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Montezemolo Luca

Fiat brilla in attesa del piano industriale

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Il balzo di Fiat di oggi nasce a Stoccarda, nelle stanze del gruppo Daimler che ha annunciato dati sorprendenti per il primo trimestre del 2010 e alzato gli obiettivi di quest’anno. La casa tedesca ha detto di aspettarsi per la fine dell’anno un utile operativo di 3 miliardi di euro dalla Mercedes (contro stime precedenti di 2,5 miliardi) e un ebit di 700 milioni dai truck. Una sorpresa generosa che ha scaldato un po’ tutte le quattroruote d’Europa e oggi a Milano si riflette anche su Fiat. Nel caso del Lingotto, però, il rialzo da oltre quattro punti percentuali giunge il giorno prima della presentazione del piano industriale del gruppo e quindi rimane a forte rischio speculativo.

Il titolo della casa automobilistica torinese si porta a 9,9 euro con un allungo in direzione delle coriacee resistenze di area 10 euro che, in fondo, non soprende. Dallo scorso 24 marzo, infatti, i corsi di Fiat sono incastrati in un trend laterale compreso tra i 9,53 e i 10 euro: il piano industriale di domani potrebbe generare l’atteso break out.

Molto dipenderà da quello che l’amministratore delegato Sergio Marchionne dirà domani al mercato. Da diversi mesi gli analisti si interrogano su quello che resterà della domanda di automobili dopo la fine dell’effetto incentivi praticamente giunti al capolinea con questo mese. Domani il management di Fiat dovrà anche concedere qualche cosa sullo spin off dell’auto, uno di quei piani “croce e delizia” del mercato che potrebbero, però, incrementare notevolmente il valore dell’insieme. Sarà comunque importante per la società torinese una conferma degli obiettivi che prevedono nel 2014 un utile operativo di 5 miliardi di euro, un utile netto da 3,5 miliardi e reddito operativo del business dell’auto da 1,4-1,7 miliardi di euro.

I piani di Chrysler per i prossimi anni prevedono obiettivi non meno vitali e una crescita della casa americana nel bilancio del Lingotto non indifferente. In cinque anni Chrysler, che domani presenterà un consuntivo per il 2009, prevede un raddoppio dei volumi da 1,3 a 2,8 milioni di unità entro il 2014.

Per quella data l’utile netto estratto dalla casa americana dovrebbe essere almeno pari a 750 milioni di euro. Fra l’oggi e questi obiettivi si frappone, però, la ristrutturazione dell’auto in tutto il mondo. Prevedibili nuove puntate sui mercati dell’Estremo Oriente e sugli altri emergenti con il doloroso corollario del disimpegno nei mercati maturi.

Secondo diversi analisti sul mercato europeo pesa ancora una grossa sovrapproduzione: la probabile chiusura dello stabilimento Opel di Anversa, la prevista fine della produzione di auto a Termini Imerese e altri diversi dolorosi tagli indicano probabilmente un trend che accompagnerà ancora nei prossimi anni la ristrutturazione del settore in Europa. Il riposizionamento dei player globali appare dunque inevitabile e, anche se uno scatto di Daimler fa bene al Vecchio Continente, sicuramente i progetti di lungo periodo delle case automobilistiche dovranno fare i conti con lo spostamento della domanda delle quattroruote su altri mercati. Nel frattempo anche a Torino le sorprese non mancano e, secondo quanto battuto dalle agenzie di stampa, si prepara l’addio di Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza del gruppo che potrebbe passare a John Elkann. Le indiscrezion parlano di una conferenza stampa indetta a sorpresa oggi pomeriggio alle 16 al Lingotto.

Fiat: scontro politico, ma esistono dei problemi produttivi

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Il caso Fiat diventa sempre più politico, o almeno più politico si dimostra nelle ultime ore. Il battibecco tra l’amministratore delegato Sergio Marchionne e il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola è stato infatti duro. Al ministro che giudica “folle” chiudere uno stabilimento di qualità come Termini Imerese, il manager ha risposto che prima di usare certi termini forti bisognerebbe capire i dati.

La parola che però nessuno dei due usa, ma che entrambi sottintendono è un’altra, è “incentivo”. Perché a nessuno sfugge che a breve il governo dovrà decidere del rinnovo o meno degli incentivi al settore auto che Roma vorrebbe gradualmente ridurre, ma che potrebbe persino cancellare. Molte critiche a questi incentivi sono giunti da altri comparti industriali che si sono sentiti trascurati dallo Stato. Sembra tuttavia difficile mettere in secondo piano l’importanza di Fiat per l’Italia: circa il 42% dei suoi dipendenti lavora infatti nel Bel Paese, in termini assoluti sono più di 83 mila. A questi vanno aggiunti i numeri non secondari dell’indotto che in media in Europa impiega 4 persone per ogni dipendente: significa che la cifra dei dipendenti italiani nel comparto auto potrebbe superare le 400 mila persone.

Sono certamente cifre che fanno riflettere e forse un po’ tremare in vista della delocalizzazione che l’industria italiana ha avviato e che Fiat sta perseguendo. Quando Luca Cordero di Montezemolo afferma che la politica industriale del Paese la deve fare il governo e non la Fiat sottintende anche questo, sebbene il gruppo torinese non abbia mai detto no a incentivi e sussidi di disoccupazione.

D’altra parte ieri i dati sulle immatricolazioni di vetture in Europa e in Italia sono stati veramente preoccupanti. Il calo delle vendite di vetture nell’Unione Europea è stato del 53,5% in media e i maggiori mercati hanno registrato cali a due cifre con l’Italia che ha immatricolato, sempre a ottobre, il 14,3% delle vetture in meno. Cali peggiori si sono visti in Germania (-20,7%) e in Francia (-22,6%) mentre la Spagna ha ridotto i ribassi al 6% ma dopo mesi spesso più difficili rispetto alla media dei grandi mercati Ue.

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Fiat annuncia il bond, mercato alla finestra dopo i dati

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Seduta interlocutoria per Fiat, dopo le perdite di ieri e gli importanti annunci delle ultime 24 ore. La banca d’affari Morgan Stanley ha alzato il prezzo obiettivo a 8,3 euro e confermato il consiglio di sovrappesare il titolo in portafoglio. I timidi ribassi di oggi non sembrano, però, fornire indicazioni di recupero, almeno per il momento.

La vera novità è la conferma di un bond triennale in arrivo quanto prima. Già durante le scorse settimane lo stesso amministratore delegato della casa torinese Sergio Marchionne aveva dichiarato di vedere con favore un rifinanziamento alle attuali condizioni di mercato. Il via libera di oggi non chiarisce però i dettagli del nuovo bond del Lingotto. Secondo diversi analisti Fiat sarà costretta a pagare almeno il 10% a causa del proprio rating da junk bond. L’annuncio della nuova emissione all’indomani della pubblicazione della seconda trimestrale del gruppo sembra suggerire la possibilità di un’operazione rapida, che potrebbe anche concretizzarsi entro l’estate.

Proprio dal punto di vista patrimoniale ieri la società ha comunicato risultati positivi, sottolineando nel trimestre la riduzione del debito industriale netto da 6,6 a 5,7 miliardi di euro nel giro di tre mesi. Per sostenere l’operatività la liquidità è stata portata da 5,1 a 6,4 miliardi di euro e nel frattempo forti azioni sui costi e sulla produttività degli impianti servono a salvaguardare, per quanto possibile, i margini del gruppo. Confermati gli obiettivi del 2009 e la riduzione del debito sotto i 5 miliardi di euro entro l’anno, quando l’utile della gestione ordinaria dovrebbe superare il miliardo di euro.

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Montezemolo guarda alla Francia, ma vede le differenze?

pubblicato da Ferry Boat in: Persone Politica Montezemolo Luca

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Sicuramente Luca Cordero di Montezemolo continua a destare dei vespai e a finire sui tutti i giornali con le sue dichiarazioni rilasciate in qualità di presidente (uscente) di Confindustria. Un interessante articolo su quelle rimbalzate oggi nei giornali lo ha scritto il sito giornalettismo militante.

Fiat, su Jaguar e Land Rover non è convinta

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Sarebbero stati i timori sulle possibili conseguenze finanziarie a indurre Fiat a rinunciare all’acquisizione di Jaguar e Land Rover, i due marchi messi in vendita da Ford, secondo un articolo apparso su Automotive News Europe. Il Lingotto sarebbe stato sul punto di mettere le mani sui due marchi del lusso, ma la trattativa con la casa di Detroit, partita a febbraio, si sarebbe arenata giá a maggio quando la casa automobilistica torinese avrebbe preferito non compromettere la stabilitá finanziaria.

I due marchi sarebbero stati un bel colpo per Fiat: da un lato infatti Land Rover, specializzata in automobili da fuoristrada di alto livello, avrebbe consentito di estendere l’offerta del Lingotto ad un comparto, quello dei Suv, nel quale non è presente. Dall’altro Jaguar, simbolo di eccellenza e sportivitá, avrebbe consentito di accedere alle piattaforme a trazione posteriore della casa inglese oltre che ai V6 e ai V8.

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Fiat: Sergio alla guerra

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La vendita di Chrysler al fondo Cerberus per 5,5 miliardi di euro ha portato il sole sulle borse internazionali per il settore auto. Passa così di mano l’80,1% del gigante dell’automotive e scompare lo storico accordo fra Chrysler e Daimler, la società che ha venduto a Cerberus pur mantenendo una piccola quota nella ex controllata.

Il deal sembra però piacere al mercato che premia i titoli del venditore Daimler con consistenti rialzi. Le buone novità danno slancio anche a Fiat, le cui azioni in queste ore guadagnano più dell’1,2% e si portano a ridosso di quota 21 euro. Bisogna però sottolineare che gli ultimi giorni per il Lingotto sono stati pieni di dichiarazioni impegnative dell’amministratore delegato Sergio Marchionne: “Fiat è risanata ed entro il 2010 farà anche qualche acquisto” ha dichiarato il manager a una conferenza tenuta presso l’università milanese Bocconi.

Nel 2010 i ricavi della casa torinese dell’automobile dovrebbero raggiungere quota 70 miliardi di euro ma già oggi, con la capitalizzazione di borsa raggiunta, il gruppo sarebbe in grado di comprare un gigante americano come General Motors o Ford: un’operazione che realizzerebbe il sogno di Marchionne di fare un ingresso in grande stile nel mercato statunitense.

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Fiat, retroscena cinesi

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Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo

In attesa dei conti trimestrali che verranno pubblicati il prossimo 23 aprile che dovrebbero evidenziare un’ulteriore riduzione dell’indebitamento e un utile netto che nei primi tre mesi del 2007 è risultato superiore ai 151 milioni di euro dello stesso periodo del 2006, Fiat ha anticipato alcune importanti novità sulle strategie future del gruppo.

In occasione della consegna del «Premio Top Manager Mondo 2006», che gli è stato assegnato dal mensile InterAutoNews, l’amministratore delegato Sergio Marchionne ha annunciato il futuro sbarco della casa automobilistica torinese in Cina, con il marchio Alfa Romeo. I colloqui con Chery, già partner di Fiat nei motori, “stanno andando avanti” ha dichiarato Marchionne, precisando che sarà tuttavia necessario “essere sicuri che dallo stabilimento della Chery escano veramente delle Alfa e ciò richiede un grande impegno da parte nostra sia qualitativo che ingegneristico.”

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Fiat riprende il volo in borsa: +4%

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Rombo delle azioni Fiat oggi a piazza Affari: in chiusura di seduta il titolo guadagna oltre il 4% portandosi a quota 17,45 euro. Le novità del Lingotto vengono dal Salone di Ginevra dove Sergio Marchionne (l’amministratore delegato di Fiat) e Luca Cordero di Montezemolo (il presidentissimo, fra le altre cose, di Fiat, Ferrari e Confindustria) hanno presentato nuovi modelli e idee del gruppo. Innanzitutto il nuovo marchio Lancia che, riprogettato dai designer della casa torinese dell’automobile, abbellirà per prima la nuova Lancia Ypsilon Sport.

Non meno importanti sono state le dichiarazioni che riguardano la sempre più solida collaborazione con il gruppo indiano Tata. Il numero uno del big dell’acciaio e dell’automobile del Subcontinente mister Ratan Tata ha dichiarato: “Sono sicuro che sarà possibile ampliare la nostra collaborazione, ma credo che succederà naturalmente, man mano che procediamo”. “È troppo presto parlare di una collaborazione sulla macchina low cost con Fiat”, ha aggiunto Tata alludendo al progetto in corso per una vettura economica per il mercato cinese. Il Lingotto secondo il magnate indiano ha espresso “un qualche interesse a commercializzarla in alcuni paesi ai quali stiamo guardando e credo che questa sarà un tipo di macchina molto rivoluzionaria per il prezzo. Ritengo che sia Tata, sia Fiat ne potranno trarre vantaggio”.

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Frau, si decolla a fine 2007

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Milano, piazza Affari - «Poltrona Frau esprimerà tutte le proprie potenzialità di redditività e crescita per la fine del 2007 e l’inizio del 2008». Stamane l’amministratore delegato di Poltrona Frau Giuliano Mosconi si è espresso così raccontando le prospettive della società copntrollata dal fondo lussemburghese Charme e quindi da Luca Cordero di Montezemolo. Di grandi sorprese oggi la società delle poltrone non ne ha date, limitantosi a confermare il trend di crescita in atto e gli obiettivi già annunciati. La cosa più importante è “la capacità di raccontare la diversità”, ha spiegato Mosconi, puntando sul fatto di dirigere un gruppo che controlla sette marchi, ciascuno dei quali con la sua proposta specifica. Si tratta di una cosa così importante che “io vieto ai responsabili di prodotto di vedere i prodotti delle altre aziende prima delle presentazioni pubbliche. C’è un forte pericolo di imbastardimento”.

Poltrona Frau “ha quasi cento anni di storia” ha aggiunto Mosconi e punta sul lusso. Cassina “compie ottanta anni quest’anno” e rappresenta la tradizione artigianale milanese, Alias propone invece l’innovazione di design e i prodotti per l’esterno. Il gruppo è leader nella produzione di poltrone da teatro, lavora molto con Ferrari e Maserati e attualmente inizia una collaborazione con Alfa Romeo.

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Fiat, il dividendo non convince

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Un dividendo da 0,155 euro per ogni azione ordinaria Fiat. È la proposta stabilita dal cda questa mattina, da proporre all’assemblea del 3 aprile. Per le risparmio il consiglio suggerirà 0,93 euro, mentre per le privilegiate 0,31. Proposta che forse non ha convinto il mercato, se a metà seduta il titolo perde lo 0,69 per cento, attestandosi a quota 18,44 euro.

Il vertice della società questa mattina ha anche approvato il bilancio consolidato 2006. I dati sono sostanzialmente quelli già presentati a fine gennaio: l’utile netto è stato confermato in 1,151 miliardi di euro (contro gli 1,420 miliardi del 2005); il risultato operativo si attesta su 2,06 miliardi, contro un dato precedente di 2,21 miliardi, mentre la gestione ordinaria risulta in crescita dal miliardo tondo del 2005 agli 1,95 miliardi dell’ultimo anno fiscale.

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