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  <title>Finanzablog.it</title>
  <subtitle>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T15:39:57+00:00</updated>
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    <title type="html">I pensieri di Profumo passano da Vicenza</title>
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    <published>2007-12-12T17:54:09+00:00</published>
    <updated>2007-12-12T17:54:09+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/3296/i-pensieri-di-profumo-passano-da-vicenza"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/profumo4_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="242" height="200" alt="profumo mediobanca vicenza popolare gianni zonin fusioni sportelli generali mediobanca geronzi costamagna cessioni asset sindacato bernheim" /></p>
<p>Sono almeno due le partite grosse della finanza italiana che passano da Vicenza in questo periodo. La prima è quella delle quote di Mediobanca che Unicredit deve cedere senza scombussolare gli assetti del potere a Piazzetta Cuccia: la Banca Popolare di Vicenza è interessata a un buon 2% del capitale della banca milanese.La seconda riguarda invece quei 186 sportelli che Unicredit deve vendere: anche in questo caso Gianni Zonin, patron della banca vicentina, alza la mano e si mette in gara. La maxifusione di Unicredit con Capitalia, insomma, impone i suoi sacrifici e pretende un delicato e rapido riequilibrio delle posizioni nei salotti buoni di Mediobanca e Generali. Provano ad approfittarne proprio a Vicenza bussando alle porte di Piazzetta Cuccia.</p>
<p>Primo punto. Vicenza, secondo un brillante articolo del Messaggero di oggi, ha già risolto il problema, o almeno presentato la propria proposta. Il problema è abbastanza semplice. Il piano per Mediobanca prevede che la Popolare di Vicenza acquisti il 2% circa della banca d’affari. Allo stato attuale però questa operazione non si può fare perché il gruppo vicentino opera già sia nell’investment banking (l’80% di Nord est merchant), che nel settore assicurativo (12% di Cattolica e due posti nel suo consiglio d’amministrazione). Se perciò Gianni Zonin vuole entrare in Mediobanca dovrà evitare questi due conflitti d’interesse. Ma come? Il quotidiano romano ipotizza in breve delle muraglie cinesi in Cattolica, con la sterilizzazione dei voti vicentini nel board e, sul versante Nord est Merchant, la cessione del controllo a terzi.</p>
 <p>
Domani si saprà il verdetto di Antonio Catricalà, presidente dell’autorità per la Concorrenza. In ogni caso, riporta un’agenzia stampa di oggi, sembra che in caso di bocciatura a Mediobanca abbiano già messo a punto un piano B.</p>
<p>Altra partita è invece quella degli sportelli di Piazza Cordusio. Questa vicenda ricorda un po’ il detto “chi disprezza compra”. Se infatti tutti o quasi si dicono interessati (come riporta l’elenco riportato in seguito), nessuno vuole sbilanciarsi e qualcuno si è anche tirato fuori in anticipo. L’idea sarebbe quella di prendere gli sportelli (186 divisi in 4 lotti) a prezzi accettabili: cosa rara ultimamente per il mercato bancario nazionale. Si parla di 6-7 milioni massimo ad agenzia, ma non è detto che la cifra non si avvicini poi a quella ricchissima di 9,5 milioni a sportello pagata da Carige a Intesa Sanpaolo. Attualmente si parla di una cordata Bpm-Bper-Etruria-Popolare di Ragusa; quindi di una lista guidata da Carige con la Popolare di Bari, il Credem e Veneto Banca e infine della Popolare di Vicenza (da sola), di Ubi banca, della tedesca Deutsche Bank e della francese Crédit Agricole. Insomma la fila per quegli sportelli c’è… e questo va tutto a vantaggio di Unicredit.</p>
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    <title type="html">Bpi, tutti i crucci di Gronchi</title>
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    <published>2007-02-16T12:41:54+00:00</published>
    <updated>2007-02-16T12:41:54+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2644/bpi-tutti-i-crucci-di-gronchi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/gronchi01g.jpg" class="post" align="left" border="0" width="219" height="169" alt="gronchi popolare italiana banca divo verona novara generali fiorani fazio" /> </p>
<p>Giorni caldi per la Banca popolare italiana: fra progetti e processi, accordi e disaccordi la partita lodigiana sembra sempre più un fronte caldo su cui si misurano nel bene come nel male tutti i limiti attuali del sistema bancario italiano. Le novità per l’istituto guidato da Divo Gronchi sono diverse. La più recente riguarda l’accordo nella bancassurance firmato insieme alla Banca popolare di Verona e Novara. Saranno Fonsai, per il ramo vita, e la compagnia inglese Aviva, ramo danni per i prodotti di credit protection e di personal protection., i partner assicurativi delle due banche. </p>
<p>La sigla di un accordo comune di Bpi  e Bpvn nella bancassurance suggerisce anche che il piano di fusione fra le due banche procede, a dispetto delle perplessità già emerse in passato sulla stampa. <a href="http://www.finanzaonline.com/notizie/news.php?id=%7B693C2A92-5A4B-4062-B5AF-668245D29A02%7D">Solo qualche giorno fa</a> lo stesso Gronchi aveva dovuto ribadire che sull&#8217;accordo con la Popolare di Verona e Novara &#8220;non mi aspetto imboscate. È vero che sono nate anche associazioni contro la fusione, ma sono fiducioso sul risultato del 10 marzo&#8221;. </p>
<p>D’altro canto le difficoltà dell’incontro fra Verona e Lodi non sono state poche. Basta pensare che colui che ideato questo progetto, ossia Divo Gronchi, ha avuto diverse difficoltà di recente.  Dalla sospensione forzosa dopo la condanna per il crack Italcase, alla consistente fronda interna che sembra una mina coperta di sabbia. Nel frattempo il processo difficile di fusione fra due popolari e il contesto complesso di una concorrenza sempre più spietata. Così, mentre <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200702articoli/18094girata.asp">i pm di Milano accusano l’ex governatore della banca d’Italia Antonio Fazio</a> di avere favorito Giampiero Fiorani nella fallita scalata all’Antonveneta; Divo Gronchi si trova costretto a navigare a vista durante la difficile impresa di risanamento che ha ereditato proprio dal fallimento di Fiorani. Tutti ricordi che Lodi vorrebbe seppellire per sempre con il sogno di creare il grande polo popolare a cavallo fra Lodi, Verona e Novara. Il passato però riemerge: in fondo è una grana di cui non si sentiva la mancanza quella che viene da Brescia. La Banca popolare italiana infatti è azionista con il 7,4% di Hopa, la finanziaria bresciana che Giovanni Bazoli vorrebbe sposare con la sua Mittel. L’offerta da 1 euro per azione (è questo il prezzo minimo dichiarato dagli advisor) impatterebbe per 80 milioni sul conto economico e per 46 milioni sul patrimonio netto. Questo nonostante già nel bilancio 2006 Bpi avesse provveduto ad un adeguamento del prezzo di carico al fair value. Insomma, viste le cattive acque in cui naviga la finanziaria che era guidata da Gnutti e che con lo stesso Fiorani aveva tentato l’assalto all’Antonveneta due anni fa, qualche contromisura era stata presa. La Popolare italiana ha messo in conto già qualche perdita e anche su questo dossier preferisce rimanere alla finestra ed aspettare gli sviluppi della vicenda dopo il no di Unipol al piano di Mittel. A quanto pare però certi capitoli sono proprio difficili da chiudere.</p>
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    <title type="html">Assestamenti popolari</title>
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    <published>2007-01-18T11:44:33+00:00</published>
    <updated>2007-01-18T11:44:33+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Banca popolare di Milano ha deciso di allargare la sua attività nel ramo assicurativo estendendo l&amp;#8217;intesa con Fonsai già attiva. Attualmente i servizi di bancassurance offerti[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2495/assestamenti-popolari"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/pizze.jpg" class="post" align="left" border="0" width="184" height="260" alt="" /></p>
<p>Banca popolare di Milano ha deciso di allargare la sua attività nel ramo assicurativo estendendo l&#8217;intesa con Fonsai già attiva. Attualmente i servizi di bancassurance offerti dall&#8217;intesa Bpm-Fonsai sono limitati al ramo vita. La compagnia controllata da Ligresti consolida così la sua strategia di alleanze bancarie e aggiunge il nuovo accordo a quello che ha portato alla joint venture nel ramo dann con Capitalia.</p>
<p>A partire da marzo gli sportelli della Banca popolare di Milano dovrebbero essere in grado di proporre <a href="http://catalogo.gruppofondiariasai.it/wps/wcm/connect/Internet/Gruppo+Fondiaria+Sai/Fondiaria+Sai/Divisione+Fondiaria/Catalogo+prodotti+Divisione+Fondiaria?level=1">prodotti del ramo danni</a> della compagnia di Ligresti, in particolare quelli di protezione delle proprietà dagli incidenti.</p>
<p>Sempre in tema di popolari, c&#8217;è un&#8217;altra novità: Piero Giarda, presidente di Bpi, domani sarà in Banca d&#8217;Italia per chiarire la situazione a proposito della fiducia a Divo Gronchi, sospeso dalla presidenza della Popolare italiana in seguito alla condanna per il crack Italcase-Bagaglino. Contro Gronchi, infatti, si sono schierate tutte e quattro le associazioni dei dipendenti-soci, oltre 2000 iscritti. <a href="http://www.finanzablog.it/post/2485/fusione-bpi-bpvn-arrivano-le-truppe-cammellate-di-gronchi">L&#8217;assemblea degli azionisti prevista per sabato si annuncia già furiosa</a>.<br />
 <br />
L&#8217;interesse di via Nazionale sarebbe, secondo il Messaggero, quello di evitare che tra la distribuzione del dividendo straordinario di 2,17 euro (previsto per maggio in funzione del piano di fusione con Banca popolare di Verona e Novara) e il mese di luglio, quando l&#8217;integrazione con Bpvn sarà effettiva, <a href="http://it.biz.yahoo.com/16102006/26/bpi-bpvn-nel-2007-target-tier-1-6-6-5.html">il tier 1 di Bpi non scenda sotto il 4%</a>, il requisito patrimoniale minimo previsto da Bankitalia per tutte le banche. Nel corso, tra l&#8217;altro, della presentazione del progetto di fusione il target fissato per il 2007 era quello di raggiungere un livello di tier 1 tra il 6 e il 6,5%.</p>
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    <title type="html">Fusione Bpi-Bpvn, ecco le truppe cammellate di Gronchi</title>
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      <name>Ferry Boat</name>
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    <published>2007-01-17T10:57:04+00:00</published>
    <updated>2007-01-17T10:57:04+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2485/fusione-bpi-bpvn-arrivano-le-truppe-cammellate-di-gronchi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Camel.JPG" class="post" align="left" border="0" width="216" height="238" alt="bpi banca popolare italiana lodi gronchi innocenzi banca d&#39;italia banca popolare di verona e novara fusione draghi dividendo maxidividendo luca goi" /></p>
<p> «Sono le truppe cammellate di Gronchi», denunciano i soci lodigiani. Si arriva al pittoresco nella descrizione della scontro in atto sulla riammissione di Divo Gronchi al vertice della Banca Popolare Italiana. Oggi un bell’articolo sul quotidiano Finanza &#038; Mercati descrive bene la fronda che sta ostacolando il reintegro di Gronchi dopo la sospensione obbligatoria seguita alle sentenza su crack Bagaglino-Italcase (<a href="http://www.finanzablog.it/post/2479/capitalia-e-carige-per-il-risiko-bancario-bisogna-ripartire-dalle-fondazioni">la stessa di Geronzi e Colaninno per essere chiari</a>).</p>
<p>Nessuno ovviamente mette in dubbio che quella in atto sia una lotta per la poltrona più che una difesa dell’onorabilità della banca, ma l’alibi c’è e le conte sono partite in vista del prossimo sabato. Quel giorno l’assemblea della banca popolare (in essa vige quindi il voto capitario) sarà chiamata a votare sulla riammissione di Gronchi. Il presidente Piero Giarda rivuole l’ad al suo posto, ma molti gli remano contro.  A partire da Luigi Goi (Associazione &#8220;Tiziano Zalli&#8221;) e dal Comitato Barbarossa. Lo scontro si è concentrato sul voto segreto o palese. Se infatti il voto fosse palese molti potrebbero rinunciare alla dissidenza contro Gronchi o venire allo scoperto. Per questo chi rema contro preferisce il voto segreto (sulla carta quello che dovrebbe essere adottato) per evitare eventuali ritorsioni. Intanto &#8220;le truppe cammellate&#8221;, ossia i 1700 votanti che sarebbero in arrivo dalla Toscana e che già produrrebbero un’assemblea insolitamente gremita (si parla di 5000 richieste di voto), avanzano. Nel frattempo qualcuno si chiede se dal 25 gennaio prossimo, quando una nuova normativa imporrà il voto palese, questo problema non sarà destinato a riproporsi.</p>
<p>Ma le difficoltà delle nozze fra Banca popolare italiana e Banca popolare di Verona e Novara non finiscono qua. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/01/170107_lodi_verona.shtml?uuid=469cd27a-a5fc-11db-81c1-00000e25108c&#038;DocRulesView=Libero">La Banca d’Italia</a> ha appena messo a rischio la struttura dell’operazione poiché il maxidividendo da 2 euro che la Bpi vuole assegnare ai suoi soci avrà un impatto non ammissibile seppure temporaneo sui requisiti patrimoniali del gruppo. In poche parole quegli 1,7 miliardi di euro di esborso metteranno a rischio la banca fino al primo luglio, ossia fino al giorno in cui avrà efficacia la fusione. Dopo tutto rientrerà ampiamente nella normalità, ma questo sembra non bastare ai vigilantes di via Nazionale. Sembra un cavillo, come quello del voto palese o segreto, solo che su simili impedimenti le nozze fra Lodi e Verona potrebbero anche saltare.</p>
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    <title type="html">Capitalia e Carige, il risiko riparte dalle fondazioni</title>
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    <published>2007-01-16T15:30:35+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2479/capitalia-e-carige-per-il-risiko-bancario-bisogna-ripartire-dalle-fondazioni"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/fondazioni.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="180" alt="banche banca carige cassa di risparmio genova capitalia geronzi banco di sicilia politica lorenzelli bpm bper matteo arpe cesare abn amro fondazione cassa di risparmio di roma" /></p>
<p>Finita una prima fase di riassestamento che ha portato alla nascita di Intesa San Paolo e a nozze più o meno pronte fra Bpi-Bpvn, Bpu-Banca Lombarda e ad altri progetti ancora, in ballo rimangono i dossier più scottanti: dalle solitarie Bpm e Mps ai casi di Capitalia e Carige, passando per la Popolare dell&#8217;Emilia Romagna. Una fila di gatte da pelare che si muovono inascoltate fra gli uffici dell’Abi e della Banca d’Italia di Mario Draghi.</p>
<p>Il più scottante di tutti è però il capitolo <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=149626">Capitalia</a>, la promessa sposa di ignoti che, nonostante gli ottimi risultati è in attesa di un partner che le faccia fare quel salto dimensionale ormai improcrastinabile. Oggi stesso si riunirà il patto di sindacato che dovrà decidere del <a href="http://www.marketwatch.com/news/story/capitalia-shareholder-wants-suspended-chairman/story.aspx?guid=%7B15516069%2D3430%2D4531%2DABFE%2DB0246EE62371%7D&#038;dist=rss&#038;siteid=mktw">reintegro di Cesare Geronzi</a>, il dominus dell’istituto capitolino allontanato ex lege dopo la condanna per il crack <a href="http://www.finanzablog.it/post/2275/capitalia-e-la-geronzocrazia">Italcase-Bagaglino</a>.  Il dossier è scottante anche perché Abn Amro, l’azionista pesante di Amsterdam che vorrebbe probabilmente diventare patron della banca, potrebbe cogliere l’occasione per allontanare un fiero avversario della fusione olandese. Il dubbio però rimane anche perché finora Abn Amro ha difeso il management della banca (forse però pensando più a Matteo Arpe che a Cesare Geronzi). In questa manovra anche la Fondazione Fondazione Cassa di Roma ha un ruolo di primo piano nonostante non faccia parte del patto. <!--more-->Il suo no preventivo alla rielezione del presidente Geronzi pesa quanto quel 7,18% del capitale che ha in portafoglio e quindi non è detto che il suo eco non si senta anche alla riunione di oggi. Insomma c’è un clima di incertezza generale di cui oggi soffre anche il titolo con una perdita dello 0,63% che stamani erano anche peggiori.</p>
<p>Su un binario parallelo corre anche un&#8217;altra quotata del credito, ossia la <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/01/dravenna_160107_carige.shtml?uuid=51b85742-a53e-11db-9340-00000e25108c&#038;DocRulesView=Libero">Cassa di risparmio di Genova</a>. La banca ha infatti registrato il brusco addio di <a href="http://www.radioamicizia.it/articolo_politica.asp?id_art=21148">Vincenzo Lorenzelli</a>, il presidente della Fondazione Carige che controlla la stessa banca con una quota del 43,3% del capitale. L’uomo che da tempo guida la fondazione non ha approvato le scelte fatte dagli azionisti che avrebbero proposto una lista in bilico fra i rappresentanti del forzista Claudio Scajola, del governatore diessino della Regione Liguria Claudio Burlando e dell&#8217;arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco. Insomma ci sarebbe ormai troppo politica nella Carige. La banca che negli ultimi anni si è trasformata in un istituto di dimensioni nazionali però oggi in borsa non sembra soffrire dell’addio e guadagna qualche decimo di punto percentuale. In passato numerose inchieste sull’operato dell’istituto e denunce sulla cronaca locale avevano in effetti minato l’immagine della Carige, tuttavia sembra che l’addio brusco di Lorenzelli avvenuto ieri abbia sorpreso un po’ tutti.</p>
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    <title type="html">Banco Popolare, per Lodi e Verona buy back da 830 mln</title>
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    <published>2006-12-20T13:12:15+00:00</published>
    <updated>2006-12-20T13:12:15+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Un buy back da oltre 830 milioni che infiamma i promessi sposi a cavallo fra Lodi e Verona: questa l&amp;#8217;idea che danno i guadagni di oltre il 2% per Bpi e Bpvn e un comunicato price sensitive[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2337/banco-popolare-per-lodi-e-verona-un-buy-back-da-oltre-830-milioni"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/buyback.jpg" class="post" align="left" border="0" width="242" height="180" alt="buy back bpvn bpu banca popolare italiana verona novara gronchi " /></p>
<p> Un buy back da oltre 830 milioni che infiamma i promessi sposi a cavallo fra Lodi e Verona: questa l&#8217;idea che danno i guadagni di oltre il 2% per Bpi e Bpvn e un comunicato price sensitive diramato dai due istituti in via di fusione stamattina. D’altro canto le quote che i due cda hanno deciso di ricomprare nelle rispettive banche sono imponenti e potrebbero raggiungere il 5,4% per ciascuna delle due banche.</p>
<p>Per Bpi si parla di un massimo di 37 milioni di titoli (che però ha già in portafoglio 4,6 milioni di azioni) riacquistati dalla banca di Divo Gronchi sul mercato. Il prezzo sarà compreso tra i tre euro nominali e il 15% in più della media dei prezzi negli ultimi tre giorni precedenti l’acquisto. Oggi il titolo viaggia a 10,7 euro per azione e ai prezzi degli ultimi tre giorni si potrebbe quindi arrivare a vendere il titolo sopra i 12 euro. Insomma una forchetta decisamente ampia, ma è decisamente probabile che il prezzo finale si attesti nella parte più alta: bisogna però specificare che il buy back è previsto fra marzo e luglio 2007 e che quindi ci vorrà ancora un po&#8217; di tempo prima che una media a tre giorni abbia un senso. </p>
<p>Sul lato invece della Banca Popolare di Verona e Novara (che a differenza della lodigiana non ha praticamente nessuna azione propria) l’acquisto potrebbe essere diretto a 20,4 milioni di azioni. Oggi il titolo della Bpvn viaggia sopra 21,5 euro per azione. Quindi ai prezzi degli ultimi tre giorni, ipotizzando una chiusura di oggi su questi livelli, il titolo potrebbe raggiungere quota 24,3 euro per azione. Va però sottolineato che il buy back fa parte del nuovo capital management plan predisposto per il Banco Popolare (questo il nome del piccolo gigante che nascerà dalla fusione) dai due corrispettivi consigli di amministrazione. In ogni caso la novità ha riscaldato le prospettive degli analisti che continuano a dimostrarsi sempre più ottimisti sul futuro del nuovo Banco Popolare.</p>
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    <title type="html">Il risiko bancario è un romanzo popolare</title>
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      <name>Ferry Boat</name>
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    <published>2006-11-02T11:24:06+00:00</published>
    <updated>2006-11-02T11:24:06+00:00</updated>
    <dc:subject>persone-fatti</dc:subject><dc:subject>banche</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>draghi</dc:subject><dc:subject>gronchi-divo</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2032/il-risiko-bancario-e-un-romanzo-popolare"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/risiko1.jpg" class="post" align="left" border="0" width="249" height="192" alt="banca popolare cooperativa bancaria bpm milano lodi bpi gronchi credito valtellinese bpu banche popolari unite draghi" /></p>
<p>Ondata di ritorno per l’effetto Draghi. L’ex Goldman Sachs di via Nazionale ha dato una bella scossa al settore bancario con parole che hanno subito avuto conseguenze a piazza Affari: nel sistema bancario “altre significative aggregazioni si prospettano in questi giorni”, ha dichiarato il numero uno della Banca d’Italia aggiungendo che il suo istituto “incoraggia le banche a proseguire sulla strada del consolidamento, sulla base di progetti decisi autonomamente dal mercato”.</p>
<p>La spintarella si è subito sentita con una serie di rialzi che hanno fatto parlare di <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200611articoli/13443girata.asp">un nuovo slancio per il risiko bancario</a>. Ieri, complice anche una giornata festiva di scambi ridotti, la Bpm, il caso più discusso fra le popolari di palazzo Mezzanotte, ha incassato più del 6,7% con volumi accesissimi. Oggi la popolare guidata dal politico-banchiere Roberto Mazzotta ritraccia solo lievemente con perdite dell’1%. A (ri)accendere l’interesse sulla Popolare di Milano un turbine di ipotesi già in parte circolate sul mercato. La Bpm ha fallito il suo approccio alla Popolare Italiana di Divo Gronchi, tagliato i ponti con la Popolare dell’Emilia Romagna e sembra fuori dai piani di Bpu, in trattative con Verona. Il rumor su un’interesse di Unicredit per la banca di Mazzotta sembra poi, per il momento, soltanto una voce buttata lì. Così si fa sempre più consistente l’ipotesi che alla fine il predatore si trasformi in preda, magari di un gruppo straniero interessato al retail bancario in Lombardia. Un semplice teorema che è bastato a scaldare le quotazioni nei giorni scorsi. </p>
<p>D’altro canto un po’ tutto il settore delle popolari italiane appare sempre più spesso in fermento. Le nozze fra Bpi e Bpvn spingono le banche più piccole a cercare un alleato per accrescere le proprie dimensioni. Un esempio notevole è quello delle Banche Popolari Unite che battono sempre più decisamente la strada delle nozze con la Banca Lombarda: che si tratti solo di un effetto secondario della fusione Intesa-San Paolo e marcatamente di un riassetto creditizio delle partecipazioni di Giovanni Bazoli (presidente di Intesa) non toglie nulla all’interesse che desta l’eventuale offerta di una banca cooperativa su un altro istituto. Anche il Credito Valtellinese, altra esclusa dai banchetti di nozze degli ultimi tempi, si è fatta notare ieri con un incasso che sfiora il 7% e ha così confermato le tensioni sulle popolari rinfocolate dalle parole di via Nazionale. </p>
<p>Da notare in proposito che proprio in vista di nuove nozze fra questi piccoli del credito si è riavviato un dibattito sulle regole. Proprio ieri Roberto Pinza, viceministro dell’Economia, ha dichiarato a F&#038;M che “la riforma delle popolari non è all’ordine del giorno. Non ce ne stiamo occupando e non intendiamo farlo”. Una dura bocciatura delle parole di Mario Draghi che, invece, aveva rilanciato l’idea. Intanto si continua a discutere della possibilità di ridisegnare la governance delle cooperative bancarie per avvicinarla all’Europa: c’è chi dice di voler eliminare il voto capitario eliminando i tetti alle quote negli istituti in questione e limitando la “clausola di gradimento”; è questa la proposta di Carlo Jannone (FI). Più morbida l’idea di Ugo La Malfa che ha, invece, proposto di alzare il tetto nelle partecipazioni dallo 0,5% al 5% di banche, di assicurazioni vita e fondazioni, ma senza toccare il voto capitario nelle cooperative. Tutte ipotesi ancora da verificare, ma il fatto che poi tutto ciò faccia schizzare i prezzi e porti a valutazioni da record il settore è tutto sommato normale.</p>
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    <title type="html">Cattolica, verso Bpi-Bpvn in attesa dell&#039;ok di Lodi</title>
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    <published>2006-10-25T11:27:01+00:00</published>
    <updated>2006-10-25T11:27:01+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1979/cattolica-verso-bpi-bpvn-in-attesa-dellok-di-lodi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/bpi3.gif" class="post" align="left" border="0" width="232" height="146" alt="" /></p>
<p>Cattolica Assicurazioni guadagna a metà mattina poco meno di mezzo punto percentuale, dopo essere schizzato su dell&#8217;1,25%. L&#8217;attenzione verso il titolo si spiega facilmente: sul tavolo di Bpi oggi c&#8217;è il dossier sul gruppo assicurativo, che dovrebbe integrarsi col nascendo gruppo Bpi-Bpvn. Naturalmente il cda di Bpi sta anche esaminando la formule tecniche legate alla sua integrazione con la Banca popolare di Verona e Novara. Il modello prevede una holding a cui le due banche dovrebbero fare capo, ma il timone della nuova nave sarebbe duale, distribuito tra un consiglio di sorveglianza e uno di gestione. Definirne cariche e ruoli col bilancino per distribuire perfettamente il peso sulle due banche è, appunto, il problema.<br />
 <br />
Erano già <a href="http://www.finanzablog.it/post/1918/bpi-bpvn-entra-in-gioco-cattolica-assicurazioni">circolate nei giorni scorsi diverse ipotesi</a> sulle modalità con cui Cattolica potrebbe entrare a far parte del nuovo gruppo orientandolo maggiormente alla bancassurance. La più accreditata prevede la cessione degli asset a rischio di creare sovrapposizioni: la joint venture Lombarda Vita con banca Lombarda, Eurosun con la Popolare di Bari e Danni Duomo. Strutture che potrebbero scivolare in una newco, nella quale entrerebbe anche un nuovo socio, probabilmente gli spagnoli di Mapfre (compagnia che controlla il 2% di Cattolica), che ne rileverebbe il 30%. Il tutto - secondo indiscrezioni pubblicate oggi sul Messaggero - sarebbe realizzato prima della fusione Bpi-Bpvn.</p>
<p>Una parola definitiva su tutti questi aspetti dovrebbere essere pronunciata dai rispettivi cda entro fine mese. Intanto le incertezze tirano a fondo Banca popolare Italiana che lascia sul terreno due decimi di punto percentuali e Bpvn che perde quasi otto decimi.</p>
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    <title type="html">Bpi-Bpvn, entra in gioco Cattolica assicurazioni</title>
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    <published>2006-10-17T12:39:50+00:00</published>
    <updated>2006-10-17T12:39:50+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1918/bpi-bpvn-entra-in-gioco-cattolica-assicurazioni"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/tavola_rotonda.gif" class="post" align="left" border="0" width="213" height="179" alt="" /></p>
<p>Ancora non è operativa la fusione tra Bpi e Bpvn che già si parla di un allargamento. Il candidato sarebbe Cattolica assicurazioni, che trasformerebbe il nuovo polo bancario in un gruppo di bancassurance a tutti gli effetti.</p>
<p>Bpvn in effetti porta in dote al nuovo soggetto (di cui ancora si ignora il nome, come nel caso di SanIntesa) alcune collaborazioni: con Cattolica ha già alcune joint venture assicurative e con Fondiaria-Sai ha in comune il marchio di polizze Novara Vita (l&#8217;anno passato ha raccolto 683 milioni di euro con una crescita del 7,5% rispetto all&#8217;anno precedente).</p>
<p>Per parte sua Bpi porta nel nuovo gruppo due partnership con Aviva: Eurovita e Aviva previdenza. Nel 2005 la prima ha raccolto 784 milioni e la seconda 81 milioni. Non solo, ma l&#8217;ex lodigiana conta anche sulla controllata Reti bancarie, che vende assicurazioni a marchio Unipol.</p>
<p>L&#8217;ingresso di Cattolica nella holding di controllo del nuovo soggetto Bpi-Bpvn potrebbe significare la costruzione di un gruppo con una rete che oltre a superare abbondantemente i duemila sportelli dispone di una quantità di soluzioni assicurative per i propri clienti.<br />
 <br />
Si configura naturalmente il problema delle sovrapposizioni che rischiano di compromettere i vantaggi derivanti dalle sinergie di un&#8217;operazione del genere. Tra gli asset ingombranti ci sono la joint venture Lombarda Vita (1,3 miliardi di euro raccolti nel 2005) con Banca Lombarda, Eurosun (459 milioni di euro) con la Popolare di Bari e la compagnia Danni Duomo (320 milioni). Oggetti che perciò non saranno messi sul piatto del nuovo accordo con Bpi-Bpvn. Saranno al contrario mantenuti su una linea distinta, con l&#8217;ingresso di un nuovo socio: &#8220;è stato prorogato - ha reso noto l&#8217;azienda la settimana scorsa - sino al prossimo 30 ottobre il periodo di esclusiva accordato ad un primario Gruppo Assicurativo con cui proseguono utilmente le attività finalizzate ad esplorare le possibilità, e le correlate modalità, di ingresso da parte di tale Gruppo in posizione di minoranza qualificata in asset non ritenuti funzionali alle ipotesi di integrazione con Bpvn&#8221;. Insomma si tratta di tenere le società da parte in una linea distinta nella quale entra un socio di minoranza qualificata.</p>
<p>Il confronto tra Cattolica e Bpvn per raggiungere un accordo comunque è già in fase avanzata: &#8220;Finora abbiamo parlato con Bpvn - fa sapere le società - e loro hanno parlato con Bpi. Ora occorre che parliamo anche noi e Bpi&#8221;, incontro che avverrà nei prossimi giorni. Si tratta di capire come gli asset già in comune tra Cattolica e Bpvn possano entrare nella partita del nuovo soggetto. Sono da escludere secondo la società problemi di antitrust. Lo scorporo degli asset ha piuttosto il significato di una &#8220;scelta strategica&#8221; volta a &#8220;presidiare il valore del gruppo Cattolica&#8221;.</p>
<p>Stamattina intanto a piazza Affari Bpi, Bpvn e Cattolica cedono terreno. La prima perde quasi tre punti e mezzo percentuali; si tratta di un significativo ritracciamento, dopo il +4,39% realizzato ieri; Bpvn, invece, che ha già perso il 5,26% ieri, continua a accusare fughe e si ferma a un -1,42%; Cattolica assicurazioni dal canto suo perde l&#8217;1,43% doppiando il già deludente -0,59% dell&#8217;S&#038;P/Mib.</p>
<p>Bpvn rimane dunque ancorato al concambio stabilito di 0,43 azioni di Verona contro una di Lodi: con una quotazione di 10,39 per Bpi, Bpvn deve convergere necessariamente verso quota 24,16 euro. Certo siamo lontani sia dai 12 euro voluti e cercati dai lodigiani, sia, con gli attuali 20,79 euro per ogni Bpvn, dalla quotazione intorno a 24 che dovrebbe avere Verona.<br />
Insomma a meno che qualcuno sul mercato non si sia messo in testa di forzare il concambio, Bpvn dovrà salire significativamente. Oppure Bpi dovrà abbandonare il suo sogno di un titolo da 12 euro.</p>
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    <title type="html">Bpi ha raggiunto il verdetto: Bpvn</title>
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      <name>Yattaman</name>
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    <published>2006-10-16T11:52:30+00:00</published>
    <updated>2006-10-16T11:52:30+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Riceviamo da Cesant e volentieri pubblichiamo:
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1910/bpi-ha-raggiunto-il-verdetto-bpvn"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/brindisi.jpg" class="post" align="left" border="0" width="175" height="173" alt="" /></p>
<p><em>Riceviamo da Cesant e volentieri pubblichiamo:</em></p>
<p>Ecco una nuova grande banca, o almeno una nuova grande holding bancaria in attesa del passaggio dal modello federativo a quello intermedio del multibrand e a quello finale dell&#8217;unica banca. La Bpi convola a nozze con la Bpvn e giunge a coprire senza soluzione di continuità l&#8217;area da Novara a Verona (ovvero la due periferie esterne di Milano), passando per Lodi e Bergamo e con una buona presenza anche a Brescia grazie alla Popolare di Crema, Cremona e Mantova. </p>
<p>La struttura è ancora ad un livello embrionale; le basi, però, sono buone quindi anche le prospettive. Significativa la presenza della ex Pop. di Novara nella zona di Napoli e anche quella della BPI sul Tirreno e a Pescara. </p>
<p>Vista così il nome più appropriato non potrà che essere Popolare Italiana. La fusione sarà quasi paritetica capitalizzando Bpvn 8,1 miliardi di euro e Bpi 7,3 miliardi per complessivi 15,5 miliardi: ancora pochi se paragonati ai colossi Unicredit e SantaIntesa, ma decisamente elevati rispetto alla capitalizzazione media delle banche italiane, soprattutto delle popolari: 4,2 miliardi di euro la Bper, 5 miliardi la Bpm e 7,7 miliardi la Bpu.<br />
 <br />
La nuova Bpi sarà la prima popolare per capitale di borsa e la terza in Italia per sportelli, in portafoglio avrà 2,4 milioni di clienti. La presidenza andrà a Carlo Fratta Pasini  di Bpvn. Amministratore delegato, invece, sarà Divo Gronchi: l’uomo della rinascita di Bpi. Concambio fissato a 0,43 azioni Bpi contro una di Bpvn (in questo modo Bpi porta a casa 12 euro per azione). La banca di Lodi distribuirà un dividendo straordinario di due euro per azione, fino a un massimo di 1,5 miliardi.</p>
<p>Tecnicamente sarà depositata la registrazione di una nuova holding, che incorporerà il risultato della fusione delle due capogruppo. Sede della nuova società sarà Verona, mentre le direzioni amministrative saranno naturalmente divise tra Lodi e la città dell&#8217;Arena. Il piano prevede una governance a due teste con un consiglio di sorveglianza ed uno di gestione. Il consiglio di sorveglianza sarà composto di 20 membri, 3-4 espressi da Novara, 8 da Lodi e 8-9 da Verona, che dovranno approvare i piani industriali e le principali operazioni straordinarie. Il consiglio per la gestione ordinaria sarà composto di 12 membri, scelti congiuntamente. Con questo schema – si legge nel comunicato – si salvaguardano “l&#8217;autonomia di Bpi” e i “livelli occupazionali”.</p>
<p>Certo la forma cooperativa renderà la gestione difficile, ma, senza per questo rivalutare Don Antonio Fazio, le popolari, se non vogliono finire come bocconi di altri, prima di fare il grande salto da Coop a Spa devono necessariamente unirsi tra di loro. Speriamo che il nuovo asse Novara-Lodi-Bergamo-Verona (a proposito, ci sarà anche il delisting del CreBerg?) crei le condizioni per altri merger (Milano e Sondrio forse potrebbe essere un’altra opportunità).</p>
<p>Il valore delle sinergie previste grazie alla fusione si aggira intorno ai 500 milioni di euro l&#8217;anno: 220 milioni di risparmio e 280 di sinergie sui ricavi. Il via libera definitivo all&#8217;operazione dovrebbe giungere dai due cda entro la fine dell&#8217;anno e la fusione dovrebbe essere attuata nel primo semestre del 2007. Non dovrebbero esserci problemi di sovrapposizione: il problema riguarderebbe solo il 5% del totale degli sportelli delle due banche.</p>
<p>Naturalmente il mercato ha accolto con grande favore lo sblocco della situazione: la scelta del partner si trascinava ormai da mesi. Alle undici e trenta a piazza Affari Bpi porta a casa il 5,8%. Bpvn invece perde il 4,6%. Si tratta probabilmente di un ritracciamento: negli ultimi dieci giorni, infatti, sull’onda dei rumors era volato a 23,05 euro contro i 21,92 del 4 ottobre. Non sembra invece accusare il colpo Bper, che guadagna l’1,1% in mattinata.</p>
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    <title type="html">Bpm tradita va dagli avvocati</title>
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    <published>2006-10-06T12:09:44+00:00</published>
    <updated>2006-10-06T12:09:44+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Bpm è fuori dai giochi. Rimangono in lista per la fusione con Bpi solo la Banca popolare di Verona e Novara e la Banca popolare dell’Emilia Romagna.
A nulla è valsa la lettera aperta del presidente[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1854/bpm-tradita-va-dagli-avvocati"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/cuore_infranto.gif" class="post" align="left" border="0" width="216" height="180" alt="" /></p>
<p>Bpm è fuori dai giochi. Rimangono in lista per la fusione con Bpi solo la Banca popolare di Verona e Novara e la Banca popolare dell’Emilia Romagna.</p>
<p>A nulla è valsa la lettera aperta del presidente di Bpm, Roberto Mazzotta, densa di sentimento per la ex Banca popolare di Lodi. Un testo che magnificava le virtù di un’unione tra i due istituti di credito, accompagnato da una proposta di fusione morbida, attenta a non ferire l’orgogliosa autonomia di Bpi: il delisting di entrambe le banche e la collocazione sotto l’ombrello di una stessa holding. Insomma un abbraccio sì, ma non soffocante.</p>
<p>I sentimenti traditi di Bpm, secondo alcuni rumors in circolazione, stanno spingendo Mazzotta al gesto estremo: ricorrere agli avvocati. Spesso accade, e pare che sia proprio questo il caso, che le storie d’amore più intense finiscano in tribunale.</p>
<p>Intanto Bpvn e Bper si sfregano le mani. L’offerta di Bper punta, come quella di Bpm, su una larga autonomia concessa a Lodi, mentre Bpvn fa perno sulla contiguità territoriale e l’identità culturale.</p>
<p>Entro i prossimi quindici giorni le due banche dovranno consegnare l’offerta definitiva e vincolante, dopo una serie di colloqui con gli advisor Mediobanca e Rotschild. Sarà la volta buona? Chi saprà conquistarsi un “posto al sole” in questa avvincente saga bancaria sentimentale? La mossa ventilata, per ora non confermata, di Bpm preannuncia nuovi colpi di scena. Basteranno quindici giorni?</p>
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    <title type="html">Bpi, chi la spunterà?</title>
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      <name>Popi</name>
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    <published>2006-10-04T18:39:10+00:00</published>
    <updated>2006-10-04T18:39:10+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Un’alleanza e non un’acquisizione: è questa la proposta di Banca popolare di Milano a Bpi. Tradotto in termini tecnici, la cosa potrebbe essere realizzata attraverso un dividendo straordinario,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1842/bpi-chi-la-spuntera"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/gambling.gif" class="post" align="left" border="0" width="197" height="208" alt="" /></p>
<p>Un’alleanza e non un’acquisizione: è questa la proposta di Banca popolare di Milano a Bpi. Tradotto in termini tecnici, la cosa potrebbe essere realizzata attraverso un dividendo straordinario, staccato dalla banca di Lodi, tale da portare il concambio tra i due titoli al rapporto di 1 a 1, raggiungendo quota 12 euro. A quel punto le due società si ritirerebbero da Piazza Affari e si metterebbero sotto l’ombrello di una stessa holding.</p>
<p>Questo piano metterebbe Lodi e Milano nella condizione di stringere un’alleanza alla pari, sottolineano fonti vicine a Bpm. Rumors in circolazione segnalano che anche le altre pretendenti – Banca popolare di Verona e Novara, Banca popolare dell’Emilia Romagna e Banche popolari Unite – offrono tra gli 11,5 e i 12 euro.</p>
<p>Bpm non ha fatto cifre, però, nella sua proposta economica per l’aggregazione – spiegano fonti vicine alla banca citate dall’agenzia Radiocor – perché sarebbe stato contrario alle normative della Consob. “Ciononostante – aggiungono – i vertici di Bpi hanno tutti gli elementi, anche economici, per decidere”.</p>
<p>Non appena è giunta la notizia, Bpi è schizzata piazza Affari, e guadagna, a qualche decina di minuti dalla chiusura, il 6,89%.</p>
<p>Il mercato però non dà credito all’offerta della popolare di Milano che, dopo essere rimasta in tensione positiva tutto il giorno, è precipitata alle sedici e trenta, attestandosi in chiusura su -0,58%. Anche Banca popolare di Verona e Novara chiude su un -0,18%.</p>
<p>Diametralmente opposta la reazione del mercato rispetto a Banche popolari Unite, che invece cresce dell’1,14% arrivando a 22,18 euro per azione. Bper, dal canto suo, ha chiuso invariata.<br />
Secondo indiscrezioni il Bpvn avrebbe offerto 11 euro per azione e sarebbe la favorita dai due advisor Mediobanca e Rotschild. La giornata si era aperta all’insegna dei colpi di scena. </p>
<p>Stamattina una lettera aperta del Bpvn al Cittadino di Lodi segnalava di aver presentato agli advisor “una serie di proposte, ipotesi ed opzioni tese alla costruzione di un Gruppo completamente nuovo che dovrà trovare in Banca Popolare Italiana e in Banco Popolare di Verona e Novara il radicamento geografico e valoriale, ma che per dimensioni, ambizioni e prospettive supererà quelle dei due Gruppi di origine”. </p>
<p>Ma non è stata l’unica lettera comparsa in mattinata. Anche il presidente di Bpm Roberto Mazzotta ha descritto in una propria missiva il risultato di una fusione tra Lodi e la sua banca: “una banca al vertice del sistema nel comparto del risparmio gestito e dei servizi alle famiglie e molto forte nel mercato dei servizi alle imprese”. Una sinergia realizzata a partire da “tre caratteristiche che nella realtà di fatto nessun&#8217;altra banca è in grado di condividere nello stesso modo: la sostanziale parità di peso, la complementarietà e la vicinanza”.</p>
<p>Il pressing delle pretendenti in verità non è servito a molto. Un susseguirsi di voci per tutta la giornata ha confuso il mercato, finché l’unica premiata a fine seduta è stata Bpi. Allo stato attuale non è ancora giunta una decisione finale. Il presidente Piero Garda potrebbe alla fine decidere di non decidere, selezionando una nuova lista ridotta di due nomi.</p>
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