Saras, la società petrolifera che fa capo alla famiglia Moratti, sta ormai per sbarcare in Borsa, dove è stata ammessa alla quotazione lo scorso 20 aprile. Oggi è stata avviata l’offerta globale - per un massimo di 345 milioni di azioni pari al 36,278% del capitale - destinata a concludersi il prossimo 12 maggio. L’Ipo è composta da un’offerta per un minimo di 69 milioni di azioni, pari quindi al 20% della stessa offerta globale, aperta al pubblico indistinto in Italia e ai dipendenti, e di un collocamento istituzionale riservato ad investitori professionali in Italia e istituzionali all’estero per un ammontare massimo di 276 milioni di azioni.
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La Saras è stata ammessa alla quotazione in Borsa. In una nota di Borsa Italiana si legge che la data di inizio delle negoziazioni verrà stabilita con successivo avviso subordinatamente alla verifica della sufficiente diffusione degli strumenti finanziari. Approda quindi in Borsa il gruppo fondato nel 1962 da Angelo Moratti è tuttora controllato interamente dalla famiglia (Angelo Moratti sapa) e svolge la sua attività con la raffineria di Sarroch (presso Cagliari). Il gruppo è guidato da Gian Marco (presidente) e Massimo Moratti (amministratore delegato). Il 2005 si era chiuso con un utile netto di 293 milioni di euro in crescita del +47% e con un altrettanto lusinghiero incremento dei ricavi (+48% a 5.196 milioni di euro), il tutto grazie all’aumento generalizzato del prezzo del grezzo e dei prodotti petroliferi e, in misura minore, dall’aumento delle quantità lavorate e vendute.
Saras si appresta a sbarcare a Piazza Affari. Il gruppo petrolifero della famiglia Moratti, secondo quanto riportato dal quotidiano Finanza & Mercati, dovrebbe ricevere entro fine settimana il via libera da Consob alla documentazione per lo sbarco in Piazza Affari: i venti giorni di prammatica per l’ok (dopo l’attestato all’emittente della completezza della documentazione) dovrebbero scadere giovedì prossimo. In base alle prime indicazioni filtrate sul calendario, si parlava di bookbuilding aperto il 24 aprile con definizione del prezzo prevista il 10 maggio.
Se non ci saranno difficoltà, la società dovrebbe debuttare sul listino milanese a metà maggio.
Tuttavia, tra i gestori c’è la consapevolezza che Saras, nel contempo, si sta giocando una partita legale chiave sulla Sarlux, la joint venture costituita nel 1995 con Enron per la produzione di elettricità. I Moratti hanno in corso un arbitrato a Parigi con il gruppo americano fallito per l’esercizio di una call option sul 45% di Sarlux. In caso di vittoria a Parigi, secondo Caboto, Saras potrebbe avere il 100% di Sarlux «in pratica senza esborsi», il che alzerebbe il range della valutazione da 4,1-5 miliardi, a 4,6-5,5 miliardi.
Per Jp Morgan, la differenza sarebbe ancora maggiore (di oltre 700 milioni) in caso di totale incorporazione di Sarlux. La data in cui il Tribunale di Parigi si esprimerà sull’arbitrato non è stata chiarita. L’esito è atteso entro il 30 aprile. Ma è probabile che si punti a una sentenza già in settimana.