per i consumatori fino a 1.000 euro per chi acquista una cucina nuova, 130 euro per le lavastoviglie, il 20% per i forni elettrici fino a 1.500 euro.</p>
<p>Gli incentivi forse più interessanti vanno al settore motociclistico: sconto del 10% per motorini euro 3 e del 20% fino a 1.500 euro per motorini con doppia alimentazione o esclusivamente elettrica. In Borsa si vede solo Piaggio e la controllante Immsi mentre Ducati è fuori da Piazza Affari ma rappresenta ancora una realtà importante del settore. L’efficienza energetica sarà premiata anche sotto forma di incentivi alle “eco-case” il cui acquisto proporzionato al risparmio energetico potrà arrivare a 7.000 euro. Sul prezzo di una casa sono pochi, ma non fanno male. Come del resto si potrebbe dire per tutta questa piattaforma di incentivi che sui bilanci 2010 delle quotate forse si vedrà poco.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4371/gli-incentivi-in-borsa">Gli incentivi in Borsa</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 16:42 di venerdì 19 marzo 2010.</p>
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  </item>

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    <title>Enel in calo su delusione stime utile ordinario</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4370/enel-in-calo-su-delusione-stime-utile-ordinario</link>
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    <pubDate>Thu, 18 Mar 2010 14:55:06 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Enelaest_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="244" height="163" alt="enel fulvio conti risultati debito andamento titolo borsa finanza azione" /></p>
<p><em>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Enel a fine mattinata si mantiene al di sotto della parita&#8217;. Il titolo viene appesantito dalla delusione degli operatori dopo la pubblicazione dei risultati 2009 e delle stime per i prossimi esercizi. La societa&#8217; guadata dall&#8217;a.d. Fulvio Conti ha realizzato profitti netti pari a 5,4 miliardi di euro, in leggero rialzo rispetto all&#8217;anno precedente. L&#8217;utile ordinario e&#8217; stato invece pari a circa 4 miliardi, livello che dovrebbe essere confermato anche nel 2010 per poi crescere ad appena 4,1 miliardi nel 2011. Solo per il 2014 Enel si attende un utile ordinario in consistente progresso a 5,4 miliardi di euro. La sostanziale stabilita&#8217; di questa grandezza nell&#8217;attuale biennio e&#8217; il principale responsabile della negativa performance odierna del titolo. Tra gli altri obiettivi principali del piano strategico 2010-2014 troviamo la riduzione del debito dagli attuali 51 miliardi di euro a 39, risultato che dovrebbe essere raggiunto anche mediante la cessione della rete elettrica ad alta tensione in Spagna entro luglio. A breve e&#8217; inoltre prevista l&#8217;integrazione delle attivita&#8217; nel settore delle energie rinnovabili con la controllata Endesa. La societa&#8217; risultante sara&#8217; controllata da Enel Green Power. Quest&#8217;ultima, secondo Conti, rappresenta uno strumento di crescita importante per tutto il gruppo. Il prospetto per l&#8217;ipo della societa&#8217; dovrebbe essere depositato entro fine aprile.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4370/enel-in-calo-su-delusione-stime-utile-ordinario">Enel in calo su delusione stime utile ordinario</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 16:55 di giovedì 18 marzo 2010.</p>
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  </item>

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    <title>Energie rinnovabili: un settore ancora in grande fermento</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4363/energie-rinnovabili-un-settore-ancora-in-grande-fermento</link>
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    <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 15:42:44 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
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    <description>Il business del secolo potrebbe essere davvero l’energia. In questo periodo ancora carico di incertezze per le borse e persino durante lo scorso difficile anno gli investimenti in energia sono[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/EnronEnroff_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="207" height="231" alt="energia finanza rinnovabili fotovoltaico eolico enel prysmian first solar stati uniti cina germania francia gran bretagna enel greenpower green power enelgreenpower ansaldo energia nucleare westinghouse a2a edf electricit&Atilde;�&Acirc;&copy; de france areva epr " /></p>
<p>Il business del secolo potrebbe essere davvero l’energia. In questo periodo ancora carico di incertezze per le borse e persino durante lo scorso difficile anno gli investimenti in energia sono cresciuti in netta controtendenza al mercato. Negli Stati Uniti, a Fremont, l’anno scorso un manipolo di fondi ha investito 286 milioni di dollari in un’industria dedita al fotovoltaico, la Solyndra. PricewaterhouseCoopers e l’Associazione nazionale americana dei fondi di venture capital hanno premiato questo investimento come il più ricco dell’anno ed effettivamente il secondo investimento della classifica non aveva racimolato neanche la metà dei fondi impiegati in Solyndra. Il primo produttore di energia da pellicola ultrasottile, la statunitense First Solar, ha incrementato il suo giro d’affari del 48% lo scorso anno e confermato le stime di crescita per quest’anno.</p>
<p>Sicuramente l’interesse oltre l’Atlantico per le rinnovabili deriva anche dall’incoraggiamento del governo Obama che si è tradotto in diverse forme di incentivazione. Anche nel Vecchio Continente però l’attenzione per le fonti rinnovabili è altissima e il quadro tariffario, mercato per mercato, la fa da padrone.</p>
<p>L’interesse per le fonti rinnovabili ha portato ben 4,09 miliardi di euro sul settore nel 2009 a livello globale, l’occasione nel frattempo si è fatta ghiotta anche per l’Italia che desta sempre più l’interesse dei grandi investitori internazionali e ha già registrato forti rialzi nel settore delle rinnovabili a Piazza Affari.</p>
<p>La prossima quotazione del 30% di Enel Green Power probabilmente attirerà ancora di più l’attenzione del mercato. L’evoluzione del comparto in Italia è però ben misurabile. Nel Vecchio Continente il venir meno degli incentivi pubblici ha portato a un crollo degli investimenti in Germania e nel Regno Unito, mentre nel Bel Paese, per il momento, il quadro tariffario rimane vantaggioso, a tutto vantaggio dell’industria che compirà decisivo balzo in avanti con l’avvio di uno dei più grandi impianti d’Europa per la produzione di pannelli solari a film sottile con tripla giuntura particolarmente adatti per gli impianti di medie e grandi dimensioni. Finalmente si attiverà il trascurato e avanguardistico centro M6 di Catania, i padrini del progetto sono Stmicrolectronics e Sharp. Le energie rinnovabili interessano però un po’ tutti a quarant’anni dalla fine del petrolio (o almeno della sua convenienza) e nell’epoca dei certificati verdi e del protocollo di Tokyo.</p>


<p>
Se la regina del fotovoltaico italiano è la Puglia, la Sicilia ospita il progetto Archimede di Enea che rappresenta forse il più avanzato esempio di centrale a solare termodinamico del mondo, progetti grandi e piccoli nel settore fioriscono, però, un po&#8217; dappertutto, dal Trentino alla Liguria, dalla Toscana alla Campania.</p>
<p>Secondo le associazioni di categoria Anie/Gifi l’industria fotovoltaica ha pianificato soltanto in Italia investimenti per 2,5 miliardi di euro e prevede la creazione di 3.000 posti. Si tratta di numeri esposti per convincere governo e regioni a rinnovare prontamente il Conto Energia per il 2011 a fronte delle incertezze palesate in questo settore di recente dalla stessa Autorità per l’Energia che ha giudicato troppo costosi gli attuali incentivi.</p>
<p>La palla ora passa al governo che dovrà decidere le priorità. Gli investimenti richiesti dal settore energia sono infatti notevoli in un Paese che anni fa rinunciò al nucleare accrescendo fino all’eccesso la propria dipendenza dal gas. Ora il ministro dello Sviluppo economico sta promuovendo nuovamente il nucleare che dovrebbe avvalersi delle nuove e costose centrali francesi Epr che saranno costruite da Areva per EdF ed Enel. Aveva chiesto una fetta degli investimenti miliardari anche A2A, ma il ministro l’ha gelata concedendole al massimo una partecipazione di minoranza nei progetti. Nonostante tutto il dossier non sembra del tutto chiuso e intanto si registrano attriti fra EdF e Areva proprio sul nucleare dopo la nuova partnership russa di Electricité de France con Rosatom.</p>
<p>In Italia, proprio su MF di oggi, Gianni Mion uomo dei Benetton anticipava degli investimenti nel settore dell’energia. Qualcuno ipotizza delle puntate su Ansaldo Energia o sui campi messi in vendita da Eni. La crescita della domanda di energia in questo scorcio di primavera appena confermata da Terna sembra incoraggiare simili attenzioni.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4363/energie-rinnovabili-un-settore-ancora-in-grande-fermento">Energie rinnovabili: un settore ancora in grande fermento</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 17:42 di mercoledì 10 marzo 2010.</p>
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