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  <title>Finanzablog.it</title>
  <subtitle>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-02-10T15:05:16+00:00</updated>
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    <title type="html">Contesto generale favorevole alla borsa, ecco due titoli sui quali puntare, A2A ed Stm</title>
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    <published>2010-01-06T10:53:52+00:00</published>
    <updated>2010-01-06T10:53:52+00:00</updated>
    <dc:subject>fatti-del-giorno</dc:subject><dc:subject>i-titoli-di-oggi</dc:subject><dc:subject>educational</dc:subject><dc:subject>stm</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[I dati macro di recente uscita continuano a puntare in direzione di una risoluzione dalla crisi economica in tempi forse più brevi di quelli preventivati sostenendo così i rialzi delle borse nonostante[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4301/contesto-generale-favorevole-alla-borsa-ecco-due-titoli-sui-quali-puntare-a2a-ed-stm"><![CDATA[<p>I dati macro di recente uscita continuano a puntare in direzione di una risoluzione dalla crisi economica in tempi forse più brevi di quelli preventivati sostenendo così i rialzi delle borse nonostante i volumi relativamente sottili. A causa delle festività infatti i flussi sono relativamente ridotti e sarebbe lecito attendersi una relativa stabilità e non la decisa propensione al rialzo evidenziata di recente. Ultimo a stupire in ordine di tempo comunicando un dato superiore alle attese è stato il Giappone, che ha reso nota una produzione industriale a novembre in crescita del 2,6%, oltre le attese. Ma anche dalla Cina vengono notizie confortanti, il governo di Pechino ha rivisto infatti le stime di crescita per il 2010 portandole al 9,6% dal precedente 9%. Del resto gli utili delle società industriali cinesi sono risultati in crescita nei primi 11 mesi del 2009 (+7,8% rispetto allo stesso periodo del 2008), un segnale che lascia ben sperare anche in termini di economia globale. Le prospettive di crescita sostengono i prezzi delle commodities, in particolare i metalli industriali continuano a ben performare ed anche le quotazioni del greggio sono tornare a salire, e questo a fronte di un dollaro sostanzialmente stabile, a conferma del fatto che i mercati si attendono effettivamente un incremento della domanda nel prossimo futuro. Anche in Italia le cose si stanno muovendo</p>
 <p>, Confindustria stima una crescita della produzione a dicembre dello 0,2% rispetto a novembre. A mettersi in evidenza sono ovviamente i titoli petroliferi e quelli legati all&#8217;energia in generale, ma anche le banche e le assicurazioni, i titoli delle costruzioni, i tecnologici, in generale tutti i ciclici. Tra i soggetti che mostrano un quadro grafico positivo ma che risultano relativamente attardati rispetto ai campioni dell&#8217;ultima parte dell&#8217;anno, come ad esempio Saipem e Tenaris che hanno già corso molto, si trovano A2A ed Stm.</p>
<p>A2A ha superato il 16 dicembre, con una evidente accelerazione rialzista, il lato superiore della fase laterale disegnata dai prezzi a partire dal top di giugno. La lunga fase orizzontale, ormai alle spalle, dovrebbe fornire la base ad un rialzo che potrebbe correggere una porzione significativa del ribasso subito dal top di gennaio 2008 a 3,16 euro. Un primo target si colloca a 1,537, dove i prezzi hanno lasciato un evidente gap ribassista il 20 novembre 2008, successivamente le quotazioni potrebbero procedere al test di area 1,65, dove si colloca il lato superiore del canale che è possibile ipotizzare dai minimi d marzo. In ottica temporale più estesa inoltre, anche se da area 1,65 dovessero realizzarsi flessioni, il rialzo ha spazio per spingersi successivamente oltre quei livelli, almeno fino a 1,80 circa, a mettere alla prova il 38,2% di ritraccimento del ribasso dal top di inizio 2008. Se poi il titolo trovasse la giusta motivazione e salisse anche oltre quella resistenza sarebbe lecito iniziare ad ipotizzare una vera e propria inversione del trend ribassista di lungo termine. Flessioni fino in area 1,39/40 non metterebbero in discussione i recenti segnali rialzisti, la violazione di quel supporto potrebbe portare invece al test a 1,27 della trend line che sale dai minimi di marzo 2009, ultima spiaggia per mantenere vive le speranze di un rialzo. </p>
<p>Stm presenta un quadro grafico promettente: dopo aver testato quota 5,16 euro ad inizio novembre il titolo è tornato sugli stessi livelli il 27 novembre, mettendo a segno un rimbalzo esteso. La creazione in area 5,15 di una figura a doppio minimo, completata con il superamento del picco del 18 novembre a 6,11, lascia ben sperare per l&#8217;immediato futuro, con le quotazioni che dovrebbero conservare la forza necessaria ad un test dei massimi di ottobre a 7,03 euro. Ed anche in ottica temporale più estesa il titolo potrebbe continuare a crescere. Negli Usa la performance dell&#8217;indice Sox, rappresentativo del comparto dei semiconduttori, rispetto al quale STM mostra una correlazione (calcolata su base annua) positiva ed elevata, è stata negli ultimi mesi veramente molto interessante, con un guadagno del 90% circa dai minimi di marzo, ed il rialzo non sembra essere ancora giunto al termine. Il superamento di area 360, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di luglio 2007, fornisce infatti una ulteriore conferma della buona salute dell&#8217;indice che potrebbe spingersi anche al di sopra di area 400. Il grafico di forza relativa che mette in rapporto le chiusure del Sox con quelle di Stm evidenzia un andamento sostanzialmente laterale da alcuni mesi (solo una leggera tendenza del paniere americano a sovraperformare il titolo), quindi è lecito ipotizzare che ad una ulteriore ascesa del Sox possa rispondere un andamento simile di Stm. Oltre i 7 euro quindi il rialzo potrebbe proseguire fino a tentare la ricopertura del gap ribassista del 23 settembre 2008 lasciato in area 8,00 euro. Solo discese del titolo al di sotto di area 5,40, linea che sale dai minimi di marzo, sarebbero un primo segnale di allarme. La violazione di area 5 sarebbe poi conferma dell&#8217;avvio di una fase ribassista.</p>
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    <title type="html">I migliori di venerdi&#039;: Fiat, Parmalat, Atlantia </title>
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      <name>AleOne</name>
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    <published>2009-03-29T23:56:06+00:00</published>
    <updated>2009-03-29T23:56:06+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Rialzo del 4,1% venerdi’ per Atlantia
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4117/i-migliori-di-venerdi-fiat-parmalat-atlantia"><![CDATA[<p>Rialzo del 4,1% venerdi’ per Atlantia<br />
Rialzo del 4,1% venerdi’ per Atlantia. La chiusura di seduta è stata registrata a  11.450 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  11.570 ed un minimo a 11.150 euro. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  4,978,507 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 45 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 13.354 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 11.689 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 10.179 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>In verde Fiat venerdi’<br />
In verde Fiat venerdi’ che ha archiviato il 2008 con utili pari a 1,72 miliardi di euro contro i 2,05 dell&#8217;esercizio precedente. Il trading profit e&#8217; pero&#8217; salito a 3,36 miliardi da 3,23 e l&#8217;a.d. Marchionne ha confermato il target per il 2009. La chiusura di seduta è stata registrata a  5.270 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  5.390 ed un minimo a 5.140 euro. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  57,778,692 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 30 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 6.330 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 5.433 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 4.625 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Prezzi in crescita per Parmalat<br />
Prezzi in crescita per Parmalat. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti dello 0.1 %. La chiusura di seduta è stata registrata a  1.502 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  1.515 ed un minimo a 1.482 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 1.650 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.522 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.411 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
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    <title type="html">Bpm: il 2009 presenta molte sfide</title>
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    <published>2009-03-25T18:12:45+00:00</published>
    <updated>2009-03-25T18:12:45+00:00</updated>
    <dc:subject>uncategorized</dc:subject><dc:subject>i-titoli-di-oggi</dc:subject><dc:subject>banche</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Quella della Banca popolare di Milano è una situazione in forte evoluzione per diversi aspetti. Il gruppo, una delle maggiori banche d&amp;#8217;Italia, si trova, infatti, da tempo a gestire una[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4114/bpm-il-2009-presenta-molte-sfide"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/muscolo.JPG" class="post" align="left" border="0" width="204" height="249" alt="bpm mercato finanza borsa banca poplare di milano licenzimenti governance mazzotta presidenza capitale core tier 1 struttura bilancio tremonti bond azioni titoli bond core ratio tier mandatory " /></p>
<p>Quella della Banca popolare di Milano è una situazione in forte evoluzione per diversi aspetti. Il gruppo, una delle maggiori banche d&#8217;Italia, si trova, infatti, da tempo a gestire una battaglia su più fronti in un contesto già complesso come quello bancario nella crisi più importante dell&#8217;ultimo secolo. Oltretutto la Banca popolare di Milano si trova in un contesto altamente competitivo come quello lombardo dove compete gomito a gomito con gruppi di statura internazionale come Unicredit e Intesa Sanpaolo. Alle sfide di una crisi che ha impattato prima specificamente il settore finanziario e ormai da mesi anche quello economico la Bpm si presenta poi con un certo sbilanciamento degli impieghi che, in condizioni di crisi, potrebbero dimostrarsi un investimento rischioso.</p>
<p>La banca ha anche investito molto nella crescita accrescendo la rete di 60 unità con sportelli di Unicredit (38), della Popolare di Mantova (8) e con l&#8217;integrazione di altre 14 nuove agenzie: il totale fa 816 sportelli raggiunti dal gruppo senza un impatto eccessivo sul conto economico. Per limitare i costi il gruppo ha comunque deciso drastici tagli delle spese che nel caso del personale hanno portato una flessione dei costi di 11,1 milioni di euro a causa soprattutto di un elevato turn over e della riduzione della parte variabile delle retribuzioni.</p>
<p>Il gruppo potrebbe decidere di tagliare ben 750 posti di lavoro di cui 400 a seguito dell&#8217;efficientamento della sede centrale. In merito domani si terrà un primo incontro con i sindacati che in queste ore si preparano a quella che sicuramente sarà una lunga e aspra battaglia. Oltretutto, va ricordato, che la Bpm è una popolare e che i dipendenti sono anche i principali azionisti del gruppo in un intreccio di sigle sindacali che da sempre costituisce il vero soggetto forte nella proprietà del gruppo. In ballo c&#8217;è la stessa compattezza della Bpm e la poltrona della presidenza retta da tempo, ma non senza incertezze, da Roberto Mazzotta.</p>
<p>Il prossimo 25 aprile si deciderà del rinnovo dei vertici della banca e già in passato ci sono state tensioni. L&#8217;invito all&#8217;unità fatto dallo stesso Mazzotta oggi comunque potrebbe essere qualcosa di più di una ricandidatura: potrebbe essere anche un sincero invito alla compattezza in un momento difficile.</p>
 <p>
Sicuramente i licenziamenti in vista non semplificano le cose; il crollo dell&#8217;utile del 76,8% rispetto al dato del 2007 (quota 75,3 milioni di euro) nemmeno.</p>
<p>Quello che comunque ha pesato soprattutto sulla banca nel 2008 è stato l&#8217;attività finanziaria del gruppo (includendo in essa anche la gestione del patrimonio di vigilanza e degli accantonamenti per i finanziamenti alle imprese) in quanto il lato strettamente commerciale appare ancora solido.</p>
<p>Il totale degli accantonamenti ha raggiunto i 273,3 milioni di euro raddoppiando quasi rispetto al 2007 (un incremento di oltre 122 milioni di euro per l&#8217;esattezza) a causa del deterioramento di crediti e attività finanziarie per 115,9 milioni di euro. Il gruppo ha poi impegnato 43 milioni di euro nel dossier Italease e ha dovuto registrare 45,5 milioni di euro di perdite da investimento per l&#8217;impairment di Anima e CR.Al.</p>
<p>Fattori che hanno indebolito anche la base patrimoniale del gruppo, già parecchio sbilanciata sugli impieghi appunto, e che hanno costretto la banca a fare ricorso a Tremonti Bond per 500 milioni di euro. Con una differenza però sostanziale rispetto a tutti gli altri grandi gruppi che finora hanno chiesto questi prestiti dello Stato. Nel caso della Popolare di Milano è stato deciso di varare non solo una manovra di indebitamento, ma anche una via di uscita dallo stesso debito.</p>
<p>Il gruppo ha varato l&#8217;emissione di mandatory, ossia di bond con conversione in titoli obbligatoria, che dovranno coprire le esposizioni dell&#8217;istituto favorendo un rapido rientro dalla posizioni debitori nei confronti del ministero del Tesoro. Quanto questi bond pagheranno gli investitori è ancora da stabilire, non meno comunque di 4 euro (ossia del valore nominale delle azioni che poi è anche il prezzo di questi giorni).</p>
<p>Alla fine dell&#8217;operazione i gruppo prevede nel lungo periodo di raggiungere un core tier 1 ratio di oltre il 7,5 per cento. Nell&#8217;ottica di un miglioramento anche qualitativo del proprio patrimonio il gruppo ha deciso di lanciare un&#8217;opa sui titoli di tier 1 emessi in passato: un&#8217;operazione che in qualche maniera è resa più conveniente dal loro ampio deprezzamento e che prevede un&#8217;offerta nell&#8217;area del 50% del valore nominale.</p>
<p>La Bpm alla fine di queste impegnative manovre sicuramente dovrebbe risultare assai più forte. La recente crescita degli impieghi (+10,5% a 32,9 miliardi) e della raccolta diretta (+7,8% a 35 miliardi di euro) indicano senza&#8217;altro una situazione molto dinamica. Il pagamento di una cedola da 10 centesimi è comunque un segnale di fiducia dato al mercato. Anche se, visti i ritracciamenti di oggi, il gruppo dovrà dimostrare di avere intrapreso la via giusta con risultati più &#8220;tangibili&#8221; almeno in termini di redditività.</p>
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    <title type="html">Amplifon: l&#039;accorta gestione finanziaria limita i danni</title>
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      <name>Ferry Boat</name>
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    <published>2009-03-11T17:18:36+00:00</published>
    <updated>2009-03-11T17:18:36+00:00</updated>
    <dc:subject>i-titoli-di-oggi</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Nonostante l&amp;#8217;impatto visibile (e in parte già scontato) della crisi su Amplifon, i dati del 2008 appena diffusi dalla società suggeriscono più di uno spunto positivo. Il mercato, che spinge[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4101/amplifon-laccorta-gestione-finanziaria-limita-i-danni"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Amplifon.jpg" class="post" align="left" border="0" width="229" height="233" alt="amplifon mercato finanza bilancio azioni titoli risultati 2008 gestione finanziaria mercati borsa italiana quotazioni" /></p>
<p>Nonostante l&#8217;impatto visibile (e in parte già scontato) della crisi su Amplifon, i dati del 2008 appena diffusi dalla società suggeriscono più di uno spunto positivo. Il mercato, che spinge il titolo a un rialzo prossimo ai 10 punti percentuali, sembra pensarla così.</p>
<p>Le performance positive del gruppo guidato da Franco Moscetti nel corso dell&#8217;ultimo trimestre fanno sperare in una ripresa o almeno in un contenimento degli effetti della crisi. Piacciono soprattutto i risultati dei mercati europei che mostrano picchi di crescita del 28,1% in Italia, del 13% in Francia e del 12% in Olanda. Se si considera che l&#8217;Europa Continentale produce oltre il 73% del giro d&#8217;affari della società degli apparecchi acustici, si comprende perché Amplifon punti su una ripresa dei mercati europei in chiave di contenimento dei danni avvertiti negli Stati Uniti a causa della cattiva congiuntura.</p>
<p>Sia chiaro: la flessione del margine operativo lordo del 19,4% a quota 74,3 milioni di euro dovrà essere arginata e il calo dei ricavi del 4% a quota 641,4 milioni di euro (anche per via di un cambio sfavorevole alla società milanese) dovrà essere in qualche modo gestito.</p>
 <p>Il management sembra però avere ottenuto dei buoni risultati dal punto di vista della gestione finanziaria.</p>
<p>Il rapporto debt/equity è passato da 0,92 a 0,96 o, in altri termini, il debito è stato abbattuto di circa 50 milioni di euro a quota 190 milioni. I flussi di cassa sono cresciuti del 33,4% a 62,7 milioni di euro e questo permette ad Amplifon di sopperire con sicurezza alla gestione ordinaria. Le esposizioni di breve periodo della società di via Ripamonti ammontano a 64,9 milioni di euro e sono tranquillamente gestibili con l&#8217;avanzo di cassa di oltre 92 milioni di euro.</p>
<p>Nei prossimi mesi il gruppo punterà su una maggiore penetrazione nei mercati del Vecchio Continente con &#8220;sforzi commerciali&#8221; calibrati sui singoli paesi. Alle incertezze del mercato del Regno Unito la società conta di rispondere con una progressiva opera di efficientamento, mentre negli Stati Uniti Amplifon punta a recuperare la marginalità di un tempo con la conversione dei punti vendita della controllata Sonus a centri in franchising e la creazione di un network di circa 1000 punti vendita entro i prossimi cinque anni. A quanto pare Amplifon non vuol sentire parlare di crisi.</p>
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    <title type="html">I migliori di venerdi&#039;: Lottomatica, Prysmian, Fiat</title>
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    <published>2009-03-08T23:55:57+00:00</published>
    <updated>2009-03-08T23:55:57+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Rialzo del 6,7% venerdi’ per Lottomatica
Rialzo del 6,7% venerdi’ per Lottomatica che ha approfittato dei buoni dati 2008. Nello scorso esercizio la societa&amp;#8217; ha realizzato ricavi pari a[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4095/i-migliori-di-venerdi-lottomatica-prysmian-fiat"><![CDATA[<p>Rialzo del 6,7% venerdi’ per Lottomatica<br />
Rialzo del 6,7% venerdi’ per Lottomatica che ha approfittato dei buoni dati 2008. Nello scorso esercizio la societa&#8217; ha realizzato ricavi pari a 2,06 miliardi di euro (+24% a/a), e profitti pari a 93,7 milioni (+27%). Il titolo e&#8217; risalito fino al limite del picco toccato l&#8217;altro ieri a 13,64 euro, resistenza decisiva nel breve per favorire estensioni verso area 15. La chiusura di seduta è stata registrata a  13.520 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  13.630 ed un minimo a 12.650 euro. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  1,032,425 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 65 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L&#8217;indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 16.221 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 14.001 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 11.659 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>In verde venerdi’ Prysmian<br />
In verde venerdi’ Prysmian che sale del 2,5% in scia alla notizia dell&#8217;incremento della partecipazione detenuta da Deutsche Bank. L&#8217;istituto tedesco a fine febbraio ha portato la sua quota dal 2,055% al 2,343%. La chiusura di seduta è stata registrata a  6.350 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  6.500 ed un minimo a 5.750 euro. Le quotazioni sono riuscite a recuperare terreno dopo aver violato i fondamentali supporti a 6,20 euro circa ed essere sceso sui nuovi minimi storici a 5,75. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire la il proseguimento della correzione al rialzo iniziata venerdi’. Segnali positivi oltre area 6,50 per il test di 6,75. Sotto Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 5.626. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Rialzo dello 0,3% venerdi’ per Fiat<br />
Rialzo dello 0,3% venerdi’ per Fiat all&#8217;indomani dell&#8217;audizione sul progetto di partnership con Chrysler dell&#8217;a.d. Sergio Marchionne presso la commissione incaricata dal governo americano di seguire la crisi del settore auto. Il titolo ha potuto contare anche sui discreti dati delle vendite di veicoli commerciali.. La chiusura di seduta è stata registrata a  3.940 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  4.053 ed un minimo a 3.820 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L&#8217;indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 5.477 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.092 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.336 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di rialzo.</p>
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    <title type="html">I migliori di ieri: Recordati, Mondadori, Lottomatica</title>
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    <published>2009-03-04T00:24:21+00:00</published>
    <updated>2009-03-04T00:24:21+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Prezzi in rialzo ieri del 4,5% ieri per Lottomatica
Prezzi in rialzo ieri del 4,5% ieri per Lottomatica. chiusura di seduta è stata registrata a  12.350 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a [...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4092/i-migliori-di-ieri-recordati-mondadori-lottomatica"><![CDATA[<p>Prezzi in rialzo ieri del 4,5% ieri per Lottomatica<br />
Prezzi in rialzo ieri del 4,5% ieri per Lottomatica. chiusura di seduta è stata registrata a  12.350 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  12.410 ed un minimo a 11.780 euro. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  474,420 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 30 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L&#8217;indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 14.894 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 12.655 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 11.406 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Rialzo del 3,5% ieri per Mondadori<br />
Rialzo del 3,5% ieri per Mondadori dopo l&#8217;accordo con Radio Kiss Kiss (al sesto posto in Italia nella classifica di ascolto) per la raccolta pubblicitaria. L&#8217;ufficio studi di Mediobanca ha confermato la raccomandazione outperform sul titolo. La chiusura di seduta è stata registrata a  2.463 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  2.465 ed un minimo a 2.363 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del ribasso con obiettivi estesi fino a 1.756 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al rialzo  L&#8217;obiettivo di ribasso indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino la rottura nel breve di 2.328 euro. Il quadro ribassista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 2.762 . Oltre questo livello, limite massimo per eventuali reazioni di breve contro la tendenza attesa, si allenterebbero le pressioni al ribasso. Rimanere tuttavia in attesa di conferme prima di intervenire in acquisto.  La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Cresce Recordati del 2,8%<br />
Cresce Recordati del 2,8% in scia ai conti 2008. Nello scorso esercizio la societa&#8217; farmaceutica ha realizzato un incremento dei ricavi del 9,7%, mentre i profitti dono saliti del 18,7% a 100 milioni di euro. Il dividendo proposto dal cda e&#8217; di 25 centesimi per azione, +16% rispetto a un anno fa. La chiusura di seduta è stata registrata a  4.030 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  4.070 ed un minimo a 3.900 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del ribasso con obiettivi estesi fino a 3.446 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di ribasso indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino la rottura nel breve di 3.830 euro. Il quadro ribassista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 4.312 . Oltre questo livello, limite massimo per eventuali reazioni di breve contro la tendenza attesa, si allenterebbero le pressioni al ribasso. Rimanere tuttavia in attesa di conferme prima di intervenire in acquisto.  La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
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    <title type="html">I migliori di ieri :  Eurotech, Esprinet, Ansaldo</title>
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    <published>2009-03-03T00:13:50+00:00</published>
    <updated>2009-03-03T00:13:50+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Rialzo dell’8,1% ieri per Eurotech
Rialzo dell’8,1% ieri per Eurotech. I volumi scambiati nell&amp;#8217;ultima seduta, di  789,924 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 100[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4089/i-migliori-di-ieri-eurotech-esprinet-ansaldo"><![CDATA[<p>Rialzo dell’8,1% ieri per Eurotech<br />
Rialzo dell’8,1% ieri per Eurotech. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  789,924 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 100 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a  1.740 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  1.810 ed un minimo a 1.620 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L&#8217;indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 2.211 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.855 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.473 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Prezzi in rialzo del 2,2% ieri per Esprinet<br />
Prezzi in rialzo del 2,2% ieri per Esprinet. La chiusura di seduta è stata registrata a  4.110 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  4.168 ed un minimo a 3.903 euro. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  95,466 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 50 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 4.813 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire tuttavia la comparsa di correzioni al ribasso. L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.252 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.656 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Buona la performance di Ansaldo ieri<br />
Buona la performance di Ansaldo ieri. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 2.0 %.La chiusura di seduta è stata registrata a  10.450 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  10.660 ed un minimo a 10.100 euro. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  373,884 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 47 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 12.255 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe tuttavia favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 10.790 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 9.728 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
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    <title type="html">I migliori di ieri: Beni Stabili, Tiscali, Maire Tecnimont</title>
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    <published>2009-02-25T00:32:37+00:00</published>
    <updated>2009-02-25T00:32:37+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Prezzi in rialzo del 12,1% ieri per Beni Stabili
Prezzi in rialzo del 12,1% ieri per Beni Stabili. La chiusura di seduta è stata registrata a  0.639 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  0.639[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4083/i-migliori-di-ieri-beni-stabili-tiscali-maire-tecnimont"><![CDATA[<p>Prezzi in rialzo del 12,1% ieri per Beni Stabili<br />
Prezzi in rialzo del 12,1% ieri per Beni Stabili. La chiusura di seduta è stata registrata a  0.639 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  0.639 ed un minimo a 0.530 euro. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  2,198,665 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 38 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 0.779 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 0.670 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.535 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di rialzo.</p>
<p>Rialzo del 7,1% ieri per Tiscali<br />
Rialzo del 7,1% ieri per Tiscali. La chiusura di seduta è stata registrata a  0.332 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  0.335 ed un minimo a 0.297 euro. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  16,136,462 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 37 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L&#8217;indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 0.499 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al rialzo  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 0.350 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.281 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Close di seduta a 1,224 ieri per Maire Tecnimont<br />
Close di seduta a 1,224 ieri per Maire Tecnimont. La distanza che separa le due chiusure più recenti è del 6.3 %. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  705,144 pezzi, risultano in linea con quelli della media settimanale, di 678666 . I segnali tecnici prospettano un proseguimento del ribasso con obiettivi estesi fino a 0.822 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di ribasso indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino la rottura nel breve di 1.061 euro. Il quadro ribassista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.379 . Oltre questo livello, limite massimo per eventuali reazioni di breve contro la tendenza attesa, si allenterebbero le pressioni al ribasso. Rimanere tuttavia in attesa di conferme prima di intervenire in acquisto.  La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di rialzo.</p>
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    <title type="html">I migliori di ieri :  Fastweb, Enel, Tod&#039;s</title>
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    <published>2009-02-24T00:17:05+00:00</published>
    <updated>2009-02-24T00:17:05+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Rialzo del 3,4% ieri per Fastweb
Rialzo del 3,4% ieri per Fastweb grazie notizie di stampa del fine settimana: un importante quotidiano ha infatti scritto che il 2008 sara’ sicuramente il primo anno di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4081/i-migliori-di-ieri-fastweb-enel-tods"><![CDATA[<p>Rialzo del 3,4% ieri per Fastweb<br />
Rialzo del 3,4% ieri per Fastweb grazie notizie di stampa del fine settimana: un importante quotidiano ha infatti scritto che il 2008 sara’ sicuramente il primo anno di utile della storia di Fastweb e che le difficoltà del 2009 non dovrebbero impedire, secondo quanto dichiarato dallo stesso amministratore di Fastweb Stefano Parisi, una crescita della marginalita’ della societa’. La chiusura di seduta è stata registrata a  18.060 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  18.100 ed un minimo a 17.420 euro. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  86,718 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 24 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L&#8217;indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 20.034 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 18.378 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 16.993 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Prezzi in rialzo dell’1,8% ieri per Enel<br />
Prezzi in rialzo dell’1,8% ieri per Enel che si muove controtendenza rispetto al mercato dopo l&#8217;annuncio ufficiale dell&#8217;acquisizione del 25% di Endesa dall&#8217;ormai ex partner Acciona. Enel paghera&#8217; 11,1 miliardi di euro piu&#8217; 2,9 miliardi in asset Endesa per salire al 92% circa del capitale dell&#8217;utility iberica. Secondo un quotidiano francese, poi confermato da una nota del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, la societa&#8217; italiana e&#8217; in procinto di acquisire un 12,5% del secondo progetto transalpino Epr (energia nucleare). La chiusura di seduta è stata registrata a  4.328 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  4.413 ed un minimo a 4.293 euro. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  53,201,568 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 25 % circa. Rialzi al di sopra di area 4,40 manterrebbero vivo il rimbalzo prospettando movimenti in area 4,50 e successivamente 4,63. Discese sotto 4,22 euro rischio di ripresa del trend ribassista che ha caratterizzato l’andamento del titolo di recente. Target in quel caso a 4 euro. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Saldo positivo ieri per Tod’s<br />
Saldo positivo ieri per Tod’s che ha approfittato dei progressi della big francese PPR. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 1.3 %. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  77,758 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 23 % circa. Ricordiamo che sul finire della scorsa settimana PPR aveva pubblicato dati 2008 leggermente migliori di quelli dell&#8217;esercizio precedente. La chiusura di seduta è stata registrata a  30.300 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  30.980 ed un minimo a 29.740 euro. Il titolo dell&#8217;azienda di Diego Della Valle sta provando a ritracciare la flessione subita nelle ultime 6/7 sedute, per provare un attacco alle resistenze a 32 euro, livello oltre il quale verrebbe riattivato il rally originato dal bottom di fine gennaio in direzione dei target a 34 e 37. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
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    <title type="html">I migliori di venerdi&#039;: Buongiorno, Seat Pg</title>
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    <published>2009-02-22T23:32:32+00:00</published>
    <updated>2009-02-22T23:32:32+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Prezzi in rialzo del 2,6% ieri per Buongiorno
Prezzi in rialzo del 2,6% ieri per Buongiorno. Al mercato piacciono i dati preliminari di chiusura del 2008: la societa’  ha visto ricavi consolidati di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4078/i-migliori-di-venerdi-buongiorno-seat-pg"><![CDATA[<p>Prezzi in rialzo del 2,6% ieri per Buongiorno<br />
Prezzi in rialzo del 2,6% ieri per Buongiorno. Al mercato piacciono i dati preliminari di chiusura del 2008: la societa’  ha visto ricavi consolidati di 315 milioni di euro, e un Ebitda, prima degli oneri straordinari, di 39,8 milioni di Euro, al massimo della forchetta (35-40 milioni di Euro) della guidance comunicata al mercato lo scorso luglio. La chiusura di seduta è stata registrata a  0.580 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  0.590 ed un minimo a 0.542 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 0.735 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 0.606 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.506 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Prezzi in crescita dello 0,7% venerdi’ per Seat Pg<br />
Prezzi in crescita dello 0,7% venerdi’ per Seat Pg che ha approfittato della presentazione del piano industriale fino al 2011. In base ai programmi della societa&#8217;, la redditivita&#8217; operativa a fine periodo dovrebbe essere sufficiente a finanziare il debito. Inoltre Seat stima che nel biennio 2010-2011 potra&#8217; beneficiare della ripresa del mercato e della trasformazione del suo core business. La chiusura di seduta è stata registrata a  7.000 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  7.295 ed un minimo a 6.650 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L&#8217;indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 8.777 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire il proseguimento della correzione al rialzo vista venerdi’.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 7.415 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 6.474 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
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    <title type="html">I migliori di ieri :  Intesa San Paolo, Erg, Ubi Banca</title>
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    <published>2009-02-18T23:41:48+00:00</published>
    <updated>2009-02-18T23:41:48+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Ubi Banca miglior titolo dell&amp;#8217;S&amp;#038;PMib ieri
Ubi Banca miglior titolo dell&amp;#8217;S&amp;#038;PMib ieri con un rialzo del 4,8% grazie ai commenti sul Tier1 e sul dividendo. In una nota[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4074/i-migliori-di-ieri-intesa-san-paolo-erg-ubi-banca"><![CDATA[<p>Ubi Banca miglior titolo dell&#8217;S&#038;PMib ieri<br />
Ubi Banca miglior titolo dell&#8217;S&#038;PMib ieri con un rialzo del 4,8% grazie ai commenti sul Tier1 e sul dividendo. In una nota la banca ha dichiarato che il core tier 1 resterebbe nell&#8217;intervallo tra il 6,75% ed il 7% anche in caso di impairment delle attivita&#8217; Afs e dopo il pagamento di un dividendo in contanti. Ubi ha anche dichiarato prive di fondamento le voci che la vorrebbero convolare a nozze con Banco Popolare. La chiusura di seduta è stata registrata a  7.690 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  7.825 ed un minimo a 7.530 euro. Nonostante la performance di ieri i segnali tecnici prospettano un proseguimento del ribasso con obiettivi estesi fino a 5.170 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe tuttavia favorire il proseguimento della correzioni al rialzo. Prima resistenza a 7,85 circa.  L&#8217;obiettivo di ribasso indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino la rottura nel breve di 7.387 euro. Il quadro ribassista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 9.127 . Oltre questo livello, limite massimo per eventuali reazioni di breve contro la tendenza attesa, si allenterebbero in modo duraturo le pressioni al ribasso. Rimanere tuttavia in attesa di conferme prima di intervenire in acquisto.  La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di rialzo.</p>
<p>Prezzi in rialzo del 3,6% ieri per Erg<br />
Prezzi in rialzo del 3,6% ieri per Erg. Erg ha reso noto di aver ricevuto da Lukoil 852,47 milioni di euro a saldo del prezzo della quota del 49% di ISAB srl, società in cui sono stati conferiti tutti gli assets della Raffineria ISAB di Priolo (SR).  &#8220;A seguito dell&#8217;operazione - precisa una nota del gruppo - ERG ha pertanto incassato la cifra complessiva di 1,55 miliardi di euro che include i proventi della copertura sul magazzino conferito in ISAB srl&#8221;. Il mercato scommette sulla possibilita’ della distribuzione di un dividendo maggiorato rispetto a quello preventivato in precedenza. La chiusura di seduta è stata registrata a  10.200 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  10.400 ed un minimo a 9.945 euro. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  1,401,865 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 69 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 11.400 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe tuttavia favorire la comparsa di correzioni al ribasso, introdotte dalla violazione di quota 9,90 euro. L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 10.489 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 9.544 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>In recupero ieri Intesa<br />
In recupero ieri Intesa. L&#8217;ad di Intesa Sanpaolo, a margine dell&#8217;esecutivo Abi, ha dichiarato che la banca ha gia&#8217; adottato le necessarie misure per far fronte alla difficile situazione dei paesi dell&#8217;Europa dell&#8217;Est. &#8220;Noi siamo impegnati in alcuni paesi e abbiamo preso tutte le misure che andavano prese&#8221;, ha dichiarato Passera. La distanza che separa le due chiusure più recenti è dell’1.8 %. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  72,078,776 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 15 % circa. Nonostante il recupero di ieri i segnali tecnici prospettano un proseguimento del ribasso con obiettivi estesi fino a 1.544 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe tuttavia permettere il proseguimento della correzione al rialzo avviatasi ieri.  L&#8217;obiettivo di ribasso indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino la rottura nel breve di 1.942 euro. Il quadro ribassista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 2.422 . Oltre questo livello, limite massimo per eventuali reazioni di breve contro la tendenza attesa, si allenterebbero in maniera duratura le pressioni al ribasso. Fino a quel momento elevato il rischio che i rimbalzi si dimostrino temporanei. Rimanere tuttavia in attesa di conferme prima di intervenire in acquisto.  La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di rialzo.</p>
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    <title type="html">I migliori di ieri :  Buongiorno, Seat, Snam Rete Gas </title>
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    <published>2009-02-17T00:13:31+00:00</published>
    <updated>2009-02-17T00:13:31+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Rialzo dell’8,1% ieri per Buongiorno
Rialzo dell’8,1% ieri per Buongiorno. I volumi scambiati nell&amp;#8217;ultima seduta, di  541,735 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4070/i-migliori-di-ieri-buongiorno-seat-snam-rete-gas"><![CDATA[<p>Rialzo dell’8,1% ieri per Buongiorno<br />
Rialzo dell’8,1% ieri per Buongiorno. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  541,735 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 136 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a  0.576 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  0.576 ed un minimo a 0.513 euro.  Il CdA di Buongiorno ha preso visione dei dati preliminari di chiusura del 2008 che ha visto ricavi consolidati di 315 milioni di euro, e un Ebitda, prima degli oneri straordinari, di 39,8 milioni di Euro, al massimo della forchetta (35-40 milioni di Euro) della guidance comunicata al mercato lo scorso luglio. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L&#8217;indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 0.680 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 0.599 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.499 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di rialzo.</p>
<p>Prezzi in crescita del 7% ieri per Seat<br />
Prezzi in crescita del 7% ieri per Seat che reagisce dopo il quasi -30% subito nel corso della scorsa ottava. Il titolo ha approfittato di un report di Goldman Sachs: la prestigiosa banca d&#8217;affari americana ha migliorato la raccomandazione sul titolo da sell a neutral. La chiusura di seduta è stata registrata a  7.595 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  7.680 ed un minimo a 7.000 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L&#8217;indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 12.447 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al rialzo  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 7.933 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 6.433 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Snam Reagisce al ribasso di venerdi’<br />
Snam Rete Gas in recupero dopo la brusca flessione di venerdi&#8217;. La societa&#8217; si e&#8217; impegnata a mantenere il dividendo su livelli elevati nonostante il consistente esborso finanziario per l&#8217;acquisizione di Italgas e Stogit. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 2.0 %. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  8,435,675 pezzi, risultano in linea con quelli della media settimanale, di 8163700. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del ribasso con obiettivi estesi fino a 3.217 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe tuttavia favorire il proseguimento della correzione al rialzo vista ieri. L&#8217;obiettivo di ribasso indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino la rottura nel breve di 3.765 euro. Il quadro ribassista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 4.284 . Oltre questo livello, limite massimo per eventuali reazioni di breve contro la tendenza attesa, si allenterebbero le pressioni al ribasso. Rimanere tuttavia in attesa di conferme prima di intervenire in acquisto.  La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
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