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Calcio, meglio il modello inglese

pubblicato da Yattaman in: Varie !!! Azioni Italia S&P Mib Azioni Italia Juventus

Modello inglese per il calcio italiano? È quello che suggerisce Finanza & Mercati Week End di sabato, che snocciola una quantità di cifre sull’argomento. Non si tratta solo di sicurezza, spiega il quotidiano ma di un intero modello di business che forse sarebbe il caso di provare anche da noi. Tanto per cominciare, i diritti tv: certo Oltremanica i ricavi relativi alle immagini sono importanti, ma non rappresentano l’unico pilastro dell’economia dei club: mentre per una squadra come la Juventus l’anno scorso solo il 7% degli introiti provenivano dagli spettatori e la cifra saliva all’altrettanto risibile 13% nel caso del Milan, per Chelsea e Manchester United l’incasso delle partite arriva a coprire il 40% delle entrate.

Il motivo è presto detto: gli stadi inglesi non servono solo per le partite ma raccolgono soldi anche durante la settimana. La proprietà nella maggior parte dei casi è delle squadre, che dal 1993 ad oggi hanno investito in infrastrutture almeno tre miliardi di euro complessivi. L’ultimo costruito in ordine di tempo è il nuovo stadio dell’Arsenal, che è costato 390 milioni di sterline. La struttura contiene due centri commerciali aperti tutta la settimana e consente alle scolaresche di visitarlo (6 sterline i bambini, 12 gli adulti), con tanto di museo della società. Fly Emirates ha già siglato un contratto da 100 milioni in 10 anni per dare il nome alla struttura, quindi un quarto del costo è già rientrato a bilancio.

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L'Antitrust dice la sua sul calcio

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Azioni Italia Assicurazioni Juventus

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Il 2007 allo stadio comincia con un’indagine dell’Antitrust. L’organo di vigilanza sulla Concorrenza ha infatti comunicato al mercato i risultati di un’indagine sul mondo del calcio italiano. Le numerose conclusioni dell’Authority sono illuminanti anche perché essendo il mondo del calcio sempre più collegato ai problemi economici delle squadre e poiché i club hanno sempre più spesso velleità di quotazione appare molto utile un’analisi imparziale di un mondo in cui il denaro conta sempre di più.

Al momento le squadre sportive sembra che facciano bene a tenersi lontane dal mercato, soprattutto perché la loro scarsa capitalizzazione e i bilanci che spesso chiudono in rosso non garantiscono quella stabilità che il mercato pretende, anche se è vero che questo terrebbe lontani speculatori e scalatori. Farebbe comodo l’acquisto degli stadi (anche se soldi non ce ne sono e spesso i comuni che li posseggono non li vogliono vendere) e una maggiore attenzione alla gestione.

Secondo quanto evidenziato dai risultati dell’indagine chiusa dall’Autorità (il relatore è Giorgio Guazzaloca ex sindaco di Bologna oggi componente del collegio che affianca il presidente Antonio Catricalà). Il fatturato cresce, ma crescono anche i costi, legati principalmente agli stipendi dei giocatori; qualche segnale di cambiamento arriva, ma ancora c’è uno squilibrio. Troppa pubblicità e poca trasparenza, alla Figc le leghe contano troppo e vista l’importanza delle decisioni anche economiche prese in quella sede sarebbe meglio trovare delle regole che favoriscono una maggiore imparzialità.

Il mercato dei contratti con i calciatori andrebbe poi standardizzato e stabilizzato. Gli agenti necessitano di un maggiore controllo e anche la Covisoc, la Commissione di vigilanza sulle società calcistiche, ossia l’ente che deve controllare i bilanci delle società, dovrebbe avere un ruolo maggiore.

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Il pallone si sgonfia in borsa

pubblicato da Ferry Boat in: Azioni Italia Juventus

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Calcio e borsa non sembrano proprio andare d’accordo. Non bastavano le perdite gravissime di Lazio, Roma e Juventus che dal giorno della quotazione hanno perso dal 54 al 95% addirittura del loro valore di borsa. Ora si ci mette anche la Consob che, per bocca di Massimo Ferrari, ha dichiarato ieri che così proprio non va e che con i nuovi criteri Ias sarà anche peggio per le quotate del calcio. Insomma sembra che i nodi della finanza sportiva dei primi club italiani vengano al pettine. Soprattutto Roma e Lazio con i nuovi criteri rischiano di non passare l’esame perché gli Ias imporrebbero loro di rinunciare agli “oneri pluriennali capitalizzati in bilancio”, ossia ai vantaggi del decreto spalma-debito. Il risultato per Roma e Lazio sarebbe una perdita da 80,2 e da 127,7 milioni di euro che porterebbe in rosso anche il patrimonio netto delle due società. Problemi seri ci sarebbero in agguato anche per la Juventus. I mali finanziari del calcio italiano sono, però, tristemente noti. La struttura dei costi e dei ricavi delle nostre squadre è troppo appesantita rispetto alle loro concorrenti straniere e non solo perché i nostri club non hanno la proprietà degli stadi come in Gran Bretagna (e i conseguenti introiti da biglietti e abbonamenti), ma anche per le cifre da capogiro versate ai giocatori del nostro Campionato. Questo senza considerare che in molti casi delle cifre esagerate nel calciomercato sono state utilizzate per dopare i bilanci delle squadre e quindi, nel caso delle società quotate, per abbagliare gli azionisti.

Ieri però Massimo Ferrari, la cui relazione a qualcuno è sembrata peggiore di quella che fece Guido Rossi prima di uscire dalla Figc sbattendo la porta, ha puntato l’indice anche contro i nodi della governance, ancora poco seria e “troppo familiare” per delle società quotate. Mancanza di verifiche e controlli non aiutano. Intanto si è saputo che al 30 giugno scorso Luciano Moggi si è confermato il dirigente sportivo più pagato d’Italia durante la corsa stagione: fra Tfr e stipendio l’ex re del calciomercato ha incassato dalla Juventus oltre due milioni e mezzo di euro lordi. Saranno dopati anche questi?

La Juve non ci sta e sfida la Figc

pubblicato da Ferry Boat in: Up & Down Azioni Italia Juventus

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Lungi dal rassegnarsi alla sentenza della Corte Federale della Figc che l’ha relegato in serie B con 17 punti di penalizzazione, privandolo anche di due scudetti, il club bianconero conferma di aver avviato la procedura per presentare un ricorso urgente al Tar del Lazio. Il ricorso lungo più di 50 pagine che, come previsto dalla procedura, è stato notificato prima ai terzi interessati ossia Messina, Inter e Figc, contiene anche una richiesta di risarcimento danni nei confronti della Federcalcio. La motivazione a supporto del ricorso sarebbe la sproporzione tra le sanzioni inflitte alla Juventus e quelle comminate agli altri club coinvolti nello scandalo.

La prima parte del ricorso sarebbe incentrata sulla richiesta di riammissione nella massima serie o, in subordine, un ritorno in A ma con lo stesso numero di punti di penalizzazione inflitti dalla giustizia sportiva, insieme alla restituzione dello scudetto conquistato nella scorsa stagione.
La seconda parte conterrebbe invece la richiesta di risarcimento danni in sede cautelare che ammmonterebbe a 70 milioni di euro in caso di riammissione in serie A o a 130 milioni di euro in caso di conferma della retrocessione in serie B.

Già ammoniti riguardo all’eventuale inasprimento delle sanzioni da parte della Figc che potrebbe seguire il ricorso alla giustizia ordinaria, in ragione della violazione della clausola compromissoria che ciò comporterebbe, i bianconeri si dicono pronti a correre il rischio, ritenendo prioritaria la difesa dei diritti degli azionisti.
Il Tribunale Amministrativo del Lazio dovrebbe convocare una riunione straordinaria per esaminare il ricorso prima del 30 agosto, giorno in cui la Figc definirà i calendari del campionato.
Intanto il presidente del club Giovanni Cobolli Gigli non esclude l’extrema ratio: l’eventuale ricorso all’arbitrato per il quale comunque spiega “c’è ancora tempo”.

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Scandalo calcio: Juventus, Milan, Fiorentina e Lazio a giudizio

pubblicato da Ferry Boat in: Fatti del giorno Azioni Italia Juventus

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Dopo aver chiuso ieri con un guadagno del 5,58, stamane il titolo della Juventus ha fatto uno scatto bruciante in apertura fino a raggiungere quota 1,42 euro, dopo di che ha ripiegato e adesso viaggia con un rialzo del 2,49%. A dar fuoco alle micce ci ha pensato un comunicato (obbligatorio) della società che rende conto delle prime decisioni della giustizia sportiva sul caso Moggi. Segnaliamo lo Speciale Moggiopoli della Gazzetta per chi si fosse perso le ultime intercettazioni.

Allo stato delle cose le pronunce della Figc mantengono il rischio di retrocessione in serie C per la Juventus (nei giorni scorsi si erano formulate ipotesi più gravi). Sulle spine anche il Milan, che avrebbe influenzato dei guardalinee; la posizione della Lazio e della Fiorentina rimane a rischio.

Oltre alla cupola guidata da Moggi e Giraudo, pesante la posizione di Galliani (Milan), Lotito (Lazio) e dei fratelli Della Valle (Fiorentina) tutti chiamati in causa dalla giustizia sportiva. Sarebbero 26 in tutto, fra dirigenti e arbitri le personalità del calcio coinvolte nello scandalo che ha travolto il mondo del calcio italiano. Fra qualche giorno si dovrebbe celebrare il processo e dovrebbero arrivare le prime sentenze.

Juventus, luci e ombre del rimbalzo bianconero

pubblicato da Ferry Boat in: Fatti del giorno Up & Down Fiat Azioni Italia Juventus

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Guadagna addirittura l’11,1% il titolo della Juventus attualmente sospeso al rialzo. L’ultimo prezzo battuto era addirittura di 1,3 euro, ma bisogna avvertire che si viagga ancora molto al di sotto del prezzo di collocamento a 3,7 euro. Manovre di spolvero in vista di un delisting? Apparentemente oggi la Juve ha cominciato a correre a Piazza Affari approfittando del rimbalzo della borsa, dopo le perdite di ieri, e del rinnovo al vertice della società dopo lo scandalo Moggi.

Ieri Ifil, la società degli Agnelli che controlla la Juventus, ha deciso di assegnare la presidenza della società bianconera a Giovanni Cobolli Gigli. Il manager 61enne è solo la punta della nuova formazione che ridisegna il Cda e vede anche l’ingresso di Gian Paolo Montali (attuale ct della nazionale di pallavolo) e Marco Tardelli, il celebre ex giocatore della nazionale azzurra di calcio. Questi ultimi due avranno probabilmente un ruolo più “sportivo”, mentre gli altri membri cooptati nel board della Vecchia Signora provengono dal mondo della finanza. John Elkann stesso ha evidenziato l’importanza della svolta.

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Fiat, Marrone e i pettegolezzi su Lehman

pubblicato da Ferry Boat in: Fiat Azioni Italia Automotive Politica Juventus Montezemolo Luca Marchionne Sergio

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Seduta così, così fino a questo momento per Fiat: il titolo viaggia con un ribasso di circa lo 0,04% ad un’ora circa dalla chiusura. In realtà potrebbe trattarsi di un momento di pausa prima che si scateni la tempesta per le molte questioni ancora in ballo attorno al Lingotto.

La prima pseudo-novità della giornata è l’elezione di Virgilio Marrone a presidente di Ifi, la scatola cinese che controlla con circa il 63% Ifil che controlla con circa il 30% Fiat. La società ha anche approvato un bilancio con un utile per 38 milioni di euro. Virgilio Marrone è un uomo importante in Fiat. Tanto che rappresenta la società nel Consiglio di amministrazione di San Paolo Imi di cui Ifil possiede quasi il 5% (la banca ha il suo azionista di riferimento nella Compagnia di San Paolo col 14,4%), uno che lavora in Fiat dagli anni ’70.

Una novità il fatto che invece si sia riaccesa la vicenda delle manovre su Fiat che avrebbero portato a un controllo degli Agnelli sulla società tramite la Ifil e un “presunto” deprezzamento voluto delle azioni. Al centro una manovra su un equity swap che avrebbe permesso alla famiglia torinese di riacquistare azioni della Fiat fino a ottenerne il controllo. La vicenda ha avuto nuovo sprint dalla denuncia di Sergio Cusani e dell’Associazione dei Consumatori che hanno deposto dei documenti per portare in giudizio Gianluigi Gabetti (presidente di Ifil), Franzo Grande Stevens (uscente presidente della Juventus che da Ifil è partecipata) e lo stesso Virgilio Marrone.

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Juve sospesa al rialzo, qualcosa bolle in pentola

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Up & Down Azioni Italia Juventus

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Sorpresa su sorpresa dalla Juventus. In borsa il titolo oggi è stato sospeso per eccesso di rialzo dopo una pioggia di denaro che aveva fatto inaspettatamente lievitare i prezzi fino a un massimo di 1,22 euro per azione. A qualche minuto dalle quattro del pomeriggio è intervenuto però lo stop alle negoziazioni. Secondo alcuni osservatori sarebbe in atto un’operazione con la quale la controllante della squadra, Ifil, mirerebbe a riacquistare le azioni bianconere al prezzo di quotazione. Obiettivo ultimo sarebbe il delisting per sottrarre la società alla mazza del mercato.

Nella selva di notizie che si inseguono sul caso Juventus è, però, persino difficile scegliere. Franzo Grande Stevens che ha negato l’ipotesi del delisting (a un azionista che glielo chiedeva) dopo i crolli in borsa dei giorni scorsi. Intanto si sa per certo che lo stesso Grande Stevens lascerà a breve la presidenza della squadra (dopo aver, comunque, incassato l’approvazione di John Elkann, vicepresidente di Juventus e Fiat).

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Fiat lascia a piedi gli azionisti: ecco qualche malizia...

pubblicato da Ferry Boat in: Fatti del giorno Fiat Azioni Italia Automotive Juventus Marchionne Sergio

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Un Lingotto davvero pesante quello di oggi a Piazza Affari. Fiat cola a picco e segna intorno alle 15 un ribasso del 5,44%, dopo una mattinata nera che ha fatto passare di mano più del 2% del capitale. In poche parole una lettera pesante per la società guidata da Sergio Marchionne, un tracollo che i più attribuiscono a un tardivo effetto Juventus. La squadra torinese è infatti controllata da Ifil la holding degli Agnelli che controlla anche Fiat. Si teme insomma che sia arrivata l’onda di ritorno del caso Moggi sulla casa italiana dell’automobile.

Secondo alcuni operatori, leggiamo sul sito del Corriere della Sera, sarebbero soprattutto i fondi esteri a guidare l’ondata delle vendite. In Europa soffre però tutto il settore auto (per il calo delle immatricolazioni di cui abbiamo già parlato) anche se Fiat guida questa triste gara al ribasso del Dj Stoxx.

Già sul titolo però pesavano i ribassi generalizzati dei giorni scorsi (e di oggi) ed è difficile separare del tutto dalla congiuntura l’azienda di casa Agnelli. Certo, visto che al calo delle immatricolazioni Fiat ha risposto con dei dati positivi, ci aspettavamo un po’ più di generosità dal mercato. In ogni caso che si tratti più di Juventus o di trend negativo generalizzato, rimane il fatto che Fiat si allontana sempre più dai 10 euro e che sta tornando ai valori di marzo.

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Caso Juventus, per fortuna che qualcuno ci fa ridere un poco

pubblicato da Ferry Boat in: Varie !!! Azioni Italia Juventus

Continua la brutta giornata della Juve in borsa. Un Orso,bisogna dire, abbastanza ben meritato. Meglio la Roma che guadagna ancora qualcosina. Sulla Lazio invece le indagini in corso su Giorgio Chinaglia, ex giocatore della squadra accusato di aggiotaggio (siamo arrivati a questo nel calcio?) per aver parlato di interessi di gruppi stranieri ad entrare nel capitale della squadra.

Moggi o non Moggi qualche risata almeno le Iene ce la fanno fare: guardate il video.