<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xml:lang="it-it">

  <title>Finanzablog.it</title>
  <subtitle>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T16:25:34+00:00</updated>
  <id>http://www.finanzablog.it</id>
  <link rel="alternate" type="text/html" hreflang="it-it" href="http://www.finanzablog.it" />
  <generator uri="http://lightpress.org/" version="1.1.0">Lightpress</generator>

  
  <entry>
    <title type="html">Rcs: lo scontro Della Valle-Geronzi fa volare gli scambi</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4666/rcs-lo-scontro-della-valle-geronzi-fa-volare-gli-scambi" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/4666/rcs-lo-scontro-della-valle-geronzi-fa-volare-gli-scambi/</id>
    <author>
      <name>alessandro condina</name>
    </author>
    <published>2011-02-16T18:08:45+00:00</published>
    <updated>2011-02-16T18:08:45+00:00</updated>
    <dc:subject>rcs</dc:subject><dc:subject>rcs della valle geronzi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ha confermata la fiducia al direttore del Corriere della Sera e ha sottolineato il ruolo del presidente Piergaetano Marchetti nel ruolo di &amp;#8220;filtro&amp;#8221; tra i soci e la direzione del[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4666/rcs-lo-scontro-della-valle-geronzi-fa-volare-gli-scambi"><![CDATA[<p><iframe title="YouTube video player" width="586" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/YNbfq02YptA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ha confermata <a href="http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/finanza/notizie-dettaglio.html?newsId=N317117&#038;type=NEWS_FEED&#038;lang=it">la fiducia al direttore</a> del Corriere della Sera e ha sottolineato il ruolo del presidente Piergaetano Marchetti nel ruolo di &#8220;filtro&#8221; tra i soci e la direzione del quotidiano di via Solferino: il Patto di sindacato di Rcs, che si è riunito oggi, sembra essere filato via liscio, ma, al di là dei comunicati ufficiali, è verosimile che ci sia stato almeno un chiarimento tra Cesare Geronzi, presidente di Generali, e Diego Della Valle, fondatore di Tod&#8217;s.</p>
<p>Nelle ultime settimane questi due azionisti si erano parlati solo attraverso le interviste. Prima mister Tod&#8217;s che ha contestato i &#8220;vecchi metodi&#8221; e ha lamentato di non poter salire ulteriormente nel capitale del gruppo milanese dei media, in cui ha già investito 200 milioni di euro fino a superare il 5% nella società. Dall&#8217;altra pare c&#8217;è la vecchia guardia, incarnata in questo momento da Cesare Geronzi, il quale - come presidente di Generali - controlla un pacchetto azionario del 3,8%.</p>
<p>Proprio Geronzi, che dalla vecchia Banca di Roma è riuscito con un paio di capriole a planare su Trieste dopo essere passato da piazzetta Cuccia, aveva risposto a Della Valle, spiegando <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/02/15/visualizza_new.html_1587599345.html">in un&#8217;intervista</a> sul Financial Times che Generali &#8220;non prenderà in considerazione proposte <em>piovute dal cielo</em>&#8220;, con un riferimento financo sprezzante alle dichiarazioni dell&#8217;imprenditore marchigiano.</p>
 <p>
In mezzo a questi contendenti, e fuori dal patto di sindacato, c&#8217;è Giuseppe Rotelli che con il suo 7,4% di azioni (più il 3,6% del Banco Popolare su cui ha un&#8217;opzione di acquisto) siede nel cda, ma non fa parte del nucleo storico di soci forti. Finché le cose stanno così, di fatto il flottante della società è molto ridotto e anche la possibilità di scambi è limitata, visto che il patto di sindacato vincola il 63,5% delle quote.</p>
<p>La situazione sembrerebbe bloccata, ma le uscite recenti di Della Valle potrebbero preludere a un rimescolamento delle carte, anche se l&#8217;imprenditore nega di voler prendere parte a iniziative ostili, anche perché l&#8217;esperienza passata di Ricucci, che si è scottato non poco con il dossier Rcs, sconsiglia dal muoversi in disaccordo con il patto. L&#8217;unica speranza sarebbe spezzare il fronte interno, mettendo uno contro l&#8217;altro i due &#8220;grandi vecchi&#8221; Cesare Geronzi e Giovanni Bazoli, i quali per la verità non si sono mai amati.</p>
<p>Il mercato, comunque, scommette su un rialzo in vista di una resa dei conti. Il titolo in effetti ha chiuso le contrattazioni in rialzo del 2,9% a 1,269 dopo aver toccato, nel corso della seduta, quota 1,29 molto vicino al massimo annuale di 1,30; il tutto con volumi doppi rispetto a ieri, ai livelli più alti degli ultimi dodici mesi: oltre 3 milioni di pezzi passati di mano.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Media: pubblicità in lenta ripresa, ma il 2008 è lontano</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4472/media-pubblicita-in-lenta-ripresa-ma-il-2008-e-lontano" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/4472/media-pubblicita-in-lenta-ripresa-ma-il-2008-e-lontano/</id>
    <author>
      <name>Ferry Boat</name>
    </author>
    <published>2010-07-15T14:40:33+00:00</published>
    <updated>2010-07-15T14:40:33+00:00</updated>
    <dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>rcs</dc:subject><dc:subject>cairo</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Fra scricchiolii dovuti in parte all’età e in parte all’attrito la ruota dell’editoria sembra essersi rimessa lentamente in moto. I primi cinque mesi dell’anno fotografato da Nielsen rivelano[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4472/media-pubblicita-in-lenta-ripresa-ma-il-2008-e-lontano"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/giornalebagnato_03.jpg" class="post" align="left" border="0" width="199" height="250" alt="media gionrali tv mercato finanza radio stampa editoria vendite pubblicit&Atilde;�&Acirc;&nbsp; nielsen andamento settore congiuntura crisi" /></p>
<p>Fra scricchiolii dovuti in parte all’età e in parte all’attrito la ruota dell’editoria sembra essersi rimessa lentamente in moto. I primi cinque mesi dell’anno fotografato da Nielsen rivelano una crescita complessiva del mercato pubblicitario del 3,8% circa e, si sa, dall’advertising dipende ormai quasi tutto che si parli di televisione o di internet, di radio o di carta stampata. Complessivamente fra gennaio e maggio gli inserzionisti hanno investito 3,8 miliardi di euro in pubblicità, circa 140 milioni di euro in più rispetto al 2009 e comunque molto meno che nel 2008. </p>
<p>Eppur si muove, direbbe Galileo vedendo le performance delle quotate del settore. Mediaset ha archiviato nell’ultimo anno un recupero del 22,8% ed Rcs del 17% circa. In Borsa hanno brillato soprattutto l’Espresso che ha guadagnato il 45,8% per cento e Poligrafici Editoriale, quella de Il Giorno e Il Resto del Carlino, che ha guadagnato il 26,7 per cento. Più timide le performance di Caltagirone Editore (quello de Il Mattino e Il Messaggero) che nell’ultimo anno ha recuperato solo il 4,7% mentre per Il Sole 24 Ore sono mesi da dimenticare con un ribasso complessivo del 33,6% che deprime il titolo.</p>
<p>Il taglio degli investimenti pubblicitari che ha accompagnato la crisi ha forzato diverse tendenze già vistesi in passato: con una certa rapidità il mondo dell’editoria si adatta a mutazioni profonde che scuotono ancora il settore. Nuove tendenze emergono con vigore. Il panorama televisivo, che assorbe di gran lunga la maggior parte delle risorse pubblicitarie, ha in realtà registrato negli ultimi anni l’exploit di Sky Italia che nel 2009 è stato il secondo gruppo per fatturato dopo la Rai con 2,71 miliardi di euro e una crescita del 2,7 per cento. La pubblicità, però, in questo caso non c’entra, perché Sky ricava 2,4 miliardi dalle offerte pay.</p>
<p>Mediaset, che dipende dalla pubblicità che le fornisce 1,9 miliardi di euro su un giro d’affari di 2,5 miliardi, ha puntato anche sull’offerta Premium nel settore della pay-tv. Di recente la guerra tra i due colossi ha portato a un taglio delle offerte dei concorrenti che rischia di penalizzare i margini di tutta la televisione.</p>
<p>Per completezza andrebbe aggiunto che la prima televisione italiana, la Rai, deve 1,6 miliardi di euro (su un fatturato complessivo di 2,7 mld) al canone e poco più di 900 milioni alla pubblicità.</p>
<p>Il canale di trasmissione che però ha meglio contrasto la crisi non è quello televisivo, bensì quello della radio e, in seconda battuta, quello di internet. Secondo le ultime rilevazioni sull’etere nei primi 5 mesi del 2010 la radio ha registrato una crescita della raccolta pubblicitaria del 14,6% mentre Internet ha saputo incrementare le risorse dall’advertising dell’11,6 per cento.</p>
<p>Non è un caso che i principali quotidiani stiano concentrando risorse crescenti sui propri siti web, anche se il peso in valore assoluto di questo canale rimane ancora marginale rispetto a quelli tradizionali. Nei primi 5 mesi i quotidiani hanno registrato un calo dello 0,2% negli investimenti in pubblicità commerciale nazionale, mentre la free press e i periodici hanno ancora una volta pagato il conto più salato con una flessione del 6,7 e del 9,3% rispettivamente. Lo spostamento di notevoli investimenti provenienti dal settore dell’abbigliamento dai periodici ai quotidiani ha aggravato al crisi dei primi e reso la moda il primo finanziatore pubblicitario della stampa giornaliera.</p>
<p>Nel settore della carta stampata i tagli all’editoria, e in particolare dei fondi per il ripristino del diritto soggettivo per il 2010 e il 2011, mettono a rischio l’esistenza di tantissime piccole testate dal Manifesto a Europa. Il numero dei giornali rischia dunque di diminuire drasticamente, anche a causa dell’Austherity decisa dal ministero dell’Economia. Difficile dire se ci siano dietro queste manovre intendimenti politici o semplicemente un adattamento dei mercati (e dei fondi pubblici) alla difficile congiuntura, né le due cose si escludono. In ogni caso i grandi quotidiani e i grandi periodici potrebbero guadagnare le quote dei concorrenti in difficoltà. Sotterranea e multiforme la ripresa del settore pubblicitario sembra però riemergere in attesa, come il resto dell’economia, di un po&#8217; più di fiducia.</p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Editoria in crisi: ora tocca a L&#039;Espresso</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4185/editoria-in-crisi-ora-tocca-a-lespresso" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/4185/editoria-in-crisi-ora-tocca-a-lespresso/</id>
    <author>
      <name>Ferry Boat</name>
    </author>
    <published>2009-07-07T18:29:00+00:00</published>
    <updated>2009-07-07T18:29:00+00:00</updated>
    <dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>rcs</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La crisi del settore pubblicitario colpisce con particolare durezza il mondo della carta stampata e costringe grandi e piccoli gruppi editoriali a mettere in campo manovre straordinarie di contenimento[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4185/editoria-in-crisi-ora-tocca-a-lespresso"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/cartastraccia_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="241" height="180" alt="rcs l&#39;espresso giornali carta stampata crisi de benedetti mercato editori gruppo editoriale corriere della sera repubblica rcs l&#39;espresso panorama finanza azioni il mattino il messaggero risultati" /></p>
<p>La crisi del settore pubblicitario colpisce con particolare durezza il mondo della carta stampata e costringe grandi e piccoli gruppi editoriali a mettere in campo manovre straordinarie di contenimento dei costi. Lo si è già visto con il gruppo Rcs.  Dopo un trimestre chiuso con un rosso da 40,7 milioni di euro, l&#8217;editore de Il Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport ha varato una manovra di taglio dei costi da 200 milioni di euro. Secondo quanto riportato dal quotidiano MF, i tagli dell&#8217;editore di via Solferino ammonterebbero a 180 posti di lavoro in Spagna (dove Rcs è presente con El Mundo e Marca) e a circa 90 a Il Corriere della Sera.</p>
<p>Fra giornali e televisioni gli esuberi in gruppi di primo piano come Rcs, L&#8217;Espresso, La Stampa e Mondadori potrebbero raggiungere le 700 unità: praticamente si tratta di una crisi mai vista e che peserà anche sulla cassa previdenziale dei giornalisti - l&#8217;Inpgi - che dovrà affrontare un&#8217;ondata di prepensionamenti.</p>
<p>Soltanto nei primi 4 mesi di quest&#8217;anno si è registrata una flessione generale degli investimenti pubblicitari del 18 per cento (dati Nielsen) e per la fine del 2009 è previsto un calo complessivo del 12 per cento. Solo nel 2010 sarà possibile registrare una ripresa del comparto e Lorenzo Sassoli de Bianchi ha parlato di incertezza tra le imprese come &#8220;nota dominante&#8221;.</p>
 <p>
Gli scossoni si sentono in tutta Italia e Caltagirone Editore ha varato una manovra per il taglio del 25% dei giornalisti e la chiusura della redazione romana de Il Mattino di Napoli. Temendo la perdita d&#8217;identità della testata napoletana, il comitato di redazione partenopeo ha consegnato una edizione ironica del Mattino firmata dai Sette Re di Roma. Oltre la satira la situazione, però, rimane drammatica.</p>
<p>Di recente Telecom Italia Media ha ripianato debiti per circa 10 milioni e mezzo di euro della controllata APcom e ceduto per una cifra simbolica questa agenzia al gruppo Abete, già titolare della concorrente Asca. La nuova direzione si sarebbe presentata alla redazione con un piano per il licenziamento di un giornalista su tre (circa 30 su una novantina di redattori) che ha generato le proteste di sindacati e personale. Altri casi da registrare sono quelli dell&#8217;agenzia Dire e di Agr (collegata a Rcs) che avrebbe registrato complessivamente una dozzina di esuberi.</p>
<p>Le ultime notizie giungono da un altro grande gruppo editoriale: quello de L&#8217;Espresso. Il gruppo che fa riferimento alla famiglia De Benedetti ha segnato, sempre a causa del calo degli investimenti pubblicitari, una perdita da 2,5 milioni di euro nel corso del primo trimestre 2009 e un contemporaneo calo dei ricavi del 18% a quota 215 milioni.</p>
<p>Proprio ieri il consiglio di amministrazione de l&#8217;Espresso ha annunciato un piano di interventi per la riduzione dei costi di 140 milioni di euro. Si tratta del 17% circa dei costi registrati nel corso del 2008. Le vendite in crescita spalmate tra le varie testate non riparano dunque l&#8217;editore romano dalla crisi: previsto un abbattimento del 22% dei costi industriali registrati nel 2008 con la soppressione di alcune iniziative di distribuzione e la completa riorganizzazione della struttura produttiva. Previste maggiori sinergie tra la Repubblica e le diverse testate locali del gruppo. Gli altri costi redazionali, commerciali e amministrativi dovrebbero consentire un risparmio di circa il 15 per cento. Oggi il quotidiano MF ipotizzava circa 60 tagli al quotidiano la Repubblica, che pure registra costanti successi sul fronte delle vendite. La direzione aziendale avrebbe già illustrato ai comitati di redazione delle testate la Repubblica e L&#8217;Espresso gli interventi previsti dal piano sul personale giornalistico.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Ancora acquisti azzardati su Rcs</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4156/ancora-acquisti-azzardati-su-rcs" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/4156/ancora-acquisti-azzardati-su-rcs/</id>
    <author>
      <name>Ferry Boat</name>
    </author>
    <published>2009-05-21T15:33:54+00:00</published>
    <updated>2009-05-21T15:33:54+00:00</updated>
    <dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>rcs</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il gruppo Rcs continua anche oggi a ubriacare il mercato con una serie di rialzi da capogiro e sembra davvero volersi avvicinare a quell&amp;#8217;obiettivo a 1,65 euro che Mediobanca gli ha posto per[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4156/ancora-acquisti-azzardati-su-rcs"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/roulette.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="214" alt="rcs corriere della sera mercato finanza giornalisti debito azioni rischio mediobanca conflitto di interessi de bortoli direttore editore marchetti speculazioni soci" /></p>
<p>Il gruppo Rcs continua anche oggi a ubriacare il mercato con una serie di rialzi da capogiro e sembra davvero volersi avvicinare a quell&#8217;obiettivo a 1,65 euro che Mediobanca gli ha posto per il prossimo maggio. Il fatto che Ferruccio De Bortoli, tornato da qualche tempo alla direzione del Corriere della Sera, abbia assunto una posizione forte di mediazione tra editore e redazione non può che essere positivo. Da un lato i manager del gruppo hanno deciso di varare un piano di risparmio da 200 milioni euro, che è parso a molti anche troppo ambizioso. Dall&#8217;altro il comitato di redazione (cdr) che ha in tutti i giornali un certo potere dovuto al suo ruolo istituzionale di difesa delle istanze dei lavoratori potrebbe ostacolare fattivamente in molte maniere dei tagli al costo del lavoro probabilmente consistenti (fra stampa, foliazione, peso della carta, borderò e soprattutto taglio dei costi per i giornalisti si arriva a una sforbiciata da 80-90 milioni di euro).</p>
<p>Nel mezzo il direttore che ha istituzionalmente il ruolo di mediare fra la redazione e la proprietà di un giornale e che, in questo caso, ha assunto una posizione proattiva giudicando inaccettabili le proposte degli azionisti, ma anche mostrando l&#8217;intenzione programmatica di trovare delle soluzioni alternative per il taglio dei costi. A gravare su tutta la vicenda contribuisce il fatto che tutto il settore editoriale è in crisi. Il calo della pubblicità ha toccato in Italia il 23% per i quotidiani e il 28% per le riviste.</p>
<p>In Spagna, dove il gruppo controlla tramite Unidad Editorial El Mundo e Expansion, le cose vanno anche peggio e i ricavi pubblicitari sono diminuiti del 28 per cento. Secondo Mediobanca però il piano di risparmio potrebbe funzionare e raggiungere, almeno nel 2009, l&#8217;obiettivo di un alleggerimento della struttura (fra aumento del prezzo del Corriere, tagli a produzione e trasporto e tagli da 50-60 milioni di euro anche nella sezione amministrazione-corporate del gruppo) di 130 milioni di euro. In fondo si sono già risparmiati 39 milioni nell&#8217;ultimo quarto del 2008 e altri 30 milioni nel primo trimestre del 2009, quindi la cosa potrebbe dimostrarsi fattibile.</p>
<p>Certo le considerazioni lusinghiere di Mediobanca vanno bilanciate con il fatto che essa è anche il primo azionista singolo di Rcs e che quindi è in palese conflitto di interesse quando ne parla, anche se i suoi ragionamenti possono comunque essere valutati in se stessi. Di certo va ricordato che il gruppo Rcs sta varando per la prima volta un piano importante di taglio dei costi mentre in passato ha sempre puntato su una crescita dei ricavi e su altri tipi di ristrutturazione.</p>
 <p>
Da tempo si dice che le redazioni dell&#8217;editore del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport siano sovradimensionate, ma da sempre tali redazioni mostrano un potere notevole nei confronti di un azionariato diffuso fra 13 azionisti (almeno). Senza considerare che questi stessi soci hanno ciascuno il proprio piccolo feudo che non vorranno danneggiare troppo e quindi hanno chiaramente visioni contrastanti. Alla fine insomma l&#8217;applicazione di un piano forte di taglio dei costi potrebbe rivelarsi molto complessa, probabilmente più del previsto. I rialzi sostenuti da un report favorevole di una banca socia dovranno per questo essere valutati con molta attenzione. Se i multipli già generosi della società dovessero risentire ancora della crisi di periodici italiani e spagnoli (i libri resistono meglio a parte i collezionabili), potrebbe tornare un&#8217;ondata di vendite che lascerebbe molti piccoli investitori di queste ultime ore con il cerino in mano.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">I migliori di ieri :  Gemina, Eni, RCS</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/4004/i-migliori-di-ieri-gemina-eni-rcs" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/4004/i-migliori-di-ieri-gemina-eni-rcs/</id>
    <author>
      <name>AleOne</name>
    </author>
    <published>2009-01-09T00:26:18+00:00</published>
    <updated>2009-01-09T00:26:18+00:00</updated>
    <dc:subject>i-titoli-di-oggi</dc:subject><dc:subject>eni</dc:subject><dc:subject>rcs</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Rialzo dell’11,6% ieri per Gemina
Rialzo dell’11,6% per Gemina. I volumi scambiati nell&amp;#8217;ultima seduta, di  8,402,810 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 131 %[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/4004/i-migliori-di-ieri-gemina-eni-rcs"><![CDATA[<p>Rialzo dell’11,6% ieri per Gemina<br />
Rialzo dell’11,6% per Gemina. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  8,402,810 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 131 % circa. La chiusura di seduta è stata registrata a  0.476 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  0.479 ed un minimo a 0.443 euro. Il rialzo di Gemina, controllante di Aeroporti di Roma, segue la decisione dell&#8217;ingresso di Air France nel capitale della nuova Alitalia e il conseguente potenziamento di Fiumicino a discapito di Malpensa. Sono in corso riunioni tra il premier Berlusconi e rappresentanti della Lega Nord per trovare un compromesso sullo scalo lombardo. Secondo indiscrezioni dell&#8217;ultima ora CAI avrebbe proposto un aumento dei voli intercontinentali su Malpensa nei prossimi due anni. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 0.613 euro. La condizione dell&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute, in ipercomprato, potrebbe tuttavia favorire la comparsa di correzioni al ribasso, introdotte dalla violazione di area 0,44. L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 0.493 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.377 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Prezzi in crescita ieri per Rcs<br />
Prezzi in crescita ieri per Rcs: la distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 4.6 %. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  386,328 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 44 % circa. Il titolo e’ salito anche grazie all&#8217;incremento della quota detenuta tramite Fiat dalla Giovanni Agnelli &#038; C. sapa, accomandita della famiglia Agnelli, dal 10,291% al 10,497%. La chiusura di seduta è stata registrata a  1.020 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  1.035 ed un minimo a 0.968 euro. I segnali tecnici evidenziano una fase di mercato moderatamente direzionata. L&#8217;indirizzo più probabile del trend è tuttavia al rialzo, con obiettivi estesi fino a 1.137 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 1.054 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 0.951 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è in linea con quella media di mercato. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta difensivo, attenua cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di ridimensionamento.</p>
<p>Si mantiene positiva Eni<br />
Si mantiene positiva Eni: la distanza che separa le due chiusure più recenti è infatti del 1.9 %. I volumi scambiati nell&#8217;ultima seduta, di  22,755,538 pezzi, risultano superiori a quelli della media settimanale del 48 % circa. L&#8217;a.d. Paolo Scaroni ha fornito rassicurazioni in merito alle possibili ripercussioni sulla societa&#8217; del cane a sei zampe a seguito dell&#8217;interruzione delle forniture di gas russo. Inoltre secondo il Financial Times (versione on line) Eni e la tedesca RWE sarebbero in gara per l&#8217;acquisizione dell&#8217;utility olandese Essent, un affare da 10 miliardi di euro. La chiusura di seduta è stata registrata a  17.830 dopo che il titolo aveva toccato un massimo a  17.860 ed un minimo a 17.210 euro. I segnali tecnici prospettano un proseguimento del rialzo con obiettivi estesi fino a 20.002 euro. L&#8217;RSI (relative strength index) a 8 sedute è in zona neutrale, non si registrano pressioni per un mutamento del trend in atto.  L&#8217;obiettivo di rialzo indicato è raggiungibile a seguito di movimenti che comportino nel breve la rottura di 18.130 euro. Il quadro rialzista presentato in precedenza viene compromesso dalla rottura, confermata in chiusura di giornata, di 16.581 . La violazione di questo livello, limite massimo per eventuali flessioni contro la tendenza attesa, allenterebbe le spinte al rialzo. Attendere tuttavia una conferma in daily close successiva alla rottura del supporto prima di intervenire al ribasso. La volatilità storica calcolata a 3 mesi è superiore a quella media di mercato, il titolo è da considerare rischioso, adatto ad operazioni di trading ma solo con rigorosa applicazione di stop loss. In base all&#8217;analisi del Beta (calcolato sulle ultime 23 sedute) il titolo risulta aggressivo, amplifica cioè i movimenti dell&#8217;indice, ed è da inserire in portafoglio solo se le aspettative sull&#8217;indice di riferimento sono di rialzo.</p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Editoria: questo agosto serve un&#039;ombrellone</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/3747/editoria-questo-agosto-serve-unombrellone" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/3747/editoria-questo-agosto-serve-unombrellone/</id>
    <author>
      <name>Ferry Boat</name>
    </author>
    <published>2008-08-07T17:02:59+00:00</published>
    <updated>2008-08-07T17:02:59+00:00</updated>
    <dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>il-sole-24-ore</dc:subject><dc:subject>rcs</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[L&amp;#8217;articolo 44 dell&amp;#8217;ultima manovra finanziaria prevede un taglio dei contributi statali all&amp;#8217;editoria e ha sollevato rapidamente una serie di polemiche. Qualcuno è arrivato[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/3747/editoria-questo-agosto-serve-unombrellone"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/ombrellone.jpg" class="post" align="left" border="0" width="208" height="195" alt="rcs l&#39;espresso editoria mondadori caltagir0ne editore sole 24 ore giornali leggi libert&Atilde;&nbsp; padania unit&Atilde;&nbsp; " /></p>
<p>L&#8217;articolo 44 dell&#8217;ultima manovra finanziaria prevede un taglio dei contributi statali all&#8217;editoria e ha sollevato rapidamente una serie di polemiche. Qualcuno è arrivato a definirlo &#8220;decreto tritacarne&#8221; e anche Walter Veltroni, a nome del Pd, ha parlato di taglio indiscriminato, inaccettabile e vessatorio. Nello specifico la manovra prevede che dai 414 milioni di euro di finanziamento attuale a testate cooperative, non profit e a giornali politici siano sottratti 87 milioni nel 2009 e 100 nel 2010. Una sforbiciata che potrebbe fare chiudere i battenti a una cinquantina di piccoli quotidiani dall&#8217;Unita alla Padania, dal Manifesto a Il Foglio passando per L&#8217;Avvenire e per numerosi quotidiani locali. I sindacati Cgil, Cisl e Uil fanno fronte comune contro questo intervento previsto dalla nuova Legge 112/2008 (quella appunto che anticipa la nuova manovra finanziaria) e parlano di attacco alla libertà di informazione.</p>
<p>Questi interventi, sostiene l&#8217;opposizione, in pratica giovano soltanto ai grandi gruppi editoriali quotati che potrebbero a questo punto divorare le quote di mercato lasciate libere dai concorrenti più piccoli. Rcs, L&#8217;Espresso, Poligrafici Editoriale, Caltagirone Editore, Il Sole 24 Ore hanno in altre parole soltanto da guadagnarci.</p>
<p>Un aiuto inaspettato in questo momento difficile per il mondo ciclico dell&#8217;editoria potrebbe insomma arrivare proprio dal Governo. Se si considera che il settore editoriale è in crisi strutturale da tempo in tutto il mondo e in particolare in Italia, si intuisce subito che non si tratta di un aiuto poco gradito.</p>
 <p>
Quasi tutte le relazioni semestrali pubblicate nel corso degli ultimi giorni hanno registrato una flessione degli utili per grandi e piccole testate: i grossi gruppi quotati subiscono la congiuntura difficile non meno dei giornali più piccoli. Il salvagente del web, pur essendo tuttora l&#8217;unica strada che promette una crescita per il futuro, è ancora praticamente irrilevante nel panorama italiano.</p>
<p>Lo evidenzia bene un rapido confronto con il mercato statunitense. Se negli States internet copre il 15-16% del mercato pubblicitario consentendo uno sviluppo dell&#8217;informazione sul web su ben altri binari, in Italia il mercato pubblicitario del web rappresenta appena il 3% del totale: una fetta da 300 milioni che non può di certo salvare la carta stampata dalla crisi.</p>
<p>Se quindi le nuove norme tagliano i viveri ai piccoli, la mancanza di un modello di business chiaro e convincente per il futuro penalizza anche i grandi editori. Il fenomeno tutto italiano dei prodotti addizionali (i libri, le videocassette etc.) è ormai esaurito e le grandi testate subiscono ogni giorno di più la contrazione della pubblicità. Se si considera che in molti casi i grandi editori italiani sembrano sopravvalutati dal mercato (in base al p/e per esempio) rispetto ai competitor europei, non resta che incrociare le dita e preparare l&#8217;ombrello, anzi l&#8217;ombrellone.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Rcs e il problema del debito</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/3575/rcs-e-il-problema-del-debito" />
    <id>http://www.finanzablog.it/post/3575/rcs-e-il-problema-del-debito/</id>
    <author>
      <name>Ferry Boat</name>
    </author>
    <published>2008-04-30T15:06:51+00:00</published>
    <updated>2008-04-30T15:06:51+00:00</updated>
    <dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>rcs</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[In fondo Giuseppe Rotelli azionista di Rcs con una quota potenziale di circa il 10% poteva anche essere più cattivo all&amp;#8217;assemblea dell&amp;#8217;altro ieri. Senza dubbio il &amp;#8220;re[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/3575/rcs-e-il-problema-del-debito"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/debito.gif" class="post" align="left" border="0" width="245" height="307" alt="rcs rotelli strazzera corriere della sera gestione agr finelco recoletos virgin radio dismissioni start up espansione cessione di asset" /></p>
<p>In fondo Giuseppe Rotelli azionista di Rcs con una quota potenziale di circa il 10% poteva anche essere più cattivo all&#8217;assemblea dell&#8217;altro ieri. Senza dubbio il &#8220;re delle cliniche lombarde&#8221; (come qualcuno lo ha definito) ha però toccato un tasto dolente. Non tanto perché l&#8217;indebitamento in sé (circa 966 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto di circa 1,39 miliardi) sia elevato, quanto perché la situazione finanziaria globale è profondamente cambiata e i costi del rifinanziamento del debito per le aziende penalizzano le società più esposte.</p>
<p>In Italia sicuramente il debito del gruppo Rcs è maggiore (in proporzione alle altre voci del bilancio) di quello de L&#8217;Espresso o del gruppo Mondadori, ma in Europa ci sono senz&#8217;altro diversi gruppi editoriali con un debito ancora più pesante.<br />
D&#8217;altra parte gli oneri finanziari del gruppo sono passati da 21,1 milioni di euro nel 2006 a 52,2 milioni di euro nel 2007 e questo non è sicuramente un buon segnale. A non deporre in favore del titolo Rcs in Italia contribuisce poi il fatto che ha sottoperformato rispetto a L&#8217;Espresso e a Mondadori a partire almeno dall&#8217;ottobre del 2007.</p>
<p>D&#8217;altra parte il settore il mercato pubblicitario è poi uno dei più problematici per via della crisi che incombe su tutti i settori e della sua forte ciclicità. Seppure l&#8217;acquisizione miliardaria di Recoletos rappresenta una delle maggiori operazioni del settore editoriale europeo degli ultimi tempi e il gruppo rappresenti già oggi una delle voci più importanti del bilancio di Rcs il 2008 sarà un anno difficile e, il peso di un debito da 966 milioni sicuramente si farà sentire.</p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Rcs: bene finora, ma tutto dipende dalla congiuntura</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/3393/rcs-bene-finora-ma-tutto-dipende-dalla-congiuntura" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=3546</id>
    <author>
      <name>Ferry Boat</name>
    </author>
    <published>2008-02-07T19:02:18+00:00</published>
    <updated>2008-02-07T19:02:18+00:00</updated>
    <dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>assicurazioni</dc:subject><dc:subject>rcs</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Rcs ha pubblicato oggi i dati preliminari del 2007 risultando sostanzialmente in linea con il consensus. I ricavi sono cresciuti del 15% attestandosi a quota 2,73 miliardi di euro e l’ebit ha[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/3393/rcs-bene-finora-ma-tutto-dipende-dalla-congiuntura"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/umbrella.jpg" class="post" align="left" border="0" width="204" height="192" alt="rcs via solferino bilancio dada recoletos editoria pubblicit&Atilde;&nbsp; raccolta marchetti gruppo corriere della sera televisioni" /></p>
<p>Rcs ha pubblicato oggi i dati preliminari del 2007 risultando sostanzialmente in linea con il consensus. I ricavi sono cresciuti del 15% attestandosi a quota 2,73 miliardi di euro e l’ebit ha raggiunto i 360 milioni di euro (con un incremento su base annua di 73,6 milioni di euro). Ovviamente sui risultati del gruppo influiscono le acquisizioni delle spagnole Recoletos e Unidad Editorial e dell’italiana Dada. Acquisizioni che portano, come già sostanzialmente previsto dagli analisti, la posizione finanziaria netta a essere negativa per 966 milioni di euro contro un saldo positivo di 5,7 milioni di euro a fine 2006. Si tratta di dati che riclassificano il bilancio al netto dello scorporo di Play Radio, tentativo breve e sostanzialmente ritenuto dal management non soddisfacente di introdursi nel settore radiofonico.</p>
<p>Forse andrà meglio con la televisione per la quale Rcs ha previsto di investire 88,5 milioni di euro che serviranno a finanziare l’acquisizione delle quote di minoranza di VEO Television (circa il 44,6% del capitale), società che detiene una concessione per la trasmissione televisiva in tecnica digitale terrestre in Spagna e che sarà acquisita da Unidad Editorial.</p>
<p>Un altro investimento da 16,2 milioni di euro è poi previsto per l’acquisizione delle quote di minoranza – il 49% circa del capitale -  di Digicast che distribuisce alcuni canali multimediali soprattutto tramite la piattaforma Sky.</p>
 <p>
Sempre nel campo delle quote in società controllate Rcs ha deciso anche di esercitare una opzione call sull’1,97% di Dada, società di editoria web che edita questo blog e di cui Rcs controlla già il 46,54% del capitale.</p>
<p>Le maggiori incertezze non riguardano però tanto gli investimenti fatti, ma il futuro e la difficile congiuntura che mette a rischio tutta l’economia e in particolare il settore editoriale. Se, infatti, la raccolta pubblicità è stata nel corso dell’esercizio “ottima”, come afferma la nota del gruppo editoriale di via Solforino, è concreto il rischio che i mesi avvenire risentano della flessione in corso. Un mercato dinamico come quello spagnolo potrebbe inoltre risentire più di altri della crisi Usa e della locale crisi del mercato immobiliare. Benché i fondamentali del Vecchio Continente appaiano finora solidi i rischi, infatti, che l’economia rallenti non sono neanche più tanto lontani. I margini elevati del settore editoriale saranno quindi comunque messi a rischio, almeno per quanto riguarda gli introiti pubblicitari (che poi ne sono una componente rilevante).</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Editoria? Mala tempora currunt</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/3370/editoria-mala-tempora-currunt" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=3546</id>
    <author>
      <name>Ferry Boat</name>
    </author>
    <published>2008-01-28T17:15:44+00:00</published>
    <updated>2008-01-28T17:15:44+00:00</updated>
    <dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>rcs</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La sforbiciata di Citigroup sui titoli editoriali del Bel Paese ha avuto i suoi effetti e oggi, proprio come indicato dal colosso bancario americano, si alternano i guadagni di Mondadori (in[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/3370/editoria-mala-tempora-currunt"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/giornalebagnato.jpg" class="post" align="left" border="0" width="199" height="250" alt="mediaset espresso de benedetti berlusconi rcs mediobanca citigroup giudizi rating broker rodolfo ingegnere cavaliere holding quattordicesima" /></p>
<p>La <a href="http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200801281117477552&#038;chkAgenzie=TMFI">sforbiciata di Citigroup</a> sui titoli editoriali del Bel Paese ha avuto i suoi effetti e oggi, proprio come indicato dal colosso bancario americano, si alternano i guadagni di Mondadori (in controtendenza ai mercati e unica promossa dal broker) e le perdite di L&#8217;Espresso, di Mediaset e anche di Rcs.</p>
<p>L&#8217;impressione che se ne trae è che la bufera delle borse non risparmi il settore dei media, dal libro alle tv. Se poi si aprono i giornali degli ultimi giorni si scopre una curiosa corrispondenza fra un articolo uscito sul Sole 24 Ore di domenica e uno pubblicato oggi dall&#8217;inserto Affari e Finanza di <a href="http://www.repubblica.it/supplementi/af/2008/01/28/copertina/001kivini.html">Repubblica</a>. Media e famiglia visti dalla prospettiva delle due più grandi clan dell&#8217;editoria tricolore: i De Benedetti da un lato e i Berlusconi dall&#8217;altro (l&#8217;un contro l&#8217;altro armati oltretutto, ma questo è un altro discorso).</p>
 <p>
Si legge così che il figlio dell&#8217;Ingegnere Rodolfo, assai meno &#8220;politico&#8221; del padre, potrebbe suggerire una cessione del colosso della carta stampata, visto che in questo momento particolare rappresenta anche il business meno redditizio fra i vari della famiglia.</p>
<p>Sull&#8217;altra sponda Berlusconi ridisegna invece il suo impero e, messo un piede in Mediobanca, decide di fare investimenti più sicuri per il futuro proprio e dei propri figli. Il Cavaliere sceglie così di ritornare alla vecchia passione degli immobili: sia per mettere al riparo la cassa dalle &#8220;turbolenze&#8221; dei mercati, sia per mettere un po&#8217; di pace in famiglia, dove i figli di Veronica Lario inizierebbero a scalpitare.</p>
<p>L&#8217;investimento che interessa Arcore è quello degli immobili di alto pregio e, come riporta anche <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200801articoli/29517girata.asp">La Stampa</a>, spunta così la B.e.l. Immobiliare (dalle iniziali di Barbara, Eleonora e Luigino). Si tratta di una Srl che è controllata dalla Holding Quattordicesima, quella che riunisce i tre ragazzi e che controlla anche il 21,4% della Fininvest, la cassaforte dell&#8217;impero. Facendo un passo indietro si nota così che tutti comunque meditano un disimpegno dall&#8217;editoria. Mala tempora currunt.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Rcs ritorna all&#039;attacco</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/2930/rcs-ritorna-allattacco" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=3546</id>
    <author>
      <name>Ferry Boat</name>
    </author>
    <published>2007-05-28T17:43:50+00:00</published>
    <updated>2007-05-28T17:43:50+00:00</updated>
    <dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>rcs</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Non sembrano avere fornito un grande spunto in borsa le parole di Antonello Perricone a Rcs. L’amministratore delegato del gruppo editoriale di via Solferino ha dichiarato nel fine settimana di mirare[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2930/rcs-ritorna-allattacco"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/starwars2lattaccodeicloni.jpg" class="post" align="left" border="0" width="215" height="262" alt="mediobanca capitalia rcs sudamerica finanza perricone recoletos merger &amp; acquisition" /></p>
<p>Non sembrano avere fornito un grande spunto in borsa le parole di Antonello Perricone a Rcs. L’amministratore delegato del gruppo editoriale di via Solferino ha dichiarato nel fine settimana di mirare a un’espansione in Sudamerica dopo le conquiste spagnole che hanno portato per 1,1 miliardi di euro Recoletos in portafoglio.</p>
<p>Così, mentre stamane il mercato lascia oggi il titolo al palo a 4 euro, appare difficile capire chi possa essere la nuova preda sudamericana. Nel campo dell’editoria Bertelsmann (gigante tedesco del settore) ha già una joint venture con TopicalNet in Sudamerica e anche Mondadori aveva avviato una partnership con Grisalbo diretta a quel mercato, ma poi dissoltasi senza grandi risultati. In realtà l’ipotesi di una joint venture sembra la più conveniente per Rcs anche perché non ci sono grandi occasioni in quel mercato. </p>
<p>Bisogna però dire che, sempre nell’ottica di un settore che è un po’ in crisi ovunque, probabilmente i margini di un mercato come quello pubblicitario ossia del propulsore di questo settore sono sicuramente, almeno a livello di potenzialità molto maggiori nell’America Latina che in mercati più maturi e competitivi come quelli del Nord Europa o degli Stati Uniti.</p>
<p>Un paese come il Brasile che, nonostante le sue enormi dimensioni, vale in termini di mercato pubblicitario solo un quarto di quello italiano ci sono sicuramente potenzialità notevoli. Va inoltre considerato che El Mundo, già partner del Corriere della Sera, è uno dei siti più letti in Sudamerica.</p>
<p>Di certo è difficile prevedere il futuro del gruppo di via Solferino. Per esempio la recente operazione di vendita di Play Radio a Finelco è parsa ad alcuni una silenziosa uscita dal settore radiofonico dopo i risultati scadenti di una esperienza comunque molto breve; ad altri è sembrato invece l’avvio di un progetto più grande con Finelco, le cui prove sarebbero nell’ingresso nel capitale di quest’ultima contestualmente alla cessione di Play Radio.</p>
<p>Insomma il settore è difficile e sotto pressione anche se l’acquisto del gigante Recoletos in Spagna ha dato linfa ai giudizi delle agenzie di rating e, in futuro, dovrebbe dare anche nuovi apporti al bilancio e portare a oltre il 40% del totale i ricavi provenienti dall’estero. L’ultima promozione del merger è giunta da Citigroup che ha avviato venerdì scorso la copertura del titolo con raccomandazione &#8220;buy&#8221; e prezzo obiettivo a 4,7 euro. Il titolo però, per ora rimane incollato ai quattro euro.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Rcs, due impianti per Play radio</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/2732/rcs-due-impianti-per-play-radio" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=3546</id>
    <author>
      <name>Yattaman</name>
    </author>
    <published>2007-03-05T17:58:24+00:00</published>
    <updated>2007-03-05T17:58:24+00:00</updated>
    <dc:subject>uncategorized</dc:subject><dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>az-italia</dc:subject><dc:subject>rcs</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Via libera ai nuovi impianti di diffusione per migliorare l&amp;#8217;efficienza della trasmissione di Playradio: l&amp;#8217;ok dell&amp;#8217;Antitrust all&amp;#8217;operazione di Rcs è arrivata oggi[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2732/rcs-due-impianti-per-play-radio"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/antenne.jpg" class="post" align="left" border="0" width="210" height="329" alt="" /></p>
<p>Via libera ai nuovi impianti di diffusione per migliorare l&#8217;efficienza della trasmissione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Play_Radio">Playradio</a>: l&#8217;ok dell&#8217;Antitrust all&#8217;operazione di Rcs è arrivata oggi e consentirà all&#8217;editore del Corriere della Sera di acquisire un impianto da Rbc e l&#8217;altro da Radio Communications.</p>
<p>La novità potrebbe rappresentare una boccata d&#8217;aria per il progetto di Play radio che, lanciata come la nuova ammiraglia del gruppo nel segmento giovani, secondo gli addetti ai lavori non sembra raccogliere gli <a href="http://guide.dada.net/radio/interventi/2006/04/251990.shtml">ascolti</a> che i vertici del gruppo si attendevano.</p>
<p>L&#8217;accordo però difficilmente inciderà sul fatturato complessivo del gruppo anche se potrebbe contribuire a consolidare l&#8217;investimento nella giovane emittente radiofonica. Il titolo perciò non reagisce e chiude la giornata in negativo di poco più di un punto percentuale, accusando la generale debolezza del mercato.</p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Dada, utile netto +74%</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.finanzablog.it/post/2617/2617" />
    <id>http://www.finanzablog.it/?p=3546</id>
    <author>
      <name>Yattaman</name>
    </author>
    <published>2007-02-12T17:28:09+00:00</published>
    <updated>2007-02-12T17:28:09+00:00</updated>
    <dc:subject>uncategorized</dc:subject><dc:subject>sp-mib</dc:subject><dc:subject>telecomunicazioni</dc:subject><dc:subject>media</dc:subject><dc:subject>tecnologia</dc:subject><dc:subject>titoli-esteri</dc:subject><dc:subject>rcs</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ricavi in crescita del 59,4% pari a 111,4 milioni di euro per Dada, azienda informatica quotata sul segmento Star e controllata dal gruppo Rcs. La società porta a casa un margine operativo lordo di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.finanzablog.it/post/2617/2617"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/dada_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="295" height="213" alt="" /></p>
<p>Ricavi in crescita del 59,4% pari a 111,4 milioni di euro per Dada, azienda informatica quotata sul segmento Star e controllata dal gruppo Rcs. La società porta a casa un margine operativo lordo di 15,7 milioni di euro, il 23% in più del 2005. Il risultato netto è pari a 12,5 milioni di euro, il 74% in più dell&#8217;anno precedente.</p>
<p>La posizione finanziaria netta è positiva per 11,8 milioni di euro, nonostante le recenti acquisizioni dell&#8217;americana <a href="http://www.upoc.com">Upoc</a>, della spagnola <a href="http://www.nominalia.com">Nominalia</a> e della italiana Tipic, attiva attraverso i marchi <a href="http://www.splinder.com">Splider</a> e Motime (http://www.motime.com). Attualmente le attività internazionali pesano per il 37% del fatturato totale della società. In effetti la posizione finanziaria era ancora migliore l&#8217;anno precedente: a fine 2005 si attestava su 23 milioni di euro.<br />
 <br />
Il cda della società ha assegnato 25mila nuove opzioni che danno diritto alla sottoscrizione di altrettante azioni riservate ai manager delle società Usa acquisite nel corso dell&#8217;anno nell&#8217;ambito di un piano di incentivazione e fidelizzazione. Il prezzo di sottoscrizione sarà pari a 16,99 euro, pari alla media dell&#8217;ultimo mese.</p>
<p>Anche nel quarto trimestre la società ha portato a casa dei buoni risultati: i ricavi (31,3 milioni di euro) sono in crescita del 33,1% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, mentre il margine operativo lordo è stato di 4,6 milioni contro i 3,4 dell o stesso trimestre del 2005.</p>
<p>Sull&#8217;onda dei buoni risultati la società guadagna in borsa oltre il 2 per cento, attestandosi su 18,07 euro con volumi superiori a 270mila pezzi, contro una media degli ultimi 30 giorni di 43mila.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
</feed>

