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Finmeccanica

Finmeccanica mette l'India nel mirino

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia S&P Mib Azioni Italia Finmeccanica

Mattinata incerta per Finmeccanica che riesce pero’ a limitare i danni rispetto agli indici principali di Piazza Affari. Il titolo per il momento si mantiene agevolmente oltre i supporti a 9,40/45 euro al di sotto dei quali prenderebbe il via una correzione rispetto al rally visto intorno alla meta’ di gennaio. Nuovi segnali positivi sono attesi oltre 9,92, prologo a un attacco al top di inizio novembre a 10,10, ostacolo determinante in ottica di lungo periodo.
Il direttore generale, Giorgio Zappa, ha dichiarato a MF-Milano Finanza che l’India potrebbe fare da testa di ponte per le ambizioni di Finmeccanica nel continente asiatico. Il governo indiano ha programmato per il periodo 2011-2014 investimenti nel settore della Difesa pari a oltre 110 miliardi di dollari. La societa’ italiana non intende farsi scappare un’opportunita’ cosi’ ghiotta per cui e’ stata programmata una strategia di “cattura ordini” basata su tre direttrici: rafforzamento della presenza industriale, potenziamento dei rapporti tra i governi, condivisione delle tecnologie.
Nessuna novita’ invece sul fronte delle partecipazioni rilevanti, tema che aveva infiammato il titolo durante il mese scorso. La Lybian Investment Authority ha infatti superato la soglia del 2% del capitale di Finmeccanica e secondo indiscrezioni potrebbe salire al 3%, limite oltre il quale, in base alla regola della golden share, si dovrebbe informare il governo. Il presidente e a.d. Pierfrancesco Guarguaglini ha recentemente dichiarato di non avere notizia di tale comunicazione.

Finmeccanica: la semestrale raffredda i prezzi

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Tecnologia Finmeccanica

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Nel giorno della semestrale, Finmeccanica cede infatti quasi due punti percentuali a fronte di un mercato orientato al rialzo. Già due settimane fa, d’altra parte, Goldman Sachs aveva inserito la società guidata da Pierfrancesco Guarguaglini nella lista europea dei titoli da vendere calcolando per la fine dell’anno una crescita moderata dei ricavi e una flessione degli utili legata soprattutto alla crescita della pressione fiscale.

A fine 2010 il gruppo dovrebbe assorbire circa 132,1 milioni di euro euro di cassa contro i flussi positivi per 333 milioni dell’anno scorso. La debolezza complessiva del cash flow (anche se quello operativo è visto in costante crescita) sembra destinata a perdurare negli anni con flussi complessivi da appena 7,9 milioni nel 2011 e pari a zero l’anno successivo. Il raddoppio dei capex da 465 a 958 milioni di euro è fra le motivazioni più importanti di questo andamento, né aiutano dividendi in costante crescita. Ma a metà 2010 che risultati ha raggiunto la più grande società italiana della Difesa?

A conti fatti il semestre si chiude con un risultato di 194 milioni di euro che incorpora una flessione del 20% rispetto ai dati di un anno fa: in poche parole Finmeccanica ha perso per strada un quinto dei suoi utili. Il giro d’affari del gruppo è leggermente cresciuto a 8,65 miliardi di euro nel periodo ma l’ebita adjusted del gruppo è sceso del 3,1% a quota 586 milioni di euro a causa soprattutto del segmento Veicoli e Spazio che hanno appesantito il ramo dei trasporti del gruppo. Ancora una volta è illuminante l’analisi dei flussi di cassa: il free operating cash flow indica infatti un assorbimento di cassa per poco meno di un miliardo di euro (967 milioni) con un peggioramento di 272 milioni (-39,1%!) sul dato del 30 giugno 2009.

Sicuramente una certa stagionalità avrà intaccato l’equilibrio tra incassi e pagamenti commerciali, però che questo si stia confermando un anno difficile è indubitabile. La crescita del debito da 3 a 4,6 miliardi di euro conferma queste perplessità. Nelle sue previsioni il management ammette che nel medio periodo alcune aziende del gruppo potrebbero risentire della politica fiscale adottata da alcuni paesi e che questo potrebbe comprimere gli investimenti pubblici. Tuttavia per la fine dell’anno è previsto un free operating cash flow capace di produrre un avanzo di cassa da circa 200 milioni di euro. Il portafoglio ordini già copre oltre il 90% della produzione dei prossimi sei mesi e a fine anno i ricavi dovrebbero essere compresi tra 17,8 e 18,6 miliardi di euro euro con un ebita adjusted di circa 1,52-1,60 miliardi. Nel frattempo, però, occorrerà tenere duro e riposizionarsi ancora nel mercato per cogliere le occasioni migliori del mutato scenario globale.

Finmeccanica: l'ipotesi di fondi neri all'estero appesantisce il titolo

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Finmeccanica

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Finmeccanica soffre a Piazza Affari dopo la pubblicazione di diversi articoli che rivelano l’avvio di una serie di indagini che collegherebbero il gruppo guidato da Pierfrancesco Guarguaglini al caso dei fondi neri di Fastweb e Telecom Italia Sparkle. La società della difesa controllata per quasi un terzo dal ministero del Tesoro ha negato con decisione l’esistenza di fondi neri, ma le intercettazioni dei mesi scorsi rivelerebbero un legame con Gennaro Mokbel.

Si tratta di uno degli uomini finiti in carcere insieme al senatore Nicola Di Girolamo nella vicenda della frode carosello da oltre 2 miliardi di euro che ha portato in carcere i vertici di Fastweb e di Telecom Italia Sparkle e che al momento vedrebbe indagate fino a 80 persone.

Il legame con il gruppo Finmeccanica sarebbe concentrato in una casa di software di nome Digint, una piccola azienda controllata al 51% dalla lussemburghese Financial Lincoln ricollegabile a Mokbel e al 49% da Finmeccanica tramite la Selex Sema. A complicare la faccenda contribuisce il fatto che la Selex ha come amministratore delegato Marina Grossi, moglie dello stesso Piefrancesco Guarguaglini che di Finmeccanica è il numero uno.

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Il governo rispolvera l'"agenda nucleare"

pubblicato da Ferry Boat in: Enel Azioni Italia Energy Finmeccanica

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Il governo del Bel Paese si concentra nuovamente sull’atomo. Il premier Silvio Berlusconi parteciperà, infatti, agli incontri di Washington sulla sicurezza nucleare. Già venerdì scorso l’incontro del presidente francese Nicolas Sarkozy a Parigi nell’ambito di un summit aveva visto un accordo Enel e Ansaldo Finmeccanica da un lato ed EdF e Areva dall’altro. Così, mentre Obama cerca di portare la Cina dalla propria parte nel braccio di ferro per le sanzioni all’Iran, il legame a cavallo delle Alpi sul nucleare si stringe. I protocolli di intesa siglati venerdì scorso a Parigi prevedono un impegno comune di almeno cinque anni e coinvolgono gran parte della filiera dell’atomo che il governo del Pdl sta cercando di ricostruire in Italia. Non a caso l’evento, per quanto in gran parte previsto, è finito sulle principali testate giornalistiche internazionali. D’altra parte i patti prevedono non solo una nuova alleanza fra Enel ed EdF che collaborano da tempo in questo settore, ma implicano a cascata, per esempio, una serie di accordi fra ricercatori universitari italiani e francesi e fra Andra e Sogin, le due società che dovranno gestire le scorie radioattive prodotte dagli impianti.

Nel contesto italiano l’ingresso nel progetto di Ansaldo Energia, società del gruppo Finmeccanica in via di quotazione, isola ancora di più la milanese A2A che pure preme da tempo per ricavarsi un ruolo nella rinascita nucleare del Bel Paese. Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, uno dei maggiori “sponsor” di un’alleanza nucleare con Parigi, ha sottolineato la crescita del ruolo italiano nel nuovo Epr, il reattore di terza generazione già in fase di realizzazione in Finlandia e nella francese Flamanville. Di quest’ultimo impianto Enel già controlla una quota, a Flamanville lavorano inoltre decine di imprese italiane. Le aspirazioni nucleari italiani– è importante sottolinearlo – rimangono aperte, però, anche alle tecnologie concorrenti come quella della Westinghouse, almeno ufficialmente. Per Areva, il più grande costruttore mondiale di centrali, la stretta di mano italiana è importante dopo le critiche per i rincari e i ritardi dell’Epr finlandese e dopo lo smacco subito ad Abu Dhabi con la vittoria della tecnologia sudcoreana per un progetto da 20 miliardi di dollari.

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Segnali grafici convincenti per l'AllShare. Analisi grafica di Finmeccanica e Mediaset in dettaglio

pubblicato da AleOne in: Compratienivendi Fatti del giorno Educational Finmeccanica

Nel corso della settimana appena conclusa i principali indici di Piazza Affari hanno inviato segnali di ripresa convincenti. In particolare il ritorno del Ftse Italia All Share al di sopra dei 22000 punti può rappresentare un primo indizio di mutamento di scenario favorevole al rialzo.

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Finmeccanica: un'occasione per AnsaldoBreda fra tante sfide

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Finmeccanica

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Sicuramente a Finmeccanica e alla sua controllata AnsaldoBreda gli 1,5 miliardi di euro che Ferrovie dello Stato potrebbe spendere per 50 nuovi treni ad alta velocità farebbero bene. Probabilmente anche il 2009 sarà in rosso per la società che fa treni per Finmeccanica: il pareggio operativo del 2008 è stato quindi una tappa importante ma non risolutiva.

Per questa importante gara indetta dalle Fs il gruppo si è alleato con Bombardier, un colosso globale del settore aereo e ferroviario con sede a Berlino che è riuscito a lanciare al record dei 380 chilometri orari i vagoni del suo Zefiro in Cina. Il know how quindi non manca di certo ad Ansaldo. Il nuovo treno, se batterà i concorrenti franco-italiani di Ntv (la società con Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle che compra i treni dalla francese Alstom) e tedeschi di Siemens, produrrà comunque un treno tutto italiano. I successi sulla tratta Roma-Milano incoraggiano il settore, anche se la Tav procede ancora tra mille difficoltà fra la recente riapertura delle proteste della Val Susa da un lato e la prevista attivazione delle tratte Bologna-Firenze e Milano-Novara entro il 13 dicembre.

L’occasione per AnsaldoBreda, rimane quindi ghiotta, senza considerare le prospettive future e internazionali di una società che ha registrato quest’anno un calo degli ordinativi e una inattesa rinuncia alla gara già vinta per la metropolitana di Los Angeles per le eccessive richieste delle attività di controllo.

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Finmeccanica in flessione. Polemica tra Alenia e Boeing

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Finmeccanica

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Inizio di ottava all’insegna del ribasso a Piazza Affari che si allinea alle performance delle altre piazze europee e dei future sugli indici americani. Finmeccanica non si sottrae alla legge imposta dai venditori, soprattutto alla luce delle incertezze che si addensano sull’orizzonte delle controllata Alenia Aeronautica.

Venerdi’ scorso infatti Boeing ha annunciato un nuovo ritardo per il 787 Dreamliner, imputandolo a difetti di fabbricazione delle parti costruite da Alenia nello stabilimento di Grottaglie-Monteiasi (Taranto). Secondo quanto dichiarato da una portavoce del colosso americano, su 23 aeromobili sarebbero state trovate grinze sulle fusoliere, componente realizzata proprio dalla societa’ italiana.

Questo avrebbe portato al blocco della produzione presso Grottaglie in attesa di un cambiamento ingegneristico capace di scongiurare nuovi problemi. Da questo punto in poi la situazione si ingarbuglia poiche’ Alenia ha diramato una nota in cui si afferma che l’impianto sta proseguendo regolarmente la sua attivita’ sulle sezioni di fusoliera del 787, in linea con gli accordi presi con Boeing.

Secondo Alenia c’e’ stato un rallentamento provvisorio normalmente previsto nel periodo estivo, unito a un “affinamento migliorativo dei metodi di calcolo modificati da Boeing”. Il tutto non avra’ comunque, sempre secondo Alenia, alcun effetto per quanto riguarda il primo volo del 787.

Campari, Finmeccanica, Diasorin: reazioni diverse rispetto ai consigli dei broker

pubblicato da Ferry Boat in: Assicurazioni Finmeccanica

In queste sedute caratterizzate da scambi risicati e’ interessante notare gli effetti delle indicazioni fornite dai broker. Ad esempio Campari a fine mattinata si mette in evidenza in senso negativo tra le blue chip dopo che Deutsche Bank ha deciso di ridurre la raccomandazione da buy a hold, con la motivazione che i rialzi degli ultimi mesi hanno permesso al titolo di ridurre il gap rispetto alla media del settore food&beverage, ragion per cui gli spazi di ascesa si sono assottigliati. Gli analisti della banca tedesca hanno pero’ confermato il prezzo obiettivo a 6,50 euro, un valore ancora decisamente superiore ai 5,80 circa cui l’azione viene scambiata attualmente.

Situazione diversa invece per Finmeccanica. Il titolo, seppur in misura marginale, e’ in rialzo nonostante che Goldman Sachs abbia confermato la raccomandazione sell, con prezzo obiettivo a 10 euro, circa il 9% al di sotto dei prezzi correnti. L’ufficio studi della banca americana ha rilevato delle criticita’ nell’ultima semestrale. In particolare la crescita dell’EBITDA, avvenuta solo grazie all’apporto di Drs e della divisione Energia, mentre Aerospazio e Difesa sono rimaste al palo. E’ inoltre possibile che USA e Regno Unito riducano i rispettivi budget di spesa per la difesa. Finmeccanica riesce pero’ ad assorbire il report con disinvoltura.

Citiamo infine il caso Diasorin, sostanzialmente invariata dopo che la stessa Goldman Sachs ha ribadito la raccomandazione di acquisto con obiettivo incrementato da 23,82 a 28,10 euro, ben il 20-25 per cento al di sopra dei prezzi correnti. I dati dei primi sei mesi del 2009 hanno indotto gli analisti a rivedere al rialzo le stime per il triennio 2009-2011. Il titolo non riesce a sfruttare queste ottime indicazioni, forse anche a causa della stanchezza dopo il rally che nelle ultime tre settimane gli ha permesso di guadagnare quasi il 30%.

(S.F.)

Indici italiani appesantiti dalle cedole di stamane

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Generali Unicredito Finmeccanica

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Crisi o non crisi lo stacco di cedole importanti a Piazza Affari appesantisce oggi notevolmente i principali listini. Certo pesano anche le chiusure negative di Wall Street e di Tokyo, ma dividendi di pezzi da novanta dell’S&P/Mib come Eni, Finmeccanica, Unicredit o Generali non possono lasciare invariati i corsi.

Complessivamente, secondo alcune stime, l’impatto sull’S&P/Mib dei dividendi societari ammonterebbe a quasi 2 punti percentuali. Al ribasso tecnico (e già scontato in apertura dai corsi) che segue lo stacco delle cedole a Milano corrispondono, però, situazioni molto diverse. Oggi per esempio Eni stacca un dividendo a saldo da 65 centesimi per azione. Il titolo della più grande società italiana è sicuramente influenzato, però, anche da altri fattori come l’accordo di venerdì per lo sviluppo di South Stream, una infrastruttura strategica per il trasporto del gas che potrebbe raddoppiare la propria capacità di trasporto.

Ancora diversa la situazione di Unicredit, che ha deciso di distribuire una cedola in azioni ai propri soci, e che in tarda mattinata recupera più di nove punti percentuali. Durante la scorsa settimana il titolo aveva perso quota a Piazza Affari dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali (utile dimezzato rispetto a quello del primo quarto del 2008) che era stata seguita da pesanti vendite sul mercato. I forti cali di Borsa, uniti ai ribassi “tecnici” che seguono lo stacco di un dividendo, sicuramente alimentano la “nervosa” reazione rialzista di oggi. Secondo indiscrezioni della stampa estera a ottobre Will Cernko, attualmente in HypoVereinsbank, diverrà amministratore delegato di Bank of Austria al posto di Erich Hampel. Unicredit non ha però ancora commentato queste indiscrezioni.

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Eurotech: un business solido in periodo di crisi

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Tecnologia Finmeccanica

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Alcune società in questo periodo di crisi si mostrano attrezzate per l’emergenza e pronte a consolidare la propria posizione sui mercati internazionali. È questo il caso Eurotech che, dopo una serie di acquisizioni che le hanno permesso di raggiungere una certa massa critica e di classificarsi fra i primi dieci gruppi del proprio settore a livello mondiale, ha ancora le forze per guardarsi attorno.

La società di Amaro in provincia di Udine è d’altra parte una multinazionale di rango e ha come mercato di riferimento gli Stati Uniti (39% del fatturato), seguono il Giappone e la macroarea europea. Per un gruppo specializzato nel settore della tecnologia miniaturizzata è d’altra parte inevitabile confrontarsi con i mercati più importanti di questo comparto. Molte delle applicazioni sono rivolte alla difesa e la società spera di ricavare input importanti dall’incremento del budget per la Difesa Usa varato dall’Amministrazione Obama (+4%). Al riguardo fra le diverse attività hanno un certo peso quelle dei dispositivi di comunicazione fra veicoli e mezzi in condizioni estreme.

Eurotech, che ha visto i ricavi crescere del 20% circa da 76,5 a 91,7 milioni di euro nel 2008, probabilmente è destinata a consolidare la propria posizione di mercato anche quest’anno. Il bilancio invero si è chiuso l’anno scorso con una perdita d’esercizio in crescita da 4,9 a 12,7 milioni di euro, ma su questa compressione della marginalità hanno pesato fattori non ricorrenti come l’accorpamento dei marchi ADS e Arcom in Eurotech Inc.

Quest’operazione ha comportato la cancellazione dei due marchi (i gruppo aveva sondato il mercato scoprendo che il proprio marchio diretto lo rendeva sufficientemente riconoscibile) con conseguenti svalutazioni per circa 10,7 milioni di euro. Ciò ha comportato un maggiore peso dell’ebit (risultato operativo) che si attesta al -14,7% dei ricavi nel 2008 rispetto al -5,4% del 2007. È insomma interamente a questo livello del conto economico che si registra la compressione della redditività dell’azienda correlata, quindi, a operazioni straordinarie a fronte di un core business in crescita.

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