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Impregilo

I migliori di ieri : Luxottica, Impregilo, Saras

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Impregilo

Si mantiene positivo Luxottica nonostante la debolezza del mercato
Si mantiene positivo Luxottica nonostante la debolezza del mercato: la distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 0.2 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 826,412 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 11 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a 14.260 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 14.480 ed un minimo a 13.710 euro. Il titolo dovra’ superare le resistenze a 16,5 euro, livello chiave nello scenario di breve medio periodo, per poter mantenere vivo il rialzo. La permanenza dei corsi al di sopra dei 14 euro garantirebbe la possibilita’ di un nuovo attacco nell’immediato al citato ostacolo oltre il quale si creerebbero i presupposti per un allungo in direzione degli obiettivi a 18,70 e 20 euro circa. Flessioni sotto area 14 invece introdurrebbero il test a 13,38/0 euro, ultimo baluardo chiamato a scongiurare il ritorno sui minimi dello scorso mese in area 12,70. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento. Recentemente la societa’ aveva resi noti i dati trimestrali con ricavi in crescita del 12,8% a tassi costanti e del 5,3% a cambi correnti per un totale di 1,212 miliardi. Nonostante la crisi globale l’amministratore delegato Andrea Guerra in occasione della presentazione dei dati ha annunciato per il quarto trimestre un margine operativo lordo in aumento rispetto allo stesso periodo del 2007 ed una generazione di cassa che per l’intero 2008 dovrebbe essere di 360-380 milioni.

In netta controtendenza ieri Impregilo
In netta controtendenza ieri Impregilo in vista degli stanziamenti governativi in materia di infrastrutture. 16 degli 80 miliardi di euro che lo Stato mettera’ sul piatto per sostenere l’economia dovrebbero infatti andare a interessare il settore. Ricordiamo che Impregilo e’ general contractor per il ponte sullo Stretto di Messina, uno dei cavalli di battaglia del premier, Silvio Berlusconi. La distanza che separa le due chiusure più recenti è del 5.5 %. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L’indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 2.495 euro. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 2.096 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.825 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Prosegue il rimbalzo di Saras
Prosegue il rimbalzo di Saras: la distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 5.3 %. I volumi scambiati nell’ultima seduta, di 1,821,080 pezzi, risultano in linea con quelli della media settimanale, di 1853197. La chiusura di seduta è stata registrata a 3.075 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 3.078 ed un minimo a 2.920 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 3.467 euro. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe tuttavia favorire nel breve la comparsa di correzioni al ribasso. L’obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 3.146 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 2.808 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento. Il mercato premia il titolo per i dati positivi con i quali la societa’ ha archiviato i primi mesi dell’anno. Saras ha infatti chiuso i primi nove mesi del 2008 con un utile netto adjusted pari a 232,2 milioni di euro, con un miglioramento del 13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi nel periodo ammontano a 6,954 miliardi, in crescita del 43% rispetto ai 4,878 miliardi fatturati nei primi 9 mesi del 2007. Il margine operativo lordo comparable e’ stato pari a 469 milioni, in crescita dell’+8%, e il risultato operativo comparable e’ stato pari a 348,5 milioni, in aumento del 10%. Il presidente del gruppo, Gian Marco Moratti, a dispetto della crisi economica globale, crede “che lo scenario di breve termine per le raffinerie ad alta complessita’ continuera’ ad essere positivo, a causa sia della domanda sostenuta dei distillati medi, che della potenziale scarsita’ di offerta degli stessi nel mercato europeo, originata principalmente dall’imminente cambio delle specifiche del diesel”.

i migliori di venerdi': Impregilo, Buzzi Unicem, Lottomatica

pubblicato da AleOne in: I titoli di oggi Impregilo

Rialzo dell’11,9% venerdi’ per Impregilo
Prosegue il rally di Impregilo, in rialzo dell’11,9% venerdi’ per Impregilo, nonostante le dichiarazioni del presidente Massimo Ponzellini, secondo il quale non ci sono trattative in corso con i fondi libici per un eventuale loro ingresso nel capitale della societa’ attiva nel settore costruzioni. La chiusura di seduta è stata registrata a 2.070 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 2.080 ed un minimo a 1.845 euro. Il titolo ha avuto la meglio sulle resistenze a 1,95 euro e ora appare ben posizionato per estendere il progresso fin sui 2,15 e quindi sui 2,45. L’RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 1.584 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Prezzi in crescita del 9,2% venerdi’ per Lottomatica
Prezzi in crescita del 9,2% venerdi’ per Lottomatica. La chiusura di seduta è stata registrata a 18.250 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 18.270 ed un minimo a 16.810 euro. Il rialzo di Lottomatica ha riattivato il movimento ascendente in forza dal minimo della prima meta’ del mese e superato le resistenze a 17,80/85 euro. Ora il titolo ha ottime chance di estendere il rally verso area 19, con target successivo a 19,90. La condizione dell’RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe tuttavia favorire nel breve la comparsa di correzioni al ribasso, che diverrebbero pericolose per la tenuta del rialzo solo al di sotto di area 16,80. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di ridimensionamento.

Bene intonata venerdi’ Buzzi Unicem
Ben intonati venerdi’ i titoli del comparto cemento. Buzzi Unicem in particolare si e’ avvicinata agli ostacoli posizionati sui 9,85 euro. La chiusura di seduta è stata registrata a 9.460 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a 9.580 ed un minimo a 8.755 euro. Oltre 9,85 si creerebbero le premesse per assistere a un attacco ai 10,35/40 resistenza strategica in ottica di medio periodo. Una vittoria oltre quest’ultima decreterebbe infatti il completamento di un doppio minimo con target a 12,50. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all’analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell’indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull’indice di riferimento sono di rialzo.

Opa Impregilo: non è detto che ci sia il premio

pubblicato da Ferry Boat in: OPA per tutti Azioni Italia Impregilo

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Impregilo monta in testa alla classifica dei rialzi dell’S&P/Mib. Una pioggia di acquisti riporta il titolo a quota 4,37 euro con un guadagno del 4,24 per cento. A suggerire gli investimenti su uno dei più importanti costruttori italiani sono le ipotesi di opa da parte degli azionisti di Igli, holding di controllo che possiede poco meno del 30% del capitale della società.

Un articolo pubblicato sabato dal Sole 24 Ore ha infatti evidenziato che a questi prezzi il titolo della società presieduta da Massimo Ponzellini viaggia sopra il valore dell’equity swap che consentirebbe agli azionisti di Igli (Benetton, Gavio e Ligresti) di comprare fino al 3% del capitale del gruppo a un prezzo di 4,16 euro a titolo. Questo comporterebbe il superamento della soglia del 30% e il lancio di un’offerta su tutto il capitale di Impregilo.

Corollario di questa manovra sono gli acquisti di oggi ossia la scommessa su un eventuale premio sui corsi attuali in caso di lancio dell’opa. In realtà il Testo Unico della Finanza prevede che in caso di superamento della soglia del 30% del capitale l’offerta sia promossa “a un prezzo non inferiore alla media aritmetica fra il prezzo medio ponderato di mercato degli ultimi dodici mesi e quello più elevato pattuito nello stesso periodo dall’offerente per acquisti di azioni della medesima categoria”. Ora il prezzo medio ponderato di Impregilo è di 4,17 euro (quello standard sarebbe di 4,7). L’equity swap di Igli permette a questa holding di comprare a 4,16 euro i titoli della società di costruzioni. A conti fatti dunque il prezzo dell’opa di Igli potrebbe piazzarsi molto al di sotto dei prezzi di oggi e permettere a Benetton&company di lanciare un’offerta ben lontana dai 4,3 euro. Questo lascerebbe molti investitori con il cerino in mano.

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Il nuovo Governo scalda i grandi costruttori

pubblicato da Ferry Boat in: Utilities Azioni Italia Ansaldo Impregilo Autostrade

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Il maggiore effetto delle ultime elezioni sulle azioni di Piazza Affari si è sentito sui titoli del comparto delle costruzioni. Impregilo, Buzzi Unicem, Italcementi e oggi Ansaldo e Astaldi hanno messo a segno consistenti rialzi (ma qualcuno su Buzzi Unicem ha già avviato i realizzi), dimostrando che il mercato crede a un rilancio con il nuovo Governo delle grandi opere infrastrutturali di cui il Bel Paese ha bisogno oggi più che mai.

Se infatti il quotidiano Finanza e Mercati ha commentato i risultati in Borsa delle urne dicendo che l’”effetto elezioni” è stato affievolito notevolmente dalle perdite dei listini stranieri e dai record del petrolio nei giorni della vittoria del Cavaliere, un rialzo del comparto delle costruzioni in concomitanza con il voto appare innegabile. Il peso della congiuntura non proprio rosea dei mercati globali sul comparto bancario, che in Italia pure è molto legato ai progetti di nuove infrastrutture, sembra confermare infatti una certa prudenza degli investitori. Lo stesso dicasi per Mediaset che, invece di avvantaggiarsi della vittoria di Silvio Berlusconi, ha perso qualcosa ieri e parecchio oggi.

Le critiche del quotidiano il Giornale all’amministrazione del centrosinistra (un titolo recitava “Italia bloccata: 4 opere finite su 137″) un po’ forti sembrano quindi alla prova dei fatti confermate dall’opinione dei mercati.

D’altra parte il Pdl ha dichiaratamente messo fra le priorità della nuova azione di Governo la realizzazione delle pedemontane lombarda e veneta (vedasi rialzi di Autostrada Torino Milano), del Ponte sullo Stretto (vedasi i rialzi di Impregilo) e dell’alta velocità ferroviaria (Astaldi e Ansaldo potrebbero avere in queste opere un ruolo di primo piano). Di là dalla valutazione politica sull’utilità di alcune di queste opere (la Tav che il Pd approvava era contestata dall’Arcobaleno insieme al Mose di Venezia e al Ponte sullo Stretto), una considerazione merita di essere svolta.

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Impregilo, l'opa di Igli e l'"affaire monnezza"

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Impregilo

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Ironia della sorte, dopo le “trascuratezze” grottesche e paradossali che già hanno costellato il dramma dei rifiuti campani, ieri l’udienza preliminare che doveva mandare a giudizio (fra gli altri) gli ex vertici di Impregilo e il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino è slittata di nuovo a causa di uno sciopero degli avvocati. Anche oggi un’assenza di alcuni importanti deputati forzisti ha fatto mancare in Senato i voti necessari a far passare una mozione con la quale sarebbe stato sciolto il Consiglio regionale della Campania. Uno scioglimento causato proprio da quell’”affaire monnezza” nel quale un ruolo di primo piano è stato svolto da Impregilo.

Quest’ultima in passato era stata incaricata di gestire il famigerato e incompiuto termovalorizzatore di Acerra ed è stata poi condannata dal GIP a un sequestro cautelare di diverse attività, a vario titolo rientranti nel progetto di smaltimento dei rifiuti campani, per un totale di quasi 750 milioni di euro. Si tratta di una somma da capogiro che in termini proporzionali equivale a circa cinque volte gli utili annuali del gruppo e a quasi un quarto dei suoi ricavi. Una cifra tanto grossa da segare le quotazioni della società da quasi 7 euro a 5,6 euro.

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Impregilo nel mirino dei fondi

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Impregilo

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Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo

Situazione a rischio per Impregilo. Il titolo della società di costruzioni guadagna a Piazza Affari sulla scia delle notizie giunte dalla Francia, dove il big del settore Lafarge ha annunciato l’acquisizione dell’egiziana Orascom Cement per una cifra pari a 8,8 miliardi di euro dall’imprenditore Naguib Sawiris.

Ma non è solo questo a spingere al rialzo le quotazioni del titolo, oggetto a quanto pare di acquisti diffusi da parte di alcuni hedge fund. Il gruppo vedrebbe quindi avvicinarsi a passo sempre più spedito le cosiddette locuste, cioè quei fondi che non si limitano più soltanto ad investire nelle società, ma le divorano con l’obiettivo ultimo di influenzarne strategia e governance.

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Impregilo cerca di voltare pagina

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Azioni Italia Impregilo

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Impregilo prende la strada del rialzo a Piazza Affari. L’azione del colosso italiano delle costruzioni, dopo avere bruciato in un mese in Borsa oltre il 23% del proprio valore, sembra essere riuscita a ridestare l’interesse del mercato. A suggerire gli acquisti potrebbero essere stati alcuni articoli della stampa finanziaria che mettono in evidenza due buone notizie per la società presieduta da Massimo Ponzellini.

La prima riguarda l’ultimo “colpaccio” sudamericano che a breve dovrebbe portare nel portafolgio della controllata brasiliana Ecorodovias altri 400 chilometri di autostrade dello Stato del Paranà. Con questa nuova acquisizione la società cogestita con il socio Primav e controllata per il 35% del capitale da Impregilo potrebbe tentare un salto di qualità nelle proprie attività sudamericane. Impregilo arriverà infatti a gestire quasi 2.000 chilometri di autostrade nel Paese guidato da Luis Inacio Lula da Silva (secondo il Sole 24 Ore attualmente ne gestisce 1571 chilometri).

Ma le notizie che più sembrano avere incoraggiato gli acquisti sul titolo riportano in Italia e più precisamente in Campania.

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Impregilo, ecco quanto costa un bidone

pubblicato da Ferry Boat in: Utilities Azioni Italia Impregilo

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Impregilo oggi rimbalza in borsa riportandosi su quota 5,17 euro ad azione con un guadagno del titolo di un punto percentuale. Certo i sei euro di qualche mese fa sono lontani e soprattutto la sanzione da 750 milioni di euro imposta alla società dal Gip di Napoli Rosanna Saraceno e confermata dal Tribunale del Riesame per il caso delle “ecoballe” campane sembra una mina a tempo posta sui conti della società. Venerdì tre agosto, anzi, i primi sequestri per 90 milioni sono scattati ai danni dei conti correnti bancari di Impregilo e delle sue controllate Fisia Impianti, Fibe e Fibe Campania.

La società nel frattempo ha ribadito il mandato di advisory a Mediobanca e l’intenzione di uscire da un business, quello dei rifiuti, che si è rivelato più pericoloso che redditizio. Eppure sulla carta i numeri c’erano tutti. Il business dei rifiuti in Campania poteva davvero essere un grande affare per Impregilo. A 4,2 centesimi circa di euro per chilo di rifiuti smaltito, le oltre 7 mila tonnellate di monnezza che la Campania produce ogni giorno potevano fruttare oltre 111 milioni di euro l’anno.

Un affare, insomma, molto redditizio, anche perché il 40% circa dei rifiuti smaltiti dalle due Fibe e dai loro impianti sarebbe stato trasformato in ecoballe (vengono chiamate CDR) da mettere nei termovalorizzatori per un ulteriore incasso di oltre 100 mila euro al giorno con le tariffe Cip/6. Il problema è che tutto questo non è mai avvenuto.

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Impregilo: per i rifiuti campani ci vuole un prefetto

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Notizie Persone & fatti Persone Azioni Italia Impregilo Politica Ligresti Salvatore

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Impregilo chiama Bruno Ferrante, ex Prefetto ed ex-candidato sindaco di Milano, alla gestione del suo più spinoso problema del momento: i rifiuti campani. Un problema che per la società che ha nel board cognomi illustri della finanza italiana come Ligresti e Gavio è davvero grave, dal momento che ha comportato il sequestro di linee di credito per 750 milioni di euro e l’interdizione da ogni contratto per la gestione dei rifiuti con la pubblica amministrazione per un anno. Per capire quanto sia centrale la questione per Impregilo basta guardare il grafico del titolo: i prezzi nel giorno dell’annuncio delle sanzioni sono praticamente precipitati.

D’altra parte si parla di un caso di rilievo persino europeo, dopo lo sconcerto espresso dalle istituzioni comunitarie per l’emergenza dei rifiuti campani. Ma Impregilo che c’entra? C’entra eccome. Perché Impregilo è la società che dovrebbe costruire il contestatissimo termovalorizzatore di Acerra. Impregilo è soprattutto la società che doveva raccogliere i rifiuti e trasformarli in Cdr, ossia trattarli perché fossero adatti ad essere bruciati da un termovalorizzatore. Non risulta invece che tutto questo sia stato fatto. Anzi, secondo la stampa e come risulta pure da un’audizione alla Camera del sostituto procuratore delle Repubblica presso il tribunale di Napoli Giuseppe Noviello, “l’esito di queste relazioni chimiche è stato negativo”. Lo ha raccontato nel febbraio 2005 Noviello a Tommaso Sodano, presidente della Commissione parlamentare che seguiva il caso. “Il potere calorifico – ha detto Sodano - che è uno dei parametri che consente di configurare la balla come CDR, era inferiore a quelli di legge. Così ancora i parametri dell’umido e, in alcuni casi, anche altre sostanze, come ad esempio il cromo, sono state rilevate fuori parametro”. In termini meno tecnici nella maggior parte dei casi analizzati dalla Procura di Napoli e dai suoi consulenti quelle che dovevano essere delle balle di rifiuti trattate per non nuocere erano delle balle di rifiuti punto e basta.

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Adr, non decolla l'utile. Ma a Gemina la tensione fa bene

pubblicato da Ferry Boat in: Persone & fatti Up & Down Persone De Benedetti Family Banche Azioni Italia Impregilo

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In controtendenza a un mercato sottotono oggi Gemina guadagna oggi ancora qualcosina a piazza Affari. L’ultima novità è stata il bilancio della controllata Adr sulla quale è utile spendere due parole. Aeroporti di Roma è la società non quotata che controlla gli aeroporti capitolini di Fiumicino e Ciampino ed è controllata da Gemina che ne possiede (indirettamente) il 51,08 per cento. L’altro azionista rilevante e che controlla da solo il 44,68% del capitale è invece il fondo australiano Macquarie impegnato in questi mesi in numerose operazioni a livello internazionale.

Ma veniamo al bilancio di Adr. La società ha registrato un aumento del traffico su base annua. Fiumicino ha superato i 30 milioni di passeggeri e in generale il traffico domestico ha segnato un incremento del 5,1% e quello internazionale del 7,6 per cento: complessivamente la società ha servito nel corso del 2006 circa 35,1 milioni di passeggeri. I ricavi però segnano un calo rispetto al dato di fine 2005 e questo, denuncia il comunicato di Adr, a causa della legge 248/05 (comunemente nota come la legge sui requisiti di sistema) che determinato un calo del giro d’affari. Il consiglio d’amministrazione presieduto da Ernesto Stajano ha comunque raggiunto dei significativi risultati intermini di contenimento dei costi (-3,2%) e, nonostante l’impatto sulla componente aeronautica del fatturato, è riuscita a bilanciare in parte la compressione dei ricavi con le buone performance delle componenti non aeronautiche (i servizi commerciali in aeroporto).

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