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  <title>Finanzablog.it</title>
  <subtitle>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T16:02:36+00:00</updated>
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    <title type="html">M&amp;C: meglio un uovo oggi o una gallina domani?</title>
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    <published>2008-05-19T17:51:25+00:00</published>
    <updated>2008-05-19T17:51:25+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/3613/mc-meglio-un-uovo-oggi-o-una-gallina-domani"><![CDATA[<p>Per i possessori di azioni Management &#038; Capitali che hanno acquistato prima dell&#8217;assemblea (e che hanno votato contro, si sono astenuti o non hanno partecipato all&#8217;assemblea per la proposta di cambio di governance) nei prossimi giorni verrà offerta la possibilità di recedere ad un prezzo pari alla media aritmetica degli ultimi sei mesi (0,7402 euro).Il premio rispetto alle quotazioni attuali (chiusura di venerdì 0,712 euro) non deve però trarre in inganno. Aderire al recesso non è così conveniente come può sembrare.<br />
A questi prezzi infatti il diritto di recesso coincide con la disponibilità di cassa della società pari a circa 0,75 euro per azione. Se quindi per assurdo ci fosse una totale adesione al recesso la società rimarrebbe con in pancia partecipazioni per un controvalore di circa 150 mln di euro (pari a 0,27 euro per azione), rappresentate cioè dalle obbligazioni convertibili Tiscali (60 mln di euro), dalle obbligazioni Treofan (45 mln di euro) e dalla partecipazione pari al 68% in Saiag Comital (45 mln di euro) e con in più qualche spicciolo in cash. Infatti basterebbe la sola cassa a disposizione per liquidare tutti i soci. I conti quindi non tornano.<br />
Ci sono buone probabilità che molti investitori se i prezzi rimarranno sotto il diritto di recesso esercitino l&#8217;opzione per poi ricomprarsi le stesse azioni sul mercato, facendo quindi un piccolo arbitraggio. Ma non è escluso che il titolo possa beneficiare delle ultime notizie che hanno sicuramente riportato visibilità sul reale valore degli asset e portarsi almeno in area 0,74 euro.<br />
Il valore fondamentale si aggira attorno ai 526 mln di euro (0,95 euro per azione) ottenuto dalla somma della cassa 414 mln di euro (0,75 euro per azione) e dagli asset in portafoglio, scontati del 25%, ossia 112 mln di euro (pari a 0,2 euro per azione). Forse calcoli alla mano in questo caso meglio una gallina domani che un uovo oggi.</p>
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    <title type="html">De Benedetti chiama Tiscali</title>
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    <published>2007-11-19T17:37:36+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/3246/de-benedetti-chiama-tiscali"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/telefono1_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="177" height="253" alt="tiscali telecom de benedetti soru investimenti aumento di capitale pipex" /></p>
<p><em>Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>Carlo De Benedetti è pronto a fare il suo ingresso nel capitale di Tiscali. Management &#038; Capitali ha infatti sottoscritto un prestito obbligazionario convertibile di durata quinquennale del valore nominale di 60 milioni di euro attraverso il quale supporterà &#8220;la crescita e lo sviluppo di Tiscali in Italia e nel Regno Unito&#8221;.</p>
<p>Oltremanica l&#8217;isp sardo &#8220;intende raggiungere un&#8217;adeguata scala dimensionale e presentare un&#8217;offerta di servizi completa supportata da una rete di infrastrutture moderna ed efficiente&#8221;, sottolinea una nota del fondo di turnaround che si vedrà corrispondere una remunerazione del 6,75%. Il prestito potrà essere rimborsato in azioni Tiscali di nuova emissione a un prezzo di conversione pari a 2,70 euro per azione (corrispondente a un premio del 16% sul prezzo di riferimento di venerdì 16 novembre). In questo caso il numero delle azioni a servizio dell&#8217;operazione sarà di 22,2 milioni, pari a circa il 5% del capitale attuale.</p>
 <p>
In caso di non conversione nel periodo di durata delle obbligazioni, a scadenza M&#038;C riceverà un numero di azioni tale da rimborsare il valore nominale delle obbligazioni e gli interessi maturati, ma in numero non superiore al 10% dell&#8217;attuale capitale sociale (che corrisponde a circa 42,4 milioni di azioni). In ogni caso le obbligazioni non saranno convertibili per un anno dall&#8217;emissione.<br />
Anche se sono ancora in molti a ritenere Tiscali una possibile preda dei colossi telefonici europei, (da Swisscom a Vodafone, da Deutsche Telekom a Wind), grazie a questa operazione, che si realizzerà entro la fine dell&#8217;esercizio 2007, la società sarda potrà portare avanti i propri progetti nel Regno Unito, dopo essere diventato uno tra i primi quattro operatori britannici tramite l&#8217;acquisizione e l&#8217;integrazione delle attività di Pipex.</p>
<p>Intanto, proprio al fine di rifinanziare il debito contratto per l&#8217;acquisizione della divisione broadband e voce di Pipex, il cda della società ha deliberato un aumento di capitale fino ad un massimo di 150 milioni di euro da offrirsi in opzione agli azionisti. La cifra è comunque inferiore a quella, pari a 220 milioni, approvata dall&#8217;assemblea straordinaria di fine agosto ma anche alla proposta iniziale del consiglio di amministrazione della società (200 milioni).</p>
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    <title type="html">Alitalia, Air France non abbassa la guardia</title>
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    <published>2007-01-23T13:12:04+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2515/alitalia-air-france-non-abbassa-la-guardia"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/tex_front.jpg" class="post" align="left" border="0" width="215" height="283" alt="alitalia cimoli jean cyril spinetta nministero economia tommaso padoa schioppa goldman sachs rotschild management e capitali M&amp;C carlo de benedetti diego della valle ribassi rumors attesa" /></p>
<p>Negozia sotto un cielo grigio Alitalia in questi giorni: ieri il titolo aveva lasciato sul tappeto di piazza Affari quasi il 2% e anche oggi a metà seduta le azioni della compagnia aerea perdono lo 0,3%. A suggerire le vendite contribuiscono soprattutto le <a href="http://tempsreel.nouvelobs.com/actualites/economie/entreprises/20070122.OBS8162/air_france_muet_sur_alitalia.html?idfx=RSS_economie">indiscrezioni</a> uscite sulla stampa francese nei giorni scorsi. Un articolo su La Tribune di ieri sosteneva che Air France non avrebbe alcuna intenzione di presentare un’offerta per la compagnia italiana, soprattutto per via delle condizioni imposte dal Governo italiano, che renderebbero troppo rischioso un salvataggio. Nonostante il fatto che nessun commento sulla notizia sia giunto dalla compagnia guidata da Jean-Cyril Spinetta, ieri le azioni di Alitalia hanno perso l’1,98%. Oggi sull’argomento ritorna anche Les Echos che azzarda un’ipotesi sulla reale strategia di Air France. La compagnia non avrebbe alcuna intenzione di lanciare un’offerta, ma non vorrebbe neanche archiviare del tutto il dossier. In tal senso avrebbero un certo appeal le proposte di alcuni investitori interessati all’operazione come Goldman Sachs, Rothschild, o la <a href="http://canali.libero.it/affaritaliani/alitaliacordataitaliana2301.html">M&#038;C di Carlo De Benedetti</a> (sostenuta secondo il quotidiano parigino da Mediobanca). Insomma un partner industriale di livello potrebbe fare comodo in un secondo momento.</p>
<p>Sarebbe però soprattutto la posizione di Lufthansa la più preoccupante per il vettore francese.  Una (improbabile) offerta diretta rischierebbe di tagliare fuori dal nostro mercato Air France; ma soprattutto <a href="http://finanza.espressonline.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&#038;tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&#038;del=20070123&#038;fonte=LFN&#038;codnews=71041">AirOne</a> è ancora nella pole position dei possibili acquirenti e, visti i suoi legami con la compagnia tedesca, un suo successo potrebbe essere pericoloso per la compagnia franco-olandese. Insomma Air France rimane alla finestra e prepara una contromossa nel caso in cui la gara per Alitalia prendesse una direzione sgradita.</p>
<p>Intanto opposte versioni dei fatti allontanano Spinetta dal ministero dell’Economia (il maggiore azionista di Alitalia). Le recenti dimissioni del manager francese sarebbero state anticipate, secondo lo stesso Spinetta, al ministero dell’Economia fin dallo scorso dicembre. Gli uomini di Tommaso Padoa Schioppa dichiarano però di avere saputo delle reali intenzioni di Spinetta soltanto la sera prima dell’annuncio pubblico, ossia il 16 gennaio scorso. Nel frattempo, ancora una volta, Alitalia in borsa vola basso, nonostante abbia ottenuto dalla Consob l’ok alla pubblicazione del bilancio del 2006 dopo la presentazione delle offerte.</p>
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    <title type="html">Alitalia vola in borsa, le offerte più chiaccherate</title>
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    <published>2006-12-04T13:21:46+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2234/alitalia-vola-in-borsa-le-offerte-piu-chiaccherate"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/soldi2_04.jpg" class="post" align="left" border="0" width="178" height="173" alt="alitalia cimoli airone carlo toto air france de benedetti m&amp;c diego della valle offerte governo prodi colaninno" /></p>
<p>Vola in borsa di nuovo Alitalia nella seconda giornata di contrattazione dopo l’annuncio di una nuova fase di privatizzazione. A breve potrebbe essere messa sul mercato una fetta del 25% della compagnia di bandiera attualmente nel portafoglio del ministero dell’Economia. In effetti, dopo l’annuncio del sindaco di Roma Walter Veltroni che parlava di un certo interesse da parte di importanti imprenditori italiani, già da venerdì è scoppiato il totopretendente che ha buttato nel pentolone delle ipotesi tre grossi nomi della finanza nostrana. Si è parlato innanzitutto della AirOne di Carlo Toto, che però dovrebbe ricorrere al debito per finanziare un’operazione di questo livello.</p>
<p>Sull&#8217;ipotesi AirOne si è espresso in <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200612articoli/14987girata.asp">una bella intervista a La Stampa</a> il presidente della commissione Antitrust Antonio Catricalà. Un’eventuale fusione fra AirOne e Alitalia necessiterebbe di un decreto ad hoc del Governo per aggirare i tetti massimi di mercato imposti dalla legge attuale. Sarebbe un provvedimento inedito ma giustificabile, date le grandi quote che i competitor globali hanno nei rispettivi mercati nazionali. Bisognerebbe in ogni caso tenere alta la guardia perché, se in Francia e altrove certe grosse fette del mercato sono state conquistate con la qualità dei servizi offerti, in Italia si rischia di promuovere una fusione politica piuttosto che la competitività del sistema. Bisognerà in ogni caso rifare i conti in tasca anche al sistema aeroportuale che con i suoi eccessivi costi rischia di penalizzare anche i bilanci di Alitalia.</p>
<p>Fra <a href="http://oknotizie.alice.it/go.php?us=1b112b1c1a4a88e">i possibili prentedenti</a> ci sono anche Roberto Colaninno, Diego Della Valle, Unicredit e Capitalia che potrebbero finanziare un prestito ponte per aiutare un partner industriale a mettere piede in Alitalia. Il nome più chiaccherato rimane però quello dell’Ingegnere, di Carlo De Benedetti. Qualunque sia il prescelto, si tratta comunque di un’operazione in grado di portare nella compagine azionaria di Alitalia un amico di Prodi dalle spalle larghe.</p>
<p>Così, mentre da tutte le latitudini politiche e dai sindacati si plaude a questa svolta decisionistica del Governo, non mancano i richiami all’attenzione per il piano industriale che un prossimo partner potrebbe presentare per la compagnia.  Il Governo ha messo le mani avanti: la vendita di questo pacchettone (valore attuale fra i 300 e i 400 milioni di euro) di Alitalia non sarà solo una questione di prezzo, ma saranno valutati soprattutto i piani per la compagnia e le alleanze internazionali proposte.</p>
<p>De Benedetti rappresenta l&#8217;evenienza più probabile, dal momento che ha appena incassato dalla De Agostini i soldi del pacchetto di controllo di Cdb Web Tech e può fare affidamento su una consistente liquidità presente in Management &#038; Capitali. Si parla di circa 135 milioni di euro finiti nelle casse della Romed International (holding finanziaria lussemburghese dell’Ingegnere), a cui va aggiunta una dotazione da 600 milioni di euro nelle casse di M&#038;C. In totale, insomma, De Benedetti potrebbe entrare nella partita per il salvataggio di Alitalia con munizioni proprie per oltre 730 milioni: più che sufficienti per gli asset che saranno messi in vendita con una &#8220;trattativa pubblica diretta e trasparente&#8221;.</p>
<p>Anche dall’estero intanto ci guardano. Air France e la sua guida Cyril Spinetta rimangono alla finestra dopo che le condizioni vessatorie proposte a Giancarlo Cimoli – si parlava di una riduzione del 12% della flotta e di una marginalizzazione notevole della compagnia - hanno ricevuto il secco no di tutti: da Prodi, ai sindacati, all’opposizione. Lufthansa invece ha ribadito di non essere affatto interessata alla compagnia italiana. Attualmente Alitalia è vincolata ad Air France dall&#8217;adesione a Sky Team. Abbandonare l&#8217;alleanza costerebbe una penale di almeno 180 milioni di euro. In Parlamento e nel Governo c’è anche chi preme per un partnership di più ampie vedute e vede con favore alleanze asiatiche e partner del Far East in grado di rilanciare il ruolo internazionale di Alitalia. <a href="http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_28122.html">Lo scenario rimane fluido</a>, ma entro il prossimo gennaio 2007 potrebbero già trovare definizione le prime scelte strategiche del Governo su uno dei dossier più scottanti della finanza italiana.</p>
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    <title type="html">M&amp;C al 68% di Saiag. Così non andrà a rotoli</title>
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    <updated>2006-10-16T12:21:17+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1911/mc-al-68-di-saiag-cosi-non-andra-a-rotoli"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/domopak.jpg" class="post" align="left" border="0" width="186" height="100" alt="m&amp;c management e capitali de benedetti fondi saiag efibanca rothschild cuki domopak" /></p>
<p>Alla fine CUKI e Domopak sono passati a Management &#038; Capitali. La società che detiene i due marchi, la Comital Saiag, ha varato un aumento di capitale da 65 milioni di euro che dovrebbe alleggerire la pressione delle banche creditrici sul gruppo. M&#038;C ha versato 44,5 milioni che le garantiscono il controllo del 68% della società. Altri 19,5 milioni li ha messi invece Efibanca che mette in cassa così un 30% della Saiag; mentre la famiglia Gualco ha sottoscritto l’1% della ricapitalizzazione.</p>
<p>L’ok delle banche è stato necessario al closing dell’accordo visto che il gruppo Comital Saiag attualmente ha un debito finanziario di circa 260 milioni di euro a fronte di ricavi che si aggirano sui 500 milioni di euro: entrate che non hanno salvato la società da una chiusura in rosso della scorsa semestrale con perdite da 33,6 milioni di euro.</p>
<p>Il gruppo Rothschild è stato l’advisor dell’operazione incaricato dalla Comital Saiag di cercare un partner finanziario con cui tentare il rilancio della società dei profilati in alluminio per la conservazione del cibo. Si è già insediato il nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Gianemilio Osculati, il nuovo amministratore delegato è Carlo Frau.</p>
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    <title type="html">M&amp;C. Intervista a Pierantonio Nebuloni</title>
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    <published>2006-07-12T18:25:59+00:00</published>
    <updated>2006-07-12T18:25:59+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Oggi si è conclusa l’offerta in opzione di 570 milioni di azioni avviata lo scorso 19 giugno da Management &amp;#038; Capitali. L’offerta sottoscritta all’81,75% ha lasciato inoptate circa 104[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1398/mc-intervista-a-pierantonio-nebuloni"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/MC.gif" class="post" align="left" border="0" width="156" height="61" alt="m&amp;C_management_capitali_de_benedetti_shroder_azionisti_goldman_sachs_cerberus" /> </p>
<p>Oggi si è conclusa l’offerta in opzione di 570 milioni di azioni avviata lo scorso 19 giugno da Management &#038; Capitali. L’offerta sottoscritta all’81,75% ha lasciato inoptate circa 104 milioni di azioni derivanti dall’offerta agli azionisti di Cdb Web Tech. la quota non asseganta, <a href="http://www.managementecapitali.it/italiano/investor/pdf/comunicati/M&#038;C_Comunicato_risultati_offerta.pdf">si legge nel comunicato</a>, sarà probabilmente rigirato agli investitori che avevano chiesto quote maggiori di quelle che poi gli sono state assegnate. Intanto però l’offerta finalizzata alla raccolta di 570 milioni di euro lascia inoptato un capitale di circa 104 milioni di euro. L’operazione ci ha offerto una scusa per fare due chiacchere con Pierantonio Nebuloni, vicepresidente del Consiglio di Gestione, ossia il numero due del board di M&#038;C.</p>
<p><strong>D. Dottor Nebuloni l’offerta è stata sottoscritta solo per l’81,75%: come mai secondo lei ne è rimasta inoptata una parte?</strong></p>
<p>R. Parte delle azioni oggetto dell’offerta non sono state sottoscritte, è vero, ma si tratta di quel pacchetto azionario che si riferiva agli azionisti di Cdb Web Tech. Era in parte prevedibile ed in ogni caso troveremo facilmente degli investitori presso gli istituzionali che avevano richiesto un maggior numero di azioni rispetto a quelle che poi gli sono state assegnate.</p>
<p><strong>D. Management &#038; Capitali è una matricola nata da uno spin off di Cdb Web Tech e quotata in borsa dalla metà di giugno. Il pubblico sa relativamente poco di questa società di partecipazionio che ha l’obiettivo di finanziare la rinascita o la crescita di medie e grandi imprese. Prima c’era stato un aggancio a I Viaggi del Ventaglio, poi si è parlato di Saiag&#8230; novità?</strong></p>
<p>R. Beh nel caso de I Viaggi del Ventaglio noi avevamo fatto un’offerta che proponeva un immediato intervento nel capitale e a livello manageriale e non comportava cessioni di asset o affini. Constatata la volontà del management di procedere diversamente (con la vendita di villaggi turistici e simili), si è deciso di guardare altrove. Con Saiag ci sono tutt’ora dei contatti in corso, così come con altre società, ma per il momento sarebbe precoce dire di più. </p>
<p><strong>D. Ma attualmente quante partecipazioni avete in portafoglio?</strong></p>
<p>R. Nessuna per il momento. Ma, vede, noi siamo appena nati e stiamo studiando il mercato. Ci orientiamo alle medie e piccole imprese (più o meno 100 milioni di euro di fatturato Ndr.) e stiamo cercando delle occasioni che ci convincano.</p>
<p><strong>D. Da quando siete entrati in borsa sia voi che la vostra “mamma” Cdb Web Tech avete perso di valore a Piazza Affari. Si tratta solo della brutta aria che tira sui mercati?</strong></p>
<p>R. Per quanto riguarda Cdb Web Tech non mi posso pronunciare perché è una società da cui deriviamo, ma per la quale non possiamo certo esprimere opinioni. Noi siamo entrati con un valore di un euro per azione e trattiamo attualmente con un 5% massimo di sconto. Eccetto Piaggio, a cui facciamo i nostri auguri, mi sembra che le ultimi quotazioni abbiano spesso visto società anche valide trattare con uno sconto molto maggiore dopo la quotazione. Se poi facciamo un confronto con le altre società del nostro settore è difficile che nel primo anno di vita crescano. Noi investiamo sul futuro di gruppi in difficoltà, ci vuole tempo perché si raccolgano dei frutti.</p>
<p><strong>D. L’azionariato cambia dopo la ricapitalizzazione da 570 milioni?</strong></p>
<p>R. Sì in parte sì, ma ci vorrà qualche giorno per conoscere le nuove quote degli azionisti. I punti di riferimento rimangono quelli di prima comunque. Shroder Investment con circa il 6% dovrebbe essere il primo azionista, poi Goldman Sachs, Cerberus&#8230;</p>
<p><strong>D. E la Romed International di De Benedetti?</strong></p>
<p>R. Anche lei ha un posto di rilievo con una quota di circa il 5%.</p>
<p><strong>D. Avete fatto delle previsioni per il futuro? Ricavi, utili o altri obiettivi che mirate a ragguiungere entro la fine dell’anno?</strong></p>
<p>R. Come le dicevo ci vorrà un po’ di tempo. L’importante è fare oggi l’investimento nella società giusta per poi vedere crescere il valore del gruppo col tempo.</p>
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    <title type="html">M&amp;C, brillante debutto per la matricola che si prende cura delle Pmi</title>
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    <published>2006-06-19T16:29:07+00:00</published>
    <updated>2006-06-19T16:29:07+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Nell’asta di apertura ha ragginto un rialzo anche dell’11,1% sfiorando quota 1,11 euro per azione. Parliamo di M&amp;#038;C, la società ammessa oggi alle contrattazioni di Piazza Affari che segna[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1258/mc-brillante-debutto-per-la-matricola-che-si-prende-cura-delle-pmi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/debenedettimedico.GIF" class="post" align="left" border="0" width="189" height="176" alt="de_benedetti_ipo_m&amp;c_matricole" /></p>
<p>Nell’asta di apertura ha ragginto un rialzo anche dell’11,1% sfiorando quota 1,11 euro per azione. Parliamo di M&#038;C, la società ammessa oggi alle contrattazioni di Piazza Affari che segna un buon debutto. Farà bene alla Borsa che, ultimamente, ha spesso spaventato le matricole, anche se al momento Cdb Web Tech, altro fondo che fa capo a Carlo De Benedetti da cui è stato effettuato lo spin off di M&#038;C, paga dazio a Piazza Affari con perdite del 16,89% che portano il titolo a quota 3,62 euro per azione.</p>
<p>Facendo un rapido calcolo, chi aveva due azioni Cdb Web Tech (è stato previsto un concambio di due a uno con quelle di M&#038;C) pari ad un valore totale venerdì sera di 7,246 euro, alla fine ci ha perso. Infatti anche se si considera il valore di 1,11 euro per azione e diritti di opzione di circa 0,15 euro per ogni titolo di M&#038;C, le due azioni Cdb Web Tech, quella di M&#038;C e il diritto di opzione raggiungono circa 6,46 euro per azione. Significa una perdita di circa il 10%.</p>
<p>Intanto M&#038;C ha comunque incassato la fiducia del mercato e come prima società del segmento MTF classe 3 (del Mercato Telematico Azionario) ha aperto bene le danze di questo mercato dedicato da Borsa italiana alle Investment companies.  </p>
<p><a href="http://www.managementecapitali.it/italiano/homepage/index.htm">M&#038;C è un fondo di turnaround</a>, ossia di una sorta di ospedale per le piccole e medie imprese, ma è anche uno strumento di valorizzazione delle stesse. In poche parole Carlo De Benedetti, tramite la sua holding lussemburghese Romed International controlla questa società finanziaria (post-Ipo la quota dovrebbe essere di quasi il 30%). Fra i soci di rilievo anche la Dorint holding, altra finanziaria lussemburghese che fa capo a Diego Della Valle e ha una partecipazione del 3% circa post-quotazione. Fra i soci di rilievo anche il fondo Shroders Investments e la Goldmann Sachs, tramite Elq investors. Il flottante è di circa il 30%. La società nata da pochi mesi non ha ancora avviato attività operative e non sono state ancora confermate le intenzioni di acquisire, fra i propri clienti, la Saiag.</p>
<p>Intanto il mercato sembra credere in questa società che mira a investire in aziende con un fatturato di almeno 100.000.000 euro mantenendo le partecipazioni anche per tre-cinque anni, a patto, però, di avere una voce nel board. Se funzionerà, insomma, lo dirà solo il tempo, sicuramente un organismo che porti competenza nelle piccole e medie imprese italiane farà comodo. Che poi sia un organismo amministrato tramite società lussemburghesi, pazienza (&#8230;). Il mercato, intanto, sembra avere già premiato l’operazione. Buona fortuna.</p>
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    <title type="html">M&amp;C, De Bendetti passa dalla carta all&#039;alluminio?</title>
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      <name>Ferry Boat</name>
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    <published>2006-06-14T11:19:06+00:00</published>
    <updated>2006-06-14T11:19:06+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1230/mc-de-bendetti-passa-dalla-carta-allalluminio"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/alluminio.jpg" class="post" align="left" border="0" width="190" height="103" alt="cdb_web_tech_m&amp;C_management_&amp;_capital_mediobanca_de_benedetti" /> </p>
<p>Registriamo un rumor interessante a proposito di <a href="http://www.finanzablog.it/post/1082/mc-de-benedetti-punta-a-650-milioni">una delle quotande più interessanti degli ultimi tempi, M&#038;C</a>. Il fondo di turnover dell&#8217;editore del gruppo L&#8217;Espresso, che attende oggi l’ok della Consob alla divulgazione del prospetto informativo, sarebbe interessato a una società importante come Saiag. Leggiamo la notizia sul Sole 24 Ore di stamattina in un articolo firmato da Carlo Festa. Osserviamo che la società specializzata in rotoli d’alluminio (fra i marchi gestiti ha anche Cuki) ha numeri di tutto rispetto. Circa 545 milioni di euro il fatturato annuo di una società che ha visto di recente passare il timone dalle mani di Cornelio Valetto, storico presidente della società dal 1972, a quelle di Maria Rosa Valetto, la figlia. Insomma l’ennesima storia di un’azienda a carattere familiare.</p>
<p>Rileviamo che M&#038;C ha per la sua quotazione (in totale la capitalizzazione del gruppo dovrebbe tioccare i 650 milioni di euro post-Ipo) uno sponsor d’eccezione come Mediobanca  e che Cdb Web Tech, l’omologo in casa De Benedetti, dopo la crisi del 2001 ha mostrato un trend in ascesa e pur accusando i colpi delle oscillazioni di Piazza Affari negli ultimi tempi, potrebbe rigirare al rialzo (il quadro grafico si farebbe difficile a seguito di discese sotto 3.20). Con questo non intendiamo ovviamente fare previsioni in tempi tanto incerti, al più pensiamo che per M&#038;C, se deciderà di quotarsi entro l’estate, ci sarà probabilmente la fila al collocamento. I fortunati speriamo che non vengano delusi.</p>
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    <title type="html">M&amp;C, De Benedetti punta a 650 milioni</title>
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      <name>Ferry Boat</name>
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    <published>2006-05-25T12:34:29+00:00</published>
    <updated>2006-05-25T12:34:29+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[L’ultima quotanda di casa De Benedetti, la M&amp;#038;C, ha appena stabilito che l’aumento di capitale della società non sarà più di “soli” 420 milioni di azioni da un euro, ma potrebbe[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1082/mc-de-benedetti-punta-a-650-milioni"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/debenedetti.JPG" class="post" align="left" border="0" width="144" height="164" alt="de_benedetti_m&amp;c_cdb_web_tech_ipo" /> </p>
<p>L’ultima quotanda di casa De Benedetti, la M&#038;C, ha appena stabilito che l’aumento di capitale della società non sarà più di “soli” 420 milioni di azioni da un euro, ma potrebbe raggiungere i 570 milioni di nuove azioni (e di euro). Attualmente la futura matricola di Piazza Affari (lo sbarco in borsa è previsto per il prossimo mese) vede una partecipazione da 50 milioni di euro di Cdb Web Tech, una partecipazione di 5,5 milioni di euro dal management e una fetta di 24,5 milioni di euro in mano a imprenditori e investitori privati e istituzionali che si sarebbero impegnati già, secondo quanto leggiamo da Teleborsa, a sottoscrivere parte del nuovo aumento di capitale fino a coprire altri 195,5 milioni di euro. Osserviamo en passant che oggi Cdb Web Tech vola in borsa con rialzi superiori al 6%.</p>
<p>La stessa Cdb Web Tech (altra creatura di casa De Benedetti) distribuirà prossimamente ai propri azionisti a titolo di dividendo “in natura”  azioni di M&#038;C e Romed International (la società controllata da De Benedetti che controlla a sua volta Cdb Web Tech). Cosa succederà alla fine dell’operazione? Cdb Web Tech avrà azioni per 25 milioni di cui solo 1,4 milioni di nuova sottoscrizione. </p>
<p><a href="http://finanza.repubblica.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&#038;tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&#038;del=20060524&#038;fonte=TLB&#038;codnews=740">Altri 194,6 milioni di euro sarebbero già stati prenotati </a>da vari investitori istituzionali individuati grazie alla consulenza di primarie banche d’affari come Lazard, Lehman Brothers, Mediobanca e BIM. Le richieste sarebbero state già per 400 milioni.</p>
<p>Insomma sembra che M&#038;C riuscirà davvero a sfondare in borsa e a racimolare i 570 milioni di euro. Noi <a href="http://www.finanzablog.it/post/529/cofide-cir-espresso-cdb-management-capitali">ci rifacciamo umilmente a Cesant </a>che ci ha più volte fatto notare come fra tutte queste scatole quotate in mano alle stesse persone forse bisognerebbe fare un po’ d’ordine, anche se, guardando i numeri dell’Espresso forse De Benedetti non è il peggiore a Piazza Affari. Certo, viste le somiglianze con Cdb Web Tech, ci sembra che un fondo d’investimento nelle imprese in capo alla stessa persona potesse anche bastare&#8230;</p>
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    <title type="html">Cofide / CIR / Espresso - CDB / Management &amp; Capitali</title>
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      <name>theman</name>
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    <published>2006-04-04T22:52:43+00:00</published>
    <updated>2006-04-04T22:52:43+00:00</updated>
    <dc:subject>fatti-del-giorno</dc:subject><dc:subject>le-debuttanti-ipo</dc:subject><dc:subject>persone</dc:subject><dc:subject>de-benedetti</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>mc</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Nei prossimi mesi arriverà una nuova matricola, la Management &amp;#038; Capitali dell&amp;#8217;Ing. De Benedetti.  Notizia positiva per la Borsa di Milano ?
Non si tratta di un&amp;#8217;azienda[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/529/cofide-cir-espresso-cdb-management-capitali"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/scatole.jpg" class="post" align="left" border="0" width="162" height="203" alt="scatole_cinesi" /><a href="http://finanzablog.it/categoria/mc">Nei prossimi mesi arriverà una nuova matricola, la Management &#038; Capitali dell&#8217;Ing. De Benedetti</a>.  Notizia positiva per la Borsa di Milano ?</p>
<p>Non si tratta di un&#8217;azienda manifatturiera e nemmeno di un&#8217;azienda di servizi, ma di una società che investirà in imprese in crisi tentandone il rilancio. L&#8217;intento è nobile, meno nobile se si tratta della sesta società che De Benedetti controllerà in Borsa. A ben vedere M&#038;C sarà controllata da CDB a sua volta controllata da Romed, una finanziaria di famiglia: una catena di società al rovescio dove il pesce più piccolo mangia quello più grosso.<br />
In fondo quella delle scatole quotate è prassi consolidata in borsa e lo stesso De Benedetti, seppur in buona compagnia, è un esponente di primo livello di questa economia.<br />
 <br />
La sua finanziaria ha il 41% di Cofide che a sua volta ha il 46% di CIR che a sua volta ha il 50% di Espresso. Ma Cofide capitalizza 650 mln e quindi il 41% è pari a 266 mln, mentre Cir capitalizza 2 mld e Espresso 1,8 mld e quindi De Benedetti con &#8220;solo&#8221; 266 mln controlla di fatto Espresso, pur rappresentando 266 mln il 15% di Espresso! </p>
<p>A quando una fusione Cir e Cofide? A quando un utilizzo della Borsa per mettersi sul mercato e non per proteggersi dal mercato? E l&#8217;Ing De Benedetti è in buona compagnia: CamFin-Pirelli-Olimpia-Telecom-TelecomItaliaMedia, oppure i Caltagirone, oppure i Pesenti, i Riffesen, gli Agnelli,&#8230;</p>
<p>Una proposta banale per controllare l&#8217;abuso dell&#8217;effetto leva può essere quella di impedire che una holding quotata abbia una capitalizzazione inferiore alla sua controllata quotata, ma gli interessi sono molti e la proposta purtroppo rimarrà nei cassetti anche nella prossima legislatura. Scommettiamo ?</p>
<p><em>Riceviamo da Cesant e pubblichiamo.</em></p>
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    <title type="html">Management &amp; Capitali: collocamento entro l&#039;estate</title>
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    <published>2006-04-02T23:30:17+00:00</published>
    <updated>2006-04-02T23:30:17+00:00</updated>
    <dc:subject>fatti-del-giorno</dc:subject><dc:subject>le-debuttanti-ipo</dc:subject><dc:subject>persone</dc:subject><dc:subject>de-benedetti</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>mc</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ci siamo, la nuova creatura dell&amp;#8217;Ing. Carlo De Benedetti, la società Management &amp;#038; Capitali nata da uno spin off di CDB Web Tech concluderà il documento per la quotazione nel mese[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/503/management-capitali-collocamento-entro-lestate"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/debenedetti_carlo_135.jpg" class="post" align="left" border="0" width="135" height="104" alt="de_benedetti_carlo" />  Ci siamo, la nuova creatura dell&#8217;Ing. Carlo De Benedetti, la società Management &#038; Capitali nata da uno spin off di CDB Web Tech concluderà il documento per la quotazione nel mese di Aprile 2006. La quotazione dovrebbe avvenire entro l&#8217;estate nel nuovo segmento di Borsa Italiana dedicato alle investment companies e denominato MTF. Si confermano così le indiscrezioni riprese da finanzablog nel post <a href="http://www.finanzablog.it/post/179/il-fondo-de-benedetti-presto-in-borsa">&#8220;Il Fondo De Benedetti (Management &#038; Capitali) presto in Borsa?&#8221;</a>.</p>
<p>L&#8217;advisor è Lazard mentre i global coordinator sono Mediobanca e Banca Intermobiliare (che è anche azionista, conflitti di interesse in vista ?).  La società guidata dall&#8217;amministratore delegato Vittorio Moscatelli collocherà circa il 30% del capitale, mentre il resto sarà distribuito come segue: 30% a Carlo De Benedetti (e sue controllate), 33% a Investitori Istituzionali e il restante 7% al management.  In ordine di investimento gli Istituzionali sono: Fondo Schroders, Fondo Cerberus, Goldman Sachs, Banca Intermobiliare, una joint venture Ramius e Sopaf e poi Della Valle, Nerio Alessandri e Arnaldo Borghesi.   Management &#038; Capitali si dedicherà al turn around di società italiane in difficoltà finanziarie o industriali e fornirà anche capitali a società in avanzato stadio di sviluppo. </p>
<p>Al momento della quotazione verrà effettuato un aumento di capitale di 420 milioni di euro che si aggiungerà agli 80 milioni di euro attuali. Ogni azionista CDB riceverà 1 azione Management &#038; Capitali del valore di 1 euro ogni due azioni CDB.</p>
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    <title type="html">Ventaglio: no a De Benedetti</title>
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    <published>2006-03-12T18:34:08+00:00</published>
    <updated>2006-03-12T18:34:08+00:00</updated>
    <dc:subject>uncategorized</dc:subject><dc:subject>fatti-del-giorno</dc:subject><dc:subject>i-titoli-di-oggi</dc:subject><dc:subject>le-debuttanti-ipo</dc:subject><dc:subject>small-caps</dc:subject><dc:subject>persone</dc:subject><dc:subject>de-benedetti</dc:subject><dc:subject>ventaglio</dc:subject><dc:subject>mc</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Sempre meno comprensibili le vicende di Viaggi del Ventaglio. Siamo sullo sfondo di una grave situazione economica e viene trattata la cessione ad un nuovo proprietario nella speranza di avviare[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/277/ventaglio-no-a-de-benedetti"><![CDATA[<p>Sempre meno comprensibili le vicende di Viaggi del Ventaglio. Siamo sullo sfondo di una grave situazione economica e viene trattata la cessione ad un nuovo proprietario nella speranza di avviare un&#8217;operazione di turn around. Eppure mentre si raccolgono le offerte viene ceduto uno dei migliori asset della società: il villaggio di Plaua Maroma in Messico. Allora De Benedetti con Management &#038; Capitali revoca la propria offerta e, forse, rimangono in gara soltanto il Fondo Clessidra e il private equity di JP Morgan. La volontà di Colombo, attuale proprietario, di mantenere una quota di minoranza sembra non andare proprio nell&#8217;interesse della società che sta ancora gestendo. Occhio al titolo !</p>
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