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Fiat

I migliori di venerdi': Lottomatica, Prysmian, Fiat

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Fiat

Rialzo del 6,7% venerdi’ per Lottomatica
Rialzo del 6,7% venerdi’ per Lottomatica che ha approfittato dei buoni dati 2008. Nello scorso esercizio la societa’ ha realizzato ricavi pari a 2,06 miliardi di euro (+24% a/a), e profitti pari a 93,7 milioni (+27%). Il titolo e’ risalito fino al limite del picco toccato l’altro ieri a 13,64 euro, resistenza decisiva nel breve per favorire estensioni verso area 15. La chiusura di seduta è stata registrata a 13.520 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 13.630 ed un minimo a 12.650 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 1,032,425 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 65 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 16.221 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 14.001 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 11.659 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

In verde venerdi’ Prysmian
In verde venerdi’ Prysmian che sale del 2,5% in scia alla notizia dell’incremento della partecipazione detenuta da Deutsche Bank. L’istituto tedesco a fine febbraio ha portato la sua quota dal 2,055% al 2,343%. La chiusura di seduta è stata registrata a 6.350 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 6.500 ed un minimo a 5.750 euro. Le quotazioni sono riuscite a recuperare terreno dopo aver violato i fondamentali supporti a 6,20 euro circa ed essere sceso sui nuovi minimi storici a 5,75. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire la il proseguimento della correzione al rialzo iniziata venerdi’. Segnali positivi oltre area 6,50 per il test di 6,75. Sotto Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 5.626. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Rialzo dello 0,3% venerdi’ per Fiat
Rialzo dello 0,3% venerdi’ per Fiat all’indomani dell’audizione sul progetto di partnership con Chrysler dell’a.d. Sergio Marchionne presso la commissione incaricata dal governo americano di seguire la crisi del settore auto. Il titolo ha potuto contare anche sui discreti dati delle vendite di veicoli commerciali.. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.940 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.053 ed un minimo a 3.820 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 5.477 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.092 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.336 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Fiat annulla i guadagni in scia all'indice settoriale

pubblicato da Ferry Boat in: Fiat Azioni Italia Automotive

Fiat auto mercato finanza

Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Fiat in territorio negativo dopo un avvio di seduta decisamente promettente. Il titolo si allinea alla tendenza dell’indice europeo di settore e quindi a quella delle altre case automobilistiche continentali. Il momento e’ molto difficile, come testimoniato dalle recenti vicende di Saab, gruppo GM, che si e’ vista negare dal governo svedese la garanzia statale su nuovi finanziamenti, e di Renault che ha subito il downgrade da parte di Moody’s.

Si profilano inoltre all’orizzonte nuove tensioni tra il governo italiano e la commissione UE. A Bruxelles ci sono infatti perplessita’ in merito al piano di incentivi, in particolare per quanto riguarda la firma di un protocollo da parte delle aziende che intenderebbero usufruire degli stessi. Il portavoce del commissario Antitrust, Neelie Kroes, ha detto che se questa indiscrezione fosse vera si profilerebbe l’ipotesi di aiuti di stato selettivi. Altri problemi potrebbero inoltre configurarsi in relazione alle regole sulla libera circolazione dei beni. Da Bruxelles sono stati richiesti chiarimenti in quanto il decreto sugli incentivi non e’ stato di fatto notificato alla Commissione.

Il Ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, ha dichiarato che il decreto e’ conforme alle regole comunitarie e che sarebbe opportuno che la Commissione Europea cercasse di sostenere e non ostacolare gli Stati membri in questa fase. D’altro canto e’ doveroso ricordare che lo stesso premier, Silvio Berlusconi, ha recentemente fatto appello al fine di scongiurare derive protezionistiche come quelle su cui la stessa Commissione UE sta indagando in relazione ai piani di incentivi varati da Francia e Spagna.

In ogni caso Fiat puo’ contare sul finanziamento triennale da un miliardo di euro concesso dal pool di banche formato da Calyon, Intesa San Paolo e Unicredit, siglato venerdi’ scorso, seppur leggermente inferiore agli 1,2 miliardi di cui si era vociferato nei giorni precedenti. Infine la turca Tofas, azienda automobilistica costituita in joint venture tra il Lingotto e Koc Holding, secondo rumor di stampa investira’ 290 milioni di euro nel 2009, nonostante il blocco della produzione di due settimane tra fine 2008 e inizio 2009 e il -17% a livello ricavi registrato nello scorso esercizio.

I migliori di ieri : Fiat, Geox, Impregilo

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Fiat Impregilo

Rialzo del 6,8% ieri per Fiat
Rialzo del 6,8% ieri per Fiat che ha assorbito con disinvoltura la decisione di Goldman Sachs di ridurre da 9 a 7 euro il prezzo obiettivo sul titolo, confermando pero’ la raccomandazione buy in quanto il titolo viene attualmente scambiato a prezzi decisamente inferiori al nuovo target. Il titolo continua a beneficiare dell’effetto positivo fornito dall’approvazione giunta nella settimana scorsa degli incentivi al settore auto da parte del governo. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.610 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.610 ed un minimo a 4.353 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 73,375,520 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 36 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 5.795 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.724 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.732 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Performance positiva ieri per Impregilo
Performance positiva ieri per Impregilo (+0,5%) nel giorno dell’inaugurazione del Passante di Mestre. Nell’occasione il premier Berlusconi ha rilanciato il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, per il quale Impregilo si era aggiudicato la gara sul general contractor. Le quotazioni sono state in grado di alimentare il rally attivo dai bottom di fine gennaio in direzione delle importanti resistenze di area 2,30 euro. La chiusura di seduta è stata registrata a 2.130 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 2.160 ed un minimo a 2.085 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 2.458 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe tuttavia favorire nel breve la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 2.176 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.922 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Denaro ieri su Geox
Denaro ieri su Geox che ha confermato il segnale grafico rialzista inviato venerdi’ scorso con il superamento della resistenza a 4,50 euro circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.678 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.763 ed un minimo a 4.460 euro. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 5.2 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 1,199,567 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 109 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 5.483 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.849 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 4.180 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

i migliori di venerdi': Telecom Italia, Fiat, Luxottica

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Telecom Italia Fiat

Prezzi in crescita del 6,8% venerdi’ per Fiat
Prezzi in crescita del 6,8% venerdi’ per Fiat dopo l’approvazione da parte del Governo del decreto sugli incentivi all’acquisto di auto. Il provvedimento prevede agevolazioni anche per quanto riguarda i veicoli commerciali, un settore in cui il Lingotto e’ di gran lunga il leader di mercato con i marchi Fiat e Iveco. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 5.795 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.724 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.732 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Performance positiva venerdi’ per Telecom Italia
Performance positiva venerdi’ per Telecom Italia dopo le dichiarazioni dell’a.d. Franco Bernabe’ a margine di un convegno di Confindustria. Il manager ha affermato che il tema della separazione della rete non e’ piu’ in discussione dopo la creazione di Open Access. Bernabe’ ha anche detto che non c’e’ necessita’ di emettere nuovi bond anche se con gli attuali tassi di mercato si sono create condizioni favorevoli all’indebitamento. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 1.327 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.122 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.918 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Luxottica in netto rialzo venerdi’
Luxottica in netto rialzo venerdi’ dopo la pubblicazione dei dati preliminari del 2008. Nello scorso esercizio i ricavi sono saliti del 4,7% a/a (+10,7% a cambi costanti) a 5,2 miliardi di euro, mentre l’utile netto dovrebbe attestarsi sui 400 milioni (-16% a/a). L’a.d. Andrea Guerra ha dichiarato che l’andamento delle vendite da meta’ gennaio in poi e’ migliorato rispetto ai due mesi precedenti. La distanza che separa le due chiusure più recenti è del 5.5 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 2,930,227 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 114 % circa. L’indirizzo più probabile del trend è al rialzo, con obiettivi estesi fino a 13.556 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 12.107 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 10.627 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

I migliori di ieri : Fiat, Generali, Finmeccanica

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Fiat Generali Finmeccanica

Fiat in gran spolvero ieri a Piazza Affari
Fiat in gran spolvero ieri a Piazza Affari grazie al sostegno fornito dal report positivo di Merrill Lynch che ha migliorato a buy la raccomandazione e alzato a 8 euro il prezzo obiettivo, un valore quasi doppio rispetto ai livelli attuali. Fiat e’ stata inoltre inserita nella Europe 1 List dell’importante investment bank americana. Il titolo e’ stato favorito anche dalle parole del premier Berlusconi che ha ribadito che l’esecutivo sta pensando a interventi a favore del settore auto. A conferma delle difficolta’ operative della casa torinese giunge una dichiarazione del segretario nazionale della Fim-Cisl, Bruno Vitali, secondo il quale il Lingotto intende mettere in cassa integrazione 5mila dipendenti nelle prime due settimane di marzo. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.385 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.475 ed un minimo a 4.108 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 71,773,424 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 58 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 5.543 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.587 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.632 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Prezzi in rialzo dell’1,4% ieri per Generali
Prezzi in rialzo dell’1,4% ieri per Generali. Generali ha pubblicato i dati sulla raccolta premi 2008 (+4,1% a/a), dati che hanno sorpreso positivamente il mercato. La chiusura di seduta è stata registrata a 16.200 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 16.330 ed un minimo a 15.740 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 18.863 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 16.518 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 15.330 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Prezzi e volumi in rialzo ieri per Finmeccanica
Prezzi e volumi in rialzo ieri per Finmeccanica grazie alla notizia dell’aggiudicazione da parte della controllata americana DRS Technologies di una commessa dalle forze armate USA per un controvalore massimo di 913 milioni di dollari. Si tratta in sostanza del prolungamento di un precedente analogo contratto scaduto nel 2008. La distanza che separa le due chiusure più recenti è del 2.7 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 4,196,868 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 22 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 13.021 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 12.475 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 11.859 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Fiat sbarca in America con Chrysler

pubblicato da Ferry Boat in: Fiat Azioni Italia Automotive

fiat

Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Fiat sospesa dalle contrattazioni a causa delle indiscrezioni relative all’esistenza di trattative con l’americana Chrysler. I rumor sono stati confermati in mattinata dal vicepresidente John Elkann e successvamente da un comunicato stampa ufficiale della società. L’ipotesi su cui si ragiona prevede che il Lingotto fornisca a Chrysler le piattaforme per vetture mini, piccole, medio-basse e medio-alte, e motori e trasmissioni. In cambio Fiat metterebbe in portafoglio una quota del 35% dell’azienda americana, con la possibilita’ di salire successivamente al 55%.
L’operazione permetterebbe alla casa torinese di mettere piede negli USA, avendo accesso alla rete commerciale di Chrysler, e di partecipare all’eventuale recupero del mercato dell’auto americano senza esborso di capitali e quindi con rischi limitati. Fiat in pratica approfitterebbe della fase di debolezza di Chrysler, che ha appena ricevuto un prestito federale da 4 miliardi di dollari per evitare il fallimento e deve dimostrare di poter sopravvivere al fine di ottenere altri 3 miliardi, per partecipare al consolidamento del mercato globale dell’auto senza appesantire la sua situazione finanziaria.
Ma la partita potrebbe essere estesa ad altri soggetti. Altre voci ricordano infatti che tra Fiat e Peugeot ci sono contatti per sondare il terreno al fine di mettere in piedi accordi di tipo industriale ed eventualmente a livello di capitale.

Auto: l'Europa coordina gli interventi

pubblicato da Ferry Boat in: Persone Fiat Azioni Italia Automotive Marchionne Sergio

fiat auto mercato unione europea america stati uniti obama verheugen interventi ue commissione finanziamenti rottamazione

La crisi mondiale dell’automobile è ormai al paradosso. I giganti di Detroit sono stati trascinati nel fango a un passo dal baratro. Dopo settimane di funesti annunci alla fine è approdata sui tavoli del Congresso Usa una proposta di legge che promuove incentivi da 4.500 dollari per la rottamazione. Si tratta di un genere di aiuti molto diffuso in Italia e in Francia e a questi paesi ha fatto esplicito riferimento anche il presidente di General Motors Rick Wagoner. La prospettiva è quella incoraggiata da mesi da Barack Obama di una pioggia di miliardi di dollari in soccorso di GM, Ford e Chrysler.

L’Europa e l’Italia però sono apparse tutt’altro che fiere del successo delle loro manovre passate e hanno cominciato a innervosirsi in concomitanza con i dati sempre più disastrosi sul mercato dell’auto nel Vecchio Continente. L’Acea - l’associazione delle case automobilistiche europee - ha infatti pubblicato da poco un report in cui rivela che la domanda di nuove vetture in Europa è scesa del 19,3% nell’ultimo trimestre del 2008. Cali drammatici si sono visti in Spagna, in Islanda e in Irlanda, ma anche l’Italia e il Regno Unito registrano una flessione a due cifre (-13,4% e -11,3% rispettivamente). Più contenuti sono stati i rallentamenti della Germania e della Francia.

Con un mercato in brusca frenata la prospettiva di decine di miliardi di dollari investiti dagli Stati Uniti nelle proprie case automobilistiche ha così impensierito anche i produttori del Vecchio Continente. Il problema è che l’Europa non è uno stato ma una sorta di federazione e quindi le reazioni sono partite (come sempre) alla spicciolata.

Già sei paesi almeno hanno varato interventi di vario tipo in favore del comparto auto e nel frattempo, ovviamente, i malumori sono cresciuti. Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, da tempo denuncia una pesante distorsione del mercato, anche perché ha il fondato timore che i concorrenti francesi e tedeschi ricevano (insieme agli americani) consistenti aiuti pubblici ignorando così a bella posta le leggi di mercato. Se si considera poi che Moody’s ha appena messo sotto osservazione il rating sul debito della casa automobilistica torinese si capisce bene perché il manager italo-canadese appaia tanto preoccupato.

La posta in gioco però rischia di essere davvero alta e di fatto il mercato unico europeo potrebbe subire un duro colpo. Così oggi il ministro dell’industria europea Guenter Verheugen ha riunito 27 ministri Ue e ha dato finalmente il proprio via libera a un piano coordinato di intervento europeo in favore del comparto auto. La Bei (Banca europea per gli investimenti) promuoverà dei finanziamenti continentali per la rottamazione. Sicuramente la declinazione di questi aiuti nei vari paesi farà ancora discutere e molto probabilmente il sigillo Ue al salvagente pubblico non impedirà agli stati membri di agire ancora una volta ognuno per conto proprio. Un passo avanti, però, è stato fatto.

I migliori di venerdi': Risanamento, Fiat, Italmobiliare

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Fiat

Rialzo del 7,1% venerdi’ per Risanamento
Rialzo del 7,1% venerdi’ per Risanamento. La chiusura di seduta è stata registrata a 0.473 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 0.489 ed un minimo a 0.443 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 975,683 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 46 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 0.555 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 0.499 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.431 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Prezzi in crescita venerdi’ per Italmobiliare
Prezzi in crescita venerdi’ per Italmobiliare: la distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 4.2 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 24,714 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 47 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 34.500 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 34.500 ed un minimo a 31.980 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 39.292 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 35.562 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 30.952 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Fiat si e’ mossa venerdi’ in controtendenza (la distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 2.8 %) grazie a un report di Merrill Lynch. L’importante investment bank americana ha migliorato la raccomandazione sui titoli del Lingotto da neutral a buy, con target price a 8 euro contro gli attuali 5,60 circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 5.645 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 5.690 ed un minimo a 5.555 euro. Quello che segue è un commento di analisi tecnica relativo al titolo. Si raccomanda al lettore di considerare tale commento solo a fini informativi e di valutare attentamente il contesto generale prima di assumere qualsivoglia decisione operativa. ***** I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 6.754 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 5.725 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 4.876 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Al via il toto-Fiat

pubblicato da Ferry Boat in: Fiat Azioni Italia Automotive

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È scattato il toto-Fiat. Il Lingotto cerca un socio per un’alleanza forte che crei massa critica e soprattutto lo traghetti fuori dalla crisi. Lo ha confermato lo stesso amministratore delegato Sergio Marchionne che pochi giorni fa ha chiuso l’epoca delle piccole alleanze mirate e ha battezzato quella delle grandi fusioni.

Il mercato è duro, è calata in tutto il mondo la domanda e già in Europa gli impianti del settore lavorano al 75 per cento. I giganti americani vacillano e secondo alcuni osservatori il no del Congresso al salvataggio da 14 miliardi di dollari potrebbe preludere a una catastrofe fino a poco tempo fa inimmaginabile, ossia al fallimento di General Motors e di Chrysler.

Potrebbe quindi contare davvero poco la retromarcia di Bush sull’utilizzo dei fondi del piano Paulson per i colossi di Detroit. Gm soprattutto è con l’acqua alla gola e potrebbe benissimo non farcela.

Nel frattempo gli analisti iniziano a scommettere su chi vorrà (o potrà) convolare a nozze con Fiat. Il grande recupero degli ultimi anni permette oggi alla casa torinese di pretendere rispetto al tavolo delle trattative. Adesso il mercato punta sulle piccole utilitarie ossia proprio nella gamma in cui Fiat è specializzata. Qualcuno legge persino nella crisi di Detroit la fine dei dinosauri a stelle e strisce e scommette che il Lingotto sarà fra le 5-6 case produttrici che sopravviveranno alla crisi e all’ondata di fusioni che si profila all’orizzonte.

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Auto in corsa sull'orlo del burrone

pubblicato da Ferry Boat in: Fiat Azioni Italia Automotive

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L’accordo per il salvataggio dei giganti Detroit oggi ha dato una bella spinta ai titoli delle case automobilistiche europee e statunitensi. Il piano approvato dall’Amministrazione Bush prevede in realtà un intervento di “soli” 15 miliardi di dollari in finanziamenti a breve termine per General Motors e Chrysler soprattutto. Era già stato chiesto in passato più del doppio.

Sebbene questa intesa sia stata presentata al mondo come bipartisan in quanto figlia di un patto fra la Casa Bianca e i democratici, la stampa americana ha sottolineato i pericoli del passaggio del provvedimento al Congresso. Molti repubblicani e qualche democratico sono profondamente contrari a questi interventi e li leggono come un ulteriore e indebito prelievo dalle tasche dei contribuenti: una manovra non troppo distante dalle cattive gestioni che hanno precipitato gli Stati Uniti nella crisi.

Visto che al Senato servono almeno 60 voti per approvare il provvedimento, una decina di preferenze dovranno essere strappate ai repubblicani e questo significa che ancora ci sono parecchie incertezze, nonostante Gm e Chrysler rischino di fallire entro pochi mesi, se non entro l’anno.

Purtroppo anche dall’Europa arrivano segnali preoccupanti. Il più grande costruttore di automobili del Vecchio Continente, Volkswagen, ha annunciato che sarà difficile raggiungere gli obiettivi fissati per i prossimi due anni. Ancora più grave è il fatto che la società abbia chiesto al Governo delle garanzie sui crediti interbancari delle sue filiali finanziarie.

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