
Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo
“Abbiamo raccolto 1,5 miliardi di euro in meno di quattro mesi dall’autorizzazione della Banca d’Italia e ora puntiamo a qualcosa di più”. E’ soddisfatto Vito Gamberale nell’annunciare il first closing di F2i, fondo dedicato agli investimenti in infrastrutture di cui è alla guida.
Tra i principali soci di F2i figurano UniCredit, Intesa Sanpaolo, la Cassa Depositi e Prestiti, Merrill Lynch e Lehman Brothers. Anche il responsabile del settore infrastrutture e trasporti di quest’ultima, Claudio D’Eletto, si è mostrato soddisfatto. “E’ stato fatto un ottimo lavoro in breve tempo” ha commentato l’executive director della casa d’affari statunitense soprattutto se si tiene conto delle attuali condizioni di mercato. “Aver raccolto 500 milioni da settembre a oggi è un grande successo”.
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Sempre più intricato il nodo Telecom. Guido Rossi si è dimesso ieri sera dalla Federcalcio portando con sé una serie di manager. Uscito dalla Federazione anche Vito Gamberale, l’ex ad di Autostrade in rotta con i Benetton sul caso Abertis; molti, al contrario, davano per scontata la sua successione al professor Rossi.
In casa Telecom, però, nulla sembra cambiato e la società corre rapida sui binari già tracciati dal piano industriale di Marco Tronchetti Provera e Carlo Buora. Stanotte è stato anche comunicato il perfezionamento della cessione a Turk Telekom del 40,5% della società di telefonini Avea. L’accordo ha portato nelle casse di Telecom circa 500 milioni di dollari di cui la metà saranno reinvestiti, come già stabilito, nel capitale di Oger, la holding di controllo della stessa Turk Telekom. Insomma il legame con la Turchia si fa sempre più stretto, mentre in Italia dilagano ancora le polemiche sul riassetto del gruppo. Sono ancora in molti a chiedersi se, come sembra promettere, Guido Rossi procederà con lo spin off di Tim fino al punto di venderla per sanare il debito. La pressione sul caso aumenta come testimoniano sui giornali le crescenti voci che riguardano il fondo Carlyle guidato da Marco De Benedetti, il figlio dell’Ingegnere. In questa direzione è da sottolineare, però, che il patron di Cir si sarebbe detto contrario ad uno spezzatino della società.
Novità più consistenti vengono invece dai rumors su un interessamento della De Agostini che potrebbe entrare in campo a fianco dei Benetton soci di Tronchetti Provera in Olimpia. Si tratta per ora soltanto di rumors. Incerta la posizione delle banche uscenti da Olimpia mentre Giuliano Adreani, amministratore delegato di Mediaset, in un’intervista uscita oggi su un quotidiano nazionale, ha dichiarato di guardare con attenzione ai risvolti della rivoluzione in casa Telecom. Sugli interessi del Biscione per eventuali asset ceduti da Telecom si è molto speculato senza però giungere a nessuna conclusione per due motivi.
Ma sapete quanto fa oggi Alitalia in borsa? Guadagna più del 2,48% e rafforza così il “recuperuccio” avviatosi lo scorso 22 maggio. Le ipotesi su questa rimonta possono essere almeno due. La prima è una “teoria francese”: l’attestato di stima (non il primo in verità) di Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, potrebbe aver spinto qualche azionista a rivedere i propri progetti sul titolo della compagnia di bandiera. Cimoli in realtà era sembrato un po’ freddino ripetto all’ipotesi di una maggiore vicinanza al colosso Air France-Klm: probabilmente perché lo stesso Spinetta aveva detto che nel 2001 gli accordi presi a cavallo delle Alpi prevedevano alla fine una fusione fra le compagnie coinvolte.
La seconda ipotesi, non esclusiva, che usiamo per interpretare questo rimbalzo di Alitalia in un giorno non proprio radioso per Piazza Affari è, invece, quella che nasce dalla constatazione che forse a Roma qualcosa si muove e che i politici starebbero già pensando a un valzer di poltrone fra i manager di stato messi a capo di compagnie come Alitalia e Ferrovie dello Stato. I risultati non proprio lusinghieri delle società in questione e la beffa in molti casi di un aumento di stipendio non proprio in linea con le prestazioni di compagnie aeree, ferroviarie e quant’altro, non avrebbero che aggravato la già traballante posizione di un Giancarlo Cimoli o di un Elio Catania.
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Avete mai visto una Befana in autostrada? In uno sfogo uscito oggi sulla stampa Vito Gamberale, ex amministratore delegato di Autostrade, ha definito il progetto di fusione della società dei Benetton con gli spagnoli di Abertis “una calza della Befana” appesa fuori stagione e senza motivo. Un regalo, insomma, incomprensibile e inaccettabile di un asset fondamentale per lo sviluppo della Penisola.
In quella calza Gamberale metterebbe volentieri “vagoni di carbone” e i motivi li ha scritti in una lettera di cinque pagine fitte spedita al nuovo Governo Prodi. Il neoeletto Ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro ha già fatto sapere che esaminerà al più presto tutte le carte dell’operazione e riferirà in Parlamento.
Intanto Vito Gamberale, più combattivo che mai, ha elencato le ragioni del suo no alle future nozze italo-spagnole.
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