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  <title>Finanzablog.it</title>
  <subtitle>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T16:03:26+00:00</updated>
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    <title type="html">Facebook: il debutto in Borsa dovrebbe arrivare il 18 maggio</title>
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    <published>2012-05-03T08:35:19+00:00</published>
    <updated>2012-05-03T08:35:19+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5207/facebook-il-debutto-in-borsa-dovrebbe-arrivare-il-18-maggio"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/fbipomay.jpg" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>C&#8217;è una data per l&#8217;Ipo di Facebook: secondo il Wall Street Journal <a href="http://www.forbes.com/sites/tomiogeron/2012/05/01/facebook-sets-ipo-date-for-may-18-report/">si tratta del 18 maggio</a>, quando finalmente tutti gli investitori saranno liberi di butt&#8230; pardon, investire i propri soldi nell&#8217;azienda di Mark Zuckerberg.</p>
<p>Intanto, però, non spariscono le nuvole attorno alle reali prospettive di crescita della società e soprattutto all&#8217;appetibilità dei messaggi pubblicitari pubblicati sulle pagine personali degli utenti di Facebook e degli altri social network. Sempre secondo il Wall Street Journal, mentre da un lato gli inserzionisti sono esortati a utilizzare nuove forme di annunci pubblicitari, d&#8217;altra parte la loro libertà di azione è molto ridotta.</p>
<p>Secondo il quotidiano newyorchese, siti come Google e Yahoo offrono più opportunità di profilare gli utenti e permettono ritorni superiori in rapporto agli investimenti pubblicitari. Facebook, che non fa pagare gli utenti per utilizzare i suoi servizi, ha estremo bisogno della pubblicità per sopravvivere e per accrescere il fatturato; ma se questa pubblicità non dà sufficienti ritorni rischia di diminuire.</p>
 <p>Il punto è <a href="http://www.foxbusiness.com/technology/2012/05/02/as-ipo-approaches-facebook-advertisers-investors-unsure-return-report/">quanto sarà valutata Facebook</a> al momento della quotazione: davverò arriverà ai 100 miliardi di dollari di cui si favoleggia? In quel caso, calcola il Wall Street Journal, siamo attorno a 33 volte il fatturato pubblicitario che dovrebbe essere attorno a 3 miliardi all&#8217;anno.</p>
<p>Nel trimestre chiuso a marzo, il fatturato derivante dalla pubblicità ha rappresentato oltre l&#8217;80% del fatturato del periodo, cresciuto sì del 45%, ma molto meno di quanto ottenuto l&#8217;anno scorso, quando le entrate raddoppiarono rispetto a dodici mesi prima. Facebook quindi sta rallentando e questo andamento, peraltro fisiologico in parte, sembra preoccupare gli analisti. C&#8217;è stato anche chi ha valutato la capitalizzazione giusta della società attorno ai 20 o 30 miliardi di dollari.</p>
<p>Ma Facebok è affamata di denaro fresco e comunque è probabile che l&#8217;arrivo in Borsa faccia scoppiare la febbre degli acquisti, forse persino a prezzi troppo alti.</p>
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    <title type="html">Amazon: il Fire spinge le vendite e le azioni volano</title>
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    <published>2012-04-27T09:25:55+00:00</published>
    <updated>2012-04-27T09:25:55+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5203/amazon-il-fire-spinge-le-vendite-e-le-azioni-volano"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/bezoskindlefire.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="302" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Amazon ha sempre amato sorprendere investitori e analisti e ribaltare le previsioni, specie quando in molti la davano in difficoltà o addirittura già per spacciata o in declino inesorabile. Qualcosa di simile sembra che stia succedendo in questo momento con il Fire, il tablet che dovrebbe fare concorrenza all&#8217;iPad di Apple.</p>
<p>Gli ultimi risultati trimestrali <a href="http://www.reuters.com/article/2012/04/26/net-us-amazon-idUSBRE83P1E320120426">hanno superato le previsioni</a> degli analisti, di conseguenze le azioni Amazon hanno messo a segno un bazo in avanti del 15%, accrescendo la capitalizzazione dell&#8217;intera impresa di 10 miliardi di dollari. Il merito va soprattutto al Kindle.</p>
<p>A parte le vendite dell&#8217;apparecchio in sé - che secondo molti osservatori viene commercializzato al prezzo di costo o addirittura in perdita - la notizia positiva riguarda la vendita di prodotti digitali, che ha ricevuto un importante impulso proprio dalla diffusione del tablet. Non solo libri digitali, ma anche film, videogiochi e musica hanno goduto della spinta propulsiva del Fire.</p>
 <p>Tra i dieci prodotti più venduti da Amazon ben 9 - segnala la società - sono prodotti digitali, fra cui appunto video, applicazioni e musica. </p>
<p>Si sta dimostrando vincente, dunque, la strategia di Jeff Bezos che ha puntato sulla penetrazione del Fire nel maggior numero possibile di clienti, anche a scapito dei margini, per favorire la trasformazione di Amazon da rivenditore di prodotti soprattutto fisici a rivenditore di prodotti digitali. E il sistema funziona!</p>
<p>Le entrate in Nord America nel settore Media, che comprende libri, DVD e musica, si sono attestate a 2,2 miliardi di dollari nel primo trimestre, in crescita del 17 per cento rispetto all&#8217;anno precedente. Nel corso del quarto trimestre del 2011, questo segmento è cresciuto dell&#8217;8 per cento. Le spese che Amazon ha dovuto sostenere hanno compresso i margini di profitto negli ultimi trimestri, con la conseguenza di deprimere le azioni della società. Ma nel primo trimestre, il margine lordo è aumentato di circa 120 punti base a circa il 24 per cento, secondo le stime di Macquarie Schachter.</p>
<p>Dopo la fase degli investimenti, però, adesso sta arrivando la fase dei ritorni. Amazon ha registrato un utile netto sceso a 130 milioni di dollari o 28 centesimi per azione nel primo trimestre, rispetto ai 201 milioni dollari o 44 centesimi un anno fa. Ma questo è di gran lunga superiore alla media previsioni di Wall Street che si aspettava 7 centesimi per azione.</p>
<p>Il fatturato ha toccato i 13,18 miliardi dollari, in crescita del 34 per cento rispetto all&#8217;anno precedente, l&#8217;utile operativo è stato di $ 192 milioni rispetto ai 322 milioni dollari un anno prima. Insomma Amazon sembra ben attrezzata per le sfide che la attendono nell&#8217;immediato futuro.</p>
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    <title type="html">Apple sotto i $ 590: prese di profitto o altro?</title>
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    <published>2012-04-17T11:11:37+00:00</published>
    <updated>2012-04-17T11:11:37+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>tecnologia</dc:subject><dc:subject>apple</dc:subject><dc:subject>bolla tecnologica</dc:subject><dc:subject>microsoft</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La corsa di Apple verso quota 1000 sembra essersi fermata, anzi la società di Cupertino ha registrato il quinto giorno consecutivo in calo: 50 punti in meno in cinque sedute, cioè il 7,9% del valore[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5183/apple-sotto-i-590-prese-di-profitto-o-altro"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/appleipad.JPG" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>La corsa di Apple verso quota 1000 sembra essersi fermata, anzi la società di Cupertino ha registrato il quinto giorno consecutivo in calo: <a href="http://www.forbes.com/sites/ericsavitz/2012/04/16/apple-drops-50-points-in-5-days-whats-up-with-that/">50 punti in meno in cinque sedute</a>, cioè il 7,9% del valore lasciato sul terreno. Le azioni della Mela adesso valgono poco più di 580 dollari, dopo essere arrivate sopra quota 630 un paio di settimane fa.</p>
<p>Questo movimento al ribasso è legato solo alle prese di profitto da parte degli speculatori a breve, che hanno messo a segno già un buon guadagno e lo stanno monetizzando? Oppure c&#8217;è dietro qualche altro motivo, come il possibile movimento dei fondi di investimento <a href="http://www.forbes.com/sites/kaipetainen/2012/04/17/funds-rotate-out-of-apple-and-into-microsoft-why-im-bearish-on-apple/">ipotizzato da Kai Petainen</a>?</p>
<p>Negli ultimi tempi qualche analista aveva messo in discussione il verbo rialzista che da un po&#8217; sembra circondare Apple e aveva ipotizzato che il prezzo delle azioni potesse subire qualche aggiustamento. Il 9 aprile per esempio Walter Piecyk di BTIG aveva dagliato il suo rating sul titolo da Buy a Neutral, giustificando la scelta con l&#8217;entusiasmo che ha accompagnato la società ultimamente e la necessità di considerare con attenzione ciò che succederà nei prossimi mesi.</p>
 <p>
È vero che Apple continuerà ad essere &#8220;il principale beneficiario di un trend di crescita in accelerazione nell&#8217;adozione di smartphone, considerando che la penetrazione globale di smartphone non ha ancora nemmeno raggiunto il 30%&#8221;; ma forse il livello del titolo ha già scontato questi elementi e prima di consigliare l&#8217;acquisto è meglio aspettare altre indicazioni.</p>
<p>Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, in effetti, il titolo Apple ha guadagnato oltre il 44%, anche se consideriamo il ribasso degli ultimi giorni, tanto che si era cominciato a speculare sulla possibilità di toccare quota mille dollari per azione. Tornando alle analisi, la settimana scorsa Brian Blair di Wedge Partners ha ammonito che le previsioni per l&#8217;iPad per il trimestre di marzo potrebbero ora essere troppo rialziste; anche se in effetti l&#8217;iPad non ha veri concorrenti sul mercato e per adesso continua a dominare il suo settore.</p>
<p>Oltre alle prese di profitto, ci potrebbe essere anche un po&#8217; di nervisismo da parte degli investitori, in vista dei risultati del primo trimestre, attesi dopo la chiusura del 24 aprile. Se le cose non fossero andate secondo le attese il titolo ne risentirebbe un po&#8217;. In alternativa, poi, c&#8217;è la lettura di Kai Petainen, che focalizza la sua attenzione sui movimenti dei fondi e ipotizza uno spostamento progressivo da Apple verso Microsoft.</p>
<p>Non bisogna dimenticare che lo stesso Petainen <a href="http://seekingalpha.com/article/168697-why-apple-is-worth-80">nel 2009 sostenne</a> che Apple valeva al massimo 80 dollari e che i suoi calcoli smentivano l&#8217;analisi di Jim Cramer, secondo cui la Mela sarebbe arrivata almeno a 300 dollari. Poi sappiamo com&#8217;è andata a finire.</p>
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    <title type="html">Facebook distorcerà il Nasdaq come ha fatto Apple?</title>
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    <published>2012-04-13T10:38:12+00:00</published>
    <updated>2012-04-13T10:38:12+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5173/facebook-distorcera-il-nasdaq-come-ha-fatto-apple"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/facebooknasdaq.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="239" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Si avvicina a grandi passi la quotazione in Borsa di Facebook, che secondo il New York Times avrà il ticker Fb e potrebbe essere sul Nasdaq già dal prossimo mese, ma con un punto interrogativo. La Ipo può valutare la società numero uno del social networking fino a 100 miliardi, a quel punto quindi Facebook <a href="http://www.forbes.com/sites/roberthof/2012/04/05/will-facebook-distort-the-nasdaq-just-like-apple-did/">distorcerà l&#8217;indice Nasdaq 100</a> in modo che diventi ancora più volatile di quanto non sia già?</p>
<p>In questo momento poche grande aziende &#8220;fanno&#8221; l&#8217;indice e ogni loro variazione si ripercuote in modo spropositato sul Nasdaq: sono Apple, Google, Microsoft, Intel e Oracle, che insieme rappresentano quasi la metà del valore di tutto il Nasdaq 100. Grazie alla sua incredibile corsa, Apple da sola è arrivata a rappresentare il 20% dell&#8217;indice.</p>
<p>Non è ancora chiaro, ovviamente, che tipo di peso avrà Facebook e non si potrà valutare fino al momento del debutto, ma non è difficile immaginare che avrà un andamento tutt&#8217;altro che tranquillo, Dato l&#8217;enorme interesse nella società da parte degli investitori e la stampa e il flottante relativamente piccolo, almeno in un primo tempo, è facile che ogni annuncio o indiscrezione possa provocare un&#8217;impennata o un crollo.</p>
 <p>
Se quindi Facebook diventa una parte significativa del Nasdaq, come sembra probabile, è credibile che renda l&#8217;indice ancora più volatile. Questo non è un gran problema per Facebook in sé. Il suo destino non dipende tanto dall&#8217;andamento del titolo a breve termine, quanto a come il CEO Mark Zuckerberg e e i suoi dirigenti sapranno gestire la questione della pubblicità, i costi, i pagamenti online e in altre attività potenziali.</p>
<p>Di certo però sarà una responsabilità in più per l&#8217;azienda che in questo modo si troverà ancora di più sotto i riflettori di quanto non succederebbe se il suo peso fosse più ridotto.</p>
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    <title type="html">In attesa di Facebook si può puntare su Renren?</title>
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    <published>2012-04-11T09:37:05+00:00</published>
    <updated>2012-04-11T09:37:05+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5179/in-attesa-di-facebook-si-puo-puntare-su-renren"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/renren.png" class="post-h" border="0" width="432" height="208" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Qual è il social network su cui vale la pena investire in questo momento? La risposta, <a href="http://seekingalpha.com/article/490251-5-reasons-why-we-believe-renren-is-the-most-attractive-social-media-stock">secondo Seeking Alpha</a> non è Facebook - visto anche che la società di Zuckerberg non è ancora quotata e comunque costerebbe davvero troppo - ma ha un nome cinese, Renren.</p>
<p>Il social network cinese sbarcò in Borsa l&#8217;anno scorso, ma adesso gli investitori cominciano a interessarsi a questo titolo su cui si registrano alti volumi di scambi. Attualmente le azioni Renren quotano a poco meno di 6 dollari, nella fascia bassa della forchetta relativa all&#8217;ultimo anno; le sue prospettive però possono essere interessanti.</p>
<p>Gli analisti prevedono per la società perdite modeste nel 2012 e nel 2013, ma il prezzo è ancora basso rispetto al volume d&#8217;affari, se comparato ai suoi concorrenti e al fatturato previsto: nei prossimi due anni infatti lè stimata una crescita del 48,3%. Renren quota 1,8 volte il valore di libro, mentre Zynga 5 volte, Pandora 14 volte e Groupon 12 volte e LinkedIn 16 volte; c&#8217;è quindi un buon margine di apprezzamento per il titolo, se si considera la valutazioni di altri titoli del settore tecnologico, con prospettive di crescita dei ricavi spesso inferiori.</p>
 <p>
L&#8217;Ipo di Faceboo d&#8217;altra parte potrà ridare slancio anche a Renren perché riaccenderà l&#8217;attenzione sul settore e contribuirà a dare visibilità a un concorrente molto più a buon mercato. Renren capitalizza circa 2 miliardi di dollari, mentre Facebook è valutato fra i 75 e i 100 miliardi; visto il potenziale del mercato cinese e i multipli con cui è valutata Renren quindi si può immaginare una spinta all&#8217;insù per il suo titolo. </p>
<p>Peraltro Renren non è solo un servizio di social networking, ma ha anche un sito di video sharing 56.com, un social legato al commercio Nuomi.com sito e un servizio di giochi online. Si prevede che l&#8217;azienda vedrà una forte crescita per il futuro non solo nella sua piattaforma di social networking, ma anche in e-commerce, giochi, e entrate pubblicitarie via cellulare.</p>
<p>Rimane da considerare poi la posizione finanziaria: Renren ha oltre un miliardo di dollari, o quasi 3 dollari in contanti per azione, circa la metà del prezzo corrente. Questa posizione di cassa gli permetterà di crescere per vie interne o esterne e quindi contribuisce a un quadro rialzista.</p>
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    <title type="html">Il destino del BlackBerry colpirà iPhone e Android?</title>
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    <updated>2012-04-02T10:01:52+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Guai sempre più grossi per Rim (Research in Motion): la società che ha inventato e produce il BlackBerry archivia un altro trimestre in perdita e vede le sue azioni crollare dai 140 dollari del 2008[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5167/il-destino-del-blackberry-colpira-iphone-e-android"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/rimhq.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="287" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Guai sempre più grossi per Rim (Research in Motion): la società che ha inventato e produce il BlackBerry <a href="http://www.forbes.com/sites/adamthierer/2012/04/01/bye-bye-blackberry-how-long-will-apple-last/">archivia un altro trimestre</a> in perdita e vede le sue azioni crollare dai 140 dollari del 2008 ai 14 dollari di venerdì scorso. Com&#8217;è possibile un simile tracollo in così poco tempo? E soprattutto, quello che è capitato a Rim rischia di riprodursi nel giro di qualche anno con gli attuali padroni del mercato Smartphone, cioè Apple e Google?</p>
<p>Un risultato negativo da imputare alla funzione imprenditoriale dell&#8217;impresa, quella che doveva occuparsi di scoprire e sfruttare nuove opportunità di business e garantire l&#8217;esistenza della società nel tempo, attraverso i decenni e magari da un secolo all&#8217;altro. In questo caso, però, qualcosa non ha funzionato. </p>
<p>Nel primi anni del 2000, l&#8217;azienda eccelleva in tutte e tre le funzioni. In ambito sociale, ha generato migliaia di posti di lavoro e ha fornito risorse per l&#8217;economia canadese, e la comunità locale. Nell&#8217;area gestionale, eseguiva una strategia di marketing accorto, sviluppando una serie di prodotti BlackBerry rivolti in primis agli utenti aziendali e, infine, a tutti. Nel settore imprenditoriale, ha offerto ai consumatori prodotti innovativi che battono i prodotti tradizionali cellulari. Ma bastano poche scelte sbagliate, nel momento più delicato, per ribaltare i destini di una società, nel bene (come per Apple e Google) e nel male.</p>
 <p>
L&#8217;arrivo di nuovi prodotti come l&#8217;iPhone e l&#8217;iPad di Apple e i telefonini Android prodotti da Samsung, LG e HTC  hanno messo in difficoltà il BlackBerry, che solo cinque anni fa era praticamente sinonimo di &#8220;smartphone&#8221;. Era sulla buona strada per diventare un marchio generico, come Kleenex o Band-Aid, ma invece ha fatto la fine del Walkman di Sony: ha ballato solo qualche estate.</p>
<p>Giovedì Rim ha annunciato che stava licenziando i dirigenti migliori, i ricavi hanno continuato a scendere e il prezzo delle azioni della ditta è sceso al livello più basso dal 2003. Gli analisti del settore stanno abbassando le loro previsioni per l&#8217;impresa e non è chiaro se qualche pretendente - si parla di Microsoft con insistenza - potrebbe essere disposto a intervenire e salvare l&#8217;azienda.</p>
<p>Se RIM non riesce a tirare fuori una soluzione, il BlackBerry diventa lo studio esempio che esemplifica quanto velocemente un &#8220;impero dell&#8217;informazione&#8221; può salire e scendere nell&#8217;attuale mercato delle tlc. Microsoft sembrava in perfetta posizione per far decollare il suo Windows Mobile di fascia alta sui produttori di cellulari smartphone fino a quando Apple e Android hanno interrotto la sua attività. Pochi anni fa l&#8217;idea che Apple o Google potessero diventare seri contendenti nel settore smartphone era accolta con derisione, anche disprezzo. E invece la storia racconta un&#8217;altra conclusione. Anche Apple e Google rischiano di finire così? Non è affatto detto, ma allo stesso modo nessuno può assicurare che il loro futuro sia altrettanto roseo del recente passato.</p>
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    <title type="html">Ipo o nuovi azionisti in vista per Bertelsmann</title>
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    <published>2012-03-29T08:35:33+00:00</published>
    <updated>2012-03-29T08:35:33+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Grandi manovre in vista nella finanza tedesca, dove il colosso dei media Bertelsmann si prepara a rinnovarsi e ha già cambiato pelle per accogliere nuovi azionisti. Qualsiasi trasformazione, però, non[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5163/ipo-o-nuovi-azionisti-in-vista-per-bertelsmann"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/bertelsmannlogo.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Grandi manovre in vista nella finanza tedesca, dove il colosso dei media Bertelsmann si prepara a rinnovarsi e ha già cambiato pelle per accogliere nuovi azionisti. Qualsiasi trasformazione, però, non comporterà una riduzione di <a href="http://www.ft.com/intl/cms/s/0/043cdb9c-78af-11e1-9f0f-00144feab49a.html#axzz1qQ3xiUPW">potere per la famiglia Mohn</a>, che non intende mollare la presa e cambiare idea rispetto al modello di capitalismo familiare.</p>
<p>Fra qualche tempo, forse, ci accorgeremo che gli Agnelli sono sempre stati all&#8217;avanguardia, se non nella tecnologia motoristica e meccanica, certamente nelle costruzioni finanziarie e nella creazione di una rete societaria che permettesse l&#8217;apertura a capitali esterni alla famiglia senza compromettere il controllo dinastico. Più o meno è questo il progetto dei Mohn.</p>
<p>Sotto la guida del nuovo direttore generale Thomas Rabe, Bertelsmann si è già mossa per cedere una partecipazione strategica a investitori selezionati oppure scegliere la via di un&#8217;offerta pubblica iniziale: la struttura giuridica della società, infatti, è stata modificata per fornire al gruppo tedesco i miliardi di euro necessari a una significativa espansione, mantenendo le leve del comando in mano alla famiglia Mohn.</p>
 <p>Lo strumento è la trasformazione in un cosiddetto KgaA, per cui i proprietari del gruppo diventano i soci accomandatari, cui fa capo il consiglio di amministrazione , mentre altri investitori possono acquistare quote della società operativa.</p>
<p>Non molto dissimile dal percorso già battuto da altri gruppi tedeschi aziende a proprietà familiare, come Henkel, il gruppo dei beni di consumo, e Merck, la casa farmaceutica, che hanno raccolto risorse fresche sui mercati azionari senza perdere il controllo familiare. Concretamente Bertelsmann - che controlla RTL Television, Magazines G &#038; J e i Libri Random House - non ha ancora deciso esattamente quando e come aprire le porte a investitori esterni, ma il progetto di Rabe è resituire alla società quella rilevanza globale persa negli ultimi cinque anni.</p>
<p>Solo nel 2006 la decana della famiglia, Liz Mohn, aveva bloccato un&#8217;Ipo, quando Bertelsmann aveva riacquistato il 25 per cento delle azioni detenute dall&#8217;investitori belga Albert Frère per € 4,5 miliardi. Dopo un lungo piano di risparmi e riduzione dell&#8217;indebitamento adesso la società è pronta a investire per nuove acquisizioni - nei settori in crescita - ampliando l&#8217;attività a nuovi rami, come l&#8217;istruzione, e a regioni in rapida crescita come Cina, India e Brasile. Il punto di partenza sarà Bmg, la società operativa che gestisce i diritti d&#8217;autore di Bertelsmann in campo musicale.</p>
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    <title type="html">Apple: le azioni toccano i 600 dollari</title>
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      <name>Carlo Tissi</name>
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    <published>2012-03-16T14:46:26+00:00</published>
    <updated>2012-03-16T14:46:26+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5137/apple-le-azioni-toccano-i-600-dollari"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/infophoto_20120316_144710390_low_p0000954176.jpg" class="post" border="0" width="586" alt="" /><br clear="all" />La capitalizzazione in borsa di <strong>Apple</strong>, in un solo mese, è cresciuta di 92 miliardi di dollari. L&#8217;impressionante cifra corrisponde, come sottolineano su <a href="http://www.businessweek.com">Businessweek.com</a> praticamente all&#8217;intera capitalizzazione di Bank of America. La crescita sul mercato azionario dell&#8217;azienda di Cupertino appare inarrestabile e rende incredibilmente <a href="http://www.finanzablog.it/post/5123/apple-col-new-ipad-parte-la-rincorsa-ai-mille-dollari-per-azione">realistico l&#8217;obbiettivo dei 1000 dollari per azione</a> di cui vi parlavamo qualche giorno fa.</p>
<p>Nella giornata odierna, importante perché segna l&#8217;esordio ufficiale del <a href="http://www.melablog.it/categoria/ipad-3">New iPad</a> sul mercato in molti paesi del mondo, il titolo è stato quotato in apertura sopra i 600 dollari, un record mai raggiunto prima che conferma la costante ascesa di Apple. Soltanto 10 mesi fa per ogni azione &#8220;bastavano&#8221; 340 dollari ora ne servono poco meno del doppio. L&#8217;apertura delle vendite del nuovo modello del tablet con la mela morsicata, a ben vedere, <a href="http://www.melablog.it/post/16757/il-lancio-di-ipad-in-tutto-il-mondo">non ha fatto registrare scene di isteria</a> o code chilometriche di fronte agli store di tutto il mondo, ma i numeri sono tutti dalla parte di Apple. </p>
<p>L&#8217;ultimo trimestre fiscale ha dimostrato l&#8217;innegabile capacità di piazzare i prodotti anche in mercati teoricamente saturi ed in una situazione economica complicata in gran parte dell&#8217;occidente. Il segreto, come di consueto, è figlio di quella fascinazione ai limiti dell&#8217;irrazionalità che qualsiasi gadget con la mela disegnata sopra è in grado di produrre anche in consumatori normalmente non attratti dall&#8217;ultima novità dell&#8217;elettronica di consumo. <strong>Tim Cook</strong>, l&#8217;uomo che ha raccolto l&#8217;eredità di Steve Jobs, come <a href="http://www.finanzablog.it/post/4772/steve-jobs-va-via-ma-il-titolo-tiene-un-altro-successo-apple">da queste parti avevamo previsto</a>, non sta bruciando il patrimonio di idee (e di fascino per il marchio) lasciato dal fondatore dell&#8217;azienda, nonostante qualche giorno fa abbia deciso di <a href="http://www.melablog.it/post/16693/tim-cook-cede-azioni-apple-per-11-milioni-di-dollari">capitalizzare 11 milioni di dollari provenienti dalle ricche stock option</a> ricevute negli anni.</p>
<p>Sempre secondo <strong>Businessweek</strong> è realistico pensare che la quotazione di Apple raggiunga i 960 dollari entro il prossimo anno, il presupposto che i dati di vendita e la redditività dell&#8217;azienda rimanga elevata e continui a crescere anche a fronte delle crescenti difficoltà generali non si indebolisce. </p>
<p>Foto | © TM News</p>
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    <title type="html">Cina: fusione da un miliardo di dollari tra Youku e Toudu</title>
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      <name>alessandro condina</name>
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    <published>2012-03-13T08:35:22+00:00</published>
    <updated>2012-03-13T08:35:22+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Vale più di un miliardo di dollari l&amp;#8217;accordo che prevede la fusione tra i due colossi del video online cinese, Youku e Tudou, entrambe quotate a New York. Youku acquisirà il concorrente più[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5131/cina-fusione-da-un-miliardo-tra-youku-e-toudu"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/youkuku.jpg" class="post" border="0" width="586" height="420" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Vale più di un miliardo di dollari l&#8217;accordo che prevede <a href="http://www.latimes.com/business/money/la-fi-mo-china-online-20120312,0,4073588.story">la fusione</a> tra i due colossi del video online cinese, Youku e Tudou, entrambe quotate a New York. Youku acquisirà il concorrente più piccolo con cui in passato aveva ingaggiato una battaglia di aspra concorrenza, arrivata fino allo scontro in tribunale per questioni di diritti d&#8217;autore.</p>
<p>Adesso Youku, che era l&#8217;<a href="http://seekingalpha.com/article/427861-youku-tudou-a-potent-force-in-china-s-online-video-market">acquirente meno probabile</a> a confronto di Baidu e Sina, ha messo a segno una mossa che crea il numero uno indiscusso del settore video online in Cina, Touku Tudou, con il 36% del mercato, mentre il primo degli inseguitori è fermo al 13%. D&#8217;altronde i piccoli operatori diventano ora prede succulente per gli altri grandi player che hanno bisogno di rafforzare la propria posizione.</p>
<p>L&#8217;accordo per la fusione prevede uno scambio azionario in base al quale i soci di Tudou riceveranno 1,595 azioni Youku per ogni azione consegnata: in questo modo l&#8217;acquirente ha evitato un esborso in contanti che non si sarebbe potuto permettere, vista la poco disponibilità in termini di liquidi. Anzi, adesso non è difficile prevedere un ricorso al mercato.</p>
 <p>
Se da un lato Baidu poteva contare su una maggiore liquidità e Sina aveva già acquisito un 10% di Tudou, a Youku sembrava che mancasse il capitale per tentare un&#8217;acquisizione del genere. A questo punto, quando l&#8217;accordo sarà perfezionato, sarà necessaria comunque un&#8217;iniezione di liquidità sotto forma di aumento di capitale o emissione obbligazionaria.</p>
<p>In ogni caso è significativo che il mercato dei video online in Cina, finora troppo frammentato, abbia avviato un processo di consolidamento che molto probabilmente è solo all&#8217;inizio; resta da vedere chi farà la prossima mossa e come si muoverà, ma ormai è chiaro che la scelta delle aziende cinesi è quella di creare economie di scala.</p>
<p>In base agli annunci, dopo l&#8217;acquisizione la nuova società infatti risparmierà fra i 50 e i 60 milioni di dollari all&#8217;anno. I piccoli operatori, come Ku6 Media, diventeranno probabili prede di player come Sohu e Baidu che non possono rischiare di perdere troppo terreno nei confronti del nuovo leader.</p>
<p>Da parte loro Youku e Tudou godranno di alcune sinergie e in particolare Youku porà entrare nel lucroso settore del mobile video, che negli ultimi trimestri ha consentito a Tudou di registrare una crescita impetuosa.</p>
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    <title type="html">Apple: col New iPad parte la rincorsa ai mille dollari per azione?</title>
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      <name>alessandro condina</name>
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    <published>2012-03-09T08:35:15+00:00</published>
    <updated>2012-03-09T08:35:15+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5123/apple-col-new-ipad-parte-la-rincorsa-ai-mille-dollari-per-azione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/timcooknewipad.jpg" class="post" border="0" width="586" height="329" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Quanto può crescere ancora Apple? Non parliamo delle vendite che certamente sorrideranno al <a href="http://www.melablog.it/categoria/ipad-3">nuovo iPad</a>, o meglio New iPad, <a href="http://live.melablog.it/evento-apple-arriva-ipad-3">appena lanciato</a> da Tim Cook in quella sorta di rito di cui Steve Jobs era maestro. Il punto è se questo nuovo prodotto, insieme alle altre novità annunciate dalla Mela, riuscirà a trainare ulteriormente il titolo della società.</p>
<p>Nell&#8217;ultima settimana Apple ha superato ormai con convinzione la soglia dei 500 dollari per azione, anzi sembra puntare a quota 550: un guadagno superiore al 50% in un anno, mentre la società capitalizza più di 500 miliardi di dollari. più di Google e Microsoft messe assieme. C&#8217;è davvero spazio per crescere ancora?</p>
<p>Uno dei fondatori di Apple, Steve Wozniak, sembra crederci, anzi <a href="http://www.forbes.com/sites/chrisbarth/2012/03/01/apple-stock-can-hit-1000-on-strength-of-apple-tv-says-wozniak/">è convinto</a> che - come alcuni favoleggiano - la società possa raggiungere il record dei mille dollari per azione: un prezzo che fa girare la testa al solo pensarci. Wozniak, però, non parla tanto come esperto di finanza e di Borsa, quanto come intenditore di tecnologia: più che l&#8217;iPad per lui la vera chiave potrà essere la Apple tv.</p>
 <p>Nella mente di Jobs, Apple tv avrebbe dovuto costituire la quarta gamba della gamma di prodotti della Mela, insieme ad iPhone, iPod e iPad; a meno di non considerare a parte il settore computer e quindi parlare di &#8220;quinta&#8221; gamba. In ogni caso, nonostante il successo, la scatoletta per collegare le funzioni Mac al televisore è ancora lontana dal rappresentare qualcosa di simile agli altri prodotti di punta.</p>
<p>Anche se Apple tv da sola rappresenta il 32% del mercato nel suo settore, secondo Strategy Analytics, si parla solo dell&#8217;otto per cento delle famiglie americane. Ancora presto per parlare di fenomeno di massa, ma anche uno spazio tutto da conquistare e in grado, potenzialmente, di offrire ampi margini di crescita. Se così fosse si aprirebbe un nuovo straordinario rubinetto di vendite e di fatturato per la società.</p>
<p>Poi non si deve dimenticare il mercato che, bene o male, ha sostenuto la domanda mondiale negli ultimi anni, <a href="http://seekingalpha.com/article/401791-could-apple-hit-1-000-a-share-china-holds-the-key">quello cinese</a>. Secondo alcuni osservatori, sarà proprio la Cina e l&#8217;accoglienza che riserverà in particolare all&#8217;iPad a permettere, eventualmente, di raggiungere la quota galattica di 1000 dollari per azione.</p>
<p>Se la Cina, com&#8217;è possibile, diventerà il più grande mercato per Apple, che comunque nel 2011 ha quadruplicato il fatturato da 3 a 12 miliardi, i 1000 dollari potrebbero addirittura diventare stretti. E gli ultimi prodotto della Mela lanciati in Cina sonbo stati accolti con grande entusiasmo.</p>
<p>Risolte le questioni legali sul nome dell&#8217;iPad, l&#8217;azienda di Cupertino può e deve rafforzare la propria presenza nel paese e cominciare a sfruttare quelle straordinarie opportunità di crescita che le vengono offerte. La Cina è la chiave per vedere la mitica quota 1000 dollari.</p>
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    <title type="html">Bancarotta per Kodak: chiesto il Chapter 11</title>
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      <name>alessandro condina</name>
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    <published>2012-01-19T07:10:12+00:00</published>
    <updated>2012-01-19T07:10:12+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/5035/bancarotta-per-kodak-chiesto-il-chapter-11"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/kodakpellicole.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="243" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Alla fine l&#8217;ora del fallimento è arrivata per Kodak: la società <a href="http://finance.yahoo.com/news/kodak-preparing-name-restructuring-officer-035350218.html">ha portato i libri in tribunale</a> e ha chiesto la protezione del Chapter 11, la norma del codice degli Stati Uniti in base alla quale è possibile ristrutturare i debiti di un&#8217;azienda continuando a mantenere in piedi le attività. L&#8217;obiettivo dichiarato è rimettere in sesto i conti e ritornare a operare regolarmente nel 2013.</p>
<p>Dopo 131 anni la società americana si è dovuta arrendere a una crisi di liquidità senza precedenti provocata in primis dal successo della fotografia digitale con il conseguente declino delle pellicole che per oltre 100 anni sono state l&#8217;attività principale della compagnia. Non è andato in porto, d&#8217;altro canto, il tentativo di trasformarsi in produttore e rivenditore di macchine fotografiche digitali: in questo campo era troppo forte la concorrenza di altre società dell&#8217;elettronica.</p>
<p>Per sopravvivere Kodak ha già ottenuto da Citigroup un finanziamento da 950 milioni di dollari e ha nominato Dominic DiNapoli, vice presidente di  FTI Consulting, nel ruolo di Chief Restructuring Officer. Secondo il presidente della società Antonio P. Perez, l&#8217;obiettivo di questa operazione è riuscire a superare il momento di difficoltà e valorizzare i due principali asset di Kodak: da un lato i brevetti digitali su cui la compagnia ha investito molto nell&#8217;ultimo decennio, dall&#8217;altro le tecnologie di stampa che sono sempre state un punto forte nella storia del gruppo.</p>
 <p>Durante la protezione del Xhapter 11 la compagnia - che comunque negli ultimi anni ha realizzato un importante piano di riduzione dei costi e della capacità produttiva - continuerà a pagare i propri dipendenti e mantenere gli impegni con i clienti. Alla fine della ristrutturazione dovrebbe emergere una nuova compagnia attiva nel settore delle immagini digitali, dopo aver valorizzato tutte le attività estranee al core business.</p>
<p>Kodak non è la prima società americana a fare ricorso al Chapter 11 per tentare la via della ristrutturazione al riparo dai creditori. La sfida è riuscire a mantenere le attività e provare a ricostruire un business redditizio. <a href="http://www.bloomberg.com/news/2012-01-19/kodak-photography-pioneer-files-for-bankruptcy-protection-1-.html">Nella richiesta di bancarotta</a>, la società ha presentato asset per $5,1 miliardi e debiti per $6,8 miliardi. Ieri a Wall Street il titolo ha chiuso a 55 centesimi di dollaro, in rialzo del 4%.</p>
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    <title type="html">Troppi ostacoli: At&amp;T rinuncia ad acquistare T-Mobile</title>
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    <published>2011-12-21T09:37:38+00:00</published>
    <updated>2011-12-21T09:37:38+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>at&amp;t t-mobile</dc:subject><dc:subject>telefonia cellulare usa. at&amp;t antitrust</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Affare fallito e una penalità da pagare per At&amp;#038;T. Il colosso americano della telefonia ha rinunciato ufficialmente ad acquisire T-Mobile, l&amp;#8217;operatore telefonico mobile controllato da[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4993/troppi-ostacoli-att-rinuncia-ad-acquistare-t-mobile"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/tmobile.png" class="post" border="0" width="586" height="320" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Affare fallito e una penalità da pagare per At&#038;T. Il colosso americano della telefonia <a href="http://finance.yahoo.com/news/t-gives-39-billion-bid-014608349.html">ha rinunciato ufficialmente</a> ad acquisire T-Mobile, l&#8217;operatore telefonico mobile controllato da Deutsche Telekom: l&#8217;offerta da 39 miliardi di dollari era stata presentata a marzo, ma aveva subito attirato l&#8217;attenzione delle autorità americane sulle comunicazioni e alla fine il risultato è stato il fallimento del progetto.</p>
<p>In caso di successo At&#038;T sarebbe diventato il primo operatore mobile negli Stati Uniti con una netta distanza sui concorrenti e le due società avevano cominciato anche a diffondere cartelloni pubblicitari con i due loghi congiunti; da subito, però, la Federal Communications Commission aveva sollevato dubbi e aperto immediatamente un&#8217;istruttoria sull&#8217;operazione.</p>
<p>Eppure i vertici di At&#038;T - in particolare il Ceo Randall Stephenson - erano così sicuri di ottenere un via libera che avevano offerto a Deutsche Telekom una specie di clausola di sicurezza: in caso di decisione negativa da parte delle autorità la compagnia americana avrebbe pagato una penale da 4 miliardi di dollari, che adesso finiranno nelle casse tedesche, ma non saranno sufficienti a consolarli per la mancata cessione.</p>
 <p>Lo stop all&#8217;acquisizione, infatti, lascia entrambi i &#8220;promessi sposi&#8221; in una situazione difficile: da un lato Deutsche Telekom ha bisogno di cedere la sua controllata americana per fare cassa, dall&#8217;altro At&#038;T ha bisogno di cercare un altro modo per ampliare il proprio spettro di frequenze.</p>
<p>Per mesi gli operatori del settore e gli analisti si erano chiesti come sarebbe stato possibile ottenere un&#8217;approvazione da parte della Fcc su una fusione tra due dei principali operatori della telefonia mobile negli Stati Uniti: era chiaro che ci fossero, quanto meno, dubbi sul fronte della concorrenza. Il Dipartimento di Giustizia, come previsto, ha posto condizioni così dure che le due compagnie in un primo tempo hanno provato ad opporsi alla decisione, ma in ultimo hanno preferito rinunciare.</p>
<p>Del resto se l&#8217;accordo fosse andato in porto At&#038;t sarebbe diventato il numero uno statunitense nella telefonia mobile con una quota del 42% circa, mettendo insieme i suoi 95,5 milioni di utenti con i circa 33 di T-Mobile: quasi la metà della clientela in un mercato da 296 milioni di utenti che usano il cellulare per parlare, mandarsi messaggi e navigare in Rete. E le conseguenze, sul fronte della concorrenza, sarebbero state forti proprio sul 4G.</p>
<p>Adesso è tutto da rifare e se al tempo dell&#8217;annuncio Wall Street <a href="http://www.finanzablog.it/post/4690/att-compra-t-mobile-usa-e-fa-volare-wall-street">aveva brindato</a> al matrimonio e adesso è facile immaginare conseguenze negative sui titoli delle due società.</p>
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