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Futures

TraderOne: sentiment negativo sui mercati, ma il rimbalzo è possibile

pubblicato da AleOne in: Compratienivendi Fatti del giorno Futures

I motivi del ribasso sono sempre gli stessi: dagli Usa soffiano forte i venti dell’inflazione ed i mercati sono ormai rassegnati ad un nuovo rialzo dei tassi. Questo non sarebbe un problema se il tasso di crescita dell’economia riuscisse ancora ad accelerare al rialzo, ma dal momento che nei prossimi mesi le attese sono per una sua diminuzione i mercati corrono ai ripari. Il future S&Pmib e’ arrivato a testare nuovamente con il minimo di 35730 la media mobile a 200 sedute, gia’ toccata piu’ volte nel corso delle ultime settimane. Se i prezzi dovessero riuscire a rispettare i supporti di area 35250/300 sarebbe invece possibile mantenere intatta la prospettiva di un nuovo rimbalzo ed il proseguimento della costruzione della fase di accumulo in corso dal 22 maggio, che potrebbe anche divenire un doppio minimo. In caso di violazione di area 35250/300 tutta la recente fase laterale si dimostrerebbe invece semplicemente pausa della fase correttiva in atto dai massimi dell’anno che avrebbe come target area 33900. In prima battuta tentare acquisti in area 35700 con stop sotto 35600. Sotto 35550 vendere invece per 35250, stop a 100 punti.

Gli uragani che infiammano il greggio

pubblicato da Ferry Boat in: Commodities Fatti del giorno Futures I titoli di oggi Eni Azioni Italia Energy Saras

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Forse ha ragione quel report di Mps Finance quando prevede rialzi in arrivo nel prezzo del greggio. Valero Energy Corp, la più importante raffineria statunitense, è andata a fuoco e ora è imputata dei rincari di oggi. Ma è possibile che anche gli uragani della prossima estate ci mettano la coda.

Secondo un istituto meteorologico statunitense potrebbero addirittura essere 10 quelli di forte intensità pronti a scagliarsi sulle coste americane la prossima estate. Questo potrebbe significare delle difficoltà di raffinazione (si ricordi l’effetto Katrina), quindi una carenza di materie prime e un lievitare dei prezzi proprio mentre la gente chiede più benzina per andare al mare con la famigliola.

Ovviamente è solo uno scenario. Intanto, però il concretissimo incendio della Valero Energy ha riportato i prezzi dell’oro nero sopra i 70 dollari al barile (il Future sul Crude Brent in scadenza a giugno negozia in queste ore a quota 70,25 dollari). Le società del settore non aspettavano altro e, infatti, anche a Piazza Affari le oil share di casa nostra hanno reagito bene. Eni segna un rialzo del 2,9%, Erg guadagna il 5,95% e anche Saras segna un bel rialzo del 3,09%. Anche l’impiantistica se la passa benone con Saipem e Trevi che viaggiano entrambe con rialzi superiori al 7%.

Un boom che potrebbe far dimenticare ai titoli quel magone che imperava durante il ribasso dei prezzi del greggio e durante le recenti giornate nere del mercato. Buffo notare quanto può portare bene un uragano…

I dati americani influenzano il future T-Notes

pubblicato da Ferry Boat in: Certificates Futures Trading On Line Titoli esteri

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I dati macroeconomici americani diffusi oggi sembrano allontanare, almeno nell’immediato, i timori di nuove fiammate inflazionistiche e quindi di ulteriori violenti rialzi dei tassi da parte della Fed. Infatti, nonostante i dati abbiano mostrato un aumento del costo della vita in aprile dello 0,9% (contro attese per lo 0,8%), depurando il dato dalle componenti più volatili quali energia ed alimentari si è avuto un calo.

Particolarmente evidente è stata inoltre la diminuzione dei nuovi cantieri edili (-7,4%): in aprile ci sono stati solo 1,85 milioni di nuovi lavori contro una previsione di 1,95 milioni. Immediata è stata la reazione sui mercati obbligazionari americani, ove il future T-Notes a 10 anni ha consolidato il tentativo di interruzione del ribasso abbozzato ieri dopo un calo da inizio anno pressoché ininterrotto.

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Per Garganas pericolo inflazione, futures Bund su nuovo minimo di contratto

pubblicato da Ferry Boat in: Notizie Futures Valutario Assicurazioni

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Pioggia di vendite tra i derivati sui tassi di riferimento dell’Uem. A innescare il fenomeno le parole di oggi di Nicholas Garganas, numero uno della Banca centrale greca e consigliere della Bce a Francoforte.

Garganas, già in passato mostratosi rialziasta in termini di tassi ha citato le stime della stessa Banca centrale europea secondo le quali ad ogni aumento di 10 dollari al barile di petrolio corrisponderebbe un rialzo dell’inflazione media nella zona euro di 0,16 punti e una contrazione del tasso di crescita dello 0,1%. In soldoni, visto l’inarrestabile crescita del caro petrolio, alziamo i tassi colleghi europei o l’inflazione esploderà.

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Brutto avvio per Piazza Affari. Future S&PMib a rischio sotto 37600

pubblicato da AleOne in: Futures

Pesante l’avvio di seduta a Piazza Affari. Attenzione perchè in caso di discesa del future S&PMib al di sotto dei 37600 punti si potrebbe aprire una fase ribassista anche ampia, con primo target in area 37300 e successiv0 a 37000.

Petrolio e politica, il Brent dei record pesa sul nostro futuro

pubblicato da Ferry Boat in: Futures Azioni Italia Energy

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L’oro nero ha bruciato un altro record, ieri il Brent ha aggiornato il massimo storico a 71,4 dollari e a Londra i futures con consegna a giugno hanno raggiunto i 71,86 dollari spinti, fra l’altro dalle tensioni sull’Iran. Oggi già in apertura il Brent ha superato i 71,93 dollari nelle quotazioni.

Oggi su MF in un’intervista Alberto Clò, ex ministro dell’Industria e consigliere dell’Eni, ha rilanciato l’ipotesi di un abbassamento dell’Iva sui prodotti petroliferi: attualmente l’imposta pesa il 20%. Un’entrata consistente per le casse dell’Erario, ma anche un fardello sempre più grave per il consumatore. Può lo Stato permettersi in tempi di vacche magre un taglio ad una voce tanto importante del bilancio? Sicuramente le prospettive non sono rosee, tranne che per i titoli petroliferi che oggi probabilmente metteranno a segno un altro rialzo.

Ma cosa genera questa corsa del greggio? Stamane durante la rassegna stampa radiofonica Stefano Folli, ex direttore del Corriere della Sera ed editorialista del Sole 24 Ore, ha evidenziato la duplice natura del fenomeno.

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Brent in crescita, oil made in Italy in calo: preso di beneficio?

pubblicato da Ferry Boat in: Notizie Commodities Fatti del giorno Futures Azioni Italia

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I petroliferi del made in Italy non vanno bene stamane: Erg perde quasi il 2% intorno alle 11 dopo i rialzi di ieri e anche Eni è in calo, anche se lima i danni allo 0,7% circa. Ancora più ridotte le perdite di Saipem intorno allo 0,35%.

E mentre stamane sul circuito elettronico i future sul Brent salgono al nuovo record storico di 69,71 dollari al barile, sopra i 69 dollari i future sul Light crude che toccano i 69,17 dollari, continua l’incertezza dei mercati fra la tentazione di ricorrere al petrolio come bene rifugio e il timore che i prezzi sempre più elevati danneggino l’economia globale.

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S&P500 ai massimi dal maggio 2001

pubblicato da AleOne in: Compratienivendi Futures

Il rilascio del Beige Book (il rapporto della Banca Centrale sullo stato dell’economia americana) ha messo le ali ai piedi ai listini americani: dal rapporto risulta il proseguimento della fase espansiva dell’economia (e dei prezzi retail, ma ad una velocita’ ridotta), una flessione del mercato immobiliare in diverse aree ma soprattutto una ridotta pressione sui salari. Il dato disinnesca quindi i timori che erano sorti dopo il dato sulle vendite al dettaglio che aveva fatto ipotizzare un proseguimento della fase rialzista dei tassi di interesse oltre a quanto gia’ scontato dal mercato. A buttare acqua sul fuoco ha contribuito poi il dato sui prezzi agli import, che grazie alla riduzione del prezzo del petrolio ha fatto registrare un calo dello 0,5% contro il -0,4% atteso. A seguito di queste notizie lo S&P500, l’indice che meglio degli altri fotografa la situazione della corporate America, ha superato quota 1300, una soglia che i prezzi non vedevano più dal maggio del 2001.

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Anche dagli Usa conferme per il rialzo

pubblicato da AleOne in: Futures

Il dato sulle vendite al dettaglio Usa a febbraio, in calo dell’1,3% e piu’ alto rispetto alle attese, ha avuto un effetto dirompente sui mercati, prospettando la fine della manovra di rialzo dei tassi d’interesse che la Fed porta avanti dal giugno 2004. Gli effetti si sono visti subito: gli investitori sono usciti dai bond (i cui prezzi sono per altro saliti ieri) per tornare a posizionarsi sui titoli azionari. Tale mutamento potrebbe significare l’avvio di una fase rialzista duratura per le borse, della quale gia’ ieri si sono avute le prime avvisaglie: il future S&PMib ha infatti archiviato la chiusura di seduta piu’ alta dell’anno (a 38430) portandosi anche al di sopra dei massimi di fine febbraio a 38385 che ora dovrebbero funzionare da supporto in caso di flessioni.

Sempre più in alto!!!

pubblicato da AleOne in: Compratienivendi Futures

Sale il future S&PMib ed in chiusura supera i precedenti massimi di 38385. Difficile non farsi prendere dall’ottimismo. E’ vero che altri indici, leggi Dax, sembrano leggermente attardati, tuttavia anche per loro la rottura dei precedenti massimi annuali sembra solo questione di tempo. Senza aver la pretesa di voler convincere chi è ancora titubante a salire sul carro della borsa segnaliamo a chi invece non ha più dubbi che potrebbe essere nuovamente il momento per comprare. Cosa? le solite banche, i soliti finanziari, conditi con un pizzico di cemento. Per tutti un segnale di allarme solo in caso il future S&PMib scendesse nuovamente sotto i 38mila punti.