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Marchionne Sergio

Due buone notizie non salvano Fiat dalle vendite

pubblicato da Ferry Boat in: Persone Fiat Azioni Italia Automotive Marchionne Sergio

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Giornata di affanno in Borsa per Fiat. Il Lingotto, complice una pioggia di vendite sul settore automotive a livello internazionale, lascia sul parterre di Piazza Affari oltre 7 punti percentuali e ritorna a 15,5 euro per azione: prezzi che non si vedevano dal gennaio del 2007.

Pesano sulla casa automobilistica torinese i guai del mercato americano dove le maggiori case produttrici hanno accusato un forte calo delle vendite nel 2007. La General Motors vende il 6% di auto in meno rispetto al 2006, la Ford il 12% in meno su base annua e, a fine anno, finisce per lasciare il secondo posto di venditore di auto Usa ai giapponesi della Toyota.

Se Atene piange, Sparta non ride. La Toyota ha tagliato le stime di crescita sul mercato a stelle strisce dal 3% all’1,2% ed è questo, forse, il dato che ha incupito maggiormente il settore auto nelle borse globali. A dimostrarlo il fatto che l’indice di settore a Tokyo stamane si e’ riattestato al livello piu’ basso dal luglio del 2006. Il resto della giornata per gli indici automotive di mezzo mondo e’ stato uno stillicidio che e’ diventato una cascata con i dati negativi sugli impieghi negli Stati Uniti: a quel punto si sono aggravate le perdite di tutti i mercati e le auto sono andate giu’.

In questo brutto panorama, che non rappresenta altro che un ulteriore effetto della crisi dell’economia americana e dei suoi effetti sulle borse mondiali, si trovano pero’ due notizie positive per Fiat. La prima riguarda la Cina, da dove provengono le indiscrezioni secondo le quali la partnership di Fiat con Chery Automobiles avrebbe ingranato una marcia in piu’ e potrebbe portare presto risultati interessanti per il Lingotto sul mercato della Repubblica Popolare.

La seconda buona notizia riguarda invece gli effetti di una scelta fatta dalla Ford.

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La Fiat punta su Brasile

pubblicato da Ferry Boat in: Notizie Fatti del giorno Persone Fiat Azioni Italia Automotive Marchionne Sergio

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Riceviamo da Robin e con piacere pubblicchiamo

Se il buon giorno si vede dal mattino questa potrebbe essere una settimana ricca di soddisfazioni per Fiat. Il titolo in borsa fa segnare un buon rialzo grazie all’annuncio di nuovi ingenti investimenti in Sudamerica. L’a.d. Sergio Marchionne, nel corso di un incontro con il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, ha infatti affermato che la casa torinese intende destinare 6.4 miliardi di real (circa 2.4 miliardi di euro) al potenziamento del proprio apparato produttivo sudamericano nei prossimi due anni.

Gran parte delle risorse (1.9 miliardi di euro) saranno destinate alla crescita dell’impianto di Betim, nello stato di Minas Gerais. Si tratta di una fabbrica già adesso immensa, capace di produrre nel 2007 circa 720mila vetture, il 30% della produzione complessiva della Fiat nel mondo. Betim al momento attuale viene sfruttata al limite della sua capacità, e anche per questo motivo recentemente alcuni istituti di credito brasiliani, di origine pubblica, hanno stanziato circa 1.4 miliardi di real per il suo ampliamento.

Secondo la stampa brasiliana Fiat avrebbe deciso un ulteriore potenziamento della fabbrica sudamericana anche a causa dei dubbi sulla capacità del governo argentino di fornire all’impianto di Cordoba l’energia elettrica sufficiente ad alleggerire il carico di lavoro di Betim. Il salto dimensionale di quest’ultima ne porterà la capacità produttiva da 3000 a ben 5200 vetture al giorno.

Fiat: la 500 spinge il titolo e gli Agnelli festeggiano

pubblicato da Ferry Boat in: Fiat Azioni Italia Automotive Marchionne Sergio

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Impero Agnelli in festa. Anche oggi il titolo Fiat incassa nuovi massimi e si porta intorno ai 23,87 euro per azione toccando quindi un prezzo che non vedeva dal 2001. A spingere a questo incasso del 2% (che segue quello 3,54% di venerdì) contribuisce l’atmosfera ottimista del mercato sulle vendite della nuova 500. L’ultima utilitaria del Lingotto (anche se una buona parte della vettura sembra sia prodotta in Polonia piuttosto che a Mirafiori) secondo alcuni analisti potrebbe anche superare volumi da 170 mila contro stime di Fiat che arrivavano a 120 mila unità. Insomma secondo diverse case d’affari il futuro di questa vettura dal gusto vagamente retrò è già rosa e Jp Morgan vede addirittura un prezzo obiettivo da 30 euro, sebbene suggerisca per la creazione di nuovo valore lo scorporo del settore auto e la separazione dai camion e dalle macchine industriali (leggiamo dal Sole 24 Ore di sabato Ndr) di sabato. Nel frattempo festeggiano anche Ifi e Ifil grazie anche a una supercedola della controllata delle partecipazioni estere Exor Group che ha rilasciato un maxidividendo da 24,7 milioni di euro: le due holding quotate a piazza Affari chiudono le contrattazioni con un guadagno di 0,52% e 1,07% rispettivamente. Bisogna però dire che alle performance delle due società contribuisce anche la cessione del 21,9% di Sequana capital alla Dlmd di Pascal Lebard. Si tratta di un’operaione da 227 milioni di euro (finanziata per 27 milioni da Ifil stessa) che porta Ifil ad abbattere il debito di oltre 180 milioni facendolo scivolare intorno al mezzo miliardo.

Fiat, su Jaguar e Land Rover non è convinta

pubblicato da Yattaman in: Varie !!! Azioni Italia S&P Mib Fiat Automotive Montezemolo Luca Marchionne Sergio

Sarebbero stati i timori sulle possibili conseguenze finanziarie a indurre Fiat a rinunciare all’acquisizione di Jaguar e Land Rover, i due marchi messi in vendita da Ford, secondo un articolo apparso su Automotive News Europe. Il Lingotto sarebbe stato sul punto di mettere le mani sui due marchi del lusso, ma la trattativa con la casa di Detroit, partita a febbraio, si sarebbe arenata giá a maggio quando la casa automobilistica torinese avrebbe preferito non compromettere la stabilitá finanziaria.

I due marchi sarebbero stati un bel colpo per Fiat: da un lato infatti Land Rover, specializzata in automobili da fuoristrada di alto livello, avrebbe consentito di estendere l’offerta del Lingotto ad un comparto, quello dei Suv, nel quale non è presente. Dall’altro Jaguar, simbolo di eccellenza e sportivitá, avrebbe consentito di accedere alle piattaforme a trazione posteriore della casa inglese oltre che ai V6 e ai V8.

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Fiat: Sergio alla guerra

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La vendita di Chrysler al fondo Cerberus per 5,5 miliardi di euro ha portato il sole sulle borse internazionali per il settore auto. Passa così di mano l’80,1% del gigante dell’automotive e scompare lo storico accordo fra Chrysler e Daimler, la società che ha venduto a Cerberus pur mantenendo una piccola quota nella ex controllata.

Il deal sembra però piacere al mercato che premia i titoli del venditore Daimler con consistenti rialzi. Le buone novità danno slancio anche a Fiat, le cui azioni in queste ore guadagnano più dell’1,2% e si portano a ridosso di quota 21 euro. Bisogna però sottolineare che gli ultimi giorni per il Lingotto sono stati pieni di dichiarazioni impegnative dell’amministratore delegato Sergio Marchionne: “Fiat è risanata ed entro il 2010 farà anche qualche acquisto” ha dichiarato il manager a una conferenza tenuta presso l’università milanese Bocconi.

Nel 2010 i ricavi della casa torinese dell’automobile dovrebbero raggiungere quota 70 miliardi di euro ma già oggi, con la capitalizzazione di borsa raggiunta, il gruppo sarebbe in grado di comprare un gigante americano come General Motors o Ford: un’operazione che realizzerebbe il sogno di Marchionne di fare un ingresso in grande stile nel mercato statunitense.

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Fiat, cosa c'è nel futuro?

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Giornata negativa anche oggi per Fiat, nonostante le dichiarazioni di Standard&Poor’s. Nicolas Baudouin, analista presso la prestigiosa agenzia di rating, ha affermato che le buone performance operative del Lingotto, sia della capogruppo che delle controllate Iveco e Cnh, e la sua capacitá di ridurre l’indebitamento evidenziata nel corso dello scorso anno, rendono credibile un miglioramento del merito di credito in tempi brevi. Standard&Poor’s al momento attuale assegna alla casa torinese un rating “BB”, e secondo Baudouin potrebbe avere senso un passaggio a “BB+”, in virtù dei consistenti risultati del primo trimestre, risultati che confermano che Fiat è sulla giusta strada per completare il risanamento.

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Fiat, retroscena cinesi

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Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo

In attesa dei conti trimestrali che verranno pubblicati il prossimo 23 aprile che dovrebbero evidenziare un’ulteriore riduzione dell’indebitamento e un utile netto che nei primi tre mesi del 2007 è risultato superiore ai 151 milioni di euro dello stesso periodo del 2006, Fiat ha anticipato alcune importanti novità sulle strategie future del gruppo.

In occasione della consegna del «Premio Top Manager Mondo 2006», che gli è stato assegnato dal mensile InterAutoNews, l’amministratore delegato Sergio Marchionne ha annunciato il futuro sbarco della casa automobilistica torinese in Cina, con il marchio Alfa Romeo. I colloqui con Chery, già partner di Fiat nei motori, “stanno andando avanti” ha dichiarato Marchionne, precisando che sarà tuttavia necessario “essere sicuri che dallo stabilimento della Chery escano veramente delle Alfa e ciò richiede un grande impegno da parte nostra sia qualitativo che ingegneristico.”

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Fiat riprende il volo in borsa: +4%

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Rombo delle azioni Fiat oggi a piazza Affari: in chiusura di seduta il titolo guadagna oltre il 4% portandosi a quota 17,45 euro. Le novità del Lingotto vengono dal Salone di Ginevra dove Sergio Marchionne (l’amministratore delegato di Fiat) e Luca Cordero di Montezemolo (il presidentissimo, fra le altre cose, di Fiat, Ferrari e Confindustria) hanno presentato nuovi modelli e idee del gruppo. Innanzitutto il nuovo marchio Lancia che, riprogettato dai designer della casa torinese dell’automobile, abbellirà per prima la nuova Lancia Ypsilon Sport.

Non meno importanti sono state le dichiarazioni che riguardano la sempre più solida collaborazione con il gruppo indiano Tata. Il numero uno del big dell’acciaio e dell’automobile del Subcontinente mister Ratan Tata ha dichiarato: “Sono sicuro che sarà possibile ampliare la nostra collaborazione, ma credo che succederà naturalmente, man mano che procediamo”. “È troppo presto parlare di una collaborazione sulla macchina low cost con Fiat”, ha aggiunto Tata alludendo al progetto in corso per una vettura economica per il mercato cinese. Il Lingotto secondo il magnate indiano ha espresso “un qualche interesse a commercializzarla in alcuni paesi ai quali stiamo guardando e credo che questa sarà un tipo di macchina molto rivoluzionaria per il prezzo. Ritengo che sia Tata, sia Fiat ne potranno trarre vantaggio”.

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Fiat, il dividendo non convince

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Un dividendo da 0,155 euro per ogni azione ordinaria Fiat. È la proposta stabilita dal cda questa mattina, da proporre all’assemblea del 3 aprile. Per le risparmio il consiglio suggerirà 0,93 euro, mentre per le privilegiate 0,31. Proposta che forse non ha convinto il mercato, se a metà seduta il titolo perde lo 0,69 per cento, attestandosi a quota 18,44 euro.

Il vertice della società questa mattina ha anche approvato il bilancio consolidato 2006. I dati sono sostanzialmente quelli già presentati a fine gennaio: l’utile netto è stato confermato in 1,151 miliardi di euro (contro gli 1,420 miliardi del 2005); il risultato operativo si attesta su 2,06 miliardi, contro un dato precedente di 2,21 miliardi, mentre la gestione ordinaria risulta in crescita dal miliardo tondo del 2005 agli 1,95 miliardi dell’ultimo anno fiscale.

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Consob, sospiro di sollievo per Ifil

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Sospiro di sollievo per Ifil. Poteva andare decisamente peggio per gli Agnelli e invece la Consob ha deciso che se la caveranno con qualche (consistente) multa e alcune sospensioni eccellenti. Il mercato ringrazia e premia il titolo con un rassicurante rialzo dello 0,4 per cento, che lo porta a quota 6,82 euro.

La vicenda è la seguente: nell’agosto 2005 Ifil, la holding degli Agnelli, controllava poco meno (oggi invece poco più) del 30% del capitale di Fiat. Una cordata di banche era accorsa in aiuto al Lingotto con il famoso prestito “convertendo” per un valore complessivo di quasi tre miliardi di euro e il titolo viaggiava intorno a 4,5 euro. Alle orecchie degli Agnelli giunse la voce che Lehman Brothers volesse scalare Fiat rastrellando il debito convertibile in mano alle banche, alcune delle quali in effetti non si mostravano troppo convinte dell’operazione. La conversione del debito avrebbe avuto anche il non trascurabile effetto di diluire la partecipazione degli Agnelli fino al 22 per cento.

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