
Si chiude oggi l’opa residuale lanciata da Finmeccanica sulle azioni ordinarie Datamat. Si tratta di un’opa residuale perché Finmeccanica aveva già il controllo della società. Rispetto all’attuale offerta l’adesione risultava essere alla chiusura di ieri al 74% (attenzione: dell’offerta, non del capitale).
Datamat è una società nata nel 1971 dall’iniziativa di tre ingegneri ex ufficiali della marina militare realizzando sistemi informatici per le banche e diventando distributore esclusivo di Oracle per l’Italia.
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Bruxelles sta esaminando la posizione di Finmeccanica in relazione all’eventualità di aiuti di stato che eccedano la prescrizioni previste dalla normativa Ue. “Le nostre indagini sono in corso - ha spiegato il portavoce della commissaria alla Concorrenza Neelie Kroes - le nostre attività sono a un livello più alto rispetto a qualche anno fa su questo caso”.
Non è infatti la prima volta che il gigante italiano della tecnologia militare e aerospaziale finisce sotto la lente di Bruxelles: già nel 2001 il commissario all’Antitrust Mario Monti aveva preso in esame 13 progetti italiani del settore aeronautico oggetto di sostegno economico pubblico per 3,2 miliardi di euro nel periodo compreso tra il 1999 e il 2005.
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A Charleston nei giorni scorsi l’ad di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini ha inaugurato la fabbrica di Global Aeronautica. Si tratta di una joint venture al 50% tra Alenia (controllata da Finmeccanica) e la l’americana Vought Aircraft che partecipa al progetto del Boeing 787, il diretto concorrente del corrispettivo europeo A350 dell’europea Airbus. La nuova fabbrica produrrà la fusoliera del velivolo.
Ma la grande novità riguarda il Joint Strike Fighter, un progetto internazionale guidato dagli Usa per lo sviluppo di un nuovo aereo da caccia. Finmeccanica ha appena siglato un accordo con il gigante americano Lockheed Martin per la seconda fase (definita Psfd: production, support and further development) della produzione dell’aereoplano. “Il programma - ha commentato Guarguaglini - porterà lavoro per alcuni miliardi per le aziende del gruppo”. Ora si attende l’accordo tra i rispettivi governi attraverso la firma di un memorandum di intesa. Sono coinvolti nell’affare anche i vertici militari italiani e Usa. La partecipazione al progetto dell’Italia - costata finora alle casse dello Stato già 1 miliardo e 359 milioni di euro - fu decisa nel 1998 dal governo D’Alema e partì con Berlusconi nel 2002.
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“Se loro vogliono, saremo felici di averli con noi”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Airbus e copresidente di Eads Louis Gallois, riferendosi a Finmeccanica. L’invito alla società italiana è per il progetto dell’A350 che, stando alla conferenza stampa tenuta da Airbus questa mattina, dovrebbe essere pronto per il 2013, un anno dopo il previsto.
Il nuovo aereo è il diretto concorrente del Boeing 787 Dreamliner, che tuttavia sarà pronto già nel 2008. Il ceo di British Airways Willie Walsh ha già fatto sapere, comunque, che giungerà giusto in tempo per il piano di ammodernamento previsto dalla compagnia, perciò il ritardo non rappresenta un problema. Attualmente Airbus ha per il nuovo modello 102 ordini, mentre la concorrente Boeing può già contare su 432 richieste per il nuovo nuovo velivolo. Non solo ma, dice il direttore commerciale di Eads, John Leahy, alcune compagnie potrebbe annullare gli ordini a causa del ritardo.

Nuovo contratto record per Finmeccanica, che ha firmato ieri con la russa Sukhoi un accordo per la realizzazione del programma Superjet 100. Riuniti intorno a un tavolo a Mosca Finmeccanica e Alenia per parte italiana e Sukhoi Aviation Holding e Sukhoi Aircraft Company (Scac) per parte russa hanno messo a punto i dettagli dell’intesa per l’approvazione finale.
Alenia acquisirà il 25% delle azioni (più una) di Scac. Le due società daranno vita ad una joint venture al 51% italiana e al 49% russa. È ancora da stabilire però se la sede sarà in Italia o in Francia. La nuova società sarà responsabile di marketing, vendita, consegna sul mercato occidentale, e assistenza dei nuovi aerei del progetto Superject 100. Una delle competenze specifiche degli italiani sarà quella della certificazione europea del velivolo.
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Guadagna quasi il 2% Finmeccanica grazie ad una commessa da 8 aerei in Malesia. Si tratta di 8 MB-339 (in foto) che serviranno per l’addestramento all’uso dei Sukhoi 30 MKM usati (speriamo il meno possibile) dall’esercito malese. In totale fanno 88 milioni di euro chiavi in mano e manutenzione per due anni. Il costruttore è la controllata Alenia Aermacchi e non si tratta del primo contatto fra Finmeccanica e la Malesia, visto che la compagnia guidata da Pierfrancesco Guarguaglini ha già in cantiere progetti che riguardano sia la difesa, che i voli civili e le comunicazioni.
Ad avvantaggiare le azioni di Finmeccanica a piazza Affari ha contribuito anche un report lusinghiero di Jp Morgan che pone un target price di 18,73 euro (contro i corsi di borsa che oggi raggiungono i 19,1 euro per azione). Il broker americano segnala che fra i competitor europei del settore la compagnia italiana è il più promettente per i suoi azionisti. A quanto pare il mercato, nonostante la recente flessione degli utili del gruppo, tratta questo titolo meglio degli analisti.
“L’andamento dei primi nove mesi del 2006 conferma la validità della strategia perseguita da Finmeccanica e il successo del nostro business, sia dal punto di vista economico e finanziario che commerciale. Un miglioramento evidenziato sia in termini assoluti, sia organici. Questi risultati, assieme alla flessibilità patrimoniale raggiunta, accresciuta dopo le operazioni Ansaldo STS, avvalorano i nostri piani di sviluppo, basati su prodotti di eccellenza tecnologica che favoriscono la penetrazione su diversi mercati, anche grazie all’ulteriore rafforzamento delle competenze sistemistiche del gruppo”. Questo il cartellino messo da Pierfrancesco Guarguaglini su Finmeccanica, società di cui lui è la guida plenipotenziaria assommando le cariche di presidente e amministratore delegato.
Non che i dati dei primi nove mesi del 2006 siano negativi: su base annua l’utile incassa 432 milioni in più dell’anno scorso e raggiunge quota 612. Il fatturato è cresciuto del 18% e l’ebit del 16: rispettivamente fanno 8,907 miliardi e 472 milioni. L’ebit margin è calato quindi dal 5,4% al 5,3%. Il portafoglio ordini mostra una flessione del 4% e si arresta a quota 10,231 miliardi. I risultati migliori sono venuti dai rami elicotteri (+15%), aeronautica (+8,5%) ed energia (+22%).
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Sul Corriere della Sera di domenica l’ad di Finmeccanica Francesco Guarguaglini ha rilanciato l’ipotesi di una quotazione di Ansaldo Energia. Non è la prima volta che i vertici della società ventilano questa possibilità. L’ultima volta che ne aveva parlato, a fine settembre, Guarguaglini aveva escluso che fosse qualcosa di vicino nel tempo. Nell’intervista di ieri, invece, rilancia: “Anche per l’energia pensiamo ad una valorizzazione, per esempio sviluppando l’attività di global service provider. Poi dovremo trovare una via analoga all’Ansaldo Sts”.
Quest’ultima è stata quotata a marzo. Anche a causa di una seconda trimestrale poco entusiasmante, la matricola Ansaldo Sts è ancora in perdita: partita dai 9,17 euro del 29 marzo, è precipitata fino ai 7,1 del 14 giugno e poi ha trovato un supporto per risalire, e da inizio ottobre ha preso a navigare tra 8 e 8,3 euro. Probabilmente, perciò, prima di mettere sul mercato anche Ansaldo Energia, Finmeccanica ha bisogno di prendere bene le misure, per non trovarsi a fare i conti con un altro brutto giudizio del mercato.
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Titolo in attesa, quello di Finmeccanica, che a poco più di un’ora dalla chiusura delle contrattazioni guadagna lo 0,83% (18,71 euro), piazzandosi di poco sopra l’S&P/Mib, che viaggia sullo 0,70%. Le novità di oggi sono due: la prima riguarda la firma di un contratto da 44 milioni di euro per l’ammodernamento del sistema di controllo aeroportuale della Turchia. La società italiana, infatti, deve rimettere a nuovo sette centri per il controllo del traffico di volo civile.
Il contratto firmato questa mattina tra la Selex Sistemi Integrati, controllata di Finmeccanica, e le autorità di Ankara prevede la predisposizione di un sistema all’avanguardia in grado di monitorare l’intero spazio aereo del paese, con sei centri dedicati al controllo specifico delle città principali: Istanbul, Izmir, Antalya, Dalaman, Ercan e Bodrum.
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Finmeccanica apre la via giapponese. Secondo il Sole 24 Ore la società italiana ha inviato nel paese del Sol Levante una delegazione, guidata dal direttore generale Giorgio Zappa, per stabilire contatti e valutare il da farsi. “Entro fine 2007 apriremo a Tokyo la nostra rappresentanza. Non un ufficetto, come magari accadeva in passato - ha spiegato Zappa - ma una struttura vera, con uno staff locale, con la capacità di promuovere i nostri importanti progetti”.
Ultimamente Finmeccanica ha portato a casa diversi contratti. A metà ottobre Agusta Westland, società del gruppo Finmeccanica, ha siglato un contratto con la guardia costiera giapponese per 3 elicotteri AW139, nell’ambito di un programma che prevede l’acquisizione di un massimo di 24 velivoli.