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  <title>Finanzablog.it</title>
  <subtitle>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T16:19:43+00:00</updated>
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    <title type="html">Pirelli pronta per lo scorporo di Prelios e per i mercati globali</title>
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      <name>Ferry Boat</name>
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    <published>2010-10-21T18:11:47+00:00</published>
    <updated>2010-10-21T18:11:47+00:00</updated>
    <dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>pirelli-pn</dc:subject><dc:subject>automotive</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il gruppo Pirelli continua a incoraggiare il mercato e anche il quadro grafico dell&amp;#8217;azione della società degli pneumatici continua a inviare segnali di forza confrontandosi con decisione con[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4546/pirelli-pronta-per-lo-scorporo-di-prelios-e-per-i-mercati-globali"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/pirelli1_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="247" height="256" alt="pirelli risultati mercato piano industriali margini pirelli re immobiliare prelios scorporo il costo risultati" /></p>
<p>Il gruppo Pirelli continua a incoraggiare il mercato e anche il quadro grafico dell&#8217;azione della società degli pneumatici continua a inviare segnali di forza confrontandosi con decisione con gli ostacoli di area 6,5 euro che indicano anche un ritorno dei prezzi sui livelli del 2008 con spunti verso le performance del pre-crisi. Il titolo ha chiuso la seduta a quota 6,56 euro con un rialzo dell&#8217;1,94 per cento. L&#8217;azione ha di recente consolidato un supporto dinamico sulla media mobile a 100 sedute, superato il primo ritracciamento di Fibonacci dai massimi del febbraio del 2005 (in zona 6 euro) dopo aver superato e trasformato in supporto (sottolineandolo con un return move che ha preparato il nuovo rimbalzo delle ultime sedute) i baluardi di quota 5,7 euro. In zona 7 euro, in area 7,7 e oltre gli 8,2 euro l&#8217;azione potrebbe incontrare degli ostacoli di peso alla foga del suo rally recente, tuttavia va evidenziato che la posizione di ipercomprato ha già respinto di recente al ribasso l&#8217;indicatore dei forza relativa a 14 sedute del titolo Pirelli, infiacchendo lo spread fra questo oscillatore e la sua media mobile a 50 sedute da molti ritenuto un buon indice della forza del trend.</p>
<p>Ieri L&#8217;Rsi a 14 sedute era a 71 punti (quindi poco sopra la soglia dell&#8217;ipercomprato a 70) e viaggiava dunque ancora a dieci punti di distanza circa della sua media mobile a 50 sedute: si tratta di un differenziale ancora abbastanza ampio e va anche evidenziato che negli ultimi mesi in più di un&#8217;occasione questa media mobile ha respinto al rialzo l&#8217;oscillatore fornendo segnali utili anche per i prezzi.</p>
<p>Ogni realizzo che dovesse scattare nel corso delle prossime sedute  potrebbe comunque ancora trovare in zona 6,1 euro dei supporti o anche a quota 5,7 euro.</p>
<p>Ma cosa alimenta questa corsa del titolo che ha consentito all&#8217;azione di passare dai minimi dello scorso marzo 2009 in zona 1,6 euro ai circa 6,5 euro di queste ultime sedute?</p>
<p>La perfomance in accelerazione dei prezzi non sembra attribuibile tanto a un miglioramento (ancora malcerto) della situazione del comparto automotive, quanto piuttosto a un diretto intervento sulla marginalità del business tramite un incremento dei prezzi dei prodotti che per ora sembra incoraggiare la redditività dell&#8217;azienda (anche se siamo soltanto nella prima fase dell&#8217;inserimento sul mercato delle nuove politiche di prezzo).</p>
<p>Sicuramente la crisi di diversi concorrenti ha avvantaggiato un gruppo che proprio in questi giorni vara una separazione dagli asset del Real Estate concentrati in Pirelli Re, ormai destinata a diventare già dal prossimo 25 ottobre Prelios e ad essere spartita pro-quota fra i vari azionisti.</p>
<p>D&#8217;altra parte i fondamentali alimentano l&#8217;ottimismo dei mercati sui risultati della Bicocca dopo la crescita del fatturato del 19,8% nel primo semestre a quota 2,42 miliardi di euro (attesi per il prossimo 3 novembre i dati del terzo trimestre).</p>
<p>Le politiche di rebranding che hanno suggerito di cambiare il nome di Pirelli Re in Prelios hanno un corrispettivo nel brending di Pirelli stessa che si avvantaggerà del ruolo di fornitore unico di pneumatici per la Formula Uno nel triennio 2011-2013. In esclusiva la Bicocca si farà pubblicità anche con il Mondiale GP2 e con un ruolo di peso nel GP3.</p>
<p>Il flusso netto di cassa operativo da 55,6 milioni di euro realizzato nella prima metà di quest&#8217;anno è incoraggiante rispetto all&#8217;assorbimento di cassa di circa 18,5 milioni di euro del primo semestre del 2009. Il gruppo ha realizzato, sempre nel primo semestre, perdite collegate ad attività cessate per 256,4 milioni di euro di cui ben 20,4 milioni di euro attribuibili direttamente a Pirelli Re in termini di risultato di gestione e altri 236 milioni di euro ancora collegati alla perdita di assegnazione delle azioni della società immobiliare.</p>
<p>Questo ha fatto precipitare il conto economico della Bicocca verso una perdita semestrale complessiva da 175,6 milioni di euro a fronte di un business che cresceva di quasi un quinto rispetto all&#8217;ultimo anno. Insomma lo spin off delle attività immobiliare probabilmente non lascia troppi rimpianti alla Bicocca. Il risultato della capogruppo era negativo per 165,5 milioni di euro e contando dividendi per 81,1 milioni e altre perdite si arrivava a un patrimonio netto del gruppo di 2 miliardi di euro a fine semestre contro una posizione finanziaria netta negativa per quasi 700 milioni contro i neanche 530 milioni di fine 2009. Il colpo si è dunque sentito, ma Pirelli ha le spalle larghe. La politica di espansione sui mercati esteri negli ultimi anni lo dimostra ampiamente.</p>
<p>Soltanto ieri sera la società ha annunciato nuovi investimenti da 100 milioni di dollari in Argentina, dove sarà potenziato lo stabilimento di Merlo, in provincia di Buenos Aires: venti milioni dollari saranno già investiti nel corso di quest&#8217;anno ed entro il 2013 il gruppo italiano dovrebbe riuscire a produrre più di sei milioni di pezzi in loco, conun&#8217;attenzione particolare ai segmenti dei SUV e dei light Truck. In Sudamerica Pirelli Tyre produce già più di un terzo del proprio fatturato (il 36% per l&#8217;esattezza) ed è presente con altri 5 impianti in Brasile e con uno in Venezuela. D&#8217;altra parte se si prendono le statistiche sul 2009 dell&#8217;associazione mondiale dei produttori di auto Oica, si nota che il Brasile è stato il quinto mercato globale per le quattroruote durante lo scorso anno. I 2,57 milioni di vetture in loco fanno impallidire la produzione complessiva italiana per lo stesso anno pari a 661 mila auto.</p>
<p>Si deve inoltre sottolineare che quanto prodotto in loco non è destinato esclusivamente ai mercati al di sotto del Canale di Panama. Né il gruppo dimentica il primo mercato mondiale (almeno in termini di produzione) che è la Cina (oltre 10,3 milioni di vetture prodotte solo lo scorso anno, 13,79 milioni se si considerano anche i veicoli commerciali): proprio nel segmento dei truck il gruppo opera con l&#8217;impianto di Yanzhou fin dal 2005 con 593 addetti, nuovi investimenti sono previsti per circa 50 milioni di euro (secondo quanto annunciato dal gruppo circa un anno fa) e dovrebbero portare alla creazione di un nuovo impianto per filtri. I progetti per lo sviluppo, e nei mercati forti, insomma non mancano, anche se il gruppo adesso è sempre più concentrato sul core business degli pneumatici.</p>
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    <title type="html">Pirelli esce da Gim prima della fusione con Intek</title>
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    <published>2007-01-10T12:37:40+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2438/pirelli-esce-da-gim-prima-della-fusione-con-intek"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/pirelli_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="170" height="230" alt="" /></p>
<p>Realizzi stamattina su Pirelli, dopo l&#8217;accordo di ieri con Quattroduedue. Il gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera ha siglato un&#8217;intesa grazie alla quale ha ottenuto un&#8217;opzione per la cessione della propria partecipazione in Gim, attualmente pari al 7,04% del capitale alla holding olandese Quattroduedue. La vendita prevede un incasso per la Pirelli di 13,1 milioni.</p>
<p>La fusione tra Gim e Intek, infatti, è ormai in dirittura d&#8217;arrivo, con le assemblee fissate per il 15 e il 17 gennaio. Dal momento in cui il merge diverrà efficace alla fine del maggio 2008 Pirelli potrà comunque ritirarsi dal capitale del nuovo soggetto in qualsiasi momento, incassando 13,1 milioni di euro. Se l&#8217;operazione non andasse in porto entro quella data, Pirelli potrebbe vendere a terzi ed eventualmente ottenere da Quattroduedue la differenza, nel caso ottenesse dalla cessione meno dei 13,1 milioni fissati nell&#8217;accordo sulle opzioni.<br />
 <br />
Gim (Generale industrie metallurgiche) <a href="http://www.gim.it/files/comunicatogim3trimestre06.pdf">è uscito dalla black list della Consob</a> con i risultati del terzo trimestre 2006 (ebitda di 97,7 milioni di euro, ebit di 177,9 milioni, risultato ante imposte di 148,4 milioni e indebitamento netto di 668,4 milioni contro un patrimonio netto consolidato di 560 milioni). Una decisione, quella della Consob, legata alla &#8220;constatazione di una situazione aziendale ad oggi diversa dallo stato di crisi gestionale presente al momento dell’assunzione di tale provvedimento avvenuta nel 2004&#8243;.</p>
<p>I componenti del patto di Gim (che vincola il 60,5% del capitale) - considerando che con la fusione il patto andrà sciolto - hanno già firmato tra loro un accordo dall&#8217;evocativo nome di &#8220;codicillo n.1&#8243;, con il quale si lasciano a vicenda mano libera sulle decisioni a proposito delle rispettive partecipazioni: i pattisti sono &#8220;liberi di valutare e, se del caso, negoziare in buona fede, tra loro e/o con Quattroduedue holding B.V., azionista controllante di Intek, eventuali accordi inerenti le proprie partecipazioni nella società incorporante ovvero il trasferimento delle relative azioni fermo il principio della parità di trattamento dei pattisti&#8221;. Dell&#8217;accordo fanno parte Intek, Famiglia Orlando, Pirelli, Franco Tosi, Ras, Sinpar, Mediobanca, Fenera e Alberto Pecci.</p>
<p>Il progetto prevede che gli azionisti di Gim per ogni 9 azioni ordinarie o di risparmio possedute ne ricevano 10 (della categoria corrispondente) di Intek. Saranno inoltre assegnati 10 warrant Intek 2005-2008 (di nuova emissione) ogni 9 warrant Gim (sempre 2005-2008). Non è invece prevista alcuna compensazione liquida.</p>
<p>Quattroduedue in seguito alla fusione diluirà la propria partecipazione dall&#8217;attuale 72,5% (in Gim) al 38,4% (nel nuovo soggetto); ma potrebbe risalire con l&#8217;acquisizione della quota di Pirelli. Secondo il Sole 24 Ore l&#8217;operazione fa parte del piano di Tronchetti Provera di cedere una serie di partecipazioni considerate oggi accessorie e sostanzialmente finanziarie, per concentrarsi su investimenti di carattere industriale.</p>
<p>Su questa linea si collocherebbero l&#8217;uscita dall&#8217;Inter a giugno (per 13,5 milioni) e da Capitalia ad ottobre (per 333 milioni di euro). Ma la faccenda non si esaurirebbe qui. Sarebbe infatti allo studio anche una riduzione alla metà della quota di Pirelli detenuta in Olimpia (la holding che controlla Telecom Italia) passando dall&#8217;attuale 80% al 40%. Pirelli manterrebbe in questo modo comunque il controllo insieme alla Edizione holding dei Benetton, mettendo in cassa 1,7 miliardi di euro.</p>
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    <title type="html">Rcs, Bpi vende. Rotelli è al 5,065%</title>
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    <published>2006-12-01T13:17:32+00:00</published>
    <updated>2006-12-01T13:17:32+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2227/rcs-bpi-vende-rotelli-e-al-5065"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/transaction.jpg" class="post" align="left" border="0" width="245" height="190" alt="" /></p>
<p>È ufficiale: Rotelli ha sottoscritto opzioni put e call su 25,3 milioni di azioni ordinarie di Rcs con la Bpi. La scelta dello strumento delle opzioni, spiega Giuseppe Rotelli, viene incontro alle esigenze di entrambe le parti, &#8220;mie e della banca&#8221;. Si tratta di poco più del 3,45% del capitale della società editoriale: con la nuova quota l&#8217;imprenditore lombardo delle cliniche raggiunge quota 5,065%.</p>
<p>Le opzioni scadono a febbraio 2009, un mese prima del rinnovo del patto di sindacato in cui l&#8217;ingresso eventuale del socio appena cresciuto &#8220;sarà valutato a tempo debito&#8221;.</p>
<p>Giuseppe Rotelli si definisce &#8220;un intellettuale che fa l&#8217;imprenditore&#8221;, con una &#8220;discreta collezione di quadri del 600-700 lombardo veneto&#8221;. Possiede diciassette cliniche - cinque delle quali acquisite dal gruppo Ligresti - fra cui il Policlinico San Donato di Milano, capofila del gruppo San Donato, per un giro d&#8217;affari complessivo dell&#8217;ordine di mezzo miliardo di euro. Non è nuovo a esperienze editoriali. Oltre all&#8217;esperienza de La Voce di Indro Montanelli, possiede partecipazioni nelle tv Telelombardia e Antenna 3, oggi unificate. <a href="http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=287720">Una delle sue ambizioni è quella di un giornale tutto suo da far girare negli ospedali</a>.<br />
 <br />
Rotelli nell&#8217;ambiente pare si trovi a suo agio: &#8220;ventennali&#8221; i rapporti con Mediobanca, &#8220;conoscevo bene Vincenzo Maranghi [ex amministratore delegato del gruppo di piazzetta Cuccia, ndr.]. Ci incontravamo periodicamente per discutere dei temi più vari e ovviamente anche di quelli finanziari&#8221;. &#8220;È stato Maranghi - aggiunge - a intermediare l&#8217;acquisto delle cliniche da Antonio Ligresti&#8221; <a href="http://news.excite.it/economia/386509">nel 2000 con un finanziamento da oltre 500 miliardi di lire</a>.<br />
Giuseppe Rotelli vanta dei legami solidi anche con Bazoli (presidente di Banca Intesa): &#8220;risalgono a molti anni fa&#8221; aggiungendo di avere all&#8217;attivo anche qualche partecipazione &#8220;non significativa&#8221; in Mediobanca e Generali.</p>
<p>In politica ha diverse sponde: socialista qualche anno fa, oggi è vicino al presidente della Lombardia Roberto Formigoni e a Girolamo Sirchia (per il quale è stato consulente quando quest&#8217;ultimo ricopriva la carica di ministro della sanità nel governo Berlusconi), ma con buoni rapporti con Giuliano Amato e Giorgio Ruffolo (esponente storico del Psi oggi nei Ds e tra i promotori del partito democratico).</p>
<p>L&#8217;ingresso di Giuseppe Rotelli dalla porta principale in Rcs è destinato a spostare qualche equilibrio. Solo dieci giorni fa, il 23 novembre, la finanziaria della famiglia Toti, <a href="http://canali.libero.it/affaritaliani/economia/rcswars3011.html">Si.To Financiere, ha aumentato la sua partecipazione in Rcs dal 5,001% al 5,14%</a>, appena al di sopra del limite (5,05%) previsto per accedere al patto, superando di poco altri, come i Benetton (che hanno il 5,001%). Si tratta di movimenti esterni all&#8217;accordo di sindacato che lasciano intendere qualche riallineamento.</p>
<p>Nonostante le dichiarazioni di Montezemolo a proposito di Rcs circa &#8220;un gruppo di azionisti forte e coeso&#8221;, con un &#8220;management che sta lavorando bene per lo sviluppo&#8221;, i movimenti dei <a href="http://www.consob.it/main/documenti/Patti_parasociali/2001/rcs.htm?&#038;docid=0&#038;link=&#038;nav=false">15 pattisti</a> sugli eventuali nuovi ingressi poggiano su fragili equilibri: i Benetton sono &#8220;in quota&#8221; Tronchetti Provera, mentre i Toti sono nel patto di Capitalia (da cui è uscita recentemente Pirelli).</p>
<p>Rimane da capire cosa farà Bpi con <a href="http://www.finanzablog.it/post/2217/rcs-blindata-dallingresso-amico-di-rotelli">quel 2,46% circa di azioni che le rimarrà in portafoglio</a>. Non è escluso che semplicemente <a href="http://www.finanzablog.it/post/2213/rcs-bpi-fischia-linizio-di-una-nuova-partita"">se lo tenga</a>.</p>
<p>Intanto è uscito &#8220;Il baco del Corriere&#8221;, un testo di Massimo Mucchetti (vicedirettore del Corriere della Sera) sul tema del rapporto tra i giornalisti e la proprietà. Segnaliamo <a href="http://www.lavoce.info/news/view.php?id=24&#038;cms_pk=2470&#038;from=index">questa intervista su La Voce</a>, in cui tra l&#8217;altro dice: &#8220;Le banche hanno un ruolo centrale nell’economia italiana. Sono le banche a procurare la maggior parte dei capitali con i quali gira l’economia. Negli Stati Uniti non è così. Là è la Borsa a concorrere in modo decisivo al finanziamento dell’impresa. Ma l’Italia è l’Italia. [&#8230;] Stiamo a disquisire sulle muraglie cinesi che dovrebbero separare gli uffici studi dalle sale operative delle banche per timore dei conflitti d’interesse e poi lasciamo che le banche, principali venditori di titoli in nome proprio o per conto terzi, possano avere in mano addirittura i giornali? Ci occupiamo della pagliuzza e non vediamo la trave?&#8221;</p>
<p>Forse ha un po&#8217; ragione.</p>
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    <title type="html">Pirelli, la svalutazione di Olimpia seppellisce i profitti</title>
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    <published>2006-11-07T16:27:44+00:00</published>
    <updated>2006-11-07T16:27:44+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2064/pirelli-la-svalutazione-di-olimpia-seppellisce-i-profitti"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/becchino.jpg" class="post" align="left" border="0" width="123" height="128" alt="" /></p>
<p>Pirelli chiude i primi nove mesi dell&#8217;anno con ricavi per 3,62 miliardi di euro, in crescita del 9,1% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso, mentre il risultato operativo si attesta sui 299,7 milioni di euro, il 7,8% in più rispetto al corrispondente periodo dell&#8217;anno passato.</p>
<p>Il cda ha stabilito di rettificare a bilancio il valore di carico della partecipazione in Olimpia: le azioni erano segnate a circa 4 euro cadauna, ora sono contabilizzate a 3 euro. Questa resa di fronte all&#8217;evidenza che il titolo non può più valere quei fatidici 4 euro costa 2,11 miliardi di euro, un peso che trascina a picco l&#8217;utile netto di questi nove mesi.<br />
 <br />
Perciò il risultato netto della società risulta in rosso per 1,4 miliardi di euro (rispetto ai 316,2 milioni dei primi nove mesi del 2005). &#8220;Al netto delle componenti straordinarie e a parità di perimetro&#8221;, spiega l&#8217;azienda, &#8220;il risultato netto risulta invece in attivo di 296,6 milioni di euro&#8221; (rispetto ai 266,4 di fine settembre del 2005).</p>
<p>Cala l&#8217;indebitamento netto finanziario, che si attesta su un valore di 1,43 miliardi contro gli 1,57 miliardi del 30 giugno scorso. Aumentano i dipendenti, dai 26.827 di fine 2005 ai 28.645 del 30 settembre 2006. Il patrimonio netto consolidato è pari a 4,43 miliardi, in flessione rispetto ai 5,61 miliardi della fine del 2005.</p>
<p>Per quanto riguarda le controllate, Pirelli Tyre aumenta i ricavi del 10,5% (7,3% al netto dell&#8217;effetto cambi) a quota 2,99 miliardi, con un risultato operativo di 279 milioni di euro. Pirelli Re presenta invece un risultato operativo di 115,6 milioni di euro, in crescita dell&#8217;11% con un utile netto di 84 milioni (+8%). Pirelli Broadband solutions porta a casa ricavi per 102,6 milioni di euro (+26%), ma mostra un risultato operativo negativo per un milione di euro (che comunque era decisamente peggiore l&#8217;anno scorso, con un passivo di 6 milioni). Pirelli Ambiente invece conta ricavi per 54,5 milioni di euro, in crescita del 35,9% rispetto ai 40,1 milioni dei primi nove mesi 2005, segnando un risultato operativo di 0,9 milioni, rispetto al -2,4 milioni registrato a settembre del 2005.</p>
<p>In seguito alle dimissioni di Carlo Buora, il cda ha affidato a Luciano Gobbi la carica di direttore generale finanza e pianificazione strategica e ha istituito la nuova figura di direzione generale operativa, assegnata a Claudio De Conto, che avrà il compito di coordinare le operazioni che rispondono direttamente alla presidenza della società.</p>
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    <title type="html">Pirelli Re, Ipo a Londra</title>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1833/pirelli-re-ipo-a-londra"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/pirellire.jpg" class="post" align="left" border="0" width="160" height="212" alt="" /></p>
<p>Nuova Ipo a Londra: la società olandese Spazio Investment si sta preparando alla quotazione sul segmento dell’Alternative Investment Market della borsa di Londra. La società è partecipata al 35% da Pirelli Re ma è controllata da Cypress Grove International.</p>
<p>Le azioni saranno collocate tra i 12 e i 14,5 euro, per un’offerta complessiva di 305 milioni, legato ad una capitalizzazione di 390 milioni. Spazio Investment possiede il fondo immobiliare chiuso Spazio Industriale, attivo nel settore dell’industria leggera e della logistica. </p>
<p>L’offerta dei titoli Spazio Investment e il contestuale aumento di capitale sono gestiti da Spazio Industriale (gestito da Pirelli RE SGR a sua volta controllata al 100% da Pirelli RE) è rivolta esclusivamente ad investitori qualificati.</p>
<p>Pirelli Re attraverso le controllate Pirelli Re Sgr e Pirelli Rr Opportunities Sgr, la prima società in Italia nella gestione di fondi immobiliari e può contare su un patrimonio di circa 6,6 miliardi di euro.</p>
<p>Pirelli Re dopo il collocamento avrà in portafogli il 12% della nuova quotata. Il fondo Spazio Industriale possiede in Italia circa 450 immobili a reddito, pari a oltre 870.000 mq locati a conduttori di alta qualità, e progetti di sviluppo di elevato profilo per circa 400.000 mq per un valore di mercato di circa 680 milioni di euro.</p>
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    <title type="html">Pirelli affonda in borsa. I dubbi sulle sorti dell&#039;impero di Tronchetti</title>
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    <published>2006-09-25T17:41:40+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1788/pirelli-affonda-in-borsa-i-dubbi-sulle-sorti-dellimpero-di-tronchetti"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/pirelli1.JPG" class="post" align="left" border="0" width="247" height="256" alt="pirelli telecom tronchetti provera tim murdoch prodi consob rossi catrical&Atilde;&nbsp; antitrust scenario" /> </p>
<p>In attesa della conferenza stampa di oggi ancora vendite in casa Tronchetti Provera. Le holding di controllo del magnate italiano delle telecomunicazioni accusano perdite molto pesanti a piazza Affari con ribassi anche superiori al 4% e volumi vertiginosi. Pirelli, che di solito non raggiunge i 70 milioni di pezzi scambiati in un giorno, nel primo pomeriggio di oggi ha già visto passare di mano oltre 188 milioni di pezzi. Cosa sta succedendo? Succede che le speculazioni dei giorni passati su uno scorporo di Tim che avrebbe alleggerito i debiti di casa Tronchetti Provera e favorito la distribuzione di un maxidividendo agli azionisti si sono spente dopo gli interventi politici sulla vicenda, l’allontanamento dalle trattative sulla media company di Rupert Murdoch e i fari puntati da diverse Autorità sul riassetto della nazionale delle telecomunicazioni. Il futuro della compagnia ora guidata da Guido Rossi si fa sempre più incerto e, nonostante la volontà del nuovo vertice di proseguire nel riassetto di Telecom tramite una collaborazione sempre più stretta con gli sceriffi del settore, fra ombre giudiziarie e la sensazione sempre più netta che la politica abbia costruito un recinto di filo spinato intorno alla società gli azionisti temono ancora una volta di essere quelli che ci rimetteranno di più.</p>
<p>Oggi però qualcuno teme che anche marco Troncghetti Provera possa rimetterci dalla vicenda e non riesca a portare in porto il suo piano per abbattere il debito che grava sul suo impero e così quanti avevano scommesso sulla possibilità di incassare da Pirelli o da Camfin iniziano a non crederci più di tanto. Di certo al momento rimane solo l’uscita miliardaria di Unicredit e Intesa da Olimpia e la consistenza di un debito da 43,1 miliardi di euro che nessun investitore italiano sembra al momento disposto ad accollarsi. Sull’altro piatto della bilancia le strategie di Tronchetti Provera che per il momento sembrano tutte in forse quando non definitivamente tramontate: la vendita di Tim, l’accordo con Murdoch sulla media company, l’accordo con l’Antitrust sull’importazione del modello della British Telecom in Italia, ossia sulla possibilità di mantenere la proprietà delle diverse regioni dell’impero Pirelli Telecom, senza però dovere subire le penalizzazioni salomoniche di Antonio Catricalà.  Mercoledì ci sarà proprio l’incontro con l’Autorità per la concorrenza, oggi c’è già stato quello con la Consob, dal quale però nulla è trapelato. Quello che adesso tutti si chiedono è cosa rimarrà dei piani di Tronchetti dopo l’altolà del Governo?</p>
<p>In merito qualcuno ha tirato fuori un’altra incognita ed esattamente quella delle strategie del gruppo Benetton che con Tronchetti Provera è legato a doppio filo. Edizione Holding è, infatti, azionista di Olimpia con una quota del 20% circa e di Pirelli con poco meno del 4%. La galassia che ruota intorno al gruppo di Ponzano Veneto appare però per il momento esclusa dagli effetti delle deflagrazioni governative che hanno già colpito Tronchetti Provera. Rimane il problema di valutare se si tratta di una mina inesplosa o di una zona franca. Se si considera che anche sul gruppo Benetton pesano le decisioni del Governo sulla faccenda Autostrade-Abertis, si capisce perché un orecchio teso su Roma lo terranno anche Ponzano.</p>
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    <title type="html">Pirelli, una semestrale in vista dell&#039;Ipo delle gomme</title>
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    <published>2006-07-27T16:43:28+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1481/pirelli-una-semestrale-in-vista-dellipo-delle-gomme"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/pirelli_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="300" alt="pirelli telecom tronchetti provera banche" /> </p>
<p>Pirelli guadagna qualcosina in borsa dopo la comunicazione dei dati semestrali che vedono i ricavi del gruppo aumentare del 7,2% su base annua a quota 2.445 milioni di euro (anche se al netto dell’effetto cambi la crescita è stata del 3,4%). Il risultato operativo del gruppo è anch’esso in crescita con un incremento del 6,7% (Ros a 8,8%), ma bisogna evidenziare che il dato sarebbe stato migliore senza quelle spese straordinarie che la società di Marco Tronchetti Provera ha sostenuto per il progetto di quotazione di Pirelli Tyre e che sono risultate pari a circa 12 milioni di euro. Non è stato invece ancora divulgato il dato sull’Utile netto perché mancherebbero i dati aggiornati sulle partecipazioni della società.</p>
<p>Proprio su questo fronte la società ha comunicato che l’Ipo del suo ramo pneumatici è ancora in via di definizione, ma che è prevista la cessione del 39% del capitale e che l’operazione è stata studiata con Banca Intesa, Gruppo Banca Leonardo, Capitalia, One Equity Partners - JP Morgan, Lehman Brothers e Mediobanca. Insomma solo qualche piccolo cambiamento rispetto al pool di banche che si era interessato al collocamento poi fallito di Pirelli Tyre. La cifra per la cessione è, comunque, di 740 milioni e valuta la società circa 1,9 miliardi di euro. L’operazione costituisce in ogni caso solo un rinvio del processo di quotazione e permette a Tronchetti Provera di incassare a breve parte della cifra che gli servirà per ripagare le banche delle loro partecipazioni in Olimpia e per far fronte alle altre manovre di riordino nella catena di controllo del suo impero. </p>
<p>Osserviamo che Banca Intesa è una delle due banche (c’è anche Unicredit che a questo punto sembra scomparire) che appunto stanno per uscire dalla holding Olimpia dove Pirelli rimarrà sola soletta con i Benetton dopo il divorzio con i bresciani di Hopa. Anche Mediobanca ha un ruolo in questa partita. La banca di piazzetta Cuccia è, infatti, attualmente partecipata da Tronchetti Provera con una quota dell’1,8%. Il Tronchetti ha fatto però sapere di non ritenere più strategica questa partecipazione, il che, fuori dalle righe, significa che la venderà per fare cassa anche da lì. En passant invece osserviamo che attualmente Mediobanca possiede invece il 3,95% circa la stessa Pirelli e si tratta, inoltre, di una quota che potrebbe crescere a seguito di questa vendita di parte del ramo pneumatici allo stesso istituto. Insomma la situazione è intricata, ma appare chiaro che le banche acquistano sempre più potere nelle vicende di casa Telecom. Si tratta di un effetto inevitabile del debito da oltre 41 miliardi di euro appena dichiarato con l’ultimo bilancio semestrale della società di telefonia. La strada per il risanamento della rete di attività che intreccia Pirelli (dagli pneumatici all’energia) con  Telecom sembra ancora lunga, nonostante le singole gestioni, escluso il debito, sembrino produrre dei risultati. A meno di cessioni inaspettate Marco Tronchetti Provera dovrà forse imparare a dividere il potere con qualcun altro.</p>
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    <title type="html">Pirelli Tyre, le banche e i soldi che servono al Tronchetti</title>
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    <published>2006-07-07T12:55:10+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1375/pirelli-tyre-le-banche-e-i-soldi-che-servono-al-tronchetti"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/Soldi_02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="180" height="129" alt="telecom_tronchetti_provera_mediobanca_capitalia_goldman_sachs_hopa_olimpia_pirelli_tyre_merrill_lynch_caboto" /></p>
<p>Quel flop non fa poi tanto male. Saltata la quotazione di Pirelli Tyre, che doveva portare 700 milioni di euro nelle casse di Marco Tronchetti Provera, sono spuntate le banche che hanno subito detto “ci pensiamo noi”. Quel 35% della casa degli pneumatici che doveva costituire il flottante sul mercato se lo compreranno le sette banche che avrebbero curato il collocamento: Mediobanca, Goldman Sachs, Caboto, Capitalia, JP Morgan, Merrill Lynch e Morgan Stanley.</p>
<p>Sette sorelle, insomma, che invece di accompagnare le gomme in borsa se le mettono direttamente in cassa, spendendo 80-100 milioni a testa. Ovviamente a un prezzo più basso. In totale Pirelli Tyre capitalizzerà 1,6-2 miliardi contro la forchetta iniziale che raggiungeva nella parte alta 2,3 miliardi di euro. Questo significa che la holding Pirelli &#038; C incasserà fra i 560 e i 700 milioni, che serviranno per le prossime onerose operazioni. In Olimpia ci sono conti da saldare con Hopa (536 milioni) e con Unicredit e Intesa, che usciranno per la modica cifra di 1,2 miliardi. Pirelli ha comunque già in cassa 400 milioni predisposti ad hoc e altri 400 li dovrebbe ottenere dalla vendita di partecipazioni in Capitalia e Mediobanca (ascoltate appassionati del risiko). </p>
<p><a href="http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_25303.html">Tutte queste operazioni rischiano di riportare il debito di Pirelli ai livelli di un anno fa, tirati ma sostenibili</a>. Scendendo per la catena di controllo di Tronchettone si giunge però anche a Telecom dove i debiti sono nell’ordine dei 39 miliardi, ma sono abbastanza ben strutturati. Sembra proprio difficile comunque inquadrare una situazione tanto dinamica e fare delle previsioni sul futuro di questa società che è in una situazione delicata, ma ben lontana dall’essere definita fallimentare. Le banche intanto si sono prese quel 35% di Pirelli Tyre e a un prezzo probabilmente inferiore a quello previsto per l’Ipo. Per ora sembra proprio che siano loro a fare i migliori affari dai debutti falliti.</p>
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    <title type="html">Banche e matricole, quel legame ambiguo</title>
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    <published>2006-07-03T12:03:38+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1341/banche-e-matricole-quel-legame-ambiguo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/gattovolpe.JPG" class="post" align="left" border="0" width="238" height="185" alt="pirelli_tyres_tronchetti_provera_ipo_matricole_quotazioni_borsa_banche_mediobanca" /></p>
<p>Venerdì scorso anche Pirelli Tyre, il ramo “pneumatico” dell’impero di Marco Tronchetti Provera ha gettato la spugna e rinunciato alla quotazione. Nello stringato comunicato con cui la società ha dato il suo arrivederci a Piazza Affari si legge che l’Ipo non avrebbe adeguatamente valorizzato la società e che, comunque, la holding Pirelli &#038; C ha risorse sufficienti ad affrontare i problemi con i soci uscenti da Olimpia, la società che, a valle della catena di controllo impostata da Tronchetti, possiede Telecom. In realtà tutti sanno che ai quasi 800 milioni che si sarebbero dovuti incassare con la quotazione delle gomme, il buon Tronchetti Provera ha dovuto rinunciare per forza. Le banche d’affari avevano chiesto sconti sempre maggiori sul collocamento e l’ultima ipotesi arrivava a 6,6 euro per azione contro un prezzo minimo nella forchetta giunto a 7,4 euro per azione: in totale Pirelli Tyre avrebbe avuto così una capitalizzazione da 1,7 miliardi, troppo poco secondo management e azionisti.</p>
<p>La parabola (discendente) di Pirelli non è però la sola vista fra le matricole di Palazzo Mezzanotte: solo quest’anno hanno già dovuto rinunciare al debutto 3Italia, Italtel, Api e Value Partners. Ma è stata davvero una perdita per gli investitori? Una ricerca divulgata da Corriere Economia di oggi rivela che troppo spesso le quotazioni dell’ultimo anno si sono rivelate un affare più per le banche che per gli azionisti. Dallo studio affidato a Ipo World emerge che delle 20 società sbarcate in borsa nell’ultimo anno il 55% era in conflitto d’interessi con le banche che ne curavano la quotazione, si trattava in pratica, delle stesse banche presso cui si erano indebitate. Insomma si volevano scaricare i rischi sugli investitori.  Curioso osservare anche che le 20 neoquotate hanno raccolto con l’Ipo 4,461 miliardi di euro complessivi a fronte di un aumento di capitale per 1,2 miliardi. Dal collocamento hanno complessivamente bruciato 1,45 miliardi, una cifra molto vicina agli 1,75 miliardi che rappresentano il totale del debito finanziario netto di queste matricole.</p>
<p>L’impressione è quindi quella che la gran parte dei soldi ricavati dal debutto a Piazza Affari sia servita a pagare dei debiti precedenti e delle esposizioni finanziarie. In borsa questo atteggiamento è stato ripagato con ribassi anche notevoli e si può calcolare che il 45% di quelle 20 matricole dell’ultimo anno ha perso rispetto al prezzo di collocamento. La regina italiana del collocamento è stata Mediobanca che, col 36,2% del mercato, si è garantita il primo posto assoluto fra gli accompagnatori nel debutto a Piazza Affari. A questa logica che sembra garantire l’utilizzo del mercato come stratagemma per ripianare i debiti verso le banche scaricandoli sugli investitori non sembra sfuggire neanche l’ultimo esempio di Pirelli Tyre. Pirelli aveva, infatti, dichiarato da subito che il denaro racimolato dalla quotazione sarebbe servito a risolvere i problemi in Olimpia, ancora una volta si raccoglie per sistemare i propri affari. Osserviamo che, anche in Olimpia, Marco Tronchetti Provera ha debiti nei confronti, oltre che di Hopa, di quel pool di banche che adesso vuole uscire dalla holding di Telecom. Insomma alla fine sembra sempre la stessa storia.</p>
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    <title type="html">Inter, Moratti e Tronchetti. C&#039;eravamo tanto amati?</title>
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    <summary type="text"><![CDATA[Pirelli oggi guadagna circa lo 0,2% che non è un gran che, ma non è neanche male rispetto agli indici di Piazza Affari. La società di Tronchetti Provera paga dazio da un bel po’ di tempo a Palazzo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1250/inter-moratti-e-tronchetti-ma-ceravamo-tanto-amati"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/MorattiProveraFacchetti200.jpg" class="post" align="left" border="0" width="149" height="141" alt="moratti_tronchetti_telecom_inter_pirelli_ipo" /> </p>
<p>Pirelli oggi guadagna circa lo 0,2% che non è un gran che, ma non è neanche male rispetto agli indici di Piazza Affari. La società di Tronchetti Provera paga dazio da un bel po’ di tempo a Palazzo Mezzanotte sottoperformando rispetto all’indice settoriale dei chimici da circa tre anni. Insomma una crisi di lungo periodo che fa quasi pendant con quella della Telecom che le appartiene tramite Olimpia.</p>
<p>Intanto la vera novità viene dal campo. Non quello degli pneumatici ma quello di pallone: Pirelli ha appena comunicato di avere restituito ai Moratti una quota dell’Inter pari al 15,26% della società. <a href="http://www.pirelli.it/it_IT/news/newsDisplayForLast.jhtml;jsessionid=RWBYZX1JLRAZDFYKJOPCFEY?s1=4200019&#038;s2=4200095&#038;s3=&#038;display=106100003&#038;year=2006&#038;start=1&#038;locale=it_IT&#038;sectionId=3500010&#038;newsid=106100003&#038;displayType=horizontal&#038;flashPath=/it_IT/flash/headers/this_is_pirelli/investor.swf&#038;bgImage=bg_pirelli.gif">In tasca di Tronchetti Provera sono finiti così 13,5 milioni di euro</a>, anche se il patron di Pirelli e Telecom, ha deciso di mantenere un 4,2% della F.C. Internazionale spa, come la squadra neroazzurra si chiama nei registri della Camera di Commercio.</p>
<p>La mossa è stata giustificata come una focalizzazione sul core business e, d’altro canto, l’ultima perdita da 118 milioni nel bilancio 2005 dell&#8217;Inter aveva pesato per 24 milioni sui conti di Telecom. A giudicare dai successi dei giocatori post-interisti forse ora anche le società di Marco Tronchetti Provera comincerannno a volare in borsa. </p>
<p>Ne hanno sicuramente bisogno. Per quanto ironico, infatti, Pirelli&#038;C, società tecnologica, energetica e soprattutto colosso mondiale dello pneumatico è da tempo molto frenata in borsa. È vero che proprio il ramo d’azienda dedicato alle gomme, <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=97412">Pirelli Tyre, sarà presto in borsa e già il prossimo 21 giugno partirà il collocamento di nove giorni con forchetta di prezzo tra 7,4 e 9 euro </a>e una valutazione della società fra 1,9 e 2,3 miliardi di euro. È quindi calcolabile che in cassa a Pirelli&#038;C finiscano fra i 700 e i 900 milioni, se si considera che l’indebitamento finanziario di Pirelli Tyre si aggira sui 720 milioni di euro con un incremento di 231 milioni rispetto a tre mesi prima si capisce che in parte qualche soldo bisognerà metterlo lì.</p>
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    <title type="html">Crollo dei mercati, le matricole si chiedono che fare</title>
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    <published>2006-06-02T18:00:58+00:00</published>
    <updated>2006-06-02T18:00:58+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Le altalene che fanno paura al mercato, ma spaventano ancora di più chi nel mercato ci deve entrare. È il caso per esempio di Piaggio che potrebbe decidere di rinviare il debutto a Piazza Affari già[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1151/1151"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/pensierosa.JPG" class="post" align="left" border="0" width="183" height="222" alt="ipo_matricole_saras_eems_piaggio_granarolo_parmalat_borsa_italiana_euronext" /></p>
<p>Le altalene che fanno paura al mercato, ma spaventano ancora di più chi nel mercato ci deve entrare. <a href="http://finanza.espressonline.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&#038;tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&#038;del=20060602&#038;fonte=LFN&#038;codnews=62301">È il caso per esempio di Piaggio che potrebbe decidere di rinviare il debutto a Piazza Affari già fissato in estate. Colaninno, a chi gliene chiedeva, ha risposto: “Vediamo</a>”. Intanto registriamo anche Italtel, che ha recentemente rinviato la quotazione.</p>
<p>In effetti viste le performance di Pierrel, Sara, Eems e altri; visti soprattutti i crolli che si sono visti su tutte le borse negli ultimi tempi diciamo pure che il mercato un po’ di paura la fa. <a href="http://www.finanzablog.it/post/1148/antiche-pelletterie-unaltra-burani-in-borsa">Non è il caso di Antichi Pellettieri che debutterà il prossimo 7 giugno. </a>Previste anche quotazioni senza intoppi per la Pirelli Tyres, il ramo pneumatici dell’impero targato Tronchetti Provera che dovrebbe sbarcare in borsa prima della fine di giugno e che dovrebbe raggiungere una capitalizzazione di borsa da circa tre miliardi di euro.</p>
<p>Previsto anche lo sbarco in borsa di Autostrada Milano Serravalle, la piccola municipalizzate delle autostrade che ha tanto fatto litigare la Provincia (37,9% del capitale direttamente posseduto) e il Comune di Milano (18,6%), <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=93924">nonostante qualche segnale (quasi) distensivo giunto di recente </a>forse anche per la gioia dovuta alla recente conquista dell’Autostrada Serenissima (valore 70 milioni). </p>
<p>Anche Granarolo dovrebbe andare in borsa prossimamente. La società emiliana del latte (insieme a Parmalat) ha un fatturato da oltre 730 milioni di euro e ha fatto scalpore per le sue mire su Parmalat dopo l’acquisizione di Yomo nel 2004. Anche Banca Generali ha intenzioni di quotazione, né è da escludere l’Ipo della stessa Borsa Italiana tanto voluta dal suo ad Massimo Capuano e tanto combattuta anche in ragione degli sconvolgimenti che stanno portando in mani americane sia il London Stock Exchange, sia Euronext, con cui è saltato oggi un incontro proprio in attesa di una maggiore chiarezza sulla fusione con il Nyse, la borsa newyorkese.</p>
<p>Insomma la borsa si muove, anche se non tutte le matricole, visti i recenti terremoti a Piazza Affari, sono sicure di quando faranno il debutto.</p>
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    <title type="html">Telecom, l&#039;offerta cash ai corsi di fine mese chiude il discorso con Hopa</title>
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      <name>Ferry Boat</name>
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    <published>2006-05-23T10:13:39+00:00</published>
    <updated>2006-05-23T10:13:39+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>tronchetti-provera</dc:subject><dc:subject>telecom-italia</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>pirelli-pn</dc:subject><dc:subject>benetton-family</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Mentre gli operatori di mezzo mondo incrociano le dita sperando nel rimbalzo delle borse, Piazza Affari tiene d’occhio Telecom, che in apertura segna già un rialzo dell’1.06%. Ieri, dopo la[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/1054/telecom-lofferta-cash-ai-corsi-di-fine-mese-chiude-il-discorso-con-hopa"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/soldi2.jpg" class="post" align="left" border="0" width="178" height="173" alt="telecom_hopa_tronchetti_bellaveglia_holinvest_benetton_pirelli" /> </p>
<p>Mentre gli operatori di mezzo mondo incrociano le dita sperando nel rimbalzo delle borse, Piazza Affari tiene d’occhio Telecom, che in apertura segna già un rialzo dell’1.06%. Ieri, dopo la chiusura delle contrattazioni, la società di Marco Tronchetti Provera, d’accordo con i soci della famiglia Benetton, ha infatti comunicato che liquiderà in contanti la quota dei bresciani di Hopa nella “cassaforte” di Olimpia.</p>
<p><a href="http://www.trend-online.com/?stran=izbira&#038;p=irs&#038;id=121693">Il prezzo totale, vero nodo gordiano della vicenda, sarà di 520-530 milioni di euro (ai prezzi di ieri) e sarà calcolato sui prezzi di Telecom, controllata proprio dalla holding Olimpia, al 31 maggio</a>. Sono calcoli ancora relativi visto che, ovviamente, non si può dire a quanto sarà scambiata Telecom fra una settimana, ma se il mercato dovesse tenerla bassa come negli ultimi tempi, la cifra <a href="http://www.finanzablog.it/post/959/hopa-telecom-un-tira-e-molla-da-650-milioni">dell’esborso sarebbe assai inferiore ai 650 milioni di cui aveva invece parlato lo stesso Tronchetti Provera</a>. </p>
<p>Probabilmente da Hopa Stefano Bellaveglia, che è il presidente della finanziaria, storce il naso, ma l’unica ipotesi alternativa sembra ormai quella del concordato, che non piace né a Brescia né a Milano. L’unica soluzione a questo punto è quella prospettata ieri, anche se i bresciani, come avevano già annunciato in passato, si rifaranno <a href="http://letterafinanziaria.repubblica.it/index.jsp?s=mappepotere&#038;l=sommario#">a valle della catena di controllo su Telecom</a>. Come? Liquidando in contanti la partecipazione di Olimpia in Holinvest, la società che ha in pancia il 3,6% di Telecom e in cui la stessa Olimpia possiede una quota del 20%.</p>
<p>Se tutto andrà come previsto l’operazione si chiuderà entro il 12 luglio e il divorzio fra Hopa e Olimpia sarà definitivo, anche se ai bresciani rimarrà in mano appunto quella quota del 3,6% del capitale di Telecom, che è ancora in mano a Holinvest.</p>
<p>Il nuovo scenario a questo punto è quello di un controllo più stretto del leader tricolore delle comunicazioni da parte di Tronchetti Provera e dei sempre più stretti alleati della Edizioni Holding, la società in mano ai Benetton. La fuoriuscita delle banche dal capitale indica che a Milano vogliono (o devono) camminare da soli.</p>
<p>Forse Tronchetti Provera, che controlla la catena di scatole tramite Pirelli, conta di racimolare il denaro necessario a tenere in piedi una società redditizia ma fortemente indebitata come Telecom dalla prossima quotazione della casa del pneumatico, che poi è da sempre il nocciolo duro del suo impero. Le sfide sono in Sud America e in casa: serviranno capitali, coraggio e visione.</p>
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