
Capitalia sarebbe intenzionata ad entrare in Igli, la holding che controlla Impregilo con una quota vicina al 30% (il 29,86% per evitare l’opa obbligatoria). Secondo indiscrezioni pubblicate da Il Messaggero nel week end la banca romana avrebbe già aperto trattative con Gianfelice Rocca, il patron di Techint. I Rocca possiedono infatti il 30% di Igli. Gli altri azionisti rilevanti della holding sono Marcellino Gavio (autostrade Milano-Serravalle) col 30%, Efibanca col 20% e Autostrade col 20%.
Intermediario dello scambio tra Rocca e Capitalia sarebbe Mediobanca, che però nega di aver ricevuto l’incarico di advisor per valutare le offerte. Capitalia poi non sarebbe l’unico interessato. Anche Salvatore Ligresti vorrebbe mettere un piede nella società, rilevando il 20% di Efibanca.
Ligresti sarebbe appoggiato da Gavio, ma non dai Rocca. Per quanto riguarda Capitalia, potrebbe anche acquisire solo metà della partecipazione di Rocca, mentre il resto sarebbe ceduto agli altri azionisti.

I Romiti fuori da Adr? Un’ipotesi sempre più vicina secondo Finanza & Mercati di oggi. Il quotidiano milanese scrive che Piergiorgio Romiti è ormai a un passo dalle dimissioni di amministratore delegato della società che gestisce gli aeroporti di Roma, dopo le critiche ricevute da parte dei soci.
Romiti ha infatti comunicato alla stampa a più riprese l’intenzione di un accordo con Save (Aeroporto di Venezia) e lo scioglimento di Leonardo. Faccenda che non è andata giù ai Benetton. Così a fine anno il mandato di ad al piccolo Romiti non sarà probabilmente rinnovato. Ma l’uscita di scena della famiglia da Adr sembra piuttosto difficile da ipotizzare.

Ancora in movimento. Oggi Impregilo sfiora un rialzo del 2% in apertura di contrattazioni a piazza Affari. La novità è che l’assetto azionario della società di costruzioni è profondamente cambiato con l’annuncio ieri sera dell’uscita dal gruppo di Gemina, società che fa capo a Cesare Romiti e ha deciso di concentrarsi sugli Aeroporti di Roma. La quota di oltre l’11,8% del capitale di Impregilo è stata venduta a un altro socio importante della società ossia Igli, holding che raggiunge il 29,87% di Impregilo e raggruppa i Benetton, i Gavio, i Rocca(quelli di Tenaris) ed Efibanca (Banca popolare italiana).
Gemina ha comunicato che userà i 155 milioni di euro di ricavo su cui ha ottenuto una plusvalenza di circa 32 milioni di euro per rimborsare parte del finanziamento da 305 milioni di euro per cui si è esposta con Calyon e Mediobanca. L’obiettivo per la società controllata da Romiti sarebbe ora quello di crescere in Aeroporti di Roma, un gruppo che proprio ieri ha cooptato Gianni Mion, attuale ad della Edizione Holding dei Benetton, nel consiglio di amministrazione.
Si tratta di movimenti che ci fanno fare qualche considerazione. La prima è che i Benetton hanno fatto un notevole investimento nelle costruzioni: non è che prevedono finalmente di investire in Autostrade (intendiamo di costruire veramente qualche bretella o casello o strada)? Magari anche in Europa con i soci spagnoli? Segnali, ai quali aggiungiamo la considerazione che anche il business degli aeroporti è interessante per loro come diversi investimenti in passato e il loro uomo nel board dimostrano. A questo punto c’è da chiedersi se queste mosse non sono anche una scommessa sulla scelta di Fiumicino come hub di Alitalia? Una manciata di ipotesi, meno di un rumor, siamo d’accordo. Ma di certo le mosse degli inarrestabili Benetton sono da tenere d’occhio ogni giorno di più.
Brutta performance di Adr. La società che gestisce gli aeroporti romani, controllata da Gemina, ha pubblicato dei brutti dati con utili più che dimezzati: da 8,2 milioni a 4 milioni di euro. Principale causa, i rinvii sull’approvazione del sistema tariffario e gli oneri finanziari. Ricavi praticamente invariati a quota 276,5 milioni di euro e il Mol in lievissima crescita a 121 milioni di euro, l’azienda ha visto il reddito operativo perdere il 3,2% portandosi a 65,4 milioni di euro.
A questa situazione ha contribuito anche lo sforzo finanziario necessario per ridurre il debito: gli oneri finanziari si sono, infatti, ridotti del 7,7% grazie anche a un rimborso anticipato da 127,5 milioni di euro. La società prevede inoltre un sostanziale miglioramento del suo conto economico grazie alla dismissione delle attività handling agli spagnoli della FCC.
Intanto, a monte della catena, sembra che Gemina possa presto vendere quell’uno per cento delle azioni Rcs che ha in portafoglio. Come dire: la cassa chiama e Romiti razionalizza. Il patto di sindacato della Gemina che controlla Leonardo, la holding col 51,08% di Adr, comprende già Mediobanca, Fondiaria Sai, Generali, Capitalia, Sinpar Holding e Fassina, una nutrita schiera d’interessi insomma.
Galleggia in borsa oggi Impregilo nonostante l’annnuncio di una plusvalenza da 105 milioni ottenuta grazie alla vendita di una concessione autostradale in Cile ad una società, la Asa Srl, controllata da Autostrade, Sias e Mediobanca.
Impregilo, società che fa capo a Cesare Romiti, tramite la Gemina ha avuto una vita tormentata negli ultimi tempi ed è reduce da un aumento di capitale che ha portato il debt/equity da un disastroso 3,03 a un più “sereno” 0,86. I ricavi dell’operazione serviranno proprio ad aggiustare ulteriormente il debito.
Rileviamo al riguardo che altri soldi dovrebbero arrivare in borsa dalla vendita di quell’1% del Corriere della Sera che, ai prezzi d’apertura di oggi, dovrebbe valere una trentina di milioni di euro.
Curare i ratios patrimoniali delle società per un gruppo come quello di Romiti che sembra negli ultimi tempi un po’ sulla difensiva, sarà sicuramente utile.

Sono le parole di Tommaso Padoa Schioppa, il nuovo ministro dell’Economia, che pesano sul Impregilo e Astaldi stamane. I conti nazionali sono peggiori del previsto e, a quanto pare, sono a rischio di chiusura i cantieri di Anas e Ferrovie. Un rischio che, nonostante fossero note le difficoltà della finanza pubblica, non era ancora stato scontato dal mercato, visti gli effetti che le parole del ministro hanno avuto sui titoli del listino milanese.
I primi a risentire dei danni, infatti, sono proprio gli azionisti di Impregilo e di Astaldi, con ribassi del 4,14% nel primo caso e del 2,56% nel secondo, anche se in generale tutto il comparto delle costruzioni appare sotto tono. Come dare torto alle vendite se le due società sono chiaramente legate a doppia mandata agli investimenti governativi nel settore delle infrastrutture?
L’entità delle perdite ci permette di osservare che i due giganti delle costruzioni sono ancora “troppo italiani”, tanto da risentire così fortemente delle oscillazioni in un solo mercato. Questa non è una novità ed è anche un po’ legata alle caratteristiche di questo settore di mercato, ma rimane un problema.
Continua a leggere: A rischio cantieri Anas e Fs. Orso su Impregilo e Astaldi
“Di tutti gli atti, il più completo è costruire”. Non sembra d’accordo con la frase di Paul Valéry, Home Page del sito di Impregilo, il nuovo assetto di governo: il neo Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, fino a ieri docente in Pianificazione del territorio dell’Università di Reggio Calabria, e studioso della questione Ponte sullo Stretto, mette un secco no sopra l’opera “più inutile e dannosa progettata in Italia negli ultimi cento anni”.
In apertura di seduta Impregilo segnava un brutto -4,2% solo parzialmente recuperato in mattinata: il titolo a mezzogiorno cede il 2,2% intorno a quota 3,42 euro. Pesano anche le parole di Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente, che ha aggiunto riserve sull’eventuale pagamento della penale da 500 milioni da versare al Gruppo di Cesare Romiti (la senatrice Anna Donati, Verdi-Pdci, ha parlato di un limite a 66 milioni in caso di sospensione immediata dei lavori).
Va giù Astaldi in borsa dopo i dati del primo trimestre 2006: intorno alle 15 di oggi il titolo perde circa l’1,74% . C’è però da evidenziare che tutto il comparto è oggi in territorio negativo. È servita a poco, quindi, la pubblicazione dei dati del bilancio trimestrale. Il CdA di Astaldi ha chiuso il primo quarto dell’anno con un utile netto consolidato di 8,123 milioni, in crescita del 4,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Il valore della produzione del gruppo ha raggiunto i 241,4 milioni di euro, praticamente in linea con il dato 2005. L’indebitamento finanziario netto della società di costruzioni è cresciuto a 248,3 milioni contro i 238,5 del 31 marzo 2005.
Astaldi ha voluto evidenziare la crescita rilevante del portafoglio ordini nella prima parte di quest’anno.
Continua a leggere: Lettera su Astaldi. La trimestrale non la salva dalle perdite

La prevista fusione Abertis-Autostrade, che porterà la società dei Benetton a Barcellona, continua a far discutere manager e politici. Un articolo di oggi sul quotidiano La Repubblica evidenzia che gli investimenti del gruppo nelle infrastrutture erano già in grande ritardo a fine 2005.
Luigi Cappugi, autore dell’articolo e membro della commissione incaricata dall’Anas di far luce sulla vicenda, ha chiarito che se, “anche con un miracolo”, la società avesse realizzato tutti gli investimenti previsti, ci sarebbe stato un peggioramento notevole della situazione finanziaria e probabili riflessi sul rating del gruppo.
Intanto sulle colonne di MF, il quotidiano finanziario del gruppo Class, Laura Galvagni ha rilevato un’inversione di prospettiva sulla posizione di Impregilo nell’operazione. Dopo che nei giorni scorsi Gilberto Benetton aveva dichiarato di vedere dei vantaggi per Impregilo dalle nozze spagnole di Autostrade, la stessa Impregilo, fatti quattro conti in tasca, ha stabilito che non ci sta.
Continua a leggere: Autostrade, le paure di Impregilo e i no della politica

Giornata di fuoco per Impregilo, il titolo sfiora un rialzo del 4% a Piazza Affari. La società di costruzioni ha molte castagne sul fuoco e, probabilmente, la pubblicazione dei dati del bilancio non è la prima preoccupazione del presidente onorario del Gruppo Cesare Romiti. La spinta in borsa del titolo viene infatti, soprattutto, dalle parole che Gilberto Benetton ha pronunciato ieri sera all’uscita dal consiglio di amministrazione di Autostrade.
A sentirlo potrebbe esserci una fetta di torta anche per la partecipata Impregilo nel banchetto per la fusione di Autostrade con Abertis. Autostrade possiede infatti una quota del 20% di Igli, che, a sua volta, controlla il 18% del capitale di Impregilo. Igli ha inoltre dei diritti sul 12% di Impregilo in mano a Gemina.
Continua a leggere: Turbo-Impregilo, ecco le promesse di Benetton. Anche Ligresti è della partita.