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  <title>Finanzablog.it</title>
  <link>http://www.finanzablog.it</link>
  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Fri, 10 Feb 2012 13:56:51 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


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    <title>Basta pensare alle azioni, bisogna creare clienti</title>
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    <pubDate>Tue, 06 Dec 2011 19:32:37 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Carlo Tissi</dc:creator>
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    <category>notizie</category><category>persone-fatti</category><category>persone</category><category>politica</category><category>fixing the game</category><category>roger martin</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/364_dean_roger_martin500350.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="302" alt="" /><br clear="all" />L&#8217;attuale modello economico occidentale sta vivendo uno dei momenti di crisi più tragici della sua storia. Che il modello sia malato è stato da tempo ribadito e assodato, anche da coloro che inizialmente l&#8217;hanno sostenuto e ne hanno largamente beneficiato. Eppure l&#8217;inversione di tendenza tarda ad arrivare, nonostante uno stato delle cose chiarissimo e l&#8217;opinione di autorevoli economisti e manager.</p>
<p><strong>Roger L. Martin</strong> preside della Rotman School of Management presso l&#8217;Università di Toronto, è uno di questi, e nel suo nuovo libro <strong>Fixing the Game</strong> utilizza un linguaggio metaforico per dare voce e sostanza ad una considerazione che risale al 1999 ed è stata attribuita a <strong>Jack Welch</strong>, celebre amministratore delegato della General Electric, un manager in grado di portare la sua azienda da 12 miliardi di dollari di fatturato ad oltre 360.</p>
<p>&#8220;<em>Massimizzare il valore delle azioni è l&#8217;idea più stupida del mondo</em>&#8220;. </p>
<p>Oggi esiste una scollatura tra l&#8217;economia reale (per semplificare quella delle fabbriche e degli uffici in cui vengono progettati e realizzati prodotti, le merci e i servizi sono venduti e comprati e alla fine ai ricavi si sottraggono le spese per determinare l&#8217;esatta quantità di dollari di profitto realizzati) e il cosiddetto &#8220;mercato delle aspettative&#8221;, l&#8217;economia finanziaria.</p>


<p>Sul mercato azionario si negoziano titoli di società tra gli investitori e la valutazione non è quasi mai legata ad elementi reali ed ancora più raramente si valuta quello che ci si aspetta che una data azienda diventi domani sulla base di quello che sono oggi. Secondo Martin questa frattura ha una precisa data d&#8217;inizio, il 1976. I professori <strong>Michael Jensen</strong> e <strong>William Dean Meckling</strong> della University of Rochester pubblicarono un documento apparentemente innocuo sul Journal of Financial Economics dal titolo &#8220;<em>Theory of the Firm: Managerial Behavior, Agency Costs and Ownership Structure</em>&#8220;.</p>
<p>Utilizzarono uno fra i più vecchi trucchi accademici: creare un problema per poi proporre una soluzione allo stesso senza badare al paradosso che il problema sia stato creato all&#8217;origine dall&#8217;articolo stesso. Il loro saggio sosteneva che a beneficiare della prosperità di una società fossero principalmente i suoi azionisti mentre i manager venissero assunti per lavorare per conto d&#8217;altri rimanendo dei meri agenti con l&#8217;inevitabile effetto di demotivarli. Tra il 1960 e il 1980 la proporzione fra il compenso degli amministratori delegati delle 365 società quotate più rilevanti e il fatturato della loro azienda aveva fatto registrare un calo del 33%.</p>
<p>Gli amministratori di un&#8217;impresa, per evitare effetti controproducenti, avrebbero dovuto divenire per ciò anche azionisti e ricevere una serie di corposi benefit in modo da produrre l&#8217;effetto di incentivare questi mandatari ad ottimizzare le attività e le risorse per se stessi più che per i loro capi. Jensen e Meckling hanno ignorato l&#8217;intuizione avuta da <strong>Peter Drucker</strong> nel 1973: l&#8217;unico obiettivo valido per un&#8217;impresa è quello di creare un cliente, non di massimizzare il ricavo per gli azionisti. </p>
<p>Questa cattiva idea ha preso rapidamente piede, come tutte le cattive idee che fruttano un sacco di soldi ad alcune persone. L&#8217;effetto distorsivo sul mercato è stato fortissimo: dal 1980 al 2010 il compenso dei CEO delle aziende quotate più importanti è cresciuto del 600% al punto da perdere qualsiasi collegamento con il fatturato delle aziende che amministrano.</p>
<p>Contemporaneamente sono diminuiti i rendimenti annuali reali delle attività e dei capitali investiti che secondo uno studio recente sono un quarto di ciò che erano nel 1965. Con il senno di poi è stata una scelta completamente sbagliata imbottire di tutto questo valore le azioni, incentivando l&#8217;organizzazione a breve termine e disincentivando politiche economiche virtuose, che creino lavoro e migliorino le condizioni di vita della società. </p>
<p>Alcuni esempi positivi esistono, Martin ne fa alcuni come la <strong>Apple</strong> e la <strong>Johnson &#038; Johnson</strong>, ma sostiene sia necessario fare modifiche legislative che aiutino a mettere di nuovo al centro il cliente e non il valore azionario.</p>
<p>Il capitalismo americano è in bilico, scrive Martin, anche perché è molto difficile far ragionare uomini che sono pagati per non farlo, ma il cambiamento, sostiene lui, arriverà comunque e non perché eticamente giusto, ma perché rende più soldi.</p>
<p>[Via | <a href="http://www.forbes.com/sites/stevedenning/2011/11/28/maximizing-shareholder-value-the-dumbest-idea-in-the-world/">Forbes</a>]</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4963/basta-pensare-alle-azioni-bisogna-creare-clienti">Basta pensare alle azioni, bisogna creare clienti</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 20:32 di martedì 06 dicembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Borse europee in affanno, si allarga lo spread fra Btp e Bund</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4785/borse-europee-in-affanno-si-allarga-lo-spread-fra-btp-e-bund</link>
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    <pubDate>Mon, 05 Sep 2011 09:58:28 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
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    <category>notizie</category><category>obbligazionario</category><category>borse europee</category><category>dati economici finanza</category><category>spread btp-bund</category>
    <description>Si apre una settimana che si annuncia di forti difficoltà sui mercati finanziari. Le Borse europee hanno avviato le contrattazioni in forte calo sulla scia degli indici asiatici e soprattutto della[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/borsabtpcalo.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="253" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Si apre una settimana che si annuncia di forti difficoltà sui mercati finanziari. Le Borse europee hanno avviato le contrattazioni in forte calo sulla scia degli indici asiatici e soprattutto della <a href="http://economia.liquida.it/focus/2011/09/02/venerdi-nero-per-le-borse-europee-piazza-affari-chiude-a-3-9-wall-street-in-rosso-per-i-dati-usa-sulla-disoccupazione/">chiusura di venerdì a Wall Street</a>. I dati macroeconomici - in particolare l&#8217;assenza di nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti - avevano infatti spinto al ribasso i listini americani, anche a causa della crisi di fiducia nella leadership del presidente Obama.</p>
<p>In Europa, per di più, si sommano le incertezze legati alla crisi dei debiti sovrani, con un riflesso immediato sull&#8217;andamento dei titoli di stato. La manovra economica studiata dal governo italiano - e modificata con una frequenza inquietante - mette in apprensione i partner europei e non rassicura affatto i mercati, come scrive oggi anche <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424053111903648204576550793501907386.html?mod=WSJEurope_hpp_LEFTTopStories">il Wall Street Journal</a>.</p>
<p>L&#8217;Italia deve fare molto di più - e meglio - se vuole recuperare parte della credibilità perduta e sostenere i titoli del Tesoro senza l&#8217;aiuto della Bce. Per adesso infatti lo spread fra i Btp a dieci anni e i Bund tedeschi è aumentato ancora di dieci punti e ha raggiunto i massimi da quando la Banca centrale europea ha annunciato l&#8217;acquisto di titoli italiani sul mercato: il differenziale ha toccato i 348 punti.</p>


<p>È sorprendente, comunque, il comportamento degli investitori, che stanno acquistando Bund a prezzi altessimi e con rendimenti minimi: il titolo con scadenza decennale rende solo l&#8217;1,92%, un tasso che non protegge  minimamente neanche l&#8217;andamento dell&#8217;inflazione. Ma in tempi di incertezza e volatilità, evidentemente la solidità tedesca vale anche la perdita di valore reale dei capitali.</p>
<p>Eppure anche la Germania ha i suoi bei problemi, a cominciare da un governo che ha dovuto incassare l&#8217;ennesima batosta elettorale. La Cdu della cancelliera Angela Merkel è stata sconfitta sonoramente alle elezioni regionali nel Meclemburgo, <a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-14781469">dove è crollata</a> dal 28,8 al 23,2% dei voti, mentre la Spd ha incrementato i propri voti e i Verdi sono entrati nel parlamento regionale, mentre la Sinistra ha ottenuto un ottimo risultato.</p>
<p>La sconfitta della Merkel pesa anche sulle quotazioni dell&#8217;euro, che perde terreno nei confronti del dollaro. In calo anche il petrolio, sceso a 86 dollari. Per questa settimana c&#8217;è molta attesa sulla <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/settembre/03/tentazione_Francoforte_smettere_difendere_titoli_co_8_110903007.shtml">riunione del consiglio della Bce</a>, fissato per l&#8217;8 settembre (data infausta9: il governatore della Bundesbank potrebbe chiedere di interrompere l&#8217;acquisto di titoli italiani sul mercato. Quello che succederebbe dopo non può essere nulla di buono.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4785/borse-europee-in-affanno-si-allarga-lo-spread-fra-btp-e-bund">Borse europee in affanno, si allarga lo spread fra Btp e Bund</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:58 di lunedì 05 settembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>I 14.5 Trilioni di dollari del debito USA: un&#039;infografica </title>
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    <pubDate>Thu, 01 Sep 2011 03:14:08 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Carlo Tissi</dc:creator>
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    <category>notizie</category><category>debito pubblico americano</category><category>infografica</category>
    <description>Quanti sono 14.5 Trilioni di dollari (vale a dire l&amp;#8217;ammontare, in costante crescita, del debito pubblico americano)? Il &amp;#8220;Trilione&amp;#8221; corrisponde a mille miliardi, una cifra[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Immagine17.jpg" class="post" border="0" width="586" height="121" alt="" /><br clear="all" />Quanti sono 14.5 Trilioni di dollari (vale a dire l&#8217;ammontare, in costante crescita, del debito pubblico americano)? Il &#8220;Trilione&#8221; corrisponde a mille miliardi, una cifra talmente grande da perdere anche senso e significato. Proprio per questo è utile andare a dare un&#8217;occhiata <a href="http://c234805.r5.cf1.rackcdn.com/usdebtLrg.jpg">all&#8217;infografica pubblicata qui</a> che cerca di spiegarlo nel modo più semplice ed intuitivo possibile.</p>
<p>In questo modo possiamo scoprire che se noi prendessimo in prestito <strong>1 dollaro</strong> ogni secondo ci vorrebbero 12 giorni prima di raggiungere un milione di dollari. Allo stesso modo sarebbero necessari 31 mila anni per arrivare alla cifra di un trilione. Bene, nell&#8217;ultimo anno il governo americano ha preso in prestito ogni secondo 41.6 milioni di dollari. D&#8217;altra parte con 14.5 trilioni di dollari si potrebbe sfamare l&#8217;intera Africa orientale per qualcosa come <strong>4000 anni</strong>, due volte lo sviluppo della civiltà della nascita di Cristo in avanti. </p>
<p>Ha ancora senso considerarlo un &#8220;credito esigibile&#8221; nel senso assoluto del termine?</p>
<p>Via | <a href="http://www.businessinsider.com/infographic-the-american-debt-crisis-2011-8">Business Insider</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4781/i-145-trilioni-di-dollari-del-debito-usa-uninfografica">I 14.5 Trilioni di dollari del debito USA: un'infografica </a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 04:14 di giovedì 01 settembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Quanti sono e chi pagherà i danni dell&#039;uragano Irene?</title>
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    <pubDate>Wed, 31 Aug 2011 06:15:22 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Carlo Tissi</dc:creator>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Immagine11.jpg" class="post" border="0" width="586" height="325" alt="" /><br clear="all" />Tutto sommato è andata bene: l&#8217;<strong>uragano Irene</strong>, vuoi per il catastrofismo dei media, vuoi per l&#8217;incredibile attenzione dedicata all&#8217;evacuazione di Manhattan (scommettiamo che se non avesse riguardato la Grande Mela ne avrebbero parlato in pochi?), non ha provocato l&#8217;apocalisse che in molti si erano affrettati ad ipotizzare e a definire persino probabile. Attenzione però a non cadere nell&#8217;errore opposto, le vittime sono state &#8220;poche&#8221;, ma i danni sono stati considerevoli anche se New York è stata sostanzialmente risparmiata.</p>
<p>Prima che venisse declassata a &#8220;<em>tempesta tropicale</em>&#8221; (non è gradevole affrontare nemmeno quelle) Irene potrebbe aver causato qualcosa come <strong>12 miliardi di dollari</strong> in danni ad infrastrutture e case. La stima è del <a href="http://europe.wsj.com/home-page">Wall Street Journal</a>, ma ci vorranno ancora diversi giorni prima che la contabilità sia completa, ma fino ad ora la cifra è andata progressivamente a crescere senza soluzione di continuità.</p>
<p>Le conseguenze a livello politico? Un&#8217;ovvia riapertura del dibattito, meglio definito &#8220;la guerra&#8221;, fra <strong>Repubblicani</strong> e <strong>Democratici</strong> sul budget. Per gli esponenti del partito dell&#8217;elefantino ogni dollaro impiegato per riparare ai danni provocati dovrà provenire da tagli su altre voci di spesa, nessun aumento della spesa federale dovrebbe essere consentito, nonostante l&#8217;eccezionalità della situazione. D&#8217;altra parte quest&#8217;anno il clima non è stato tenero con gli USA: fra inondazioni, tornado e ondate di calore le cifra dovrebbe raggiungere i <strong>35 miliardi di dollari</strong>.</p>


<p>La Fema (la protezione civile americana) ha in cassa 972 milioni di dollari e con la copertura promessa dal Presidente Obama a <strong>North Carolina</strong> e <strong>New Hampshire</strong>, due fra gli stati più colpiti dall&#8217;uragano la somma rischia di assottigliarsi pericolosamente. Questi dollari erano già stati impegnati in alcuni progetti di ricostruzione approvati in altre aree, ma per evitare che i mezzi di primo soccorso rimanessero senza fondi la <strong>Fema</strong> è stata costretta a sospenderli nonostante gli impegni presi.</p>
<p>Prima di Irene il Congresso, a maggioranza Repubblicana, aveva già stanziato 1 miliardo di dollari extra per il 2011 e 2,65 miliardi ulteriori per il 2012, ma pare chiaro che il rischio che non bastino è sempre più elevato. La guerra del budget è pronta a riesplodere.</p>
<p>Via <a href="http://www.mnn.com/">MNN</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4779/quanti-sono-e-chi-paghera-i-danni-delluragano-irene">Quanti sono e chi pagherà i danni dell'uragano Irene?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 07:15 di mercoledì 31 agosto 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>&quot;Qual è il prezzo dell&#039;oro&quot;? Se lo cercano in tanti su Google c&#039;è la &quot;crisi&quot;</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4777/qual-e-il-prezzo-delloro-se-lo-cercano-in-tanti-su-google-ce-la-crisi</link>
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    <pubDate>Tue, 30 Aug 2011 08:17:19 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Carlo Tissi</dc:creator>
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    <description>Quali sono gli indicatori classici per verificare lo stato dell&amp;#8217;economia? Ci sono gli andamenti dei mercati, il rating dei debiti sovrani, la salute dei conti delle imprese, i consumi, la[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/20110827_FNC463.gif" class="post" border="0" align="left" width="280" height="271" alt="" />Quali sono gli indicatori classici per verificare lo stato dell&#8217;economia? Ci sono gli andamenti dei mercati, il <strong>rating</strong> dei debiti sovrani, la salute dei conti delle imprese, i consumi, la disoccupazione, il <strong>PIL</strong>, il reddito medio ed altri altri. Se volessimo cercare indicatori alternativi? Non istituzionalizzati? Le ipotesi sono tante, strambe alcune, e vanno ben oltre al celebre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_Big_Mac">Indice Big Mac</a>.</p>
<p>C&#8217;è chi crede sarebbe utile verificare le vendite di preservativi (un loro calo potrebbe indicare una forte percezione della crisi con un conseguente calo della libido), ma anche la misurazione empirica dell&#8217;attaccatura dei capelli seguendo l&#8217;idea che ad un maggiore stress corrisponde una cospicua riduzione del cuoio capelluto. Alcuni <a href="http://www.economist.com/node/21526930?fsrc=scn/tw/te/ar/behindthebaldfigures">lettori dell&#8217;Economist</a> hanno anche consigliato di dare un&#8217;occhiata ai redditi dei veterinarie: le vaccinazioni e le cure per gli animaletti domestici sono le prime a calare quando il reddito disponibile scarseggia.</p>
<p>Tutte misurazioni un po&#8217; complicate, con dati non sempre disponibili. E se si usassimo internet? Semplice, veloce ed immediato. Proprio da questo esperimento arriva l&#8217;immagine che potete vedere nel post: contare il numero di ricerche su <strong>Google</strong> per &#8220;<em>Gold Price</em>&#8221; e confrontarlo con l&#8217;indice della fiducia dei consumatori americani. L&#8217;evidenza mostra come il dato statistico delle ricerche proveniente da Google Analytics sia molto più &#8220;veritiero&#8221; nel raccontare l&#8217;insorgenza di una <a href="http://www.finanzablog.it/tag/crisi finanziaria">crisi finanziaria</a> di quanto non lo sia l&#8217;indice istituzionale. Non sarà esattamente scientifico, ma certamente suggestivo.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4777/qual-e-il-prezzo-delloro-se-lo-cercano-in-tanti-su-google-ce-la-crisi">"Qual è il prezzo dell'oro"? Se lo cercano in tanti su Google c'è la "crisi"</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 09:17 di martedì 30 agosto 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Conchiglie al posto dei soldi? Nel 1933 è successo</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4770/conchiglie-al-posto-dei-soldi-nel-1933-e-successo</link>
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    <pubDate>Sun, 28 Aug 2011 08:21:47 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Carlo Tissi</dc:creator>
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    <category>notizie</category><category>crisi del 29</category><category>grande depressione</category><category>moneta conchiglia</category>
    <description>La crisi finanziaria e i pesanti crolli nelle borse di tutto il mondo stanno rendendo l&amp;#8217;eco di chi evoca il fantasma della Crisi del &amp;#8216;29 e della grande depressione che ne seguì[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/6a00e553a80e1088340147e274f308970b800wi.jpg" class="post" border="0" width="586" height="418" alt="" /><br clear="all" /><br />
La <a href="http://www.finanzablog.it/tag/crisi finanziaria">crisi finanziaria</a> e i pesanti crolli nelle borse di tutto il mondo stanno rendendo l&#8217;eco di chi evoca il fantasma della <strong>Crisi del &#8216;29</strong> e della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_depressione">grande depressione</a> che ne seguì sempre più forte. Le conseguenze di quella crisi furono drammatiche e prolungate negli anni successivi, proprio al 1933 risale il &#8220;reperto&#8221; mostrato in questa fotografia. </p>
<p>Si tratta di una &#8220;<em>conchiglia-moneta</em>&#8221; del valore di 50 centesimi di dollaro. La storia racconta che nel marzo di quell&#8217;anno il <strong>Presidente Roosevelt</strong> ordinò quattro giorni di chiusura forzata a tutte le banche per cercare di frenare una delle tante ondate di panico durante le quali i risparmiatori accorrevano agli sportelli per ritirare tutto il loro denaro. </p>
<p>Il contante scarseggiava e così le comunità, per evitare che l&#8217;economia si fermasse, crearono diversi tipi di &#8220;valute d&#8217;emergenza&#8221;. La conchiglia della foto è frutto della fantasia della <strong>Leiter’s Pharmacy</strong> in Pismo Beach, California, che &#8220;emise&#8221; una serie di queste particolari valute, con tanto di possibilità di essere &#8220;girate&#8221; ad altri consumatori con una firma sul retro. Per il bene di tutti si spera che questo genere di stranezze non si rendano necessarie anche in futuro&#8230;</p>
<p>[Via | <a href="http://libertystreeteconomics.newyorkfed.org/2011/08/historical-echoes-these-clams-really-were-money.html?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+LibertyStreetEconomics+%28Liberty+Street+Economics%29">New York Fed</a>]</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4770/conchiglie-al-posto-dei-soldi-nel-1933-e-successo">Conchiglie al posto dei soldi? Nel 1933 è successo</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 09:21 di domenica 28 agosto 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Crisi Finanziaria: I tagli l&#039;unica (e la vera) soluzione?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4768/crisi-finanziaria-i-tagli-lunica-e-la-vera-soluzione</link>
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    <pubDate>Sat, 27 Aug 2011 09:00:38 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Carlo Tissi</dc:creator>
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    <category>notizie</category><category>persone-fatti</category><category>assicurazioni</category><category>politica</category><category>agenzie di rating</category><category>crisi finanziaria</category><category>joseph stiglitz</category>
    <description>Cosa ha provocato la crisi finanziaria di queste settimane? La risposta più ovvia e banale è una soltanto: i debiti sovrani. Gli stati sono troppo indebitati, le agenzie di rating declassano persino i[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4768%2Fcrisi-finanziaria-i-tagli-lunica-e-la-vera-soluzione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/johnnydeppnelfilmedwardmanidiforbice116490.jpg" class="post" border="0" width="586" height="322" alt="" /><br clear="all" />Cosa ha provocato la <a href="http://www.finanzablog.it/tag/crisi finanziaria">crisi finanziaria</a> di queste settimane? La risposta più ovvia e banale è una soltanto: i <strong>debiti sovrani</strong>. Gli stati sono troppo indebitati, le <a href="http://www.finanzablog.it/tag/agenzie di rating">agenzie di rating</a> declassano persino i titoli americani, le borse crollano bruciando capitalizzazioni già fragili, e parte la corsa folle ai tagli. In Italia siamo arrivati alla soglia dei 50 miliardi di euro recuperati con il <a href="http://www.polisblog.it/post/11107/manovra-al-via-liter-parlamentare-maggioranza-cercasi">decreto anti-crisi</a>, ma qualcosa di simile stanno facendo anche altri paesi europei, Francia in testa.</p>
<p>Il timore è sempre il solito: uno spread in salita e il declassamento di una delle famigerate <strong>Standard &#038; Poor&#8217;s</strong>, <strong>Moody&#8217;s</strong> e <strong>Fitch</strong> a provocare il panico degli investitori, mentre gli speculatori possono gioire. I governi fanno a gara ad emanare misure d&#8217;urgenza per contenere il debito, ma perdono di vista il problema fondamentale: il debito è insostenibile nel momento in cui le entrate fiscali non riescono a sostenerlo.</p>
<p>Dobbiamo forse ritenere che tutti i politici del mondo, da destra a sinistra, hanno smesso di credere alla possibilità di una crescita economica infinita? Potrebbe essere, ma non è quello che ci stanno raccontando. Nei fatti la crisi finanziaria sta colpendo indistintamente tutti, compreso il Regno Unito guidato da <strong>David Cameron</strong>. Proprio guardando a questo esempio risulta &#8220;profetico&#8221; l&#8217;intervento di un celebre economista a commento della legge di bilancio approvata dal governo conservatore all&#8217;inizio del 2011.</p>


<p>Il sempre originale premio Nobel per l&#8217;economia <a href="http://www.finanzablog.it/tag/joseph stiglitz">Joseph Stiglitz</a>, convinto assertore di una riduzione della spesa americana attraverso un reale taglio agli sprechi (le guerre oltreoceano, le spese farmaceutiche stabilite da Big Pharma senza contrattazione), sosteneva a febbraio che: &#8220;<em>Questa politica disastrosa che anche nei paesi che non hanno bisogno di avere austerità, stanno stringendo troppo la cinghia, non ne hanno bisogno e la chiara implicazione nel breve termine e nel medio termine sarà una più lenta</em>&#8220;.</p>
<p>La politica sembra aver preso una direzione chiara: &#8220;tagliare, contenere la spesa pubblica&#8221;, ma la tesi di Stiglitz è che rischi di farlo più di quanto realmente necessario alimentando una spirale nella quale l&#8217;ipotesi di una violenta recessione economica è dietro l&#8217;angolo.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4768/crisi-finanziaria-i-tagli-lunica-e-la-vera-soluzione">Crisi Finanziaria: I tagli l'unica (e la vera) soluzione?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:00 di sabato 27 agosto 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Steve Jobs va via, ma il titolo tiene: un altro successo Apple</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4772/steve-jobs-va-via-ma-il-titolo-tiene-un-altro-successo-apple</link>
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    <pubDate>Fri, 26 Aug 2011 08:00:10 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Carlo Tissi</dc:creator>
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    <description>Steve Jobs ha lasciato la carica di CEO dell&amp;#8217;azienda di Cupertino. Passaggio storico per Apple per un uomo simbolo di una rivoluzione hi-tech (e di altissimi profitti) ancora in corso. Quando[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Steve+Jobs+va+via%2C+ma+il+titolo+tiene%3A+un+altro+successo+Apple&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4772%2Fsteve-jobs-va-via-ma-il-titolo-tiene-un-altro-successo-apple" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/jobs1.jpg" class="post" border="0" width="586" height="438" alt="" /><br clear="all" /><strong>Steve Jobs</strong> ha <a href="http://www.melablog.it/post/14582/steve-jobs-si-dimette-e-lascia-il-posto-di-ceo-a-tim-cook">lasciato la carica di CEO</a> dell&#8217;azienda di Cupertino. Passaggio storico per Apple per un uomo simbolo di una rivoluzione hi-tech (e di altissimi profitti) ancora in corso. Quando Jobs era tornato al timone dell&#8217;azienda che aveva contribuito a fondare dopo alcuni anni di lontananza le azioni Apple valevano 6,56$ ciascuna, ieri, prima dell&#8217;annuncio delle dimissioni per problemi di salute, erano arrivate a <strong>376,18$</strong> (ed un anno fa con il lancio dell&#8217;iPhone 4 toccarono il record di 403,41$). Si stanno sprecando sul web le agiografie dell&#8217;A.d. perennemente con jeans e lupetto nero indosso e sul nostro <a href="http://www.melablog.it">MelaBlog</a> hanno tradotto un post di Robert Scoble che sul <a href=" http://thenextweb.com/apple/2011/08/25/a-front-row-seat-to-steve-jobs-career-by-robert-scoble/?utm_source=twitter&#038;utm_medium=twitter-publisher-main&#038;utm_campaign=twitter">The Next Web</a> racconta il suo &#8220;perché&#8221; Jobs sia stato tanto speciale: </p>
<blockquote><p>
Perché proprio lui?<br />
Dopo essere andato indietro di 34 anni con la memoria, la risposta mi fu chiara: c’è un solo imprenditore che mi abbia mai detto di guardare il retro di un prodotto per capirne la sua bellezza. Era stato al lancio dell’iMac, quando Jobs mostrava le linee moderne che ancora oggi ho sulla mia scrivania che disse “guardate al metallo, dietro, non è bellissimo?”. E lo era. A tutti gli altri ceo non importava nulla di cosa ci fosse sul posteriore dei loro prodotti. Pensavano solo a tagliare i costi. Non era stata quella la prima volta che notavo l’attenzione che prestava Jobs a questioni apparentemente irrilevanti (…) ricordo quando Jobs volle dipingere di giallo il pavimento della fabbrica dei Macintosh. Dopo tutto, un prodotto come quello, andava assemblato in un bel posto.</p></blockquote>
<p>Beh, quei tempi sono cambiati, ora i pavimenti gialli non ci sono più e <a href="http://www.finanzablog.it/post/4766/foxconn-ipad-e-iphone-assemblati-da-robot-per-ridurre-il-numero-di-suicidi">i prodotti Apple sono assemblati dalla Foxconn</a> (con i risultati che sappiamo) in Cina, ma nell&#8217;immaginario Jobs resta il romantico visionario di &#8220;<a href="http://www.melablog.it/post/14591/steve-jobs-lascia-la-apple-quando-diceva-stay-hungry-stay-foolish">Stay Hungry, Stay Foolish</a>&#8220;. I fanboy hanno colto con ovvia delusione la sua parziale uscita di scena, ma sui mercati <a href="http://finance.yahoo.com/q?s=AAPL">le quotazioni</a> in apertura non calano considerevolmente (si balla attorno al -2% a quota 368 dollari per azioni), ed in chiusura di seduta il segno è positivo, +0.15%, ogni azione vale 57 cent in più rispetto a ieri.</p>


<p>Le ragioni di un mancato crollo possono essere molteplici: la fiducia in <a href="http://www.melablog.it/tag/tim%20cook">Tim Cook</a>, indicato al consiglio d&#8217;amministrazione come suo erede, è fra le possibili, ma è la meno probabile. Molto più ovvio è che i mercati abbiano da una parte fiducia nella possibilità di Apple di continuare a garantire ottimi profitti, dall&#8217;altra che Jobs abbia ancora una volta azzeccato &#8220;i tempi&#8221; per chiamarsi fuori.</p>
<p>La lunga malattia che sta affrontando non è una sorpresa per nessuno, la notizia è stata gestita con la dovuta delicatezza, la sua uscita di scena è soft (con la garanzia di una permanenza nel ruolo di &#8220;<em>Chairman del consiglio stesso, direttore e impiegato Apple</em>&#8220;), senza traumi. </p>
<p>Alla fine la più grande garanzia ai mercati la forniscono speculazioni, non casuali, rilanciate da guru dell&#8217;hi-tech come <a href="http://allthingsd.com/20110824/jobs-leave-a-legacy-of-changed-industries/">Mossberg</a>:</p>
<blockquote><p>Fonti ben informate presso Apple affermano che (Jobs, n.d.A.) intenda rimanere coinvolto nello sviluppo dei principali prodotti e strategie, e che intenda restare un presidente del consiglio d’amministrazione attivo, anche durante il periodo in cui Tim Cook gestirà la società giorno per giorno come CEO.</p></blockquote>
<p>Insomma, il messaggio è chiaro: &#8220;<em>Jobs non c&#8217;è più (ma c&#8217;è ancora) e se proprio non ci dovesse più essere Tim Cook è il suo allievo e erede ideale</em>&#8220;, comunicazione perfetta.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4772/steve-jobs-va-via-ma-il-titolo-tiene-un-altro-successo-apple">Steve Jobs va via, ma il titolo tiene: un altro successo Apple</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 09:00 di venerdì 26 agosto 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Foxconn: iPad e iPhone assemblati da robot per ridurre il numero di suicidi?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4766/foxconn-ipad-e-iphone-assemblati-da-robot-per-ridurre-il-numero-di-suicidi</link>
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    <pubDate>Thu, 25 Aug 2011 08:00:22 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Carlo Tissi</dc:creator>
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    <category>notizie</category><category>tecnologia</category><category>apple</category><category>foxconn</category><category>manodopera cinese</category><category>robot foxconn</category>
    <description>La fortuna di aziende cinesi come la Foxconn deriva dai bassi costi della manodopera, è un fatto. I prodotti della Apple, dai Mac agli iPhone fino agli iPad, sono autentici status symbol,[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4766%2Ffoxconn-ipad-e-iphone-assemblati-da-robot-per-ridurre-il-numero-di-suicidi" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4766%2Ffoxconn-ipad-e-iphone-assemblati-da-robot-per-ridurre-il-numero-di-suicidi" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Foxconn%3A+iPad+e+iPhone+assemblati+da+robot+per+ridurre+il+numero+di+suicidi%3F&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4766%2Ffoxconn-ipad-e-iphone-assemblati-da-robot-per-ridurre-il-numero-di-suicidi" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/foxconn_operai.jpg" class="post" border="0" width="586" height="366" alt="" /><br clear="all" />La fortuna di aziende cinesi come la <strong>Foxconn</strong> deriva dai bassi costi della manodopera, è un fatto. I prodotti della <a href="http://www.apple.it">Apple</a>, dai Mac agli iPhone fino agli iPad, sono autentici status symbol, &#8220;<em>costano di più ma funzionano meglio</em>&#8221; si dice, pur essendo tutti assemblati in Cina esattamente come i prodotti dei concorrenti dell&#8217;azienda guidata da <strong>Steve Jobs</strong>. La Foxconn può contare su 1 milione e 200 mila dipendenti ed è finita più volte nel mirino della stampa per i salari bassi e le condizioni di lavoro proibitive che sarebbero fra le cause dei tanti suicidi registrati fra i lavoratori.</p>
<p>Il tema delle condizioni di lavoro è delicatissimo, soprattutto quando il tuo committente principale è la Apple, e <strong>Terry Gou</strong>, fondatore della Foxconn lo sa bene. Negli ultimi due anni sono stati costretti ad aumentare i salari, a fornire assistenza psicologica gratuita e finanche a costruire reti di contenimento per ridurre <a href="http://www.melablog.it/post/13892/il-segreto-di-apple-per-mantenere-i-prezzi-costanti">lo sport più diffuso fra i dipendenti</a>: &#8220;<em>il salto dal palazzo senza corda di sicurezza</em>&#8220;.</p>
<p>La soluzione però rischia di diventare anti-economica così arriva <a href="http://www.melablog.it/post/14470/robot-umanoidi-per-produrre-ipod-iphone-ed-ipad">l&#8217;annuncio di un piano</a> che prevede l&#8217;acquisto di un numero non meglio precisato di robot da affiancare ai 10 mila già presenti nelle diverse fabbriche sparse nel paese per affidare alle macchine tutta quella parte del lavoro di routine di lubrificazione, assemblaggio e saldatura che fino ad oggi era più conveniente lasciare nelle mani degli operai.</p>


<p>Si tratta di un&#8217;operazione che avrà un impatto enorme. Secondo <strong>Gou</strong> si tratta di spostare &#8220;<em>un milione di lavoratori più in alto nella catena della produzione</em>&#8221; e un esercito intero di operai che &#8220;<em>dai compiti di routine troveranno posto in posizioni di valore aggiunto nella produzione, come ricerca e sviluppo, innovazione e altre aree che sono ugualmente importanti per il successo delle nostre operazioni</em>&#8220;.</p>
<p>La mossa della Foxconn segna un cambiamento epocale: mantenere competitive e convenienti le produzioni in Cina senza puntare più esclusivamente sul basso costo del lavoro ed insieme trasformando gli enormi numeri della bassa manovalanza in numeri leggermente più piccoli, ma comunque senza pari in Europa o negli USA, tutti impegnati in &#8220;<em>ricerca, sviluppo e innovazione</em>&#8220;.</p>
<p>[Via | <a href="http://www.economist.com/blogs/schumpeter/2011/08/foxconn">Economist</a>]</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4766/foxconn-ipad-e-iphone-assemblati-da-robot-per-ridurre-il-numero-di-suicidi">Foxconn: iPad e iPhone assemblati da robot per ridurre il numero di suicidi?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 09:00 di giovedì 25 agosto 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Cosa vuole fare Google con Motorola?</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4771/cosa-vuole-fare-google-con-motorola</link>
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    <pubDate>Wed, 24 Aug 2011 08:00:55 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Carlo Tissi</dc:creator>
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    <category>notizie</category><category>android</category><category>google</category><category>motorola</category>
    <description>Ormai lo saprete tutti, Google ha comprato la divisione mobile di Motorola. Un investimento da 12,5 miliardi di dollari, una mossa inattesa ed imprevista dalla gran parte degli analisti che può avere[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/GoogleMotorola.jpg" class="post" border="0" width="586" height="268" alt="" /><br clear="all" />Ormai lo saprete tutti, <a href="http://www.mobileblog.it/post/16962/ferragosto-si-tinge-di-rosso-google-si-compra-la-divisione-mobile-motorola">Google ha comprato la divisione mobile di Motorola</a>. Un investimento da 12,5 miliardi di dollari, una mossa inattesa ed imprevista dalla gran parte degli analisti che può avere diverse conseguenze per <strong>Google</strong>, per <strong>Motorola</strong> e per <a href="http://www.mobileblog.it/tag/android">Android</a>. Nella torrida giornata di ferragosto i colleghi di MobileBlog annunciavano:</p>
<blockquote><p>L’accordo nasce “spontaneamente”, a detta dell’amministratore delegato e fondatore di Google che si é complimentato per l’impegno dimostrato dalla Motorola nei confronti della piattaforma Android. La mossa di Google viene dopo la tentata ma non riuscita di acquisizione dei brevetti Nortel, e segna di fatto una svolta storica nella telefonia mobile, permettendogli per la prima volta di poter produrre, oltre al software, anche il proprio hardware.</p></blockquote>
<p>Tutto vero, ma non basta. In realtà un collegamento fra Google e Motorola c&#8217;era già attraverso due membri del consiglio d&#8217;amministrazione. <strong>William Hambrecht</strong> e <strong>Jeff Levick</strong>, entrambi presenti anche nel board di AOL. Non solo, l&#8217;interesse di Big G per Motorola Mobile deriva anche dai circa 17 mila brevetti che la multinazionale che produce smartphone possiede, <a href="http://www.mobileblog.it/post/16974/google-motorola-e-android-non-e-gratis-aveva-ragione-ballmer">lo spiega Gianluca Pezzi sul nostro DownloadBlog</a>:</p>
<blockquote><p>Ebbene, si può spiegare con i 17.000 brevetti di Motorola, la cifra di 12,5 miliardi di dollari spesi da Google per un’azienda che ha avuto perdite secche negli ultimi quadrimestri. Nessuna azienda, neanche Google, può spendere così tanto senza pensare di rientrare dell’investimento fatto.</p></blockquote>


<p>Insomma, Google sembra aver fatto un affare, resta da capire se lo stesso vale per Motorola. La risposta si intreccia ad Android, il sistema operativo mobile che sfida il dominio dell&#8217;iOS di Apple. In <a href="http://www.ibtimes.com/articles/202339/20110823/what-google-12-5-bn-deal-mean-motorola-patents-warehouse-identity-crisis-apple-microsoft-legal-indus.htm">un solo anno Motorola è passata dal 44% del mercato dei dispositivi Android al 22%</a>, con HTC e Samsung che stanno continuano a conquistare terreno. </p>
<p>Chiaro che l&#8217;acquisto di Google potrebbe dare una nuova spinta alle vendite di Motorola, ma non è scontato che il gigante di Mountain View abbia veramente voglia di buttarsi in questa battaglia o se invece preferisca semplicemente sedersi sulla riva del fiume e far fruttare i 17.000 brevetti acquisiti. Non resta che attendere i futuri sviluppi.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4771/cosa-vuole-fare-google-con-motorola">Cosa vuole fare Google con Motorola?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 09:00 di mercoledì 24 agosto 2011.</p>
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  </item>

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    <title>Niente più PC? Il disastro di HP</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4769/niente-piu-pc-il-disastro-di-hp</link>
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    <pubDate>Mon, 22 Aug 2011 09:00:33 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Carlo Tissi</dc:creator>
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    <category>notizie</category><category>persone-fatti</category><category>titoli-esteri</category><category>hewlett-packard</category><category>hp</category><category>leo apotheker</category>
    <description>La Hewlett-Packard, meglio nota come HP, non produrrà più personal computer. La mossa, annunciata dall&amp;#8217;amministratore delegato Leo Apotheker, è la risposta (drastica) alla crisi[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/li852leoapothekerhp00332734.jpg" class="post" border="0" width="586" height="329" alt="" /><br clear="all" />La <strong>Hewlett-Packard</strong>, meglio nota come HP, non produrrà più personal computer. La mossa, annunciata dall&#8217;amministratore delegato <strong>Leo Apotheker</strong>, è la risposta (drastica) alla crisi dell&#8217;azienda. Niente più hardware, soltanto software, e la progressiva dismissione della produzione di PC viene anticipata dall&#8217;acquisto della società inglese <strong>Autonomy</strong>, specializzata nella gestione dati delle grandi corporation private, ma anche di committenti pubblici come il Ministero della Difesa americano. </p>
<p>Pur di assicurarsi Autonomy <a href="http://ftalphaville.ft.com/blog/2011/08/19/657611/hp%E2%80%99s-remarkably-generous-offer/">la HP ha pagato l&#8217;80% più del valore di borsa corrente</a> dando l&#8217;idea ai mercati che quella che potrebbe essere una saggia decisione manageriale sia in realtà un&#8217;autentica fuga. Le conseguenze sul titolo della <strong>HP</strong> sono state semplicemente disastrose: dall&#8217;inizio dell&#8217;anno aveva perso il 22% del suo valore, in un solo giorno ha pareggiato questa perdita <a href="http://finance.yahoo.com/echarts?s=HPQ+Interactive#symbol=HPQ;range=3m">con un secco -20%</a> capace di portare la capitalizzazione ai livelli del 2005.</p>
<p>Una corsa alle vendite con pochi precedenti, aggravata dall&#8217;attuale crisi finanziaria che sta comunque colpendo in misura minore le società del comparto hi-tech. Semplice <em>bad timing</em> o una scelta disgraziata? Di certo la delusione degli investitori appare giustificata perché, se è vero che altre grandi aziende (leggi <strong>IBM</strong>) hanno compiuto la stessa transizione in passato, HP 10 anni fa aveva speso 25 miliardi di dollari per andare nella direzione opposta acquisendo <strong>Compaq</strong> e l&#8217;anno scorso si era assicurata <strong>Palm</strong> per 1,2 miliardi dando l&#8217;impressione di essere pronta a competere con Apple sul terreno divenuto più congeniale all&#8217;azienda di Cupertino lanciata proprio dalle vendite di <a href="http://www.melablog.it/categoria/ipad">iPad</a> e <a href="http://www.melablog.it/categoria/iphone">iPhone</a>. </p>
<p>Nessuno dubita che sia giusto per le aziende puntare a riposizionarsi su business più redditizi (e il software può garantire margini che l&#8217;hardware non riesce ad offrire), ma l&#8217;isterica confusione che regna nel management HP ha consigliato molti di attendere futuri sviluppi prima di investire nuovamente nella multinazionale statunitense.</p>
<p>[Via | <a href="http://ftalphaville.ft.com/blog/2011/08/19/657611/hp%E2%80%99s-remarkably-generous-offer/">Alphaville</a>]</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4769/niente-piu-pc-il-disastro-di-hp">Niente più PC? Il disastro di HP</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:00 di lunedì 22 agosto 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Tra tasse e megaricchi, già scelto il successore di Warren Buffett</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4762/tra-tasse-e-megaricchi-gia-scelto-il-successore-di-warren-buffett</link>
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    <pubDate>Tue, 16 Aug 2011 12:40:48 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Administrator</dc:creator>
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    <category>notizie</category><category>persone</category><category>chi è warren buffett</category><category>in evidenza</category><category>todd combs successore buffett</category><category>warren buffett</category>
    <description>Warren Buffett, gigante della finanza internazionale un paio di giorni fa ha proposto la sua ricetta anticrisi: smetterla di coccolare i megaricchi come lui e fargli pagare qualche tassa in più, lo[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/02blog/warrenbuffettcombstodd.jpg" class="post" border="0" align="left" width="279" height="280" alt="warren buffett combs todd" /><strong>Warren Buffett</strong>, gigante della finanza internazionale un paio di giorni fa ha proposto la sua ricetta anticrisi: smetterla di coccolare i megaricchi come lui e fargli pagare qualche tassa in più, lo scriveva <a href="http://www.nytimes.com/2011/08/15/opinion/stop-coddling-the-super-rich.html?_r=3&#038;scp=3&#038;sq=buffett&#038;st=cse">sul NYTimes</a>. Buffett portava naturalmente l&#8217;esempio della tassazione negli Stati Uniti, e di quanto lui pagasse di tasse ogni anno - circa 7 milioni di dollari - mentre dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano, Luca di Montezemolo a proposito del decreto anticrisi di <a href="http://www.polisblog.it/categoria/giulio-tremonti">Giulio Tremonti</a> diceva &#8220;Una cosa è chiedere un contributo di solidarietà a me o a Berlusconi, una cosa è colpire un dirigente con famiglia a carico&#8221;. Una coincidenza singolare. Ma in queste ore, mentre si attenua il chiasso per l&#8217;articolo firmato Buffett in cui chiede gli vengano aumentate le tasse, arrivano le conferme del successore. Già perché Buffett ha spiegato <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5hGFybeXKFmJWulMFZZBXabR7Fmrw?docId=CNG.1017c21fe528b374d362951393c074cf.171">alla PBS</a> che</p>
<blockquote><p>&#8220;Ci sono molte persone adatte, ma solo su una il board si è mostrato d&#8217;accordo (&#8230;) se morissi stanotte, domattina ci vorrebbe meno di un&#8217;ora al board per annunciare il mio sostituto
</p></blockquote>
<p>Un nome che circolava fin dallo scorso ottobre era quello di <strong>Todd Combs</strong>, manager di Berkshire Hathaway, in precedenza in forza alla Castle Point Capital Management.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4762/tra-tasse-e-megaricchi-gia-scelto-il-successore-di-warren-buffett">Tra tasse e megaricchi, già scelto il successore di Warren Buffett</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 13:40 di martedì 16 agosto 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>


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