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  <title>Finanzablog.it</title>
  <subtitle>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</subtitle>
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    <title type="html">Fiat brilla in attesa del piano industriale</title>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4395/fiat-brilla-in-attesa-del-piano-industriale"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/fiat4_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="245" height="167" alt="fiat mercato finanza chrysler termini imerese anversa mercato quattroruote marchionne piano industriale luca cordero di montezemolo john elkan risultati alfa romeo cinquecento produzione daimler chrysler" /></p>
<p>Il balzo di Fiat di oggi nasce a Stoccarda, nelle stanze del gruppo Daimler che ha annunciato dati sorprendenti per il primo trimestre del 2010 e alzato gli obiettivi di quest’anno. La casa tedesca ha detto di aspettarsi per la fine dell’anno un utile operativo di 3 miliardi di euro dalla Mercedes (contro stime precedenti di 2,5 miliardi) e un ebit di 700 milioni dai truck. Una sorpresa generosa che ha scaldato un po’ tutte le quattroruote d’Europa e oggi a Milano si riflette anche su Fiat. Nel caso del Lingotto, però, il rialzo da oltre quattro punti percentuali giunge il giorno prima della presentazione del piano industriale del gruppo e quindi rimane a forte rischio speculativo.</p>
<p>Il titolo della casa automobilistica torinese si porta a 9,9 euro con un allungo in direzione delle coriacee resistenze di area 10 euro che, in fondo, non soprende. Dallo scorso 24 marzo, infatti, i corsi di Fiat sono incastrati in un trend laterale compreso tra i 9,53 e i 10 euro: il piano industriale di domani potrebbe generare l’atteso break out.</p>
<p>Molto dipenderà da quello che l’amministratore delegato Sergio Marchionne dirà domani al mercato. Da diversi mesi gli analisti si interrogano su quello che resterà della domanda di automobili dopo la fine dell’effetto incentivi praticamente giunti al capolinea con questo mese. Domani il management di Fiat dovrà anche concedere qualche cosa sullo spin off dell’auto, uno di quei piani “croce e delizia” del mercato che potrebbero, però, incrementare notevolmente il valore dell’insieme. Sarà comunque importante per la società torinese una conferma degli obiettivi che prevedono nel 2014 un utile operativo di 5 miliardi di euro, un utile netto da 3,5 miliardi e reddito operativo del business dell’auto da 1,4-1,7 miliardi di euro.</p>
<p>I piani di Chrysler per i prossimi anni prevedono obiettivi non meno vitali e una crescita della casa americana nel bilancio del Lingotto non indifferente. In cinque anni Chrysler, che domani presenterà un consuntivo per il 2009, prevede un raddoppio dei volumi da 1,3 a 2,8 milioni di unità entro il 2014.</p>
<p>Per quella data l’utile netto estratto dalla casa americana dovrebbe essere almeno pari a 750 milioni di euro. Fra l’oggi e questi obiettivi si frappone, però, la ristrutturazione dell’auto in tutto il mondo. Prevedibili nuove puntate sui mercati dell’Estremo Oriente e sugli altri emergenti con il doloroso corollario del disimpegno nei mercati maturi.</p>
<p>Secondo diversi analisti sul mercato europeo pesa ancora una grossa sovrapproduzione: la probabile chiusura dello stabilimento Opel di Anversa, la prevista fine della produzione di auto a Termini Imerese e altri diversi dolorosi tagli indicano probabilmente un trend che accompagnerà ancora nei prossimi anni la ristrutturazione del settore in Europa. Il riposizionamento dei player globali appare dunque inevitabile e, anche se uno scatto di Daimler fa bene al Vecchio Continente, sicuramente i progetti di lungo periodo delle case automobilistiche dovranno fare i conti con lo spostamento della domanda delle quattroruote su altri mercati. Nel frattempo anche a Torino le sorprese non mancano e, secondo quanto battuto dalle agenzie di stampa, si prepara l&#8217;addio di Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza del gruppo che potrebbe passare a John Elkann. Le indiscrezion parlano di una conferenza stampa indetta a sorpresa oggi pomeriggio alle 16 al Lingotto.</p>
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    <title type="html">Fiat: scontro politico, ma esistono dei problemi produttivi</title>
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    <published>2009-11-26T15:49:10+00:00</published>
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<p>Il caso Fiat diventa sempre più politico, o almeno più politico si dimostra nelle ultime ore. Il battibecco tra l&#8217;amministratore delegato Sergio Marchionne e il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola è stato infatti duro. Al ministro che giudica &#8220;folle&#8221; chiudere uno stabilimento di qualità come Termini Imerese, il manager ha risposto che prima di usare certi termini forti bisognerebbe capire i dati.</p>
<p>La parola che però nessuno dei due usa, ma che entrambi sottintendono è un&#8217;altra, è &#8220;incentivo&#8221;. Perché a nessuno sfugge che a breve il governo dovrà decidere del rinnovo o meno degli incentivi al settore auto che Roma vorrebbe gradualmente ridurre, ma che potrebbe persino cancellare. Molte critiche a questi incentivi sono giunti da altri comparti industriali che si sono sentiti trascurati dallo Stato. Sembra tuttavia difficile mettere in secondo piano l&#8217;importanza di Fiat per l&#8217;Italia: circa il 42% dei suoi dipendenti lavora infatti nel Bel Paese, in termini assoluti sono più di 83 mila. A questi vanno aggiunti i numeri non secondari dell&#8217;indotto che in media in Europa impiega 4 persone per ogni dipendente: significa che la cifra dei dipendenti italiani nel comparto auto potrebbe superare le 400 mila persone.</p>
<p>Sono certamente cifre che fanno riflettere e forse un po&#8217; tremare in vista della delocalizzazione che l&#8217;industria italiana ha avviato e che Fiat sta perseguendo. Quando Luca Cordero di Montezemolo afferma che la politica industriale del Paese la deve fare il governo e non la Fiat sottintende anche questo, sebbene il gruppo torinese non abbia mai detto no a incentivi e sussidi di disoccupazione.</p>
<p>D&#8217;altra parte ieri i dati sulle immatricolazioni di vetture in Europa e in Italia sono stati veramente preoccupanti. Il calo delle vendite di vetture nell&#8217;Unione Europea è stato del 53,5% in media e i maggiori mercati hanno registrato cali a due cifre con l&#8217;Italia che ha immatricolato, sempre a ottobre, il 14,3% delle vetture in meno. Cali peggiori si sono visti in Germania (-20,7%) e in Francia (-22,6%) mentre la Spagna ha ridotto i ribassi al 6% ma dopo mesi spesso più difficili rispetto alla media dei grandi mercati Ue.</p>
 <p>
Termini Imerese, con le 1.300 persone che ci lavorano, e Arese con le 232 persone che non vorrebbero spostarsi a Torino, non sono poi così lontane. La cassa integrazione finanziata dallo Stato colpisce un po&#8217; tutto il gruppo in Italia con 28 mila lavoratori coinvolti nel Bel Paese contro i 4.300 cassaintegrati in Francia, Germania e Spagna.</p>
<p>Gli effetti della crisi hanno già mandato in rosso più volte Fiat che è anche alle prese con i nuovi asset di Chrysler e che di conseguenza deve ristrutturare la propria presenza sui mercati di tutto il mondo, spesso purtroppo puntando su delocalizzazione e razionalizzazione. I flussi di cassa incoraggianti - circa 8,4 miliardi di euro di liquidità raggiunta a fine settembre - sicuramente rimpolpano le casse di un gruppo ancora fortemente indebitato. Il debito finanziario netto a fine settembre scende a 17,4 miliardi di euro, ma il patrimonio netto è di 11, 06 miliardi tanto che le emissioni obbligazionarie del gruppo sono a tutti gli effetti considerate dei junk bond e l&#8217;ultima emissione da 1,5 miliardi di euro (che rimpolperà i conti di cui sopra perché il pricing è del 10 novembre) paga cedole del 6,875%.</p>
<p>Alla fine che Fiat voglia chiudere un impianto di cui ha già dimezzato la produzione a causa della crisi e che soprattutto produce auto che costano mille euro in più che negli altri impianti italiani, non può sorprendere. Che i finanziamenti nazionali e regionali arrivino o meno in Sicilia, non è detto che si riesca a salvare a Termini Imerese. Indiscrezioni di stampa dicono che Fiat voglia concedere al governo un aumento di produttività da 600-650 mila agli 850-900 mila pezzi l&#8217;anno (circa il 40%). Sarà sicuramente una scelta di peso sul tavolo delle trattative. Scajola chiede, però, di più e non da oggi. D&#8217;altra parte il buon impianto siciliano (ma distante e con poco indotto) serve nell&#8217;Isola e questa è un serbatoio di voti importantissimo per il Pdl.</p>
<p>Forse a questo punto serve un piano B. E qualche domanda in più sul perché in Italia nessuno viene a fare auto (qualcuno, ma poco, componentistica) e perché la stessa produzione nostrana sia precipitata dagli 1,36 milioni di vetture del 2000 (in carico a Fiat su un totale di 1,42 milioni in Italia a quella data) agli attuali 600-650 mila: si tratta in pratica di una produzione dimezzata in meno di dieci anni e quindi di una istanza sulla quale è necessario riflettere. Nel frattempo il calendario corre verso il prossimo summit del 21 dicembre fra azienda, governo e parti sociali: unica certezza il fatto che Fiat, a Natale a Melfi, a Termini, a Mirafiori migliaia di operai saranno in cassa integrazione.</p>
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    <title type="html">Fiat annuncia il bond, mercato alla finestra dopo i dati</title>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4198/fiat-annuncia-il-bond-mercato-alla-finestra-dopo-i-dati"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/bondjames.JPG" class="post" align="left" border="0" width="234" height="176" alt="fiat marchionne lingotto torino auto automobili finanza bond mercato andamento risultati borsa trimestre semestre debito junk bond bond emissione un miliardo rating obbligazioni" /></p>
<p>Seduta interlocutoria per Fiat, dopo le perdite di ieri e gli importanti annunci delle ultime 24 ore. La banca d&#8217;affari Morgan Stanley ha alzato il prezzo obiettivo a 8,3 euro e confermato il consiglio di sovrappesare il titolo in portafoglio. I timidi ribassi di oggi non sembrano, però, fornire indicazioni di recupero, almeno per  il momento.</p>
<p>La vera novità è la conferma di un bond triennale in arrivo quanto prima. Già durante le scorse settimane lo stesso amministratore delegato della casa torinese Sergio Marchionne aveva dichiarato di vedere con favore un rifinanziamento alle attuali condizioni di mercato. Il via libera di oggi non chiarisce però i dettagli del nuovo bond del Lingotto. Secondo diversi analisti Fiat sarà costretta a pagare almeno il 10% a causa del proprio rating da junk bond. L&#8217;annuncio della nuova emissione all&#8217;indomani della pubblicazione della seconda trimestrale del gruppo sembra suggerire la possibilità di un&#8217;operazione rapida, che potrebbe anche concretizzarsi entro l&#8217;estate.</p>
<p>Proprio dal punto di vista patrimoniale ieri la società ha comunicato risultati positivi, sottolineando nel trimestre la riduzione del debito industriale netto da 6,6 a 5,7 miliardi di euro nel giro di tre mesi. Per sostenere l&#8217;operatività la liquidità è stata portata da 5,1 a 6,4 miliardi di euro e nel frattempo forti azioni sui costi e sulla produttività degli impianti servono a salvaguardare, per quanto possibile, i margini del gruppo. Confermati gli obiettivi del 2009 e la riduzione del debito sotto i 5 miliardi di euro entro l&#8217;anno, quando l&#8217;utile della gestione ordinaria dovrebbe superare il miliardo di euro.</p>
 <p>
Proprio sul profilo reddituale della società bisogna puntare per comprendere meglio cosa sta succedendo a Torino. Il secondo trimestre 2009 ha visto il giro d&#8217;affari scendere del 22,5% sul dato del 2008 e ridursi a 13,1 miliardi di euro. Questo quarto si è chiuso per Fiat con un rosso da 179 milioni di euro che rappresenta un notevole miglioramento rispetto alla perdita secca di 411 milioni di euro del primo trimestre, ma che è ancora un dato disastroso se messo a confronto con i 646 milioni di euro di utili del secondo trimestre del 2008. Gli incentivi alla rottamazione varati in diversi paesi hanno incoraggiato un parziale recupero: la casa torinese è riuscita a migliorare la propria fetta del mercato europeo dell&#8217;auto portandola al 9,2% (+0,9%) e approfittando anche del basso impatto ambientale dei propri veicoli. Ancora grosse difficoltà vengono invece dalle macchine di Cnh, che hanno registrato un calo del fatturato del 21% a 2,9 miliardi, e dai veicoli industriali di Iveco (giro d&#8217;affari in flessione del 43,2% a 1,8 miliardi).</p>
<p>Il perfezionamento dell&#8217;accordo con Chrysler e la nuova alleanza con la cinese Gac rappresentano le maggiori scelte strategiche del periodo, ma la domanda di auto ancora fragile nelle economie avanzate suggerisce prudenza: nel contesto in evoluzione del mercato delle quattro ruote, traghettare la Fiat oltre la crisi non sarà facile, né pacifico.</p>
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    <title type="html">Montezemolo guarda alla Francia, ma vede le differenze?</title>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2961/montezemolo-guarda-alla-francia-ma-vede-le-differenze"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Montezemolo2005copy.jpg" class="post" align="left" border="0" width="207" height="264" alt="montezemolo tfr tasse visco articolo giornalettismo" /></p>
<p>Sicuramente Luca Cordero di Montezemolo continua a destare dei vespai e a finire sui tutti i giornali con le sue dichiarazioni rilasciate in qualità di presidente (uscente) di Confindustria. Un interessante articolo su quelle rimbalzate oggi nei giornali lo ha scritto il sito <a href="http://giornalettismo.ilcannocchiale.it/post/1519703.html">giornalettismo</a> militante.</p>
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    <title type="html">Fiat, su Jaguar e Land Rover non è convinta</title>
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    <published>2007-06-11T17:50:43+00:00</published>
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    <summary type="text"><![CDATA[Sarebbero stati i timori sulle possibili conseguenze finanziarie a indurre Fiat a rinunciare all&amp;#8217;acquisizione di Jaguar e Land Rover, i due marchi messi in vendita da Ford, secondo un articolo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2958/fiat-su-jaguar-e-land-rover-un-passo-indietro"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/incrocio.jpg" class="post" align="left" border="0" width="199" height="282" alt="" />Sarebbero stati i timori sulle possibili conseguenze finanziarie a indurre Fiat a rinunciare all&#8217;acquisizione di Jaguar e Land Rover, i due marchi messi in vendita da Ford, secondo un articolo apparso su Automotive News Europe. Il Lingotto sarebbe stato sul punto di mettere le mani sui due marchi del lusso, ma la trattativa con la casa di Detroit, partita a febbraio, si sarebbe arenata giá a maggio quando la casa automobilistica torinese avrebbe preferito non compromettere la stabilitá finanziaria. </p>
<p>I due marchi sarebbero stati un bel colpo per Fiat: da un lato infatti Land Rover, specializzata in automobili da fuoristrada di alto livello, avrebbe consentito di estendere l&#8217;offerta del Lingotto ad un comparto, quello dei Suv, nel quale non è presente. Dall&#8217;altro Jaguar, simbolo di eccellenza e sportivitá, avrebbe consentito di accedere alle piattaforme a trazione posteriore della casa inglese oltre che ai V6 e ai V8.<br />
 <br />
Le due acquisizioni avrebbero tuttavia messo a serio rischio il ritorno dell&#8217;indebitamento al livello di &#8220;investment grade&#8221; nel corso del prossimo inverno. È per questo che Fiat ha ceduto il passo ad altri pretendenti. In cima alla lista ci sarebbe il fondo di private equity Alchemy Partners che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe sul punto di offrire 3 miliardi di sterline (pari a 5,9 miliardi di dollari) alla Ford per rilevare i due marchi.</p>
<p>Ma l&#8217;ad Marchionne non si scoraggia e dopo aver &#8220;portato la Fiat fuori dal tunnel&#8221;, mira a farla diventare &#8220;uno dei 3-4 maggiori player mondiali&#8221;. Il manager italo-australiano conferma di essere disposto a restare alla guida della casa automobilistica anche dopo il 2010. E in testa ha giá il progetto per il periodo 2010-2015 che sará pronto entro la fine del 2009: &#8220;sara&#8217; quello di una nuova Fiat, diversa da come lo era in passato e anche di come lo è oggi, più internazionale di quanto non sia mai stata&#8221;.</p>
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    <title type="html">Fiat:  Sergio alla guerra</title>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2891/fiat-sergio-alla-guerra"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/battaglia2.jpg" class="post" align="left" border="0" width="242" height="175" alt="fiat marchionne general motors ford chrysler daimler cerberus mercato auto automotive offerte industria lingotto" /></p>
<p>La vendita di Chrysler al fondo Cerberus per 5,5 miliardi di euro ha portato il sole sulle borse internazionali per il settore auto. Passa così di mano l’80,1% del gigante dell’automotive e scompare lo storico accordo fra Chrysler e Daimler, la società che ha venduto a Cerberus pur mantenendo una piccola quota nella ex controllata.</p>
<p>Il deal sembra però piacere al mercato che premia i titoli del venditore Daimler con consistenti rialzi. Le buone novità danno slancio anche a Fiat, le cui azioni in queste ore guadagnano più dell’1,2% e si portano a ridosso di quota 21 euro. Bisogna però sottolineare che gli ultimi giorni per il Lingotto sono stati pieni di dichiarazioni impegnative dell’amministratore delegato Sergio Marchionne: &#8220;Fiat è risanata ed entro il 2010 farà anche qualche acquisto&#8221; ha dichiarato il manager a una conferenza tenuta presso l’università milanese Bocconi.</p>
<p>Nel 2010 i ricavi della casa torinese dell’automobile dovrebbero raggiungere quota 70 miliardi di euro ma già oggi, con la capitalizzazione di borsa raggiunta, il gruppo sarebbe in grado di comprare un gigante americano come General Motors o Ford: un’operazione che realizzerebbe il sogno di Marchionne di fare un ingresso in grande stile nel mercato statunitense.  Dà un brivido pensare che solo un paio d’anni fa un’affermazione del genere sarebbe stata presa dai brokers come una barzelletta. Bisogna stare in guardia però: l’aggueritissima concorrenza dei produttori orientali, dal Giappone alla Corea e ora anche alla Cina, punta a conquistare quote di mercato sempre più consistenti anche in Europa.</p>
<p>Non a caso il modello industriale a cui lo stesso Marchionne ha dichiarato di ispirarsi è quello della Toyota: &#8220;Un modello in cui non vengono fatti errori&#8221;. Di certo insomma il futuro promette sfide difficili per il Lingotto, anche se le soddisfazioni non mancano. Per esempio si è saputo da poco che la quota del mercato europeo di Fiat ad aprile supererà l’8 per cento. Denaro anche dai mercati sudamericani dove i margini di crescita continuano a essere vertiginosi. A fronte di un mercato brasiliano in crescita del 38% su base annua, Fiat ha potuto aumentare il suo giro d’affari nel paese Carioca del 29% raggiungendo una quota di mercato di ben il 24 per cento. E c’è già chi incassa, a partire dalla holding della famiglia Agnelli, Ifil, che stamattina ha dichiarato di avere realizzato utili per 87 milioni circa, in crescita di una ventina di milioni grazie soprattutto proprio all’apporto di Fiat.</p>
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    <title type="html">Fiat, retroscena cinesi </title>
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    <published>2007-04-20T18:34:41+00:00</published>
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In attesa dei conti trimestrali che verranno pubblicati il prossimo 23 aprile che dovrebbero evidenziare un&amp;#8217;ulteriore riduzione[...]]]></summary>
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<p><em>Riceviamo da Gentle Shark e con piacere pubblichiamo</em></p>
<p>In attesa dei conti trimestrali che verranno pubblicati il prossimo 23 aprile che dovrebbero evidenziare un&#8217;ulteriore riduzione dell&#8217;indebitamento e un utile netto che nei primi tre mesi del 2007 è risultato superiore ai 151 milioni di euro dello stesso periodo del 2006, Fiat ha anticipato alcune importanti novità sulle strategie future del gruppo.</p>
<p>In occasione della consegna del «Premio Top Manager Mondo 2006», che gli è stato assegnato dal mensile InterAutoNews, l&#8217;amministratore delegato Sergio Marchionne ha annunciato il futuro sbarco della casa automobilistica torinese in Cina, con il marchio Alfa Romeo. I colloqui con Chery, già partner di Fiat nei motori, &#8220;stanno andando avanti&#8221; ha dichiarato Marchionne, precisando che sarà tuttavia necessario &#8220;essere sicuri che dallo stabilimento della Chery escano veramente delle Alfa e ciò richiede un grande impegno da parte nostra sia qualitativo che ingegneristico.&#8221; </p>
<p>Relativamente alle alleanze ci sono numerosi dossier aperti: &#8220;Non so quale verrà conclusa entro giugno - ha continuato il manager - però posso escludere novità su Cnh. D’altronde non tutte le alleanze su cui stiamo lavorando andranno in porto, ma la possibilità di cooperare con tutti per il gruppo è diventato un fatto strutturale».</p>
<p>Ma le novità non finiscono qui. Dopo il lancio sul mercato italiano, in programma per luglio, la 500 potrebbe sbarcare negli Stati Uniti, magari con un modello rifinito su misura. Operazione questa che tuttavia non andrà in porto prima del 2010.</p>
<p>Sul fronte delle low cost poi, una delle possibilità che si stanno valutando è quella di &#8220;riesumare&#8221; il marchio Innocenti.</p>
<p>Il titolo, che nel giro di dieci mesi ha più che raddoppiato il proprio valore, viaggia ora stabilmente al di sopra dei 20 euro. E molti opeatori ritengono che fino alla presentazione dei nuovi modelli della Bravo e della 500 ci siano ulteriori margini di apprezzamento, addirittura fino a 25 euro.</p>
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    <title type="html">Fiat riprende il volo in borsa: +4%</title>
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    <published>2007-03-06T17:25:01+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2741/fiat-riprende-il-volo-in-borsa-4"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/uccello.jpg" class="post" align="left" border="0" width="233" height="208" alt="fiat marchionne montezemolo auto low cost tata ratan collaborazione target lancia obiettivi rcs mediobanca rating debito bond" /></p>
<p>Rombo delle azioni Fiat oggi a piazza Affari: in chiusura di seduta il titolo guadagna oltre il 4% portandosi a quota 17,45 euro. Le novità del Lingotto vengono dal Salone di Ginevra dove Sergio Marchionne (l’amministratore delegato di Fiat) e Luca Cordero di Montezemolo (il presidentissimo, fra le altre cose, di Fiat, Ferrari e Confindustria) hanno presentato nuovi modelli e idee del gruppo. Innanzitutto il nuovo marchio Lancia che, riprogettato dai designer della casa torinese dell’automobile, abbellirà per prima la nuova Lancia Ypsilon Sport.</p>
<p>Non meno importanti sono state le dichiarazioni che riguardano la sempre più solida collaborazione con il gruppo indiano Tata. Il numero uno del big dell’acciaio e dell’automobile del Subcontinente mister Ratan Tata ha dichiarato: &#8220;Sono sicuro che sarà possibile ampliare la nostra collaborazione, ma credo che succederà naturalmente, man mano che procediamo&#8221;. &#8220;È troppo presto parlare di una collaborazione sulla macchina low cost con Fiat&#8221;, ha aggiunto Tata alludendo al progetto in corso per una vettura economica per il mercato cinese. Il Lingotto secondo il magnate indiano ha espresso &#8220;un qualche interesse a commercializzarla in alcuni paesi ai quali stiamo guardando e credo che questa sarà un tipo di macchina molto rivoluzionaria per il prezzo. Ritengo che sia Tata, sia Fiat ne potranno trarre vantaggio&#8221;. </p>
<p>Interessanti anche le dichiarazioni di Marchionne sulle partecipazioni finanziarie del gruppo. Fiat &#8220;venderà la quota di Mediobanca (1,8%) certamente entro l&#8217;anno – ha dichiarato l’amministratore del Lingotto – &#8220;ma può darsi che si muoverà anche un po’ prima. È una posizione che dobbiamo risolvere perché non è un interesse strategico del gruppo&#8221;. Diversa la valutazione sulla quota della Fiat in Rcs: Marchionne ha infatti ribadito che il Lingotto &#8220;non cederà mai&#8221; la quota in Rcs, che &#8220;è strategica&#8221;. La casa torinese ha anche svelato qualche dettaglio in più su un bond la cui emissione era stata annunciata nei giorni scorsi. L’ammontare complessivo dell’emissione dovrebbe attestarsi &#8220;fra 750 milioni e un miliardo di euro. Lo decideremo – ha dichiarato Marchionne - a seconda dell&#8217;andamento del mercato. Alla Fiat non hanno urgenza di finanziare”.</p>
<p>Bocce ferme invece sul rating delle agenzie internazionali (Standard &#038; Poor’s, Moody’s e Fitch,) che ancora classificano Fiat al livello di “non investment grade”. Marchionne in proposito ha dichiarato che non si attende a breve un upgrade da parte delle agenzie, ma ha anche aggiunto: “ci mancano ancora due gradini. Il primo entro l’anno, il secondo vediamo. Io spero sempre entro il 2007”. In ogni caso nuovo bond del Lingotto dovrebbe finire sul mercato prima delle revisioni del giudizio delle agenzie di rating.</p>
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    <title type="html">Frau, si decolla a fine 2007</title>
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      <name>Ferry Boat</name>
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    <published>2007-03-01T15:20:46+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2715/frau-si-decolla-a-fine-2007"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/frau3.JPG" class="post" align="left" border="0" width="209" height="172" alt="frau poltrona montezemolo mosconi ad conference call niente acquisioni novit&Atilde;&nbsp; prospettive target" /></p>
<p>Milano, piazza Affari - «Poltrona Frau esprimerà tutte le proprie potenzialità di redditività e crescita per la fine del 2007 e l&#8217;inizio del 2008». Stamane l&#8217;amministratore delegato di Poltrona Frau Giuliano Mosconi si è espresso così raccontando le prospettive della società copntrollata dal fondo lussemburghese Charme e quindi da Luca Cordero di Montezemolo. Di grandi sorprese oggi la società delle poltrone non ne ha date, limitantosi a confermare il trend di crescita in atto e gli obiettivi già annunciati. La cosa più importante è &#8220;la capacità di raccontare la diversità&#8221;, ha spiegato Mosconi, puntando sul fatto di dirigere un gruppo che controlla sette marchi, ciascuno dei quali con la sua proposta specifica. Si tratta di una cosa così importante che &#8220;io vieto ai responsabili di prodotto di vedere i prodotti delle altre aziende prima delle presentazioni pubbliche. C&#8217;è un forte pericolo di imbastardimento&#8221;.</p>
<p>Poltrona Frau &#8220;ha quasi cento anni di storia&#8221; ha aggiunto Mosconi e punta sul lusso. Cassina &#8220;compie ottanta anni quest&#8217;anno&#8221; e rappresenta la tradizione artigianale milanese, Alias propone invece l&#8217;innovazione di design e i prodotti per l&#8217;esterno. Il gruppo è leader nella produzione di poltrone da teatro, lavora molto con Ferrari e Maserati e attualmente inizia una collaborazione con Alfa Romeo. </p>
<p>Nel 2006 la società ha chiuso il bilancio con ricavi in crescita dell&#8217;11% a quota 247 milioni di euro, un ebitda da 29,4 milioni (+19,8% sul 2005) e un ebit di 23 milioni, il doppio dell&#8217;anno precedente. Anche l&#8217;utile ante imposte è molto alto, pari 15,7 milioni, con una crescita del 139% sul dato precedente. Manca però dalle comunicazioni della società l&#8217;utile netto. Per quanto riguarda l&#8217;indebitamento finanziario netto si registra un calo dai 95,3 milioni di euro di fine 2005 ai 79,5 milioni del 31 dicembre scorso.</p>
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    <title type="html">Fiat, il dividendo non convince</title>
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    <published>2007-02-20T13:50:52+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2664/fiat-il-dividendo-non-convince"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/dubbioso.jpg" class="post" align="left" border="0" width="210" height="147" alt="" /></p>
<p>Un dividendo da 0,155 euro per ogni azione ordinaria Fiat. È la proposta stabilita dal cda questa mattina, da proporre all&#8217;assemblea del 3 aprile. Per le risparmio il consiglio suggerirà 0,93 euro, mentre per le privilegiate 0,31. Proposta che forse non ha convinto il mercato, se a metà seduta il titolo perde lo 0,69 per cento, attestandosi a quota 18,44 euro.</p>
<p>Il vertice della società questa mattina ha anche approvato il bilancio consolidato 2006. I dati sono sostanzialmente quelli <a href="http://www.finanzablog.it/post/2532/fiat-prese-di-beneficio-nel-giorno-del-bilancio">già presentati a fine gennaio</a>: l&#8217;utile netto è stato confermato in 1,151 miliardi di euro (contro gli 1,420 miliardi del 2005); il risultato operativo si attesta su 2,06 miliardi, contro un dato precedente di 2,21 miliardi, mentre la gestione ordinaria risulta in crescita dal miliardo tondo del 2005 agli 1,95 miliardi dell&#8217;ultimo anno fiscale.<br />
 <br />
Per quanto riguarda i ricavi, il risultato complessivo è stato di 51,8 miliardi contro i 46,54 miliardi dell&#8217;anno precedente. Il patrimonio netto consolidato della società ha raggiunto i 10,04 miliardi, contro i 9,41 di un anno prima. Ottimo invece il risultato per Fiat Spa, che ha segnato un risultato netto di 2,34 miliardi di euro (contro gli 1,12 miliardi del 2005).</p>
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    <title type="html">Piaggio, nuovo impianto in India da 65 milioni</title>
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    <published>2007-02-15T13:47:06+00:00</published>
    <updated>2007-02-15T13:47:06+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2638/piaggio-nuovo-impianto-in-india-da-65-milioni"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/ape_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="230" height="214" alt="" /></p>
<p>Un nuovo impianto in India per Piaggio. È uno dei risultati della missione commerciale al seguito di Prodi che si è recata in questi giorni nel subcontinente e che ieri ha fatto tappa a Mumbai (ex Bombay). La struttura produttiva sarà realizzata a Pune, nella regione del Maharashtra e costerà complessivamente 65 milioni di euro e produrrà 200mila motori ogni anno. Il produttore italiano di scooter è già presente con la sua controllata Piaggio Vehicles Private Ltd a Baramati, cittadina non distante dal luogo in cui sorgerà il nuovo impianto.</p>
<p>Nel nuovo sito la società guidata da Roberto Colaninno conta di realizzare prototipi di nuovi motori diesel da 1000, 1200 e 500 cc. La costruzione dell&#8217;impianto secondo l&#8217;accordo dovrebbe partire nel 2009 e durare tre anni.</p>
<p>I nuovi motori equipaggeranno un modello di Ape meno curato nei dettagli di quello prodotto in Europa, che andrà a rafforzare la posizione della società in India, dove già controlla il 34% del mercato ed è leader nel segmento del trasporto merci su gomma al di sotto delle 0,75 tonnellate.<br />
 <br />
Una operazione, quella stabilita ieri, che conta sull&#8217;appoggio finanziario di Intesa SanPaolo: &#8220;La Piaggio è oggi pienamente lanciata - ha detto Colaninno - non parliamo più di risanamento ma di sviluppo. Il nostro gruppo ha trovato in Intesa Sanpaolo un partner finanziario che ha espresso grande fiducia nel management e nelle strategie, concedendo un sostegno finanziario che è stato determinante nel percorso di rilancio della Piaggio e, successivamente, di Aprilia e Moto Guzzi&#8221;.</p>
<p>Colaninno ha specificato, a proposito dei timori occupazionali sollevati dai sindacati, che &#8220;Pontedera è e resta la casa della Vespa. Diventerà un centro d’eccellenza per la produzione dei veicoli per il trasporto leggero. Qui, tra le altre cose, sarà rilanciato il Porter, grazie ai rinnovati accordi con i giapponesi della Daihatsu che forniranno motori a benzina&#8221;. Insomma &#8220;questo progetto non inciderà sullo stabilimento di Pontedera&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ci stiamo muovendo nella direzione giusta&#8221;, gongola Prodi, che azzarda: &#8220;L&#8217;Italia può essere la porta dell&#8217;Asia verso l&#8217;Europa&#8221;. Soddisfatto anche il presidente di Fiat e di Confindustria Luca Montezemolo, che guidò la delegazione in India due anni fa: &#8220;Siamo tornati con una delegazione ancora più numerosa e vogliamo guardare avanti&#8221;. E pare che vogliano fare le cose in grande, si parla addirittura di un&#8217;area di libero scambio Ue-India, ipotesi di portata tale da sembrare un po&#8217; azzardata. Ma per quanto riguarda l&#8217;Italia Montezemolo ha le idee chiare: &#8220;Ci piace avere di fronte le sfide, vogliamo portare l&#8217;interscambio tra Italia e India a 10 miliardi di euro nei prossimi tre anni&#8221;.</p>
<p>Alla ministra Emma Bonino che chiedeva meno burocrazia per le imprese italiane in India il primo ministro Kamal Nath non ha risparmiato una sferzata: &#8220;Gli italiani ai problemi burocratici sono allenati&#8221;. Nath, che a novembre è stato a Roma con una delegazione di oltre cento imprenditori, ha però spiegato che &#8220;cercheremo di eliminare le barriere non tariffarie, stiamo facendo le riforme, anche se non stiamo seguendo un modello preciso, e il livello di dazi più alto, quello del 12,5 per cento, scenderà al 5-6% e forse anche di meno&#8221;. Ma sull&#8217;area di libero scambio India-Ue ci ha comunque fatto un pensierino: &#8220;L&#8217;amico Montezemolo ha previsto la data di un anno. Tocca alla Ue fare in fretta&#8221;.</p>
<p>Naturalmente a sostegno della nuova alleanza commerciale giungono una serie di pacche sulle spalle di natura politica: Prodi ieri ha inaugurato una nuova sede Rai a New Delhi, sostenendo che &#8220;abbiamo la stessa idea multilaterale del mondo, è più utile aprirsi che isolarsi&#8221; e sottolineando che gli investimenti in India non rappresentano una delocalizzazione, ma la volontà di cogliere le opportunità di un mercato nuovo: si laureano, ha spiegato, 200mila ingegneri all&#8217;anno in India, contro i 100mila dell&#8217;Europa.</p>
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    <title type="html">Fiat, &quot;il 2007 sarà l&#039;anno della svolta&quot;</title>
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    <published>2007-02-01T13:42:35+00:00</published>
    <updated>2007-02-01T13:42:35+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2568/fiat-il-2007-sara-lanno-della-svolta"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/svolta.jpg" class="post" align="left" border="0" width="200" height="150" alt="fiat marchionne piano bravo modello montezemolo cina mercato automotive chery accordo" /></p>
<p> Anche il mercato gli dice Bravo. Oggi la Fiat guadagna in borsa quasi un punto e mezzo percentuale e sfiora i 17 euro per azione. Ieri l’ad Sergio Marchionne aveva presentato al mercato la nuova Bravo annunciando «Il 2007 è l’anno della svolta per il gruppo Fiat, e la Bravo è il simbolo del cambiamento». Un nuovo modello, insomma, su cui il Lingotto punta il tutto per tutto. L’obiettivo è quello di recuperare terreno nel trascurato e lucroso segmento C e la Bravo dovrebbe essere il grimaldello con cui forzare questa porta rimasta per troppo tempo chiusa. Un’attenzione particolare è rivolta al mercato tedesco dove la Bravo sfiderà la Golf anche grazie ad un nuova offerta del tipo “soddisfatti o rimborsati” che permetterà ai clienti di questo mercato di restituire entro tre mesi la vettura pagando solo l’uso chilometrico nel caso non fossero soddisfati dell’acquisto. La produzione della Bravo sarà di 120mila vetture l’anno destinate ad essere commercializzate già a partire dal 2007 in 55 Paesi nel mondo.</p>
<p>Alla spumeggiante presentazione c&#8217;erano tutti (Prodi ha parlato di &#8220;resurrezione&#8221; per la Fiat) e si parlato anche di obiettivi globali e di strategie del gruppo. Marchionne ha annunciato entro giugno un nuovo accordo industriale, ha detto che quest’anno saranno lanciati sul mercato 11 nuovi modelli che diventeranno 46 nel 2010. Un altro target è quello di raggiungere i 2,2 milioni di auto vendute nel 2007 e i 2,8 milioni nel 2010. Alcune delicate questioni rimangono però sul tavolo e ieri lo stesso Marchionne ne ha parlato a lungo con Prodi.  Il problema è quello della <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200702articoli/17389girata.asp">&#8220;mobilità lunga&#8221;</a> che secondo l’ad di Fiat ostacola le assunzioni a cui il Lingotto mira, tuttavia i sindacati hanno storto il naso di fronte alla possibilità di fare concessioni in tal senso, mentre l’ex ministro Maroni ha levato gli scudi dicendo che non è possibile procedere come vorrebbe Fiat: &#8220;Sarebbe andare contro la legge Biagi&#8221;.</p>
<p>A livello internazionale oggi è da registrare una novità. Il quotidiano China Daily  sostiene che sarebbero in corso trattative della casa italiana dell’automobile con il gruppo locale Chery Automobiles per un approfondimento della collaborazione fra i due. Fiat produce già i motori per la Chery, ma sarebbe insoddisfatta dei risultati dell’accordo che a Pechino ha già siglato con Nanjing Automobile. La nuova compagna di viaggio avrebbe però già dichiarato l’intenzione di mantenere il marchio Chery sul mercato.</p>
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