<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
    xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
    xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
>

<channel>
  <title>Finanzablog.it</title>
  <link>http://www.finanzablog.it</link>
  <description>Finanza: trading, investimenti e news di finanza</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 16:27:56 GMT</pubDate>
  <generator>http://lightpress.org/</generator>
  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


  <item>
    <title>Olympus: depositi gonfiati per coprire le perdite</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4925/olympus-depositi-gonfiati-per-coprire-le-perdite</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4925/olympus-depositi-gonfiati-per-coprire-le-perdite</guid>
    <pubDate>Fri, 11 Nov 2011 08:15:05 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4925/olympus-depositi-gonfiati-per-coprire-le-perdite#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>risparmio-tradito</category><category>tecnologia</category><category>titoli-esteri</category><category>bilanci truccati</category><category>olympus scandalo</category><category>tokyo borse olympus</category>
    <description>Improbabili accordi di fusione&amp;#038;acquisizione e depositi inesistenti per nascondere cattivi investimenti e perdite che si sarebbero dovute iscrivere a bilancio. Lo scandalo che ha investito la[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4925%2Folympus-depositi-gonfiati-per-coprire-le-perdite" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4925%2Folympus-depositi-gonfiati-per-coprire-le-perdite" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Olympus%3A+depositi+gonfiati+per+coprire+le+perdite&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4925%2Folympus-depositi-gonfiati-per-coprire-le-perdite" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/olympuskikukawachairman.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="243" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Improbabili accordi di fusione&#038;acquisizione e depositi inesistenti per nascondere cattivi investimenti e perdite che si sarebbero dovute iscrivere a bilancio. Lo scandalo che ha investito la società giapponese Olympus rischia di cancellare dal listino di Tokyo un titolo che ha 92 anni di vita: intanto in meno di un mese le azioni del produttore di fotocamere sono crollate dagli oltre 2500 yen di metà ottobre a meno di 500 yen ieri.</p>
<p>Secondo quello che rivela il Nikkei, la società ha truccato i conti negli ultimi vent&#8217;anni, nascondendo le perdite provocate da cattivi investimenti dietro una paravento di finti depositi e di operazioni finanziarie e commissioni fasulle pagate per improbabili fusioni o cessioni di società.</p>
<p>Il bubbone è scoppiato dopo che Olympus ha cacciato il chief executive officer Michael Woodford il 14 ottobre, dopo che il manager aveva sollevato la questione sui pagamenti riconosciuti agli advisor per operazioni precedenti al suo arrivo ai vertici della società. La settimana scorsa, alla fine, l&#8217;azienda <a href="http://www.economist.com/node/21538154">ha dovuto ammettere</a> irregolarità di bilancio dietro gli asseriti &#8220;affari&#8221; da 1,3 miliardi di dollari legati ad attività completamente distanti dal core business.</p>


<p>Un comitato indipendente adesso <a href="http://finance.yahoo.com/news/japan-police-move-olympus-investors-000020345.html">sta indagando</a> dentro le pieghe dei bilanci: le conclusioni di questa indagine dovrebbero arrivare all&#8217;inizio di dicembre e finché non saranno resi pubblici la società non pubblicherà i risultati della prima metà dell&#8217;anno e neppure l&#8217;andamento del secondo trimestre.</p>
<p>Ma questo ritardo nella comunicazione dei dati aziendali rischia di costare carissimo alla società giapponese: in caso di mancata pubblicazione entro il 14 dicembre, il titolo sarà cancellato dal listino di Tokyo. Per di più le autorità di Tokyo stanno indagando per verificare se tra i dati nascosti figurano anche utili societari in nero oppure stipendi versati sotto banco.</p>
<p>Lo scandalo per adesso è costato la poltrona di presidente a Tsuyoshi Kikukawa, che comunque continua a sedere nel consiglio di amministrazione. Gli azionisti, nel frattempo, accarezzano l&#8217;idea <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204358004577028814052648838.html">di richiamare in servizio</a> proprio quel Michael Woodford  che per primo sollevò dubbi sulla gestione dei bilanci e che, in questo modo, potrebbe rientrare da trionfatore sulla vecchia guardia corrotta e inaffidabile.</p>
<p>Ma che cosa resterà di un&#8217;azienda che pur sempre aveva il suo focus sulla produzione industriale e sull&#8217;innovazione tecnologica, nel settore della telefonia? Solo quando saranno emersi i particolari su queste operazioni &#8220;disinvolte&#8221; si potrà capire quanto dei conti era basato su reali performance e quanto invece era una semplice menzogna. Nonostante gli scandali e le inchieste del passato, gli investitori ci cascano ancora perfettamente. Pessimo segno per i mercati in un clima di calo della fiducia.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4925/olympus-depositi-gonfiati-per-coprire-le-perdite">Olympus: depositi gonfiati per coprire le perdite</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:15 di venerdì 11 novembre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Il manager di un hedge fund accusato di frode dalla Sec</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4819/il-manager-di-un-hedge-fund-accusato-di-frode-dalla-sec</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4819/il-manager-di-un-hedge-fund-accusato-di-frode-dalla-sec</guid>
    <pubDate>Thu, 29 Sep 2011 09:36:17 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4819/il-manager-di-un-hedge-fund-accusato-di-frode-dalla-sec#comments</comments>
    <slash:comments>2</slash:comments>
    <category>risparmio-tradito</category><category>up-down</category><category>corey ribotsky</category><category>hedge fund</category><category>investimenti pipe</category>
    <description>Un faccione che ispira fiducia e sembra non poter nascondere insidie. Eppure affidandosi a questa faccia - quella di Corey Ribotsky - parecchi investitori americani hanno perso il loro denaro,[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4819%2Fil-manager-di-un-hedge-fund-accusato-di-frode-dalla-sec" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4819%2Fil-manager-di-un-hedge-fund-accusato-di-frode-dalla-sec" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Il+manager+di+un+hedge+fund+accusato+di+frode+dalla+Sec&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4819%2Fil-manager-di-un-hedge-fund-accusato-di-frode-dalla-sec" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/careyribotsky.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="157" alt="" /></p>
<p>Un faccione che ispira fiducia e sembra non poter nascondere insidie. Eppure affidandosi a questa faccia - quella di Corey Ribotsky - parecchi investitori americani hanno perso il loro denaro, nonostante avessero avuto rassicurazioni sulla completa restituzione delle somme investite oltre a un significativo guadagno.</p>
<p>Secondo le conclusioni di <a href="http://www.forbes.com/sites/nathanvardi/2011/09/28/sec-accuses-corey-ribotsky-of-defrauding-investors-in-876-million-hedge-fund/">un&#8217;indagine condotta negli ultimi due anni dalla Sec</a> - la Consob americana - Ribotsky non solo mentì ai suoi clienti, ma si appropriò di almeno un milione di dollari, <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204138204576599073987928888.html">spesi in Rolex, berline e altri beni di lusso</a>. L&#8217;accusa per lui è di frode e appropriazione indebita e la Sec ha appena presentato una causa civile alla corte federale di Brooklyn, a New York.</p>
<p>Ribotsky gestiva il fondo NIR Group LLC, che è coinvolto nella causa insieme all&#8217;analista Daryl Dworkin, ma almeno a partire dal 2008 nascose ai suoi clienti che la crisi di Borsa stava danneggiando seriamente gli investimenti e presentò documenti falsi per continuare il suo lavoro, nella speranza di recuperare i capitali che aveva perso.</p>


<p>Il centro della frode sono gli investimenti in piccole compagnie attraverso i cosiddetti <a href="http://www.investopedia.com/terms/p/pipe.asp#axzz1ZKFoesoi">PIPE</a>, cioè Private investment in public equity, una forma di investimento in cui un privato ottiene un certo numero di azioni a sconto, con l&#8217;obiettivo di sostenere le quotazioni.</p>
<p>Negli ultimi anni le autorità di vigilanza hanno espresso parecchi dubbi su questa forma di investimento, considerata troppo opaca e complessa, tanto da favorire una gestione occulta dei fondi raccolti. Secondo le accuse della sec, Ribotsky aveva assicurato che in 48 mesi avrebbe liquidato tutti gli investimenti PIPE, ma secondo i revisori dei conti ci sarebbero voluti decenni per uscire dalle attività già avviate.</p>
<p>Da parte sya Ribotsky contesta le accuse e respinge i riferimenti allo &#8220;schema di Ponzi&#8221;, dal momento che la maggior parte degli investitori non ha portato avanti la causa. C&#8217;è da dire, però, che il manager e la sua società hanno raggiunto accordi per evitare molte delle cause già avviate. Adesso comunque la parola passa al procuratore.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4819/il-manager-di-un-hedge-fund-accusato-di-frode-dalla-sec">Il manager di un hedge fund accusato di frode dalla Sec</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 11:36 di giovedì 29 settembre 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Brasile, tra tassi di interesse e credito al consumo</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4742/brasile-tra-tassi-di-interesse-e-credito-al-consumo</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4742/brasile-tra-tassi-di-interesse-e-credito-al-consumo</guid>
    <pubDate>Wed, 06 Jul 2011 12:44:43 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Administrator</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4742/brasile-tra-tassi-di-interesse-e-credito-al-consumo#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>risparmio-tradito</category><category>crescita brasiliana</category><category>crisi credito brasile</category><category>insolenza brasiliana</category>
    <description>Interessante questo post su Alphaville in cui si racconta della situazione brasiliana: un&amp;#8217;economia in crescita, forte, che sta trainando il Sudamerica. Ma che si sta[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4742%2Fbrasile-tra-tassi-di-interesse-e-credito-al-consumo" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4742%2Fbrasile-tra-tassi-di-interesse-e-credito-al-consumo" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Brasile%2C+tra+tassi+di+interesse+e+credito+al+consumo&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4742%2Fbrasile-tra-tassi-di-interesse-e-credito-al-consumo" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/brasilecrisicredito.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="186" alt="brasile crisi credito" />Interessante questo post <a href="http://ftalphaville.ft.com/blog/2011/07/05/612616/pink-picks-788/#comments">su Alphaville</a> in cui si racconta della situazione brasiliana: un&#8217;economia in crescita, forte, che sta trainando il Sudamerica. Ma che si sta &#8220;indebitando&#8221; troppo, o meglio, sono i consumatori brasiliani della classe media che lo stanno facendo. A tassi di interesse crescenti per il credito al consumo passati dal 37% dell&#8217;anno scorso al 41% di quest&#8217;anno. </p>
<p>Qual è il rischio in un&#8217;economia in cui la classe media si indebita troppo? Che l&#8217;economia brasiliana si esponga a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Boom_and_bust#The_emerging_economies_experience">un ciclo di boom - bust</a>, fenomeno già osservato in altre economie cresciute troppo rapidamente nei decenni scorsi. Gli esempi sono tanti: Messico, Argentina, Turchia, Malesia, Colombia. Già ora, secondo quanto riporta il blog del FT, tre piccole banche sarebbero state salvate dalla banca centrale brasiliana. </p>
<p>Già, perché aumentano gli insolventi, passati dal 7,8% al 9,1% del totale dei crediti tra il dicembre del 2010 e il maggio del 2011. La crescita delle insolvenze è rapida, quasi frenetica: nei primi cinque mesi di quest&#8217;anno sono saliti del 23%. Malgrado ciò, molti analisti continuano a essere ottimisti sul Brasile. Probabile che il momento della verità arrivi già durante quest&#8217;anno, concludono Paul Marshall e Amit Rajpal autori dell&#8217;intervento.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/maionese_paty/4761417186/sizes/z/in/photostream/">Flickr </a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4742/brasile-tra-tassi-di-interesse-e-credito-al-consumo">Brasile, tra tassi di interesse e credito al consumo</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 14:44 di mercoledì 06 luglio 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Crisi Euro e crisi Grecia, l&#039;euro ha fallito? </title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4734/crisi-euro-e-crisi-grecia-leuro-ha-fallito</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4734/crisi-euro-e-crisi-grecia-leuro-ha-fallito</guid>
    <pubDate>Fri, 24 Jun 2011 12:51:54 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Administrator</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4734/crisi-euro-e-crisi-grecia-leuro-ha-fallito#comments</comments>
    <slash:comments>40</slash:comments>
    <category>notizie</category><category>risparmio-tradito</category><category>bancarotta grecia</category><category>crisi euro</category><category>crisi grecia</category><category>fallimento grecia</category><category>in evidenza</category>
    <description>Non ci va giù leggero lo Spiegel, sulla crisi greca e sull&amp;#8217;euro. È tempo di un piano B, è tempo di cambiare passo: tenendo gli occhi aperti sulla crisi greca. Negli ultimi 14 mesi i[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4734%2Fcrisi-euro-e-crisi-grecia-leuro-ha-fallito" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4734%2Fcrisi-euro-e-crisi-grecia-leuro-ha-fallito" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Crisi+Euro+e+crisi+Grecia%2C+l%27euro+ha+fallito%3F+&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4734%2Fcrisi-euro-e-crisi-grecia-leuro-ha-fallito" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/greciacrisieuro.jpg" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="grecia crisi euro" /><br clear="all" /></p>
<p>Non ci va giù leggero lo Spiegel, sulla <strong>crisi greca</strong> e sull&#8217;<strong>euro</strong>. È tempo di un piano B, è tempo di cambiare passo: tenendo gli occhi aperti sulla crisi greca. Negli ultimi 14 mesi i politici europei hanno attuato politiche emergenziali di salvataggio una dopo l&#8217;altra, producendo rischi incalcolabili con i loro interventi.</p>
<p>Sempre seconda la prestigiosa testata tedesca, avrebbero rimandato l&#8217;incontro con la realtà: il vecchio euro non esiste più, e l&#8217;unione monetaria dell&#8217;Europa è stata un fallimento. Parole molto dure ed euroscettiche, vediamo di precisare meglio cosa spiegano nel pezzo - che potete leggere <a href="http://www.spiegel.de/international/europe/0,1518,769329,00.html">in inglese qui</a>.</p>
<p>La sensazione è questa: l&#8217;euro è stato più dannoso che utile, e in futuro le cose peggioreranno. Analisti come Friedman lo profetizzavano già nel 2002</p>
<blockquote><p>Eurolandia collasserà tra i cinque e  i prossimi quindici anni</p></blockquote>
<p>e hanno sottolineato che si dovrebbero prendere decisioni radicali, non continuare a rimandare. Quelli che vediamo oggi, sono solo provvedimenti di emergenza. Rimandano la data dello scontro con la realtà.</p>


<blockquote><p>L&#8217;euro, creato con l&#8217;intenzione di unire permanentemente l&#8217;Europa, è diventato la minaccia più grande al futuro del continente. Un collasso dell&#8217;unione monetaria farebbe tornare indietro l&#8217;europa di decenni, spingendola in un punto in cui non potrebbe più risollevarsi, minacciata dalle economie asiatiche. Sarebbe impensabile per un&#8217;Europa divisa pensare a confrontarsi alla pari in una sfida del genere.</p>
<p>Questo è il motivo per cui i politici europei vogliono difendere l&#8217;euro a tutti i costi, e stanno approvando un salvataggio dopo l&#8217;altro. Stanno giocando col tempo, sperando che i mercati si calmino e si facciano le riforme. Anche il mondo della finanza e del business sta cercando di aiutarli. In una campagna pubblicitaria pianificata in Germania in questi giorni, i maggiori uomini d&#8217;affari e d&#8217;industria tedeschi, tra cui Gerhard Cromme, presidente di ThyssenKrupp, il ceo di Siemens Peter Löscher e il ceo di Daimler, Dieter Zetsche promuovono l&#8217;unione monetaria, e insistono &#8220;L&#8217;euro è necessario&#8221;</p></blockquote>
<p>In Grecia stiamo vedendo come stanno andando le cose. Sconti in piazza, popolazione rabbiosa. Anche perché se avessero ancora la dracma, potrebbero svalutarla. Con l&#8217;euro è una soluzione ovviamente improponibile. </p>
<p>I dettagli del nuovo piano di salvataggio che la UE proporrà alla Grecia saranno resi noti a luglio. Un dettaglio importante, sarà il pagamento della prossima tranche di finanziamento, se non verrà versata nelle casse greche entro la metà di luglio, la Grecia andrà in bancarotta. </p>
<p>I soldi arriveranno, ma tutti sanno che non è questa la soluzione. E che altre crisi arriveranno in futuro. Ma che cosa accade quando un intero paese va in bancarotta? Secondo quanto riporta lo Spiegel</p>
<blockquote><p>Ci sono essenzialmente due alternative. La prima è un&#8217;opzione radicale, staccare la spina e lasciare al loro destino i Paesi in difficoltà. L&#8217;altra, più tattica, è continuare ad aiutarli, magari in maniere più intelligenti, sperando che le cose migliorino. Nessuna delle due opzioni è gratuita. </p>
<p>La cura radicale funzionerebbe così: se gli altri stati dell&#8217;Eurozona lasciassero per conto suo la Grecia, rifiutado qualunque prestito, nel giro di poco diventerebbe un Paese insolvente. Non potrebbe più prestare denaro sui mercati, e il sistema bancario si troverebbe ad affrontare fallimenti su fallimenti. </p>
<p>Questo approccio però contiene al suo interno il rischio del contagio. Se la Grecia scivola in una bancarotta senza controllo gli investitori potrebbero rifiutarsi di mettere i loro soldi anche in altri stati della zona Euro, E a quel punto altre banche potrebbero collassare, in una reazione a catena </p></blockquote>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/piazzadelpopolo/4580912111/sizes/o/in/photostream/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4734/crisi-euro-e-crisi-grecia-leuro-ha-fallito">Crisi Euro e crisi Grecia, l'euro ha fallito? </a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 14:51 di venerdì 24 giugno 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>All&#039;asta la cantina di Madoff: recuperati oltre 40mila dollari</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4722/allasta-la-cantina-di-madoff-recuperati-oltre-40mila-dollari</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4722/allasta-la-cantina-di-madoff-recuperati-oltre-40mila-dollari</guid>
    <pubDate>Fri, 20 May 2011 08:01:36 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4722/allasta-la-cantina-di-madoff-recuperati-oltre-40mila-dollari#comments</comments>
    <slash:comments>2</slash:comments>
    <category>persone-fatti</category><category>risparmio-tradito</category><category>bernard madoff</category><category>schema ponzi</category><category>truffe finanziarie</category>
    <description>Ogni mezzo è buono per recuperare, anche se in piccola parte, i soldi che Bernard Madoff (Bernie) ha sottratto agli investitori, i quali gli affidavano i propri fondi nell&amp;#8217;illusione di[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4722%2Fallasta-la-cantina-di-madoff-recuperati-oltre-40mila-dollari" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4722%2Fallasta-la-cantina-di-madoff-recuperati-oltre-40mila-dollari" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=All%27asta+la+cantina+di+Madoff%3A+recuperati+oltre+40mila+dollari&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4722%2Fallasta-la-cantina-di-madoff-recuperati-oltre-40mila-dollari" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/madoffbernieasta.png" class="post-h" border="0" width="432" height="295" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Ogni mezzo è buono per recuperare, anche se in piccola parte, i soldi che <a href="http://www.finanzablog.it/tag/bernard+madoff">Bernard Madoff</a> (Bernie) ha sottratto agli investitori, i quali gli affidavano i propri fondi nell&#8217;illusione di guadagni favolosi senza rischiare il capitale. Così un piccolo mattoncino verso quei 50 miliardi di dollari da recuperare arriva anche dalla cantina del finanziere americano, messa all&#8217;asta dal tribunale di New York.</p>
<p>Le bottiglie di vino e di champagne dell&#8217;ex presidente del Nasdaq sono andate all&#8217;incanto <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-05-19/messa-asta-cantina-madoff-162716.shtml?uuid=AapwVdYD">per oltre 41 mila dollari</a>, per la precisione 41mila 530 dollari.</p>
<p>Il prezzo ricavato dalla casa d&#8217;aste Morrell and Co ha raddoppiato più o meno le valutazioni fatte dagli esperti, un po&#8217; per le ridotte dimensioni della collezione, un po&#8217; nella sperazna che con gli anni i vini acquistino maggior valore. In ogni caso c&#8217;er adi tutto nella cantina di questo uomo della finanza: il pezzo più costoso è risultato uno Chateau Mouton-Rothschild del 1996, valutato 3200 dollari e poi venduta a  6800 dollari. </p>
<p>Gli aumenti più incredibili, però, hanno rigurdato proprio le bottiglie più semplici da trovare, quelle &#8220;da supermercato&#8221;, pagate a caro prezzo solo perché sono appartenute proprio a Madoff. Bottiglie di Gin Bombay, vodka Smirnoff o Grand Marnier, dal valore compreso tra i 10 e i 20 dollari, sono state infatti piazzate a 300 dollari. I truffati non si rifaranno con queste briciole, ma almeno potrebbero ottenere almeno un risarcimento simbolico.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4722/allasta-la-cantina-di-madoff-recuperati-oltre-40mila-dollari">All'asta la cantina di Madoff: recuperati oltre 40mila dollari</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:01 di venerdì 20 maggio 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Crac Parmalat: risarcimenti a rischio con la prescrizione</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4705/crac-parmalat-risarcimenti-a-rischio-con-la-prescrizione</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4705/crac-parmalat-risarcimenti-a-rischio-con-la-prescrizione</guid>
    <pubDate>Mon, 11 Apr 2011 10:47:17 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4705/crac-parmalat-risarcimenti-a-rischio-con-la-prescrizione#comments</comments>
    <slash:comments>2</slash:comments>
    <category>risparmio-tradito</category><category>alimentare</category><category>parmalat</category><category>parmalat piccoli azionisti</category><category>parmalat prescrizione</category>
    <description>In tempi di prescrizione breve, basta quella normale a far perdere le speranze a migliaia di piccoli risparmiatori colpiti nei risparmi e nella fiducia dal crac Parmalat. Il processo in corso a Milano[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4705%2Fcrac-parmalat-risarcimenti-a-rischio-con-la-prescrizione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4705%2Fcrac-parmalat-risarcimenti-a-rischio-con-la-prescrizione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Crac+Parmalat%3A+risarcimenti+a+rischio+con+la+prescrizione&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4705%2Fcrac-parmalat-risarcimenti-a-rischio-con-la-prescrizione" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/tanziparmalat.jpg" class="post" border="0" width="586" height="439" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>In tempi di prescrizione breve, basta quella normale a far perdere le speranze a migliaia di piccoli risparmiatori colpiti nei risparmi e nella fiducia dal crac Parmalat. Il processo in corso a Milano per aggiotaggio - con imputati le banche Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank e Morgan Stanley con i loro manager - <a href="http://www.corriere.it/economia/11_aprile_08/parmalat-prescrizione_7eb7f8fe-619d-11e0-870c-93568f8e57cb.shtml">rischia di chiudersi con la prescrizione</a> prima ancora della sentenza di primo grado.</p>
<p>In ogni caso è certo che il procedimento non arriverà mai ai tre gradi di giudizio, ma una condanna in primo grado potrebbe aiutare i risparmiatori traditi a ottenere un risarcimento dalle banche e dai loro amministratori in sede civile; se invece il processo si chiudesse prima sarebbe l&#8217;ennesima beffa per chi si è già visto gabbato una volta.</p>
<p>Come spiega Massimo Sideri sul Corriere gran parte dei risparmiatori che si sono costituiti parte civile nel processo (32 mila rappresentati dall&#8217;avvocato Carlo Federico Grosso e circa 8 mila rappresentati dalle associazioni dei consumatori) hanno già firmato accordi con le banche, ma certo il risultato del processo di Milano - che pure è solo una costola della causa più importante, quella di Parma - ha un valore mediatico.</p>
<p>In ogni caso le associazioni dei consumatori, come Altroconsumo, <a href="http://paoblog.wordpress.com/2011/04/11/parmalat-saltano-i-risarcimenti-notizia-imprecisa/">puntano sulle cause civili</a> e tentano di ridare fiducia a chi è in attesa di un risarcimento. Intanto Confconsumatori propone <a href="http://legale.guidaconsumatore.com/001313_parmalat-proposta-unassociazione-di-piccoli-azionisti/">un&#8217;associazione di piccoli azionisti</a> per pesare di più nell&#8217;assemblea della società e provare a far sentire la voce di chi è ignorato sia dalla politica sia dal mercato, con le scalate ferme a un passo dall&#8217;Opa obbligatoria.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4705/crac-parmalat-risarcimenti-a-rischio-con-la-prescrizione">Crac Parmalat: risarcimenti a rischio con la prescrizione</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 12:47 di lunedì 11 aprile 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>The Madoff Tapes sul NYMag: ritratto del truffatore del secolo </title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4683/the-madoff-tapes-sul-nymag-ritratto-del-truffatore-del-secolo</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4683/the-madoff-tapes-sul-nymag-ritratto-del-truffatore-del-secolo</guid>
    <pubDate>Thu, 10 Mar 2011 11:22:48 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Administrator</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4683/the-madoff-tapes-sul-nymag-ritratto-del-truffatore-del-secolo#comments</comments>
    <slash:comments>2</slash:comments>
    <category>risparmio-tradito</category><category>bernard madoff</category><category>intervista bernie madoff</category><category>storia di bernard madoff</category>
    <description>Grande pezzo quello che il NYMag ha dedicato a Bernie Madoff. Ve lo ricordate? Era il dicembre del 2008 quando lo arrestarono: lo schema Ponzi col quale si era arricchito - e con cui aveva fatto[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4683%2Fthe-madoff-tapes-sul-nymag-ritratto-del-truffatore-del-secolo" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4683%2Fthe-madoff-tapes-sul-nymag-ritratto-del-truffatore-del-secolo" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=The+Madoff+Tapes+sul+NYMag%3A+ritratto+del+truffatore+del+secolo+&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4683%2Fthe-madoff-tapes-sul-nymag-ritratto-del-truffatore-del-secolo" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/madoffnymag.jpg" class="post" border="0" width="586" height="388" alt="madoff nymag" /><br clear="all" /></p>
<p>Grande pezzo quello che <a href="http://nymag.com/print/?/news/features/berniemadoff-2011-3/">il NYMag ha dedicato a Bernie Madoff</a>. Ve lo ricordate? Era il dicembre del 2008 quando lo arrestarono: lo schema Ponzi col quale si era arricchito - e con cui aveva fatto arricchire - crollava sotto il peso di un buco di 50 miliardi di dollari. </p>
<p>Il 29 giugno 2009 fu condannato a 150 anni di carcere. Una vicenda che lo fece passare alla storia come il truffatore del secolo, ma una storia che come sempre ha molti lati da cui essere vista. Il NYMag sceglie di farla raccontare da Madoff in persona. In che modo, visto che è in carcere?</p>
<p>Steve Fishman - che firma il pezzo - cerca di mettersi in contatto con lui tramite il suo legale, ma gli va male. Prova allora a passare da un compagno di cella di Bernie, dandogli una lettera, e gli va bene. Una sera mentre Steve è a casa suona il telefono:</p>
<blockquote><p>&#8220;C&#8217;è una chiamata a carico del destinatario da Bernard Madoff, un detenuto di una prigione federale&#8221;</p></blockquote>
<p>Lì inizia la storia dei Madoff Tapes&#8230;</p>


<p>La viva voce di quello che tutti hanno dipinto come un mostro arriva gracchiante dalla prigione federale in cui è rinchiuso. E racconta la storia dal punto di vista opposto a quello dominante, un esercizio giornalistico e narrativo molto interessante, quello di osservare le cose dalla prospettiva del &#8220;cattivo&#8221;.  </p>
<p>Che cosa racconta Madoff? Il Madoff che parla è un Madoff che ha visto andare in frantumi una vita da miliardario - in dollari - che ha visto un figlio suicidarsi pochi mesi fa, che non ha più rapporti con la famiglia, che sa già passerà il resto dei suoi giorni in carcere. </p>
<p>Quindi si sente libero, e non si trova poi così male dietro le sbarre</p>
<blockquote><p>Butner non è poi male per Madoff &#8220;Un posto ok&#8221; dice. Gli altri detenuti lo rispettano. &#8220;La mia notorietà gli fa effetto. Non dovrebbe, ma lo fa&#8221;.</p>
<p>Ma quello che accade all&#8217;etserno del penitenziario è molto più duro per Madoff. Che legge i giornali e segue il suo caso. &#8220;Quello che mi fa star male è come i media abbiano distrutto mia moglie e la mia famiglia&#8221; spiega. E prosegue dicendo di essere stato dipinto in maniera diversa da quello che è. Pretende di dividere l&#8217;aspetto criminale della sua biografia, con quella che lui ritiene essere sata una carriera onesta. &#8220;Abbiamo avuto una bella vita&#8221; dice &#8220;Non avevo bisogno di una società di consulenza finanziaria. Ho preso e ho deciso di fare da solo, ma se pensi che mi sia svegliato una mattina dicendo &#8216;Ok, ora voglio fare abbastanza soldi da comprarmi una barca e un aereo&#8217; non è andata così. Avevo già ben di più di quanto avessi bisogno per mantenere me, la mia famiglia e il nostro stile di vita. Mi sono lasciato tirare in mezzo. Pensavo di poterne uscire dopo un po&#8217;. Ma non era così. </p></blockquote>
<p>Quale era la parte illegale della carriera di Madoff? Vediamo di spiegarla in maniera semplice: Madoff raccoglieva denaro da parte di clienti che desideravano investirlo e ottenere nel giro di un anno interessi molto alti, del 10% e oltre.  </p>
<p>Interessi davvero straordinari, normalmente frutto di investimenti ad alto rischio. Ma incredibilmente Madoff li aveva garantiti per molti anni. Costantemente: tanto costantemente che Madoff era soprannominato &#8220;The Jewish Bond&#8221;. In che modo riusciva a pagare interessi tanto golosi ai suoi investitori? Semplice: con il denaro di altri investitori. </p>
<p>Un sistema perfetto: finché dura. O finché in un periodo di crisi economica gli investitori chiedono indietro i soldi in massa. Nel caso di Madoff le richieste furono 7 miliardi di dollari. All&#8217;inizio della chiacchierata con Steve Fishman, Madoff apre uno spiraglio sulla sua infanzia. </p>
<blockquote><p>&#8220;Mio padre se la cavava bene negli affari. Aveva inventato un sacco da boxe, il sacco da boxe di Joe Palooka&#8221;. Ma gli affari presero una brutta piega quando Madoff era al college. &#8220;Vedevo quel che succedeva&#8221; spiega Madoff &#8220;e avevo paura, vedevo che mio padre, una figura che avevo decisamente idealizzato, stava perdendo tutto&#8221;. </p>
<p>Il collasso finanziario del padre di Madoff incise nella vita di Bernie. Che si avvicinò a Wall Street senza il patrimonio di amicizie e connessioni che gli avrebbero reso la vita più facile. &#8220;Naturalmente mio padre non era nella posizione di offrirmi nulla del genere&#8221; racconta Madoff. Per il giovane Madoff, Wall Street era un club esclusivo che restava chiuso ai ragazzi come lui. &#8220;Mi faceva star male l&#8217;idea di non poter entrare in quel club. Ero un piccolo ragazzo ebreo di Brooklyn&#8221;. </p></blockquote>
<p>Madoff tiene molto a precisare che non tutto nella sua carriera è stata una truffa. Vediamo come ce lo racconta Steve Fishman</p>
<blockquote><p>
Da quello che mi racconta, Madoff divenne un criminale al culmine della sua carriera &#8220;onesta&#8221;. Proseguiva a fare trading con il denaro di altre persone, ma era un&#8217;altra attività di consulenza finanziaria. I suoi maggiori clienti avevano investito con lui per decenni, come dimostrarono le carte in seguito. All&#8217;inizio della sua carriera Madoff si prendeva pochi rischi &#8220;Ho sempre avuto la capacità di intuire dove sarebbe andato il mercato&#8221;. Negli anni ottanta, garantiva interessi dal 15% al 20%, e insiste che in quel periodo fossero ancora legali. Sul finire degli anni ottanta, Madoff gestiva dai 3 ai 4 miliardi di dollari. </p>
<p>La società di consulenza finanziaria di Madoff subì pesanti conseguenze dal crollo di Wall Street del 1987. Molti clienti, spaventati, si ripresero i loro soldi, impoverendo il suo capitale &#8220;Mi tradirono&#8221;. La sua vecchia strategia, ancora a detta di Madoff onesta non funzionava più (&#8230;) ne elaborò una nuova, ma l&#8217;inizio degli anni novanta non presentava un mercato adatto per sperimentarla. &#8220;Il mercato andò a dormire&#8221; spiega. Aveva un sacco di soldi, ma non sapeva come investirli.  </p>
<p>A quel punto, iniziò a fare sul serio con lo schema Ponzi. Madoff cominciò a restituire gli interessi ai suoi clienti con i soldi di altri clienti. E quegli interessi, per quanto fossero fasulli,erano un&#8217;ottima pubblicità. Il soldi cominciarono ad arrivare, e salvarono Madoff sul breve termine. E quel denaro era diverso da quello che aveva gestito in precedenza Madoff, questa volta arrivava da banchieri che fino al giorno prima non lo avrebbero degnato di uno sguardo. &#8220;C&#8217;era il presidente del Banco Santander, il presidente del Credit Suisse, il presidente di UBS: avevo tutte le maggiori banche. Edmond Safra voleva investire con me. Era incredibile. Questa gente mi diceva &#8216;So che puoi farcela&#8217; nutriva ilmio ego. All&#8217;improvviso, quelle banche che prima non ti davano un centesimo, volevano darti miliardi di dollari&#8221; prosegue Madoff &#8220;Non avevo bisogno di soldi. Pensavo che fosse qualcosa di temporaneo (&#8230;) ma tutti dicevano &#8216;Stammi a sentire, se riesci a fare questo anche con i nostri soldi saremo tuoi clienti per sempre&#8217;. &#8221;<br />
E così Madoff prese i soldi.</p></blockquote>
<p>Finché la catena di Sant&#8217;Antonio non si ruppe. </p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4683/the-madoff-tapes-sul-nymag-ritratto-del-truffatore-del-secolo">The Madoff Tapes sul NYMag: ritratto del truffatore del secolo </a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 13:22 di giovedì 10 marzo 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Gli squali di Wall St non vanno mai in galera. In Italia neppure</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4669/gli-squali-di-wall-st-non-vanno-mai-in-galera-in-italia-neppure</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4669/gli-squali-di-wall-st-non-vanno-mai-in-galera-in-italia-neppure</guid>
    <pubDate>Tue, 22 Feb 2011 08:01:04 GMT</pubDate>
    <dc:creator>alessandro condina</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4669/gli-squali-di-wall-st-non-vanno-mai-in-galera-in-italia-neppure#comments</comments>
    <slash:comments>2</slash:comments>
    <category>risparmio-tradito</category><category>bernard madoff</category><category>reati finanziari carcere</category><category>wall street crack galera</category>
    <description>Bernard Madoff, Bernie per i suoi amici intimi, rischia di essere l&amp;#8217;unico protagonista dei più recenti scandali finanziari a pagare con la prigione per la sua condotta: una specie di capro[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4669%2Fgli-squali-di-wall-st-non-vanno-mai-in-galera-in-italia-neppure" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4669%2Fgli-squali-di-wall-st-non-vanno-mai-in-galera-in-italia-neppure" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Gli+squali+di+Wall+St+non+vanno+mai+in+galera.+In+Italia+neppure&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4669%2Fgli-squali-di-wall-st-non-vanno-mai-in-galera-in-italia-neppure" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/brniemadoff.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Bernard Madoff, Bernie per i suoi amici intimi, rischia di essere l&#8217;unico protagonista dei più recenti scandali finanziari a pagare con la prigione per la sua condotta: una specie di capro espiatorio che consente alle autorità di sentirsi con la coscienza a posto, mentre la folla dei piccoli investitori pensa di essere tutelata e sazia la sua voglia di punizione. Ma tutti gli altri protagonisti della bolla immobiliare, dei mutui spazzatura, degli investimenti ad altissimo rischio che fine hanno fatto?</p>
<p><a href="http://www.rollingstone.com/politics/news/why-isnt-wall-street-in-jail-20110216?page=1">Un articolo</a> in uscita il 3 marzo sull&#8217;edizione americana di Rolling Stones denuncia che &#8220;a Wall Street nessuno va mai in galera&#8221; e che anzi tutti i protagonisti delle peggiori frodi finanziarie degli ultimi anni non hanno subito conseguenze penali; al massimo i vertici di banche e assicurazioni, che avevano rovesciato sugli investitori i rischi altissimi delle loro speculazioni e avevano diffuso i famigerati titoli tossici, sono stati condannati a pagare multe salate. Ma con quali soldi? Con quelli degli azionisti, ovvio!</p>
<p>Dietro questa inefficienza del sistema di controllo, secondo il giornalista-polemista Matt Taibbi, c&#8217;è un&#8217;organizzazione troppo barocca e complicata della vigilanza, affidata in prima battuta alla Sec, la Società di controllo sui mercati finanziari americani (un equivalente della nostra Consob), che ha il potere e i mezzi per indagare, ma, in caso di reati, non può agire penalmente e deve trasmettere tutte le sue informazioni al dipartimento della Giustizia che poi smista le cause ai vari procuratori. Dal momento che i crimini finanziari, in genere, sono perpetrati a Wall Street, ecco che la giurisdizione spetta al Southern District di New York.</p>
<p>Il più delle volte da questo complesso schema di rimpalli alla fine spunta fuori o un&#8217;indagine lunghissima che non porta a nessuna conclusione oppure un accordo in base al quale i colpevoli pagano una multa e non sono tenuti a restituire tutti i capitali di cui si erano appropriati. Taibbi si scaglia contro il sistema americano e le decisioni della politica, che sembra privilegiare e mettere sotto i riflettori i crimini di strada, come l&#8217;immigrazione clandestina, invece dei reati dei colletti bianchi. Ma se fosse in Italia dovrebbe moltiplicare per mille la sua indignazione.</p>
<p>Qui da noi anche i colpevoli degli scandali più clamorosi - Cirio, Parmalat, Giacomelli - <a href="http://www.corriere.it/economia/10_settembre_18/pene-ridotte-domiciliari-e-indulto-niente-carcere-per-i-crac-all-italiana-massimo-sideri_63ca14b8-c2ed-11df-824c-00144f02aabe.shtml">non sono finiti in carcere</a> perché stanno ancora aspettando la fine del processo oppure hanno visto ridursi via via le condanne o ancora sono troppo anziani per andare davvero dietro le sbarre: Tanzi, Cragnotti e soci sono tranquillamente nelle loro case, magari dopo qualche breve soggiorno in carcere per la custodia cautelare. E in alcuni casi, come per Tanzi, non risultano neanche proprietari di un patrimonio da attaccare.</p>
<p>Per di più negli ultimi dieci anni, invece di inasprire le pene per i reati finanziari, <a href="http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=4416&#038;">è stato di fatto depenalizzato</a> il falso in bilancio, mentre l&#8217;indulto del 2006 ha provveduto al resto: niente carcere o carcere ridotto, per cui in galera non ci va davvero nessuno. E quindi anche la deterrenza della pena viene meno. Sono molto esplicative, a questo proposito, le parole del magistrato dell&#8217;ex pool Mani Pulite di Milano, Piercamillo Davigo, che <a href="http://www.agoravox.it/La-situazione-della-giustizia-in.html">in una recente intervista</a> lamenta proprio un atteggiamento incoerente di fronte a reati diversi, da un lato quelli commessi da delinquenti comuni, dall&#8217;altro quelli dei &#8220;maghi della finanza&#8221; </p>
<blockquote><p>In Italia è stata alimentata la convinzione che la criminalità predatoria da strada sia l’unica di cui preoccuparsi. Al processo per l’aggiotaggio Parmalat vi erano quarantamila parti civili, cioè vittime che chiedevano di essere risarcite. Quanto impiega uno scippatore a fare 40.000 scippi? Inoltre una signora che viene scippata non ha nella borsetta i risparmi di tutta una vita, come era accaduto a numerose vittime di reati dei colletti bianchi.</p></blockquote>
<p> Senza tutele per i risparmiatori, però, i mercati finanziari rischiano di diventare sempre meno interessanti e di spaventare e allontanare gli investitori, specie in un paese come l&#8217;Italia in cui già l&#8217;attitudine all&#8217;investimento finanziario è molto ridotta.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4669/gli-squali-di-wall-st-non-vanno-mai-in-galera-in-italia-neppure">Gli squali di Wall St non vanno mai in galera. In Italia neppure</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 10:01 di martedì 22 febbraio 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Parmalat: condanne importanti per risarcimenti ancora troppo parziali</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4597/parmalat-condanne-importanti-per-risarcimenti-ancora-troppo-parziali</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4597/parmalat-condanne-importanti-per-risarcimenti-ancora-troppo-parziali</guid>
    <pubDate>Fri, 10 Dec 2010 17:10:54 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4597/parmalat-condanne-importanti-per-risarcimenti-ancora-troppo-parziali#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>risparmio-tradito</category><category>alimentare</category><category>parmalat</category>
    <description>Ieri la condanna a 18 anni di carcere per Calisto Tanzi, dopo ben sette anni dal crack da 14 miliardi di euro di Parmalat, è stato letta in maniera variegata dai giornali e si inserisce nelle complesse[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4597%2Fparmalat-condanne-importanti-per-risarcimenti-ancora-troppo-parziali" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4597%2Fparmalat-condanne-importanti-per-risarcimenti-ancora-troppo-parziali" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Parmalat%3A+condanne+importanti+per+risarcimenti+ancora+troppo+parziali&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4597%2Fparmalat-condanne-importanti-per-risarcimenti-ancora-troppo-parziali" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/parmalat_05.jpg" class="post" align="left" border="0" width="231" height="218" alt="parmalat risparmiatori mercato finanza tanzi condanna risarcimenti bondi banche" /></p>
<p>Ieri la condanna a 18 anni di carcere per Calisto Tanzi, dopo ben sette anni dal crack da 14 miliardi di euro di Parmalat, è stato letta in maniera variegata dai giornali e si inserisce nelle complesse vicende giudiziarie che hanno seguito il riassetto del gruppo di Collecchio. Si tratta certo di una vicenda ancora aperta visti i diversi giudizi ancora pendenti sul caso, ma allo stesso tempo questa condanna è una tappa importante in un percorso che è stato letto, questa volta quasi unanimente, come troppo lungo. Insomma di certo sembra che ci sia al momento solo che è passato troppo tempo per i risparmiatori che furono frodati più di sette anni fa.</p>
<p>I processi in corso sul caso sono almeno due, uno a Parma che riguarda solo i manager e uno a Milano che invece riguarda anche e principalmente le banche. Il primo processo conclusosi ieri con la condanna di quindici manager sui diciassette imputati aveva come capi di imputazione l&#8217;associazione a delinquere e la bancarotta che hanno carattere penale, mentre a Milano sono arrivate diverse cause civili per aggiottaggio, ostacolo alla vigilanza, falso in comunicazioni e ostacolo all&#8217;esercizio delle funzioni di vigilanza della Consob.</p>
<p>Secondo alcuni calcoli ammontano a circa 600 milioni di euro i crediti vantati da oltre 36 mila risparmiatori che avevano acquistato bond del gruppo e che ora possono chiedere un risarcimento di appena il 5% del proprio investimento (circa 30 milioni di euro). Oltre tutto su queste condanne pendono già degli annunciati ricorsi in Cassazione.</p>
<p>A Milano solo la sentenza di Appello aveva quantificato in una provvisionale tra il 10% e il 30% dell&#8217;investimento il danno derivante dall&#8217;aggiottaggio.</p>
<p>Al tempo del crack il debito di Parmalat lievitò improvvisamente da 7 a 14 miliardi di euro e scomparve contemporaneamente liquidità per 4 miliardi di euro che doveva essere nelle disposizioni del gruppo e invece era solo un falso con incollato sopra il marchio di Bank of America che non ne sapeva nulla.</p>
<p>Ai 600 milioni di crediti vantati (e ripagati come detto solo in minima parte ai risparmiatori) vanno aggiunti dunque 2 miliardi di euro che gli imputati ora devono in solido alla stessa Parmalat. Gli ammanchi, però, come detto sono ancora di più e la verità su quello che successe nei conti del gruppo prima del crack del 2003 appare ancora davvero troppo lontana.</p>
<p>Diverse transazioni negli ultimi anni hanno permesso a Parmalat di risollevarsi in Borsa e diversi creditori a cui sono state assegnate azioni e warrant (in scadenza al 2015) hanno potuto rivedere parte del proprio capitale.</p>
<p>Quanta parte però questi risparmiatori non potranno più rivedere dei loro crediti sembra ancora difficile da stabilire con esattezza. Di certo al momento i conti non tornano ancora.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4597/parmalat-condanne-importanti-per-risarcimenti-ancora-troppo-parziali">Parmalat: condanne importanti per risarcimenti ancora troppo parziali</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 19:10 di venerdì 10 dicembre 2010.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Riforma finanzaria Usa: un fragile compromesso è meglio di niente</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4465/riforma-finanzaria-usa-un-fragile-compromesso-e-meglio-di-niente</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4465/riforma-finanzaria-usa-un-fragile-compromesso-e-meglio-di-niente</guid>
    <pubDate>Thu, 01 Jul 2010 18:22:58 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4465/riforma-finanzaria-usa-un-fragile-compromesso-e-meglio-di-niente#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>obbligazionario</category><category>persone-fatti</category><category>risparmio-tradito</category><category>banche</category><category>assicurazioni</category><category>politica</category>
    <description>Un passettino avanti nella nuova finanza del dopo-crisi il mondo lo ha fatto con il via libera della Camera degli Stati Uniti alla riforma finanziaria. Si tratta però ancora di un passettino per[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4465%2Friforma-finanzaria-usa-un-fragile-compromesso-e-meglio-di-niente" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4465%2Friforma-finanzaria-usa-un-fragile-compromesso-e-meglio-di-niente" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Riforma+finanzaria+Usa%3A+un+fragile+compromesso+%C3%A8+meglio+di+niente&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4465%2Friforma-finanzaria-usa-un-fragile-compromesso-e-meglio-di-niente" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/mattone_03.jpg" class="post" align="left" border="0" width="224" height="172" alt="finanza regole usa riforma mercato borse derivati listini obama barack intervento volcker rule regola" /></p>
<p>Un passettino avanti nella nuova finanza del dopo-crisi il mondo lo ha fatto con il via libera della Camera degli Stati Uniti alla riforma finanziaria. Si tratta però ancora di un passettino per diverse ragioni. La prima deriva dal fatto che, anche se gli Stati Uniti sono tra i maggiori protagonisti della finanza globale, certo una riforma nel loro mercato soltanto ha bisogno di ulteriore coordinazione con gli altri grandi e piccoli mercati.</p>
<p>In fondo se si critica il divieto dello short selling (ma dei soli cds naked) applicato dalla Merkel in Germania perché troppo locale, non si può pensare che una riforma degli Stati Uniti soltanto possa davvero cambiare le cose: se c’è una certezza in questo autunno della crisi è che la finanza si muove su scala globale e necessita dunque di soluzioni coordinate.</p>
<p>Sembra meno banale in questi giorni in cui si alternano prese di posizione e distinguo in sede europea e nel più largo consesso del G20, con il solito vorremmo, vedremo, faremo che in pratica lascia le cose invariate.</p>
<p>Sono passati quasi tre anni dall’inizio della crisi e ancora le grandi riforme dei mercati latitano. Oggi Washington, prima imputata di questa crisi senza fine, sembra voler voltare pagina. Circa 615 trilioni di derivati contrattati annualmente sui mercati non regolamentati OTC dovrebbero ora passare su piattaforme regolamentate.</p>
<p>In parte sarà applicata anche la Volcker Rule per la quale però sarebbe a questo punto più adeguato trovare un altro nome visto che, secondo quanto riportato da Bloomberg, la legge che dovrebbe separare il trading dalle altre attività delle banche evitando loro rischi troppo eccessivi sarebbe stata troppo diluita. Con un compromesso dell’ultima ora le banche ora potranno investire fino al 3% del proprio capitale in fondi di private equity e in hedge fund.</p>
<p>A molti è parso che questa riforma chiave sia stata alla fine troppo indebolita dalle pressioni repubblicane guidate dal senatore Scott Brown. In pratica si volevano evitare casi come quello di State Street che avendo corso troppi rischi con prodotti derivati legati ai mutui ha spostato i capitali dalle attività sane mettendo a rischio la propria sopravvivenza e imponendo allo stato un salvataggio oneroso.</p>
<p>In compenso è stato previsto per gli hedge fund un apposito registro con relativa autorizzazione e in generale sarà messo in piedi un monitoraggio dell’intero sistema finanziario e non dei suoi singoli componenti soltanto e sono stati attribuiti forti poteri di controllo e intervento alla Federal Reserve. Una legge di intervento particolare nei casi di crisi di grandi aziende del settore dovrebbe scongiurare salvataggi costosissimi come quello di AIG o fallimenti disastrosi come quello di Lehman Brothers. Il consumatore di prodotti finanziari avrà nuovi strumenti di informazione e la Fed regolerà i mercati dei mutui e delle carte di credito (non quelli dei finanziamenti per le auto).</p>
<p>Molte cose insomma dovrebbero cambiare, forse meno di quanto si sperava, ma comunque a sufficienza da inviare un segnale anche in Europa dove già la Germania ha compiuto dei passi autonomi e dove Berlino e Francia premono ancora per una nuova tassa sulle banche e sulle transazioni internazionali. Come per Washington però, senza una piattaforma globale (come quella di Basilea) gli effetti delle nuove norme rimangono ancora troppo parziali.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4465/riforma-finanzaria-usa-un-fragile-compromesso-e-meglio-di-niente">Riforma finanzaria Usa: un fragile compromesso è meglio di niente</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 20:22 di giovedì 01 luglio 2010.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Usa: nella riforma della finanza cambiamenti epocali</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4425/usa-nella-riforma-della-finanza-cambiamenti-epocali</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4425/usa-nella-riforma-della-finanza-cambiamenti-epocali</guid>
    <pubDate>Fri, 21 May 2010 16:57:33 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4425/usa-nella-riforma-della-finanza-cambiamenti-epocali#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>fatti-del-giorno</category><category>futures</category><category>persone-fatti</category><category>risparmio-tradito</category><category>up-down</category><category>banche</category><category>politica</category>
    <description>Negli Stati Uniti sono cominciati i problemi e negli Stati Uniti si intravedono le prime soluzioni concrete al collasso finanziario degli ultimi 3 anni. L’Europa al solito segue con fatica quanto si[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4425%2Fusa-nella-riforma-della-finanza-cambiamenti-epocali" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4425%2Fusa-nella-riforma-della-finanza-cambiamenti-epocali" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Usa%3A+nella+riforma+della+finanza+cambiamenti+epocali&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4425%2Fusa-nella-riforma-della-finanza-cambiamenti-epocali" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/obama_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="200" height="143" alt="derivati finanza crisi mercato andamento riforma epocale america usa banche requisiti di capitale costo del funding basile cambiamento regole legge speculazione" /></p>
<p>Negli Stati Uniti sono cominciati i problemi e negli Stati Uniti si intravedono le prime soluzioni concrete al collasso finanziario degli ultimi 3 anni. L’Europa al solito segue con fatica quanto si decide a Washington per Wall Street e non si è dimostrata in grado di promuovere una autonoma riforma di ampio respiro della finanza nell’Eurozona.</p>
<p>Certo mercati globali chiedono soluzioni globali, ma sicuramente la riforma Usa passata al Senato con “soli” 59 voti contro 39 farà da battistrada. L’argomento sicuramente più importante è quello dei derivati che negli anni sono sempre di più diventati una mina inesplosa sul cammino dell’economia globale. Sono derivati i future sul petrolio che praticamente prezzano il costo dei trasporti mondiali, sono derivati i cds che tanta parte hanno avuto nella percezione del rischio della Grecia, sono derivai i vari abs, mbs e titoli salsiccia vari che hanno fatto da innesco a questa crisi globale.</p>
<p>I derivati esistenti dovrebbero valere circa 615 trilioni di dollari ossia più di 10 volte il Prodotto interno lordo di tutto il mondo. Se si prendono assieme i portafogli di JP Morgan, HSBC e Citibank si ottengono derivati del valore di 4-5 volte il Pil globale. D’altra parte JP Morgan, Citigroup, Bank of America, Morgan Stanley e Goldman Sachs hanno guadagnato l’anno scorso circa 28 miliardi di dollari molti dei quali riferibili proprio a strumenti derivati.</p>
<p>Con il testo appena approvato si regolamenta finalmente questo gigantesco mercato e si progetta una piattaforma di scambio affidata a soggetti terzi rispetto alle banche che renderà per forza di cose più trasparenti questi mercati, portando forse un po’ di luce in cose “misteriose” come i barili di carta o le cartolarizzazioni dei mutui subprime.</p>
<p>Sembra ancora probabile che la posizione del Senato in merito al problema dei derivatives che, anche a detta del Fondo Monetario Internazionale, ha contribuito in maniera sostanziale ad aggravare la crisi forse sarà ammorbidita prima di passare alla Camera, ma alla fine qualcosa il Congresso dovrà tirare fuori e probabilmente le sue scelte condizioneranno la storia dei prossimi anni o anche decenni.</p>
<p>Sembra che ci sia persino una disposizione nel testo del Senato che potrebbe obbligare in pratica i grandi gruppi bancari a scorporare le proprie divisioni di trading sui derivati. Un forte potere di controllo sarà affidato comunque ai regolatori che il Senatore Chris Dodd, vero artefice di questo nuovo sistema di norme, ha voluto rafforzare notevolmente. Tra questi regolatori la Federal Reserve in pratica acquisirà il potere necessario a contrastare il sistema del “troppo grande per fallire” che ha permesso ai giganti della finanza di salvarsi con il denaro pubblico.</p>
<p>Previsti anche nuovi requisiti di capitale, limiti ai rischi che le grandi banche possono correre e controlli che fino a non molto tempo fa sembravano inimmaginabili. Un intero sistema cambia e riparte dal basso, tanto che la tutela dei consumatori occupa circa un terzo delle nuove disposizioni, anche perché il sovraccarico di debiti privati è stato fra le cause di questo patatrack. Dove ci potrebbe portare questo nuovo sistema non lo sappiamo, che serve una sterzata decisa è indubbio.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4425/usa-nella-riforma-della-finanza-cambiamenti-epocali">Usa: nella riforma della finanza cambiamenti epocali</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:57 di venerdì 21 maggio 2010.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Agenzie di rating? Nuove regole da subito in Europa</title>
    <link>http://www.finanzablog.it/post/4408/agenzie-di-rating-nuove-regole-da-subito-in-europa</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.finanzablog.it/post/4408/agenzie-di-rating-nuove-regole-da-subito-in-europa</guid>
    <pubDate>Wed, 05 May 2010 16:30:18 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Ferry Boat</dc:creator>
    <comments>http://www.finanzablog.it/post/4408/agenzie-di-rating-nuove-regole-da-subito-in-europa#comments</comments>
    <slash:comments>0</slash:comments>
    <category>notizie</category><category>obbligazionario</category><category>risparmio-tradito</category><category>banche</category><category>politica</category>
    <description>Ha ragione Michel Barnier, commissario europeo ai servizi finanziari, nel dire che bisogna agire subito sulle regole finanziarie europee. Non basta aspettare le riforme americane, serve un’azione[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4408%2Fagenzie-di-rating-nuove-regole-da-subito-in-europa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4408%2Fagenzie-di-rating-nuove-regole-da-subito-in-europa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Agenzie+di+rating%3F+Nuove+regole+da+subito+in+Europa&url=http%3A%2F%2Fwww.finanzablog.it%2Fpost%2F4408%2Fagenzie-di-rating-nuove-regole-da-subito-in-europa" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/finanzablog/conflictofinterest.jpg" class="post" align="left" border="0" width="246" height="452" alt="regole agenzie di rating standard &amp; poor&#39;s portogallo grecia italia risultati giudizi mercato finanza conflitto di interessi barnier europa standard giudizi frodi consumatori rmbs mbs titoli salsiccia derivati finanza " /></p>
<p>Ha ragione Michel Barnier, commissario europeo ai servizi finanziari, nel dire che bisogna agire subito sulle regole finanziarie europee. Non basta aspettare le riforme americane, serve un’azione autonoma europea che metta sotto controllo anche le agenzie di rating oltre al mercato dei derivati. L’impianto Ue andrà senz’altro coordinato con le norme statunintesi e internazionali, ma il sistema finanziario europeo deve dimostrare la propria autonomia. Non perché Mody’s abbia appena messo sotto osservazione il debito del Portogallo o perché Standard &#038; Poor’s abbia appena tracciato le linee di un “contagio” europeo della crisi greca, ma perché troppo spesso le agenzie di rating hanno sbagliato e perché alcuni dogmi come il rating da tripla A della Gran Bretagna e degli Stati Uniti oggi non sono più accettabili. A Washington si discute infatti da tempo della trasparenza di questi giudici privati dei bilanci di colossi finanziari e di nazioni e fra le proposte in campo c’è quella di sottoporre il loro operato alla vigilanza della Sec, la Consob americana.</p>
<p>Il premio Nobel dell’Economia Paul Krugmann ha ricordato recentemente sulle colonne del New York Times che il 93% delle Mbs (titoli che avevano come sottostante dei mutui cartolarizzati) che avevano ricevuto un bel AAA dalle agenzie di rating nel 2006 oggi sono ridotte a titoli spazzatura.</p>
<p>Il senatore statunitense Carl Levin, che guida una commissione d’inchiesta in merito, ha portato delle mail interne di molti operatori delle agenzie che secondo lui confermano “i peggiori sospetti” sia sui conflitti di interessi con le banche che sulla superficialità di molti rating.</p>


<p> Levin, per condannare un sistema nel quale le agenzie di rating sono pagate da coloro che devono valutare (a partire dalle banche da cui deriva gran parte del loro fatturato) ha detto che è come se un giudice fosse pagato dall’imputato.</p>
<p>Nessuno mette in dubbio l’utilità e la necessità dei rating sui debiti delle aziende e delle nazioni, né dei report dei revisori sui bilanci delle società e sull’andamento dei vari titoli finanziari, tuttavia è chiaro che qualcosa nel meccanismo è andato fuori controllo. Se i controllori non pagano per i propri errori, ma rimangono in grado di mettere in ginocchio paesi come la Grecia o il Portogallo anche dopo aver sbagliato clamorosamente in passato come nel caso Enron o Parmalat qualcosa chiaramente non va. Servono nuove regole.</p>
<p>I giudizi delle agenzie di rating hanno fallito anche con numerosi stati americani che hanno comprato strumenti poi rivelatisi assolutamente meno sicuri di quanto certificato. Risultato? Una pioggia di cause si addensa contro queste agenzie. Oltretutto negli anni passati la crescita del fatturato delle agenzie di rating è stata fenomenale e il contributo dei prodotti di finanza strutturata che poi erano alla base della sanguinosa bolla appena scoppiata (almeno in parte) non è stato indifferente. Fra il 2002 e il 2007 i ricavi delle agenzie di rating dai strumenti come i titoli salsiccia o gli mbs di cui sopra si sono triplicati sia per Standard &#038; Poor’s che per Moody’s.</p>
<p>Al contempo i mercati di riferimento di queste montagne di miliardi diventavano sempre meno trasparenti fino a far chiedere a qualcuno nel mezzo della crisi in corso: ma dove era nascosto tutto questo debito? L’esempio è facile facile. Il mercato dei cds, ossia delle assicurazioni contro il default di un emittente come la Grecia o la Goldman Sachs, sono uno strumento legitimo ma poco liquido e poco trasparente. Gruppi come JP Morgan e altri colossi finanziari spadroneggiano su queste piattaforme, tuttavia la regolamentazione di questi mercati è ancora per lo meno primitiva. Si dirà: cose da tecnici&#8230; e invece no. Sui cds la Grecia si sta giocando il suo futuro, sull’andamento dei credit default swap Standard &#038; Poor’s ha basato le proprie azioni sul rating del Portogallo. Ma, se alla fine si considera che banche come JP Morgan pagano gran parte delle fatture di agenzie come Standard &#038; Poor’s per giudicare i prodotti che loro stesse devono vendere, si capisce che la possibilità di affari diventa davvero eccessiva. Se poi il meccanismo finisce per intaccare la sovranità degli stati e per mettere a repentaglio il futuro di milioni di persone il problema delle regole diventa di primo piano.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.finanzablog.it/post/4408/agenzie-di-rating-nuove-regole-da-subito-in-europa">Agenzie di rating? Nuove regole da subito in Europa</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.finanzablog.it">Finanzablog.it</a> alle 18:30 di mercoledì 05 maggio 2010.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>


</channel>
</rss>

