Omnia, call center che vanno in borsa

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La prossima matricola di Piazza Affari si chiama Omnia ed è una società che realizza e gestisce servizi in outsourcing per imprese di medie e grandi dimensioni. In particolare il gruppo offre i servizi usati per i call center da società come Wind o Vodafone, sebbene la sua offerta copra anche prodotti diversi per numerose altre società. Il prezzo di collocamento oscilla fra i 5 e i 6,5, con una valorizzazione della società compresa fra i 129,7 e i 168,6 milioni di euro. Oggi parte la fase del bookbuilding che in dieci giorni stabilirà il prezzo per lo sbarco sul segmento Star di Piazza Affari previsto per il prossimo 28 febbraio.

Circa nove milioni di azioni pari al 34,7% della capitalizzazione di Omnia finiranno sul mercato, di queste due terzi sono dirette da oggi agli investitori istituzionali, mentre i rimanenti tre milioni di titoli sono destinati all’offerta pubblica. Il flottante post ipo è però destinato a salire al 38,6% del capitale di Omnia in caso di totale esercizio della greenshoe, che può coprire fino a un milione di azioni. Il lotto minimo comprende 500 azioni Omnia. Assistono la matricola nella quotazione Banca Imi (global coordinator) e Intermonte, co-sponsor con Banca Imi e bookrunner e institutional lead manager. L’advisor finanziario è Meliorbanca, Dewey Ballantine è l’advisor legale. In realtà la matricola dimostra una gestione aggressiva, ma anche rischiosa.

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Antichi Pellettieri, fioriscono i ricavi delle borse in borsa

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Il grosso lo aveva fatto già ieri incassando un bel rialzo in borsa e guadagnando una chiusura a quota 10,71 euro per azione. Oggi qualche ritracciamento non cancella un aumento dei ricavi organici del 30% a quota 257,5 milioni di euro. La matricola di borsa ha insomma messo a segno un ottimo anno e il grafico del titolo mostra un uptrend solido per la amministrata da Giovanni Valter Burani (presidente) e da Giovanni Stella (amministratore delegato) controllata del gruppo Burani. La società ottiene ancora il 40% dei ricavi consolidati in Italia, ma i margini maggiori si registrano nei cosiddetti mercati emergenti (Russia e Est europeo) dove ha registrato una crescita del 34% (contro il +28% nel Bel Paese).

Nel giorno dei dati preliminari Ubs ha avviato la copertura del titolo con un Buy e un target price a 12,3 euro per azione: un incoraggiamento non da poco se si considera che il titolo prezza sotto i dieci euro e mezzo in borsa.

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Arkimedica, un'iniezione di fiducia dal budget 2007

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Arkimedica si fa notare oggi per due motivi almeno. Il primo riguarda la pubblicazione dei dati sul budget 2007: per l’anno in corso è previsto un fatturato consolidato da 113 milioni di euro con un Ebitda atteso di 15,8 milioni di euro. Dei risultati che, se raggiunti, indicherebbero un notevole balzo in avanti del giro d’affari della società dei prodotti medicali. D’altronde questa matricola dell’Expandi dichiara un costante incremento del fatturato di semestre in semestre e, dalla quotazione dello scorso agosto, ne ha tratto i frutti anche in borsa passando da corsi del titolo sugli 1,2 euro a corsi da 1,5 euro per azione: una performance quindi del 20 per cento.

La seconda novità del gruppo riguarda invece un accordo con un partner di rango come la compagnia assicurativa Ras (gruppo Allianz) che comprerà per circa 200 mila euro il 20% di un nuovo progetto di Arkimedica che si chiama Domani Sereno e offrirà a breve servizi agli anziani non autonomi.

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Sole 24 Ore, cambio al vertice in vista dell'Ipo

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Cambio al vertice del Sole 24 Ore. Il consiglio d’amministrazione, chiamato a raccogliere le dimissioni dell’ex presidente Innocenzo Cipolletta passato alla prima poltrona delle Ferrovie dello Stato, ha eletto come numero uno del gruppo editoriale di Confindustria Giancarlo Cerutti.

L’elezione di Cerutti rappresenta un chiaro passo in direzione della quotazione in borsa del Sole 24 Ore. Cerutti, infatti, già membro del board del quotidiano color salmone, è a capo della commissione creata per studiare il progetto di quotazione. Non a caso oggi lo stesso Luca Cordero di Montezemolo, numero uno di Confindustria, ha fatto un intervento molto chiaro durante un convegno alla Luiss. “Come possiamo fare un ragionamento rispetto alla crescita, allo sviluppo di impresa – si è chiesto il numero uno di viale dell’Astronomia - se prima di tutto non ne siamo convinti in casa, se pensiamo che avere il controllo di una casa editrice al 60-70%, significa perdere il controllo delle proprie strategie, del proprio indirizzo?”.

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Fincantieri, se Governo non investe vedremo in Borsa

pubblicato da Yattaman

Fincantieri a piazza Affari? Forse. “Dobbiamo - spiega l’amministratore delegato Giuseppe Bono intervistato dal Sole 24 Ore - investire 800 milioni entro cinque anni per migliorare i cantieri in Italia, potenziare la ricerca, fare acquisizioni all’estero. Il cash flow può coprire solo una parte degli impegni. Il resto, tre o quattrocento milioni, dovrebbe venire dall’azionista con un aumento di capitale, se non vogliamo indebitarci. Ma se l’azionista non può darci queste risorse, possiamo chiederle al mercato, con la quotazione”.

In effetti debiti la società non ne ha, nel 2006 la posizione finanziaria netta sarebbe positiva, mentre l’utile di quest’anno confermerebbe il dato del 2005, pari a 51 milioni di euro, per cui sarebbe molto appetibile sul mercato. Attualmente è controllata al 98,79% da Fintecna (società nata nel 1993 col compito di ristrutturare e privatizzare le attività dei settori delle costruzioni, dell’ingegneria civile che facevano capo all’Iri. Attualmente Fintecna oltre a Fincantieri controlla Tirrenia, Stretto di Messina, Veneta Traforo e diverse immobiliari).

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Conafi offre la sua raccolta a piazza Affari

pubblicato da Yattaman

La prossima matricola di piazza Affari sarà Conafi Prestitò. Dovrebbe sbarcare sull’Expandi tra la fine di questo mese e l’inizio di febbraio. Si tratta di una società della distribuzione del credito specializzata nella cessione del quinto dello stipendio e orientata prevalentemente al credito alle famiglie.

Conafi Prestitò è controllata da Nunzio Chiolo, amministratore delegato della finanziaria torinese partecipata anche da Meliorbanca (10%) e da Banca popolare dell’Emilia Romagna (5%). Il trend di crescita è piuttosto importante: nel 2002 il montante lordo erogato valeva 27 milioni di euro, mentre nel 2005 era di 155 milioni. Alle fine dello stesso anno, secondo uno studio di Assofin, la quota di mercato di Conafi era del 4,5%.

La rete di distribuzione del credito è in espansione, sottolinea Chiolo: “Al momento abbiamo siglato delle partnership per l’offerta del servizio di cessione del quinto dello stipendio chiavi in mano con alcuni istituti di credito, come la Banca popolare di Sondrio, la Bcc pordenonese, la Bcc dell’Agrobresciano, la Bcc Antonello da Messina e la Banca popolare di Fondi, ma anche in futuro continueremo a percorrere questa strada”.

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Molmed, la ipo contro il cancro

pubblicato da Yattaman

A piazza Affari è previsto un nuovo arrivo dal mondo delle biotecnologie: si tratta di Molmed, una compagnia nata nell’ambito dei progetti scientifici dell’ospedale San Raffaele di Milano e ormai indipendente. La società ha in corso attualmente un aumento di capitale di 5,5 milioni di euro, che si concluderà a fine febbraio.

Nell’ambito della presentazione di Bio-Europe Spring 2007, una manifestazione dedicata al biotech che si terrà a Milano dal 5 al 7 marzo, il general manager di Molmed Marina Del Bue ha affermato che l’ingresso a palazzo Mezzanotte “potrebbe essere già quest’anno”. C’è da dire però che Del Bue vede “con favore” piazza Affari, “sia per l’azionariato, in cui ci sono alcuni dei maggiori industriali italiani, sia per il ruolo rilevante del San Raffaele, che in Italia è un punto di riferimento importantissimo”, ma per la quotazione il general manager “non esclude Zurigo o Londra”. Insomma potrebbe fare la stessa scelta di Newron, società farmaceutica che solo qualche mese fa decise di recarsi nella capitale svizzera per la propria ipo.

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Vacchi entra in Pierrel, la società dei playboy

pubblicato da riva

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Pierrel, matricola di successo dell’Expandi che opera nel settore farmaceutico, ha un nuovo azionista: Gianluca Vacchi. Il patron della Ima grazie alla sua nuova partecipazione del 2% nel capitale della debuttante entrerà anche nel consiglio d’amministrazione.

Gianluca Vacchi, noto negli ambienti delle cronache rosa più che di quelle finanziarie, è considerato uno dei play boy più eccentrici della costa Smeralda (flirt veri o presunti gli vengono attribuiti con Sara Tommasi, Aida Yespica e molte altre). In passato si è fatto notare anche per avere colorato di verde il suo elicottero (sembra per intonarlo al colore della costa) e per gli orologi griffati portati alla caviglia.

Forse l’affare gli è stato suggerito dallo stesso Flavio Briatore, altro noto playboy che spesso vacanzeggia nei celebri lidi sardi. Briatore è stato, almeno fino alla quotazione, uno dei principali azionisti della Pierrel tramite la sua trust olandese Beleggingsmaatschappij Hawol B.V.

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De Agostini compra una Magnolia

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La De Agostini non si ferma, anzi. L’ultima novità riguarda la tv ed esattamente l’acquisizione di Magnolia, la casa produttrice di format tv fondata da Giorgio Gori e famosa per prodotti come l’Isola dei famosi e l’Eredità. L’accordo riguarda il 53,5% del capitale che passa quindi a Novara per una cifra non comunicata al mercato. Giorgio Gori (marito di Cristina Parodi, ha lavorato anche per Canale 5 e Italia 1), rimarrà amministratore delegato del gruppo e azionista con il 25% della società in portafoglio. Alla presidenza del tv producer passerà invece Lorenzo Pelliccioli, ad di De Agostini. Leggiamo in un’agenzia Radiocor che il nuovo piano industriale di Magnolia prevede importanti obiettivi per i prossimi quattro anni e nel medio periodo potrebbe portare anche alla quotazione della società.

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Edison, Zaleski cavaliere bianco dell'italianità

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Oggi Carlo Tassara dovrebbe esercitare all’assemblea di Edison i suoi warrant sui titoli della storica casa dell’energia mettendo in portafoglio 519 milioni di titoli che corrispondono a circa l’11% del capitale del gruppo. Insomma Zaleski, almeno che inaspettatamente non decida di rivendere incassando la plusvalenza da oltre mezzo miliardo, diventerà il terzo azionista dopo Transalpina ed Edf. Secondo quanto previsto dall’aumento di capitale del 2003 al quale risale l’emissione dei warrant su Edison - la maggior parte del portafoglio warrant Zaleski deriva da quell’operazione, mentre il resto è stato acquisito sul mercato - Transalpina dovrebbe, entro la scadenza dei suddetti warrant al dicembre 2007 ridurre la sua quota al 61%. Edf dovrebbe invece passare entro la fine di quest’anno al 20% di Edison. Insomma il peso dei francesi (che di Transalpina hanno la metà del capitale) è destinato a crescere. In soccorso dell’italianità del gruppo interviene il finanziere franco-polacco che, tanto amico di Intesa e di Giovanni Bazoli, diventa ogni giorno di più una casella importante della finanza del Belpaese.

Le novità nel settore delle utilities non finiscono qui però e l’ultima riguarda Enìa. La multiutility tanto corteggiata da Hera da far scendere in campo il sindaco di Bologna Sergio Cofferati ha appena deciso di correre da sola. Il sindaco di Piacenza Roberto Reggi ha dichiarato recentemente che Enìa proseguirà il cammino verso la quotazione.

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