Vuoti finanziari racimolati dalla vendita dei calciatori gestiti dalla Gea e sospetti di riciclaggio che coinvolgono lo Ior, la banca del Vaticano. Sarebbero decine di milioni di euro i soldi spariti dai bilanci della Gea World e finiti in Vaticano, o su conti in Liechtenstein, Svizzera, Isole Cayman. L’indagine ai danni della Gea punta anche su riciclaggio e frode fiscale.
Il filo che ha collegato Roma a Torino si arricchisce dei nomi di cinque ufficiali della Guardia di Finanza “amici” di Moggi, in una traccia che collega la GdF Piemonte all’Ufficio indagini Federcalcio, passando per nuclei di vendita patrimoniale e fiscale.
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Domanda numero uno, da Gad Lerner per Vanity Fair. “Perché secondo voi Giovanni e Umberto Agnelli hanno delegato la guida della Juventus a dei manager quanto meno spregiudicati?” La risposta del giornalista “infedele” è che sono loro gli inventori dell’economia-spettacolo: se un imprenditore diventa personaggio controllando i mass media e uno sport pop-olare, ne guadagnerà una posizione dominante nella relazione con i suoi colleghi, le banche, il potere politico, il potere giudiziario.
Intanto in Borsa il titolo continua a perdere terreno: nel pomeriggio la performance è negativa dell’8%, ma in mattinata ha fatto anche peggio scendendo fino -9,99% (1,32 euro) e poi oltre, dopo l’annuncio delle perquisizioni nella sede della societa’, tanto da arrivare a -10,33%. La bufera che sta coinvolgendo i vertici della società è costata per il momento in termini di capitalizzazione circa 137 milioni.
Nuova puntata dello scandalo Juventus. Il caso delle intercettazioni a Moggi e compagnia bella e le conseguenze funeste su titoli e squadre, coinvolte e non, continua ad appassionare l’Italia. Intanto oggi la Juve è stata sospesa al ribasso in apertura di seduta e lo scandalo sembra aver coinvolto anche Roma e Lazio.
Leggiamo al volo un lancio dell’agenzia Mf-Dow Jones che racconta di come il tentativo poi abortito di delisting della squadra sia stato caldeggiato da Luciano Moggi e Antonio Giraudo presso i patron di Ifil per ottenere una maggiore libertà di azione su dichiarazioni e calcio mercato.
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La bufera che ha interessato il mondo del calcio non poteva non interessare anche i titoli di quelle società che sono quotate in borsa, e quindi, oltre alla Juventus, anche Roma e Lazio. Per la società biancoceleste il tonfo in borsa oggi è stato pesante: -16,91%, ad un prezzo di 0,29 euro.
Più contenute le perdite per la Roma, che comunque ha lasciato sul terreno il 4,88%, terminando la seduta a 0,505 euro.
Per quello che riguarda Juventus (-14,36% l’ultima variazione disponibile) Borsa Italiana sta studiando la possibilità, suggerita da Consob, di decidere se adottare per Juventus lo stesso metodo adottato dal 2004 per le azioni Lazio che 2004 vengono trattate in una unica asta (dalla 8 alle 16.33) in modo da poter attenuare le oscillazioni.
Pesa come un macigno quel -13,87% della Juventus in borsa. Lo scudetto vinto (?) ieri dalla squadra di Capello sul neutro di Bari contro la Reggina sembra a tutti gli effetti una beffa dopo lo scandalo delle intercettazioni a Luciano Moggi e le dimissioni dell’intero Cda della squadra la scorsa settimana. Tutti sanno ormai che la Vecchia Signora rischia davvero di finire in serie B o addirittura in serie C dopo le inquietanti scoperte della magistratura.
Oggi il Corriere della Sera parlava di “scudetto fantasma” e la Gazzetta dello sport di “Scudetto al veleno”; anche il quotidiano la Repubblica parla di “festa triste”. Le malefatte dell’ormai famigerata Triade Moggi-Giraudo-Bettega, dopo essersi allargate a personaggi del calibro di Diego Della Valle, accusato di voler comprare per la “sua” Fiorentina una partita contro la Lazio di Lotito, sono finite pure sulle tribune dello stadio di Bari, dove Moggi e la Vecchia Signora hanno incassato l’appoggio di buona parte della tifoseria per le proprie manovre.
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Ifil, la cassaforte della famiglia Agnelli che controlla la Fiat e la Juventus, ha smentito le ipotesi di manovre per il delisting della squadra. Il comunicato diffuso dalla società ieri sera ammette però che l’ipotesi era stata vagliata durante gli studi sulla gestione del portafoglio della società. Così, mentre Ifil sostiene di non saper giustificare i rialzi imprevedibili della Juventus in borsa, il titolo continua ad essere al centro di mire misteriose.
Fuori dal listino intanto le polemiche infuriano e si allargano a macchia d’olio a diverse istituzioni. Franco Carraro, presidente della Federcalcio, l’ente che gestisce gli arbitri in sede nazionale, ha rassegnato le proprie dimissioni: “Perché la Federazione ha bisogno di un esecutivo forte in vista dei prossimi appuntamenti”. Eppure nelle intercettazioni ai dirigenti bianconeri lui era “solo” insultato e mai chiamato in causa. Ciò non gli ha risparmiato le bordate di diversi rappresentanti del mondo del calcio fra cui l’”esule” Luciano Gaucci che dai tropici tira fango qua e là contro i vari scandali. Ci piacerebbe che queste cose le venisse a dire in Italia.
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Il caso della Juventus e delle intercettazioni telefoniche a Luciano Moggi finisce in borsa, anzi alla Consob. Secondo quanto riportato da Finanza Mercati di sabato, l’Ente di vigilanza sulle società quotate avrebbe acceso un faro sulle operazioni che hanno caratterizzato il titolo della Juventus negli ultimi tempi.
Ad insospettire gli uomini di Lamberto Cardia l’andamento strano della Juve a Piazza Affari. Solo nell’ultimo mese e mezzo la squadra torinese ha segnato in borsa un rialzo del 38,5%: guadagni in controtendenza rispetto all’andamento delle altre squadre di calcio. Giovedì, durante l’esplosione mediatica del caso Moggi, la Juventus ha guadagnato circa il 5% e anche i volumi sono stati rilevanti. Ma come si spiega questo andamento un po’ bislacco del titolo che premia la squadra durante uno scandalo?
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Titolo in calo per la Juventus FC a 2,22 euro con un ribasso del 1,73%, sull’onda del nuovo scandalo legato alle intercettazioni telefoniche di Moggi e Giraudo.
Sembra ripetersi nel mondo del calcio una telenovela simile a quella di Ricucci, in questo caso l’obiettivo della conquista è lo Scudetto/Antonveneta con co-protagonisti Giraudo/Gnutti e Carraro/Fazio. Le informazioni che emergono dalle intercettazioni le potete trovare su Calcio blog
Moggi e lo scandalo intercettazioni - Parte Prima
Moggi e lo scandalo intercettazioni - Parte Seconda
Moggi e lo scandalo intercettazioni - Parte Terza
Continua a leggere: Juventus: Moggi e il management in bilico
Borsa & Finanza di questo week end riprende in un lungo articolo l’ipotesi che, dietro i recenti rialzi del titolo bianconero, ci sia un’ipotesi di delisting. L’obiettivo sarebbe di delistare la società, separare le attività immobiliari e, eventualmente, quotare nuovamente la Juve.
Sembra una bella operazione che potrebbe portare ancora più in alto il titolo Juventus, anche se non sono chiari ancora alcuni punti : perchè lo spin off delle attività immobiliari dopo tanti sforzi del management per evitare che i risultati economici siano troppo dipendenti da quelli sportivi ? perchè la cessione delle attività immobiliari non puo’ avvenire con la società quotata, con una semplice transazione a condizioni di mercato ?
Questa ultima considerazione suggerisce di tenere gli occhi ben aperti.
Per Chevreux target price a 2,66 euro.

Continua la speculazione sulla Juventus. Si è infatti passati alle prese di beneficio dopo i recenti rialzi del titolo che ha guadagnato, nell’ultimo mese, il 18,8% in borsa. Secondo il sito Finanza.com a spingere le quotazioni della squadra torinese avrebbero contribuito le voci su un imminente assegnazione dei lavori per il rifacimento del Delle Alpi, lo stadio dei bianconeri.
I rumors sulla Juventus ipotizzano che il general contractor vincitore dell’appalto e responsabile dei lavori possa essere proprio la Semana, una società posseduta al 70% dalla European service engineering e per il 30% dalla stessa Juve, che la ha fondata nel 2003: lo stesso anno in cui ha acquistato lo stadio dal Comune.
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