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Impregilo

La mossa cinese di Impregilo

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Assicurazioni Impregilo

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Il nuovo accordo di Impregilo con Shanghai Electric Group, Mandarin Capital Partners e China Development Bank Securities (CDBS) rappresenta nuova linfa per il general contractor italiano alle prese con una crisi del settore della dissalazione in Medioriente. Il rilancio è di rango: l’obiettivo ora è la leadership globale, la creazione di una joint venture che diventi il più importante costruttore di dissalatori del Mondo in un’epoca proiettata verso una carenza strutturale di acqua potabile e investimenti crescenti nella dissalazione. Secondo alcune stime gli investimenti globali nella desalinizzazione delle acque potrebbero raddoppiare dagli attuali 8,3 miliardi di dollari a 16,6 miliardi di dollari in soli sei anni.

Si tratta di un’attività insomma più che promettente, anche se capital intensive e non esente da rischi come dimostrato da quanto si legge nella prima semestrale del gruppo che attribuisce al persistere della fase di stagnazione economica il posticipo dell’avvio di nuovi progetti nel settore della dissalazione. Il portafoglio ordini del semestre parla di un residuo da 189,7 milioni di euro distribuiti su vari progetti (Jebel Ali, Taweelah, Ras Abu Fontas, Shualba North) tutti in Medio Oriente in Qatar e negli Emirati Arabi. Si parla di un’incidenza del 30% sul portafoglio ordini complessivo del settore Impianti che Impregilo segue con Fisia Italimpianti. E’ dunque quello della dissalazione un settore chiave per le prospettive di un gruppo che ha i numeri per competere anche in questo campo. D’altra parte a Fisia Italimpianti si deve almeno il 20% della capacità di dissalazione (600 MIGD) del Golfo.

Né bisogna dimenticare del gruppo guidato da Alberto Rubegni le altre attività nel settore delle infrastrutture. In questi giorni di attenzione per la Libia sul caso Unicredit si è tornato alla gara per l’aggiudicazione delle infrastrutture per 5 miliardi di dollari previste dall’accordo tra Italia e Libia del 2008. Alla realizzazione di un’autostrada che da sola assorbirà gran parte dei finanziamenti romani Impregilo parteciperà in gara con la CMC di Ravenna contrapponendosi ad altri rivali di primo piano come Salini-Todini, Astaldi o il Gruppo Gavio.

Neanche un mese dopo la chiusura del primo semestre il gruppo ha inoltre annunciato di aver vinto una concessione in Colombia per l’ampliamento dell’”Autostrada del Sole” locale. Un maxi-contratto da 3,7 miliardi di dollari di cui il 40% di quota Impregilo. Una concessione per 25 anni comprensiva di pedaggi e contributo pubblico. Basta superare poi lo Stretto di Panama che la stessa Impregilo prevede di completare entro la fine del 2014 per giungere negli States, dove il presidente del general contractor italiano Massimo Ponzellini ha auspicato di recente nuovi affari grazie ai nuovi incentivi promessi dall’Amministrazione Obama. D’altra parte il gruppo già è uno dei leader del mercato a stelle e strisce dei tunnel idraulici: ha già realizzato un progetto interessante a Portland, sta lavorando a Las Vegas e punta anche su New York sempre in questo genere di impianti.

Come invece risulta dai dati dell’Ance la situazione italiana, nel campo delle infrastrutture, rimane al contrario assai incerta. Il fatturato degli operatori del settore nel 2009 è sceso del 10,2% a 6,2 miliardi di euro a fronte di ricavi all’estero sempre più consistenti. In media le big italiane capaci di operare nei mercati globali hanno accresciuto il loro giro d’affari sugli altri mercati lo scorso anno del 140% e Impregilo rappresenta uno dei protagonisti di questa crescita. Il complicato e non ancora risolto dossier dello smaltimento dei rifiuti in Campania e diversi altri progetti italiani che hanno incontrato più di un inceppo hanno creato un mix negativo con il farraginoso sistema burocratico del Bel Paese e contro la difficoltà oggettiva di realizzare in Italia progetti infrastrutturali di ampio respiro. Il problema dicono diversi osservatori in Italia rimangono i tempi, tempi troppo lunghi per realizzare grandi opere.

Citylife: geometrie variabili negli assetti azionari

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Impregilo

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Giornate effervescenti per Massimo Ponzellini alle prese con diversi dossier milanesi di primo piano e non solo. L’uomo che ha chiuso l’era Mazzotta in Bpm diventando il numero uno di Piazza Meda e mantenendo la presidenza del primo general contractor d’Italia, ossia di Impregilo, è saldo al centro di un crocevia di progetti e poteri.

Citylife, un colossale progetto immobiliare che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città di Milano per l’Expo 2015, è ancora al centro di scosse di assestamento tra banche, immobiliaristi e costruttori di varia opinione. Venerdì scorso, secondo diversi osservatori, il titolo di Impregilo ha perso l’1,67% perché si era diffusa la voce dell’interesse del gruppo per la quota dei Toti (Lamaro Appalti). Gli immobiliaristi che a Roma hanno costruito un’Ikea e sono al centro di mille progetti, a Milano hanno già annunciato di volere lasciare ad altri il progetto di Citylife.

Secondo quanto rivela Il Sole 24 Ore di ieri sul 20% messo in vendita dai Toti avrebbero già delle mire Generali e Allianz. Pare che un intervento di questi finanziatori dalle spalle larghe possa davvero sbloccare un finanziamento da 1,4 miliardi di euro che potrebbe imprimere tutt’altra marcia ai lavori nell’area dell’Ex Fiera.

Il ruolo di Impregilo, in questo contesto sarebbe però incentrato su un altro aspetto del progetto, ossia su quel 50% del general contractor di Citylife che è controllato dai Lamaro ed è in vendita. Come dicevamo Ponzellini è attualmente presidente di Impregilo interessata a questo incarico di general contractor in uno dei principali progetti meneghini. Ponzellini è però anche presidente di Bpm che, tramite Banca Akros, è l’advisor dei Toti per la difficile cessione degli interessi in Citylife.

In un modo o nell’altro insomma il futuro della ex-Fiera passa per la scrivania di Ponzellini. I Ligresti, secondo quanto riferito dallo stesso Ponzellini qualche giorno fa, non hanno intenzione di uscire dal progetto: L’incognita del Pgt, il piano di governo del territorio milanese che regolamenterà l’urbanistica all’ombra della Madunina in vista dell’Expo e (si spera) oltre, rimane una parte non trascurabile dei piani messi appunto da questi investitori a geometrie variabili.

Il vero problema rimane, però, quello di vendere gli appartamenti che questi progetti faraonici sforneranno: un problema non dissimile da quelli che gli stessi investitori stanno affrontando nei progetti di Risanamento sempre a Milano. Si parla di un prezzo di 8 mila euro al metro quadro in un momento incerto per il mercato e di mezzo milione di metri cubi da edificare in poco tempo. Sicuramente i big della finanza tricolore riuniti in Eurohypo (da Mediobanca alla stessa Bpm, da Unicredit a Intesa) non vogliono perderci e valutano con attenzione il finanziamento di quegli 1,4 miliardi di euro.

Impregilo: nuove ipo-tesi brasiliane scaldano il titolo

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Impregilo

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Dopo le ultime due sedute di ripiegamento, le recenti indiscrezioni “brasiliane” cadono a fagiolo per il titolo Impregilo. Il general contractor specializzato in grandi infrastrutture aveva fatto un passo indietro dopo quasi due mesi di recuperi e i prezzi erano scivolati sotto i 2,55 euro (top di novembre) con un minimo di ieri a 2,46 euro che violava anche la barriera dei 2,47 euro (livello sui quali si erano attestati i minimi dell’altro ieri e del 30 dicembre scorso).

Le voci di prossima quotazione della partecipata brasiliana Ecorodovias danno, però, nuovo carburante ai corsi e sicuramente incoraggiano i rialzi del 2,6% che a metà mattinata Impregilo accumula a Piazza Affari. Un lusinghiero report di Intermonte e diversi articoli sul web e sulla carta stampata approvano, infatti, una eventuale quotazione di Ecorodovias a San Paolo in vista delle Olimpiadi brasiliane del 2016. L’ipo di una delle più importanti concessionarie autostradali sembra un’occasione ghiotta perché, nonostante Impregilo ne controlli “solo” il 35%, secondo stime del quotidiano MF la partecipazione dell’italiana potrebbe arrivare a valere ben 630 milioni di euro. Ecorodovias ha chiuso i primi nove mesi del 2009 con ricavi da 305,2 milioni, un ebit da circa 138 milioni di euro e un utile da oltre 55 milioni: tutte voci del conto economico in crescita, come i margini reddituali del concessionario.

Impregilo appare però impegnata su molti altri fronti. Qualche paura si è registrata in questi giorni con la decisione del governo di Ugo Chavez di svalutare il bolivar venezuelano: la società italiana, che ha in Venezuela commissioni miliardarie, ritiene però che, in un bilancio tra crediti e debiti, l’impatto sui propri conti sia limitato.

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Impregilo punta alla quota di Toti in Citylife

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Impregilo

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Impregilo poco mossa a fine mattinata. Il titolo sta consolidando al di sotto del massimo della scorsa settimana a 2,40 euro in attesa dello spunto capace di spingere i prezzi oltre detto livello e quindi di riattivare il rimbalzo originato dal minimo di fine novembre in direzione di 2,55 almeno.
Nel corso della settimana passata sono emerse indiscrezioni riguardanti un possibile interessamento per Citylife, il progetto di riqualificazione immobiliare dell’area ex-Fiera Milano. L’operazione sarebbe stata elaborata da Mediobanca al fine di consentire al gruppo Ligresti di assestare la propria posizione finanziaria mediante la vendita del 26,67% di Citylife controllato attraverso Immobiliare Milano Assicurazioni. In tal modo si sarebbe anche stabilizzato l’azionariato di Impregilo dato che Ligresti, socio della controllante Igli, non avrebbe piu’ avuto interesse a smobilizzare la sua partecipazione nel gruppo attivo nel settore delle costruzioni per fare cassa. Ligresti aveva pero’ smentito la sua intenzione di cedere la quota in un progetto in cui crede molto.

In un secondo momento è poi apparsa l’ipotesi di una possibile offerta di acquisto per il 20% di Citylife in mano alla Lamaro Appalti della famiglia Toti che però si è rifugiato in un no comment.

In base alle ultime indiscrezioni di stampa nel cda di ieri Impregilo avrebbe comunque deciso di approfondire l’ipotesi di offerta nei confronti della Lamaro, che oltre al 20% di Citylife possiede anche il 50% del general contractor per la realizzazione delle opere.
Sempre secondo i rumor non sarebbe stata del tutto accantonata l’ipotesi di acquisizione del 100% del general contractor, anche se l’ipotesi per il momento rimane in stand-by. Le risorse finanziarie per mettere a segno l’operazione dovrebbero giungere anche dal pagamento dei costi sostenuti per la costruzione del termovalorizzatore di Acerra (400 milioni).

Impregilo-Fonsai: voci di cambiamento in Citylife

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Niente di ufficiale, ma di certo le nuove ipotesi sul futuro di Citylife in Borsa si sentono. Stamane il quotidiano MF ha infatti tirato fuori un’ipotesi molto verosimile che sui corsi di Fondiaria Sai e Impregilo già si sente con ribassi dell’1,21% e dello 0,43% rispettivamente.

Il teorema sarebbe questo: Impregilo compra il 25% di Citylife da Ligresti (Fondiaria Sai-Milano Assicurazioni) e rilancia il progetto alleggerendo anche un po’ del debito del costruttore. Attualmente Ligresti avrebbe spalmato tra i suoi vari gruppi debiti per circa 900 milioni di cui quasi la metà alle stesse banche che hanno in pegno le azioni di Citylife. Si tratta dei soliti grandi: Unicredit, Intesa e Popolare di Milano che ora potrebbero chiudere il cerchio e rilanciare il progetto che vuole costruire tre grandi grattacieli al posto della vecchia Fiera di Milano.

Citylife avrebbe attualmente un debito di circa 500 milioni di euro, ma sembra che i costi del progetto possano lievitare fino a 1,5 miliardi di euro. La gara indetta dalla quotata Fiera Milano fu aggiudicata nel 2004 dalla cordata Citilife per 523 milioni di euro e sembra che la valutazione degli immobili oggi si aggiri su una media 8 mila euro al metro quadro. Così almeno ha detto Antonio Talarico, numero uno di Immobiliare Lombarda lo scorso aprile, difendendo dei prezzi che le prenotazioni confermerebbero come sostenibili. Poco dopo, a maggio, Claudio Artusi è diventato il nuovo amministratore delegato di Citylife lasciando la stessa carica ricoperta prima in Fiera Milano. Ma oggi City Life di chi è?

I soci, oltre ai Ligresti, sono Generali, Allianz e Lamaro Appalti, la società della famiglia Toti. Sicuramente l’operazione è complessa e

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Infrastrutture: quanti dossier portano a Ponzano

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L’attenzione del Governo e del mercato si focalizza in questi giorni sulle infrastrutture e ancora una volta un ruolo di primo piano sembra giocato in questo settore dalla famiglia Benetton. Il gruppo di Ponzano Veneto che controlla Atlantia, Autogrill, quote importanti di Gemina (quindi degli Aeroporti di Roma) e di Impregilo, oltre a diversi altri asset nel settore aeroportuale e ferroviario non poteva d’altronde rimanere estraneo ai progetti di rilancio infrastrutturale italiano.

Le recenti delibere del Cipe che finanzieranno opere fondamentali un po’ in tutto il Bel Paese (dalla Pedemontana lombarda al Ponte sullo Stretto) vedranno, infatti, Impregilo spesso al primo posto fra i beneficiari dei finanziamenti.

Non meno importante è il ruolo degli stessi Benetton nel settore aeroportuale, dove la famiglia di Ponzano Veneto controlla una quota importante di Gemina (e quindi della sua controllata Aeroporti di Roma) e ha di recente tirato un po’ la giacca ai soci dicendosi pronta a supportare un aumento di capitale da oltre 500 milioni di euro, se necessario. Anche in questo caso il travagliato via libera all’aumento delle tariffe aeroportuali giunge gradito in un momento delicato per il riassetto del traffico aereo italiano. Altri interessi ancora portano la famiglia veneta nel business delle ferrovie (Eurostazioni-Grandi Stazioni).

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Impregilo: poco entusiasmo dopo offerta per Canale di Panama

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Impregilo

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Riceviamo da Ferry Boat e con piacere pubblichiamo

Lieve rialzo per Impregilo all’indomani dell’apertura delle buste per la gara relativa al contratto per l’ampliamento del Canale di Panama. L’offerta presentata dal consorzio formato dalla societa’ italiana (con una quota del 48%) e dalla spagnola Sacyr Vallehermoso e’ risultata essere la piu’ appetibile, almeno dal punto di vista finanziario.

La richiesta e’ infatti pari a 3,12 miliardi di dollari, nettamente inferiore a quelle degli altri due concorrenti, il gruppo Bechtel (4,19 miliardi) e la cordata formata da Acs, Acciona, Fcc e Hochtief (5,98 miliardi) e anche al valore massimo indicato dall’Autorita’ del Canale di Panama (3,48 miliardi).
Resta ora da vedere se anche dalla verifica tecnica il progetto presentato da Sacyr e Impregilo risultera’ competitivo nei confronti degli altri due. E’ abbastanza sorprendente, pero’, osservare la differenza di performance tra le due societa’ interessate: mentre Impregilo avanza di appena mezzo punto percentuale, Sacyr Vallehermoso sale di oltre il 12% a Madrid. In ogni caso l’aggiudicazione del contratto costituirebbe un bel colpo per Impregilo, dato che la quota di sua competenza ammonterebbe a circa 1,1 miliardi di euro. A fine marzo il portafoglio ordini derivanti da contratti ammontava a 9,1 miliardi di euro.
Si tratta di un periodo favorevole per Impregilo dato che a fine giugno ha siglato contratti per un controvalore totale di 360 milioni di euro per la realizzazione di opere infrastrutturali e di urbanizzazione nelle citta’ libiche di Tripoli e Misurata.

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Impregilo: soci a un passo dall’accordo, incertezze sull’opa

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Impregilo Ligresti Salvatore Benetton family

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Il titolo Impregilo ieri ha fatto un bel balzo del 4,78% attirando l’attenzione del mercato. Certo in parte avrà contribuito il giudizio positivo di Exane sulla società (da neutral ad outperform con prezzo obiettivo a 2,9 euro dai 2,41 della chiusura di ieri) ma probabilmente anche la complessa dialettica tra i soci principali riuniti nella holding Igli ha avuto la sua influenza.

Igli controlla una soglia del 29,86% del capitale e quindi si trova a un passo dall’opa obbligatoria che scatta sulla soglia del 30 per cento. Ovviamente non si tratta di un caso e sicuramente la società in queste condizioni può dirsi saldamente controllata dalla Igli che può in ogni momento far scattare l’opa con pochi acquisti e quindi ripararsi da eventuali scalate ostili.

Ma chi c’è in Igli? La società riunisce le quote dei Benetton, dei Gavio e dei Ligresti e permette loro di controllare il più grande gruppo di costruzioni italiano. Impregilo si occupa, infatti, di grande infrastrutture come autostrade, ponti, impianti di smaltimento dei rifiuti e altro ancora. Proprio nel settore delle Autostrade il gruppo è cresciuto molto negli ultimi anni con importanti progetti in Brasile, Argentina e, fra non molto, anche in Libia dove la società costruirà un’importante arteria stradale che dovrebbe parzialmente ripagare il Paese africano dei danni subiti durante il colonialismo italiano.

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Impregilo punta su Panama e sui paesi del greggio

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Impregilo Ligresti Salvatore Benetton family

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Impregilo cede oggi alle vendite diffuse sul mercato e ripiega in direzione di quota 2,19 euro violando i supporti di quota 2,20 che avevano arginato i più recenti ribassi, ora il prossimo target ribassista di breve si pone in area 2,16 o anche a quota 2,14. Difficile dire se siano le notizie riguardanti l’acquisizione di nuovi documenti dalla controllata di Acerra Fibe da parte della Guardia di Finanza o le indiscrezioni su un nuovo patto sindacale tra i soci a muovere i prezzi.

Di certo, da un mero punto di vista grafico, si può osservare che l’urto contro le resistenze di area 2,32 euro ha respinto i corsi in un movimento di ritracciamento la cui ampiezza è ancora difficile da stabilire. Cionostante le pressioni rialziste degli ultimi mesi dopo i minimi di marzo sono innegabili e forse anche dettate dai buoni risultati del primo trimestre.

C’è da considerare, soprattutto sulla componente dei ricavi passati dai 581,5 milioni di euro del primo trimestre 2008 ai 724 milioni del primo quarto del 2009, che sono presenti dei fattori di crescita stagionali. Fattori che influenzano anche il passaggio della posizione finanziaria netta da un saldo positivo per 42 milioni a dicembre a uno negativo per 63,5 milioni allo scorso 31 marzo. Oltretutto la pfn era negativa per quasi 129 milioni di euro nel primo trimestre del 2008.

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I migliori di ieri : Fiat, Geox, Impregilo

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Fiat Impregilo

Rialzo del 6,8% ieri per Fiat
Rialzo del 6,8% ieri per Fiat che ha assorbito con disinvoltura la decisione di Goldman Sachs di ridurre da 9 a 7 euro il prezzo obiettivo sul titolo, confermando pero’ la raccomandazione buy in quanto il titolo viene attualmente scambiato a prezzi decisamente inferiori al nuovo target. Il titolo continua a beneficiare dell’effetto positivo fornito dall’approvazione giunta nella settimana scorsa degli incentivi al settore auto da parte del governo. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.610 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.610 ed un minimo a 4.353 euro. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 73,375,520 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 36 % circa. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 5.795 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.724 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 3.732 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Performance positiva ieri per Impregilo
Performance positiva ieri per Impregilo (+0,5%) nel giorno dell’inaugurazione del Passante di Mestre. Nell’occasione il premier Berlusconi ha rilanciato il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, per il quale Impregilo si era aggiudicato la gara sul general contractor. Le quotazioni sono state in grado di alimentare il rally attivo dai bottom di fine gennaio in direzione delle importanti resistenze di area 2,30 euro. La chiusura di seduta è stata registrata a 2.130 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 2.160 ed un minimo a 2.085 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 2.458 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe tuttavia favorire nel breve la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 2.176 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.922 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Denaro ieri su Geox
Denaro ieri su Geox che ha confermato il segnale grafico rialzista inviato venerdi’ scorso con il superamento della resistenza a 4,50 euro circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 4.678 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 4.763 ed un minimo a 4.460 euro. La distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 5.2 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 1,199,567 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 109 % circa. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 5.483 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe favorire la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 4.849 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 4.180 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.