Enìa: +7% e la matricola ha più forza per una fusione

pubblicato da riva

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Spumante a Piazza Affari per il debutto di Enìa, la multiutility più corteggiata d’Italia. Sbarcata oggi sullo Star la matricola guidata da Andrea Allodi (presidente) e Ivan Strozzi (amministratore delegato) incassa in queste ore il 7% circa portando il titolo a quota 10,8 euro per azione. Già il collocamento aveva dimostrato un certo interesse con un’offerta pubblica globale coperta per 7 volte, anche se gli investitori non si erano mostrati particolarmente generosi e il prezzo si era fissato a 10,1 euro battezzando la matricola a Milano con un capitalizzazione da 1,039 miliardi di euro.

In compenso il mercato sembra apprezzare notevolmente la debuttante e oggi compra nonostante a piazza Affari gli indici non sembrino proprio promettenti. I successo dell’Ipo ha spinto il presidente Allodi a sbilanciarsi su un argomento su cui finora la compagnia parmigiana aveva nicchiato: fusioni e acquisizioni. “Aem-Asm è una delle opzioni - ha dichiarato Allodi - prima devono farci vedere il piano industriale, cosa faranno di Edison e di Endesa e pi dipende da cosa ci daranno”.

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Eurizon: strade ancora confuse

pubblicato da riva

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Potrebbe andare in porto per la fine di giugno l’attesa quotazione di Eurizon. Per la felicità di Mario Greco, il numero uno della compagnia assicurativa che da tempo preme per lo sbarco in Borsa, potrebbe alla fine risolversi una questione che con le nozze Intesa Sanpaolo era stata ritardata.

D’altra parte la nascita del colosso bancario patrocinato da Giovanni Bazoli aveva portato Eurizon al centro di una concentrazione di potere e quote di mercato nel settore assicurativo di proporzioni inaccettabili per l’Antitrust. Così alla fine si era dovuto procedere a una serie di tagli che hanno definito meglio quanto rimarrà in Intesa Sanpaolo e in Generali. Meglio, ma non abbastanza.

Perché comunque il progetto è ancora confuso. L’ipotesi che oggi Alberto Grassani dalle pagine del Sole 24 ore ventila è quella di un deconsolidamento di Eurizon dal colosso bancario fino a una discesa di quest’ultimo a circa il 30% della compagnia mentre il resto, con una successiva quotazione, finirebbe nelle mani del mercato. Circa 7 miliardi di euro che renderebbero la quotazione un record per piazza Affari e un rischio da ponderare con molta, forse troppa, attenzione. A meno di un ingresso di un qualche socio che renda più stabile l’azionariato e che anche renda più verosimile l’indipendenza di una compagnia ancora controllata al 30% (in quest’ipotesi quota comunque di maggioranza relativa) da Intesa Sanpaolo.

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Prysmian in borsa il 3 maggio

pubblicato da Yattaman

Ha ottenuto il 10 aprile il via libera di Consob alla pubblicazione del prospetto informativo per la quotazione a piazza Affari. Prysmian, attiva nel settore di cavi e sistemi per l’energia e le telecomunicazioni, è nata con l’acquisizione della relativa divisione del gruppo Pirelli da parte di Goldman Sachs. Attualmente possiede 54 stabilimenti in 34 paesi. Meno del dieci per cento dei ricavi sono generati sul mercato italiano. La compagnia sbarcherà a piazza Affari il 3 maggio. L’Offerta pubblica di vendita è partita oggi e si concluderà venerdì 27.

La forchetta di prezzo sarà compresa tra un minimo di 13,25 e un massimo di 16,75 euro, cifre che valorizzano la società rispettivamente 2,385 e 3,015 miliardi di euro. Ai tempi dello spin off da Pirelli (luglio 2005) Prysmian è stata valutata 1,3 miliardi di euro. L’offerta riguarda 72 milioni di azioni, 57,6 dei quali (pari all’80%) riservati agli investitori istituzionali. Il flottante sarà pari al 40% del capitale, frazione che potrebbe raggiungere il 46% nel caso di esercizio integrale della greenshoe. Curiosità, nel cda compare tra gli altri Wesley Clark, generale in pensione ex comandante delle forze Nato in Europa dal 1997 al 2000, nel periodo della guerra in Kosovo.

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Piaggio, piace alla borsa il nuovo Carnaby

pubblicato da riva

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Accelera in borsa Piaggio. La casa di Pontedera da qualche mese sbarcata sui listini di piazza Affari oggi guadagna a Milano oltre il 2,6% portando le sue azioni a oltre 3,4 euro. “La fase della ristrutturazione è finita, parte l’offensiva sul mercato”, ha affermato lo stesso Roberto Colaninno, numero uno del cda e maggiore azionista della Piaggio, durante la presentazione alla stampa di Carnaby. Si tratta del nuovo scooter su cui il gruppo punta per rafforzare la propria leadership nel segmento delle ruote alte (già Piaggio controlla in Europa il 50% del mercato).

Il 2006 della casa di Pontedera, ha dichiarato lo stesso Colaninno, si chiuderà fortemente in utile e con il debito fortemente in calo. “Il 2007 segna intanto una partenza sprint ha aggiunto Colaninno - nei primi due mesi Piaggio ha registrato su base annua una crescita di 13 mila pezzi al netto della partite straordinarie. Per quanto riguarda gli obiettivi 2007, il gruppo intende incrementare sostanzialmente l’Ebitda rispetto al 2006 e anche il fatturato”.

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Biancamano al debutto, +4,6%

pubblicato da Yattaman

Sembra andare piuttosto bene il debutto di Biancamano stamattina sul mercato Expandi. I titoli della holding di partecipazioni in società che operano nel campo ambientale hanno guadagnato il 4,6 per cento, smentendo i timori della vigilia legati all’ondata ribassista che ha travolto il mercato nei giorni scorsi. Il prezzo di collocamento finale è stato di 2,8 euro ,corrispondente ad una valorizzazione di 56 milioni di euro. Intorno alle undici e trenta il titolo viaggia sui 2,93 euro.

Il gruppo Biancamano, con oltre 1000 dipendenti e 900 mila abitanti serviti, è uno dei principali operatori privati nel settore dei servizi ambientali in Italia, con attività in Liguria, Piemonte, Lombardia, Abruzzo, Sicilia e Sardegna.

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Star, il mercato più liquido d'Europa

pubblicato da Yattaman

Milano, piazza Affari - “Una semplice correzione”. Secondo l’amministratore delegato di Borsa Italiana non c’è da preoccuparsi del pesante storno dei mercati dei giorni scorsi. Liquida il problema in poche battute e passa al bilancio di questa edizione della Star Conference. Finirà domani, ma i numeri sono già tutti pronti e l’ad di Borsa li snocciola con un certo orgoglio.

Sono 71 le società presenti all’evento, e gli incontri organizzati tra le compagnie e gli investitori hanno raggiunto quota 830. In pratica una media di 11-12 incontri per ciascuna società. “Che il numero sia alto è chiaramente visibile dai volti degli amministratori delle società” ha commentato con un sorriso Capuano. Ma le richieste erano addirittura il doppio: 1500 sono stati gli incontri richiesti. “Questo vuol dire che c’è molto interesse”, ha aggiunto l’ad di Borsa.

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Frau, si decolla a fine 2007

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Milano, piazza Affari - «Poltrona Frau esprimerà tutte le proprie potenzialità di redditività e crescita per la fine del 2007 e l’inizio del 2008». Stamane l’amministratore delegato di Poltrona Frau Giuliano Mosconi si è espresso così raccontando le prospettive della società copntrollata dal fondo lussemburghese Charme e quindi da Luca Cordero di Montezemolo. Di grandi sorprese oggi la società delle poltrone non ne ha date, limitantosi a confermare il trend di crescita in atto e gli obiettivi già annunciati. La cosa più importante è “la capacità di raccontare la diversità”, ha spiegato Mosconi, puntando sul fatto di dirigere un gruppo che controlla sette marchi, ciascuno dei quali con la sua proposta specifica. Si tratta di una cosa così importante che “io vieto ai responsabili di prodotto di vedere i prodotti delle altre aziende prima delle presentazioni pubbliche. C’è un forte pericolo di imbastardimento”.

Poltrona Frau “ha quasi cento anni di storia” ha aggiunto Mosconi e punta sul lusso. Cassina “compie ottanta anni quest’anno” e rappresenta la tradizione artigianale milanese, Alias propone invece l’innovazione di design e i prodotti per l’esterno. Il gruppo è leader nella produzione di poltrone da teatro, lavora molto con Ferrari e Maserati e attualmente inizia una collaborazione con Alfa Romeo.

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Omnia approfitta del rimbalzo

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Approfitta bene oggi del rimbalzo dei listini la nuova matricola di borsa Omnia Network. Ieri la bufera su piazza Affari era stata con ogni probabilità la causa principale di un debutto sullo Star veramente impietoso: -5,4% era stato il responso finale di palazzo Mezzanotte. Oggi il titolo recupera un po’ e riguadagna quota 4,88 euro con un rialzo di tre punti e mezzo percentuali circa in queste ore. Il prezzo di collocamento a 5 euro è però ancora lontano. In compenso la società dei customer services (i call center ma anche tutta una serie di servizi che Omini prende in gestione dai suoi clienti) conferma l’acquisizione di un ramo di Wind. Si tratta in questo caso proprio dei call center di Wind operativi da Sesto San Giovanni in provincia di Milano. I 270 dipendenti della Wind (nel comunicato c’è un “circa”) forse festeggiano visto che hanno guadagnato un’assunzione a tempo indeterminato. Anche se il fatto che l’importo versato dalla società guidata da Achille Tranchida sia stato di 2,445 milioni di euro di cui 2,245 per coprire il debito corrispondente del fondo Tfr degli stessi dipendenti suggerisce qualche dubbio sul loro passato in Wind e un altro dubbio sul loro futuro: con la nuova normativa decideranno tutti di passare il trattamento di fine rapporto all’Inps?

Battute a parte segnaliamo un interessante articolo pubblicato dal Giornale qualche settimana fa che evidenziava come poco tempo prima dell’Ipo du azionisti e amministratori del gruppo (Alessandro Gili, attraverso la sua finanziaria Investimenti del Lazio e Adriano Ventucci, tramite Go Wind) avessero comprato ciascuno 598.000 azioni a un prezzo di 2,93 euro per azione, con un forte sconto sul prezzo del collocamento dovuto ai loro meriti amministrativi. In realtà non si tratta poi di quote rilevantissime.

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Biancamano, domani l'offerta pubblica

pubblicato da Yattaman

Parte domani l’offerta pubblica di sottoscrizione per Biancamano, azienda attiva nel settore dei servizi ambientali. Il collocamento dovrebbe avvenire in una forchetta di prezzo compresa tra 2,5 e 3 euro per azione, corrispondenti ad una valorizzazione della società tra i 50 e i 60 milioni di euro, per una capitalizzazione successiva all’aumento di capitale compresa tra 85 e 102 milioni di euro. L’offerta globale, incluso l’aumento di capitale, è di 14 milioni di azioni ordinarie, pari al 41,18% del capitale sociale.

L’offerta sarà suddivisa in una tranche da 2,8 milioni di azioni ordinarie (pari a un quinto dell’offerta totale) rivolta ad un pubblico generico e una da 11,2 milioni rivolta agli investitori istituzionali. Il lotto minimo di adesione sarà di 1500 titolil, pari a 4500 euro circa mentre il lotto massimo sarà di 7500 titoli (indicativamente 22.500 euro).

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Nice, il dividendo non aiuta il titolo dei cancelli

pubblicato da riva

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Annaspa ancora in borsa la matricola dei cancelli automatici. Nice, nonostante l’annuncio di oggi di un probabile dividendo da 0,073 euro per azione in arrivo per maggio, continua a perdere terreno a Piazza Affari. Negli ultimi sei mesi il titolo ha perso circa il 4% del suo valore e anche il bilancio 2006 publicato per San Valentino non sembra aver portato molta fortuna alla società guidata da Buorio Lauro. È vero che il dividendo che andrà in pagamento il prossimo maggio non sembra particolarmente ricco (il titolo quota intorno ai 6,4 euro oggi), tuttavia sembra difficile incolpare la gestione di Nice del cattivo andamento in borsa.

Dal bilancio del 2006 emerge che gli utili del gruppo sono saliti del 30,1% nel giro di un anno sfiorando quota 28,2 milioni di euro. Anche i ricavi sono cresciuti in un anno del 23,4% superando i 150 milioni di euro. Né appaiono segni di squilibrio dalla situazione patrimoniale: crescono le disponibilità liquide della società e la posizione finanziaria netta negativa per 47,18 milioni di euro è tranquillamente bilanciata da un patrimonio netto intorno ai 110 milioni di euro. Insomma sembra che la borsa non sia stata generosa con la matricola, d’altro canto è un periodo di sfiducia generale e le vendite nel giorno del bilancio erano più probabilmente dovute a un’atmosfera generale di alleggerimento dei portafoglio che a una reale sfiducia sulla società.

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