Logo Blogo

Scalate

Roche punta alla terapie geniche e vuole Illumina

pubblicato da alessandro condina in: Titoli esteri Scalate


Roche vuole a tutti i costi conquistarsi una posizione importante nel promettente settore delle terapie basate sulla sequenza del Dna; con questa prospettiva ha messo nel mirino la società farmaceutica americana Illumina, con sede a San Diego in California. Dopo mesi di trattative infruttuose con la dirigenza, gli svizzeri hanno deciso di lanciare un’offerta ostile direttamente agli azionisti.

Il colosso farmaceutico svizzero è disposto a pagare 44 dollari e 50 per azione, con un premio del 19% rispetto agli attuali valori di Borsa. Per il management californiano, però, l’offerta non è sufficiente, per cui c’è da aspettarsi una lunga battaglia tra potenziale preda e cacciatore.

Già un anno fa, infatti, il cda di Illumina - nell’ambito delle trattative per un ingresso importante di Roche nella compagine azionaria - aveva fissato un prezzo accettabile in 79 dollari per azioe, quasi il doppio rispetto all’attuale somma che i rivali sono disposti a pagare.

Continua a leggere: Roche punta alla terapie geniche e vuole Illumina

Google tentata da Yahoo: il nemico è l'antitrust

pubblicato da alessandro condina in: Tecnologia Titoli esteri Scalate


Ma davvero Google sta pianificando l’acquisizione dell’antico rivale (un po’ appannato) Yahoo? A sentire le voci di corridoio e soprattutto a leggere i retroscena sciorinati sul Wall Street Journal, sembrerebbe che ci sia ben di più di una vaga volontà. Secondo le fonti finanziarie che hanno passato la soffiata al quotidiano americano, Google ha già contattato due società di prvate equity per studiare un take over, ma per adesso potrebbe aver accantonato l’idea.

L’obiettivo di un’operazione del genere, secondo l’analisi del quotidiano, potrebbe avere due conseguenze: o conquistare il rivale per trovare nei siti internet di Yahoo uno sbocco per la propria raccolta pubblicitaria ovvero partecipare a una sorta di asta per aumentare il prezzo di Yahoo e costringere un potenziale concorrente (Microsoft) a pagare di più, e magari svenarsi, per prevalere nella competizione.

In entrambi in casi, però, come fa notare con attenzione Forbes, Google giocherebbe col fuoco, quello dell’Autorità antitrust americana, che negli ultimi anni non ha mai fatto troppa paura (meno dell’Antitrust europeo) ai colossi della finanza, tranne quando nel 2008 bloccò proprio un accordo fra Google e Yahoo nel settore della pubblicità su internet.

Continua a leggere: Google tentata da Yahoo: il nemico è l'antitrust

Lactalis si beve Parmalat, il Sistema Italia non ha soldi

pubblicato da alessandro condina in: Alimentare Parmalat Scalate


Come volevasi dimostrare, per i mercati finaziari e per gli investitori non contano i passaporti, gli “interessi nazionali” e gli impegni fra gentiluomini: quello che conta è il denaro, possibilmente contante e sonante, e chi offre denaro - specialmente se dall’altra parte non ci sono prospettive concrete e fidejussioni, ma solo chiacchiere - ha ottime possibilità di averla vinta.

Così i francesi di Lactalis, al prezzo di 2,8 euro per azione, si sono aggiudicato il 15,3% di Parmalat riunito in un patto fra i tre fondi esteri azionisti di Collecchio, Skagen Global, Mackenzie financial corporation e Zenit. Sì, è vero, i tre fondi si erano detti propensi a una soluzione “itaiana”, ma non sono mica un ente caritatevole! Fanno affari e il miglior affare gliel’hanno proposto i francesi di Lactalis.

Questa cessione ingloba un premio del 13% circa in più rispetto alla chiusura di lunedì, ma per i tre fondi vuol dire, probabilmente, una plusvalenza del 30% sul loro pacchetto. Che dovrebbero fare? Immolarsi per la causa italiana? Per carità! Avrebbero dovuto pensarci prima quelli che urlano all’interesse nazionale - vero Emma Marcegaglia? - e si sgolano per tenere lontano lo straniero i giorni dispari, mentre nei giorni pari versano calde lacrime perché dall’estero nessuno è pronto a investire in Italia.

Continua a leggere: Lactalis si beve Parmalat, il Sistema Italia non ha soldi