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Fatti del giorno

Borse europee e cambio euro dollaro, i loro destini rimangono intrecciati

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Nel corso degli ultimi sei mesi l’interpretazione del trend dei mercati azionari non è stata certo cosa facile: il grafico dell’indice Eurostoxx 50, paniere rappresentativo dei principali titoli dell’area euro, ha oscillato all’interno di un canale dall’inclinazione solo vagamente positiva, senza riuscire a lasciarsi alle spalle resistenze veramente significative.

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Fiat e Piaggio controtendenza, ecco le attese a medio termine

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L’Italia delle due e quattro ruote, almeno in Borsa, non se la passa affatto male in questo periodo. I titoli di Fiat e Piaggio fanno registrare infatti performance ad un anno superiori al 20% a fronte invece di un indice Ftse All share in calo del 6% circa.

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Investire in Giappone, quali Etf e quali i titoli sui quali puntare

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Tra gli Etf che l’investitore potrebbe considerare degni di interesse per investire nell’area Giappone vi sono il Lyxor Etf Japan (JPN), collegato all’indice Topix (più ampio come paniere rispetto al selettivo Nikkei) composto dall’insieme delle azioni giapponesi quotate presso la Prima Sezione della Borsa di Tokyo, e l’Ishares Msci Japan (IJPN), riferito a titoli negoziati nei mercati regolamentati giapponesi Tokyo Stock Exchange, Osaka Stock Exchange, Nagoya Stock Exchange e JASDAQ.

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Segnali positivi dalla borsa giapponese, attesi nuovi rialzi per il Nikkei, yen permettendo

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L’indice più conosciuto della borsa giapponese, il Nikkei 225, ha inviato recentemente segnali grafici molto positivi. Le quotazioni hanno infatti completato, salendo al di sopra dei 9680 punti, area di transito della linea di tendenza tracciata dai massimi di metà luglio e passante per quelli del 7 ottobre, il testa spalle rialzista disegnato dai prezzi a partire dai minimi del 6 luglio. Il testa spalle è una delle figure grafiche più conosciute tra quelle codificate dall’analisi tecnica e sicuramente una delle più affidabili in termini di capacità previsionale.

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Il settore delle utilities invia segnali positivi, occhi puntati su Enel, Hera e Terna

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Il settore delle utilities sta inviando segnali positivi da un punto di vista grafico sia a livello europeo sia domestico. Il grafico del settoriale Eurostoxx ha disegnato nel corso degli ultimi mesi, dai minimi di maggio, una estesa fase laterale delimitata dalla resistenza posta a 344 punti circa, messa alla prova più volte e superata a fine ottobre, in contemporanea con la rottura della media mobile a 200 sedute. Tutta la fase orizzontale può essere considerata come un ampio testa spalle rialzista, figura che sta ad indicare l’inversione del trend ribassista subito dal top di gennaio a 398,50 circa. Conferme in favore di una evoluzione rialzista di medio lungo termine verrebbero oltre i 348 punti, 50% di ritracciamento del calo dal top di aprile. In caso di superamento di questa soglia target a 358 e a 370. Sarebbero invece ribassi al di sotto di 338, top di settembre, ad allontanare le prospettive di rialzo.

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Quali potrebbero essere le prospettive per la borsa in uno scenario macro decisamente contrastato?

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Quali potrebbero essere le prospettive per la borsa in uno scenario decisamente contrastato che prevede una crescita del Pil in rallentamento e livello delle scorte stabili, ma anche denaro a basso costo e quindi dollaro debole (tradizionalmente un fattore positivo per le azioni), disoccupazione elevata e quindi scarsa fiducia nel futuro?

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Inflazione: bond e metalli preziosi dicono che c'e' da averne paura

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La conclusione del mese di ottobre ha permesso di fotografare una situazione positiva per la borsa Usa: il Dow Jones, in crescita del 3,1%, ha archiviato il miglior ottobre dal 2006, lo S&P500 con un +3,7% il miglior ottobre dal 2003.

Questi risultati consentono il proseguimento della striscia positiva iniziata a settembre (agosto era aveva concluso in negativo nonostante nel mese fossero stati toccati massimi superiori a quelli di luglio), con entrambi gli indici che mettono a segno nel bimestre rialzi ben superiori al 10%.

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I paesi emergenti con le migliori prospettive. A caccia di rendimento tra Bric e Next11

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Quali sono i paesi emergenti verso i quali rivolgere l’attenzione per cercare di rendere maggiormente dinamico il proprio portafoglio azionario? L’acronimo Bric, che individua Brasile, Russia, India e Cina come i soggetti a maggiore potenziale di crescita nel panorama dell’economia mondiale è ancora attuale? La domanda è lecita: nel corso del 2010 il Bovespa brasiliano ed il Russia Times sono rimasti sostanzialmente invariati, almeno in termini di valuta locale, quello della borsa di Shanghai è sceso addirittura in negativo, solo l’indiano Bse ha evidenziato una crescita significativa (del 15% circa). Per questo motivo la tendenza più recente è quella di rivolgere l’attenzione verso un nuovo gruppo di stati, chiamati, secondo un nuovo termine coniato da Goldman Sachs, i “next 11″, o “N-11″, un termine che indica il paniere composto da Bangladesh, Egitto, Indonesia, Iran, Corea del Sud, Messico, Nigeria, Pakistan, Filippine, Turchia e Vietnam. Tra questi ve ne sono alcuni, come il Bangladesh, l’Indonesia (ma anche le vicine Filippine ed il Vietnam) strettamente collegati alla Cina, e quindi in grado di approfittare dell’espansione del gigante asiatico, ma in ogni caso tutti sono in grado ormai di procedere con le proprie gambe e di attrarre capitali sempre crescenti.

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Cina, la ripresa e' ormai confermata, basta misure espansive. Bene anche gli altri emergenti

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Per chi avesse avuto ancora dei dubbi sulla condizione della ripresa economica la recente decisione presa dalla Cina in tema di tassi di interesse dovrebbe aver contribuito in modo determinante a diminuirli. Se la People Bank of China è intervenuta per la prima volta in tre anni alzando il costo del denaro di 25 punti base, portando quindi i tassi di interesse sui prestiti bancari al 5,56% e quelli sui depositi al 2,5%, significa che il problema è divenuto quello di fare calare di giri un motore, quello dell’economia che gira troppo veloce, e non è più quello di cercare a tutti i costi di alimentarlo.

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Banche italiane, le voci non sono tutte negative. Bene Intesa, Mps ed Ubi Banca

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L’ultimo rapporto di Moody’s sulle banche italiane e’ stato abbastanza critico, tanto da esprimere un outlook negativo sul comparto. Secondo l’autore del report Carlo Gori, Vice President, Senior Analyst, le previsioni pessimistiche “sono influenzate dai bassi livelli di capitale e riserve delle banche italiane, insufficienti a far fronte ai crescenti problemi connessi alla qualita’ degli attivi”. Non tutte le voci sono tuttavia allineate su questi toni preoccupanti.

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