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  <title>Finanzablog.it</title>
  <subtitle>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T15:30:58+00:00</updated>
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    <title type="html">Finmeccanica mette l&#039;India nel mirino</title>
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    <published>2011-02-10T12:51:04+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4660/finmeccanica-mette-lindia-nel-mirino"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/fnc_01.gif" class="post" align="left" border="0" width="162" height="53" alt="" /></p>
<p>Mattinata incerta per Finmeccanica che riesce pero&#8217; a limitare i danni rispetto agli indici principali di Piazza Affari. Il titolo per il momento si mantiene agevolmente oltre i supporti a 9,40/45 euro al di sotto dei quali prenderebbe il via una correzione rispetto al rally visto intorno alla meta&#8217; di gennaio. Nuovi segnali positivi sono attesi oltre 9,92, prologo a un attacco al top di inizio novembre a 10,10, ostacolo determinante in ottica di lungo periodo.<br />
Il direttore generale, Giorgio Zappa, ha dichiarato a MF-Milano Finanza che l&#8217;India potrebbe fare da testa di ponte per le ambizioni di Finmeccanica nel continente asiatico. Il governo indiano ha programmato per il periodo 2011-2014 investimenti nel settore della Difesa pari a oltre 110 miliardi di dollari. La societa&#8217; italiana non intende farsi scappare un&#8217;opportunita&#8217; cosi&#8217; ghiotta per cui e&#8217; stata programmata una strategia di &#8220;cattura ordini&#8221; basata su tre direttrici: rafforzamento della presenza industriale, potenziamento dei rapporti tra i governi, condivisione delle tecnologie.<br />
Nessuna novita&#8217; invece sul fronte delle partecipazioni rilevanti, tema che aveva infiammato il titolo durante il mese scorso. La Lybian Investment Authority ha infatti superato la soglia del 2% del capitale di Finmeccanica e secondo indiscrezioni potrebbe salire al 3%, limite oltre il quale, in base alla regola della golden share, si dovrebbe informare il governo. Il presidente e a.d. Pierfrancesco Guarguaglini ha recentemente dichiarato di non avere notizia di tale comunicazione.</p>
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    <title type="html">Finmeccanica: la semestrale raffredda i prezzi</title>
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    <published>2010-07-29T13:39:38+00:00</published>
    <updated>2010-07-29T13:39:38+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4484/finmeccanica-la-semestrale-raffredda-i-prezzi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/finmeccanica_aggressiva_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="196" height="128" alt="finmeccanica risultati flussi di cassa investimento goldman sachs difesa guerra societ&Atilde;�&Acirc;&nbsp; armamenti" /></p>
<p>Nel giorno della semestrale,  Finmeccanica cede infatti quasi due punti percentuali a fronte di un mercato orientato al rialzo. Già due settimane fa, d’altra parte, Goldman Sachs aveva inserito la società guidata da Pierfrancesco Guarguaglini nella lista europea dei titoli da vendere calcolando per la fine dell’anno una crescita moderata dei ricavi e una flessione degli utili legata soprattutto alla crescita della pressione fiscale.</p>
<p>A fine 2010 il gruppo dovrebbe assorbire circa 132,1 milioni di euro euro di cassa contro i flussi positivi per 333 milioni dell’anno scorso. La debolezza complessiva del cash flow (anche se quello operativo è visto in costante crescita) sembra destinata a perdurare negli anni con flussi complessivi da appena 7,9 milioni nel 2011 e pari a zero l’anno successivo. Il raddoppio dei capex da 465 a 958 milioni di euro è fra le motivazioni più importanti di questo andamento, né aiutano dividendi in costante crescita. Ma a metà 2010 che risultati ha raggiunto la più grande società italiana della Difesa?</p>
<p>A conti fatti il semestre si chiude con un risultato di 194 milioni di euro che incorpora una flessione del 20% rispetto ai dati di un anno fa: in poche parole Finmeccanica ha perso per strada un quinto dei suoi utili. Il giro d’affari del gruppo è leggermente cresciuto a 8,65 miliardi di euro nel periodo ma l’ebita adjusted del gruppo è sceso del 3,1% a quota 586 milioni di euro a causa soprattutto del segmento Veicoli e Spazio che hanno appesantito il ramo dei trasporti del gruppo. Ancora una volta è illuminante l’analisi dei flussi di cassa: il free operating cash flow indica infatti un assorbimento di cassa per poco meno di un miliardo di euro (967 milioni) con un peggioramento di 272 milioni (-39,1%!) sul dato del 30 giugno 2009.</p>
<p>Sicuramente una certa stagionalità avrà intaccato l’equilibrio tra incassi e pagamenti commerciali, però che questo si stia confermando un anno difficile è indubitabile. La crescita del debito da 3 a 4,6 miliardi di euro conferma queste perplessità. Nelle sue previsioni il management ammette che nel medio periodo alcune aziende del gruppo potrebbero risentire della politica fiscale adottata da alcuni paesi e che questo potrebbe comprimere gli investimenti pubblici. Tuttavia per la fine dell’anno è previsto un free operating cash flow capace di produrre un avanzo di cassa da circa 200 milioni di euro. Il portafoglio ordini già copre oltre il 90% della produzione dei prossimi sei mesi e a fine anno i ricavi dovrebbero essere compresi tra 17,8 e 18,6 miliardi di euro euro con un ebita adjusted di circa 1,52-1,60 miliardi. Nel frattempo, però, occorrerà tenere duro e riposizionarsi ancora nel mercato per cogliere le occasioni migliori del mutato scenario globale.</p>
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    <title type="html">Finmeccanica: l&#039;ipotesi di fondi neri all&#039;estero appesantisce il titolo</title>
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    <published>2010-05-28T12:04:21+00:00</published>
    <updated>2010-05-28T12:04:21+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Finmeccanica soffre a Piazza Affari dopo la pubblicazione di diversi articoli che rivelano l’avvio di una serie di indagini che collegherebbero il gruppo guidato da Pierfrancesco Guarguaglini al caso[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4432/finmeccanica-lipotesi-di-fondi-neri-allestero-appesantisce-il-titolo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/finmeccanica_06.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="135" alt="finmeccanica selex fondi neri fastweb telecom italia sparkle guarguaglini marina selex mobkel digint fondi neri mercato finanza scandalo indagini procure pm roma milano genova" /></p>
<p>Finmeccanica soffre a Piazza Affari dopo la pubblicazione di diversi articoli che rivelano l’avvio di una serie di indagini che collegherebbero il gruppo guidato da Pierfrancesco Guarguaglini al caso dei fondi neri di Fastweb e Telecom Italia Sparkle. La società della difesa controllata per quasi un terzo dal ministero del Tesoro ha negato con decisione l’esistenza di fondi neri, ma le intercettazioni dei mesi scorsi rivelerebbero un legame con Gennaro Mokbel.</p>
<p>Si tratta di uno degli uomini finiti in carcere insieme al senatore Nicola Di Girolamo nella vicenda della frode carosello da oltre 2 miliardi di euro che ha portato in carcere i vertici di Fastweb e di Telecom Italia Sparkle e che al momento vedrebbe indagate fino a 80 persone.</p>
<p>Il legame con il gruppo Finmeccanica sarebbe concentrato in una casa di software di nome Digint, una piccola azienda controllata al 51% dalla lussemburghese Financial Lincoln ricollegabile a Mokbel e al 49% da Finmeccanica tramite la Selex Sema. A complicare la faccenda contribuisce il fatto che la Selex ha come amministratore delegato Marina Grossi, moglie dello stesso Piefrancesco Guarguaglini che di Finmeccanica è il numero uno.</p>
 <p>
Le indagini di diverse procure sono tese ad accertare i fatti e Finmeccanica avrebbe già garantito la propria collaborazione nel corso delle perquisizioni di alcune sedi, nessun provvedimento, però, sarebbe ancora stato notificato alla società o ai suoi dirigenti. Diverse procure, fra cui quelle di Roma, Napoli e Genova starebbero cercando di comprendere se esisteva un sistema di fondi neri esteri in Finmeccanica. L&#8217;allargamento delle indagini al gruppo guidato da Guarguaglini potrebbe aprire insospettati scenari nel caso di un&#8217;inchiesta che ha già portato alle dimissioni di un senatore e ha rivelato inquietanti sistemi di potere. Alcuni pm napoletani da qualche tempo indagano sugli appalti per la videosorveglianza di varie caserme di tutta la provincia partenopea e si sono imbattuti nel gruppo Selex, le ipotesi in merito sarebbero di turbativa d&#8217;asta. Se però il legame con Mokbel dovesse rivelarsi sostanziale potrebbero irrompere nelle indagini le accuse di riciclaggio. Le inchieste sembrano ancora agli inizi e nulla di certo pare essere ancora emerso. Il titolo Finmeccanica però risente già pesantemente di questo dossier in Borsa con perdite del 2,7 per cento.</p>
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    <title type="html">Il governo rispolvera l&#039;&quot;agenda nucleare&quot; </title>
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    <published>2010-04-12T16:15:32+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4386/il-governo-rispolvera-lagenda-nucleare"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/arevacentralenucleare.jpg" class="post" align="left" border="0" width="226" height="168" alt="enel areva finmeccanica edf electricit&Atilde;&copy; de france proglio conti zuccoli a2a energia nuclerare ansaldo energia epr centrali impianti regionali" /></p>
<p>Il governo del Bel Paese si concentra nuovamente sull&#8217;atomo. Il premier Silvio Berlusconi parteciperà, infatti, agli incontri di Washington sulla sicurezza nucleare. Già venerdì scorso l&#8217;incontro del presidente francese Nicolas Sarkozy a Parigi nell’ambito di un summit aveva visto un accordo Enel e Ansaldo Finmeccanica da un lato ed EdF e Areva dall’altro. Così, mentre Obama cerca di portare la Cina dalla propria parte nel braccio di ferro per le sanzioni all’Iran, il legame a cavallo delle Alpi sul nucleare si stringe. I protocolli di intesa siglati venerdì scorso a Parigi prevedono un impegno comune di almeno cinque anni e coinvolgono gran parte della filiera dell’atomo che il governo del Pdl sta cercando di ricostruire in Italia. Non a caso l’evento, per quanto in gran parte previsto, è finito sulle principali testate giornalistiche internazionali. D’altra parte i patti prevedono non solo una nuova alleanza fra Enel ed EdF che collaborano da tempo in questo settore, ma implicano a cascata, per esempio, una serie di accordi fra ricercatori universitari italiani e francesi e fra Andra e Sogin, le due società che dovranno gestire le scorie radioattive prodotte dagli impianti.</p>
<p>Nel contesto italiano l’ingresso nel progetto di Ansaldo Energia, società del gruppo Finmeccanica in via di quotazione, isola ancora di più la milanese A2A che pure preme da tempo per ricavarsi un ruolo nella rinascita nucleare del Bel Paese. Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, uno dei maggiori “sponsor” di un’alleanza nucleare con Parigi, ha sottolineato la crescita del ruolo italiano nel nuovo Epr, il reattore di terza generazione già in fase di realizzazione in Finlandia e nella francese Flamanville. Di quest’ultimo impianto Enel già controlla una quota, a Flamanville lavorano inoltre decine di imprese italiane. Le aspirazioni nucleari italiani– è importante sottolinearlo – rimangono aperte, però, anche alle tecnologie concorrenti come quella della Westinghouse, almeno ufficialmente. Per Areva, il più grande costruttore mondiale di centrali, la stretta di mano italiana è importante dopo le critiche per i rincari e i ritardi dell’Epr finlandese e dopo lo smacco subito ad Abu Dhabi con la vittoria della tecnologia sudcoreana per un progetto da 20 miliardi di dollari.</p>
 <p>
Certe strette di mano – Il Sole 24 Ore di sabato riportava quella fra due sorridenti Sarkozy e Berlusconi – servono anche a dare credibilità a un progetto che vorrebbe coprire nel medio periodo il 25% del nostro consumo energetico tagliando quel rincaro del 30-40% della bolletta energetica che ci rallenta rispetto alle nostre nazioni europee. L’agenda del governo prevede almeno 4 centrali Epr sul nostro territorio e l’inizio dei lavori dal 2013 con termine al 2020. Sarà anche vero che nel mondo sono già in costruzione 55 nuove centrali, ma in Italia il ritorno all’atomo incontrerà molte difficoltà e le posizioni dei governatori regionali dello stesso Pdl appaiono in diversi casi troppo rigide per essere forzate in tempi rapidi. In un Paese dove spesso è difficile realizzare persino l’alta velocità ferroviaria è legittimo attendersi forti ostacoli anche per il nucleare.</p>
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    <title type="html">Segnali grafici convincenti per l&#039;AllShare. Analisi grafica di Finmeccanica e Mediaset in dettaglio</title>
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    <published>2010-02-23T12:00:06+00:00</published>
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    <dc:subject>compratienivendi</dc:subject><dc:subject>fatti-del-giorno</dc:subject><dc:subject>educational</dc:subject><dc:subject>finmeccanica</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Nel corso della settimana appena conclusa i principali indici di Piazza Affari hanno inviato segnali di ripresa convincenti. In particolare il ritorno del Ftse Italia All Share al di sopra dei 22000[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4346/segnali-grafici-convincenti-per-lallshare-analisi-grafica-di-finmeccanica-e-mediaset-in-dettaglio"><![CDATA[<p>Nel corso della settimana appena conclusa i principali indici di Piazza Affari hanno inviato segnali di ripresa convincenti. In particolare il ritorno del Ftse Italia All Share al di sopra dei 22000 punti può rappresentare un primo indizio di mutamento di scenario favorevole al rialzo.</p>
 <p> Le quotazioni hanno infatti superato lasciandosi alle spalle area 22000 sia la linea di tendenza ribassista tracciata dai massimi di inizio anno, sia il lato superiore della fase laterale disegnata a partire dal top dell&#8217;11 febbraio, una zona vischiosa che necessitava di una motivazione forte da parte del mercato per essere lasciata alle spalle. Intendiamoci, per il momento i segnali di ripresa sono favorevoli ad una correzione che ritracci una porzione consistente del ribasso subito dal top di gennaio a quota 24463. Da qui a parlare di inversione di quella tendenza ce ne corre, sarebbe solo il superamento dei 23100 punti a lasciare ben sperare anche in ottica di medio periodo. Fino a quel momento quindi la reazione può essere sfruttata per impostare operazioni al rialzo ma con orizzonte temporale breve. Tra i titoli che potrebbero essere presi in considerazione per cavalcare il rimbalzo ve ne sono due che proprio nell&#8217;ultima settimana hanno inviato segnali di risveglio dopo una lunga fase negativa, Finmeccanica e Mediaset, che potrebbero mettere a segno un rimbalzo esteso proprio in virtù dell&#8217;ampiezza del terreno perso nelle settimana precedenti. </p>
<p>Per Finmeccanica il motivo scatenante del rimbalzo è stata la notizia di una possibile commessa da 590 milioni di euro per la produzione di 12 elicotteri AW101, il 3% dell&#8217;obiettivo di raccolta ordini per il 2010. La diversificazione del portafoglio del gruppo, che guarda non solo alla difesa ma anche ai trasporti, all&#8217;elettronica ed all&#8217;aerospazio dovrebbe permettere a Finmeccanica di uscire a testa alta dalla attuale situazione di crisi economica. La reazione delle ultime sedute ha preso corpo successivamente al test in area 9 euro dei minimi dello scorso aprile e può contare sulla base offerta in quell&#8217;area dalla fase laterale disegnata dai prezzi a partire del 9 febbraio. Il titolo viaggia da quasi un anno e mezzo all&#8217;interno di un&#8217;ampia fase laterale, delimitata inferiormente dal supporto di area 8,50 euro e superiormente dalla resistenza di area 12,50. La recente reazione è scaturita quindi in prossimità della base del trading range e potrebbe tentare ora di attraversarlo nella sua interezza. Segnali favorevoli al proseguimento del rialzo verso i 12,50 euro verrebbero in prima battuta da movimenti oltre quota 10,41, lato superiore dal gap ribassista del 29 gennaio (area 10,40 si candida quindi come primo obiettivo dell&#8217;ascesa in caso di proseguimento della attuale reazione), successivamente oltre area 10,85, dove transita la media mobile a 200 sedute, coincidente con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top dello scorso ottobre. Portandosi al di sopra di questo ostacolo il titolo potrebbe puntare al test dei 12,50 euro con la sola interposizione della resistenza di area 11,40. Di ben altra portata sarebbe invece il superamento di area 12,50: la lunga fase laterale disegnata negli ultimi mesi potrebbe essere considerata in quel caso un pattern di inversione (una sorta di triplo minimo, anche se forse non da manuale) capace di sostenere movimenti che potrebbero puntare fino al raggiungimento dei 16,00/16,50 euro. Meglio in ogni caso ragionare, almeno per il momento, per gradi, individuando in area 10,40 un primo e decisamente meno ambizioso target per il rialzo. Eventuali storni fino in area 9,20/30 non danneggerebbero le possibilità di assistere a movimenti in area 10,40. Sotto i 9 euro rischio invece di test della base della citata fase laterale in area 8,50. La violazione anche di questo supporto rappresenterebbe un momento molto difficile per il titolo, introduttivo alla ripresa del trend ribassista in atto dai massimi del 2007.</p>
<p>Mediaset ha trovato invece la forza per reagire al ribasso subito dal top di inizio anno a 5,94 euro grazie, oltre alla promozione di alcuni broker tra i quali JP Morgan (che ha portato il giudizio sul titolo a &#8220;overweight&#8221; da &#8220;neutral&#8221; e ne ha alzato il target price a 6,60 euro da 5,60, inserendo al contempo il titolo nella lista delle &#8220;top picks&#8221;), anche alle parole di Giuliano Adreani, amministratore delegato del gruppo editoriale, che stima una crescita della raccolta pubblicitaria per il 2010 dopo il calo subito nel 2009 (stimato nell&#8217;ordine dell&#8217;8%) e prevede un buon andamento della clientela nel digitale a pagamento. Il titolo parte del resto già da una situazione grafica positiva: i minimi di febbraio a 5,18 euro sono stati toccati in prossimità del 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi dello scorso novembre e della media mobile a 100 sedute, due elementi che permettono di considerare la discesa vista nelle ultime settimane come una semplice correzione del precedente rialzo. La tenuta del supporto a 5,15/20 euro e la rottura della resistenza a 5,55 mettono il titolo in corsa per il test del picco di gennaio a 5,94 euro. Sarebbe tuttavia solo il superamento di questi livelli, o meglio di area 6 euro, dove si colloca il 38,2% di ritracciamento del ribasso dai massimi del 2005, a permettere il proseguimento del trend rialzista iniziato lo scorso marzo anche nel medio termine, con obiettivo sul ritracciamento successivo nella scala di Fibonacci, il 50%, posto a 7 euro, e resistenza intermedia a 6,40, lato superiore del canale che sale dai minimi del 2009. Solo la violazione della base di questo canale, passante a 5 euro circa, potrebbe mettere seriamente in discussione il potenziale rialzista del titolo. Primo target in quel caso a 4,69 euro, base del gap lasciato dai prezzi l&#8217;11 novembre scorso, poi forte supporto a 4,35 euro.</p>
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    <title type="html">Finmeccanica: un&#039;occasione per AnsaldoBreda fra tante sfide</title>
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    <published>2009-12-09T17:01:40+00:00</published>
    <updated>2009-12-09T17:01:40+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4289/finmeccanica-unoccasione-per-ansaldobreda-fra-tante-sfide"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/treni.jpg" class="post" align="left" border="0" width="142" height="106" alt="finmeccanica ansaldobreda ansaldo breda drs borsa azione utili risultati bbb+ rating" /></p>
<p>Sicuramente a Finmeccanica e alla sua controllata AnsaldoBreda gli 1,5 miliardi di euro che Ferrovie dello Stato potrebbe spendere per 50 nuovi treni ad alta velocità farebbero bene. Probabilmente anche il 2009 sarà in rosso per la società che fa treni per Finmeccanica: il pareggio operativo del 2008 è stato quindi una tappa importante ma non risolutiva.</p>
<p>Per questa importante gara indetta dalle Fs il gruppo si è alleato con Bombardier, un colosso globale del settore aereo e ferroviario con sede a Berlino che è riuscito a lanciare al record dei 380 chilometri orari i vagoni del suo Zefiro in Cina. Il know how quindi non manca di certo ad Ansaldo. Il nuovo treno, se batterà i concorrenti franco-italiani di Ntv (la società con Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle che compra i treni dalla francese Alstom) e tedeschi di Siemens, produrrà comunque un treno tutto italiano. I successi sulla tratta Roma-Milano incoraggiano il settore, anche se la Tav procede ancora tra mille difficoltà fra la recente riapertura delle proteste della Val Susa da un lato e la prevista attivazione delle tratte Bologna-Firenze e Milano-Novara entro il 13 dicembre.</p>
<p>L&#8217;occasione per AnsaldoBreda, rimane quindi ghiotta, senza considerare le prospettive future e internazionali di una società che ha registrato quest&#8217;anno un calo degli ordinativi e una inattesa rinuncia alla gara già vinta per la metropolitana di Los Angeles per le eccessive richieste delle attività di controllo.</p>
 <p>
Se ora Ansaldo si aggiudicasse la gara, afferma Il Sole 24 Ore di oggi, i 279 licenziamenti e i 300 cassa integrati già previsti dal gruppo potrebbero saltare. Si tratta di una posta alta per un governo alle prese con i gravi problemi della disoccupazione nel Bel Paese, una posta forse più alta di quanto non impatti poi AnsaldoBreda con i suoi 800 milioni di euro in possibile notevole incremento su un gruppo da 15 miliardi l&#8217;anno e oltre come Finmeccanica e quindi sul bilancio dello Stato che la controlla.</p>
<p>Comunque per Finmeccanica un ordine per 50 treni da un miliardo e mezzo di euro (da dividere però con Bombardier) alla AnsaldoBreda sarebbe un ottimo affare visti appunto gli ordinativi in calo e i bilanci ancora in rosso. Le attività del gruppo guidato da Pierfrancesco Guarguaglini spaziano certo in business anche diversissimi tra loro e quindi possono risentire delle commesse per gli elicotteri statunitensi del presidente Barack Obama o dell&#8217;andamento dei telefonini della Nokia che impatta su Stm di cui Finmeccanica è uno dei maggiori azionisti: quindi le attività di AnsaldoBreda sono una goccia nel mare. Il mercato dei treni e le attività di segnalamento di Ansaldo Sts (che a differenza di AnsaldoBreda è quotata) sono però aree di business interessanti e in evoluzione su scala globale, sebbene difficili da gestire.</p>
<p>Il gruppo Finmeccanica, come noto, ha portato il suo debito finanziario netto a 5,2 miliardi di euro dai 2,7 di fine 2008 a causa della impegnativa acquisizione della statunitense Drs che ha fatto passare gli oneri finanziari di Finmeccanica dai 25 milioni dei primi nove mesi del 2008 ai 230 milioni dello stesso periodo di quest&#8217;anno. Tanto che, nello stesso periodo, il fatturato è cresciuto sì del 18% a oltre 12 miliardi, ma l&#8217;utile netto è sceso del 6 per cento. Il portafoglio del gruppo è solido (casi americani a parte), e i mezzi propri sono ampiamente sufficienti a coprire le esposizioni con un rapporto debt/equity inferiore all&#8217;unità. La liquidità è in crescita nonostante i forti investimenti e copre un free operating cash flow ancora negativo sebbene in miglioramento. I treni da non perdere per Finmeccanica sono dunque assai più di cinquanta.</p>
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    <title type="html">Finmeccanica in flessione. Polemica tra Alenia e Boeing</title>
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    <published>2009-08-17T17:11:43+00:00</published>
    <updated>2009-08-17T17:11:43+00:00</updated>
    <dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>finmeccanica</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4215/finmeccanica-in-flessione-polemica-tra-alenia-e-boeing"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/boeinglogo.jpg" class="post" align="left" border="0" width="232" height="174" alt="boeing alenia finmeccanica" /></p>
<p><em>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Inizio di ottava all&#8217;insegna del ribasso a Piazza Affari che si allinea alle performance delle altre piazze europee e dei future sugli indici americani. Finmeccanica non si sottrae alla legge imposta dai venditori, soprattutto alla luce delle incertezze che si addensano sull&#8217;orizzonte delle controllata Alenia Aeronautica.</p>
<p>Venerdi&#8217; scorso infatti Boeing ha annunciato un nuovo ritardo per il 787 Dreamliner, imputandolo a difetti di fabbricazione delle parti costruite da Alenia nello stabilimento di Grottaglie-Monteiasi (Taranto). Secondo quanto dichiarato da una portavoce del colosso americano, su 23 aeromobili sarebbero state trovate grinze sulle fusoliere, componente realizzata proprio dalla societa&#8217; italiana.</p>
<p>Questo avrebbe portato al blocco della produzione presso Grottaglie in attesa di un cambiamento ingegneristico capace di scongiurare nuovi problemi. Da questo punto in poi la situazione si ingarbuglia poiche&#8217; Alenia ha diramato una nota in cui si afferma che l&#8217;impianto sta proseguendo regolarmente la sua attivita&#8217; sulle sezioni di fusoliera del 787, in linea con gli accordi presi con Boeing.</p>
<p>Secondo Alenia c&#8217;e&#8217; stato un rallentamento provvisorio normalmente previsto nel periodo estivo, unito a un &#8220;affinamento migliorativo dei metodi di calcolo modificati da Boeing&#8221;. Il tutto non avra&#8217; comunque, sempre secondo Alenia, alcun effetto per quanto riguarda il primo volo del 787.</p>
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    <title type="html">Campari, Finmeccanica, Diasorin: reazioni diverse rispetto ai consigli dei broker</title>
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    <published>2009-08-11T17:09:58+00:00</published>
    <updated>2009-08-11T17:09:58+00:00</updated>
    <dc:subject>assicurazioni</dc:subject><dc:subject>finmeccanica</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4212/campari-finmeccanica-diasorin-reazioni-diverse-rispetto-ai-consigli-dei-broker"><![CDATA[<p>In queste sedute caratterizzate da scambi risicati e&#8217; interessante notare gli effetti delle indicazioni fornite dai broker. Ad esempio Campari a fine mattinata si mette in evidenza in senso negativo tra le blue chip dopo che Deutsche Bank ha deciso di ridurre la raccomandazione da buy a hold, con la motivazione che i rialzi degli ultimi mesi hanno permesso al titolo di ridurre il gap rispetto alla media del settore food&#038;beverage, ragion per cui gli spazi di ascesa si sono assottigliati. Gli analisti della banca tedesca hanno pero&#8217; confermato il prezzo obiettivo a 6,50 euro, un valore ancora decisamente superiore ai 5,80 circa cui l’azione viene scambiata attualmente.</p>
<p>Situazione diversa invece per Finmeccanica. Il titolo, seppur in misura marginale, e&#8217; in rialzo nonostante che Goldman Sachs abbia confermato la raccomandazione sell, con prezzo obiettivo a 10 euro, circa il 9% al di sotto dei prezzi correnti. L&#8217;ufficio studi della banca americana ha rilevato delle criticita&#8217; nell&#8217;ultima semestrale. In particolare la crescita dell&#8217;EBITDA, avvenuta solo grazie all&#8217;apporto di Drs e della divisione Energia, mentre Aerospazio e Difesa sono rimaste al palo. E&#8217; inoltre possibile che USA e Regno Unito riducano i rispettivi budget di spesa per la difesa. Finmeccanica riesce pero&#8217; ad assorbire il report con disinvoltura.</p>
<p>Citiamo infine il caso Diasorin, sostanzialmente invariata dopo che la stessa Goldman Sachs ha ribadito la raccomandazione di acquisto con obiettivo incrementato da 23,82 a 28,10 euro, ben il 20-25 per cento al di sopra dei prezzi correnti. I dati dei primi sei mesi del 2009 hanno indotto gli analisti a rivedere al rialzo le stime per il triennio 2009-2011. Il titolo non riesce a sfruttare queste ottime indicazioni, forse anche a causa della stanchezza dopo il rally che nelle ultime tre settimane gli ha permesso di guadagnare quasi il 30%.</p>
<p>(S.F.)</p>
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    <title type="html">Indici italiani appesantiti dalle cedole di stamane</title>
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    <published>2009-05-18T13:28:59+00:00</published>
    <updated>2009-05-18T13:28:59+00:00</updated>
    <dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>generali</dc:subject><dc:subject>unicredito</dc:subject><dc:subject>finmeccanica</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4153/indici-italiani-appesantiti-dalle-cedole-di-stamane"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/soldi2_07.jpg" class="post" align="left" border="0" width="178" height="173" alt="cedola dividendo aizoni mercato finanza mediaset unicredit finmeccanica piazza affari listini andamento borsa denaro" /></p>
<p>Crisi o non crisi lo stacco di cedole importanti a Piazza Affari appesantisce oggi notevolmente i principali listini. Certo pesano anche le chiusure negative di Wall Street e di Tokyo, ma dividendi di pezzi da novanta dell&#8217;S&#038;P/Mib come Eni, Finmeccanica, Unicredit o Generali non possono lasciare invariati i corsi.</p>
<p>Complessivamente, secondo alcune stime, l&#8217;impatto sull&#8217;S&#038;P/Mib dei dividendi societari ammonterebbe a quasi 2 punti percentuali. Al ribasso tecnico (e già scontato in apertura dai corsi) che segue lo stacco delle cedole a Milano corrispondono, però, situazioni molto diverse. Oggi per esempio Eni stacca un dividendo a saldo da 65 centesimi per azione. Il titolo della più grande società italiana è sicuramente influenzato, però, anche da altri fattori come l&#8217;accordo di venerdì per lo sviluppo di South Stream, una infrastruttura strategica per il trasporto del gas che potrebbe raddoppiare la propria capacità di trasporto.</p>
<p>Ancora diversa la situazione di Unicredit, che ha deciso di distribuire una cedola in azioni ai propri soci, e che in tarda mattinata recupera più di nove punti percentuali. Durante la scorsa settimana il titolo aveva perso quota a Piazza Affari dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali (utile dimezzato rispetto a quello del primo quarto del 2008) che era stata seguita da pesanti vendite sul mercato. I forti cali di Borsa, uniti ai ribassi &#8220;tecnici&#8221; che seguono lo stacco di un dividendo, sicuramente alimentano la &#8220;nervosa&#8221; reazione rialzista di oggi. Secondo indiscrezioni della stampa estera a ottobre Will Cernko, attualmente in HypoVereinsbank, diverrà amministratore delegato di Bank of Austria al posto di Erich Hampel. Unicredit non ha però ancora commentato queste indiscrezioni.</p>
 <p>Novità rilevanti riguardano gran parte dei titoli che oggi hanno staccato una cedola a favore dei propri azionisti. Finmeccanica in mattinata ha staccato una cedola da 41 centesimi e in queste ore guadagna l&#8217;1,79% ma probabilmente il mercato si concentra sulle nuove strategie del management dopo lo stop ufficiale di venerdì notte alla maxicommessa per gli elicotteri del presidente degli Stati Uniti.</p>
<p>Più timide sembrano le reazioni alla cedola di Buzzi Unicem (-0,10%) e di Mediaset (-1,2%). Il gruppo del biscione ha staccato oggi un dividendo da 38 centesimi che sicuramente influenza ancora i corsi in tarda mattinata. Il management ha ricordato che nuovi investimenti sarebbero previsti sul fronte della tv digitale terrestre vera frontiera nell&#8217;attuale sviluppo delle attività del gruppo milanese. A monte della catena di controllo, nella finanziaria Fininvest, si lavorerebbe a nuovi assetti per la governance nell&#8217;ipotesi di un prossimo divorzio tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario. In particolare Il Corriere della Sera ha ipotizzato una scissione tra le controllate Mediaset, Mondadori, Medusa da un lato e Mediolanum, Ac Milan, Teatro Manzoni dall&#8217;altro. Nel primo gruppo i figli Pier Silvio e Marina Berlusconi avrebbero la maggioranza delle quote, nel secondo gruppo i figli di Veronica Barbara, Eleonora e Luigi sarebbero invece gli azionisti di riferimento.</p>
<p>Al di là delle vicende particolari dei singoli gruppi che oggi hanno staccato il dividendo, va evidenziato il migliore andamento degli altri indici europei rispetto a quello italiano: probabilmente ciò dipende proprio dallo stacco di queste cedole importanti che hanno appesantito l&#8217;avvio di inizio ottava. I recuperi in corso lasciano però intendere che molte delle quotate milanesi hanno intenzione di colmare al più presto questo gap.</p>
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    <title type="html">Eurotech: un business solido in periodo di crisi</title>
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    <published>2009-04-09T18:09:40+00:00</published>
    <updated>2009-04-09T18:09:40+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4130/eurotech-un-business-solido-in-periodo-di-crisi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/eurotech2.jpg" class="post" align="left" border="0" width="235" height="156" alt="eurotech amaro nanopc comuter tecnologici borsa finanza finmeccanica siagri" /></p>
<p>Alcune società in questo periodo di crisi si mostrano attrezzate per l&#8217;emergenza e pronte a consolidare la propria posizione sui mercati internazionali. È questo il caso Eurotech che, dopo una serie di acquisizioni che le hanno permesso di raggiungere una certa massa critica e di classificarsi fra i primi dieci gruppi del proprio settore a livello mondiale, ha ancora le forze per guardarsi attorno.</p>
<p>La società di Amaro in provincia di Udine è d&#8217;altra parte una multinazionale di rango e ha come mercato di riferimento gli Stati Uniti (39% del fatturato), seguono il Giappone e la macroarea europea. Per un gruppo specializzato nel settore della tecnologia miniaturizzata è d&#8217;altra parte inevitabile confrontarsi con i mercati più importanti di questo comparto. Molte delle applicazioni sono rivolte alla difesa e la società spera di ricavare input importanti dall&#8217;incremento del budget per la Difesa Usa varato dall&#8217;Amministrazione Obama (+4%). Al riguardo fra le diverse attività hanno un certo peso quelle dei dispositivi di comunicazione fra veicoli e mezzi in condizioni estreme.</p>
<p>Eurotech, che ha visto i ricavi crescere del 20% circa da 76,5 a 91,7 milioni di euro nel 2008, probabilmente è destinata a consolidare la propria posizione di mercato anche quest&#8217;anno. Il bilancio invero si è chiuso l&#8217;anno scorso con una perdita d&#8217;esercizio in crescita da 4,9 a 12,7 milioni di euro, ma su questa compressione della marginalità hanno pesato fattori non ricorrenti come l&#8217;accorpamento dei marchi ADS e Arcom in Eurotech Inc.</p>
<p>Quest&#8217;operazione ha comportato la cancellazione dei due marchi (i gruppo aveva sondato il mercato scoprendo che il proprio marchio diretto lo rendeva sufficientemente riconoscibile) con conseguenti svalutazioni per circa 10,7 milioni di euro. Ciò ha comportato un maggiore peso dell&#8217;ebit (risultato operativo) che si attesta al -14,7% dei ricavi nel 2008 rispetto al -5,4% del 2007. È insomma interamente a questo livello del conto economico che si registra la compressione della redditività dell&#8217;azienda correlata, quindi, a operazioni straordinarie a fronte di un core business in crescita.</p>
 <p>
Un altro fattore che ha pesato è stato poi la contabilizzazione dell&#8217;opzione put per l&#8217;acquisto del rimanente 25% della giapponese Advanet: questo ha comportato oneri finanziari per 1,74 milioni di euro e ha quindi ulteriormente aggravato la situazione del conto economico. La società di Okayama rappresenta d&#8217;altra parte un asset strategico nel mercato giapponese e copre da sola una &#8220;piccola ma significativa&#8221; capacità produttiva che però, in base al modello di business del gruppo, non supera il 20% della produzione complessiva. Eurotech ha, infatti, una strategia mirata a una limitata capacità produttiva basata su prototipi e modelli e rivolta dunque all&#8217;esternalizzazione (con controlli della qualità ovviamente) per quanto riguarda i volumi di prodotto.</p>
<p>La situazione patrimoniale del gruppo appare molto solida comunque (oltre 117 milioni di euro di patrimonio netto e una posizione finanziaria netta positiva per 12,1 milioni) e sicuramente Eurotech troverà nuovi spunti anche da altri progetti &#8220;anticlici&#8221; come ha dichiarato di recente il presidente e Roberto Siagri (secondo azionista dopo Finmeccanica). Il rilancio delle infrastrutture potrebbe infatti favorire il business dei trasporti e le apparecchiature biomedicali delle quali Eurotech si occupa potrebbero avvantaggiarsi del progetto di Barack Obama (ancora gli States) di ridurre i tempi di ospedalizzazione. Ai pazienti americani monitorati in remoto da casa potrebbero insomma servire le apparecchiature prodotte dalla società di Amaro. </p>
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    <title type="html">Finmeccanica in bilico tra troppi dossier statunitensi</title>
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    <published>2009-04-02T17:34:06+00:00</published>
    <updated>2009-04-02T17:34:06+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4123/finmeccanica-in-bilico-tra-troppi-dossier-statunitensi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/finmeccanica1.jpg" class="post" align="left" border="0" width="244" height="398" alt="finanza azioni titoli mercato finmeccanica armi drs usa dossier finanza guarguaglini" /></p>
<p>Movimenti interlocutori per Finmeccanica. Il titolo oggi invia un cattivo segnale con perdite dell’1,02% a fronte di un listino bene intonato. C’è da dire che in avvio di seduta il titolo aveva toccato quota 10,18 euro, con un soddisfacente allungo verso il lato superiore del canale sostenuto dai minimi del 20 marzo, tuttavia i ritracciamenti seguiti a questo movimento destano curiosità. Difficile individuare i motivi di queste vendite.</p>
<p>Qualche perplessità potrebbe derivare dalle ipotesi di ingresso nel capitale di Atitech, polo della manutenzione di Alitalia in forte crisi da tempo, al riguardo, però, Pier Francesco Guarguaglini, numero uno di Finmeccanica, ha espresso una notevole freddezza sottolineando di non considerare il controllo, ma al massimo una partecipazione.</p>
<p>È invece stata un’indicazione positiva quella dell’acquisto di 48 addestratori tattici M 346 da parte degli Emirati Arabi: le trattative per questo contratto sarebbero già in fase avanzata. Si tratta di velivoli che servono ad addestrare i piloti alla guida dei celebri Eurofigther Typhoon che riscuotono successo tanto che entro un paio di mesi anche l’Aeronautica militare italiana potrebbe ordinarne fino a un massimo di 15 unità.</p>
 <p>
Nel frattempo il mercato continua a interrogarsi sul vero nodo finanziario della società, ossia il rimborso del prestito ponte da 1,3 miliardi di euro in scadenza (la prima tranche) per il 2010 ottenuto per la conquista della statunitense Drs. Secondo quanto dichiarato non molto tempo fa dallo stesso direttore finanziario Alessandro Pansa Finmeccanica dovrebbe incassare tra i 500 milioni e il miliardo di euro dalla cessione di asset di vario tipo.</p>
<p>Da allora il mercato si interroga sulle scelte del gruppo alle prese con un debito volato a 3,38 miliardi di euro. In via di valutazione la dismissione di Ansaldo Energia, ma anche di altri asset, come Ansaldo Breda. Le difficoltà maggiori vengono, però, dalla cattiva intonazione dei listini azionari che scoraggia fortemente delle cessioni di quote di minoranza sul mercato. Nel frattempo, un ulteriore avvicinamento dell&#8217;Italia agli States, in occasione del G20, potrebbe convincere Barack Obama a comprare i 28 nuovi elicotteri presidenziali Marine One del valore complessivo di 11,5 miliardi di dollari. Una simile cifra sembra sempre più lontana in tempi di austerity, tuttavia qualcosa (probabilmente una commissione ridotta) Finmeccanica dovrebbe riuscire ad ottenerla. Insieme a quello di Fiat-Chrysler questo è infatti uno degli interrogativi sospesi tra Stati Uniti e Italia che probabilmente saranno trattati (informalmente) dal nostro governo.</p>
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    <title type="html">Ansaldo STS premiata con la promozione nell&#039;S&amp;P/Mib</title>
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    <published>2009-03-10T17:45:31+00:00</published>
    <updated>2009-03-10T17:45:31+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo
Ansaldo STS nelle ultime sedute si e&amp;#8217; messa in evidenza grazie ai buoni dati 2008 e alle interessanti previsioni per quanto riguarda[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4100/ansaldo-sts-premiata-con-la-promozione-nellspmib"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/ansaldotreno_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="231" height="173" alt="ansaldo treno mercato finanza controtendenza guadagna buoni risultati titoli borsa mercati finanza" /></p>
<p><em>Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Ansaldo STS nelle ultime sedute si e&#8217; messa in evidenza grazie ai buoni dati 2008 e alle interessanti previsioni per quanto riguarda l&#8217;attuale esercizio. L&#8217;anno scorso la societa&#8217; controllata da Finmeccanica (ha il 40% del capitale) ha visto crescere gli utili fino a 77,6 milioni di euro (+33% a/a) con un portafoglio ordinativi passato da 2,98 a 3,14 miliardi. Gli ordini acquisiti erano risultati peri a 1,3 miliardi e per il 2009 le stime interne parlano per questa voce di 1,3-1,5 miliardi di euro.</p>
<p>Giusto ieri Ansaldo STS ha annunciato l&#8217;aggiudicazione di un contratto del valore complessivo di 334 milioni di euro (di cui 220 di sua competenza) con la municipalita&#8217; di Taipei. Ansaldo STS fornira&#8217; gli impianti elettromeccanici del sistema di trasporto per la metropolitana, mentre AnsaldoBreda (anch&#8217;essa del gruppo Finmeccanica) si occupera&#8217; della produzione dei veicoli.<br />
Il titolo ha messo a segno un bel progresso grazie anche alla notizia dell&#8217;ingresso nel paniere dell&#8217;S&#038;P/Mib, il che avverra&#8217; a partire dalla chiusura del 20 marzo prossimo.</p>
<p>Si tratta di un fatto molto positivo da un punto di vista mediatico, ma non solo.</p>
 <p>In tal modo e&#8217; stata infatti certificata la capacita&#8217; di Ansaldo STS di sovraperformare in modo netto il resto del mercato azionario italiano, una tendenza in atto da un anno e che negli ultimi due mesi circa ha evidenziano una forte accelerazione.<br />
Ansaldo STS oscilla infatti poco al di sotto dei suoi massimi storici, una situazione diametralmente opposta rispetto a quella di gran parte delle altre azioni quotate a Milano.</p>
<p>Davvero una bella soddisfazione per Sergio De Luca, a.d. della societa&#8217; genovese fondata nel 1853 e approdata in borsa con la IPO del 2006. Il manager ha affermato che entro il 2012 verranno investiti circa 300 milioni di euro per effettuare da 4 a 6 acquisizioni di societa&#8217; medio-piccole nei segmenti signalling e trasporti.</p>
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