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I titoli di oggi

I migliori di ieri : Unicredit, Fiat, Luxottica

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi

Rialzo dell’11,6% ieri per Unicredit
Rialzo dell’11,6% ieri per Unicredit: secondo i rumor lunedi’ prossimo le fondazioni azioniste potrebbero riunirsi per discutere della ripartizione dei seggi nel nuovo cda e sulla presidenza dell’istituto. Possibile l’ingresso nel board dei soci di minoranza con due seggi. Il comparto bancario sale e’ salito in scia all’indice settoriale europeo. Secondo indiscrezioni l’amministrazione Obama sarebbe prossima al varo di un piano da 1000 miliardi di dollari per rilevare i prestiti in sofferenza delle banche USA. I titoli italiani hanno poi tratto beneficio dalle indiscrezioni relative all’invio da parte della Banca d’Italia al Ministero dell’Economia del parere sul regolamento attuativo delle norme sui bond bancari previste nel decreto anti-crisi convertito ieri in legge. La chiusura di seduta di Unicredit è stata registrata a 1.408 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.419 ed un minimo a 1.281 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 1.719 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.474 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.191 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Prezzi in rialzo del 6,3% ieri per Fiat
Prezzi in rialzo del 6,3% ieri per Fiat. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.900 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.935 ed un minimo a 3.690 euro. Fiat e’ salito all’indomani dell’incontro con il governo per discutere del piano di intervento a favore del settore auto. il Ministro dell’Economia Tremonti sembra restio a mettere sul piatto piu’ di 300 milioni di euro mentre quello per lo Sviluppo Economico punterebbe a 400 milioni. Il titolo ha ricevuto un impulso positivo dalle parole di Corrado Passera il quale ha affermato che e’ in corso di preparazione l’emissione di un prestito a favore della casa torinese, ma non ha voluto fare cifre. Le ultime voci parlano di un’iniezione di liquidita’ pari a 3 miliardi di euro che potrebbero essere erogati da un pool costituito da Unicredit, Intesa San Paolo e BNP Paribas. Oltre area 3,90 Fiat potrebbe tentare di dare un seguito al rialzo di ieri per puntare verso i 4,50/60 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe infatti favorire il proseguimento del rialzo. Solo discese sotto area 3,70 potrebbero implicare nuovi cali, primo supporto a 3,55 poi a 3,20 euro. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

In verde ieri Luxottica
In verde ieri Luxottica che ha siglato un nuovo contratto di licenza della durata di sei anni (piu’ opzione per altri quattro) per il design, la produzione e la distribuzione in tutto il mondo di collezioni di occhiali da sole e da vista a marchio Tory Burch e TT. La chiusura di seduta è stata registrata a 11.500 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 11.960 ed un minimo a 11.390 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 13.528 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 11.955 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 10.532 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

I migliori di ieri : Espresso, Mondadori, Monte Paschi

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Prezzi in rialzo dell’11,6% ieri per Espresso
Prezzi in rialzo dell’11,6% ieri per Espresso. L’Espresso e’ salito con forza dopo l’annuncio di Carlo De Benedetti che, prossimo ai 75 anni di eta’, ha dichiarato che lascera’ la presidenza di tutte le aziende che ha fondato. L’ingegnere manterra’ pero’ la presidenza onoraria e il potere di nomina dei direttori di tutte le testate del gruppo. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.009 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.026 ed un minimo a 0.909 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 3,787,050 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 157 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 1.246 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.068 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.853 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Rialzo del 5,9% ieri per Mondadori
Rialzo del 5,9% ieri per Mondadori. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.445 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.445 ed un minimo a 3.230 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 451,930 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 55 % circa. Mondadori ha approfittato di un report di Mediobanca sul settore media. L’ufficio studi di Piazzetta Cuccia ha migliorato il prezzo obiettivo sul titolo portandolo da 3,70 a 4,40 euro, circa il 30% al di sopra dei valori correnti. Le quotazioni hanno superato le resistenze di area 3,35/40 euro, candidandosi al ritorno sui top di inizio anno a 3,80 circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 3.952 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 3.540 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.069 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Prova di forza ieri per Banca Monte Paschi
Prova di forza ieri per Banca Monte Paschi grazie a un report di Goldman Sachs. Secondo l’ufficio studi dell’importante investment bank americana la possibilita’, prevista nel decreto anti-crisi in via di approvazione definitiva al Senato, di riallineare l’avviamento e di rivalutare i valori contabili, porterebbe a Rocca Salimbeni un vantaggio in termini di ratio Tier 1 compreso tra 8 e 68 punti base. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.140 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.154 ed un minimo a 1.095 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire il proseguimento della correzione al rialzo vista ieri. Segnali di conferma positivi oltre 1,15 per il test di 1,25. Sotto area 1,10, rischio di ritorno delle pressioni ribassiste con target a 0,90 euro. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

I migliori di ieri: Maire Tecnimont, Saipem, Indesit, Intesa San Paolo

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Intesa Sanpaolo

Prezzi in rialzo del 13,1% ieri per Maire Tecnimont
Prezzi in rialzo del 13,1% ieri per Maire Tecnimont grazie alle anticipazioni fornite nel fine settimana dal presidente e a.d. Fabrizio di Amato. Secondo il manager nel 2008 si e’ registrata una crescita dei ricavi del 20%, con un +50% a livello di profitti, con buone prospettive per il 2009. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.174 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.180 ed un minimo a 1.061 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 1,427,750 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 7 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 1.469 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.229 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.963 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Rialzo dell’8,1% ieri per Saipem
Rialzo dell’8,1% ieri per Saipem dopo la decisione di Petrobras di incrementare del 55% gli investimenti previsti per i prossimi cinque anni fino a un totale di 174 miliardi di dollari. In particolare la societa’ carioca sara’ impegnata nello sviluppo del mega-giacimento offshore scoperto al largo delle coste del Brasile, ragion per cui le azioni degli operatori specializzati in questo settore (Saipem e’ la numero uno in Europa) hanno guadagnato in borsa. La chiusura di seduta è stata registrata a 12.030 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 12.140 ed un minimo a 10.980 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 5,711,893 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 41 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 14.210 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 12.570 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 10.543 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Molto bene ieri Indesit
Molto bene ieri Indesit (la distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 7.1 %) su indiscrezioni di stampa in base alle quali sarebbe allo studio un’ipotesi di fusione: i potenziali partner potrebbero essere BSH (jv tra Bosch e Siemens) e la turca Arcelik. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 299,443 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 37 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.190 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.230 ed un minimo a 3.000 euro. Nonostante l’ottima performance odierna il quadro grafico del titolo dell’azienda fabrianese resta decisamente orientato al ribasso e solo con il superamento di 3,40 euro si apriranno i primi flebili spiragli di rimonta. Oltre 3,40 target a 3,65. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe tuttavia favorire il proseguimento della correzioni al rialzo vista ieri. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Rialzo del 5,3% ieri per Intesa Sanpaolo
Rialzo del 5,3% ieri per Intesa Sanpaolo. I bancari hanno approfittato dell’ottima intonazione del comparto in Europa e di un report di Citigroup nel quale gli analisti della banca americana hanno tagliato notevolmente i target price su alcuni titoli del settore, esprimendo pero’ raccomandazioni hold/buy. La chiusura di seduta è stata registrata a 2.318 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 2.353 ed un minimo a 2.160 euro. Intesa San Paolo si e’ avvicinata alle resistenze a 2,38 euro. Al di sopra di detto ostacolo le quotazioni avrebbero via libera per estendere il recupero verso 2,55 circa, per poi eventualmente ambire al ritorno sul picco del 9 gennaio a 2,79. Sotto area 2,15 supporto a 2,05. In caso di violazione anche di questo livello rischio di ripresa del trend ribassista con obiettivo a 1,70. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

I migliori di venerdi': Lottomatica, Finmeccanica, Tiscali

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi

Prezzi in rialzo del 10,8% venerdi’ per Tiscali. La chiusura di seduta è stata registrata a 0.451 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 0.466 ed un minimo a 0.343 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 48,286,160 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 61 % circa. Tiscali nella prima parte di seduta aveva subito i colpi dei venditori, finendo in asta di volatilita’ per eccesso di ribasso e rinnovando i minimi storici. A pesare sul titolo erano state le notizie relative alla debolezza dell’economia britannica, dove Tiscali realizza buona parte dei suoi ricavi, e il report del giorno precedente di Citigroup: gli analisti dell’importante banca americana hanno emesso una raccomandazione di vendita ma soprattutto hanno tagliato in misura sorprendente il target price sul titolo, portandolo da 1,25 a 0,15 euro. Nella seconda parte della seduta il vento e’ totalmente cambiato e Tiscali e’ finita nuovamente in asta di volatilita’, ma per eccesso di rialzo. Alla base del rimbalzo fattori di tipo tecnico. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe aver infatti favorito la comparsa della correzione al rialzo. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Rialzo del 2,2% venerdi’ per Lottomatica
Rialzo del 2,2% venerdi’ per Lottomatica. La chiusura di seduta è stata registrata a 13.800 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 13.800 ed un minimo a 12.100 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 975,320 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 53 % circa. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire il proseguimento della reazione imbastita venerdi’. Segnali positivi oltre 13,80 per il test di area 16. Sotto area 12,10 rischio di test di 11,50/55. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento. Settimana scorsa il presidente e AD Lorenzo Pellicioli, in un’intervista a Reuters, ha dichiarato che Lottomatica chiudera’ il 2008 in linea con gli obiettivi indicati nel piano industriale. Nel 2009 l’Ebitda dovrebbe mostrarsi in leggera crescita. Il piano industriale per il 2008 indicava un Ebitda di 750-765 milioni in crescita dai 702 nel 2007 dando una indicazione di crescita del 9-10% annuo (cagr) con obiettivo nel 2010 di 900-935 milioni.

Finmeccanica si e’ ben difesa venerdi’ nonostante i cali del mercato
Finmeccanica si e’ ben difesa venerdi’ nonostante i cali del mercato grazie ai dati di Atr, controllata congiuntamente con EADS. La societa’ attiva nel settore aerei turboelica ha annunciato un fatturato pari a 1,3 miliardi di euro nel 2008, in crescita dagli 1,1 miliardi dell’anno precedente. Per il 2009 e’ previsto un ulteriore progresso a 1,4 miliardi. Il titolo puo’ contare anche sul positivo report di ieri di Morgan Stanley che ha confermato la raccomandazione overweight. La chiusura di seduta è stata registrata a 11.940 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 11.950 ed un minimo a 11.700 euro I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 2,819,025 pezzi, risultano inferiori a quelli della media settimanale del -29 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 13.050 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 12.055 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 11.350 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

I migliori di ieri: Banco Popolare, Brembo, Fondiaria Sai, Stm

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi STM

Rialzo del 5,6% ieri per Brembo
Rialzo del 5,6% ieri per Brembo. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.970 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.970 ed un minimo a 3.690 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 94,339 pezzi, risultano in linea con quelli della media settimanale, di 90835. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 4.383 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.076 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.696 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Prezzi in rialzo del 4,7% ieri per Fondiaria Sai
Prezzi in rialzo del 4,7% ieri per Fondiaria Sai. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 453,409 pezzi, risultano in linea con quelli della media settimanale, di 431880. La chiusura di seduta è stata registrata a 13.510 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 13.510 ed un minimo a 12.410 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 15.040 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 13.880 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 12.447 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Chiusura di seduta al rialzo ieri per Stm
Chiusura di seduta al rialzo ieri per Stm. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.270 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.335 ed un minimo a 4.125 euro. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 0.6 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 3,619,369 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 7 % circa. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire il proseguimento della correzioni al rialzo intrapresa ieri. La rottura di area 4,35 potrebbe aprire la strada al test di area 4,50. Solo discese sotto 4,10 primo supporto a 4,03, poi discese verso 3,70/72 euro. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

3,3% di rialzo ieri per Banco Popolare
3,3% di rialzo ieri per Banco Popolare. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 6,807,988 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 13 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.245 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.420 ed un minimo a 4.000 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire il proseguimento della correzione al rialzo vista ieri. La rottura di 4,40 potrebbe portare al test di area 5,10. Supporto critico a 4 euro, sotto il quale i prezzi potrebbero scendere fino a 3,80. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

I migliori di ieri : Hera, Finmeccanica, Recordati

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Finmeccanica

Rialzo del 3,8% ieri per Hera
Rialzo del 3,8% ieri per Hera grazie alle dichiarazioni del presidente Tomaso Tommasi di Vignano. Il manager ha dichiarato che nonostante il contesto economico difficile l’utility bolognese dovrebbe archiviare il 2008 con risultati in linea con le attese e quindi soddisfacenti. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.350 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.388 ed un minimo a 1.297 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 2,754,779 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 42 % circa. La rottura di area 1,40 confermerebbe l’intonazione rialzista dimostrata ieri. Target a 1,55. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipervenduto, potrebbe favorire il mantenimento della correzione al rialzo. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Prezzi in rialzo del 2% ieri per Recordati
Prezzi in rialzo del 2% ieri per Recordati. La societa’ ha acquisito per circa 19 milioni di euro l’azienda farmaceutica Herbacos-Bofarma. Herbacos-Bofarma, con sede a Pardubice nella repubblica Ceca, commercializza farmaci appartenenti a diverse aree terapeutiche, anti-infiammatori, analgesici, e dermatologici. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.850 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.940 ed un minimo a 3.733 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 317,608 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 18 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 4.202 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 3.975 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.694 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Finmeccanica iei in controtendenza
Finmeccanica iei in controtendenza grazie al report positivo di Merrill Lynch. L’ufficio studi dell’importante banca d’affari americana ha infatti migliorato la raccomandazione sul titolo portandola da neutral a buy, con contestuale incremento del prezzo obiettivo da 10 a 13,50 euro, il 10-15 per cento al di sopra dei valori correnti. La distanza che separa le due chiusure più recenti è del 2.2 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 4,996,491 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 25 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 11.830 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 12.140 ed un minimo a 11.660 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 13.707 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 12.179 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 10.800 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

I migliori di ieri : A2A, Enel, Telecom Italia

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Telecom Italia Enel

Prezzi in rialzo del 3,3% ieri per Telecom Italia.
Prezzi in rialzo del 3,3% ieri per Telecom Italia dopo le dichiarazioni del presidente della commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, Mario Valducci, il quale ha affermato che Governo e Parlamento sono favorevoli alla separazione della rete fissa, ipotesi che non ha trovato finora l’approvazione degli azionisti della compagnia telefonica. Tra questi ultimi c’e’ Intesa San Paolo il cui responsabile della divisione corporate, Gaetano Micciche’, ha detto che nonostante il contesto difficile Telecom nel 2008 ha rispettato i budget. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.093 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.102 ed un minimo a 1.073 euro. Segnali positivi oltre area 1,10 per un primo target a 1,156. Sotto 1,06 il titolo segnalerebbe un ritorno della debolezza introduttivo a movimenti verso 0,946. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Rialzo dell’1,6% ieri per Enel
Rialzo dell’1,6% ieri per Enel grazie a indiscrezioni in base alle quali starebbe ormai per essere ufficializzata l’acquisizione del 25% di Endesa attualmente in mano al partner Acciona. I 7 miliardi di euro necessari per l’operazione verrebbero forniti da un pool di banche coordinato da Mediobanca. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.380 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.505 ed un minimo a 4.335 euro. Segnali positivi oltre area 4,50 per un primo target a 4,55 e successivo a 4,65. Sotto 4,23 il titolo segnalerebbe un ritorno della debolezza introduttivo a movimenti verso 3,90. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

1,0% di rialzo ieri per A2A
1,0% di rialzo ieri per A2A in vista della riunione del consiglio di sorveglianza del 28 gennaio. Inoltre sembra che la multiutility lombarda sia intenzionata ad acquisire il 10% di Edison attualmente in mano alla Carlo Tassara di Romain Zaleski. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.303 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.339 ed un minimo a 1.284 euro. Segnali positivi oltre area 1,34 per un primo target a 1,37 e successivo a 1,42. Sotto 1,25 il titolo segnalerebbe un ritorno della debolezza introduttivo a movimenti verso 1,18. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

I migliori di ieri : Finmeccanica, Terna, Edison

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi

Rialzo del 3,3% ieri per Edison
Rialzo del 3,3% ieri per Edison che si e’ aggiudicata la concessione ventennale off shore di Abu Qir in Egitto con relativi diritti di esplorazione, produzione e sviluppo. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 6,032,991 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 27 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 0.978 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 0.985 ed un minimo a 0.934 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 1.085 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe tuttavia favorire la comparsa di correzioni al ribasso introdotte dalla violazione del supporto di area 0,94. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.004 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.907 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Prezzi in rialzo dell’1,9% ieri per Finmeccanica
Prezzi in rialzo dell’1,9% ieri per Finmeccanica all’indomani del varo da parte del Parlamento Europeo di una direttiva di coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti nei settori della difesa e della sicurezza. In sostanza viene favorita la creazione di un vero mercato europeo, circostanza da cui Finmeccanica potrebbe trarre vantaggio. La chiusura di seduta è stata registrata a 11.230 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 11.430 ed un minimo a 10.840 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato incerta. In caso di proseguimento del trend al ribasso, target fino a 9.814 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di ribasso indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino la rottura nel breve di 10.577 euro. Il quadro ribassista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 11.826 . Oltre questo livello, limite massimo per eventuali reazioni di breve contro la tendenza attesa, si allenterebbero le pressioni al ribasso. Rimanere tuttavia in attesa di conferme prima di intervenire in acquisto. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Terna si mantiene positiva nonostante il calo del listino
Terna si mantiene positiva nonostante il calo del listino: il titolo approfitta del suo carattere difensivo nonostante i dati usciti questa settimana che hanno mostrato come nel 2008 i consumi elettrici siano diminuiti in Italia per la prima volta dal 1981. La distanza che separa le due chiusure più recenti è del 0.6 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 10,269,142 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 35 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 2.360 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 2.370 ed un minimo a 2.320 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 2.473 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 2.387 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 2.288 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

I migliori di ieri : Tod's, Unipol, Snam Rete Gas

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi

Prezzi in rialzo del 3,5% ieri per Tod’s
Prezzi in rialzo del 3,5% ieri per Tod’s grazie alle parole del presidente Diego Della Valle il quale ha affermato che l’andamento delle vendite nell’ultimo trimestre dell’anno e’ stato positivo. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 90,256 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 139 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 30.340 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 30.350 ed un minimo a 29.170 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 33.912 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 30.866 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 28.925 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Rialzo dell’1,7% ieri per Snam Rete Gas: i petroliferi nel finale sono riusciti infatti a limitare i danni. La prima parte della seduta aveva visto le azioni del comparto in grande difficolta’ a causa della flessione del prezzo del future sul crude quotato al Nymex, sceso in prossimita’ dei 36 dollari/barile, quindi a ridosso dei minimi pre-natalizi a 35,13. Il recupero del derivato fin quasi sui 40 dollari ha poi favorito una parziale rimonta. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.980 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.983 ed un minimo a 3.898 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 4,741,997 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 21 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 4.186 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.019 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.862 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Tenta di resistere alle vendite Unipol
Tenta di resistere alle vendite Unipol che ha approfittato delle indiscrezioni di stampa relative ad alcuni cambiamenti a livello di top management. La chiusura di seduta è stata registrata a 1.220 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 1.256 ed un minimo a 1.175 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 4,434,721 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 71 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 1.415 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.272 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.118 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

I migliori di ieri : Safilo, Intesa Sanpaolo, BP Milano

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi

Rialzo del 4,2% ieri per Safilo
Rialzo del 4,2% ieri per Safilo. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 2,350,684 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 87 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 0.740 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 0.752 ed un minimo a 0.706 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 0.853 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe tuttavia favorire la comparsa di correzioni al ribasso, introdotte dalla violazione dei 0,70 euro. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 0.766 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.670 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Bene ieri Intesa San Paolo
Bene ieri Intesa San Paolo grazie probabilmente alla ormai imminente conclusione della vicenda Alitalia-Air France: la banca guidata da Corrado Passera ha avuto un ruolo chiave nell’operazione a causa del suo duplice ruolo di advisor e azionista di CAI. La chiusura di seduta è stata registrata a 2.653 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 2.700 ed un minimo a 2.610 euro. In base ai movimenti di prezzo registrati nell’ultima seduta il titolo risulta poco interessante. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 0.9 %. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 3.043 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 2.713 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 2.523 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Prezzi in crescita dello 0,6% ieri per BP Milano
Prezzi in crescita dello 0,6% ieri per BP Milano, favorita dalle notizie di stampa del weekend. Secondo le stime pubblicate da un importante quotidiano l’istituto meneghino dovrebbe aver chiuso il 2008 con il margine di interesse in crescita del 2%. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.425 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.520 ed un minimo a 4.413 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 4.829 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.514 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 4.236 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.