Pirelli: una spinta da Bridgestone, un'altra dai Malacalza

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Pirelli tiene bene le posizioni in Borsa e torna a far parlare di sé fra le colonne della cronaca finanziaria. Nell’ultimo mese il titolo ha guadagnato circa il 15,5% a fronte di un recupero del 4,4% del Ftse Mib. Negli ultimi 6 mesi lo scarto cresce fra una valorizzazione del 10,9% e una flessione del 14% se poi si guarda l’ultimo difficile anno di Borsa il Ftse Mib ha recuperato circa il 4,32% mentre la Bicocca guadagnava sui listini oltre il 10% del proprio valore. Insomma Pirelli corre decisamente più del mercato.

Nel frattempo il gruppo ha riconfermato l’obiettivo di una crescita dei volumi di vendita del 10% su base annua che sarebbe già confortata dai risultati del secondo trimestre del 2010. Durante le ultime sedute un altro spintone in avanti è arrivato anche dalla concorrente Bridgestone che ha innalzato i propri obiettivi di fine anno, sia in termini di utile che di fatturato, portando un positivo sentiment sui mercati

Le sfide non sono poche e per questo anche la promozione della famiglia dei Malacalza acquista un peso nelle nuove strategie. Circa un anno fa il gruppo finanziario in esilio dalla siderurgia genovese aveva acquisito una piccola quota della holding di Pirelli Camfin riservandosi di valutare un ulteriore intervento.

Dodici mesi dopo i Malacalza si preparano a rilevare il 30,9% della holding Gpi a monte di Camfin da Carlo Puri Negri che completa così l’allontanamento dal gruppo della Bicocca. A Marco Tronchetti Provera rimangono comunque delle quote di maggioranza che attraversano tutta la catena proprietaria della Bicocca, ma i Malacalza diventano soci industriali di lungo periodo e partner nei processi di sviluppo dei business collegati a materie prime e gas.

Pirelli merita però anche un ultimo riferimento alla Formula 1: la società si è aggiudicata la fornitura in esclusiva per l’intero campionato. Creato un team dedicato a questa attività (dopo gli impegni passati nel rally e nella superbike) Marco Tronchetti Provera ha specificato che la nuova avventura sarà a conti fatti a costo zero, ma garantirà un forte ritorno di immagine visto che la Formula 1 potrebbe raggiungere due miliardi di spettatori nei prossimi anni. L’investimento complessivo dovrebbe aggirarsi sui venti milioni di euro, ma i contributi delle scuderie dovrebbero compensare i costi: gli pneumatici saranno progettati a Milano ma prodotti in Turchia prima di attrezzare il top delle quattro ruote.

condividi condividi 0 commenti venerdì 25 giugno 2010

Pirelli Re: prove di fusione con Fimit

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Sicuramente gli ultimi anni si stanno rivelando particolarmente vivaci per Pirelli Re che in più settori si è mossa con attenzione e rapidità raggiungendo dei risultati spesso notevoli, ma anche subendo pesantemente gli effetti della crisi generale e di un indebitamento notevole. L’ultima novità riguarda però un’alleanza appena progettata: quella con Fimit, società che gestisce 12 fondi e che potrebbe allearsi al ramo immobiliare dell’impero industriale di Marco Tronchetti Provera.

La notizia sembra piacere molto al mercato che oggi scalda il titolo Pirelli Re con rialzi di quasi cinque punti percentuali. D’altra parte che Pirelli Re abbia bisogno di strategie decise in questo momento di crisi è noto. L’aumento di capitale da 400 milioni di euro completato a luglio è sicuramente servito, ma i problemi sono ancora numerosi. Il gearing (inteso come rapporto tra posizione finanziaria netta esclusi i crediti per finanziamenti e patrimonio netto: quindi come capacità di far fronte con mezzi propri agli investimenti del gruppo) è passato a 0,65 dal 2,35 di fine 2008. La posizione finanziaria netta è passata da un saldo negativo di 861,8 milioni di euro a uno di 447,4 milioni di euro.

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condividi condividi 0 commenti giovedì 12 novembre 2009
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Pirelli brilla, ma i tempi sono ancora duri

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Pioggia di acquisti su Pirelli in Borsa. Il titolo della società delle gomme e degli immobili guadagna oltre 6,38 punti percentuali. I risultati del gruppo sono evidentemente piaciuti al mercato che probabilmente ha apprezzato forse la conferma degli obiettivi del piano industriale e di riduzione del debito oltre alle prospettive di recupero dei mercati nel medio e lungo periodo.

Un colosso articolato come Pirelli è sicuramente difficile da misurare e valutare in tutte le sue sfumature, anche per via della varietà di asset che controlla (dagli pneumatici di Pirelli Tyre, agli immobili di Pirelli Re, ai filtri antiparticolato di Pirelli Eco technology al broadband di Pirelli Broadband solution): qualche considerazione però si può fare.

I ricavi a 2,13 miliardi di euro hanno registrato una flessione di quasi il 13% rispetto al dato di un anno fa. Il risultato operativo, a 101,1 milioni contro i 180,9 milioni di euro del gruppo nel primo semestre del 2008, registra non solo un calo notevole, ma anche una marginalità operativa inferiore rispetto al dato dell’anno scorso: il 4,7% dei ricavi sul 7,4% del dato del 30 giugno 2008.

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condividi condividi 0 commenti giovedì 30 luglio 2009

Camfin: Tronchetti Provera interviene anche sulla capogruppo

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Grandi manovre nella galassia Pirelli. Il gruppo controllato da Marco Tronchetti Provera (in foto) sta prendendo di petto la crisi con una serie di ricapitalizzazioni, cessioni, alleanze e cambiamenti nelle varie squadre di manager che sono destinati a ridisegnare una complessa struttura industriale con diramazioni che passano dagli pneumatici all’energia pulita al settore immobiliare.
Si tratta di una complessa catena finanziaria che, per mantenersi sulla più semplice catena di società quotate, passa da Camfin a Pirelli fino a Pirelli Real Estate. Quest’ultima, anima immobiliare del gruppo, ha appena varato un aumento di capitale da 400 milioni di euro per rifinanziare un debito che, considerando i veicoli fuori bilancio e non consolidati, ammonta a 12,8 miliardi di euro. Forse proprio l’entità di questi debito che secondo i calcoli di Repubblica sarebbe garantito solo al 30% dal patrimonio della società, ha spinto Pirelli Re a varare un’offerta di titoli a prezzi stracciati (valore nominale da 50 centesimi contro quotazioni sui 4,9 euro prima dell’annuncio dei dettagli sul piano). La ricapitalizzazione è comunque garantita dalla controllante Pirelli che mette i propri crediti a disposizione: quindi quei 400 milioni di euro Pirelli Re li incasserà, anche se i suoi titoli varranno alla fine molto meno in borsa e saranno molti di più.

A monte della catena di controllo si muove però anche Camfin, società finanziaria controllata dallo stesso Marco Tronchetti Provera, che ha appena varato un aumento di capitale da 100 milioni di euro, un riscadenziamento del debito assai importante e che ha accolto tra i suoi soci un azionista di eccellenza come Vittorio Malacalza.

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condividi condividi 0 commenti lunedì 15 giugno 2009
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